Storia ignobile 3 la moglie del cuckold
di
IMMORALEX
genere
confessioni
LA MOGLIE DEL CUCKOLD (Da una storia vera)
Testimonianza di come sono diventata una Sweet.
Note:
"Quando marito e moglie fanno l’amore, sono presenti almeno quattro persone: i coniugi in questione e le due persone a cui stanno pensando in quel momento mentre lo fanno."
Sigmund Freud
Non so perché sono qui a scrivere stasera, forse perché' sono sempre stata sicura che scrivere in un certo senso aiuta a liberarsi da quello che si ha dentro.
Francesca.
TESTIMONIANZA
Eccomi, anche oggi nuda davanti allo specchio, con tutte le luci della camera accese, mentre mi preparo mentalmente per uscire e incontrarmi con un bull, un partner, un amante oppure un ‘lui’, come lo chiama mio marito. Mi guardo… mi piaccio, faccio un bel respiro e mi guardo ancora allo specchio, così da potermi vedere per intero e guardarmi oltre il corpo anche in viso e negli occhi. Sono ancora bella, una bella signora trentaseienne, con il corpo adulto che sta maturando.
Sono una madre e una moglie stimata e rispettata e faccio uno sforzo mentale per allontanare l'immagine che ho di me stessa in questo momento, di una donna peccaminosa e lussuriosa per quello che mi accingo a fare, anche se è voluto ed è parte del mio modo di vivere di oggi ormai.
Chiudo e apro gli occhi e osservo attentamente il mio viso, il mio corpo, adulto formato che si avvia alla sua maturità fisica. Il mio corpo sobbalza alla verità dei miei pensieri:
” Non sono più una ragazza, ma una donna vissuta, e il mio corpo è testimone di tutti gli anni in cui ha portato la mia anima attraverso la vita, il sesso, la carnalità, la lussuria, libidine e il piacere.
E allora sola, nell’attesa dell’orario per uscire, mentre mio marito è seduto in salotto a lavorare con lo smartphone e in assenza di nostro figlio, nuda, con tutto il sesso depilato mi siedo alla scrivania del nostro studio e dal mio portatile vi scrivo.
Mi chiamo Francesca, sono una signora di 36 anni, ex impiegata ora commerciante, in perfetta salute ed in ottima forma fisica. Sono alta e magra, vesto elegante, con jeans o tailleur a gonna o pantalone, la mia lingerie è ricercata …e i miei slip sono taglia 2/3, gli indumenti 40/42 come gli anni che mi sto accingendo a raggiungere. Per l’età che ho il mio seno naturale è ben lontano dal mostrare cedimenti e porto una terza di reggiseno. Le cosce sono lunghe, morbide e vellutate e lo sa bene chi me le ha accarezzate, baciate o leccate e il posteriore è di una forma e bellezza invitante. L’addome nonostante le attenzioni fisiche e alimentari cede leggermente ogni anno di più, è l’eredità del tempo che l'ha derubato della sua piattezza e incavatura naturale, ma in cambio mi ha donato postura ed eleganza, proporzioni armoniose e raffinatezza della maturità fisica.
Vi chiederete perché questa introduzione particolare, diversa dalle altre per una confessione?... Perché questo esame e descrizione approfondita del mio corpo? Perché è tempo per me di riparare i danni causati dalla nostra cultura e dalla mia paura a riguardo. Era tempo di rimettere un po' d'amore nella mia anima ferita. Era tempo di riprendere possesso di ogni singolo segno su ogni singolo centimetro del mio corpo, questo corpo offerto molte volte ad altri uomini.
Quello che voglio narrare, non è una confessione, ma una testimonianza, la mia, che spero non sia lunga come dichiarazione e non vi tedi di argomenti che probabilmente conoscete meglio di me, ma che hanno cambiato la mia vita, la mia sessualità e il mio modo di pensare e valutare gli uomini e me stessa.
Ho letto molto su internet e sui siti dedicati di racconti erotici di cuckoldismo compreso il Vostro blog Immoralex. Ho anche approfondito nella lettura i risvolti fisici e psicologici che hanno i cuckold su sé stessi e quelli sulle loro mogli o compagne, e spesso mi veniva da sorridere leggendo di quei mariti aspiranti cuckold che vorrebbero che la moglie fosse una couckein (come si dice ora).
Tutte situazione o storie dove lei si trova indotta dal proprio compagno o marito nel ruolo di sweet, sia obbligata con persuasione psicologica oppure con imposizione come ho avuto modo di leggere e successivamente trovare piacere dalla situazione da continuare volontariamente a praticarlo. O viceversa era curiosa e predisposta a provare ciò che le prospettava il marito o ancora lo ha fatto per amore scoprendo il marito cuckold…
Comunque sia avvenuto erano tutte conseguenze di una storia trasgressiva nata tra loro o che c'era già e si è poi modificata nel tempo e trasformata nel vivere assieme.
La mia storia invece no, non è così. Si perché io ho accettato di sposare mio marito, sapendo che era cuckold, avendomelo confessato lui stesso prima di sposarci, spiegandomi pure cosa significasse essere cuckold e soprattutto per me diventare la moglie di un cuckold, una sveet, hotwife, perché io non sapevo nemmeno cosa fosse. Ho accettato per amore, non perché mi piacesse divertirmi con altri uomini o ne sentissi il desiderio e la necessità in quel periodo, ma con le lacrime agli occhi ho acconsentito a trasformarmi per lui… perché lo amavo… sì lo amavo profondamente.
È stata solo una mia scelta sposarmi un cuckold, non l’ho scoperto dopo, lo sapevo già prima, senza coercizioni di nessun tipo, men che meno di tipo psicologico e tutto è avvenuto all'insaputa dei miei genitori, di mia sorella più grande e di mio fratello e mio cognato.
Una scelta non solo sessuale ma di modo di vivere, oggi posso dire di avere una doppia vita, una da signora borghese per bene, rispettata e stimata da tutti e l’altra libertina e lussuriosa in determinate situazioni e contesti. Una signora al di sopra di ogni sospetto.
Ma leggete.
Tutto iniziò sette anni fa, io allora ero una ragazza di 29 anni, carina e seria, impiegata in una ditta di …. Trasporti.
Uscivo fuori da una crisi sentimentale, ero stata fidanzata in casa parecchi anni con un ragazzo della mia età conosciuto al liceo, dovevamo sposarci, ma poi lui libertino e donnaiolo, recidivo e perdonato più volte, fu sorpreso da me ancora con un’altra ragazza e dopo una lite furibonda finì tutto, lo lasciai. A nulla valsero i suoi tentativi, le intercessioni dei miei genitori e parenti. Era finita, sentivo che non l’amavo più se mai l’avessi davvero amato prima e avevo chiuso con lui e basta.
Passai dei momenti bruttissimi al limite dell'esaurimento nervoso, ero sola e triste, uscivo poco o con qualche amica, evitavo il corteggiamento di altri che mi dava solo fastidio, ma ne venni fuori e riguardai alla vita con il sorriso, pronta a rifarmi un futuro.
Un giorno capitò in ufficio un cliente, che nell'attesa di essere ricevuto dal direttore perché impegnato all’interno con altri acquirenti, si mise a chiacchierare con me in modo che lo intrattenessi un po' nell’attesa….
Era un bell'uomo, sulla quarantina, distinto, ben curato nel vestire e dal parlare si capiva che era anche di buona cultura, mi piacque subito, era educato e gentile e soprattutto rispettoso e non invadente.
Quando fu il suo turno prima di entrare guardandomi negli occhi esclamò: “Adesso che so che c'è lei qui, verrò spesso e volentieri di persona, con la speranza segreta di poterla vedere ancora!” Gli sorrisi imbarazzata, inutile dire che quella frase mi fece piacere e anch'io dentro di me desiderai che tornasse per rivederlo.
Quando uscì dall’ufficio dopo aver sbrigato le sue cose, venne dritto da me e mi chiese il nome: “Francesca!” Risposi.
“Maurizio!” Replicò presentandosi e stringendomi la mano.
“Spero di rivederla ancora!” Esclamò, facendomi arrossire e sorridere nuovamente, imbarazzandomi più della precedente esclamazione davanti alla mia collega.
. Quando se ne andò, con la mia collega d’ufficio parlammo tra di noi: “Ma chi è?” Chiesi curiosa e interessata.
“E' il titolare dell'impresa XXXX che si interessa di nautica.”
Domandai altra informazione alla mia collega ma fingendomi disinteressata e mi diede risposte vaghe non conoscendolo bene neanche lei, l’unica cosa che disse confidenzialmente fu che lui (Maurizio), le piaceva, era un bell’uomo affascinante e attraente.
“Ehhh!!!” Dissi ridendo:” Ma tu sei già fidanzata …stai per sposarti, non vorrai fare come me all’incontrario... lasciare il tuo futuro marito?” Dissi ridendo.
“No grazie… ci tengo e voglio sposarmi ...” Mi ripeté: “… anche se però un cornino con lui glielo farei volentieri…” Dichiarò scherzosa ridendo anche lei.
“Ma dai?!” Esclamai io divertita:” Non sei ancora sposata e già pensi a fare i cornini…!?” E guardandoci ridemmo tutte e due insieme.
“Hai ragione, è presto …” Rispose scherzosa:” …tra qualche anno…” E continuammo a ridere stupidamente.
Non so nemmeno io perché, ma d’istinto come una ragazzina innamorata mi misi a cercare più informazioni possibili su di lui, tramite persone che lo conoscevano e frequentavano e così seppi che era vedovo, sua moglie era mancata due anni prima e aveva un figlio di dieci anni che viveva con lui. Seppi che era una persona responsabile, benestante e anche corteggiato dalle donne, ma che era serio e non dava facilmente confidenza.
“Però a me l’ha data di sua iniziativa!” Pensai felice.
Un pomeriggio mentre ero sul lavoro e dopo averlo pensato molto in quei giorni, ricevetti una telefonata in ufficio, era lui che mi chiedeva se al termine della mia giornata lavorativa poteva offrirmi da bere qualcosa… un aperitivo o altro. Restai felicemente sorpresa, quasi incredula di quella richiesta e per non passare per una ragazza facile che dice subito si, tentennai… esitai, temporeggiai, ma poi vedendo la sua insistenza educata al limite di un vero e proprio corteggiamento telefonico, gioiosa ed esultante dentro di me accettai volentieri e alle 19.00 ci incontrammo davanti a un bar poco lontano dal luogo dove lavoravo per un’apericena.
“Buonasera, speravo che venisse...” Dichiarò sorridendo vedendomi.
“Non è mia abitudine accettare inviti del genere!” Risposi seria.
“Lo so, per questo sono doppiamente felice che l’abbia fatto…” Replicò.
Ci sedemmo a un tavolino e parlammo del più e del meno, ci conoscemmo meglio e ci demmo del tu e discorremmo di cose banali, del lavoro, mio, suo, un po' di noi, mi parlò di suo figlio… In un attimo arrivarono i venti e lo dovetti salutarlo nonostante un suo invito ad andare a cena con lui, ma che cortesemente rifiutai.
Ci lasciammo con l’intenzione che ci saremmo rivisti o per lo meno risentiti al cellulare e ci scambiammo i numeri telefonici.
La sera stessa dopo cena, mentre sdraiata sul lettino della mia camera lo pensavo, mi arrivò un messaggio da lui.
“Grazie del bel momento passato vicino a te!! Non vedo l’ora che arrivi domani per rincontrarti nuovamente.”
Sorrisi felice...ero contenta, feci passare volutamente una quindicina di minuti e risposi soltanto:” Anch’io…”
Il giorno dopo mi arrivò un nuovo sms sullo smartphone, dove dopo vari complimenti mi chiedeva di rincontrarci alla solita ora e al solito posto della sera prima.
Accettai.
Uscita dal lavoro salii a cavallo del mio scooter bianco, con la chiavetta avviai l’accensione e misi in moto e diedi gas per due o tre volte. Avvertii l’odore acre della benzina e degli oli bruciati, che salivano verso l’alto in una nuvola azzurrognola. Misi il casco e mi avviai al locale. Ero emozionata e impaziente di incontrarlo.
C’erano infatti soltanto poche centinaia di metri, ma mi sembrarono chilometri. Comunque in un attimo arrivai e parcheggiando proprio davanti al locale lo vidi in piedi, sorridente con un mazzetto di fiori in mano ad aspettarmi.
Sorrisi e dopo aver posizionato lo scooter sul cavalletto laterale, tolto il casco e aggiustata i capelli scuotendoli e pettinandoli con le dita, sorridendo mi avvicinai.
“Ciao !!” Disse lui con un sorriso pulito porgendomi il mazzetto dei fiori.
“Ciao !!” Risposi:” E grazie, non dovevi, sono così belli!” Risposi accarezzandone i petali e annusandoli.
“Niente in confronto alla tua bellezza.”
Si vedeva e capii subito che mi corteggiava. Ci sedemmo e dopo aver ordinato da bere, chiacchierammo.
Aveva un’aria frizzante. Mi ringraziò nuovamente per aver accettato il suo invito, aggiungendo un sorriso dall’aria timida con quei suoi occhi colore del ghiaccio, ma che nascondevano una grande forza e un grande mistero che ancora non conoscevo.
Subito si stabilì tra noi una strana attrazione, che fece diventare il nostro sguardo di occhiate fuggitive reciproche, in uno sguardo di una forma più potente di comunicazione non verbale di attrazione e interesse di cercarci e d’intesa poi.
Chiacchierammo in tono amichevole. Quindi mi invitò a passeggiare.
Camminavamo a passo rallentato dallo scrutarci in continuazione e dalla nostra conversazione sul marciapiede che percorrevamo, finché soli alla luce dell’imbrunire ci sedemmo in una panchina. Provavo un turbamento strano, di certo suscitato dalla sua compagnia, da quella situazione intrigante, ma anche impaziente di perché non si facesse avanti … e mi baciasse che l’avrei lasciato fare e ricambiato.
In un attimo senza neanche pensarci, la forza strana che ci aveva attratti e fatti giungere li, ci fece avvicinare molto l’uno verso l’altro fino a far arrivare le nostre labbra a toccarsi e fondersi in un bacio lungo e profondo, legandoci tra noi oltre che con le nostre bocche, con le nostre braccia. Non so quanto durò quel bacio, un minuto, forse più…. Poi ci staccammo imbarazzati, ma sorridenti e felici ci guardammo negli occhi.
L’eccitazione era diventata nel frattempo tanto grande, che non riuscivo più a sentire le nostre chiacchiere. Il cuore battendo forte pompava sangue con forza in tutto il corpo accaldandomi e martellandomi nelle orecchie. Ero ebbra di una sensazione piacevole che mi stordiva, che mi penetrava e mi rapiva.
I momenti successivi sono un ricordo confuso di chiacchiere, sguardi complici e colpevoli. I suoni mi giungevano ovattati e distanti tra le parole vuote ed inutili che dicevamo tanto per parlare. Solo gli odori si impressero con aggressività nella mente. La sua fragranza maschile, buona e stordente assieme al profumo di alito fresco, la sensazione dei capelli morbidi tra le mani, la pelle del viso ben rasata, tenera e accarezzata dalle mie dita.
Ci trovammo d’un tratto riabbracciati a baciarci di nuovo.
Dalle nostre espressioni si capiva chiaramente che la felicità provata era grande per entrambi.
Ero completamente rapita da lui, dai suoi occhi invitanti e dalla sua bocca calda che non capii niente, ebbi una esplosione al cuore e me ne innamorai.
Da quei primi baci prendemmo a incontrarci regolarmente. Una sera dopo parecchi mesi che ci vedevamo, decidemmo di andare a ballare e di divertirci un po’.
“Ehi amore! ...Ti va se andiamo in discoteca?” Gli chiesi scherzando con la mia aria da ragazza allegra, visto che lui aveva dieci anni più di me ed era più pantofolai, e abitudinario.
Sapeva che a me piaceva molto ballare, divertirmi in mezzo alla gente, glielo avevo confidato in una delle nostre chiacchierate conoscitive.
“Certo andiamo pure!” Replicò sorridendo.” Però scelgo io il locale...”
“Va bene!” Dissi e ci accordammo
Quando andammo a ballare quella sera indossavo una camicetta che lasciava intravvedere il reggiseno sotto e un pantalone bianco, ero molto carina, con un viso dolcissimo che in confronto a lui sembravo quasi una ragazzina se non fosse stato per il trucco. Il viso, con il carattere erano l’espressione della mia dolcezza e quella sera ero proprio una bella ragazza anche nel look, con un bel seno ostentato ed un fondo schiena evidente e molto invitante che ogni volta che camminavo sui tacchi a braccetto a lui alcuni uomini si voltavano a guardarmi e sembrava volessero saltarmi addosso.
Quel giovedì sera scelse un locale dove scoprimmo dopo che gli uomini erano in maggioranza in confronto delle coppie o le ragazze e naturalmente le loro attenzioni venivano attirate da quelle poche femmine che c’erano, anche accoppiate, noi compresi.
Arrivati alla discoteca dopo un po’ di fila e qualche strisciamento su di me da parte di qualche ragazzo maleducato e irriverente alla cassa, riuscimmo ad entrare. La musica era assordante e il locale strapieno di gente. Subito prendemmo da bere al bancone del bar e dopo essere tornati al nostro tavolino, decidemmo di andare a ballare e ci avviammo in pista.
Si ballava con musica dal vivo, con movimenti semplici e ripetitivi, perfetti per divertirsi, muovendo il corpo e scuotendo gli arti a ritmo di musica, alternando braccia in alto e in basso, piegamenti sulle ginocchia e saltelli.
Casualmente in quella confusione della danza finimmo poco lontani l’uno dall’altro per la gente che senza volerlo ballando si interponeva tra di noi, senza che lui facesse nulla per avvicinarsi a me, ma invece volutamente restava distanziato a osservare dietro ai sorrisi i miei comportamenti in quella confusione. Sorridendo restava a guardarmi muovere gioiosa e sensuale al ritmo della danza di quelle canzoni, quasi come se fossi sola.
In effetti presa dal ritmo e dalla danza mi muovevo concedendo ignara la sensualità del mio corpo sciolto, agli sguardi libidinosi degli altri ragazzi in pista.
Tra noi c’erano due, tre tipi che ballando mi avevano praticamente serrata intorno ai loro corpi sudati, qualcuno strusciandosi addosso a me di fianco o dietro in modo alquanto invadente, tra le luci stroboscopiche.
Notai che ballando quei ragazzi mi osservavano il corpo e in modo particolare, mi guardavano il sedere muoversi stretto nei pantaloni attillati ai passi di danza. Lui sembrava non accorgersene guardando in giro mentre ballava nella pista tra la confusione, ma dalle sue occhiate e con il senno del poi, intuii in seguito che si accorgeva di tutto quello che accadeva intorno a me.
Allora ero giovane e mi piaceva divertirmi, ma guardando Maurizio pensavo che lui fosse infastidito dall’atteggiamento di quegli uomini e dal mio, e che fosse disgustato da me.
Lui era un uomo di quarant’anni, dieci più di me, che truccata ne mostravo ancora meno e immaginavo il suo disagio nel vedere altri ragazzi e uomini che mi scrutavano e sorridevano imbarazzandomi.
Provavo disagio, ma non dicevo una parola, osservavo solo lui che sorridendomi fingendo di non vedere quei tipi intorno continuava a ballare davanti o poco distante da me, mentre altri tra la penombra delle luci dei faretti, oltre gli sguardi cercavano di osare di più… qualcuno strusciandosi, ma che prontamente allontanavo o mi distanziavo io.
Era una figura disgustosa quella che stavo facendo davanti a lui, ma continuammo, quando ci guardavamo lui sorrideva.
Nella confusione danzante e musicale ad alto volume nella pista piena di gente, dagli sguardi dei frequentatori su di me, mi sentivo considerata un po' come una gattina a cui tutti sorridevano e avrebbero voluto accarezzare.
Sapevo di essere una bella ragazza e di piacere, ma mi sentivo smarrita pensando alla gelosia di Maurizio quando gli altri facevano commenti sconci e compivano sorrisi e sguardi volgari per il mio vestire, osservando con insistenza imbarazzante le mie parti anatomiche, sedere e seno che per il mio modo di muovermi durante il ballo involontariamente apparivano provocanti.
Pensavo che si arrabbiasse nel vedermi corteggiata e importunata, invece la realtà era diversa, io non lo sapevo ancora ma lui ne provava piacere e quella serata voleva che si trasformasse in un’eccitante mia ignara esibizione dentro la discoteca affollata di ragazzi che mi spogliavano con gli occhi, facendo su di me risolini e commenti indecenti.
Ballavo saltellando con i capelli mossi e selvaggi, con un look abbastanza serio, ma nei movimenti la camicetta mi stringeva il seno da evidenziare e lasciare intravedere nella trasparenza il reggiseno sotto essa e immaginare le areole rosa, tra gli sguardi dei ragazzi e i suoi sorrisi distratti. Per non parlare del mio posteriore sporgente e ammaliante nel pantalone bianco da mostrare nel gioco di luce e nell’aderenza del tessuto oltre la rotondità delle natiche, l’elastico e la forma dello slip che indossavo e dove qualche deficiente a mia insaputa mettendosi dietro, ballando, portando il bacino in avanti e indietro mimava l’atto sessuale.
Lo sguardo di Maurizio osservandomi era dolcemente malizioso, mordendosi le labbra dall’imbarazzo e speravo gelosia.
In quel momento non lo sapevo, ma il suo desiderio cresceva a quella mia condizione di essere ambita da altri.
Infastidita della loro vicinanza, in un attimo mi allontanai da loro facendomi strada tra i corpi sudati dei presenti, andando verso di lui. Alzai lo sguardo e lo guardai negli occhi restando di fronte a testa alta con la voglia di baciarlo in bocca. Il suo sguardo inquisitorio lo sentivo penetrarmi tra gli indumenti appiccicati sulla pelle del corpo sudato e nell’anima, e visto che timido o vergognoso non si muoveva, mi avvicinai, le misi le braccia intorno al collo, mi alzai in punta di piedi e mettendo le mie labbra contro le sue lo baciai spingendogli la lingua in bocca.
Ricambiò e ci baciammo per un minuto buono nella pista, tra la musica, la danza e gli sguardi degli avventori delusi, poi ci staccammo. Ero felice…
“Non sono mai stato baciato con così tanto ardore! “Esclamò.
“Perché ti amo e sei il mio amore...” Ribattei contenta di quello che aveva detto e lui sorridendomi e fissandomi continuò.
” Fossi morto in quel momento sarei stato felice. Baci da vero angelo. “Affermò raccogliendo la mia mano nella sua gentile pronunciando tra il frastuono: “Andiamo!”
Erano passate un paio di ore e come una coppia di innamorati quale eravamo, prendemmo al tavolino le nostre cose e uscimmo. Senza rendermene conto, mostrandomi e ballando agli sguardi di quegli uomini, di quei ragazzi, gli avevo dato e aveva vissuto momenti di emozione intensa, al punto da essere eccitato e di confidarmi che avrebbe voluto fare l’amore in auto. Ci guardammo, era sconveniente per la nostra posizione sociale farlo in macchina anche se sarebbe stato trasgressivo ed eccitante, ma vista l’ora rimandammo ad altra occasione.
Camminammo lungo la strada, senza parlare, mano nella mano, salimmo in auto, altro bacio e visto che era tardi mi accompagnò felice davanti al portone di casa mia, non facemmo niente quella sera, anche se entrambi lo desideravamo.
Iniziata la nostra storia, ci incontravamo giornalmente, era molto dolce e mi piaceva. Come ho detto mi innamorai quasi subito di lui.
Ci frequentammo per due anni, dove a casa sua avemmo anche rapporti sessuali, normali, teneri e gioiosi ma niente in confronto a quello che sarebbe venuto dopo. Da innamorata con idee per il futuro volevo sposarlo, d’altronde lui era libero, era vedovo e gli chiesi di conoscere i miei genitori e lui accettò.
Si presentò molto bene e fece una bellissima impressione anche a mia sorella e mio cognato che mi ritenevano fortunata ad aver trovato un uomo così, più grande, posato, benestante, “con la testa sul collo” come diceva mio padre, una guida insomma e un punto di riferimento per me. Ero felice….
Lui mi fece conoscere anche suo figlio Fabio, un bellissimo ragazzo biondo di 10 anni, con cui legammo subito.
Un giorno uscimmo soli io e lui, lo accompagnai in palestra e al ritorno come una mamma vera o una sorella maggiore, mi fermai a prendere il gelato con lui, seduti in un dehors.
Era molto timido come ragazzo e io cercavo di approfondire l’amicizia.
“Allora Fabio! Cosa pensi di me?” Chiesi imbarazzata.
Sorrise: “Devo dire la verità? “Rispose.
“Sempre con me!” Ribadii sorridente anch’io:” Non devi mai avere paura di dirmi quello che pensi. “
“Sei bella, simpatica e sono contento che frequenti mio padre e spero che diventerai mia madre!” Rispose.
Mi fece tenerezza e mi commosse: “Grazie!” Ribattei felice di piacergli e dell’ultima frase che aveva pronunciato, visto che secondo i miei sogni avremmo dovuto vivere nella stessa casa ed era mia intenzione fargli un po' da madre.
Parlammo molto, approfondimmo l’amicizia, ma la frase che mi colpì profondamente fu quando le chiesi:
“ Allora! Cosa ti ha detto tuo padre di me?”
Sempre gustando il gelato si aprì in un altro sorriso: “Mi ha detto che non sei solo bella ma anche molto affettuosa e intelligente, che ti devo rispettare perché lui ti ama molto e ha dei progetti di vita comune con te, di non farti arrabbiare e di non fargli fare brutta figura!”
Mi commossi ancora, la sua sincerità e spontaneità, mi fecero venire gli occhi lucidi. “Tu non mi fai arrabbiare Fabio e non gli fai fare brutta figura ... stai tranquillo!” Gli Risposi accarezzandolo sul capo confidandole: “Sai!... Lui è molto orgoglioso di avere un figlio come te ...me lo ha confidato lui.”
Sorrise, ci alzammo e pagai e mano nella mano, come se fosse stato davvero mio figlio e io la sua mamma tornammo a casa sua.
Ero felice, la mia intenzione era sposarmi al più presto con Maurizio, lo amavo con tutta me stessa e volevo accettare Fabio come mio vero figlio e glielo dissi anche a lui che approvò questo mio desiderio di diventare la moglie di suo padre e diventare un po’ sua madre. Anche se nelle mie intenzioni c’era di averne altri con Maurizio, miei naturali, dargli un fratellino o una sorellina.
Sessualmente Maurizio era molto dolce e tenero, mi accarezzava molto e baciava, i momenti di intimità erano fatti di eccitazione e amore, carezze e baci, molti preliminari prima di avere il rapporto sessuale completo con penetrazione; era sempre delicato, dolce e rispettoso quando facevamo l'amore. Non era molto passionale, né vigoroso come il mio ex… che era esuberante e sinceramente più virile di lui, ma mi andava bene e lo amavo così.
Con Maurizio fare l'amore era partire dalla carezza per passare ai baci e agli sfioramenti del corpo, per poi masturbarmi con le dita facendomi già godere molto in quel modo tra le sue braccia e i suoi baci senza penetrarmi, e quando arrivava a farlo, a possedermi, ero già quasi soddisfatta, venuta più volte tra le sue dita e lui completava e terminava con la penetrazione quell'atto d'amore e di piacere.
Gli amplessi non duravano molto, pochi minuti, così come pure il vigore non era eccezionale, ma erano rapporti sessuali soddisfacenti, era un modo diverso, nuovo di amare che imparavo a conoscere e ad apprezzare. Non erano nemmeno frequenti i nostri incontri carnali completi, il congiungersi tra noi con penetrazione avveniva una o due volte al mese, anche se a volte a me mancava… l’essere penetrata e posseduta da lui, ma il sesso non era una priorità per Maurizio, non in questo modo, ma lo scoprii dopo. Da lui accettavo tutto per amore, avevo trent'anni, lo amavo, era l'uomo della mia vita e desideravo sposarlo e diventare sua moglie.
Ricordo ancora la prima volta che lo facemmo, fu bellissimo, avvenne un pomeriggio a casa sua, nel suo letto, fu delicato e dolce, come dicevo niente in confronto alla passionalità del mio ex, vigoroso, attivo e resistente sessualmente. Con Maurizio mi sembrava di passare dal baciare una roccia al baciare una rosa sulle sue labbra morbide e avvertivo i baci più caldi e le carezze più lievi di quelle del mio ex. La stessa penetrazione e il possedermi era soft e spesso breve.
Quella prima volta come dicevo, seppur lentamente fece tutto lui, mi spogliò e poi si spogliò.
Niente inutili spogliarelli sexy, iniziò accarezzandomi il sedere e a farmi i complimenti per la mia bellezza, per poi passare ai fianchi, accarezzarli, e stringendomeli mi prese e mi adagiò sul letto aprendomi titubante ma con decisa delicatezza le gambe serrate. Il mio seno si sollevava e abbassava ai respiri e sospiri, ritmato dalla tensione di quel momento, di essere presa per la prima volta da lui, dall’uomo che amavo.
A seguito i preliminari di baci e carezze si distesi su di me per penetrarmi, per farmi sentire il suo desiderio e farmi capire che non c’era per lui nessun’altra donna al mondo fuori di me che desiderasse.
Il mio viso si distorse in una smorfia di piacere quando mi toccò con le dita le labbra vaginali e il clitoride cercandone l’entrata, percependole già umide e tese e andò avanti per fare l’amore, accarezzandomi la vulva e i peli piano.
Trattenni il respiro, mentre lui mi tratteneva le gambe divaricate che d’istinto, per reazione e pudore cercavo di chiudere.
Mi accarezzò il corpo, i fianchi stretti e arrotondati. Il seno palpitante e caldo e ancora le labbra vaginali accoglienti. Strofinò il suo corpo sul mio, poi si fermò su di me.
Nell’avvertire la sua pelle contro la mia lo toccai e accarezzai con grande smania e desiderio quasi bestiale. Sentivo il suo sesso duro, eccitato fino allo spasimo davanti a me, oscillare strusciandomi la pelle dell’addome.
Poi si abbassò, lo puntò tra le grandi labbra, premette e spinse e mi penetrò con delicatezza, prendendomi così, lui sopra e io sotto, come mi ero offerta a lui, ormai con le gambe completamente divaricate e nel sentirlo entrare, pur non avendo le caratteristiche né le dimensioni anatomiche del mio precedente ragazzo si espanse in me una sensazione di benessere, di calore, di un’accogliente umidità in vagina e incominciai a muovermi con il sedere verso e insieme a lui avanti e indietro con il bacino. Ero tanto tesa e predisposta che avrei goduto anche con le dimensioni di un dito.
Praticammo l’amore e con lui fu diverso dal mio precedente ragazzo, come dicevo Maurizio era dolce, tenero e affettuoso, mi baciava molto e accarezzava il corpo continuamente guardandolo silenziosamente, contemplandomelo e sorridendomi. Gli piaceva guardarmi nuda… e piaceva anche a me che lo facesse … Si soffermava a osservarmi e poi ripartiva a baciarmi muovendosi e penetrandomi in profondità se così la voglio chiamare, con una dolcezza inusuale, quasi passiva direi, dovendo spesso essere io con il bacino eccitata a spingerlo e spronarlo su di me per farlo muovere veloce.
Allora non lo sapevo, ma probabilmente la sua mente in quei momenti di piacere possedendomi pensava ad altre situazioni per me e quel passare da uno stato mite, quasi inattivo a uno vigoroso, non erano altro che i suoi pensieri trasgressivi che fantasticava su di me e il mio corpo, che gli davano la carica sessuale attiva che avrebbe messo in atto in seguito con il mio consenso.
Sessualmente mi appagava, mi sentivo soddisfatta, lui non era un grande amatore come io non ero una grande amatrice, non conoscevo molto il sesso, degli uomini e i loro aspetti sessuali. Le mie esperienze precedenti erano limitate a qualche masturbazione giovanile e fantasia e ai rapporti avuti con il mio precedente fidanzato, che fu il mio primo e unico uomo prima di Maurizio, ma che effettivamente era più osceno e virile. Ma pensavo che l’inerzia sessuale di Maurizio oltre al carattere fosse dovuta all’età, visto che ero dieci anni più giovane. Ma come dicevo non mi importava, andava bene cosi, ero soddisfatta di lui.
Pochi movimenti e sentii salire dentro me il calore e arrivare l’orgasmo, che accettai e ne gioii per quello che era, breve e lieve. Assaporai quel piacere stringendolo senza pensare a niente. Anche lui lo avvertì, lo sentiva da come lo stringevo a me e baciavo.
Quando non ce la fece più, e anche in lui nell’amplesso si accese il piacere dell’orgasmo, uscì sfilandolo da dentro la vagina, appena in tempo per riversare il suo sperma sul mio ventre e le cosce, per poi lasciarsi cadere su di me baciandoci lingua a lingua e fu bellissimo. Un rapporto molto intenso dal punto di vista sentimentale e d’amore, anche se carente lussuria e sesso ... ma ero felice.
Quella prima volta lo facemmo fra le lenzuola bianche e candide, ansimando in una unione più spirituale e d’amore che carnale.
Fu un amplesso agitato nell’amore perché avevamo desiderio di noi. Non fu niente di speciale, ma eravamo sazi e gioiosi.
Da quella volta passarono due anni dal nostro primo incontro, eravamo fidanzati ufficialmente e io come molte ragazze innamorate attendevo solo il matrimonio. Non che fosse una priorità nelle mie esigenze future, ma sognavo una vita normale da moglie e mamma, al contrario di lui che non ne era interessato e non ne parlava mai.
Una sera che eravamo soli in auto al ritorno da un caffè mentre mi stava accompagnando a casa, visto che lui non si decideva a farsi avanti gli chiesi io: “Tu mi vuoi sposare Maury?”
Sorrise: “Certo che voglio Francy!” Rispose.” Prima di tutto perché ti amo, sono innamorato davvero di te e poi saresti un’ottima moglie e una splendida madre-amica per Fabio.”
Le sue parole mi riempirono di gioia, e risposi decisa: “E allora cosa aspettiamo? Anch'io ti amo! Sono due anni che ci frequentiamo, possiamo convivere o sposarci!”
“Non è così semplice per me sai?” Ribatté.
Non conoscevo la motivazione di quella sua risposta e la prima cosa che mi venne in mente fu: “Perché hai problemi con me? ...È per l'età?... O pensi che non sono adatta per te, che c'è qualcosa in me che non va? Che non ti piace?” Gli chiesi.
“No… no amore!! Non crearti problemi inutili che non ci sono. Tu vai benissimo sei splendida, non c'è nessun problema con te, nemmeno l'età ...tu sei una ragazza matura e diventerai una splendida signora lo vedo già e quando dico che ti amo, lo dico veramente! Sinceramente!” Ribatté.
“Ma allora perché attendi sempre? Se non ci sposiamo possiamo convivere prima?! “Proposi.
“E’ proprio per questo... perché ti amo sinceramente che non voglio convivere con te, ma sposarti. Ma non è così semplice sai, ci sono cose dentro di me... che vorrei dirti, ma non riesco!”
Restai perplessa da quel suo atteggiamento e com’era nel mio carattere iniziai a fare domande: “Riguardano tua moglie, è per lei? Hai dei rimorsi se lo fai?”
“No!... Lei non c'entra, anzi, lei sono certo che sarebbe felice se trovassi una donna come lei … che prendesse il suo posto…” E non finì la frase guardandomi e sorridendo…e io lo interruppi...
“ E allora cos'è?!” Lo incalzai. “Cosa ti impedisce di sposarmi?”
Resto in silenzio:” Non te lo posso dire ora, non mi sento! Non è né il momento né il luogo adatto!” Rispose.
“Ma perché?” Domandai iniziando ad agitarmi:” Stai tranquillo Maury che non succederà nulla! Ci amiamo… andiamo d’accordo…Tuo figlio lo sa!” Dissi.
“Sono cose dentro di me amore, tu non c'entri, te le dirò appena mi sento pronto… se non te le dicessi prima di sposarti poi ti farei soffrire e io non voglio che tu soffra, perché ti amo?”
“Ma anch'io ti amo… ma non dicendo quali sono queste motivazioni, mi fai stare male, in pena e soffrire di più!”
Alla fine con le mie insistenze riuscii a strapparle poche parole:
“Sono fatti che riguardano la sfera sessuale!” Dichiarò.
“La sfera sessuale?!!” Ripetei sorpresa.
Restai stupita da quella precisazione:” Ma perché? ... Non vado bene? Non ti soddisfo come vorresti tu?”
“Ti ho detto che riguardano me e non te, tu vai benissimo e mi soddisfi!!” Rispose serio.
“E Allora?!!” Domandai ancora sempre più curiosa e impertinente:” Cosa riguarda te? C'è qualcosa nella tua sessualità che non va!?”
“Si!” Rispose:” Ma non è che non va! E qualcosa diversa dai costumi comuni, dalle convenzioni. “
Restai in silenzio e riflettei conoscendo la sua dolcezza gli chiesi: “Hai tendenze gay? ...O bisex? Guarda che se lo sei a me non importa niente, io ti amo lo stesso.”
Sorrise e mi accarezzò sul viso:” No amore! Non sono Gay e nemmeno bisex! Mi piacciono le donne… mi piaci tu…”
“E allora?!!” Domandai io sempre più attonita e stupita.
“Se te lo dico non capiresti?” Esclamò!
“Tu dillo…e poi vediamo se non capisco!” Ribattei.
“Mi prenderesti per un perverso, un essere ripugnante!” Aggiunse.
“Ma tu dillo amore! Ti capirei...” Mormorai vedendolo rattristato.
Subito il suo sorriso si spense sulle labbra e diventò serio mormorando: “Soffriresti con me Francesca, è meglio che trovi una persona che...” Ma lo interruppi chiedendogli sospettosa ...
“Hai un'altra?”
“No! No! Non c'è nessuno credimi!” Replicò.
“E alloraaa ???” Domandai agitata alzando la voce.
Quella discussione aveva preso una piega seria e poteva terminare solo con un litigio o la verità ... ma ero determinata a conoscere cosa lo assillava.
“Se te lo dicessi non accetteresti mai, non capiresti, mi odieresti...forse!”
“Ma tu dillo amore!” Dissi guardandolo dolcemente negli occhi.
Fece un lungo sospiro liberatorio e poi esclamò senza guardarmi in viso, puntando gli occhi davanti, sulla strada: “Sono un cuckold!”
Subito restai in silenzio e poi ripetei:” Sei una cosa? Un cucol? Che significa? Cosa vuol dire?” Domandai stupita.
Mi guardò e sorrise teneramente della mia ignoranza e aggiunse: “Non è semplice da spiegare e nemmeno da dire per me. Essere cuckold è ' una condizione sessuale è il vivere il sesso, le sue emozioni e il suo piacere in modo diverso.”
“Cioè!” Domandai curiosa.
“Cioè… i cuckold sono quei mariti a cui piace mostrare la moglie!” Rispose.
“Mostrarla? Come mostrarla?” Chiesi sempre più sorpresa.
“Si mostrarla… esibirla!” Precisò.
Restai in silenzio e poi ingenuamente non capendo il senso di quello che mi voleva dire domandai: “Ma come negli spettacoli?”
“ No! Esibirla nuda ad altri uomini!”
Restai ancora in silenzio sbalordita alla sua frase, mi mentì forse per timore dicendomi solo” mostrarla nuda…”, finché trovai la forza di far uscire dalle labbra e ripetere meravigliata: “Mostrala nuda, esibirla…? E tu sei così Maury? Ti piace mostrare tua moglie nuda ad altri uomini?”
“Si!... E non solo…” Affermò: … il cuckold a vari aspetti della sua tendenza sessuale, può arrivare anche a fare accarezzare, toccare, fino a far accoppiare sessualmente la propria moglie con altri uomini!”
A quelle parole incredula e sorpresa mi appoggiai allo schienale guardando la strada anch’io. Cambiai espressione in viso, restai sconvolta, ero incredula, incapace di proferire parola, ero impressionata da quello che aveva detto e non dissi più nulla.
Solo dopo parecchi secondi di silenzio che parvero minuti o ore, mormorai ancora sbalordita e spaventata:
“E tu sei così?”
“Si!” Rispose deciso, precisando: “E’ più forte di me! Capisci ora perché non ti ho chiesto di sposarmi, perché poi quando diverresti mia moglie, ti chiederei questo … e non voglio ingannarti, voglio che tu sappia come sono realmente.”
Ero confusa:
“Ma non c'è niente che si possa fare per correggere, modificare questa tua situazione?” Chiesi ancora…:” Una cura?”
Scosse la testa in modo negativo.
Restai in silenzio, mille pensieri mi passavano per la mente, poi come d’istinto esclamai: “Ma allora con tua moglie… come facevi… !?”
Non rispose, si voltò e mi guardò negli occhi e capii tutto mormorando ancora più incredula: “Lei sapeva! ...Lo faceva...ti assecondava…!” Borbottai.
“Si! ...” Mormorò:” … Era una sua scelta, piaceva anche a lei farlo, non ho mai imposto nulla a nessuno, prova è l'onestà che te l’ho detto prima di sposarti, per non ingannarti.” Rispose.
Eravamo arrivati davanti a casa mia e invece di scendere restai a parlare con lui in auto, ero sconvolta e in quella discussione assurda, nella mia ignoranza volevo saperne di più e gli domandai ripetendo storpiando il nome:
” Cucol! ...Ma cosa significa essere cucol? ... Cos’è? ... Perchè tu dici di esserlo?? È assurdo Maurizio…”
“E’ un termine inglese ...” Rispose vagamente lui sospirando: “… che indica l'uomo che consapevolmente e volontariamente induce la propria partner o moglie a vivere esperienze sessuali con altri uomini, a loro volta denominati bull, tori, questo con allusione alla funzione di monta di tali animali… e davanti a lui, con il marito che osserva.”
Restai in silenzio con una espressione sbalordita e mormorai solo:” Non posso crederci che sei così!”
Lo guardavo incredula che fosse lui che parlasse di quelle cose, l’uomo che amavo. Nei suoi occhi non più dolci ma seri, c’era una luce di piacere e accettazione per quello che mi stava dicendo e continuò: “Non è essere cornuti… è diverso!” Precisò:” Non è un adulterio e non c’è niente di sentimentale in quello che si fa, ma è tutto legato alla sfera strettamente sessuale, della trasgressione, del piacere e del gioco psicologico e se ne trae gioia fisica e cerebrale. La tendenza a fare praticare alla propria moglie un tradimento assecondato, pilotato, solo fisico e non sentimentale e il marito ne trae piacere dal vedere la propria moglie posseduta sessualmente e che compie atti di libidine con un altro uomo. “
“Diooooo miooo!!!...” Esclamai scandalizzata:” Ma… ma…ma… ma come puoi essere così tu? Un gioco...Ma come può essere un gioco una simile porcheria, depravazione…perversione!” Esclamai.
“Si è un gioco di coppia consenziente da entrambi …” Ribadì:” … è qualcosa che ti scopri dentro all’improvviso che aumenta sempre più e non ne puoi fare a meno… e non è una depravazione e solo un modo diverso di vivere la sessualità nella coppia.”
Lo ascoltai in silenzio.
Continuò a parlare evidenziando tutti gli aspetti positivi e ludici, evitando di dirmi che quella pratica portava a uno stato psicologico del rapporto sessuale che diventava di dominazione/sottomissione totale dei coniugi al bull, ma soprattutto del marito. Che si viveva una sensazione di subordinazione e totale impotenza nei confronti del partner o terzo uomo, conducendoci a una doppia vita; a recitare costretta dalla comunità la parte di moglie e mamma per bene in società e invece dall’altra in privato quella di amante sensuale, carnale e lussuriosa per non dire perversa.
Più Maurizio parlava e spiegava e più ero impressionata... sconcertata.
“Non posso crederci che tu sia così...” Borbottai arrabbiata:” …ma tu!! ...Tu!!… Come hai potuto diventare così, un cucol?? Una cosa del genere? Accettare di essere tradito da tua moglie davanti a te, esibirla nuda, di sottometterti al suo nuovo partner sessuale?” E nell’impeto della rabbia chiesi istintivamente:” Non saresti geloso se io ti tradissi con un altro uomo??”
Ma la sua risposta fu assurda: “Per i cukold come me in questo gioco la gelosia fa parte dell’eccitazione.” Proseguendo: “Nel gioco si sospende temporaneamente la fedeltà della propria compagna o moglie e si autorizza alla trasgressione. La sua identità come moglie viene annullata, la sua dignità sospesa... e il suo corpo viene ceduto momentaneamente ad un altro uomo che lo fa suo e la possiede, per poi al termine del rapporto sessuale tornare di nuovo tutto come prima.”
Fece una pausa e continuò sempre guardando avanti e prendendo sempre più sicurezza su quello che diceva:
“La gelosia è una emozione e come tale va gestita e controllata. Personalmente, quando ho cominciato a provare gelosia nel vedere mia moglie con un altro uomo, ho iniziato a sentirmi veramente nella parte e molto eccitato! “
“Nella parte del cornuto!!!” Esclamai gridando dentro l’abitacolo con rabbia e cattiveria.
Mi guardò sconsolato dicendo: “Si…!! Purtroppo è così, è vero. Vedere la propria moglie fare sesso con un altro uomo è una sensazione indescrivibile. Si ha l’adrenalina nel corpo, un piacere causato dal mix di eccitazione e timore, desidero e vergogna, umiliazione e gelosia.
È tutto un insieme di emozioni che adesso non saprei nemmeno descriverti, internet è pieno di questi argomenti sotto i più svariati aspetti, puoi leggerteli in rete se vuoi!” Affermò.
“Non mi interessano queste depravazioni!” Risposi stizzita, aggiungendo:” Ma come fa a piacerti essere così? Cornuto!?”
Lui fece una pausa e proseguì: “Difficile da spiegare… come ti ho detto prima è eccitante per un insieme di sensazioni ed emozioni, il timore del pensiero dell'umiliazione davanti alla propria moglie ed il suo amante del momento dell’amplesso, la trepidazione nell’ascoltare i suoi orgasmi sotto i colpi sessuali vigorosi dell’amante. Il vederla godere e ascoltare i gemiti di piacere della moglie che non ha mai sentito quando era a letto e faceva sesso con lui. O semplicemente l'incognita...
Si l'incognita! Il momento prima che avvenga e non si sa come avverrà e tutto diventa eccitante e sconvolgente.”
Lo guardai impressionata.” Sei pazzooo!!” Esclamai. “Sei un pazzooo! ...Mi fa schifo quello che dici!! E io dovrei fare queste cose lì? Scordatelo!! Non le farò mai! Piuttosto…” E lasciai la frase sospesa.
“Piuttosto? “Chiese lui.
“Piuttosto ti lascio anche se ti amo…” Pronunciai irata e disgustata da quello che avevo ascoltato.
Feci una pausa, rendendomi conto di essere andata sopra le righe minacciando di lasciarlo e ripresi il discorso: “Ma come hai fatto a diventare cuckold?” Domandai.
“Non lo so! Un uomo non lo sa quando ci diventa, se ci nasce e poi lo scopre o se si trasforma lentamente durante il matrimonio o la convivenza, a volte si ci ritrova quasi a sua insaputa, scoprendosi eccitato, prima nel pensare e fantasticare e successivamente ad agire, fino a chiedere alla moglie e arrivare a convincerla a farsi possedere davvero da un altro…”
Avevo sentito troppo quella sera, ero disgustata, schifata, delusa, triste… cercavo di capire quella sua realtà per me nuova e sconvolgente, eravamo in auto mentre si mise a piovere forte all’improvviso e si sentiva il tamburellare delle gocce sul tettuccio e gli scrosci d’acqua improvvisi sull’auto e il parabrezza.
Ero frastornata, sconvolta ….
“Comunque ora sai ...non preoccuparti! Qualunque scelta farai io l'accetterò e ti amerò sempre Francesca!” Esclamò ... E accarezzandomi i capelli continuò:” Mi dispiace solo di averti delusa, ma credimi meglio così, saperlo prima che dopo.”
Si avvicinò mentre io arrabbiata guardavo in avanti e mi diede un bacio sulla guancia come facevamo di solito quando ci lasciavamo, salutandoci così.
Io fui fredda, scesi dall'auto confusa e attonita, incredula di cosa avevo ascoltato, e senza salutarlo come un automa camminai sotto la pioggia e l’asfalto bagnato, mentre lui ripartiva dietro di me. Mi girai e lo vidi andare via nella sua auto.
Veloce salii in casa, salutai i miei e corsi in camera mia al pc, lo accesi e con i capelli bagnati e le lacrime agli occhi e appena fu connesso con internet digitai cucold e mi comparve la definizione corretta in inglese di Wikipedia con su scritto: “CUCKOLD: Definizioni web.
E lessi la definizione: “Con il termine inglese cuckold si usa indicare la persona che consapevolmente e volontariamente induce il proprio partner consenziente, chiamata talvolta sweet o hotwife, a vivere esperienze sessuali con altre persone. “
Lessi tutto di un fiato con attenzione e mi sentii crollare il mondo addosso avevo gli occhi lucidi e la voglia di piangere e quella sera non cenai nemmeno, adducendo che avevo mal di testa e di stomaco...
Non volevo fare altre ricerche con i miei genitori in casa che potevano venire a curiosare cosa facevo, come spesso faceva mia madre, le avrei approfondite in seguito.
In silenzio riflettei.” Non è possibile!” Per me fu un trauma apprendere quella sua realtà sessuale. Mi dicevo:
“Come può essere così !?... Che significato ha mostrare e far accoppiare la moglie con altri uomini… E poi Sweet …che si traduce dolce dall’inglese! Cosa significa anche questo? “Pensavo a quella parola del ruolo femminile.
Pensai a lui, alla sua condizione, come la viveva, a suo figlio Fabio e sua moglie che lo aveva assecondato.
“Lei era consenziente, accettava...” Mi dicevo:” ... era una Sweet allora, ma come poteva vivere quella condizione? “
Non l’avevo mai conosciuta, ma mi avevano detto che era una bella donna, elegante e gentile, e come poteva andare con altri uomini che non fossero suo marito? E poi avevano un figlio….
E mi tornavano in mente le parole di Maurizio su sua moglie: Disse.
E ci fece vedere la sua cabina. Un buco con una branda! E lì, feci entrare mia moglie dietro lui. Era stretta e piccola quella cabina, ci stava appena la branda, si voltarono a guardarsi ed erano vicini quasi l’uno contro l’altro. Lui mi guardò come se aspettasse il permesso da me, gli feci in un cenno affermativo solo muovendo il capo e allora la strinse e la baciò senza che ne lei, né io dicessimo qualcosa.
Con modi decisi e abbastanza bruschi, ma eccitanti per tutti, quel bagnino le fece mettere un piede sulla branda, le tirò su il vestito leggero, le spostò le mutandine sul sesso di lato, lo tirò fuori dai pantaloni già duro e la chiav…. scusa, la possedette in quel modo.” Dichiarò.
Vidi che Maurizio era inquieto a ricordare e raccontare, probabilmente anche eccitato di farlo, ma io la presi come agitazione.
“Senza protezione lo praticava?” Domandai ancora.
“Si, purtroppo è accaduto tutto all’improvviso e non eravamo preparati, ma molto eccitati. Comunque il bagnino era un ragazzo pulito, sposato con un figlio.”
“L’hanno praticato In piedi?” Domandai ancora curiosa e interessata.
“Si!” Rispose Maurizio
“E tu eri lì?”
“Si vicino loro!”
“E guardavi quel ragazzo che in piedi si chiavava tua moglie?” Chiesi volgarmente incredula di quello che diceva.
Si!” Replicò. “E finito tutto uscimmo, ci salutammo e due giorni dopo partimmo senza più compiere nulla.”
Poi in seguito a casa, dopo il primo momento di disorientamento, soddisfazione, piacere e anche perplessità ci raccontammo più volte quell’episodio e ci confidammo le nostre sensazioni ed emozioni nel compierlo e decidemmo di riprovare ancora in modo più sicuro e tranquillo, non più all’avventura come la prima volta, ma con modalità calcolata da entrambi. E così abbiamo iniziato… rispondendo ad annunci su internet.” Fece una pausa e continuò: “All’inizio conoscemmo anche altre coppie come noi, e con qualcuna avemmo alcune esperienze anche di scambio partner. Però quello che eccitava a me non era di accoppiarmi con un'altra donna, con la moglie di un altro, ma era l’idea e il vedere la mia posseduta da un altro uomo mentre io la osservavo e glielo dissi a mia moglie. Così le proposi di incontrarci a tre io, lei e un partner, ed è quello che successe, ma sempre con me presente e partecipe e provammo una vera e propria esperienza Cuckold, che fu una rivelazione per me e mi fece capire la mia vera natura, chi ero e cosa volevo veramente sessualmente io da mia moglie.”
“E lei??” Chiesi invadente e infastidita da quello che ascoltavo.
“Lei mi amava moltissimo e accettò la mia nuova condizione diventandone partecipe e a volte artefice… non è mai stata forzata in nulla, anzi a volte diceva no e non si faceva niente, era parte attiva nelle decisioni e fu così che conoscemmo il cuckoldismo e tutte le dinamiche annesse, e di questa pratica sessuale ne facemmo la nostra sessualità segreta.
Tutte le esperienze le abbiamo sempre compiute insieme e in libera scelta. “
Ero esterrefatta e scandalizzata da quella confidenza e dalla sua spiegazione che aggiunsi per non mostrarmi digiuna del tutto: “In questi due giorni ho letto molto su internet e so che oltre che immorale e rischioso per la coppia, non si sa mai chi si incontra…” Non terminai la frase che lui entrando nel merito delle mie letture mi spiegò: “Come ti dicevo Francesca, non credere a tutto quello che leggi. Io ti posso dire come lo abbiamo praticato noi, che ci siamo costruiti un sistema sessuale nostro, in un ambiente protetto con regole e limiti da non superare, ma per far questo è necessaria un’apertura massima nella coppia, una complicità profonda e tanta sincerità, come quella che ti ho dimostrato io ora… “Fece una pausa e terminò:” … prima di doverci eventualmente sposare.”
Capii con quelle ultime parole che lui non desisteva dal fatto di sposarmi… mi amava e non voleva perdermi come io non volevo perdere lui, ma dovevamo trovare una soluzione, un punto d’incontro, un compromesso che andava bene a tutti e due.
Nei miei ragionamenti, lui doveva fare non un passo indietro, ma due, tre… e rinunciare a tutto quello che prima praticava con la sua prima moglie, perché con me non l’avrebbe di certo mai fatto e guardandolo parlare scuotevo la testa in modo negativo.
Lui riprese: “So che non è facile da capire e soprattutto d’accettare, ma la coppia che affronta e vive la sessualità in questo modo, deve anche condividerne l’idea e il pensiero farlo diventare comune. Il marito con la propria moglie o compagna devono esserne complici.” Dichiarò.
“Io non ci riuscirò mai Maury!... Mai ad essere così!” Dissi scuotendo il capo:” Non potrò mai essere una moglie così e non voglio diventarla assolutamente, da concedermi carnalmente ad altri uomini sconosciuti davanti a te. Mio futuro marito…”
“Io amore, non ti forzerò mai per soddisfare un mio desiderio…” Affermò Maurizio serio, aggiungendo:” … ma per vivere insieme bisogna arrivare a condividere i principi e i comportamenti anche sessuali oltre che di libertà. E questo deve avvenire con consapevolezza, tranquillità e un costante dialogo tra noi, per una tua scelta e accettazione.”
“Una mia scelta e accettazione? No Maurizio io non diverrò mai una donna del genere, non accetterò mai… Parli di comportamento di libertà?” Dissi ridacchiando sarcastica:” Quale libertà? Di poter fare cornuto il marito consenziente davanti a lui?” E risi ancora.
Lui sorrise serio: “Dacché tu ne derida, il cuckoldismo è anche un rapporto d’amore e libertà…” Esclamò, proseguendo quasi a volermi informare e convincermi su quello che mi comunicava lui: “Sono parecchie le coppie e i coniugi che lo praticano, sono in aumento e iniziano per gioco, svago e per i più svariati motivi e hanno anche uno scopo sociale, di riconciliazione ...” Replicò sorridendo: ” ... ultimamente molti coniugi e soprattutto in molti mariti ciò che li spinge ad intraprendere una relazione cuckolding con la propria moglie, è la scoperta di vivere in una monotonia coniugale. Iniziano ad avere queste tendenze di fantasie e di tradimento consenziente e controllato da loro, eccitarsi nel vedere far sesso la loro consorte con un altro, a volte proprio con un partner differente fisicamente da essi e che è il contrario di tipo di persona che piace a lei; e può essere un amico, un conoscente, uno sconosciuto o altro che sia, provandone piacere prima mentalmente e poi fisicamente.” E sorrise comunicandomelo.
Lo guardai stupita, stava cercando di giustificare quello che era, la sua perversione che aveva praticato tante volte con la sua ex moglie e risposi sarcastica: “Eh sì!... C’è qualcosa di buono allora in questa pratica?! Non si picchia più la moglie che rende cornuto il marito, ma si elogia, si fa diventare … come si dice? .... Una Sweet!? “
A quella mia parola sorrise:” Vedo che ti sei informata bene …” Mormorò.
“Certo!” Risposi alterata, e a proposito ho letto anche che ci si umilia e si sottomette al partner!”
Tirò un sospiro dicendo:” Questi sono discorsi difficili e particolari che non si possono discutere con due battute o due parole. In parte è vero, nel gioco, ma è difficile da spiegare e da capire, sono emozioni e sensazioni individuali che si vivono nel momento. È come un gioco con dei ruoli…” Aggiunse:” ... ogni coppia cuck gioca secondo le proprie regole e il proprio compiacimento. L’umiliazione subita dal cuckold o dalla sweet può essere di volta in volta leggerissima, quasi inesistente, o al contrario particolarmente marcata. Può essere psicologica o carnale o tutte e due le sensazioni insieme.
Il fulcro di tutto, al di là delle innumerevoli varianti è di giocare e di scegliere loro cosa desiderano e fino dove vogliono arrivare. Oltre che sessuale se voluto, c’è anche un rapporto dominazione/sottomissione che rileva la doppia natura umana. L'uomo (inteso come essere umano), che è costretto dalla società a recitare la parte del dominatore della moglie in famiglia, manifesta nel gioco la propria estraneazione del ruolo coniugale per mezzo di questa pratica sessuale, venendo volutamente lui dominato e sottomesso da lei o dal suo partner, e in quel ruolo è libero di esprimere sé stesso senza repressioni culturali e morali, così pure lei. “
Lo guardavo perplessa, delusa, quanti paroloni, frasi filosofiche e di vita per spiegare quello che io consideravo una perversione e non le comprendevo quelle spiegazioni, non le volevo capire. Mi sentivo fuori posto e fuori luogo ad ascoltare quelle assurdità, porcherie e depravazioni, mi sembrava impossibile che fosse Maurizio a parlare ed io ad ascoltare, che fosse la persona che amavo a dirle; provavo disgusto a quel suo tentativo puerile di farmi apparire quella tendenza schifosa, perversa e riprovevole in modo positivo.
“Ma come può una donna ad accettare queste cose?” Esclamai all’improvviso nell’abitacolo dell’auto:” Ma ti rendi conto Maury di quello che dici e hai fatto? …Per una donna è peggio che essere una prostituta, una puttana, almeno loro si fanno pagare, ma in quel modo lì si danno gratis… e sono promiscue!”
“Accettano perché piace anche a loro praticare sesso con partner diversi…” Rispose:” … si sentono soddisfatte, appagate. È comunque accertato che nelle coppie di coniugi che vanno d’accordo, con buona affinità mentale, sociale e coniugale, anche l’aspetto sessuale si assimila, si fonde, diventa comune, uguale o speculare l’uno all’altro. Quasi sempre la moglie acconsente di sua volontà di partecipare al "gioco" richiestole dal marito o compagno, in quanto è fonte di piacere e di novità sul piano dell'intesa sessuale se praticato con uomini che incarnano nel loro immaginario il concetto di virilità e di potenza sessuale che i mariti non riescono o non possono concedere alla propria moglie.” Puntualizzando con espressioni volgari, come a difendere la sessualità descritta: “Sai… io condivido con chi dice < ... che non sempre ti deve diventare duro per chiavare la moglie, ma che si possa fare sesso con lei anche solo guardando o pensando a lei che la chiavano.>”
“Non essere volgare per favore Maurizio… e usa termini appropriati per definire i concetti!” Pronunciai alterata dal suo modo volgare di esprimersi.
“Amare? ...Scopare?... Montare?... Chiavare? .... Far sesso?... Chiamalo come vuoi …” Esclamò agitato:” …ma non è una questione di terminologia o di misure credimi, ma è nella natura del marito cornuto sentirsi a disagio in un ruolo inattivo, lui preferisce quello contemplativo, vedere la moglie chiavata piuttosto che chiavarla lui stesso anche se potesse farlo, le sue erezioni sono finalizzate all’osservazione e non alla funzione di avere un rapporto sessuale.
Il cornuto… come lo chiami tu…” Disse risentito:” … subisce volontariamente la situazione. Guarda, immagina, fantastica e si masturba da solo, in silenzio. Qualche volta davanti alla moglie mentre viene posseduta.”
Quella discussione stava degenerando, iniziavamo a litigare e non lo avevamo mai fatto in oltre due anni che ci frequentavamo.
Ero disgustata, ferita dentro per quello che ascoltavo e soprattutto perché detto da lui che amavo in quel modo e con quel tono di voce arrabbiato.
“Per favore non alzare la voce con me Maurizio! Non ti permettere di beffeggiarmi e rispettami… rispetta le mie idee e modo di pensare! “Gli dissi seria alzando la mia voce più della sua e vedendo che invece di reagire di più si quietava a quel mio comando aggiunsi:” Discutiamo da persone civili quali siamo anche se sono argomenti scabrosi, se no me ne vado subito…” Pronunciai seria.
“Hai ragione scusami! Scusami Francesca!” Esclamò calmandosi e voltandosi verso il finestrino a guardare fuori.
Mi resi conto che per cambiarlo e non litigare dovevo approcciarmi differentemente, che in quel momento era lui il più debole e io la più forte in quella discussione e non volevo inferire su di lui e offenderlo, il mio compito era di cambiarlo, farlo ritornare normale sessualmente e mi calmai anch’io.
“Ma scusa Maury, come fa a piacerti questa forma ...di perversione sessuale? Di concedere tua moglie a un altro…?” Domandai indignata e schifata solo dall’idea.
Lui sempre più amareggiato e affaticato nello spiegarmi, rispose: “Come detto sopra è difficile da spiegare!
Vedere o sapere che la propria consorte o compagna pratica sesso con un altro è come se si riscoprisse sempre sistematicamente nuova e diversa da come era l’ultima volta che si era vista. Come se togliesse quel velo di quotidianità e perbenismo, di socialità, di abitudine che inevitabilmente si posa sulla coppia di coniugi dopo anni di convivenza e si entrasse nel peccato, nella trasgressione e nella lussuria insieme, mano nella mano, come innamorati. “Fece una pausa guardando il buio oltre il parabrezza e proseguì: “Questa forma sessuale, come la consideri tu e tanti altri con disprezzo, in noi cuckold e in me in particolare, nel vedere mia moglie praticare sesso con un altro aumentava l’interesse e l’amore per lei, perché si concedeva per me e la sentivo mia. La vedevo diversa, nuova, donna e femmina desiderata come non era stata mai, sensuale e desiderosa, trasportata nella trasgressione da una energia nuova e sconvolgente che eccitava e stupiva lei stessa per prima e rinvigoriva l’attrazione che provavo nei suoi confronti anche con il passare del tempo. “
Lo guardai sconsolata con sconforto...
“Scusa Maury, ma proprio non riesco a capirti, parliamo due lingue diverse. Io non riesco a comprendere come tua moglie possa essere stata così come descrivi e tu essere con lei come mi proponi e sei tuttora con me!” Gli ribadii.
Ci fu del silenzio, e vista la sua accondiscendenza e incapacità a reagire alle mie parole e ragionamenti, con rabbia sbottai quasi urlando dentro l’abitacolo dell’auto: “Ma!!...L’amoreee!!?... Dov’era l’amore Maury???.... Dove lo avevate messo??? Dov’era l’amore quando lei si faceva chiavare da altri e tu la guardavi e ti masturbavi…???” Chiesi volgarmente con forza e rabbia.
“C’era anche quello!! Molto di più di prima, granitico, ma sotto un'altra forma!” Rispose.
“A sì!? …E quale forma!?” Chiesi curiosa con tono sprezzante e derisorio.
“Se non gridi ti spiego…non voglio nasconderti niente, ma ascolta calma…”
Feci un sospiro rendendomi conto che lo aggredivo, lo commiseravo e deridevo e mi calmai anch’io dicendo:
“Va bene parla, ti ascolto…” Aggiungendo per giustificarmi del mio comportamento litigioso: “… se alzo i toni è solo perché sto parlando dell’uomo che amo, con cui voglio costruire la mia vita con lui, il mio futuro…”
Lui annuì con la testa come a capire la mia reazione e con calma e voce pacata mi spiegò il suo punto di vista cosa intendeva per amore.
“Come ti ho detto è un gioco, una scelta di ruoli, l’amore c’è e resta.
Sono molte le mogli innamorate del proprio marito che lo praticano, al di là del semplice piacere sessuale a concedersi a un altro uomo, la sfera sentimentale se c’è complicità, apertura e comunicazione non viene intaccata. Vi è una intesa sentimentale ferrea nell’accettare il gioco per quello che è, nel vedere la compagna o la moglie compiere atti sessuali e godere con un altro uomo, per poi finire tutto lì, ritornare quelli di prima, alla vita di tutti i giorni. L’amore c’è e resta, non va via, ma anzi si rafforza, diventa più forte della gelosia, della fedeltà, diventa puro, senza paura e timori.”
Quella sua descrizione sulla purezza dell’amore in quel contesto mi nauseava e mi faceva rabbia che lui continuasse a giustificare e a difendere la sua situazione di cuckold, che sbottai con repulsione e ribrezzo per metterlo a tacere.
“Ho letto che spesso i rapporti di questo tipo tra il partner e la moglie non sono protetti e pertanto non è raro se non addirittura voluto che la moglie rimanga incinta dell’altro e se ciò avviene il nascituro viene poi cresciuto dalla madre e dal marito, consapevole di non esserne il padre. “
Restò serio in silenzio, poi mormorò: “Ma che c’entrano queste cose, sono atti estremi... C’è del vero, ma non sconfinare nelle leggende di rete, ci sono differenti tipi di cuckold, come di mogli e se tra loro consenzientemente hanno rapporti liberi e non protetti e qualcuna resta incinta e se lo tiene, è una loro scelta, anche se il marito gli vuole fare da padre.”
Ero allibita da quello che ascoltavo.
“Ma Maurizio?! ... Ti rendi conto di quello che dici? Come puoi accettare questi atti e giustificarli??? È vergognoso!! Ti rendi conto che sono atti anormali!!? Giustifichi una moglie a farsi mettere incinta da un altro che non è il marito e allevare il figlio con il marito stesso … E i rischi... le malattie ... la morale... la coscienza...?” Ripetei d’istinto. “Mi tocco per vedere se è vero quello che ti sento dire...” Affermai.
“No, stai tranquilla… tu stai divagando troppo, le pratiche sessuali del cuckoldismo che compivo io con mia moglie non erano di questo tipo e né pericolose, sia dal punto di vista affettivo, psicologico, sanitario e sessuale. “Mi rassicurò procedendo:” Dal punto di vista sanitario si hanno rapporti protetti e si cercano i partner puliti e con esami ematici negativi. Se capita o per scelta si vuol avere un rapporto sessuale senza protezione, si cercano partner che diano garanzie. D’altronde una malattia te la puoi prendere anche con un bacio, non serve avere un rapporto sessuale, il rischio c’è sempre.
“Con che tipo di protezione praticavi gli incontri con tua moglie?” Domandai curiosa.
“Lei si era organizzata, aveva le sue creme anche spermicide, per un periodo aveva la spirale, se no lo faceva con il preservativo.”
“Lo ha mai fatto senza?”
“Si! ...Qualche volta, ma per sua scelta o meglio per scelta comune.” Mi rispose.
“Quando?” Domandai.
Restò in silenzio… poi mormorò:
“Credo che non capiresti!”
“Di nuovo che non capisco?” Asserii irata con un sorriso:” Tu dimmelo! ...” poi vediamo se non capisco.”
Fece ancora una pausa ed esclamò: “Quando le piaceva sentirsi venire dentro… ma aveva la spirale.”
Ero disgustata, di lui, di sua moglie di quello che facevano, del cuckoldismo e anche di me che lo ascoltavo cercando di riportarlo alla normalità.
“Ma che considerazione hai? Ti sarei fatto una opinione di te stesso? “Gli chiesi all’improvvisamente alterata.
“Sono tranquillo. Mi sento normale. Ho indagato e sperimentato varie situazioni sessuali sempre spinto dalla mia curiosità. L’essere Cuckold è una delle più intense, quella che mi ha regalato le sensazioni cerebrali e di piacere più potenti.”
“Ma ci sarà bene un modo per uscirne fuori da questa situazione, curarti! Si può andare da un medico, uno psicologo…”
“Ci sono già stato anni fa e non è servito a nulla, oramai è nella mia natura, dentro di me essere così, cuckold e non potrò cambiare. Anche tu consideri questa condizione una patologia, come l’essere malato che si può guarire, come una volta si diceva dell’omosessualità… Il cuckoldismo è un po' come quello, però nessuno dice oggi a un gay o a una lesbica sei malata…. Viene accettata per quello che è!” Poi guardandomi continuò:
“Il cuckoldismo è vecchio come la storia dell’uomo, già gli antichi romani offrivano le loro mogli per poterle osservare godere con altri. È si manifesta in ogni parte del mondo anche nell’isoletta sperduta. Non ha razza, etnia né ceto sociale, a chi è predisposto si manifesta…”
“Proprio come una malattia…” Lo interruppi io. Ma lui non colse e continuò.
“Pensa che i latini sud americani e gli spagnoli e portoghesi lo chiamano ancora oggi < il morbocornudo>, perché quando si manifestava in qualcuno anni addietro pensavano che fosse dovuto a un morbo, una malattia, che fosse stato contagiato, proprio come pensi tu e molti altri… e invece è solo una scelta sessuale.”
“Morbocornudo…” Ripetei di quel termine buffo e tragico assieme…” Io non penso che sia una malattia e che tu sia malato, ma che hai delle anomalie sessuali si…”
“Come tutti…” Rispose Maurizio.
“Va bè!... Senti… “Affermai:” ...io ho una grandissima opinione di te, so che sei un uomo capace, buono e ti amo tanto, ma non puoi pretendere che accetti queste cose... ma nello stesso tempo non voglio neanche perderti perché ti amo e quindi voglio aiutarti a prendere in considerazione la possibilità, ritornare alla normalità “
Mi guardò e poi mormorò: “Guarda Francesca, io rispetto le scelte e le morali di tutti e non giudico mai gli altri, ma rifarei quasi tutto quello che ho compiuto con mia moglie, non ne sono pentito. Di quello che sono e ho praticato non ne ho mai parlato con nessuno, solo con te, sei la prima e l’unica a saperlo, e l’ho fatto perché ti amo anch’io, ma preferisco vivermela tranquillamente in clandestinità la mia condizione di cuckold, anche perché mi piace e mi soddisfa, sperando che un giorno sia prassi comune condividere sessualmente la propria moglie con altre persone. I segnali ci sono tutti, dagli anni novanta ad oggi il fenomeno dello scambismo e soprattutto del cuckoldismo e i siti dedicati per annunci sono aumentati in maniera esponenziale, ma soprattutto molti giovani si sono avvicinati per scelta a questa tendenza, a questa forma di sessualità.”
Lo osservavo in silenzio, mentre imbarazzato lui cercava di spiegare, giustificarsi, convincermi.
“So che non è facile parlare di queste cose con tutti perché il giudizio degli altri è implacabile e non prevede la comprensione ma solo la derisione, la chiusura e la condanna e se sarebbe venuto a conoscenza di qualcuno, io sarei stato un cornuto e mia moglie una puttana, ma non è così credimi. Capisco la tua situazione di dubbio e negazione, ma tu devi capire anche la mia .... la mia scelta.”
“Lo so che per te non è facile parlarne Maurizio, ma non è nemmeno per me stare ad ascoltare queste cose dall’uomo che amo. Non è facile per una donna come me…” Ribattei. “E’ tutto così assurdo quello che stai dicendo che non riesco a crederci…come è possibile che esistano queste persone e tu sia così come loro?” Domandai seria.
“Si sono così, cuckold e per questo il tuo giudizio mi intimorisce!” Esclamò.
“Io non ti giudico Maury, ma voglio cercare di capirti! …Aiutarti a cambiare a ritornare quello che eri.” Affermai decisa
Lui parlava procedendo per gradi e fermandosi non appena percepiva in modo manifesto il mio disagio.
“Devi considerarlo sempre un gioco Francesca, una trasgressione di coppia e non una perversione, un gioco fatto insieme per divertirsi. Il timore del giudizio della propria morale si vince convincendosi che non si sta facendo nulla di male, ma che si è fra persone adulte e consenzienti e anche che si amano. Purtroppo so cara Francesca che la morale corrente, quella della gente, la stessa tua morale, non consente ancora di rendere pubblico un comportamento del genere, quindi occorre massima attenzione per salvaguardare la famiglia, i figli, l’occupazione e la posizione sociale e professionale e quant’altro.”
Per un attimo con tenerezza e dispiacere per lui pensai a suo figlio Fabio e a sua madre, mentre lui continuava: “Però con il proprio marito o compagno bisogna essere sempre onesti e aperti nel dire sempre tutto quel che si pensa e nel modo più sincero, anche se la verità a volte fa male come nel nostro caso! Il giudizio altrui non deve condizionare la nostra vita e le proprie scelte.”
Restai in silenzio, mi tremavano le mani e avevo le lacrime agli occhi, per quello che diceva, ma soprattutto per il coraggio della sua onestà di dirmi la verità, perché significava che anche lui mi amava davvero, ma purtroppo non aveva l’intenzione, le capacità, la forza, di rinunciare a quello che era.
Quella sera dopo quella lunga chiacchierata di oltre un’ora e mezza, mi accompagnò a casa e ci salutammo con un bacio, lasciando in sospeso quella nostra discussione.
Ma prima di scendere dall’auto gli dissi chiaro e tondo: ” Comunque devi fare una scelta Maurizio! Scegli … o me o il cuckoldismo, se non rinneghi il tuo cuckoldismo perderai anche me per sempre.” Lo pronunciai in modo solenne, serio, per scuoterlo che mi dispiace dirlo.
Lui sorrise, mi accarezzò il viso e non disse nulla:” Sai già la risposta…” Mormorò.
Quella sera e il giorno seguente pensai a lungo a quello che era diventato il nostro terribile segreto.
A casa tutta la sera riflettei, mi mancava, lo amavo e non volevo perderlo anche se gli avevo dato un ultimatum e scelto quelle parole drastiche per dirglielo. Gli mandavo messaggi e faccine a cui lui rispondeva.
Passarono giorni e poi settimane, discutevamo e ognuno restava sulle sue posizioni. L’ultimo incontro ci fu un litigio, lo aggredii… ma sapevo che per lui sarebbe stato difficile rinunciare al suo modo d’essere, al suo mondo sessuale, come per me al mio e non volevo perderlo… e riflettevo, piangevo, cercavo e pensavo ad un punto d’incontro, finché arrivai a dirmi:” Ognuno dei due dovrà rinunciare a qualcosa se vogliamo unire gli intenti… al massimo gli concederò solo di mostrarmi… e null’altro, ma lui dovrà rinunciare a farmi praticare sesso e atti di libidine con un altro..”
Mi sembrava un buon compromesso, ma avevo il cuore pieno di tristezza e gli occhi lucidi quando lo pensai e decisi di andargli incontro. Non avrei dovuto farlo….
Ero arrivata a quel punto in solo tre settimane dalla sua confidenza, di considerare la situazione in modo alternativo ai miei principi. Avevo provato a ricattarlo sentimentalmente per avermi ancora sua, anche di lasciarlo, ma non sortivo alcun risultato e allora pensai di cedere a un compromesso, quello di mostrarmi soltanto e basta… Solo mostrarmi ma con le dovute precauzione, senza sesso e atti di libidine su di me assolutamente o se no niente, avrei rinunciato a lui piuttosto di concedermi a un altro uomo; ma non ero convinta di quello che pensavo, era solo una possibilità fra le tante.
Visto che lui oltre che a inviarmi messaggi non si faceva avanti dopo la nostra ultima discussione, dopo alcuni giorni mi feci avanti io, lo chiamai io, dicendogli che volevo incontrarlo, vederlo e lui accettò subito.
Il pomeriggio successivo quando ci vedemmo mi abbracciò e baciò con passione, poi passeggiammo e ci sedemmo in un dehors in disparte. Ordinammo da bere e quando fummo soli, seria, gli ripetei: “Ho letto molto su questo cuckoldismo anche in questi giorni, e ci ho pensato sopra e ti dico subito che non potrò mai accettare quello che hai detto e proponi!”
E lo informai su quello che avevo pensato io…
“Io perché ti amo tanto ti voglio venire incontro, non capisco e ne condivido il tuo desiderio, ma ci hi riflettuto molto in questi giorni e ho deciso che posso accettare solo di essere mostrata e nemmeno nuda e null’altro ed è solo per amore per te che lo faccio e non per provare piacere o giocare. Niente rapporti sessuali e atti di libidine sia chiaro!” Precisai subito: “Accetti?”
Lui sorrise rispondendo con sincerità: “Non mi limiterei amore…sarei tentato di andare oltre …l ’istinto e l’eccitazione avrebbero il sopravvento e sarebbero più forte di me."
Scossi la testa mi dispiaceva dirglielo, avevo le lacrime agli occhi quando glielo comunicai, ma con la rabbia e la forza dentro di me dissi:” Allora niente…” Quelle parole significavano che piuttosto che fare quelle depravazioni come le vedevo io allora, rinunciavo a lui. Volevo forzarlo, era i come dargli realmente e nuovamente un ultimatum, dirgli scegli o me, o il cuckoldismo.
E Maurizio con la sua solita dolcezza disarmante rispose: “Non preoccuparti! Dispiace anche a me se mi lasci, ma lo immaginavo, ma non importa, non succederà nulla stai tranquilla…”
“Ma tu mi amerai sempre?” Domandai piangendo.
“Si! Ti amerò sempre, ma non potrò farlo sessualmente come vorrò io… contemplandoti.”
“Perché?” Gli chiesi:” Perché sei così! Perchè non possiamo vivere insieme e fare l’amore io e te ...se fino adesso lo abbiamo fatto! … Abbiamo fatto sesso normalmente!”
“E' nella mia natura Francesca, non puoi capire, a vivere insieme così come marito e moglie senza accettarmi e tu accettarti moglie di un cuckold, soffrirei io e soffriresti tu, ti proporrei in continuazione di fare sesso con un altro e tu cosa risponderesti? Di no!... Entreremo in crisi, ci faremo i musi, ci sarebbero le indifferenze i litigi e tu o lo subiresti con rancore e odio verso me o mi lasceresti e io non voglio arrivare a questo. Sono fatto così, sono sincero, onesto, ti amo tantissimo che ti sposerei domani stesso, ma non pretendo assolutamente di convincerti deve essere una tua scelta …”
“Ma perché? Che gusto ci troveresti a guardare mentre un altro farebbe sesso con me?”
“Te l’ho già spiegato, è qualcosa di mentale amore, si vede che hai letto poco e male o troppo in fretta...e non hai appreso gli aspetti salienti, veri del cuckoldismo... quelli psicologici.” Disse.
“Ma io ti voglio bene...” Pronunciai con le lacrime agli occhi:” …se non è come ho letto, parlamene tu allora!”
“Davvero vuoi sapere cosa ti farei fare io? “Domandò.
Per un momento restai in silenzio impaurita e senza fiato, poi d'impeto dissi: “Si! Voglio saperlo.”
Era la prima volta che avrei ascoltavo quei discorsi su cosa avremmo compiuto insieme se l’avremmo fatto, non erano più discorsi in terza persona, ma in prima, dove la protagonista sarei stata io e mi sentivo disagiata e turbata.
“Se tu accetterai di vivere con me, o di diventerai mia moglie, diverrai anche la mia Sweet, noi vivremo la nostra vita normalmente, da marito e moglie, sia sociale, che professionale, che affettiva e sentimentale, ma quella sessuale sarà diversa…. Una volta il mese o ogni quindici giorni o anche periodi più lunghi avremo un incontro con qualcuno con atti di libidine e sessuali su di te, con persone diverse, in luoghi diversi, in modi diversi, tutto dettato dalla mia e tua fantasia.
E non credere di esserne tanto schifata, perché poi piacerà anche a te farlo e aspetterai quel giorno per essere posseduta da uno sconosciuto come altre signore…. È una scelta, un modo di essere e di vivere la propria sessualità, non saremo i primi, nemmeno gli unici e neanche gli ultimi.
Ecco come sarà la nostra vita sessuale se ci sposeremo. Oppure...”
“Oppure?” Ripetei io attenta.
“Oppure possiamo restare a vivere così, incontrandoci giornalmente o anche convivendo insieme e poi vedere come tutto evolverà… ma senza impegno.”
Restai in silenzio con gli occhi lucidi.
“Ma io Maurizio non sarò mai capace di concedermi a un altro uomo davanti a te!”
“Si che lo sarai se accetterai! Vedrai! ...” Rispose sicuro e deciso ...” Non sarai mai sola, io sarò sempre presente con te ed è come se tu lo facessi con me amore!”
“Ma perché sei così?!” Ribadii mentre una lacrima mi scendeva sul viso e lui l'asciugava con le labbra baciandola.
Percepivo che con le sue parole cercava di convincermi.
Non so se approfittò di quell’attimo di debolezza e smarrimento che avevo, in seguito il dubbio lo avuto più volte, ricordo che mormorò calmo e all’improvviso: “Se vuoi possiamo provare!”
“Come possiamo provare?” Domandai allibita.
E con il cuore infranto e le lacrime agli occhi lo guardai sbalordita.
“Guarda possiamo fare così! “Pronunciò sicuro di sé: “Se vuoi, proviamo una volta e vediamo come reagisci e che effetto ti fa la realtà!”
Ero perplessa, offesa e indignata di quella sua proposta.
“No! Sai che non compio queste cose!” Risposi con un filo di voce rotta dall’aver pianto, ma lui abbracciandomi insistette.
“Proviamo amore, almeno vedrai la realtà.” Poi come per rassicurarmi aggiunse:” Non voglio certo che tu abbia un rapporto sessuale con un altro…” Precisò.
Ero sconvolta dentro, ma curiosa e gli domandai: “Come?... In che modo provare allora!”
Credo che Maurizio in quel momento percepisse la mia fragilità dovuta al mio amore per lui e forse in quel momento la sfruttò.
“Facciamo così! ...” Disse:” … Con l’dea che hai avuto anche tu di mostrarti soltanto e la mia di esibirti, una sera facciamo un giro in macchina e ci appartiamo in qualche luogo che conosco io e vediamo!”
“Vediamo cosa? “Domandai.
“Vediamo come ti comporti e reagisci a essere lì…”
“Ma io non riuscirò a guardare un altro in viso mentre…!”
Mi interruppe:” Non lo guarderai!”
Ero incuriosita e agitata per il fatto che potessi accettare quella possibilità, e tremante quasi balbettando chiesi:
“Come non lo guarderò, che faremo allora…?”
“Ora basta Francy! Calmati! … Non ti dico più nulla, ti dovrai fidare di me, io sarò con te, vicino a te e ti terrò per mano… ma tutto il resto lo saprai se accetterai. “
Restai in silenzio, poi borbottai.
“Ma tutto questo non possiamo farlo dopo ...”
“No! Dobbiamo farlo prima del matrimonio e vedere come reagirai, farti un’idea e darti un giudizio tuo e se lo accetterai, ci sposeremo e inizieremo la nostra nuova vita!”
E come se si eccitasse a dirmi quelle parole continuò: “Se accetterai, che lo farai, arriverai a un punto che non guarderai più la persona se è bella o brutta, di buon ceto sociale o no... basso o grasso, ma solo se ti ecciterà e farà godere, quello sarà il tuo termometro, la tua unità di misura, il piacere. Proviamo! Ti farò vedere com’è l’ambiente e indipendentemente da tutto valuterai tu!” Mi disse sorridendomi dolce.
“Ma Maurizio è contro la mia morale, la mia cultura, l’educazione quello che hai prospettato e non potrò mai accettare…”
“Va bene pensaci e poi mi farai sapere! Tu mi hai fatto la proposta soltanto di mostrarti… io ti ho fatto una contro proposta di provare, di farti un giudizio indipendente e tuo. Quando ti deciderai che vorrai vedere com’è questo ambiente che hai letto su internet e che io ti ho spiegato, me lo dirai. Mi manderai un messaggio con lo smartphone.”
Tra lo sdegno e la curiosità, mi riservai di pensarci e decidere.
Passammo la serata in un piano bar, quasi in silenzio, meno male che c’era la musica anche se mi rattristava maggiormente, ero con lui ma ero assente…. Pensavo a quello che mi aveva detto. Sul tardi mi accompagnò a casa e tra baci e bacini ci salutammo.
Quella notte e il giorno dopo ci riflettei a lungo. Il fatto di sperimentare come fosse nella realtà quel mondo mi spaventava, l’immaginazione di provare, la curiosità di veder come fosse concretamente e il timore di sentirmi dissoluta, sullo stesso livello di una puttana mi agitava e disgustava, ma anche mi turbava.
Non sapevo se quelle emozioni che attraversavano la mia mente, il mio corpo e il mio cuore fossero sintomi di qualcosa che sarebbe accaduto, me ne vergognavo, ma dopo lunga riflessione, tormento interiore e angoscia decisi e mi dissi: “La settimana prossima verificherò e li sarà la prova della verità, avremo il verdetto!” Ed ero ansiosa e spaventata di quella mia scelta di provare, di vedere fin dove sarei arrivata e valutare. In fin dei conti il farmi mostrare lo avevo già deciso nei miei pensieri e proposto io, anche se ne avevo paura, ma oltre non sarei andata:” Se vorrà qualcosa di più mi fermerò e mi farò riportare subito a casa…” Considerai.
Gli comunica tramite un messaggio che avevo accettato di provare a vedere come era quello che mi avrebbe mostrato lui, ma senza fotografie e riprese sullo smartphone, in questo fui categorica e lui accetto.
Quando ci vedemmo la sera, dopo avergli dato un bacio mi disse sorridendo:” Sono felice che vuoi provare e vedere con i tuoi occhi e provare con le tue emozioni…”
Ma raffreddai subito il suo entusiasmo: Ho deciso di vedere di persona quello che dici e che facevi con tua moglie, ma non farò niente, sarò solo una osservatrice.” Affermai.
“Bene!” Rispose:” Hai compiuto un gesto grandioso e amorevole allo stesso tempo. Io non lo mostro, ma sono agitato ed eccitato quanto te, vivo emozioni contrastanti, perché anche tu non sei solo agitata, ma anche eccitata di vedere e provare.”
Quell’affermazione mi allarmò perché aveva un fondo di verità e risposi fredda:” Questo lo dici tu che sono eccitata, ma non è vero, sono soltanto curiosa. Ho deciso di vedere un po' come è questo tuo mondo al di là di quello che ho letto e mi hai detto tu!” Esclamai, e purtroppo quello fu il mio più grande errore.
Passò una settimana dove ci incontrammo normalmente dopo il lavoro per un’apericena o andare in qualche cinema o a ballare chiacchierando di altre cose e mai di quello che avevamo concordato, non lo sentivamo e sembrava che non esistesse il problema, ma una sera improvvisamente si fece avanti: “Se vuoi stasera ti porto a vedere un aspetto di quello che può essere una forma di un rapporto cuckold, ma soft, molto soft!” Mi disse.
Lo guardai dispiaciuta e con delusione: “Che aspetto? “Domandai.
“Stasera vedrai!” Rispose senza dirmi nulla.
Se devo dire la verità ero emozionata e preoccupata per quello che si accingeva a farmi vedere quella sera e anche turbata da non sapere nulla. Quando uscimmo dal locale dopo aver bevuto qualcosa le domandai:” Non mi puoi dire qualcosa? Dove andiamo, cosa vedrò?”
“No, sarà più esaltante così, salimmo in auto, e si avviò verso la periferia e il buio.
Lui guidava tra il sottofondo musicale dello stereo dell’auto, non parlavamo ma guardavamo tutte e due avanti, io ero agitata e inquieta nell’attesa di arrivare e osservare. A un certo punto prese una stradina sterrata e si fermo in uno spiazzo a lato, una radura di periferia dove c’era anche del verde, spense il motore e restammo fermi.
Lui non parlava e io nemmeno e guardavamo attorno nel buio.
Era un’attesa snervante, fatta di paura ed eccitazione lo ammetto, aveva un suo fascino trasgressivo e peccaminoso quello che facevamo ed essere lì.
A un certo punto, osservandomi intorno, non so come me ne accorsi, vidi una sagoma umana dalla mia parte dell’auto e subito spaventata prendendo il suo braccio esclamai: “C’è qualcuno Maurizio! C'è un uomo!”
Lui con calma calcolata spense lo stereo di sottofondo dicendomi:” Stai tranquilla… Non avere paura. Ci sono io con te!”
Poco dopo lo vidi bene e un altro dietro a lui.
“Sono due Maurizio!” Dissi agitata.” Ho paura accendi il motore andiamo via!”
“Stai calma e tranquilla Francy che non ti fanno nulla, guardano soltanto!”
“Guardano! A chi?” Domandai.
“A te amore!” Mi rispose con il sorriso osservando anche lui fuori dall’auto.
“A me ??” Chiesi stupita.
“Si! Non vedi che aspettano!” Aggiunse vedendoli lentamente avvicinare ai vetri del finestrino e senza dire null’altro esclamò: “Su! Tira su la gonna!” Mi esortò:” Fatti ammirare un po' le cosce, sono qui per questo, per guardarti!”
Ero sbalordita e disgustata da quello che mi chiedeva, incredula….
“No! Non voglio!! Non faccio queste cose e ho paura. Andiamo via!” Dissi.
“Ti ho detto che non devi avere paura, loro non ti faranno nulla, guarderanno soltanto e ci sono io qui con te! Non sei sola!” Mi rispose.
Ma io restai ferma, anzi, strinsi le gambe e tirai giù la gonna alle ginocchia tenendo su essa le mani.
Lui mi guardò a lungo silenziosamente negli occhi poi vedendo la mia risolutezza e negatività a fare quello che mi aveva richiesto, esclamò: “ Va bene ho capito! Andiamo via, torniamo a casa!”
“Mi dispiace!” Mormorai agitata:” Ma non ci riesco, non ne sono capace!”
“Non ti preoccupare! Non devi fare nulla che non ti senti di fare stai tranquilla!” Affermò.
“Sei arrabbiato!” Chiesi.
Mi guardò in silenzio e fece un mezzo sorriso. Fu uno sguardo che riconobbi pieno d'amore e desiderio, ma anche di delusione e amarezza per il mio rifiuto. In pochi secondi riflettei, capii che non mi riteneva all'altezza di essere il tipo di donna per vivere al suo fianco. Lo guardai e lo vidi di profilo, con il volto chiaro, stagliato nel buio dell’abitacolo, bello … dolce, che si accingeva ad accendere il motore.
Stava per dare l’accensione quando esclamai: “No aspetta!!”
E posai la mano sulla sua. Lui si voltò e mi guardò. Non so cosa mi prese....
“Se è solo vedere le cosce…e non fanno nulla va bene. “Mormorai e intanto tirai su lentamente la gonna mostrando le cosce, mentre Maurizio mi osservava in silenzio e quegli uomini avvicinarono i loro volti al vetro fuori dal finestrino per osservare meglio.
Lui posò la mano sulla gonna e lentamente la tirò più su fino alle mutandine, scoprendole e mostrandole a loro congiuntamente alle cosce e intanto mi osservava in silenzio.
Restai ferma, con la gonna tra le sue dita quasi sull'addome e lo slip traforato bianco che sembrava splendere in quel chiaro-scuro dell’interno dell’auto.
Non so nemmeno io perché ma mi lasciai guardare da quegli uomini e provai un certo turbamento a quella situazione, ai loro visi libidinosi con gli occhi grandi contro il vetro che mi scrutavano le gambe e le mutandine, affianco all'uomo che amavo vicino a me che mi mostrava a loro.
Ci fu ancora silenzio.
“Va bene così!” Mormorai con voce tremante, aspettando il momento di ritirare subito giù la gonna.
Lui scosse la testa: “No!!...Non ancora!” Sussurrò.
Avvertii la sua mano appoggiarsi sopra lo slip e premere e accarezzarmi il sesso … mentre loro guardavano. “No, questo no Maury!” Esclamai. Mi vergognavo di comportarmi in quel modo, ma sentite la mano di Maurizio che me l’accarezzava mi eccitava e piaceva e chiusi gli occhi per riaprirli e vedere ancora quegli uomini lì a osservarmi.
Guardai Maurizio che mi osservava mormorando:” Allarga le gambe amore…” E all’insistenza della sua mano assurdamente non opposi resistenza, in silenzio lasciai che me le divaricasse leggermente e capii cosa volesse e con il cuore che mi batteva fortissimo sentii le sue dita spostarmi lo slip dall’inguine, mostrare a quei due uomini il mio sesso e accarezzarmi sopra i peli. Subito avvertii una forma di calore intenso nella vagina e dentro la pelvi, e scoprii che mi piaceva essere toccata davanti a quegli uomini che guardavano e vergognosamente mi resi conto che ero bagnata e lui se ne accorse.
Lo sentii spostare le dita dal sesso e portarle su dalla gonna e sotto di essa cercare il margine superiore delle mutandine. “No Maurizio…questo no…”
“Ma ti guardano soltanto… su amore che tra poco è tutto finito…” Sussurrò prendendo l’elastico in mano esortandomi ad alzare il sedere mormorando: “Su alza un poco il culo!!“
“No questo non voglio Maury!” Borbottai vergognosa:” Non le voglio tirare giù!”
Ma Maurizio eccitato, senza darmi retta ripeté ancora:” Su alza il sedere amore!!” E a quella seconda richiesta come un automa irrazionalmente lo feci, e alzando il sedere da una parte e poi dall'altra, gli permisi di tirare giù estendendole e portarle a mezza coscia la mutandina, scoprendomi e mostrando il mio sesso nudo e peloso a quegli uomini sconosciuti.
“Dio miooo!!” Esclamai dentro di me con il cuore in gola che mi batteva fortissimo dalla adrenalina, confusione e anche dall’eccitazione:” Che vergogna!!”
Ma provavo una sensazione di piacere a che quei due me la guardassero mentre veniva premuta e accarezzata da Maurizio.
Provai timore, ma anche una sorta di vergogna e piacere a essere lì.
Cercavo d’impulso di tenere le gambe strette, ma lui mettendo la sua mano tra esse me le divaricò dicendo:” Lasciagliela guardare… è così bella…” accarezzandomi le cosce internamente … oltre che la figa ormai bagnata. Mi ero eccitata ...lo ero purtroppo ….
Cercavo di non osservare quegli uomini negli occhi che si evidenziavano bianchi nel buio contro il vetro del finestrino. All'improvviso Maurizio accese la luce dell'abitacolo, non più al buio internamente, ma mi mostrava alla luce seppur fioca interna. In quel modo non riuscivo più a vederli bene dal chiarore interno al buio esterno, ma sapevo che c'erano, vedevo la sagoma delle loro teste muoversi contro il vetro del finestrino e uno spostarsi davanti e vicino al parabrezza.
La sua mano iniziò ad accarezzarmi le cosce, a muoversi al loro interno. Cercai di fermarla con un gesto delle mie sul suo avambraccio e con un no deciso, ma non ci riuscii.
“No! Non così Maurizio!” Mormorai:” Mi vergogno…”
“Sssssshhh!!!... Ferma, rilassati, lasciati andare!” Sussurrò lui e d’istinto sospirando mi rilassai e abbandonai alle sue dita.
Accarezzandomi le cosce spinse lo slip ancora più giù, alle ginocchia e oltre e le divaricò.
Inutile mentire. Mi trovai eccitata non volendolo e mi piaceva quel che praticava e irrazionalmente anche quei due che mi guardassero. Lui fece salire su la mano e la portò nuovamente sul mio sessò, sulla fessura tra le grandi labbra vaginali ormai gonfie ed eccitata e sui peli e per la delizia di quegli uomini giocò con essi, mentre i loro sguardi avidi si posavano sulle sue dita e sui miei peli manipolati.
Mi sentivo agitata, sussultante, sporca e vogliosa, lo lasciavo fare pur non volendo, assurdamente desideravo le sue dita sul sesso ben sapendo che gli sguardi di quegli uomini fuori dall’auto ci osservavano.
Tra la vergogna avvertivo la falange del suo medio scorrere sulla mia fessura ormai umida delle secrezioni vaginali e divaricarne la peluria. Lo guardai respirando forte e profondamente e lui mi guardò in silenzio, i nostri sguardi si incrociarono e si fissarono tra loro e mormorò: “Come sei bella quando godi amore…”
Eravamo entrambi pieni di piacere, io ad avvertire le sue dita sulla vulva davanti a quegli sconosciuti che me la guardavano masturbare e il suo, quello di Maurizio, nel compierlo, mostrando il mio sesso manipolato a loro; e intanto i respiri diventarono brevi e affannosi.
All'improvviso nell’eccitazione, come un fiore la fessura vulvare si schiuse e lui trovò la strada e lo sentii penetrarmi, prima con la falange e poi tutto il dito, il medio interamente dentro …
“Aaaaahhhhh!!” Esclamai per reazione eccitata, socchiudendo la bocca e chiudendo gli occhi lasciandomi andare completamente contro lo schienale del sedile, mentre lui iniziò a muoverlo su e giù, avanti e indietro dentro la vagina, trasformando la mia eccitazione in piacere e quello in godimento.
Mi stava masturbando, stava praticando un ditalino alla sua fidanzata davanti e per quegli uomini che guardavano e dentro di me mi piaceva, lentamente divaricavo le a gambe e aprivo e chiudevo gli occhi accelerando il respiro che diventava rapido, breve e intenso godendo e guardando loro mentre il suo dito scorreva veloce umido dentro di me come se fosse un rapporto sessuale… Mi sembrava di essere posseduta oltre che dal dito di Maury, anche dai loro occhi… da loro.
Ad un tratto sentii prendermi la mano e portarla sopra il suo sesso duro, lui tirarlo fuori e farmelo prendere nella mia a voler essere masturbato anche lui. Lo strinsi forte tra le dita e lo mossi su e giù...iniziando a masturbarlo.
All'improvviso sentii un ronzio e voltandomi verso destra vidi il finestrino venire giù elettricamente, di poco, una decina di centimetri, forse poco più, ma quel tanto da permettere a uno di loro di infilare la mano e poi l’avambraccio e il braccio e arrivare fino a me, al mio seno per cercare di prenderlo.
Mi retrassi spaventata ed eccitata in quel miscuglio di reazioni verso Maurizio per fuggirgli, ma lui mi fermò: “Stai tranquilla!! Non ti farà del male, è solo un guardone.” Esclamò, dando nel frattempo la possibilità a quell’uomo di arrivare sulla mia mammella destra, accarezzarla e premerla con le dita lentamente, infilando la mano dentro al reggiseno e ritirarla fuori, in modo da poterla manipolare bene con la sua grossa mano.
A sentire le sue dita e la sua pelle dura e volgare sulla mia, sulla mia pelle morbida e delicata provai subito ribrezzo, una sorta di schifo… che in un attimo si trasformò in brivido e mi corse dal cervello tramite la colonna vertebrale al seno e alla vagina… Capii in seguito che era una scarica di adrenalina che trasformava lo schifo e il ribrezzo in piacere e attrazione e il brivido in calma e godimento. Era terribile pur rifiutandola e condannandola provavo piacere da quella perversione.
Avevo i capezzoli turgidi dalla tensione ed eccitazione e ormai mi lasciavo trascinare da Maurizio e dalla mano di quell’uomo nel seno, in quella situazione perversa per me.
Fu un’esplosione di sensazioni, era la prima volta che uno sconosciuto mi accarezzava e comprimeva la mammella.
“Tutto a posto stai tranquilla!” Mormorò Maurizio rassicurandomi di quell’atto libidinoso, vedendo la mano di quell’uomo sulla mia mammella a sfiorarla e accarezzarla con le dita e il mio viso con lo sguardo allarmato osservarla.
“Lascialo fare Francy, ti accarezza soltanto un po'! Non farà nient’altro.” Mi sussurrò Maurizio che intanto continuava piacevolmente a masturbarmi, facendomi un ditalino fino a farmi godere a gambe ormai divaricate, mentre la mano di quell'uomo, rapida e viscida, infilandosi nel decolté, tirò fuori anche l’altra mammella dall'abito e dal reggiseno, lasciandola cadere come l’altra sul vestito, mettendole in vista.
Le accarezzava a fatica con le dita, perché il braccio non entrava tutto dalla poca apertura del finestrino, ma Maurizio senza dirmi nulla lo abbassò ancora un poco e quel tipo riuscì a prenderla in mano completamente palpandola e soppesandola nel palmo. A quella azione, a sentire la mia mammella destra palpeggiata da quell’uomo ebbi un sussulto piacevole e contemporaneamente avvertii la vagina contrarsi… Intanto anche il suo compagno, infilò il braccio fino ad arrivare a prendere il capezzolo turgido fra le sue grosse dita e rotearmelo dolcemente, dandomi scosse elettriche di piacere per il corpo.
Al mio timore e irrigidimento nel vedere il braccio di quell’altro guardone dentro l’abitacolo dell’auto e a sentire la sua grossa mano ruvida toccarmi il seno, Maurizio sussurrò.
“Lascialo fare… non ti farà del male, te le accarezzerà soltanto.” E come a tranquillizzarmi proseguì:” A loro piace guardare e toccare e accarezzare e non fare altro se non vuoi… e nel loro interesse non infastidirti, se no ce ne andiamo e per loro finisce tutto il godimento.”
Era piacevole il ditalino di Maurizio mentre lui aveva preso a masturbarsi da solo e i guardoni con le mani sul mio seno, godevo, iniziai ad ansimare e muovere il capo vergognosamente e senza accorgermene lo portai verso il finestrino, aprii gli occhi e fu terribile, sconvolgente ed eccitante. Vidi la mano di quell'uomo che mi titillava sapientemente il capezzolo, che con l’altra tenendo il suo fallo in mano si masturbava, e mentre lo faceva guardava me e Maurizio sditalinarmi in vagina, dove anche lui si autocompiaceva masturbandosi da solo…. Oltre al piacere provai ribrezzo, vergogna, ma poi ancora piacere, era tutto un miscuglio di sensazioni ed emozioni, negative e positive insieme.
Avevo la mammella nella mano viscida di uno sconosciuto maturo, un guardone schifoso che me la stringeva e accarezzava e inconcepibilmente mi piaceva che lo facesse e lo lasciavo fare….
Ansimante mi affossai di più in giù nel sedile, allargando ancora maggiormente le cosce iniziando a godere vistosamente, sentendo il lungo dito medio di Maurizio spingere dentro me, su, fino in alto, profondamente, ad arrivare a sentire le altre sue dita chiuse come in un pugno con il dito medio fuori spingere con forza contro le grandi labbra della vulva e il medio all’interno della vagina.
Era un piacere sessuale diverso da quello che avevo conosciuto e provato fino allora, era un piacere mentale soprattutto oltre che fisico.
All'improvviso di colpo, comandato elettricamente da Maurizio, il vetro scese ancora fino a metà finestrino, dando la possibilità al braccio dell’uomo di muoversi meglio all’interno e all'altro di infilarlo anche lui e prendermi bene l'altra mammella. In un attimo ebbi il seno tra le loro mani, con loro adesi all’apertura del finestrino della portiera che si masturbavano mentre giocavano con le mie mammelle che erano in balia di quei due sconosciuti.
Non avevo la forza di reagire … ero piacevolmente passiva....
Sentii Maurizio prendermi la mano, abbassarla e portarla sul mio sesso: “Continua un po' tu adesso!” Mi sussurro, spingendo delicatamente per via dell’unghia lunga il mio dito medio contro la vulva fino a farlo scivolare dentro e ad auto penetrarmi in vagina. Tolse il suo ed accompagnò dentro il mio… e mi trovai nella situazione assurda di masturbarmi da sola, seduta in auto, con quei due uomini fuori che accarezzavano, palpavano, sfioravano il mio seno e i miei capezzoli turgidi, ritti e sporgenti come non mai e Maurizio che mi guardava masturbandosi.
Era tutto così umiliante, sporco, depravante, osceno e perverso, ma anche assurdamente molto eccitante e piacevole.
Il mio respiro continuò rapido.
Non so quanto tempo mi masturbai da sola, un minuto ...di più ...non lo so. So solo che all'improvviso Maurizio si avvicinò, mi tolse la mano e mi penetrò ancora con il suo dito mentre ansimavo dal piacere e baciandomi nel collo, facendomi voltare con il capo verso il finestrino, mi spinse ad osservare oltre il vetro quegli uomini e le loro aste erette che tenevano in mano toccandosele; e li vidi masturbarsi ancora al di là del finestrino con i loro falli duri e lunghi in mano e volti congestionati e viscidi.
E mentre io riponevo la mano sul sesso eretto di Maurizio tornando a masturbarlo piano come all’inizio, lui tirandomi un poco a sé, mi baciò in bocca, con la lingua dentro, muovendo più veloce il dito in vagina, fino a portarmi all'orgasmo, mentre le mani di quei due uomini continuavano ad accarezzarmi il seno, i capezzoli, le spalle e il collo.
Fu terribile, ebbi un orgasmo violento da scuotermi tutta….
“Sssssssssssiiiiiiiiiiiii!!!” Sussurrai istintivamente sudata stringendolo a me e baciandolo mentre venivo presa da spasmi vaginali splendidi e meravigliosi, godendo congiuntamente a lui, sentendolo eiaculare e avvertendo il suo sperma caldo cadermi sulla mano mentre quegli uomini ancora mi accarezzavano le mammelle.
Mi cacciai con la testa indietro sul sedile ancora godente, respirando affannosamente, e gioendo lasciai con la mano la sua asta tra le mie dita sporche di sperma, mentre lui tirava fuori il suo dito medio bagnato dai miei umori dalla vagina eccitata, umida e palpitante. Mi baciò ancora in bocca e alzando elettricamente il finestrino della portiera, fece capire a quegli uomini di togliere le mani che il gioco era finito. Loro premettero un’ultima volta le mie mammelle e tolsero le braccia e lo chiuse completamente e io restai con il capo adagiato al poggiatesta, spossata, soddisfatta ed estasiata.
Spense la luce dell’abitacolo, e vidi le sagome di quei due uomini allontanarsi, fino a sparire nella vegetazione da dove erano venuti.
Maurizio dopo esserselo pulito con dei fazzolettini di carta lo rimise dentro lo slip e i pantaloni, lo stesso feci io fremente e tremando, me l’asciugai e passai delle salviette umide sulle mammelle dove i due guardoni avevano appoggiato le mani. Accese il motore e partì con me che avevo ancora le mutandine ai polpacci… non ebbi nemmeno la forza di tirarle su, abbassai solo il vestito davanti per coprirmi il sesso e dopo un paio di km, si fermò di lato sulla strada. Mi prese, mi tirò a sé e baciò a lungo in bocca ricambiato ancora eccitata da me, per poi scendere fare il giro dell’auto, venire dalla mia parte, aprire la portiera dov’ero seduta, con me che lo osservavo curiosa e stupita di cosa stesse facendo, e facendomi ruotare le gambe esternamente le allargò tirando su la gonna, abbassando la testa tra loro e iniziò a baciarmi la vulva.
Ero sorpresa:” No…questo no Maurizio…” Ma lui continuò. Me la baciava e leccava…
Seppi poi in seguito quando lo ripeté in altri contesti che era un tipico atteggiamento del cuckold, baciare e leccare il sesso della moglie dopo il rapporto sessuale con un altro… un segno di sottomissione a me e al partner che mi aveva posseduta.
“Ti amo!” Esclamò quando si tirò su dal mio sesso.
Lo guardai, non sapevo che sentimento provare … se di contentezza o vergogna, trovavo quel gesto umiliante per lui e per me, ma quello che avevo compiuto poco prima era ignobile, in un attimo avevo stracciato i miei principi, la mia educazione, la mia morale, la mia cultura, l'insegnamento del comportamento intimo e sessuale che mi aveva insegnato mia madre ... Pensavo a loro, ai miei genitori, a mia sorella e mio cognato...e guardavo lui, pensavo a com'era sua moglie … a Maurizio, suo figlio Fabio.... pensavo a mille cose.
Lui mi accarezzò i capelli: “Capisco questo tuo momento! “Mormorò.
Non avevo nemmeno la forza di reagire, di piangere… come potevo piangere se mi era piaciuto e ne avevo goduto fino ad avere un orgasmo meraviglioso?”
“Ma chi ero io in quel momento? Francesca o un’altra donna?” Mi domandai…” E perché mi era piaciuto quello che avevo compiuto e perché lo avevo fatto? …Per amore?... Solo per amore? Oppure dentro di me c'era qualcos'altro che non conoscevo che stava uscendo fuori? Ero spaventata e intimorita da quello che avevo praticato, ma anche dalla mia reazione che avevo avuto in quella situazione, partecipando piacevolmente invece di fuggire.
Lentamente mi piegai in avanti, presi gli slip dalle caviglie e li tirai su oltre le ginocchia, alle cosce. Poi scesi:
“Stai attenta alla portiera! Non toccarla!” Disse Maurizio ridendo.
“Perché? “Domandai ingenua.
“Può essere che quei due guardoni gli hanno sborrato contro e l’hanno schizzata !!” Disse lui.
“Che schifoo!!!” Gridai scandalizzata d’istinto mentre lui continuava a ridere.
Feci attenzione a non toccare più niente e accovacciata dietro alla ruota posteriore urinai, mentre lui si guardava in giro.
In un attimo pensai:” Ecco questo sarà il mio modo di fare sesso con lui se accetterò il suo cuckoldismo! In auto, all'aperto ... o altri luoghi.” E mentre lui mi passava ancora dei fazzolettini per asciugarla dall'urina e dagli ultimi residui degli umori di quel piacere immorale e perverso, tirai su la mutandina e giù la gonna del vestito e mi rimisi in ordine i capelli. Facendo attenzione a non toccare la portiera esternamente risalii in auto e ripartimmo, tornammo indietro in silenzio.
“Non dici nulla?” Mi chiese lui durante il viaggio.
“Penso!” Risposi.
“Pensi bene o male?” Chiese.
“Non so!” Replicai sinceramente.
Maurizio sorrise: “Ti è piaciuto? “Pronunciò.
Senza guardarlo negli occhi abbassai lo sguardo e mormorai: “Dipende… mi sono sentita sporca. Ma si, sessualmente mi è piaciuto inutile mentire, moralmente no... “
Lui fece un altro sorriso e mi accarezzò la guancia teneramente.
Lo guardai negli occhi e domandai: “Questo fa parte di quello che intendi tu del cukoldismo?”
“In un certo senso, ma non proprio, ne è un aspetto soft…, si chiama candauliesismo, più che cuckoldismo…”
“Canda che!?” Dissi io.
“Candauliesismo, ma non spaventarti Francy, è solo un altro aspetto del cuckoldismo che consiste nel provare piacere a mostra nuda o in atteggiamenti sessuali ad altri la propria moglie.”
“Altro aspetto quale? “Ribattei.
“L’altro aspetto soft… quello vero e proprio del cuckoldismo non è solo mostrare, ma è anche possedere, fare praticare il rapporto sessuale alla moglie.”
Restò in silenzio e io continuai: “Questo è quello che vorresti fare tu se diventassi tua moglie?”
“Anche, ma non solo!” Replicò.
Alche approfondii e domandai:” Ma spiegami un po' Maurizio, come ti ho detto ho letto, ho anche visto immagini e mi sono documentata a riguardo, ma chiariscimi tu cosa intendi di preciso che praticheremmo noi, e quale dovrebbe essere il nostro modo di vivere la sessualità? Perché a me è parso di essere più una esibizionista… Qual è il tuo essere cuckold?” Mormorai lasciandomi andare stanca e spossata con il capo sulla sua spalla.
“Spiegami!” Ripetei adagiandola mentre guidava, dimostrando con quell’atto tutta la mia debolezza e amore nei suoi confronti.
E lui accarezzandomi delicatamente la fronte iniziò: “Come hai visto e provato questa sera, quello che abbiamo praticato è solo una forma di un certo modo di essere cuckold o sweet, di praticare atti di libidini o sesso fuori dagli schemi classici … che non è fare l'amore!” Precisò: “Non è nemmeno esibizionismo anche se ci assomiglia, ma soltanto un aspetto del cuckoldismo il cui fine è quello di praticare appunto sesso, distinguendo le due cose, amore e sesso…” Continuando: “Come ti dicevo l'altra volta, un incontro a tre potrà avvenire con sconosciuti, come questa sera, ma anche con conosciuti se vorremo, in ogni luogo, in ogni forma e questo lo stabilirai tu... solo tu, insieme a me, naturalmente se accetterai.”
“Ma non c'è un limite! “Sussurrai sconvolta e smarrita di quello che avevo appena compiuto, stupendo me stessa per averlo praticato.” Mi angosci quando mi dici che si può fare tutto...” “Perché è così amore! Non c'è un limite…ci sono delle regole, e queste regole le stabiliremo noi. È una pratica che si evolve da sola, ci si trasforma praticandola e quello che dici oggi “non lo farò mai”, domani potrai farlo ed essere addirittura tu a chiedere di praticarlo, perché tu vorrai e desidererai realizzarlo.
Ti faccio due esempi banali, ma chiarificatori. “Disse:” I rapporti sessuali saranno tutti protetti con il preservativo, e questo potrà essere una nostra regola, ma come ricordavi tu qualche giorno fa potrà arrivare il momento in cui tu in determinate situazioni e circostanze e con determinate persone che proverai un feeling o un’attrazione particolare solo fisica, deciderai di farlo senza … Sarà una tua scelta e sarai solo tu a decidere, lo stesso con l'eiaculazione in vagina …. o altri tipi di desiderio che avrai! Nessuno ti imporrà e impedirà niente. “Disse Maurizio risoluto.
“Che c'entra l'eiaculazione in vagina?!” Chiesi sorpresa, curiosa e infastidita di quell’argomento.
“Significa che presa dalla smania o dalla foga, potresti decidere di compiere quello che non hai mai fatto e neanche mai pensato e hai sempre condannato e praticarlo per trasgressione e piacere, provare situazioni e posizione nuove, orale, anale o di farti venire dentro, eiaculare in vagina naturalmente con tutte le dovute precauzioni e sicurezze, per provare il brivido dell’emozione e l’adrenalina in corpo. Se vorrai conoscerla. E sarai sempre e solo tu a decidere … nessun altro.”
“Eh ma tu così mi spaventi Maury… orale, anale, eiaculare in vagina, mi allarmi. Già sono sconvolta di quello che ho compiuto stasera… io non ho ma fatto queste cose, non le farò mai…” Dissi staccando la testa dalla sua spalla, tirandomi su e scuotendo negativamente il capo...
” Questi atti che hai detto non li farò mai … e poi mai!!” Ripetei pensando a quello che aveva dichiarato, rapporti orali, anali ed eiaculazione in vagina.
Lui sorrise passandomi il braccio sulle spalle e stringendomi a sé, come se io avessi già accettato la situazione, ma invece ero ancora piena di dubbi e incertezze e per niente convinta di compiere quello che lui desiderava, anche se quell’approccio soft mi era mio malgrado piaciuto.
“Io ti sto spiegando i vari aspetti e non dicendo cosa dovrai praticare… sceglierai tu se avere solo un rapporto sessuale o andare oltre...” Affermò con un sorriso sornione come il gatto che sta per prendersi e papparsi la topolina.
Al che precisai a scanso di equivoci: “Guarda Maury che io non ho deciso nulla… anzi sono contraria e probabilmente non farò mai le cose che vuoi tu. Un conto è fare quello che è accaduto stasera che è già tanto per me, essendo sporco e perverso di suo… un altro avere un rapporto sessuale, con o senza regole.”
Mi guardò e sorrise: “Comunque stasera mi hai fatto un bel regalo, sono orgoglioso di te e ti vorrei davvero come moglie e compagna di vita…”
Quelle frasi mi fecero enorme piacere e gli sorrisi, ma c’era l’ostacolo più grande da superare, lo scoglio sulla nostra strada, il cuckoldismo vero e proprio, quello di concedermi sessualmente a un altro uomo.
Era chiaro che sentire quelle frasi ed eventualità nuove mi spaventavo e turbavo enormemente, e oggi sono certa che lui lo sapesse e ne provasse piacere a dirmele a farmele ascoltare, pensare e scandalizzare. Di riuscire a traviare e depravare una ragazza per bene e di sani principi come me per farla diventare una Sweet, una hotwife o una Sweet lady come vengono chiamate le mogli dei cuckold.
Benché non insistesse, avvertivo forte la sua opinione e il suo desiderio a quel proposito, anche se non era condizionante. Ma almeno era sincero, questo devo ammetterlo e quella sua sincerità mi piaceva anche se mi spiazzava, l’apprezzavo, non mi nascose mai nulla e forse fu proprio quello, la sua sincerità senza inganno, il conoscere quel nuovo mondo anche se scabroso e immorale attraverso le sue parole, la sua pacatezza e sorrisi, a farmi affrontare tutto in modo trasgressivo ed erotico e non vederlo per come era, perverso e depravato.
“Ma non lo possiamo fare solo così?!... Come abbiamo fatto stasera? ...Senza rapporti sessuali?” Gli domandai propositiva facendogli intendere che quello forse l’avrei accettato...
“No!” Rispose sorridendo: “Questa è solo una prima fase, un aspetto... poi io mi conosco, lo so, è nella mia natura di cuckold, tornerei a chiederti di donarti, avrei desiderio di offrirti e vederti con un altro sessualmente e inizierebbero discussioni che ci porterebbero a incomprensioni e litigi… No! Come ti ho già detto devi accettarmi completamente se vuoi essere la mia compagna di vita, mia moglie, la mia signora; devi accettare di essere la moglie di un cuckold in tutti gli aspetti che si presenteranno. Mi dovrai amare e accettare così, come sono!” Disse deciso e risoluto con voce seria e profonda.
Restai in silenzio … non sapevo cosa rispondere, avevo ben poco spazio per discutere, potevo solo scegliere come diceva lui essere la moglie di un cuckold con tutto quello che comportava sessualmente o lasciarci e rifarmi un’altra vita con un altro uomo che non amavo. Non c'era spazio per cercare di cambiarlo sarebbe sempre stato così, o cambiavo io, oppure finiva tutto… Mi resi conto che il mio proposito di cambiarlo non funzionava, terribilmente presi atto che era lui che stava cambiando me.
Ruppe i miei pensieri dicendo: “Capisco che per te sarebbe il massimo della trasgressione e dell'immoralità se accettassi! Ti colpirebbe nell'anima e nel corpo e nella tua mente di giovane signora per bene e quell'emozioni provate, si perpetuerebbero per sempre …”
Lo interruppi rispondendo con la voce rotta e gli occhi lucidi: “Non solo la trasgressione e l’immoralità, ma anche l’umiliazione e la vergogna…”
Lui mi fermò precisando: “Ma no!... Vivresti solo il desiderio sessuale in un aspetto diverso, una forma che ti farebbe fremere di gioia e forse, ti darebbe anche un po’ di adrenalina nell'attesa degli eventi, di quello che dovresti compiere o che ti praticherà lui… di quello che verrà dopo, di chi sarà il tuo partner in
quell’incontro…”
In quella conversazione restammo in silenzio per qualche secondo, poi lui proseguì: “Guarda che è tutto rilegato soltanto alla sfera sessuale, come hai visto senza costrizione, tutto il resto del nostro rapporto, l’amore, la famiglia, l’affettuosità, i sentimenti, gli interessi, l’emozione, saranno tutti come prima e normali. Nessuno saprà mai niente e poi non si dovrà praticare tutti i giorni… capiterà magari qualche volta, una volta al mese, forse due, oppure mesi senza compiere nulla ma continueremo a esistere, a condurre una vita professionale e sociale e fare l’amore normalmente io e te, ad amarci, vivere … avere la nostra vita insomma.” Mormorò.
Ascoltavo silenziosa mentre Maurizio proseguiva.
“Ora sai cos'è il cuckoldismo e come lo intendo io, riflettici con calma, senza timore, è inutile andare avanti così. Pensaci ancora bene e con calma e fai la tua scelta con serenità, senza condizionamenti morali, sociali o religiosi, prenditi il tempo che vuoi, ma la prossima volta che ci incontreremo dovrai avere le idee chiare e aver deciso, se dirai si...dovrai avere un rapporto sessuale completo di prova, dimostrarmi che mi accetti come sono. Se dirai di no, con rispetto e amicizia a malincuore ci lasceremo, tu è giusto che ti rifai una vita con qualcuno e io anche, con persone che ognuno di noi oltre all’amore ritiene più adatte a sé stessi per viverci insieme. L’amore da solo non basta in un matrimonio, ci vogliono scelte, complicità e interessi in comune, di tutti i tipi, sociali, economici e anche sessuali.” Affermò.
Non potevo crederci, ero sbalordita… era lui che dava un ultimatum a me, era come se si fossero invertite le parti “ho diventi come desidero io o se no non ha senso stare assieme”. In parte aveva ragione e condividevo il pensiero, ma avrei dovuto essere io a dire quelle parole, a fare quel ragionamento inverso con lui, dirgli o lasci perdere tutte queste tue manie e devianze o non ci vediamo più.
Ero sbalordita e attonita dell’ultimatum che mi aveva dato che non riuscii a replicare per timore che mi lasciasse davvero. Mormorai soltanto: “Che significa la prossima volta che ci incontriamo dovrai avere un rapporto sessuale completo… di prova?”
“Si amore, è inutile che ci giriamo intorno, dobbiamo compiere una scelta, praticare una prova come stasera, ma completa, con un rapporto sessuale con penetrazione in modo che vedrai di tuo com’è un rapporto sessuale cuckolding… Sarai tu a dirmi se e quando ti sentirai pronta… e io organizzerò tutto.”
Non risposi, non dissi nulla, ero incredula, senza che me ne accorgessi mi stava risucchiando nel cuckoldismo.
Andammo in un piano bar a bere qualcosa, trovammo la nostra compagnia, chiacchierammo del più e del meno, ma io non c'ero con la testa, lo guardavo scherzare con una amica, e stupidamente mi ingelosivo:” …E se un'altra lo accetterebbe così com’è?... Me lo porterebbe via. Magari sarebbe disposta ad accettare quello che chiede pur di diventare sua moglie.”
Finita la serata e tornata a casa ci pensai tutta la notte, mi tormentai. Anche volendo non avrei mai potuto sopportare un altro uomo che non fosse lui sopra di me, che mi accarezzasse, baciasse il viso ... guardarlo negli occhi…. Vedere la sua faccia.
Forse avrei potuto accettare ma…. avrei voluto io dettare le condizioni.
Volevo e non volevo…. Non sapevo cosa decidere, cosa fare.
L’orgoglio mi bloccava e mi diceva di mandarlo a quel paese subito per come si era comportato: “Se decidi di sì bene, se no…. ci lasciamo!”
“Alla faccia della democrazia di coppia, del rispetto e di dover essere io a scegliere… “
Ma il cuore pazientava, mi diceva di riflettere, di calmarmi e non perderlo, di aver pazienza che in fondo anche lui mi amava e che tutto si sarebbe aggiustato.
“Forse se provo una volta!” Mi dicevo.” Solo per vedere com’è realmente! Senza desiderio. In fin dei conti sua moglie lo faceva… e si amavano, stavano bene insieme e vivevano felici da benestanti… lei in fondo non aveva mai lavorato. “
Ci pensavo e ragionavo, e quando ci incontrammo la sera seguente, lui mi guardava ma non mi chiedeva nulla, fui io a dirgli che ci stavo pensando….
“Ci sto pensando Maury, non forzarmi, ho i miei tempi, non è una scelta facile, ma di tutta la vita…”
“Lo so!” Rispose:” Rifletti con calma, qualunque sarà la tua scelta ti amerò sempre.” Disse.
Il nostro rapporto di fidanzamento in quel momento, era impostato nello stare assieme quando eravamo liberi, come se niente ci condizionasse (almeno a me) e fare sesso normalmente una volta alla settimana. Ma non era il sesso che mi legava a Maurizio, ma il cuore, il sentimento, lo stare bene insieme a lui, avere molte cose in comune e non lo volevo perdere.
E così giorni dopo, a seguito di vari ripensamenti e considerazioni decisi di provare una volta a fare quello che mi chiedeva lui, ma lo avrei fatto a determinate condizioni.
Ma non glielo dissi subito, aspettai con la speranza che mi dicesse qualcosa lui, che ci ripensasse e invece… e una sera, dopo altri giorni che ci riflettevo, quando ci incontrammo gli dissi:” Ti devo parlare Maury!”
Intuendo di cosa si trattasse, lui mi chiese: “Hai già fatto la tua scelta?”
“Si!” Risposi. Ma voglio spiegarmi, ci sono alcune cose che vorrei parlartene e approfondire.”
“Dimmi! Qualsiasi sarà la tua risposta non cambierà i miei sentimenti, il mio rispetto e il mio amore per te!”
Esclamò.
Sentivo che anche lui mi amava davvero e quando fummo in un tavolino in disparte di un dehors solo io e lui tranquilli, gli dissi con voce rotta dall’emozione: “Ho deciso. proverò…vorrei provare!... Ma non so se ci riuscirò mai con un altro uomo che non sei tu sopra di me, che mi guarda negli occhi, che mi bacia…non ce la farò credimi Maurizio! Ho paura della situazione, delle malattie di tutto, perfino di me stessa.”
Sorrise dicendo:” Sono contento che tu abbia accettato… mi fai felice, per il resto non ti preoccupare, non c’è niente di irrimediabile, proveremo a farlo come vuoi tu. Io sarò sempre con te e non farai niente che non vorrai.” Mi guardò passandomi il braccio sulle spalle aggiungendo: “Accetti di fare questa esperienza con me?” Mormorò.
Non risposi e annui con il capo guardandolo negli occhi. Ero tanta innamorata che non mi accorsi che sotto la sua faccia buona e dolce era un sapiente manipolatore.
“Bene! Vedrai che ne sarai soddisfatta e non ti toccherà fare quello che temi! Nessuno sarà sopra di te, ti guarderà in faccia e ti bacerà. Farò in modo che si svolga come vorrai tu! Non dovrai avere paura delle malattie, sarà un rapporto protetto e lui una persona pulita, garantita e riservata.” Esclamò.
“E come fai a saperlo?” Chiesi io.
“Lo vedrai al momento, fidati! Conosco alcune persone che da anni e si può fare affidamento, e frequentavo precedentemente con mia moglie, chiavavano anche lei, gente semplice, ma pulita e fidata.” E sorrise.
A quelle parole mi sentii turbata e smarrita. Mi fidavo di lui, ma più che altro l’amavo e l’amore e la paura di perderlo come a molte donne fa fare anche quello che non si vorrebbe....
“Fammi solo sapere il giorno o la sera che vorrai farlo e null'altro e io ti darò alcuni accorgimenti nel vestire.” Dissi.
“Nel vestire?” Domandai stupita.
“Si, per essere più pratica, ma non ti agitare ora …. stai tranquilla, non avere timore. Ora vieni!” Disse sorridendo e da seduti tirandomi a lui, stringendomi con il braccio mi baciò mentre il pianista nel piano bar cantava.
Avevo capitolato… volevo cambiarlo e invece lui stava cambiando me.
Avevo accettato… ma sempre con l’idea e la speranza di non arrivare mai a doverlo compiere davvero, che qualcosa poi in questi giorni d’attesa si sarebbe interposto tra noi da impedirlo...un suo ripensamento, un mio sussulto di dignità o altro che non riuscivo a immaginare.
Per il resto passammo la serata normalmente, insieme alla nostra compagnia, gli amici erano tutti lì, ci sedemmo come se niente fosse insieme a loro.
“Siete proprio una bella coppia voi due!” Disse Anna una amica comune…:” State bene insieme … a quando i confetti??”
Sorridemmo e rispose lui: “Molto presto spero, mancano solo i dettagli, io ho bisogno di avere al mio fianco nella vita una donna come Francesca …”
Ci fu una specie di applauso… poi lui divenne distratto e si mise a chiacchierare con gli amici e indifferentemente da quello di cui avevamo discusso e io sorridente con le amiche, guardandole pensavo:
“Chissà se qualcuna di loro con il compagno o il marito sono una coppia che pratica il cuckolding…??” E cercavo di capirlo dai visi e dagli atteggiamenti.
Erano fantasie, stupidaggini... pensieri per evadere mentalmente o giustificarmi con me stessa, accettarmi di avergli detto di sì e di provare. Ero di buona famiglia e non avevo mai praticato quelle sconcezze e stupidamente le avrei compiute per amore, come la ragazzina che si prostituisce con l’anziano su richiesta del suo ragazzo che ama, perché lui ha bisogno di soldi.
Dopo vari ripensamenti mi decisi per una sera, un giovedì, dove il giorno dopo sarei stata a casa come giornata di riposo e al mattino avrei potuto dormire e non pensare a quello che avrei fatto quella sera.
Non fu una decisione semplice da prendere, ma anche il fatto di essere stata in auto masturbata da lui davanti a quegli uomini ed aver provato piacere, mi aiutò.
Glielo comunicai e lui felice si mise a preparare tutto.
“Vedrai, sono certo che ti piacerà e lo accetterai.” Disse contento:” Domani sera metti la gonna e non pantaloni, una gonna svasata o un vestitino a gonna larga, non mettere quelle aderenti a tubino... Non mettere anelli, bracciali e collane d'oro o brillanti come fai di solito, poi per il resto, indossa quello che vuoi, l’importante è che hai una gonna ampia.”
Feci come mi disse lui e la sera dopo alle 21, passò a prendermi sotto casa come facevamo di solito, salutai i miei genitori con un bacino e scesi, solo che quella era una serata speciale per me. Prima di andare al luogo convenuto, andammo in un bar a bere qualcosa, a chiacchierare e ad aspettare che arrivassero le 22.00 per spostarci nella zona stabilita dal suo appuntamento.
Io ero ignara del luogo e della modalità di come lo avrei praticato.
In quell'attesa nel tavolino appartato, mi tranquillizzò, mi accarezzo amorevolmente in dorso della mano con le sue dita, il braccio e il volto.
“Intanto ti dico due cose importanti!” Dichiarò, con me attenta e tesa che ascoltavo.
“Innanzi tutto io sarò sempre con te! Non sarai mai sola, mai… e chiamiamo lui che verrà . Stai tranquilla, lo conosco da qualche anno essendo stato più volte anche con mia moglie, è bravo, vedrai che ti farà godere, a mia moglie la soddisfaceva…”
Quel suo paragone di paragonarmi a sua moglie mi metteva ansia… comunque proseguì. “So chi è, e quindi non ci saranno sorprese, non è una persona molto bella fisicamente ma affidabile, lui sa già cosa deve fare, ne abbiamo parlato e lo ha già fatto altre volte anche con varie mogli di coppie. “
“Lo conosci?” Chiesi io.
“Si! ... “Esclamò, poi come correggendosi aggiunse:” Conosco… per modo di dire! Diciamo che so chi è, ho il suo numero di cellulare di quando ci incontravamo con mia moglie.”
Restai in silenzio e poi incuriosita chiesi:” Lo facevate anche in auto?”
“Si!” Rispose Maurizio:” In una radura, un posto riservato e tranquillo, lontano da occhi e orecchie indiscrete, dove ora porterò anche te. Con lui, io e mia moglie lo abbiamo fatto quattro -cinque volte, per questo so chi è, come si comporta e mi sembra la persona adatta a te essendo la prima volta. La persona giusta per iniziarti.” E mosse le labbra in una smorfia di sorriso.
“Iniziarmi…?” Ripetei. Quella parola mi rimbombava nella testa.
Non lo mostravo ma ero agitata….
“Quanti anni ha?” Chiesi curiosa.
Fece una pausa e poi rispose:“Una cinquantina!”
“Una cinquantina??...Ma non è troppo maturo per me? “Domandai delusa e dispiaciuta.
“L'età in questi incontri non è importante Francesca, quello che si cerca è il piacere indipendentemente da chi lo procura, il partner può essere basso, panciuto e pelato ma saper far sesso da dio… e farti godere più di uno bellissimo che non è capace… come può pure capitarti anche il ragazzo molto bello che fa bene sesso, ma capita raramente.
In questi incontro c’entrano le capacità sessuali, il vigore, la virilità e l’esperienza e lui è bravo te lo garantisco io, soddisfaceva molto bene mia moglie che era esigente! Ma queste esperienze se la tua scelta sarà positiva e le farai come mi auspico io, le apprenderai da sola!”
Sorseggiò l'amaro e poi continuò: “Comunque detto questo, quando arriveremo al luogo prestabilito, te lo dirò io cosa devi fare, ti inginocchierai sul tuo sedile del passeggero con il sedere rivolto verso l’esterno la portiera aperta e resterai così in quella posizione e farà tutto lui, tu devi essere sola nella posizione che ti ho detto. Lui ti prenderà da dietro in vagina e tu non lo vedrai nemmeno in faccia, non avrai nessun contatto visivo, neanche un bacio o uno sguardo, ma solo un rapporto sessuale a carponi e qualche carezza sul sedere.” Affermò con me che lo ascoltavo attonita sempre più tesa e agitata.
“Non devo fare niente io?! Nemmeno spogliarmi? Togliermi le mutandine?” Domandai ingenuamente.
“No! Farò tutto io, tu ti dovrai solo girarti e metterti in ginocchio nel modo che ti ho detto e restare così con le gambe e i piedi esternamente alla portiera e le ginocchia sul tuo stesso sedile, e al termine del rapporto sessuale, ti rigirerai e non dovrai nemmeno scendere dall'auto se non vorrai… Per il resto lasciati andare, io sarò lì con te ad accarezzarti, baciarti…” Fu molto esplicito nella preparazione su come dovessi comportarmi.
Ero agitata...tesa! E non nego che la mia agitazione era mista ad eccitazione.
“Ora calmati!” Mi ripeté!
L’orario si avvicinò, ci alzammo, pagò e uscimmo avviandoci all'auto, io tremante e con il cuore in gola che mi batteva a mille.... Indossavo una gomma nera svasata con brillantini, come aveva richiesto lui, con una camicetta rosa fucsia e un paio di stivaletti a tronchetto leggeri, primaverili, disegnati con rombi di strass sul cuoio.
Salii in auto, ero tesa, turbata e carica di adrenalina che assurdamente mi dava anche un pizzico di eccitazione mista alla paura.
Partimmo e prima di arrivare alla zona stabilità si fermò di lato alla strada, mi strinse a se e mi diede un lungo bacio passionale con la lingua in bocca, ricambiato da me che lo abbracciai, da lasciare senza fiato, lasciandomi le labbra umide della sua saliva. Era eccitato e sotto un altro aspetto lo ero anch’io che in quel bacio cercavo di scaricare la tensione mentre aumentava l’apprensione e il desiderio. Poi staccandosi esclamò: “Andiamo!” E ripartì.
Arrivati nel luogo stabilito, ci fermammo in uno spiazzo di terra, spense il motore e le luci dei fari dell’auto restando in silenzio nel buio della sera nuvolosa, solo al chiarore della strada che era illuminata riverbero di lampioni lontani.
Quando vidi dove eravamo esclamai inquieta:“Qui!!??... Ma siamo all'aperto!... Vicino alla strada!! Se passa qualcuno ci può vedere!”
“No! È un posto inusuale per il traffico, frequentato solo da coppiette, ma non si corrono rischi stai tranquilla, sarei stato io il primo a non portarti qui se ci fosse stato qualche pericolo.”
“Ma c'è la strada laggiù?!“Esclamai segnandola con il dito.
Lui mi accarezzo guardandomi negli occhi dicendomi dolcemente:” Si, ma stai tranquilla! Qui non c’è nessun pericolo, rilassati! Ti ho detto che se c’era non ti ci avrei portata!”
Calmarmi? Come potevo calmarmi se ero in tachicardia e respiravo sospirando nel timore e nell’attesa. A fatica mi calmai, ma restai agitata in quella oscurità rischiarata di riflesso, in un posto sconosciuto a me, come l'uomo che avrei dovuto incontrare e avrebbe dovuto possedermi.
Posteggiò in modo che la parte dov'ero io, del passeggero, fosse davanti a degli alberi che la riparassero e non si vedesse dalla strada se qualcuno avrebbe transitato.
Poco dopo arrivò un’auto che ci puntò con i suoi fanali illuminandoci a giorno anche sul viso, facendomi portare la mano sugli occhi di quanto abbagliava e fosse intensa la luce, fermandosi a una decina di metri da noi quasi di fronte alla nostra, spense il motore e i fari, oscurando di nuovo tutto attorno.
Ci fu il silenzio e il buio. Ero molto nervosa e impaurita.
“E’ lui?” Chiesi con la voce rotta dalla tensione a Maurizio.
“Ora vedremo! Ma penso di sì!” Rispose.
Ci furono altri attimi di silenzio, poi quell’auto arrivata ci lampeggiò.
Passarono pochi secondi e anche Maurizio gli lampeggiò, dicendomi:” È lui!” E ripeté i suoi avvisi luminosi in quel segnale convenuto e concordato tra loro e si lampeggiarono le due auto più volte. Poi Maurizio aprì la portiera del guidatore e scese e lo stesso fece l’uomo dell’altra macchina e si avvicinarono a parlare poco lontano dal cofano della nostra auto, per poi venire insieme verso la nostra.
Lo guardai alla luce della luna tra le nuvole e di quel poco che i lampioni sulla strada riverberavano di illuminazione anche dove eravamo noi, mentre camminava vicino ad Maurizio. Se devo essere sincera non mi fece una bella impressione aveva il fisico tozzo e la pancia e metà capo, la parte antero-superiore pelata, con un ciuffetto di capelli al centro della fronte.
Si avvicinò con Maurizio che mi fece cenno di abbassare il vetro del finestrino e scambiai qualche parola da lì.
Vedendo che guardavo inquieta attorno tra il chiaroscuro della vegetazione disse con una voce carica e rauca: “Non c'è nessuno signora stia tranquilla! Al massimo ci viene qualche coppietta, questa è la loro zona. E se ne arriva qualcuna non faranno caso a chi c'è se non si farà caso a loro e dopo alcuni minuti e aver consumato la loro sessualità, ripartiranno in silenzio.” Disse con un sorriso libidinoso che non mi piacque.
Capii cosa intendeva per coppiette e intuii anche i tipi di donne che frequentasse quell’uomo (le prostitute).
Maurizio da dietro di lui con una espressione corrucciata, mi fece capire di non fare caso a cosa dicesse e mi voltai a guardare in avanti dandogli il profilo e lasciandoli a parlare.
All’improvviso mi prese la paura, diventai tachicardica, ero indecisa, presa tra il desiderio di scappare e di restare. In quel momento se non mi fossi trovata in una zona così isolata, forse mi sarei allontanata da sola, a piedi, lasciandoli lì.
Avevo il batticuore e non riuscivo nemmeno più a pensare, l’unica cosa che realizzavo era che di lì a poco, quell’uomo mi avrebbe presa e posseduta sessualmente in quella radura, in quella forma di carsex che non avevo mai praticato nemmeno con il mio ragazzo precedente, nemmeno in auto lo avevo mai fatto con il mio ex e non volevo più fare niente. Ero contraria e glielo manifestai: “Maurizio!!” Chiamai.
Lui si avvicinò con un sorriso dicendo:” Dimmi!!”
“Ho paura non voglio!... Non voglio più farlo… portami via! Andiamo via…” ero inquieta e tremavo e se ne accorse.
“Ma come paura? Stai tranquilla è tutto sotto controllo.” Disse infilando il braccio dal finestrino aperto accarezzandomi i capelli.
“Quell’uomo non mi piace!” Aggiunsi sottovoce che lui non sentisse, mentre fumando guardava attorno.
“Che cos’ha?!” Mi domandò.
“Non lo so, mi fa paura è brutto!!”
Sorrise. È brutto… ma mica te lo devi sposare…tu devi sposare me… e poi ti ho detto che non bisogna guardare la parte estetica, l’aspetto in questi incontri.”
“No! Andiamo via dai!!” Ripetei, ma inutilmente, Maurizio si era eccitato ormai.
Aprì la portiera, mi prese la mano e si mise vicino a me accarezzandomi il braccio. “Rilassati amore! Capisco che è la prima volta, ma stai tranquilla che non ci vedrà nessuno e tu non vedrai nemmeno lui.”
Nel frattempo iniziò a scendere una leggera pioggerellina che bagnava i vetri del parabrezza, e nel semi buio illuminato solo dagli alti lampioni sulla strada poco lontana, a guardare controluce si intravvedevano le goccioline, brillare e scendere illuminate come scintille, e nella mia innocenza dissi, ma più che altro sperai:” Speriamo che se piove non si faccia niente.”
Oltre la mia situazione personale, il tempo… era agitante e deprimente e mentre piovigginava, sentii aprire lo sportellone posteriore e Maurizio prendere l'ombrello dicendomi: “Preparati!” E il cuore incominciò ancora a battermi più forte.
Feci una smorfia negativa con il viso come a voler fermare tutto, ma lui andò avanti.
“Dai su amore!!” Disse tenendo l’ombrello aperto in mano invitandomi a mettermi nella posizione che mi aveva spiegato.
Rassegnata, ormai in preda a uno smarrimento mentale, arrendevole e incapace di reagire fui assorbita da uno strano turbamento fatto di timore, stordimento, vergogna ed eccitamento e come d'intesa, nella mia incapacità a reagire, lui tirò di più esteriormente la portiera e l’aprì completamente e come un automa sotto i loro sguardi e l’ombrello, imbarazzata porgendomi la mano per aiutarmi scesi. Quando fui in piedi davanti a Maurizio che mi guardava sentii dire da lui:” Ora girati e risali sul sedile con le ginocchia. Inginocchiati sopra e porgi il sedere in fuori…”
Remissiva come un automa lo feci, salii dando il sedere verso loro; sprofondando le ginocchia sopra la pelle nera della parte orizzontale della seduta, con il culo rivolto in fuori. Appoggiai le mani con le braccia tese sul bordo laterale del sedile del guidatore davanti al mio, vicino alla leva del cambio e del freno a mano per tenermi in equilibrio. Ormai rassegnata mi assestai bene con le ginocchia per essere comoda e non sentire fastidio; e in quella posizione a carponi, i capelli mi caddero sui lati del volto e davanti al viso, mentre la collana di chincaglieria che avevo ciondolava brillando e oscillando come un pendolo dal mio collo nel vuoto.
“Vieni un po' più indietro con il sedere!” Sentii dire a Maurizio e mi spostai di poco sulle ginocchia, sprofondando ancora nel sedile.
“Così va bene è ad altezza giusta!” Sentii dire dalla voce rauca di quell'uomo.
Mi fecero mettere in quella posizione volgare, a carponi o alla pecorina come la chiamava volgarmente quell’uomo, con la portiera aperta ed entrambi dietro me, sotto l'ombrello che teneva aperto Maurizio con una mano per ripararsi dalla pioggia, che seppur fine e leggera, bagnava.
Avevo ancora la possibilità di voltare la testa e intravvederli oltre che sentirli parlare dietro di me e vidi con la coda dell'occhio quell’uomo slacciarsi la cintura dei pantaloni, poi Maurizio mettersi accanto a lui, passargli momentaneamente l'ombrello e prendermi le gambe per le caviglie e dire: “Divarica un po' di più le ginocchia e vieni ancora un po' indietro!”
“Ecco così, brava!!” Esclamo dopo che lo feci.
Era logorante quella preparazione, mi sentivo stordita e come un oggetto pronta a finire nelle mani di quell'uomo sconosciuto che decideva per me e per Maurizio.
Sentii ancora la voce di quel tipo dire a Maurizio:” Bene gambe leggermente aperte, la posizione è giusta e il culo completamente esposto.”
Ero voltata con il viso al finestrino del guidatore e verso il volante e inginocchiata nel sedile, e irrazionalmente immaginai quell’uomo che era pronto dietro di me e anch'io psicologicamente lo ero.
Sentii la voce di Maurizio dire: “Aspetta!!” E le sue mani sulle cosce, prendere il bordo inferiore della gonna e con grazia e garbo sollevarlo delicatamente su fino sulla schiena, scoprendomi completamente il sedere e il retro cosce. Dopo aver rivoltato la gonna sulla zona lombare, abbassando le mani avvertii le dita di Maurizio prendere l'elastico della mutandina bianca e lentamente abbassarla scoprendomi i glutei facendola scivolare sulle cosce giù fino alle ginocchia, scoprendomi tutto il sedere a mostrare a sé stesso e a quell'uomo, il mio culo nudo, sodo e arrotondato… con il solco intergluteo lungo e profondo; con il sesso che si rivelava posteriormente sotto di essi, con la vulva, la fessura formata dall’unione delle grandi labbra. Mi sentivo umiliata ed eccitata da quello che mi stava succedendo e ancora doveva accadere.
“Bello! Meraviglioso, nudo e pallido! Bella forma…” Mormorò la voce rauca di quell’individuo, mentre Maurizio con la mano accarezzandomelo glielo mostrava invitandolo a toccarlo. Quell’uomo si approssimò prendendomi gli stivaletti a tronchetto, divaricandomi ancora i piedi e di conseguenza un poco le ginocchia su cui poggiavo. In quel momento ero eccitata lo ammetto, avvertivo brividi e fremiti di turbamento sulla pelle.
C'era silenzio, si avvertiva solo quella pioggerellina di tarda primavera cadere sull'ombrello, la carrozzeria dell’auto e le foglie.
All'improvviso sentii una mano, grossa e ruvida accarezzarmi le natiche, impastarle con dita grandi e rozze.
Capii che non era quella dolce di Maurizio che conoscevo bene, ma di quell'uomo e al ribrezzo momentaneo di essere toccata da lui, seguì subito una fase di eccitazione e piacevolezza, proseguita da un forte senso di calore al sesso; e mi piaceva sentirla sulla pelle.
“Bello! Bello e sodo!” Esclamò la stessa voce tossendo dopo.
A un certo punto sentii ripetutamente qualcosa di umido e ruvido passarci sopra, capii che lo leccava, e allargandomi con i pollici il solco intergluteo dividendomi le natiche lo avvertii scendere sull’ano e la vulva:” Dio mio questo no!!” Mormorai.
Quell’uomo si era accovacciato dietro tra le mie gambe e tenendomi per le natiche, divaricando il solco intergluteo mi stava leccando l’ano e la vulva…
“Dio mioooo!!” Pensai … era vergognoso, mi stava leccando.... e scoprivo che mi piaceva che lo facesse.
Non so per quanto tempo restò lì, forse pochi secondi o minuti, so solo che sentii che me la leccava e succhiava come se fosse stato un frutto sugoso, dandomi sensazioni di piacere.
All’improvviso smise e poco dopo avvertii la sua mano accarezzarmi la vulva da dietro spalmandomi qualcosa di umido, acquoso: “E' già bagnata!” Esclamò la voce disgustoso e roca di quell’uomo quasi ridendo, facendomi sprofondare dalla vergogna.
“Cosa fa? Che cos'è?” Chiesi subito, in quella posizione volgarissima cercando di voltarmi con il capo sentendomi quella sensazione di fresco spalmatami sulla vulva.
Sentii la voce di Maurizio rassicurarmi: “Tranquilla… te la leccata un po' e ora ti mette un po' di gel acquoso lubrificante, per non irritare e aiutare la penetrazione!”
Avvertii quelle grosse dita spalmarlo lungo la fessura eccitandomi di più e infilarsi dentro ungendomi l'entrata della vagina oltre che la vulva, ma ormai ero piacevolmente confusa da quella eccitazione sconosciuta e fiduciosa di Maurizio, che lasciavo fare.
Loro sapevano che oramai mi piaceva sentirmi manipolata e toccata sul sesso....
Avvertii ancora le sue grosse mani accarezzarmi i glutei in modo circolare e piacevole e scendere nuovamente sul sesso e sfregarlo un po' verticalmente a dita unite eccitandomi moltissimo, da farmi muovere il sedere in uno spasmo per reazione a quel benessere che provavo.
Avvertivo le grandi labbra iniziarsi a contrarsi per l'eccitazione, come a richiamare piacere al sesso e mi vergognavo che da dietro potessero vederle e capire che ero eccitata, anche se con poca luce e nascoste dai peli.
È pronta!” Sentii dire alla voce rauca di quell’individuo e ripassare la mano sulla vulva per bagnarla ancora, e la voce di Maurizio esclamare a lui: “Tieni!... Metti il preservativo!”
Ci fu un momento di vuoto a quelle parole, che sembrò interminabile, un’attesa spasmodica che attendevo con ansia, timore ed eccitazione che arrivasse la penetrazione, quasi desiderandola, ma anche che facesse presto e finisse tutto.
Mi guardai attorno e vidi fuori dall’auto il buio e per la prima volta, come se precedentemente fosse stata una cosa irrilevante, pensai inconsciamente: “Chissà come c’è l’avrà? … Grosso o piccolo?”
Era una forma di timore per le dimensioni che mi prese in quel momento, visto che l’aveva lubrificata con gel acquoso. “Perché lubrificarla tanto?” Mi chiedevo.
A un certo punto sentii qualcosa di duro appoggiarsi contro la fessura, tra le grandi labbra eccitate e congeste dagli spasmi, e premere, era il glande di quel tipo che a posteriori spingeva per entrare nella mia vagina.
E a un certo momento ebbi una strana sensazione, sentii la pressione del glande cedere e la vulva aprirsi, dischiudersi sotto la spinta potente, prepotente e vigorosa di quell’uomo e lasciare entrare lentamente la sua asta di carne dura tutta dentro me, inesorabilmente, facendomi sussultare e inarcarmi con le reni e il capo verso il tettuccio dell’auto. E in quel movimento gettare indietro con un colpo tutti i capelli, come se fossi una cavalla che si impenna e si rizza sulle zampe posteriori quando viene montata dallo stallo.
Sembrava che non finisse mai di entrare …” Ahh!! …Ohhhh!” …esclamai istintivamente avvertendolo salire su, sempre più su, fino ad arrivare a sentire battere il glande contro l'utero, regalandomi con quell’urto della sua cappella una sensazione piacevole mai provata prima né con il mio ex ragazzo, né tantomeno con Maurizio. Lo percepii appoggiarsi contro l’utero e con il glande sospingere lentamente in alto.
In seguito alla mia reazione di piacere di inarcarmi alla sua penetrazione, spingendomi la mano sulla schiena mi fece rimettere giù nuovamente a carponi, come una cavalla oramai domata e pronta per essere coperta e montata.
“Aaahhhhh!!” Gemetti ancora incredula di quello che lasciavo fare a quell'uomo.... Mi aveva penetrata completamente appoggiando subito dopo le sue grosse mani sui fianchi a marcare non solo il suo possesso sessuale su di me, ma anche quello fisico.
“Avvertivo la vagina piena, colma della sua carne dura e calda spingere sulle pareti e allargarle, donandomi una sensazione di pienezza vaginale mai provata prima. Era una sensazione sconvolgente, elettrizzante.
In quella posizione realizzavo che ero penetrata da lui, da quell’uomo, uno sconosciuto e che ormai in quel momento ero sua, la sua femmina e non potevo crederci che fossi giunta a tanto… e al suo iniziare a muoversi avanti indietro e a possedermi a tergo a carponi sul sedile dell’auto, incominciai a gemere e dondolare dalla sensazione di quella massa di carne voluminosa e meravigliosa che in quel momento mi riempiva la vagina.
Quell’uomo lo spinse tutto facendomi sussultare e quando arrivò in fondo a toccarmi l’utero con il glande ricoperto dal preservativo si fermò volutamente, facendomelo sentire duro pulsare forte e virile dentro di me, fasciato dalle contrazioni delle pareti vaginali, che per reazione secernevano umori di piacere; lasciandomi inarcare nuovamente per reazione, ancora sul sedile con il viso in alto verso il tettuccio dell’auto e i capelli sparsi sulla schiena e sulle spalle.
Avvertivo la mano di quel tipo sulla schiena, correre lungo la colonna vertebrale dai lombi su in alto, fino alla zona cervicale e massaggiarmela, per poi passare davanti e infilarsi dentro la scollatura della camicetta, passare sotto il seno, prendere il bordo inferiore del reggiseno e tirarlo in su, in alto, facendo uscire le mammelle da esso, lasciandole libere e traballati dentro la camicetta. Un bottone per volta la sbottonò interamente, sempre restando dietro me continuando a possedermi, fino ad aprirla completamente e lasciare libere le mie mammelle con i capezzoli turgidi penzolare e fluttuare nel vuoto sotto il mio torace.
“Dioooooo!!!! Che vergogna!!” Pensai sentendomi le mammelle libere oscillanti. Ma l’adrenalina era tanta e provavo anche una sensazione piacevole.
Godevo! … Si godevo silenziosamente con vergogna e umiliazione ma godevo…solo a sentire la sua carne dura dentro di me, e in quel momento di godimento non mi interessava niente, nemmeno più di Maurizio, se ci fosse o no. Su quel sedile e in quella posizione mi sentivo traballante e sospinta avanti e indietro alle sue spinte sessuali poderose, tanto che godendo strinsi le dita sulla pelle del sedile dove le appoggiavo.
Successivamente sentii le sue grosse mani accarezzarmi il margine esterno delle cosce, e salire su, arrivare ai fianchi e fermarsi e stringerli e incominciare a dondolarmi avanti e indietro. Sentii la voce di Maurizio dire eccitata a quell’uomo:” Mi raccomando… chiavamela bene che è la prima volta che lo fa, fammela godere che le piaccia…!”
E la voce dell’altro rispondere con un tono deridente:” Stai tranquillo, te la farò godere come non mai!” E riprese a muoversi.
Ero incredula ed eccitata, in preda a una carnalità che mai avevo provato in vita mia e pensavo e non esistesse. E in alcuni momenti pensavo: “Sono con quest'uomo che mi sta possedendo! Un cinquantenne sconosciuto e io ne ho solo trent’anni!” E questo mi eccitava di più ... mi soddisfaceva farmi possedere da una persona matura, quasi anziana, ma mi sentivo anche umiliata, offesa da come potessi trovarmi in quella condizione.
La mia reazione a quell'amplesso a carponi non si fece attendere, fu come un’esplosione di calore e sensazioni, avvertii il viso infuocarsi e cambiare espressione, tutti i miei muscoli mimici facciali contrarsi e rilasciarsi quasi contemporaneamente cambiandomi espressione al viso e avvertii brividi lungo il corpo e incontrollatamente iniziai a scuotermi, godere e gemere. Stavo avendo un orgasmo mai provato prima e mi lasciai andare: “Aeeeeeehhhhh!!!!!…Aeeeehhhhh!!!!!!” Aaaaaaaaaaaaahhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!! Mmmmmhhhhhhhh!!!!!! Aaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”
Mentre Maurizio mi osservava tenendo ridicolmente quell’ombrello per riparare, sé stesso, quell’uomo e il mio sedere che sporgeva in parte fuori dalla pioggia che aveva iniziato a scendere.
D’istinto, per reazione, nel momento del piacere chiamavo la persona che amavo…:” Maurizio!... Maurizio!! Dove sei ??” Mormoravo.
“Sono qui amore…” Sentivo dire alla sua voce calda e rassicurante dietro di me:” … stai tranquilla non ti lascio sola, ma ora pensa solo a te, pensa a godere! Lasciati andare, rilassati, abbandonati al piacere.” E si appoggiò a me facendomi sentire il suo contatto fisico accarezzandomi i capelli.
Nel contempo avvertii la mano di quell’uomo staccarsi dal fianco e darmi uno schiaffo forte sulla natica come se fosse stato uno sculaccione, facendomi sobbalzare e bruciarla natica.
A quell’atto umiliante e brutale cercai ancora Maurizio stupita di quella rozzezza, che capì subito il motivo del mio chiamarlo: “Non ti preoccupare amore, con quello schiaffo ha voluto solo rimarcare la sua dominanza su di te, in questo momento tu sei sua… sei la sua donna, la sua femmina, appartieni pienamente a lui.... “Pronunciò facendomi allarmare e godere di più a sentire quelle parole.
Mentre quell’individuo dietro la sua voce rauca mormorava ridendo: “Sembri una capretta che bela… bella signora!!”
Probabilmente si riferiva al verso ansimante che mi usciva dalla bocca respirando e gemendo insieme in quel modo quando godevo o forse per la posizione in cui ero. Facendomi comunque vergognare.
Continuai a sentire la sua mano salire, arrivare di nuovo alle mammelle e una alla volta alternandole, massaggiarle, palparle, stringermele per poi rilasciale e tirarle nuovamente verso il basso come ad allungarle e allentarle, prendere il capezzolo e stringerlo, roteandolo leggermente tra le dita, facendomi impazzire di un piacere mai provato.
Non riuscivo a trattenere gemiti di piacere nell’avvertire le sue mani sul mio seno e nel sentire la sua asta di carne dura sfregare e premere contro le pareti vaginali dandomi una sensazione bellissima, sublime, provocando la loro contrazione e lo spasmo di risposta conseguente, che con le sue terminazioni nervose spandevano fremiti e piacere dappertutto, dalla vagina alla pelvi, alla cute e al cervello; rendendomi inerte, passiva e sottomessa al piacere, incapace di pensare, dominata e domata da lui, quell’uomo.
Avvertire per la prima volta la strana sensazione della carne del suo glande morbido appoggiarsi e spingere in alto il collo dell'utero …era bellissimo, paradisiaco, mi dava piccoli orgasmi continui e apnea, facendomi dondolare la testa e i capelli in quell'abitacolo ormai caldo umido e pieno di odori del mio corpo, dal mio profumo personale a quello del sudore e del mio fiato caldo che usciva nel gemere e godere. E il mio corpo reagiva scuotendosi partecipando in un ritmo erotico sfrenato.
Inaspettatamente mi afferrò i capelli sulla nuca e me le tirò forte indietro, come se fossero redini di una cavalla e puledra, facendomi piegare la testa verso l’alto, lanciai un gemito e avvertii spasmi vaginali di piacere violenti ripetitivi, quasi contrazioni continue, godendo a quella condizione di inferiorità a quell’individuo, iniziando a muovere il sedere indietro, dondolandolo di più verso quell’uomo a far arrivare le mie natiche a battere contro i suoi inguini…
Era tutto tremendo, eccessivo per me.
D'istinto per comodità di postura, per mantenere l'equilibrio spostai le mani in avanti bene sull'altro sedile, quello di Maurizio, del guidatore, appoggiandomi a dita larghe sulla seduta e non so nemmeno io come e scelleratamente esclamai senza pudore e vergogna: “Si! Si! Così! Spingi! …” Stupendomi delle mie stesse parole e della partecipazione verbale oltre che fisica che avevo a quell'amplesso che consideravo sporco e sconcio. Dal piacere non connettevo più bene… non lo vedevo, ma lo sentivo e certamente Maurizio sorrideva dietro me del mio godimento e della mia partecipazione improvvisa all’amplesso e ne era felice, avendomi trasformata lui.
A un certo punto dondolando avanti e indietro con il tronco sotto le spinte piacevoli e vigorose e profonde di quello sconosciuto per me, avvertii un caldo enorme, come un fuoco invadermi la pelvi e d’impulso balbettai senza riuscire a parlare: “Ma-uri-zio!!...Ma-uri-zio !!!”
“Sono qui vicino a te, stai tranquilla!” Rispose, sentendo la sua mano accarezzandomi la schiena sudata.
Assisteva calmo ed eccitato nel vedere le sensazioni del mio corpo, della sua futura moglie unirsi a quelle di quel cinquantenne sconosciuto, e ad ascoltare i miei gemiti di piacere.
Avvertivo il cazzo di quell’uomo scivolare in vagina seppur con resistenza dentro me, muovermi la pancia internamente, accarezzarmi e percuotermi l’utero con la cappella e ogni tanto battermi forte sulla natica a mano larga dandomi degli sculaccioni come a rimarcare la sua dominanza e la mia sottomissione.
Sentivo il suo respiro profondo e affannoso… quasi insopportabile, fastidioso, come un rantolo da vecchio.
Ogni tanto si fermava per farlo uscire quasi tutto dalla vagina, lasciando solo il glande all’interno a divaricare la vulva, per poi spingerlo di nuovo tutto dentro in un misto di fastidio e piacere, avvertendo la sua pancia e i suoi inguini battere sulle mie natiche e l'utero muoversi, sollevarsi dolcemente, spostarsi verso l'interno dell’addome e la sua asta di carne dura comprimere la vicinanza della vescica del retto.
Sensazioni mai provate prima. Godevo di un lamento unico… avevo l’orgasmo, quell’orgasmo mai provato così forte, intenso, brutale e violento:
“Aaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!! Ssssssssssshhhhhhhhhh!!!!!!!!!!! Aaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!”
Urlai confusa piantando le unghie delle dita smaltate di rosso dentro la pelle nera del sedile dell’auto, tirandole verso me, rigandolo e graffiandolo, rovinandoglielo per sempre, ma non riuscivo a fermarmi, a trattenermi, ero in preda all’orgasmo e godevo e dal piacere e in quel momento avrei voluto stapparla tutta la pelle del sedile.
“Siii!Siiii!!! Siiiii!!!! Gridavo, mentre quello sconosciuto iniziava a muoversi velocemente, non riuscivo nemmeno a parlare a trattenermi a volte andavo in apnea e mi sentivo mancare ed emettevo vergognosamente suoni gutturali di godimento, di gioia.
Avevo la sua grossa mano sul fianco a tenermi ferma, domarmi e dominarmi, farmi capire come diceva Maurizio poco prima, che in quel momento era lui il padrone di me e io la sua femmina: e con l'altra mano continuava a stringermi le mammelle, come se le mungesse, comprimendole e tirandole per poi rilasciare tutto e ricominciare. E godevo, continuando quell’esplosione dentro di me, finché in un urlo e in un orgasmo fortissimo finale, scuotendomi tutta esclamai:
“Aaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!”
E lo stesso lui, si mosse veloce fino a fermarsi e restare immobile con il fallo eretto all’interno, facendomi sentire pulsare la sua asta dura in vagina e il glande contro la cervice uterina.
In me proseguì l'orgasmo e continuai a godere, scuotendo la testa e fremendo perché avvertivo il suo fallo di carne pulsare eiaculando sperma caldo nel preservativo e contro la parete del mio utero.
Godevo, mi dimenavo e muovevo il sedere mentre lui veniva dentro me con il suo seme. Eiaculò in vagina, ma all’interno del preservativo e io assurdamente gioivo e provavo piacere da quell’atto perverso e pericoloso.
Un brivido di terrore mi percosse il corpo e la mente congiuntamente a quelli di piacere che mi stordivano, al pensiero che il suo sperma era contro il mio utero separato soltanto da un sottilissimo strato di lattice. Avvertii anche lo sgomento del pensiero di una rottura accidentale e un potenziale ingravidamento, visto che era soltanto un sottile velo di lattice a dividere lo sperma caldo eiaculato da quell’uomo disgustoso, dal mio giovane e fecondo utero.
E percepii il calore del suo seme, dal suo glande contaminare per contiguità la mia cervice uterina a cui era appoggiato. Fu una impressione terribile e bellissima contemporaneamente avvertire il calore dello sperma attenuato appena dal lattice trasmettersi contro l’utero.
Quello che provai fu indescrivibile, venni presa da una scarica di adrenalina e una eccitazione mai avuta in vita mia, specie nel momento che si fermò e con le pulsazioni iniziò a eiaculare nel profilattico, facendomi esplodere di piacere.
Al termine lo tirò fuori, e io tremante e godente cedetti con le braccia e mi lasciai cadere con il viso sudato sulla pelle nera del sedile di Maurizio, segnata dalle mie unghie e mi accasciai.
D'istinto girai il volto sudato indietro strisciandolo sullo schienale del suo sedile, alzandolo appena, vedendo Maurizio che aveva appena finito di masturbarsi e rimettersi il pene nei pantaloni.
Come mi aveva informato parlandomi di sua moglie, anche se non l’avevo visto, per un attimo lo immaginai che si masturbava ed eiaculava anche osservando me, la sua donna, futura moglie posseduta da un altro.
E spostando di poco lo sguardo, vicino a lui sotto l’ombrello, vidi quello sconosciuto e la sua asta eretta di carne lunga e rigida, fu impressionante, l’apice il profilattico pendeva in basso colmo del suo godimento dentro di me, del suo sperma color del latte. Con due dita lo prese e srotolandolo lo tolse pieno del suo seme e con un lancio trionfale lo gettò nel buio oltre i cespugli.
Abbassai il capo di nuovo in quella posizione a carponi, oscena, con il sedere sollevato a vista e probabilmente la vulva dilatata dal rapporto sessuale compiuto in quella posizione e chiusi gli occhi, appoggiando la guancia sulla pelle nera godendomi quei momenti bellissimi di estasi.
Li sentivo parlare dietro me, ma non mi interessava cosa dicevano, restavo ferma, ero incantata, rapita e a un certo punto sentii accarezzarmi il sedere e dire volgarmente dalla voce rauca di quell’uomo come se fossi stata una donnaccia: “Ciao bella signora! … Spero di rincontrarti ancora!” Dandomi ancora uno sculaccione forte sulla natica come saluto.
Non mi voltai nemmeno.
Ero ancora godente sdraiata su quei sedili in pelle nera del Suv di Maurizio. Era stato un amplesso o come lo chiamavano loro una chiavata molto eccitante, come non ne avevo mai fatto per le conoscenze che avevo allora. Avevo goduto, ero stata posseduta da un altro uomo davanti al mio futuro marito e ora potevo decidere, scegliere se diventare ed essere la moglie di un cuckold in base a come mi sentivo e a quello che provavo realmente io, e non per aver letto o sentito dire, oppure rinunciare a lui e a quelle oscenità perverse.
A Maurizio lo avevo visto seppur nella parte finale finire di masturbarsi avvolto dal mio piacere e dalla foga sessuale di quell'uomo su di me.
Quell’individuo dopo aver salutato se ne andò probabilmente come si era accordato con Maurizio, mi sarebbe piaciuto vederlo bene in faccia che tipo era, senza penombra…. Ma! …Forse in futuro se avessi fatto la scelta scellerata che voleva Maurizio, lo avrei rivisto nuovamente.
Poco dopo sentii il motore della sua auto avviarsi, tirai su il capo e vidi accendersi i fari che illuminarono tutto il buio intorno quasi a giorno e andando via spostandosi con l’auto, come due raggi di luce illuminare gli alberi, poi la nostra auto e noi, e di seguito la strada per prenderla e allontanarsi.
Mi cacciai ancora giù con il viso e restai sdraiata, piegata con il volto sul sedile del guidatore e le ginocchia sul mio sedile, spossata ed estasiata da quel godimento insolito, perverso… e ancora stordita dal piacere. Poi sentii Maurizio dietro che mi accarezzava il sedere dolcemente con le sue mani morbide, alzai il capo e mi guardai attorno nel buio, non c'era nessuno, solo silenzio e il rumore dolce e piacevole della pioggia sull’auto e sull’erba.
Aiutata da lui mi voltai e tirai su seduta di nuovo sul mio sedile, quello del passeggero e prima che scendessi per pulirmi lui si avvicinò sotto l'ombrello.
“Vieni qua!... Verso me con le gambe! Ti rimetti a posto dopo!” Mormorò.
Lo guardai e vedendolo ancora eccitato lo feci, misi con le gambe in fuori verso la portiera aperta, con le mutandine sempre giù alle ginocchia, lui appoggiando l’asta dell’ombrello sulla spalla, con le mani libere le prese per l’elastico, le tirò giù alle caviglie e le tolse tra il mio stupore.
“Forse mi vuole possedere anche lui!” Pensa felice.
Invece mi divaricò le cosce e si accovacciò tra loro, lasciando l'ombrello appeso tra la portiera aperta e il tettuccio dell'auto in modo che lo riparasse dalla pioggia e mentre io lo guardavo in silenzio e stupita cosa volesse fare, infilò la testa tra esse e iniziò a baciarmi la figa ancora bagnata e umida di umore e piacere per quell’uomo e incominciò a leccarmela. Non avrei voluto… era umiliante per lui e per me, lui era in una posizione di quasi sottomissione, inginocchiato davanti a me a gambe larghe che me la baciava e leccava, dopo che quell’uomo mi aveva posseduta facendomi godere tantissimo.
Ma la sua umiliazione era eccitante anche per me e lo lasciai fare, appoggiò le mani sulle cosce accarezzandomele e continuò a baciarmi la figa e leccare i peli bagnati dal piacere che avevo avuto nell’orgasmo con quello sconosciuto. La leccò con avidità e asservimento, sentivo la sua lingua sulla vulva ancora dilatata dall’amplesso, entrarci dentro con l’apice e muoversi come quella di un serpente e restai piacevolmente a lasciarmela leccare.
Quando fu soddisfatto, felice si alzò mezzo bagnato dalla pioggia, e ripresosi tenendomi l'ombrello mi chiese:” Devi fare pipì?”
“No!” Risposi mentendo volendo allontanarmi da quel posto al più presto.
Mi fece scendere e mettere in ordine e senza nemmeno asciugarmela con il fazzolettino di carta rimisi e tirai su le mutandine e giù la gonna a coprirmi, lo stesso con il seno, lo rimisi nel reggiseno e abbottonai la camicetta. Salii in auto e chiusi la portiera, lui facendo il giro dell’auto fece lo stesso. Prima di mettere in moto mi guardò a lungo, mentre tesa e seria mi mettevo in ordine i capelli disfatti e il trucco sudato, voleva parlare, ma capì che io non ero disposta girando la testa verso il finestrino e osservando fuori.
Ora sapevo cosa mi sarebbe aspettato se lo avessi sposato, se avessi vissuto la mia vita con lui, sapevo come sarebbe stato il mio matrimonio e dovevo scegliere.
“Ti è piaciuto?” Mi chiese al ritorno mentre guidava.
Era inutile mentire a lui e a me stessa: “Si sessualmente mi è piaciuto anche se disapprovo il mio e tuo comportamento, moralmente non mi è piaciuto concedermi ad un altro davanti a te…”
“Ohhh!!!... ma te l’ho detto Francesca, non lo devi guardare sotto l’aspetto morale, è una trasgressione, un gioco che faremo ogni tanto!”
“Ogni tanto quanto?!” Domandai seria.
“Non c’è un periodo definito, dipende dalle condizioni e da come ci sentiamo, può essere due tre volte al mese o una volta ogni due tre mesi e anche più volte, quando ti senti… dipende.
Lo guardai mentre guidava serio e preoccupato di un mio possibile giudizio negativo, era un bell’uomo Maurizio, benestante, e soprattutto lo amavo e mi amava e tutto sommato la mia non sarebbe stata peggiore della vita di alcune mie amiche rese cornute continuamente dai loro compagni o mariti, spesso sapendolo…. O i loro mariti traditi e resi cornuti da loro…
Non dicemmo più niente.
Non ci misi molto a decidere, avevo già riflettuto abbastanza e molto prima… e dovevo solo concludere.
“Fermati! Ferma la macchina!” Le dissi all’improvviso quasi spaventandolo.
“Che c’è!... Che succede?!” Mi chiese allarmato frenando.
Non risposi, lui accostò forse pensando che volessi scendere e invece appena fu fermo mi gettai su di lui abbracciandolo e baciandolo in volto con le lacrime agli occhi, piangendo e dicendole: “Ti amo! Ti amo Maurizio! Va bene! Sarò come mi vuoi tu!”
Avevo scelto e lui aveva capito e non mi importava più del resto, volevo lui e lo accettavo così com’era, con pregi e difetti.
Dopo un abbraccio e un bacio lunghissimo ripartimmo e andammo in un bar che non conoscevamo a bere qualcosa come se nulla fosse successo, poi ritornammo in auto e ci baciammo ancora a lungo, come due veri innamorati e staccandoci mi chiese: “Cosa ne pensi amore?” Sorrisi.
“Penso di sì!” Sussurrai quasi ridendo stupidamente. Mi accarezzo i capelli e mi strinse a sé.
“E ‘stata la più grande prova d'amore che mi potevi dare!” Sussurrò:” E ricorda che io ti amo...ti amerò sempre...” Affermò:” ...anche se ti concederai a qualche altro!”
Non risposi e mi strinsi a lui che continuò a parlare a stringermi e a baciarmi in fronte e sui capelli.
“Sono felice! Ti amo che mi accetti come sono e apprezzo enormemente che tu per amore rinunci ai tuoi principi e accetti i miei.”
Poi Maurizio appoggiandomi il capo sulla sua spalla, fermi in auto guardando in avanti e me fece una pausa e sorridendo felice aggiunse: “Hai visto com'è!... Come si svolge?”
“Si!... Più che altro l’ho sentito!” Pronunciai sorridendo. Sorrise anche lui.
“Si, quell’uomo è fornito sessualmente, non un super, ma abbastanza dotato e in più è esperto e capace, per questo lo hai sentito…” Rispose sorridendomi a sua volta.
“Lo faceva anche con tua moglie?” Chiesi di nuovo pur sapendolo già.
“Si, anche in modo completo e davanti…”
“Io davanti con lui sopra me non voglio!” Precisai interrompendolo.
“Lo farai sempre come vorrai tu amore!? Deciderai tu se cambiare posizione!” Ribatté.
Poi continuò nell’argomento: “Cosa provavi? Dimmi?? “Mi chiese eccitato del voler sapere.
Non aver timore, confidati pure apertamente con me delle tue emozioni, di quello che hai provato, che ti piaceva o non ti piaceva, ti dava fastidio o volevi fare e non hai fatto! ...Non vergognartene a me piace ascoltare e conoscere la tua intimità... che mi racconti…” Disse aggiungendo: “Ho visto che ti è piaciuto e ti sei lasciata andare e io so che non potevi fare diversamente perché nessuno sfugge alla propria natura specialmente in campo sessuale.
Sarei curioso di conoscere i tuoi pensieri in quei momenti, cosa hai pensato, provato e goduto di questa trasgressione.”
Maurizio era pieno di morbosità, capii che si eccitava ad ascoltarmi e gli dissi quasi vergognandomene sapendo di farlo contento: “Si mi è piaciuto …” Anche se era la verità in fondo.
“Lo sentivi dentro?” Domandò inoltre imbarazzandomi con quelle curiosità.
“Si!” Risposi:” Mi dava una sensazione di pienezza mai provata … Ma sono tutti così?” Domandai curiosa, sorridendo imbarazzata.
“Questo lo sceglierai tu, dipenderà da cosa vorrai, in genere i dotati sono quelli che fanno godere di più se sono bravi e capaci, però non vanno bene per l'anale!” Esclamò.
“L'anale?! “Ripetei scandalizzata io tirando sui il capo dalla sua spalla:” Io l’anale non lo farò mai !!... Mai!!!“Affermai decisa e seria.
Lui sorrise ancora, come se sapesse prevedere il futuro... “Giuramelo Maurizio che non mi farai fare l’anale…” Dissi agitata.
“Non te lo giuro, malo farai soltanto se vorrai tu… se deciderai tu, ricorda, non farai niente che non vuoi.”
E cambiando discorso ma non argomento proseguì non più a convincermi ma a informarmi: “Oltre le dimensioni, quello che eccita e soddisfa possono essere i luoghi, le situazioni, i ruoli, i tipi di partner e tante altre cose che se vorrai imparerai. “
Verso mezzanotte mi accompagnò a casa e tra baci e abbracci ci salutammo, avrebbe voluto che mi fermassi a casa sua, ma non volli, i miei mi aspettavano. Mi diede un bacio sulla guancia dicendo:” Grazie…” E nient’altro.
Ci lasciammo con l’accordo di rivederci il giorno seguente riflettuto.
Scesi e mi avviai al portone. A casa entrai in silenzio, andai in bagno e mi guardai a lungo allo specchio, negli occhi, non mi riconoscevo più, mi vergognavo di quello che avevo compiuto.
Appena arrivata mi feci la doccia, mi lavai tutta anche i capelli, mi sentivo inquinata da quell’uomo e lo pensavo sia con disgusto che con piacere.
A letto ci pensai molto, non riuscivo a dormire….
Avevo accettato di vivere in quel modo per amore di Maurizio. È vero mi era piaciuto e avevo goduto come non mai da quella situazione scabrosa e con quel tipo che nemmeno conoscevo e probabilmente sarebbe stato ancora così ogni quindici giorni o un mese o forse più e poi lui al termine me l’avrebbe leccata… e saltuariamente avremmo avuto rapporti completi anche io e lui.
Elaborerai il passato e decisi di lasciarmelo alle spalle di superare il senso di colpa e vivere una nuova vita e sessualità con l’uomo che amavo. Sarei diventata un’altra donna, non più una sognante. E in quel pensare del dormiveglia prima del sonno e mi dicevo:” Peggio sarebbe stato se fosse stato un magnaccia che mi avrebbe fatto prostituire…” Cercavo mentalmente tutti argomenti di giustificazione, anche i più ridicoli e stupiti per auto assolvermi della mia scelta.
Non ci sarebbe stata vergogna e disonore se nessuno avesse saputo… sarebbe stata solo una complicità nostra, un nostro vivere segreto….
Quella notte riflettei ancora sulla mia vita futura, ma senza piangere quella volta, lo feci in modo distaccato e poi caddi in un sonno profondo.
Il giorno dopo, quando mi svegliai, realizzai e ripensai a tutto ero incredula di quello che era accaduto la sera prima, mi rannicchiai sotto il lenzuolo e non volevo non solo alzarmi, ma nemmeno pensare a quello che era successo, a freddo con la mente non eccitata e senza Maurizio vicino ragionavo in modo diverso.
Restai nel letto a guardare il soffitto e i mobili della mia cameretta, quella stanza che avevo fin da bambina, piena di ricordi, desideri e sogni puliti. Avvertivo la vagina era indolenzita per quel rapporto sessuale vigoroso che avevo avuto con lo sconosciuto….
“Sarà sempre così la mia vita sessuale!? “Pensavo e ripensavo.
Provavo un senso di amarezza, dispiacere per me stessa, per aver rotto i miei sogni giovanili concedendomi a un uomo che non amavo, sconosciuto, solo per goderne carnalmente e per amore di Maurizio!
Ma seppur con la vagina intorpidita, avevo goduto, mi era piaciuto essere stata in quella posizione animale, avergli mostrato il mio sedere e il mio sesso da dietro, essere stata presa poderosamente da quel tipo in quel modo, come una cagnetta in calore … e averlo anche desiderato nel momento del godimento e dell’orgasmo mentre Maurizio guardava tutto masturbandosi.
“Diooo!!! Se lo sapesse la mia famiglia cosa ho fatto! ...I miei genitori, mia sorella! .... Dio miooo!!!...” Pensavo.
Non ero una ragazzina sprovveduta e la sera dopo quando mi rividi con lui, ne riparlammo ancora, e nonostante avessi accettato gli feci presenti le mie paure e perplessità, come ammisi anche il mio piacere e desiderio di essere stata in quel luogo con lui e con quell’uomo in quel momento.
Ci fu una chiacchierata chiara e sincera, compiuta in modo distaccato e con precisazioni, dove con più calma, senza la spinta improvvisa dell’impulso della notte prima, in una riflessione consapevole sulle conseguenze confermai il mio consenso a quella nuova sessualità che avrei vissuto insieme a lui.
“È un fatto positivo che il fare sesso con partner diversi da me sia entrato a far parte della tua sessualità e che tu ne sei restata soddisfatta e ne senta ancora il desiderio intimo. Questa decisione ti aiuterà anche in futuro quando tutto rientrerà in un assetto di normalità e sarai tu, a sentire il desiderio e l’esigenza di essere ammirata e posseduta da un altro. “Pronunciò abbracciandomi.
Passarono alcune settimane e una sera lo rifacemmo un’altra volta, sempre al solito posto, solito modo con lo stesso tipo che mi aveva soddisfatto e mi chiamava ‘bella signora’, che seppi poi chiamarsi Luigi.
Io non dissi più nulla a Maurizio, ci amavamo e continuammo il nostro vivere tranquillo da fidanzati e anche saltuariamente a praticare sesso tra noi, in un modo così diverso dal farlo come con quell’uomo trasgressivo e brutale; e ne parlavamo a letto mentre lo effettuavamo io e Maurizio e ci eccitava e soddisfaceva rievocare l’accadimento.
Con Maurizio fare l’amore era dolce, tenero, quasi femminile l’amarsi, fatto per lo più di baci, di carezze e sussurri d’amore.
Lui si eccitava facendomi domande strane, ricordandomi quei due episodi che avevamo avuti o facendomi fantasticare in qualcosa di nuovo che lui avrebbe voluto fare. Io accettavo il suo comportamento, in fondo mi convinsi che era sì una condotta fuori delle convenzioni, ma senz’altro meno sporca dell’adulterio all’insaputa uno dell’altro.
Una sera che mi invitò a cena, al termine prese dalla tasca della giacca una scatoletta da gioielleria, mostrandomi e offrendomi un anello con brillante chiedendomi: “Mi vuoi sposare Francesca?”
Sembrava un rito banale, ma mi commossi.
“Si! “Balbettai emozionata, abbracciandolo e baciandolo. Ma quando?” Chiesi incredula.
“A Settembre!” Rispose lui:” … Però dovrai smettere di lavorare in quell’ufficio, dovrai dedicarti solo a te stessa e alla tua nuova famiglia, a me e Fabio, alla casa e al resto.”
Lo abbracciai con le lacrime agli occhi, felice e dispiaciuta, felice perché sposavo l’uomo che amavo e dispiaciuta perché ormai sapevo che sarei diventata la moglie di un cuckold, una Lady sweet, ed era una mia scelta, senza insistenze, ricatti e trabocchetti, richieste o scoperte tardive dopo il matrimonio.
Lo volevo, lo accettavo e non solo per amore, avevo capito e scoperto che al di là della immoralità che aveva intrinseca quella situazione tutto sommato mi piaceva e ne provavo repulsione e attrazione e quando la praticavo… piacere e godimento purtroppo.
Avrei vissuto la mia vita coniugale come migliaia di altre donne, con la differenza che loro scoprivano dopo il matrimonio di avere un marito cuckold, io no, lo sapevo prima e lo accettavo.
Ci sposammo a settembre, tra la felicità di tutti e già durante il viaggio di nozze a Parigi, gli ultimi giorni mi offrì a un cameriere francese … nella nostra camera nuziale.
Eravamo felice in luna di miele, in un albergo di lusso sulla Senna, quando pranzavamo o cenavamo nella sala del ristorante, c’era sempre un cameriere che mi guardava... era giovane, della mia età anche un bel ragazzo.
Anche mio marito se ne accorse:” Ti mangia con gli occhi quel ragazzo…” Disse sottovoce sorridendo e soddisfatto.
“Oh... guarderà tutte così!” Risposi io.
“Sono certo che si accoppierebbe volentieri a te!” Affermò lui.
“Dai Maury… siamo in viaggio di nozze…” Lo esortai:” Non pensare a queste cose.”
Tutto sembrava finito lì, ma ogni volta che quel cameriere mi vedeva o portava o ritirava qualche piatto mi guardava con desiderio.
Un tardo pomeriggio dopo essere rientrati da una passeggiata a Montmartre, mentre ero sotto la doccia e lui era sceso nella hall, sentii aprire La porta e dire “Amore… ci sei?”
“Si! Sono sotto in bagno…” Risposi.
“Sono io…ti ho portato un regalino.” Disse. Pensavo a qualche sciocchezza che aveva acquistato quando era sceso, invece uscendo nuda dalla doccia per andare nel cassetto della camera a prendermi la biancheria intima, me lo trovai davanti e c’era anche quel ragazzo, il cameriere… che mi osservava nuda. Cercai di coprirmi con l’asciugamano.
Era questa la sorpresa che mi aveva portato. Guardai mio marito rassegnata, capii subito cosa intendeva e restai li ferma nuda e bagnata e se devo dire la verità anche eccitata da quella improvvisata. Maurizio si avvicinò prendendo il grande asciugamano di spugna con cui mi fasciavo dicendo:” Ti asciugo io amore…” Sollecitando il cameriere:” Su vieni! Aiutami anche tu!”
Restai ferma a lasciarmi asciugare con malizia da loro due, poi quel cameriere probabilmente già istruito da Maurizio mi accarezzò il corpo e accompagnandomi mi fece sdraiare sul letto, tolse l’asciugamano con una mano lasciandomi completamente nuda sdraiata sopra il copriletto e venendo verso me iniziò a baciarmi le mammelle e succhiare i capezzoli, allargandomi nel contempo le gambe accarezzandomi la figa… Il tutto sotto lo sguardo eccitato e contemplativo di mio marito.
Il resto fu semplice, non si spogliò neppure completamente il cameriere, si slaccio i pantaloni e le tirò giù insieme allo slip, aprendosi anche la camicia sul torace. Io ero tanto eccitata e desiderosa di fare sesso che in quel momento non pensai minimamente al preservativo e mi penetrò cosi a pene eretto nudo possedendomi e baciandomi volutamente anche in bocca. In bocca non volevo, subito cercai di allontanarlo voltando il capo, ma poi ... vedendo mio marito lì in piedi vicino a noi che si masturbava, ricambiai…
Finimmo che lo estrasse e mi eiaculò sull’addome e mi rifeci la doccia.
L’avevo fatto senza protezione, aveva ragione Maurizio, dipendeva dalla situazione e con chi eri, e lo facemmo senza. Quella fu la prima volta anche nel letto con Maurizio seduto vicino che guardava, mi accarezzava e si masturbava...
Da lì iniziò la mia nuova vita, dal viaggio di nozze.
I mesi e gli anni seguenti li passammo come due sposini, a passeggiare, farci coccole e stare insieme.
Con il tempo il concedermi ad altri diventò anche parte dei miei desideri e fantasie sessuali e non lo facevo solo più per accontentare Maurizio, ma anche perché iniziava a piacere anche a me.
A mio marito piaceva che fossi ammirata, guardata e desiderata. A volte andavamo in discoteca e mi faceva indossare vestitini sexy a gonna corta e una volta in pista mi lasciava da sola a ballare e tornava a sedersi al tavolino, lasciandomi a danzare attorniata da ragazzi sconosciuti che ci provavano oppure da qualche uomo che mi adocchiava, scrutava e corteggiava. E poi al termine quando uscivamo dalla sala da ballo, mi portava a farmi possedere dove avevamo già l’appuntamento con qualcuno. E io calda ed eccitata di essere stata desiderata e strusciata, mi concedevo volentieri al maschio di turno che lui aveva contattato.
Io penso che queste emozioni così intense e raffinate si provano solo con la trasgressione e siano come una droga che danno dipendenza, per cui con il tempo non si riesca più a farne a meno, ma si richiede sempre qualcosa di più.
Si, in pochi anni il veleno della lussuria e della trasgressione entrò anche in me contagiandomi da non poter fare più a meno del sesso forte, hard, proprio come una droga.
Ora sono passati cinque anni e sono sua moglie, e ne sono soddisfatta e orgogliosa, sono una signora per bene, ho smesso di lavorare o meglio, non sono più dipendente ma ho un'attività per conto mio, aiutata anche da una commessa. Non mi piaceva stare senza fare niente, ho aperto una piccola attività di accessori pregiati per l’abbigliamento femminile, dai foulard ai guanti, cinture, sia in pelle che in tessuto, oltre che piccole gioie complementari.
Sono cambiata anche nel look, non più quello sbarazzino da ragazza cresciuta, ma da donna adulta, da signora giovanile. Ho un figlio, Fabio che ora ha 17 anni e sta terminando il liceo, mi ha accettato pienamente nel mio ruolo di amica – madre.
Siamo andati a vivere in casa sua, dove ho trovato una stanza armadio piena di vestiti, scarpe ed accessori griffati della sua “ex” moglie. Alcuni capi molto belli e di valore li ho tenuti per me e li indosso tutt'ora, altri della misura che potesse indossarli li ho regalati a mia madre, tipo scarpe, foulard, ma soprattutto ho donato molto a mia sorella, che non pensava minimamente di farsi un guardaroba griffato del genere, gonne, jeans, top, giacche in pelle, giubbotti e accessori, cinture e collane che non mi piacciono.
L’appartamento un po’ per volta l’ho fatto ristrutturare e arredare tutto, non che fosse brutto, tutt’altro, ma non mi andava vivere in una casa con i gusti di un’altra donna, ora la moglie sono io….
Ho fatto tinteggiare i muri, cambiato alcuni mobili e la loro disposizione, altri li ho dati in regalo a mia sorella. Ho allargato e fatto piastrellare la cucina e il bagno di altro stile e colori di quello che avevano. Ho voluto dare una impronta diversa alla mia e loro vita e non essere solo una copia di un ricordo di un’altra donna che non c’è più, ma essere un'altra moglie e anche mamma sotto certi aspetti, viva e differente.
Lui inizialmente a tutti questi miei cambiamenti e rimozione di vecchi ricordi ha storto un po' il naso, non voleva che cancellassi tutto il suo passato e con esso la presenza della sua ex moglie, ma la mia determinazione fu decisa e risoluta che si adeguò e mi lasciò fare.
Sessualmente sono molto cambiata, mi sono trasformata nel senso stretto della parola, sia d’aspetto che in gusti, sono un'altra donna, più smaliziata e decisa, sono diventata una Sweet vera, la moglie del cuckold.
Si dice che è l'occasione che fa l'uomo (o la donna) ladro, ed è vero, anche nell’ambiente del cuckoldismo è l'occasione che ti spinge sempre oltre a provare di più.
Dopo sposati ed essere stata offerta a un cameriere nel nostro hotel a Parigi al termine del viaggio di nozze, al rientro dopo qualche mese ci siamo incontrati ancora allo stesso modo in una camera d’albergo con un nuovo partner, oramai io ufficialmente sua moglie. In seguito durante l’estate ho avuto incontri con un bel bagnino tutto abbronzato e muscoloso e nella bella stagione quando capitava di incontrarci, per far essere tutto più eccitante, praticavamo sesso in auto o in piedi fuori dall’auto adesi alla fiancata. Successivamente quando è arrivato il l’inverno e le temperature esterne sono scese, si è passati a farlo in albergo o in qualche appartamento del partner se lo aveva… e sempre a letto, anche in varie posizioni.
Anche se mi dicevo che non l’avrei mai più rifatto come con quel cameriere a Parigi, ho finito per farmi possedere ancora con un partner sdraiato sopra di me e alla fine in preda al piacere e alla lussuria a lasciarmi baciare ancora in bocca, anche se non volevo. È difficile rifiutare un bacio o la lingua di chiunque in preda al godimento e all’orgasmo e così è capitato a me e da lì con il secondo partner, quando provavo piacere, iniziai a farmi baciare anche in bocca.
Ho praticato sesso nudi nel letto, all’inizio alla missionaria, poi su richiesta anche di mio marito a carponi o alla pecorina come la chiamano volgarmente loro e infine, nella posizione dell’amazzone, io seduta sopra il partner con il suo sesso eretto in vagina, sia girata verso le sue gambe che in direzione del suo volto mentre mi succhiava i capezzoli.
A volte d’accordo con mio marito abbiamo frequentato più volte lo stesso partner, non perché fosse bello e mi piacesse, ma perché era bravo, dotato e sapeva farmi volare dal godimento.
In sei anni, ho avuto decine e decine di rapporti sessuali con persone diverse e pulite, quasi tutte con il profilattico, le precauzioni sotto il profilo igienico e riproduttivo non le ho mai dimenticate. Altro è quando si è su di giri ed esaltate, e mi duole dirlo perché devo dare ancora una volta ragione a mio marito, si pratica anche liberamente, senza preservativo, solo per il gusto di saperlo o avvertire il glande e un bel fallo nudo in vagina; per sentire l’adrenalina salire e avere il terrore che se non si sa trattenere, puoi essere eiaculata in vagina.
Per precauzione per un periodo avevo messo lo IUD, un dispositivo intrauterino come anticoncezionale, ora assumo la pillola sia per evitare gravidanze indesiderate, sia perché mi regolano l'attività ormonale nell'organismo e mio marito lo sa.
Come si dice un passo dopo l'altro, ho salito ...o farei meglio a dire, ho sceso molti gradini della depravazione del cuckoldismo diventando una brava sweet, fino ad arrivare a quello che per me era l’estremo e mi ero giurata che mai e poi mai l’avrei fatto, l’orale e l’anale. Si l’ho preso anche dietro, sono stata sodomizzata… e tutto sommato non mi è dispiaciuto e sono diventata anche una discreta bocchinara quando ho voglia di farli. In una circostanza particolare ho fatto sesso anche con una ragazza. E si, anche lesbo…. Ma non mi è piaciuto leccare e farmi leccare la figa da una donna, preferisco il maschio.
Aveva ragione Maurizio quando diceva che sarebbero state scelte mie e che quello che rinnegavo oggi avrei potuto farlo domani, difatti lentamente mi sono trasformata sessualmente e nel vivere la trasgressione ho avuto rapporti con uomini in un modo che non conoscevo e che mai avrei pensato di praticare.
Ho giocato con Maurizio a travestirmi, a essere provocante, in una stanza ho trovato lingerie hard della sua ex moglie, la mia predecessora, dalle scarpe con strass e tacchi vertiginosi ai reggicalze, calze a rete colorate, guapperie, string, reggiseno burlesque, oltre che parrucche di varie acconciature e colore che a volte indosso per gioco e per non essere riconosciuta, specialmente se pratichiamo carsex, visto che con gli anni i miei capelli lunghi li ho accorciati sul collo e li ho tinti di scuro che mi stanno meglio.
E si, quella sweet, quella sporcacciona della mia predecessora, la sua ex moglie aveva un guardaroba di indumenti e accessori hard che (dopo averli lavati) li ho tenuto per me e mio marito è stato ben contento.
Ora ho 36 anni, sono una signora per bene, borghese, allegra e giovanile anche nell'aspetto. Vivo bene e non mi manca nulla dal punto di vista sentimentale, sessuale ed economico, mi sono adattata a questa nuova vita immorale, che però non è assolutamente male se vissuta con filosofia. È solo diversa dalle altre, non convenzionale.
Come capita a ogni donna a un certo punto del matrimonio e della vita, pochi mesi fa avvertii forte il desiderio di maternità, di avere un figlio, di diventare mamma e felice comunicai a mio marito il mio desiderio di maternità, di avere un figlio o una figlia mia e sua…. È stato contento, felice di apprenderlo, mi ha detto che anche lui era d’accordo ad averlo, ma poi prendendomi da parte e abbracciandomi, mi ha gelata con la sua risposta.
“Sono davvero felice del tuo desiderio Francesca…” Disse con il sorriso:” … ma c’è un problema! C’è una cosa che devo dirti. Non l’ho fatto prima perché non pensavo che tu avresti dovuto questo desiderio”
“Quale problema!” Domandai evasiva.
“Io son sterile!” Mi confidò guardandomi serio.
Restai intontita pensavo di non aver capito bene:” Come sei sterile?”
“Si sterile… non posso avere figli.” Ribatté.
“E da quando scusa?... Lo sei diventato ora?” Chiesi sorpresa.
“No lo sono sempre stato!” Ribadì serio.” Ho sempre sofferto di azoospermia, fin da ragazzo…”
“Come azoospermia?” Domandai: “Che significa?”
“Significa che non ho spermatozoi vivi nel seme, non sono fertile…”
Mi sedetti stravolta da quella confidenza: “Come sei sterile? E Fabio?... Fabio di chi è figlio allora?” Domandai.
Restò in silenzio guardandomi e intuii subito cosa significava il suo non rispondere.
“La tua prima moglie lo ha avuto con un altro?... “Aggiunsi guardandolo.” …Un partner degli incontri? ...” Mormorai scandalizzata.
“Da chiunque lo ha avuto è mio figlio!” Ribatté serio
“Si certo!... Non discutevo questo aspetto, ma biologicamente non è tuo?” Asserii.
“Si!... Non è mio biologicamente.” Ammise.
Restai basita sibilando:
“E come dovrei farlo io un figlio? ...” Al suo silenzio risposi io per lui:” …Come la tua prima moglie?! Farmi ingravidare da qualche partner?”
Non rispose subito, ma capii che era serio, che se avessi voluto un figlio avrei dovuto farmi fecondare come la sua prima moglie, da un partner occasionale sconosciuto che avrebbe scelto lui.
“E comunque amore, se tu vuoi averlo anche da un altro, per me andrà bene, sarà mio con il mio cognome, sarà nostro figlio. “Affermò.
Li per lì non dissi più niente non ne avevo la forza né il coraggio dopo quello che avevo appreso. Ma ci riflettei e giorni dopo ne riparlammo.
“Io voglio un figlio mio!” Ribadii decisa.
” Va bene facciamolo!” Rispose lui con la sua solita calma.
“Ma facciamolo comeee??...” Mi misi a gridare:” Cosa intendi?... Che devo praticare la fecondazione artificiale eterologa? O andare a farmi fecondare da qualche partner depravato in un incontro?” Domandai.
“Nooohhh! .... Lascia perdere tutte queste cose Francy… ci sono altri metodi.” Affermò.
“E quali?... Quello di farmi ingravidare da qualche partner la fuori di quelli che trovi tu per i nostri giochi?” Pronunciai risentita e contrariata.
Restò in silenzio e poi sbottò:” Perché no! Con la mia prima moglie è avvenuto così, e non mi sembra che siamo stati genitori cattivi, lei è stata una mamma splendida e io come padre, hai visto tu senza dover darti spiegazioni, così sarebbe anche per te, per nostro figlio o figlia, per noi.”
Restai in silenzio allibita, ma lui proseguì:“Per amarlo di più, non dobbiamo sapere chi è il padre biologico!” Affermò.
“Come… non lo dobbiamo sapere?” Domandai stupita.
“Si, si può fare come è avvenuto per la mia prima moglie, si ha un incontro casuale con più uomini puliti e sani con te bendata, come se fosse un gioco un triangolo erotico trasgressivo. Noi scegliemmo il numero di tre, dissi a loro che mia moglie prendeva l’anticoncezionale ma non era vero e che le piaceva sentirsi sborrare dentro e loro ignari accettarono e nell’incontro da ognuno di loro si fece eiaculare da tutti e tre in vagina, in modo che non memorizzasse l’ordine degli amplessi senza sapere chi fosse il primo a eiacularle … e in quel modo è stata fecondata.”
“Incinta non da uno ma da tre sconosciuti? Con me bendata senza nemmeno sapere chi è il padre?” Mormorai.
“Si! ...non sarebbe una fecondazione artificiale ma naturale. Solo in questo modo sarà solo nostro, non sapendo nemmeno chi è il padre biologico, come è successo con Fabio.”
Ero attonita, non ebbi la forza di rispondere, lui si allontanò chiamato al cellulare e non ne parlammo più.
Mi vennero in mente tante frasi e concetti che mi diceva prima di sposarci, quando cercava di convincermi a diventare una sweet e io ancora pudica e moralista resistevo sperando di cambiarlo mentre invece lui stava cambiando me. Come quando mi diceva che anch’io come altre avrei scelto di farmi eiaculare liberamente in vagina e io gli rispondevo che era pazzo a pensare un atto simile da me…
Di questo istinto materno che mi aveva preso non ne parlammo più, ora è passato qualche mese e a volte, sento il desiderio forte di avere un figlio mio, mi manca. Ho Fabio che ora ha 16 anni, è un bel ragazzo e inizia a frequentare ragazzine ed è come un figlio per me e io una madre giovane ma vera per lui, ma non mi basta.
Il tempo cancella i ricordi e con essi la moralità e la purezza e favorisce l'oblio della memoria e fa nascere nuovi affetti, intenzioni e proponimenti, e così è anche per me come ogni giovane donna, in alcuni momenti mi assale prepotentemente il desiderio della maternità.
Ne ho parlato con il mio ginecologo e mi ha detto che per avere un figlio oggi, con le attenzioni e i trattamenti che ci sono, si può essere fecondate e portare avanti una gravidanza tranquilla e senza problemi fino a 42 anni, quindi ho poco tempo… ancora qualche anno….
Ora ci sto pensando seriamente, conoscendo il suo pensiero oramai so che non sarà lui o una fecondazione eterologa, artificiale a ingravidarmi e rendermi madre, ma… probabilmente qualche partner sconosciuto scelto da lui per far sì che sia solo nostro e tutto sarà riservato come quello il cuckoldismo che pratichiamo. Sarà come è successo con sua moglie per avere Fabio, compiere bendata sesso contemporaneamente con tre uomini che non vedrò e che mi eiaculano in vagina senza che io sappia chi sono…
A volte ci penso, mi sto abituando all’idea di lasciarmi ingravidare come ha proposto lui, il metodo non contrerebbe nulla, l'importante sarebbe il risultato e in qualunque modo verrei fecondata sarebbe sempre un figlio nostro, mio e suo.
Con Fabio è un padre meraviglioso anche se non è suo figlio biologico, ma solo della sua prima moglie e di qualche sconosciuto, certamente sarebbe così anche con quello che avrei io…un buon papà.
In alcuni momenti guardo attentamente Fabio per cercare delle somiglianze con Maurizio, che non trovo, perché oramai so che sua madre è stata fecondata da qualche partner in qualche incontro trasgressivo e mi vengono in mente le sue considerazioni di quando parlavo di Fabio con lui e mi diceva: “Non assomiglia a me... Poco! Assomiglia tutto a sua madre! A preso tutto da lei! “
Vedremo! Comunque non ho intenzione a rinunciare a diventare mamma.
Per il resto, la nostra vita coniugale prosegue normalmente e potrei aggiungere meravigliosamente, da non sembrare di vivere con una doppia vita, se non negli incontri trasgressivi che effettuiamo saltuariamente. Comunque lui è dolce e tenero, un buon marito e mi capisce e asseconda sempre.
Gli incontri, come li chiamo elegantemente io o gli accoppiamenti o giochi come li chiama lui, come ho giù detto non avvengono con una cadenza costante e precisa, possono seguire il ritmo di una volta o due al mese o molto di più, oppure anche nulla per alcuni mesi, dipende dal momento, dalla situazione e da come ci sentiamo noi, io soprattutto….
A volte si! … Sembrerà strano e impossibile, ma sono io che gli chiedo di programmare un incontro, lo sento come una necessità fisica, sessuale di accoppiarmi e godere carnalmente in modo vigoroso e addirittura sconvolgo un calendario di incontri con amici e conoscenti che avevamo già programmato.
In genere li progettiamo gli incontri, in altri momenti è l'occasione, l'opportunità del momento che ci spinge … in genere in vacanza e sempre con della precauzione e le nostre regole.
Ora ho finito di scrivere, ho voluto parlare di me, della mia vita, perché ho letto spesso su siti e riviste, anche ‘serie e credibili ’ femminili, di mogli che si lamentano con la psicologa o lo psicologo di turno del marito, che dopo anni di matrimonio abitudinario, hanno scoperto essere un cuckold e le esorta ad avere incontri sessuali con altri uomini. O di altre che si lamentano del fatto che vorrebbero il marito cuckold…
Ebbene con questa mia ho voluto informarvi della mia vita, che io l’ho scelto il marito cuckold… e per amore.
Bene ora ho terminato di narrare e ho passato due ore piacevoli con voi a parlarvi di me, delle mie scelte, dei miei ricordi e del mio futuro. Tra poco chiuderò il portatile e domani spedirò questa mia testimonianza a Immoralex.
Ora nuda ritornerò in camera mia, passerò davanti a mio marito seduto in salotto che traffica con lo smartphone a parlare con i suoi colleghi e che probabilmente nemmeno si accorgerà e mi osserverà preso come sarà dalla telefonata, a differenza di tutti i suoi amici e conoscenti che sbavano per me e pagherebbero oro per vedermi nuda. O forse mi farà un sorriso un cenno con la testa o con le dita, guardandomi ma come se non lo facesse...Ritornerò in camera nostra davanti al grande specchio dell’armadio ad ammirarmi e amarmi da sola, nuda, mi passerò sul collo, tra il seno e sull’addome le dita con il mio profumo preferito sensuale e Intramontabile “Narciso Rodriguez For Her “intenso e educente e mi lascerò avvolgere da esso visto che mio marito non lo fa…
Poi andrò alla console, mi pettinerò i capelli in questo periodo tinti di nero e truccherò il viso da renderlo sensuale e accattivante, con labbra rosso scarlatto come l’ombretto sulle palpebre. E sempre nuda tornerò a rispecchiarmi, ad ammirarmi contemplandomi e a vedermi fuggire se non la bellezza, la giovinezza.
Mi osserverò il seno e i capezzoli, i fianchi e il ventre che non sarà più incavato come prima. Fisserò il sesso oramai da anni completamente depilato, con la sua bella linea del piacere sulla vulva che la divide in due evidenziando le grandi labbra carnose. Metterò lo slip con pizzo traforato nero come il reggiseno che ho preparato sul letto, accarezzandomi le mammelle. Lo stesso farò con le calze autoreggenti di seta e nailon rosse che nell’assestarle liscerò e accarezzerò le gambe. Poi calzerò i sandali già preparati con tacco da dieci centimetri e indosserò il mio bel vestitino leggero color vermiglio, come il blazer rosso che metterò subito dopo. Prenderò la pochette con la catenella dorata da mettere a tracolla sulla spalla, con all’interno lo smartphone e vari accessori di beauty e andrò di là da Maurizio, seduto in salotto che mi guarderà mentre lavora, alzando il capo e dicendo: “Sei pronta!?”
“Si sono pronta!” Risponderò io.
E mi porterà a chiavare con qualcuno e mi sentirò come una puttana o meglio una escort pronta a concedersi in un rapporto sessuale. Prima andremo a bere qualcosa in un pianobar e poi mi accompagnerà dal mio partner occasionale… al luogo convenuto. E a tutto questo sono arrivata per amore, solo per amore, che se anche oggi non c’è più come prima e si è trasformato, è restato il bene e la tenerezza.
Come scrivo all’inizio di questa mia testimonianza, con Maurizio mi sono comportata come la ragazzina innamorata, che per amore del suo ragazzo o fidanzato, che la informa di trovarsi senza soldi con debiti, la convince per una volta ad aiutarlo, a concedersi sessualmente al debitore; non sapendo che da quel momento inizierà la sua vita da prostituta… come è successo a me.
Ah… dimenticavo di dirvi, stanotte Fabio dormirà da sua nonna e per loro noi saremo a una festa…
Grazie a Immoralex.
Buonasera a tutti e grazie della pazienza di giungere fino in fondo.
Francesca.
Per commenti, suggerimenti, idee, notizie o critiche, scrivere a:
dressage1@hotmail.it
Grazie.
Testimonianza di come sono diventata una Sweet.
Note:
"Quando marito e moglie fanno l’amore, sono presenti almeno quattro persone: i coniugi in questione e le due persone a cui stanno pensando in quel momento mentre lo fanno."
Sigmund Freud
Non so perché sono qui a scrivere stasera, forse perché' sono sempre stata sicura che scrivere in un certo senso aiuta a liberarsi da quello che si ha dentro.
Francesca.
TESTIMONIANZA
Eccomi, anche oggi nuda davanti allo specchio, con tutte le luci della camera accese, mentre mi preparo mentalmente per uscire e incontrarmi con un bull, un partner, un amante oppure un ‘lui’, come lo chiama mio marito. Mi guardo… mi piaccio, faccio un bel respiro e mi guardo ancora allo specchio, così da potermi vedere per intero e guardarmi oltre il corpo anche in viso e negli occhi. Sono ancora bella, una bella signora trentaseienne, con il corpo adulto che sta maturando.
Sono una madre e una moglie stimata e rispettata e faccio uno sforzo mentale per allontanare l'immagine che ho di me stessa in questo momento, di una donna peccaminosa e lussuriosa per quello che mi accingo a fare, anche se è voluto ed è parte del mio modo di vivere di oggi ormai.
Chiudo e apro gli occhi e osservo attentamente il mio viso, il mio corpo, adulto formato che si avvia alla sua maturità fisica. Il mio corpo sobbalza alla verità dei miei pensieri:
” Non sono più una ragazza, ma una donna vissuta, e il mio corpo è testimone di tutti gli anni in cui ha portato la mia anima attraverso la vita, il sesso, la carnalità, la lussuria, libidine e il piacere.
E allora sola, nell’attesa dell’orario per uscire, mentre mio marito è seduto in salotto a lavorare con lo smartphone e in assenza di nostro figlio, nuda, con tutto il sesso depilato mi siedo alla scrivania del nostro studio e dal mio portatile vi scrivo.
Mi chiamo Francesca, sono una signora di 36 anni, ex impiegata ora commerciante, in perfetta salute ed in ottima forma fisica. Sono alta e magra, vesto elegante, con jeans o tailleur a gonna o pantalone, la mia lingerie è ricercata …e i miei slip sono taglia 2/3, gli indumenti 40/42 come gli anni che mi sto accingendo a raggiungere. Per l’età che ho il mio seno naturale è ben lontano dal mostrare cedimenti e porto una terza di reggiseno. Le cosce sono lunghe, morbide e vellutate e lo sa bene chi me le ha accarezzate, baciate o leccate e il posteriore è di una forma e bellezza invitante. L’addome nonostante le attenzioni fisiche e alimentari cede leggermente ogni anno di più, è l’eredità del tempo che l'ha derubato della sua piattezza e incavatura naturale, ma in cambio mi ha donato postura ed eleganza, proporzioni armoniose e raffinatezza della maturità fisica.
Vi chiederete perché questa introduzione particolare, diversa dalle altre per una confessione?... Perché questo esame e descrizione approfondita del mio corpo? Perché è tempo per me di riparare i danni causati dalla nostra cultura e dalla mia paura a riguardo. Era tempo di rimettere un po' d'amore nella mia anima ferita. Era tempo di riprendere possesso di ogni singolo segno su ogni singolo centimetro del mio corpo, questo corpo offerto molte volte ad altri uomini.
Quello che voglio narrare, non è una confessione, ma una testimonianza, la mia, che spero non sia lunga come dichiarazione e non vi tedi di argomenti che probabilmente conoscete meglio di me, ma che hanno cambiato la mia vita, la mia sessualità e il mio modo di pensare e valutare gli uomini e me stessa.
Ho letto molto su internet e sui siti dedicati di racconti erotici di cuckoldismo compreso il Vostro blog Immoralex. Ho anche approfondito nella lettura i risvolti fisici e psicologici che hanno i cuckold su sé stessi e quelli sulle loro mogli o compagne, e spesso mi veniva da sorridere leggendo di quei mariti aspiranti cuckold che vorrebbero che la moglie fosse una couckein (come si dice ora).
Tutte situazione o storie dove lei si trova indotta dal proprio compagno o marito nel ruolo di sweet, sia obbligata con persuasione psicologica oppure con imposizione come ho avuto modo di leggere e successivamente trovare piacere dalla situazione da continuare volontariamente a praticarlo. O viceversa era curiosa e predisposta a provare ciò che le prospettava il marito o ancora lo ha fatto per amore scoprendo il marito cuckold…
Comunque sia avvenuto erano tutte conseguenze di una storia trasgressiva nata tra loro o che c'era già e si è poi modificata nel tempo e trasformata nel vivere assieme.
La mia storia invece no, non è così. Si perché io ho accettato di sposare mio marito, sapendo che era cuckold, avendomelo confessato lui stesso prima di sposarci, spiegandomi pure cosa significasse essere cuckold e soprattutto per me diventare la moglie di un cuckold, una sveet, hotwife, perché io non sapevo nemmeno cosa fosse. Ho accettato per amore, non perché mi piacesse divertirmi con altri uomini o ne sentissi il desiderio e la necessità in quel periodo, ma con le lacrime agli occhi ho acconsentito a trasformarmi per lui… perché lo amavo… sì lo amavo profondamente.
È stata solo una mia scelta sposarmi un cuckold, non l’ho scoperto dopo, lo sapevo già prima, senza coercizioni di nessun tipo, men che meno di tipo psicologico e tutto è avvenuto all'insaputa dei miei genitori, di mia sorella più grande e di mio fratello e mio cognato.
Una scelta non solo sessuale ma di modo di vivere, oggi posso dire di avere una doppia vita, una da signora borghese per bene, rispettata e stimata da tutti e l’altra libertina e lussuriosa in determinate situazioni e contesti. Una signora al di sopra di ogni sospetto.
Ma leggete.
Tutto iniziò sette anni fa, io allora ero una ragazza di 29 anni, carina e seria, impiegata in una ditta di …. Trasporti.
Uscivo fuori da una crisi sentimentale, ero stata fidanzata in casa parecchi anni con un ragazzo della mia età conosciuto al liceo, dovevamo sposarci, ma poi lui libertino e donnaiolo, recidivo e perdonato più volte, fu sorpreso da me ancora con un’altra ragazza e dopo una lite furibonda finì tutto, lo lasciai. A nulla valsero i suoi tentativi, le intercessioni dei miei genitori e parenti. Era finita, sentivo che non l’amavo più se mai l’avessi davvero amato prima e avevo chiuso con lui e basta.
Passai dei momenti bruttissimi al limite dell'esaurimento nervoso, ero sola e triste, uscivo poco o con qualche amica, evitavo il corteggiamento di altri che mi dava solo fastidio, ma ne venni fuori e riguardai alla vita con il sorriso, pronta a rifarmi un futuro.
Un giorno capitò in ufficio un cliente, che nell'attesa di essere ricevuto dal direttore perché impegnato all’interno con altri acquirenti, si mise a chiacchierare con me in modo che lo intrattenessi un po' nell’attesa….
Era un bell'uomo, sulla quarantina, distinto, ben curato nel vestire e dal parlare si capiva che era anche di buona cultura, mi piacque subito, era educato e gentile e soprattutto rispettoso e non invadente.
Quando fu il suo turno prima di entrare guardandomi negli occhi esclamò: “Adesso che so che c'è lei qui, verrò spesso e volentieri di persona, con la speranza segreta di poterla vedere ancora!” Gli sorrisi imbarazzata, inutile dire che quella frase mi fece piacere e anch'io dentro di me desiderai che tornasse per rivederlo.
Quando uscì dall’ufficio dopo aver sbrigato le sue cose, venne dritto da me e mi chiese il nome: “Francesca!” Risposi.
“Maurizio!” Replicò presentandosi e stringendomi la mano.
“Spero di rivederla ancora!” Esclamò, facendomi arrossire e sorridere nuovamente, imbarazzandomi più della precedente esclamazione davanti alla mia collega.
. Quando se ne andò, con la mia collega d’ufficio parlammo tra di noi: “Ma chi è?” Chiesi curiosa e interessata.
“E' il titolare dell'impresa XXXX che si interessa di nautica.”
Domandai altra informazione alla mia collega ma fingendomi disinteressata e mi diede risposte vaghe non conoscendolo bene neanche lei, l’unica cosa che disse confidenzialmente fu che lui (Maurizio), le piaceva, era un bell’uomo affascinante e attraente.
“Ehhh!!!” Dissi ridendo:” Ma tu sei già fidanzata …stai per sposarti, non vorrai fare come me all’incontrario... lasciare il tuo futuro marito?” Dissi ridendo.
“No grazie… ci tengo e voglio sposarmi ...” Mi ripeté: “… anche se però un cornino con lui glielo farei volentieri…” Dichiarò scherzosa ridendo anche lei.
“Ma dai?!” Esclamai io divertita:” Non sei ancora sposata e già pensi a fare i cornini…!?” E guardandoci ridemmo tutte e due insieme.
“Hai ragione, è presto …” Rispose scherzosa:” …tra qualche anno…” E continuammo a ridere stupidamente.
Non so nemmeno io perché, ma d’istinto come una ragazzina innamorata mi misi a cercare più informazioni possibili su di lui, tramite persone che lo conoscevano e frequentavano e così seppi che era vedovo, sua moglie era mancata due anni prima e aveva un figlio di dieci anni che viveva con lui. Seppi che era una persona responsabile, benestante e anche corteggiato dalle donne, ma che era serio e non dava facilmente confidenza.
“Però a me l’ha data di sua iniziativa!” Pensai felice.
Un pomeriggio mentre ero sul lavoro e dopo averlo pensato molto in quei giorni, ricevetti una telefonata in ufficio, era lui che mi chiedeva se al termine della mia giornata lavorativa poteva offrirmi da bere qualcosa… un aperitivo o altro. Restai felicemente sorpresa, quasi incredula di quella richiesta e per non passare per una ragazza facile che dice subito si, tentennai… esitai, temporeggiai, ma poi vedendo la sua insistenza educata al limite di un vero e proprio corteggiamento telefonico, gioiosa ed esultante dentro di me accettai volentieri e alle 19.00 ci incontrammo davanti a un bar poco lontano dal luogo dove lavoravo per un’apericena.
“Buonasera, speravo che venisse...” Dichiarò sorridendo vedendomi.
“Non è mia abitudine accettare inviti del genere!” Risposi seria.
“Lo so, per questo sono doppiamente felice che l’abbia fatto…” Replicò.
Ci sedemmo a un tavolino e parlammo del più e del meno, ci conoscemmo meglio e ci demmo del tu e discorremmo di cose banali, del lavoro, mio, suo, un po' di noi, mi parlò di suo figlio… In un attimo arrivarono i venti e lo dovetti salutarlo nonostante un suo invito ad andare a cena con lui, ma che cortesemente rifiutai.
Ci lasciammo con l’intenzione che ci saremmo rivisti o per lo meno risentiti al cellulare e ci scambiammo i numeri telefonici.
La sera stessa dopo cena, mentre sdraiata sul lettino della mia camera lo pensavo, mi arrivò un messaggio da lui.
“Grazie del bel momento passato vicino a te!! Non vedo l’ora che arrivi domani per rincontrarti nuovamente.”
Sorrisi felice...ero contenta, feci passare volutamente una quindicina di minuti e risposi soltanto:” Anch’io…”
Il giorno dopo mi arrivò un nuovo sms sullo smartphone, dove dopo vari complimenti mi chiedeva di rincontrarci alla solita ora e al solito posto della sera prima.
Accettai.
Uscita dal lavoro salii a cavallo del mio scooter bianco, con la chiavetta avviai l’accensione e misi in moto e diedi gas per due o tre volte. Avvertii l’odore acre della benzina e degli oli bruciati, che salivano verso l’alto in una nuvola azzurrognola. Misi il casco e mi avviai al locale. Ero emozionata e impaziente di incontrarlo.
C’erano infatti soltanto poche centinaia di metri, ma mi sembrarono chilometri. Comunque in un attimo arrivai e parcheggiando proprio davanti al locale lo vidi in piedi, sorridente con un mazzetto di fiori in mano ad aspettarmi.
Sorrisi e dopo aver posizionato lo scooter sul cavalletto laterale, tolto il casco e aggiustata i capelli scuotendoli e pettinandoli con le dita, sorridendo mi avvicinai.
“Ciao !!” Disse lui con un sorriso pulito porgendomi il mazzetto dei fiori.
“Ciao !!” Risposi:” E grazie, non dovevi, sono così belli!” Risposi accarezzandone i petali e annusandoli.
“Niente in confronto alla tua bellezza.”
Si vedeva e capii subito che mi corteggiava. Ci sedemmo e dopo aver ordinato da bere, chiacchierammo.
Aveva un’aria frizzante. Mi ringraziò nuovamente per aver accettato il suo invito, aggiungendo un sorriso dall’aria timida con quei suoi occhi colore del ghiaccio, ma che nascondevano una grande forza e un grande mistero che ancora non conoscevo.
Subito si stabilì tra noi una strana attrazione, che fece diventare il nostro sguardo di occhiate fuggitive reciproche, in uno sguardo di una forma più potente di comunicazione non verbale di attrazione e interesse di cercarci e d’intesa poi.
Chiacchierammo in tono amichevole. Quindi mi invitò a passeggiare.
Camminavamo a passo rallentato dallo scrutarci in continuazione e dalla nostra conversazione sul marciapiede che percorrevamo, finché soli alla luce dell’imbrunire ci sedemmo in una panchina. Provavo un turbamento strano, di certo suscitato dalla sua compagnia, da quella situazione intrigante, ma anche impaziente di perché non si facesse avanti … e mi baciasse che l’avrei lasciato fare e ricambiato.
In un attimo senza neanche pensarci, la forza strana che ci aveva attratti e fatti giungere li, ci fece avvicinare molto l’uno verso l’altro fino a far arrivare le nostre labbra a toccarsi e fondersi in un bacio lungo e profondo, legandoci tra noi oltre che con le nostre bocche, con le nostre braccia. Non so quanto durò quel bacio, un minuto, forse più…. Poi ci staccammo imbarazzati, ma sorridenti e felici ci guardammo negli occhi.
L’eccitazione era diventata nel frattempo tanto grande, che non riuscivo più a sentire le nostre chiacchiere. Il cuore battendo forte pompava sangue con forza in tutto il corpo accaldandomi e martellandomi nelle orecchie. Ero ebbra di una sensazione piacevole che mi stordiva, che mi penetrava e mi rapiva.
I momenti successivi sono un ricordo confuso di chiacchiere, sguardi complici e colpevoli. I suoni mi giungevano ovattati e distanti tra le parole vuote ed inutili che dicevamo tanto per parlare. Solo gli odori si impressero con aggressività nella mente. La sua fragranza maschile, buona e stordente assieme al profumo di alito fresco, la sensazione dei capelli morbidi tra le mani, la pelle del viso ben rasata, tenera e accarezzata dalle mie dita.
Ci trovammo d’un tratto riabbracciati a baciarci di nuovo.
Dalle nostre espressioni si capiva chiaramente che la felicità provata era grande per entrambi.
Ero completamente rapita da lui, dai suoi occhi invitanti e dalla sua bocca calda che non capii niente, ebbi una esplosione al cuore e me ne innamorai.
Da quei primi baci prendemmo a incontrarci regolarmente. Una sera dopo parecchi mesi che ci vedevamo, decidemmo di andare a ballare e di divertirci un po’.
“Ehi amore! ...Ti va se andiamo in discoteca?” Gli chiesi scherzando con la mia aria da ragazza allegra, visto che lui aveva dieci anni più di me ed era più pantofolai, e abitudinario.
Sapeva che a me piaceva molto ballare, divertirmi in mezzo alla gente, glielo avevo confidato in una delle nostre chiacchierate conoscitive.
“Certo andiamo pure!” Replicò sorridendo.” Però scelgo io il locale...”
“Va bene!” Dissi e ci accordammo
Quando andammo a ballare quella sera indossavo una camicetta che lasciava intravvedere il reggiseno sotto e un pantalone bianco, ero molto carina, con un viso dolcissimo che in confronto a lui sembravo quasi una ragazzina se non fosse stato per il trucco. Il viso, con il carattere erano l’espressione della mia dolcezza e quella sera ero proprio una bella ragazza anche nel look, con un bel seno ostentato ed un fondo schiena evidente e molto invitante che ogni volta che camminavo sui tacchi a braccetto a lui alcuni uomini si voltavano a guardarmi e sembrava volessero saltarmi addosso.
Quel giovedì sera scelse un locale dove scoprimmo dopo che gli uomini erano in maggioranza in confronto delle coppie o le ragazze e naturalmente le loro attenzioni venivano attirate da quelle poche femmine che c’erano, anche accoppiate, noi compresi.
Arrivati alla discoteca dopo un po’ di fila e qualche strisciamento su di me da parte di qualche ragazzo maleducato e irriverente alla cassa, riuscimmo ad entrare. La musica era assordante e il locale strapieno di gente. Subito prendemmo da bere al bancone del bar e dopo essere tornati al nostro tavolino, decidemmo di andare a ballare e ci avviammo in pista.
Si ballava con musica dal vivo, con movimenti semplici e ripetitivi, perfetti per divertirsi, muovendo il corpo e scuotendo gli arti a ritmo di musica, alternando braccia in alto e in basso, piegamenti sulle ginocchia e saltelli.
Casualmente in quella confusione della danza finimmo poco lontani l’uno dall’altro per la gente che senza volerlo ballando si interponeva tra di noi, senza che lui facesse nulla per avvicinarsi a me, ma invece volutamente restava distanziato a osservare dietro ai sorrisi i miei comportamenti in quella confusione. Sorridendo restava a guardarmi muovere gioiosa e sensuale al ritmo della danza di quelle canzoni, quasi come se fossi sola.
In effetti presa dal ritmo e dalla danza mi muovevo concedendo ignara la sensualità del mio corpo sciolto, agli sguardi libidinosi degli altri ragazzi in pista.
Tra noi c’erano due, tre tipi che ballando mi avevano praticamente serrata intorno ai loro corpi sudati, qualcuno strusciandosi addosso a me di fianco o dietro in modo alquanto invadente, tra le luci stroboscopiche.
Notai che ballando quei ragazzi mi osservavano il corpo e in modo particolare, mi guardavano il sedere muoversi stretto nei pantaloni attillati ai passi di danza. Lui sembrava non accorgersene guardando in giro mentre ballava nella pista tra la confusione, ma dalle sue occhiate e con il senno del poi, intuii in seguito che si accorgeva di tutto quello che accadeva intorno a me.
Allora ero giovane e mi piaceva divertirmi, ma guardando Maurizio pensavo che lui fosse infastidito dall’atteggiamento di quegli uomini e dal mio, e che fosse disgustato da me.
Lui era un uomo di quarant’anni, dieci più di me, che truccata ne mostravo ancora meno e immaginavo il suo disagio nel vedere altri ragazzi e uomini che mi scrutavano e sorridevano imbarazzandomi.
Provavo disagio, ma non dicevo una parola, osservavo solo lui che sorridendomi fingendo di non vedere quei tipi intorno continuava a ballare davanti o poco distante da me, mentre altri tra la penombra delle luci dei faretti, oltre gli sguardi cercavano di osare di più… qualcuno strusciandosi, ma che prontamente allontanavo o mi distanziavo io.
Era una figura disgustosa quella che stavo facendo davanti a lui, ma continuammo, quando ci guardavamo lui sorrideva.
Nella confusione danzante e musicale ad alto volume nella pista piena di gente, dagli sguardi dei frequentatori su di me, mi sentivo considerata un po' come una gattina a cui tutti sorridevano e avrebbero voluto accarezzare.
Sapevo di essere una bella ragazza e di piacere, ma mi sentivo smarrita pensando alla gelosia di Maurizio quando gli altri facevano commenti sconci e compivano sorrisi e sguardi volgari per il mio vestire, osservando con insistenza imbarazzante le mie parti anatomiche, sedere e seno che per il mio modo di muovermi durante il ballo involontariamente apparivano provocanti.
Pensavo che si arrabbiasse nel vedermi corteggiata e importunata, invece la realtà era diversa, io non lo sapevo ancora ma lui ne provava piacere e quella serata voleva che si trasformasse in un’eccitante mia ignara esibizione dentro la discoteca affollata di ragazzi che mi spogliavano con gli occhi, facendo su di me risolini e commenti indecenti.
Ballavo saltellando con i capelli mossi e selvaggi, con un look abbastanza serio, ma nei movimenti la camicetta mi stringeva il seno da evidenziare e lasciare intravedere nella trasparenza il reggiseno sotto essa e immaginare le areole rosa, tra gli sguardi dei ragazzi e i suoi sorrisi distratti. Per non parlare del mio posteriore sporgente e ammaliante nel pantalone bianco da mostrare nel gioco di luce e nell’aderenza del tessuto oltre la rotondità delle natiche, l’elastico e la forma dello slip che indossavo e dove qualche deficiente a mia insaputa mettendosi dietro, ballando, portando il bacino in avanti e indietro mimava l’atto sessuale.
Lo sguardo di Maurizio osservandomi era dolcemente malizioso, mordendosi le labbra dall’imbarazzo e speravo gelosia.
In quel momento non lo sapevo, ma il suo desiderio cresceva a quella mia condizione di essere ambita da altri.
Infastidita della loro vicinanza, in un attimo mi allontanai da loro facendomi strada tra i corpi sudati dei presenti, andando verso di lui. Alzai lo sguardo e lo guardai negli occhi restando di fronte a testa alta con la voglia di baciarlo in bocca. Il suo sguardo inquisitorio lo sentivo penetrarmi tra gli indumenti appiccicati sulla pelle del corpo sudato e nell’anima, e visto che timido o vergognoso non si muoveva, mi avvicinai, le misi le braccia intorno al collo, mi alzai in punta di piedi e mettendo le mie labbra contro le sue lo baciai spingendogli la lingua in bocca.
Ricambiò e ci baciammo per un minuto buono nella pista, tra la musica, la danza e gli sguardi degli avventori delusi, poi ci staccammo. Ero felice…
“Non sono mai stato baciato con così tanto ardore! “Esclamò.
“Perché ti amo e sei il mio amore...” Ribattei contenta di quello che aveva detto e lui sorridendomi e fissandomi continuò.
” Fossi morto in quel momento sarei stato felice. Baci da vero angelo. “Affermò raccogliendo la mia mano nella sua gentile pronunciando tra il frastuono: “Andiamo!”
Erano passate un paio di ore e come una coppia di innamorati quale eravamo, prendemmo al tavolino le nostre cose e uscimmo. Senza rendermene conto, mostrandomi e ballando agli sguardi di quegli uomini, di quei ragazzi, gli avevo dato e aveva vissuto momenti di emozione intensa, al punto da essere eccitato e di confidarmi che avrebbe voluto fare l’amore in auto. Ci guardammo, era sconveniente per la nostra posizione sociale farlo in macchina anche se sarebbe stato trasgressivo ed eccitante, ma vista l’ora rimandammo ad altra occasione.
Camminammo lungo la strada, senza parlare, mano nella mano, salimmo in auto, altro bacio e visto che era tardi mi accompagnò felice davanti al portone di casa mia, non facemmo niente quella sera, anche se entrambi lo desideravamo.
Iniziata la nostra storia, ci incontravamo giornalmente, era molto dolce e mi piaceva. Come ho detto mi innamorai quasi subito di lui.
Ci frequentammo per due anni, dove a casa sua avemmo anche rapporti sessuali, normali, teneri e gioiosi ma niente in confronto a quello che sarebbe venuto dopo. Da innamorata con idee per il futuro volevo sposarlo, d’altronde lui era libero, era vedovo e gli chiesi di conoscere i miei genitori e lui accettò.
Si presentò molto bene e fece una bellissima impressione anche a mia sorella e mio cognato che mi ritenevano fortunata ad aver trovato un uomo così, più grande, posato, benestante, “con la testa sul collo” come diceva mio padre, una guida insomma e un punto di riferimento per me. Ero felice….
Lui mi fece conoscere anche suo figlio Fabio, un bellissimo ragazzo biondo di 10 anni, con cui legammo subito.
Un giorno uscimmo soli io e lui, lo accompagnai in palestra e al ritorno come una mamma vera o una sorella maggiore, mi fermai a prendere il gelato con lui, seduti in un dehors.
Era molto timido come ragazzo e io cercavo di approfondire l’amicizia.
“Allora Fabio! Cosa pensi di me?” Chiesi imbarazzata.
Sorrise: “Devo dire la verità? “Rispose.
“Sempre con me!” Ribadii sorridente anch’io:” Non devi mai avere paura di dirmi quello che pensi. “
“Sei bella, simpatica e sono contento che frequenti mio padre e spero che diventerai mia madre!” Rispose.
Mi fece tenerezza e mi commosse: “Grazie!” Ribattei felice di piacergli e dell’ultima frase che aveva pronunciato, visto che secondo i miei sogni avremmo dovuto vivere nella stessa casa ed era mia intenzione fargli un po' da madre.
Parlammo molto, approfondimmo l’amicizia, ma la frase che mi colpì profondamente fu quando le chiesi:
“ Allora! Cosa ti ha detto tuo padre di me?”
Sempre gustando il gelato si aprì in un altro sorriso: “Mi ha detto che non sei solo bella ma anche molto affettuosa e intelligente, che ti devo rispettare perché lui ti ama molto e ha dei progetti di vita comune con te, di non farti arrabbiare e di non fargli fare brutta figura!”
Mi commossi ancora, la sua sincerità e spontaneità, mi fecero venire gli occhi lucidi. “Tu non mi fai arrabbiare Fabio e non gli fai fare brutta figura ... stai tranquillo!” Gli Risposi accarezzandolo sul capo confidandole: “Sai!... Lui è molto orgoglioso di avere un figlio come te ...me lo ha confidato lui.”
Sorrise, ci alzammo e pagai e mano nella mano, come se fosse stato davvero mio figlio e io la sua mamma tornammo a casa sua.
Ero felice, la mia intenzione era sposarmi al più presto con Maurizio, lo amavo con tutta me stessa e volevo accettare Fabio come mio vero figlio e glielo dissi anche a lui che approvò questo mio desiderio di diventare la moglie di suo padre e diventare un po’ sua madre. Anche se nelle mie intenzioni c’era di averne altri con Maurizio, miei naturali, dargli un fratellino o una sorellina.
Sessualmente Maurizio era molto dolce e tenero, mi accarezzava molto e baciava, i momenti di intimità erano fatti di eccitazione e amore, carezze e baci, molti preliminari prima di avere il rapporto sessuale completo con penetrazione; era sempre delicato, dolce e rispettoso quando facevamo l'amore. Non era molto passionale, né vigoroso come il mio ex… che era esuberante e sinceramente più virile di lui, ma mi andava bene e lo amavo così.
Con Maurizio fare l'amore era partire dalla carezza per passare ai baci e agli sfioramenti del corpo, per poi masturbarmi con le dita facendomi già godere molto in quel modo tra le sue braccia e i suoi baci senza penetrarmi, e quando arrivava a farlo, a possedermi, ero già quasi soddisfatta, venuta più volte tra le sue dita e lui completava e terminava con la penetrazione quell'atto d'amore e di piacere.
Gli amplessi non duravano molto, pochi minuti, così come pure il vigore non era eccezionale, ma erano rapporti sessuali soddisfacenti, era un modo diverso, nuovo di amare che imparavo a conoscere e ad apprezzare. Non erano nemmeno frequenti i nostri incontri carnali completi, il congiungersi tra noi con penetrazione avveniva una o due volte al mese, anche se a volte a me mancava… l’essere penetrata e posseduta da lui, ma il sesso non era una priorità per Maurizio, non in questo modo, ma lo scoprii dopo. Da lui accettavo tutto per amore, avevo trent'anni, lo amavo, era l'uomo della mia vita e desideravo sposarlo e diventare sua moglie.
Ricordo ancora la prima volta che lo facemmo, fu bellissimo, avvenne un pomeriggio a casa sua, nel suo letto, fu delicato e dolce, come dicevo niente in confronto alla passionalità del mio ex, vigoroso, attivo e resistente sessualmente. Con Maurizio mi sembrava di passare dal baciare una roccia al baciare una rosa sulle sue labbra morbide e avvertivo i baci più caldi e le carezze più lievi di quelle del mio ex. La stessa penetrazione e il possedermi era soft e spesso breve.
Quella prima volta come dicevo, seppur lentamente fece tutto lui, mi spogliò e poi si spogliò.
Niente inutili spogliarelli sexy, iniziò accarezzandomi il sedere e a farmi i complimenti per la mia bellezza, per poi passare ai fianchi, accarezzarli, e stringendomeli mi prese e mi adagiò sul letto aprendomi titubante ma con decisa delicatezza le gambe serrate. Il mio seno si sollevava e abbassava ai respiri e sospiri, ritmato dalla tensione di quel momento, di essere presa per la prima volta da lui, dall’uomo che amavo.
A seguito i preliminari di baci e carezze si distesi su di me per penetrarmi, per farmi sentire il suo desiderio e farmi capire che non c’era per lui nessun’altra donna al mondo fuori di me che desiderasse.
Il mio viso si distorse in una smorfia di piacere quando mi toccò con le dita le labbra vaginali e il clitoride cercandone l’entrata, percependole già umide e tese e andò avanti per fare l’amore, accarezzandomi la vulva e i peli piano.
Trattenni il respiro, mentre lui mi tratteneva le gambe divaricate che d’istinto, per reazione e pudore cercavo di chiudere.
Mi accarezzò il corpo, i fianchi stretti e arrotondati. Il seno palpitante e caldo e ancora le labbra vaginali accoglienti. Strofinò il suo corpo sul mio, poi si fermò su di me.
Nell’avvertire la sua pelle contro la mia lo toccai e accarezzai con grande smania e desiderio quasi bestiale. Sentivo il suo sesso duro, eccitato fino allo spasimo davanti a me, oscillare strusciandomi la pelle dell’addome.
Poi si abbassò, lo puntò tra le grandi labbra, premette e spinse e mi penetrò con delicatezza, prendendomi così, lui sopra e io sotto, come mi ero offerta a lui, ormai con le gambe completamente divaricate e nel sentirlo entrare, pur non avendo le caratteristiche né le dimensioni anatomiche del mio precedente ragazzo si espanse in me una sensazione di benessere, di calore, di un’accogliente umidità in vagina e incominciai a muovermi con il sedere verso e insieme a lui avanti e indietro con il bacino. Ero tanto tesa e predisposta che avrei goduto anche con le dimensioni di un dito.
Praticammo l’amore e con lui fu diverso dal mio precedente ragazzo, come dicevo Maurizio era dolce, tenero e affettuoso, mi baciava molto e accarezzava il corpo continuamente guardandolo silenziosamente, contemplandomelo e sorridendomi. Gli piaceva guardarmi nuda… e piaceva anche a me che lo facesse … Si soffermava a osservarmi e poi ripartiva a baciarmi muovendosi e penetrandomi in profondità se così la voglio chiamare, con una dolcezza inusuale, quasi passiva direi, dovendo spesso essere io con il bacino eccitata a spingerlo e spronarlo su di me per farlo muovere veloce.
Allora non lo sapevo, ma probabilmente la sua mente in quei momenti di piacere possedendomi pensava ad altre situazioni per me e quel passare da uno stato mite, quasi inattivo a uno vigoroso, non erano altro che i suoi pensieri trasgressivi che fantasticava su di me e il mio corpo, che gli davano la carica sessuale attiva che avrebbe messo in atto in seguito con il mio consenso.
Sessualmente mi appagava, mi sentivo soddisfatta, lui non era un grande amatore come io non ero una grande amatrice, non conoscevo molto il sesso, degli uomini e i loro aspetti sessuali. Le mie esperienze precedenti erano limitate a qualche masturbazione giovanile e fantasia e ai rapporti avuti con il mio precedente fidanzato, che fu il mio primo e unico uomo prima di Maurizio, ma che effettivamente era più osceno e virile. Ma pensavo che l’inerzia sessuale di Maurizio oltre al carattere fosse dovuta all’età, visto che ero dieci anni più giovane. Ma come dicevo non mi importava, andava bene cosi, ero soddisfatta di lui.
Pochi movimenti e sentii salire dentro me il calore e arrivare l’orgasmo, che accettai e ne gioii per quello che era, breve e lieve. Assaporai quel piacere stringendolo senza pensare a niente. Anche lui lo avvertì, lo sentiva da come lo stringevo a me e baciavo.
Quando non ce la fece più, e anche in lui nell’amplesso si accese il piacere dell’orgasmo, uscì sfilandolo da dentro la vagina, appena in tempo per riversare il suo sperma sul mio ventre e le cosce, per poi lasciarsi cadere su di me baciandoci lingua a lingua e fu bellissimo. Un rapporto molto intenso dal punto di vista sentimentale e d’amore, anche se carente lussuria e sesso ... ma ero felice.
Quella prima volta lo facemmo fra le lenzuola bianche e candide, ansimando in una unione più spirituale e d’amore che carnale.
Fu un amplesso agitato nell’amore perché avevamo desiderio di noi. Non fu niente di speciale, ma eravamo sazi e gioiosi.
Da quella volta passarono due anni dal nostro primo incontro, eravamo fidanzati ufficialmente e io come molte ragazze innamorate attendevo solo il matrimonio. Non che fosse una priorità nelle mie esigenze future, ma sognavo una vita normale da moglie e mamma, al contrario di lui che non ne era interessato e non ne parlava mai.
Una sera che eravamo soli in auto al ritorno da un caffè mentre mi stava accompagnando a casa, visto che lui non si decideva a farsi avanti gli chiesi io: “Tu mi vuoi sposare Maury?”
Sorrise: “Certo che voglio Francy!” Rispose.” Prima di tutto perché ti amo, sono innamorato davvero di te e poi saresti un’ottima moglie e una splendida madre-amica per Fabio.”
Le sue parole mi riempirono di gioia, e risposi decisa: “E allora cosa aspettiamo? Anch'io ti amo! Sono due anni che ci frequentiamo, possiamo convivere o sposarci!”
“Non è così semplice per me sai?” Ribatté.
Non conoscevo la motivazione di quella sua risposta e la prima cosa che mi venne in mente fu: “Perché hai problemi con me? ...È per l'età?... O pensi che non sono adatta per te, che c'è qualcosa in me che non va? Che non ti piace?” Gli chiesi.
“No… no amore!! Non crearti problemi inutili che non ci sono. Tu vai benissimo sei splendida, non c'è nessun problema con te, nemmeno l'età ...tu sei una ragazza matura e diventerai una splendida signora lo vedo già e quando dico che ti amo, lo dico veramente! Sinceramente!” Ribatté.
“Ma allora perché attendi sempre? Se non ci sposiamo possiamo convivere prima?! “Proposi.
“E’ proprio per questo... perché ti amo sinceramente che non voglio convivere con te, ma sposarti. Ma non è così semplice sai, ci sono cose dentro di me... che vorrei dirti, ma non riesco!”
Restai perplessa da quel suo atteggiamento e com’era nel mio carattere iniziai a fare domande: “Riguardano tua moglie, è per lei? Hai dei rimorsi se lo fai?”
“No!... Lei non c'entra, anzi, lei sono certo che sarebbe felice se trovassi una donna come lei … che prendesse il suo posto…” E non finì la frase guardandomi e sorridendo…e io lo interruppi...
“ E allora cos'è?!” Lo incalzai. “Cosa ti impedisce di sposarmi?”
Resto in silenzio:” Non te lo posso dire ora, non mi sento! Non è né il momento né il luogo adatto!” Rispose.
“Ma perché?” Domandai iniziando ad agitarmi:” Stai tranquillo Maury che non succederà nulla! Ci amiamo… andiamo d’accordo…Tuo figlio lo sa!” Dissi.
“Sono cose dentro di me amore, tu non c'entri, te le dirò appena mi sento pronto… se non te le dicessi prima di sposarti poi ti farei soffrire e io non voglio che tu soffra, perché ti amo?”
“Ma anch'io ti amo… ma non dicendo quali sono queste motivazioni, mi fai stare male, in pena e soffrire di più!”
Alla fine con le mie insistenze riuscii a strapparle poche parole:
“Sono fatti che riguardano la sfera sessuale!” Dichiarò.
“La sfera sessuale?!!” Ripetei sorpresa.
Restai stupita da quella precisazione:” Ma perché? ... Non vado bene? Non ti soddisfo come vorresti tu?”
“Ti ho detto che riguardano me e non te, tu vai benissimo e mi soddisfi!!” Rispose serio.
“E Allora?!!” Domandai ancora sempre più curiosa e impertinente:” Cosa riguarda te? C'è qualcosa nella tua sessualità che non va!?”
“Si!” Rispose:” Ma non è che non va! E qualcosa diversa dai costumi comuni, dalle convenzioni. “
Restai in silenzio e riflettei conoscendo la sua dolcezza gli chiesi: “Hai tendenze gay? ...O bisex? Guarda che se lo sei a me non importa niente, io ti amo lo stesso.”
Sorrise e mi accarezzò sul viso:” No amore! Non sono Gay e nemmeno bisex! Mi piacciono le donne… mi piaci tu…”
“E allora?!!” Domandai io sempre più attonita e stupita.
“Se te lo dico non capiresti?” Esclamò!
“Tu dillo…e poi vediamo se non capisco!” Ribattei.
“Mi prenderesti per un perverso, un essere ripugnante!” Aggiunse.
“Ma tu dillo amore! Ti capirei...” Mormorai vedendolo rattristato.
Subito il suo sorriso si spense sulle labbra e diventò serio mormorando: “Soffriresti con me Francesca, è meglio che trovi una persona che...” Ma lo interruppi chiedendogli sospettosa ...
“Hai un'altra?”
“No! No! Non c'è nessuno credimi!” Replicò.
“E alloraaa ???” Domandai agitata alzando la voce.
Quella discussione aveva preso una piega seria e poteva terminare solo con un litigio o la verità ... ma ero determinata a conoscere cosa lo assillava.
“Se te lo dicessi non accetteresti mai, non capiresti, mi odieresti...forse!”
“Ma tu dillo amore!” Dissi guardandolo dolcemente negli occhi.
Fece un lungo sospiro liberatorio e poi esclamò senza guardarmi in viso, puntando gli occhi davanti, sulla strada: “Sono un cuckold!”
Subito restai in silenzio e poi ripetei:” Sei una cosa? Un cucol? Che significa? Cosa vuol dire?” Domandai stupita.
Mi guardò e sorrise teneramente della mia ignoranza e aggiunse: “Non è semplice da spiegare e nemmeno da dire per me. Essere cuckold è ' una condizione sessuale è il vivere il sesso, le sue emozioni e il suo piacere in modo diverso.”
“Cioè!” Domandai curiosa.
“Cioè… i cuckold sono quei mariti a cui piace mostrare la moglie!” Rispose.
“Mostrarla? Come mostrarla?” Chiesi sempre più sorpresa.
“Si mostrarla… esibirla!” Precisò.
Restai in silenzio e poi ingenuamente non capendo il senso di quello che mi voleva dire domandai: “Ma come negli spettacoli?”
“ No! Esibirla nuda ad altri uomini!”
Restai ancora in silenzio sbalordita alla sua frase, mi mentì forse per timore dicendomi solo” mostrarla nuda…”, finché trovai la forza di far uscire dalle labbra e ripetere meravigliata: “Mostrala nuda, esibirla…? E tu sei così Maury? Ti piace mostrare tua moglie nuda ad altri uomini?”
“Si!... E non solo…” Affermò: … il cuckold a vari aspetti della sua tendenza sessuale, può arrivare anche a fare accarezzare, toccare, fino a far accoppiare sessualmente la propria moglie con altri uomini!”
A quelle parole incredula e sorpresa mi appoggiai allo schienale guardando la strada anch’io. Cambiai espressione in viso, restai sconvolta, ero incredula, incapace di proferire parola, ero impressionata da quello che aveva detto e non dissi più nulla.
Solo dopo parecchi secondi di silenzio che parvero minuti o ore, mormorai ancora sbalordita e spaventata:
“E tu sei così?”
“Si!” Rispose deciso, precisando: “E’ più forte di me! Capisci ora perché non ti ho chiesto di sposarmi, perché poi quando diverresti mia moglie, ti chiederei questo … e non voglio ingannarti, voglio che tu sappia come sono realmente.”
Ero confusa:
“Ma non c'è niente che si possa fare per correggere, modificare questa tua situazione?” Chiesi ancora…:” Una cura?”
Scosse la testa in modo negativo.
Restai in silenzio, mille pensieri mi passavano per la mente, poi come d’istinto esclamai: “Ma allora con tua moglie… come facevi… !?”
Non rispose, si voltò e mi guardò negli occhi e capii tutto mormorando ancora più incredula: “Lei sapeva! ...Lo faceva...ti assecondava…!” Borbottai.
“Si! ...” Mormorò:” … Era una sua scelta, piaceva anche a lei farlo, non ho mai imposto nulla a nessuno, prova è l'onestà che te l’ho detto prima di sposarti, per non ingannarti.” Rispose.
Eravamo arrivati davanti a casa mia e invece di scendere restai a parlare con lui in auto, ero sconvolta e in quella discussione assurda, nella mia ignoranza volevo saperne di più e gli domandai ripetendo storpiando il nome:
” Cucol! ...Ma cosa significa essere cucol? ... Cos’è? ... Perchè tu dici di esserlo?? È assurdo Maurizio…”
“E’ un termine inglese ...” Rispose vagamente lui sospirando: “… che indica l'uomo che consapevolmente e volontariamente induce la propria partner o moglie a vivere esperienze sessuali con altri uomini, a loro volta denominati bull, tori, questo con allusione alla funzione di monta di tali animali… e davanti a lui, con il marito che osserva.”
Restai in silenzio con una espressione sbalordita e mormorai solo:” Non posso crederci che sei così!”
Lo guardavo incredula che fosse lui che parlasse di quelle cose, l’uomo che amavo. Nei suoi occhi non più dolci ma seri, c’era una luce di piacere e accettazione per quello che mi stava dicendo e continuò: “Non è essere cornuti… è diverso!” Precisò:” Non è un adulterio e non c’è niente di sentimentale in quello che si fa, ma è tutto legato alla sfera strettamente sessuale, della trasgressione, del piacere e del gioco psicologico e se ne trae gioia fisica e cerebrale. La tendenza a fare praticare alla propria moglie un tradimento assecondato, pilotato, solo fisico e non sentimentale e il marito ne trae piacere dal vedere la propria moglie posseduta sessualmente e che compie atti di libidine con un altro uomo. “
“Diooooo miooo!!!...” Esclamai scandalizzata:” Ma… ma…ma… ma come puoi essere così tu? Un gioco...Ma come può essere un gioco una simile porcheria, depravazione…perversione!” Esclamai.
“Si è un gioco di coppia consenziente da entrambi …” Ribadì:” … è qualcosa che ti scopri dentro all’improvviso che aumenta sempre più e non ne puoi fare a meno… e non è una depravazione e solo un modo diverso di vivere la sessualità nella coppia.”
Lo ascoltai in silenzio.
Continuò a parlare evidenziando tutti gli aspetti positivi e ludici, evitando di dirmi che quella pratica portava a uno stato psicologico del rapporto sessuale che diventava di dominazione/sottomissione totale dei coniugi al bull, ma soprattutto del marito. Che si viveva una sensazione di subordinazione e totale impotenza nei confronti del partner o terzo uomo, conducendoci a una doppia vita; a recitare costretta dalla comunità la parte di moglie e mamma per bene in società e invece dall’altra in privato quella di amante sensuale, carnale e lussuriosa per non dire perversa.
Più Maurizio parlava e spiegava e più ero impressionata... sconcertata.
“Non posso crederci che tu sia così...” Borbottai arrabbiata:” …ma tu!! ...Tu!!… Come hai potuto diventare così, un cucol?? Una cosa del genere? Accettare di essere tradito da tua moglie davanti a te, esibirla nuda, di sottometterti al suo nuovo partner sessuale?” E nell’impeto della rabbia chiesi istintivamente:” Non saresti geloso se io ti tradissi con un altro uomo??”
Ma la sua risposta fu assurda: “Per i cukold come me in questo gioco la gelosia fa parte dell’eccitazione.” Proseguendo: “Nel gioco si sospende temporaneamente la fedeltà della propria compagna o moglie e si autorizza alla trasgressione. La sua identità come moglie viene annullata, la sua dignità sospesa... e il suo corpo viene ceduto momentaneamente ad un altro uomo che lo fa suo e la possiede, per poi al termine del rapporto sessuale tornare di nuovo tutto come prima.”
Fece una pausa e continuò sempre guardando avanti e prendendo sempre più sicurezza su quello che diceva:
“La gelosia è una emozione e come tale va gestita e controllata. Personalmente, quando ho cominciato a provare gelosia nel vedere mia moglie con un altro uomo, ho iniziato a sentirmi veramente nella parte e molto eccitato! “
“Nella parte del cornuto!!!” Esclamai gridando dentro l’abitacolo con rabbia e cattiveria.
Mi guardò sconsolato dicendo: “Si…!! Purtroppo è così, è vero. Vedere la propria moglie fare sesso con un altro uomo è una sensazione indescrivibile. Si ha l’adrenalina nel corpo, un piacere causato dal mix di eccitazione e timore, desidero e vergogna, umiliazione e gelosia.
È tutto un insieme di emozioni che adesso non saprei nemmeno descriverti, internet è pieno di questi argomenti sotto i più svariati aspetti, puoi leggerteli in rete se vuoi!” Affermò.
“Non mi interessano queste depravazioni!” Risposi stizzita, aggiungendo:” Ma come fa a piacerti essere così? Cornuto!?”
Lui fece una pausa e proseguì: “Difficile da spiegare… come ti ho detto prima è eccitante per un insieme di sensazioni ed emozioni, il timore del pensiero dell'umiliazione davanti alla propria moglie ed il suo amante del momento dell’amplesso, la trepidazione nell’ascoltare i suoi orgasmi sotto i colpi sessuali vigorosi dell’amante. Il vederla godere e ascoltare i gemiti di piacere della moglie che non ha mai sentito quando era a letto e faceva sesso con lui. O semplicemente l'incognita...
Si l'incognita! Il momento prima che avvenga e non si sa come avverrà e tutto diventa eccitante e sconvolgente.”
Lo guardai impressionata.” Sei pazzooo!!” Esclamai. “Sei un pazzooo! ...Mi fa schifo quello che dici!! E io dovrei fare queste cose lì? Scordatelo!! Non le farò mai! Piuttosto…” E lasciai la frase sospesa.
“Piuttosto? “Chiese lui.
“Piuttosto ti lascio anche se ti amo…” Pronunciai irata e disgustata da quello che avevo ascoltato.
Feci una pausa, rendendomi conto di essere andata sopra le righe minacciando di lasciarlo e ripresi il discorso: “Ma come hai fatto a diventare cuckold?” Domandai.
“Non lo so! Un uomo non lo sa quando ci diventa, se ci nasce e poi lo scopre o se si trasforma lentamente durante il matrimonio o la convivenza, a volte si ci ritrova quasi a sua insaputa, scoprendosi eccitato, prima nel pensare e fantasticare e successivamente ad agire, fino a chiedere alla moglie e arrivare a convincerla a farsi possedere davvero da un altro…”
Avevo sentito troppo quella sera, ero disgustata, schifata, delusa, triste… cercavo di capire quella sua realtà per me nuova e sconvolgente, eravamo in auto mentre si mise a piovere forte all’improvviso e si sentiva il tamburellare delle gocce sul tettuccio e gli scrosci d’acqua improvvisi sull’auto e il parabrezza.
Ero frastornata, sconvolta ….
“Comunque ora sai ...non preoccuparti! Qualunque scelta farai io l'accetterò e ti amerò sempre Francesca!” Esclamò ... E accarezzandomi i capelli continuò:” Mi dispiace solo di averti delusa, ma credimi meglio così, saperlo prima che dopo.”
Si avvicinò mentre io arrabbiata guardavo in avanti e mi diede un bacio sulla guancia come facevamo di solito quando ci lasciavamo, salutandoci così.
Io fui fredda, scesi dall'auto confusa e attonita, incredula di cosa avevo ascoltato, e senza salutarlo come un automa camminai sotto la pioggia e l’asfalto bagnato, mentre lui ripartiva dietro di me. Mi girai e lo vidi andare via nella sua auto.
Veloce salii in casa, salutai i miei e corsi in camera mia al pc, lo accesi e con i capelli bagnati e le lacrime agli occhi e appena fu connesso con internet digitai cucold e mi comparve la definizione corretta in inglese di Wikipedia con su scritto: “CUCKOLD: Definizioni web.
E lessi la definizione: “Con il termine inglese cuckold si usa indicare la persona che consapevolmente e volontariamente induce il proprio partner consenziente, chiamata talvolta sweet o hotwife, a vivere esperienze sessuali con altre persone. “
Lessi tutto di un fiato con attenzione e mi sentii crollare il mondo addosso avevo gli occhi lucidi e la voglia di piangere e quella sera non cenai nemmeno, adducendo che avevo mal di testa e di stomaco...
Non volevo fare altre ricerche con i miei genitori in casa che potevano venire a curiosare cosa facevo, come spesso faceva mia madre, le avrei approfondite in seguito.
In silenzio riflettei.” Non è possibile!” Per me fu un trauma apprendere quella sua realtà sessuale. Mi dicevo:
“Come può essere così !?... Che significato ha mostrare e far accoppiare la moglie con altri uomini… E poi Sweet …che si traduce dolce dall’inglese! Cosa significa anche questo? “Pensavo a quella parola del ruolo femminile.
Pensai a lui, alla sua condizione, come la viveva, a suo figlio Fabio e sua moglie che lo aveva assecondato.
“Lei era consenziente, accettava...” Mi dicevo:” ... era una Sweet allora, ma come poteva vivere quella condizione? “
Non l’avevo mai conosciuta, ma mi avevano detto che era una bella donna, elegante e gentile, e come poteva andare con altri uomini che non fossero suo marito? E poi avevano un figlio….
E mi tornavano in mente le parole di Maurizio su sua moglie: Disse.
E ci fece vedere la sua cabina. Un buco con una branda! E lì, feci entrare mia moglie dietro lui. Era stretta e piccola quella cabina, ci stava appena la branda, si voltarono a guardarsi ed erano vicini quasi l’uno contro l’altro. Lui mi guardò come se aspettasse il permesso da me, gli feci in un cenno affermativo solo muovendo il capo e allora la strinse e la baciò senza che ne lei, né io dicessimo qualcosa.
Con modi decisi e abbastanza bruschi, ma eccitanti per tutti, quel bagnino le fece mettere un piede sulla branda, le tirò su il vestito leggero, le spostò le mutandine sul sesso di lato, lo tirò fuori dai pantaloni già duro e la chiav…. scusa, la possedette in quel modo.” Dichiarò.
Vidi che Maurizio era inquieto a ricordare e raccontare, probabilmente anche eccitato di farlo, ma io la presi come agitazione.
“Senza protezione lo praticava?” Domandai ancora.
“Si, purtroppo è accaduto tutto all’improvviso e non eravamo preparati, ma molto eccitati. Comunque il bagnino era un ragazzo pulito, sposato con un figlio.”
“L’hanno praticato In piedi?” Domandai ancora curiosa e interessata.
“Si!” Rispose Maurizio
“E tu eri lì?”
“Si vicino loro!”
“E guardavi quel ragazzo che in piedi si chiavava tua moglie?” Chiesi volgarmente incredula di quello che diceva.
Si!” Replicò. “E finito tutto uscimmo, ci salutammo e due giorni dopo partimmo senza più compiere nulla.”
Poi in seguito a casa, dopo il primo momento di disorientamento, soddisfazione, piacere e anche perplessità ci raccontammo più volte quell’episodio e ci confidammo le nostre sensazioni ed emozioni nel compierlo e decidemmo di riprovare ancora in modo più sicuro e tranquillo, non più all’avventura come la prima volta, ma con modalità calcolata da entrambi. E così abbiamo iniziato… rispondendo ad annunci su internet.” Fece una pausa e continuò: “All’inizio conoscemmo anche altre coppie come noi, e con qualcuna avemmo alcune esperienze anche di scambio partner. Però quello che eccitava a me non era di accoppiarmi con un'altra donna, con la moglie di un altro, ma era l’idea e il vedere la mia posseduta da un altro uomo mentre io la osservavo e glielo dissi a mia moglie. Così le proposi di incontrarci a tre io, lei e un partner, ed è quello che successe, ma sempre con me presente e partecipe e provammo una vera e propria esperienza Cuckold, che fu una rivelazione per me e mi fece capire la mia vera natura, chi ero e cosa volevo veramente sessualmente io da mia moglie.”
“E lei??” Chiesi invadente e infastidita da quello che ascoltavo.
“Lei mi amava moltissimo e accettò la mia nuova condizione diventandone partecipe e a volte artefice… non è mai stata forzata in nulla, anzi a volte diceva no e non si faceva niente, era parte attiva nelle decisioni e fu così che conoscemmo il cuckoldismo e tutte le dinamiche annesse, e di questa pratica sessuale ne facemmo la nostra sessualità segreta.
Tutte le esperienze le abbiamo sempre compiute insieme e in libera scelta. “
Ero esterrefatta e scandalizzata da quella confidenza e dalla sua spiegazione che aggiunsi per non mostrarmi digiuna del tutto: “In questi due giorni ho letto molto su internet e so che oltre che immorale e rischioso per la coppia, non si sa mai chi si incontra…” Non terminai la frase che lui entrando nel merito delle mie letture mi spiegò: “Come ti dicevo Francesca, non credere a tutto quello che leggi. Io ti posso dire come lo abbiamo praticato noi, che ci siamo costruiti un sistema sessuale nostro, in un ambiente protetto con regole e limiti da non superare, ma per far questo è necessaria un’apertura massima nella coppia, una complicità profonda e tanta sincerità, come quella che ti ho dimostrato io ora… “Fece una pausa e terminò:” … prima di doverci eventualmente sposare.”
Capii con quelle ultime parole che lui non desisteva dal fatto di sposarmi… mi amava e non voleva perdermi come io non volevo perdere lui, ma dovevamo trovare una soluzione, un punto d’incontro, un compromesso che andava bene a tutti e due.
Nei miei ragionamenti, lui doveva fare non un passo indietro, ma due, tre… e rinunciare a tutto quello che prima praticava con la sua prima moglie, perché con me non l’avrebbe di certo mai fatto e guardandolo parlare scuotevo la testa in modo negativo.
Lui riprese: “So che non è facile da capire e soprattutto d’accettare, ma la coppia che affronta e vive la sessualità in questo modo, deve anche condividerne l’idea e il pensiero farlo diventare comune. Il marito con la propria moglie o compagna devono esserne complici.” Dichiarò.
“Io non ci riuscirò mai Maury!... Mai ad essere così!” Dissi scuotendo il capo:” Non potrò mai essere una moglie così e non voglio diventarla assolutamente, da concedermi carnalmente ad altri uomini sconosciuti davanti a te. Mio futuro marito…”
“Io amore, non ti forzerò mai per soddisfare un mio desiderio…” Affermò Maurizio serio, aggiungendo:” … ma per vivere insieme bisogna arrivare a condividere i principi e i comportamenti anche sessuali oltre che di libertà. E questo deve avvenire con consapevolezza, tranquillità e un costante dialogo tra noi, per una tua scelta e accettazione.”
“Una mia scelta e accettazione? No Maurizio io non diverrò mai una donna del genere, non accetterò mai… Parli di comportamento di libertà?” Dissi ridacchiando sarcastica:” Quale libertà? Di poter fare cornuto il marito consenziente davanti a lui?” E risi ancora.
Lui sorrise serio: “Dacché tu ne derida, il cuckoldismo è anche un rapporto d’amore e libertà…” Esclamò, proseguendo quasi a volermi informare e convincermi su quello che mi comunicava lui: “Sono parecchie le coppie e i coniugi che lo praticano, sono in aumento e iniziano per gioco, svago e per i più svariati motivi e hanno anche uno scopo sociale, di riconciliazione ...” Replicò sorridendo: ” ... ultimamente molti coniugi e soprattutto in molti mariti ciò che li spinge ad intraprendere una relazione cuckolding con la propria moglie, è la scoperta di vivere in una monotonia coniugale. Iniziano ad avere queste tendenze di fantasie e di tradimento consenziente e controllato da loro, eccitarsi nel vedere far sesso la loro consorte con un altro, a volte proprio con un partner differente fisicamente da essi e che è il contrario di tipo di persona che piace a lei; e può essere un amico, un conoscente, uno sconosciuto o altro che sia, provandone piacere prima mentalmente e poi fisicamente.” E sorrise comunicandomelo.
Lo guardai stupita, stava cercando di giustificare quello che era, la sua perversione che aveva praticato tante volte con la sua ex moglie e risposi sarcastica: “Eh sì!... C’è qualcosa di buono allora in questa pratica?! Non si picchia più la moglie che rende cornuto il marito, ma si elogia, si fa diventare … come si dice? .... Una Sweet!? “
A quella mia parola sorrise:” Vedo che ti sei informata bene …” Mormorò.
“Certo!” Risposi alterata, e a proposito ho letto anche che ci si umilia e si sottomette al partner!”
Tirò un sospiro dicendo:” Questi sono discorsi difficili e particolari che non si possono discutere con due battute o due parole. In parte è vero, nel gioco, ma è difficile da spiegare e da capire, sono emozioni e sensazioni individuali che si vivono nel momento. È come un gioco con dei ruoli…” Aggiunse:” ... ogni coppia cuck gioca secondo le proprie regole e il proprio compiacimento. L’umiliazione subita dal cuckold o dalla sweet può essere di volta in volta leggerissima, quasi inesistente, o al contrario particolarmente marcata. Può essere psicologica o carnale o tutte e due le sensazioni insieme.
Il fulcro di tutto, al di là delle innumerevoli varianti è di giocare e di scegliere loro cosa desiderano e fino dove vogliono arrivare. Oltre che sessuale se voluto, c’è anche un rapporto dominazione/sottomissione che rileva la doppia natura umana. L'uomo (inteso come essere umano), che è costretto dalla società a recitare la parte del dominatore della moglie in famiglia, manifesta nel gioco la propria estraneazione del ruolo coniugale per mezzo di questa pratica sessuale, venendo volutamente lui dominato e sottomesso da lei o dal suo partner, e in quel ruolo è libero di esprimere sé stesso senza repressioni culturali e morali, così pure lei. “
Lo guardavo perplessa, delusa, quanti paroloni, frasi filosofiche e di vita per spiegare quello che io consideravo una perversione e non le comprendevo quelle spiegazioni, non le volevo capire. Mi sentivo fuori posto e fuori luogo ad ascoltare quelle assurdità, porcherie e depravazioni, mi sembrava impossibile che fosse Maurizio a parlare ed io ad ascoltare, che fosse la persona che amavo a dirle; provavo disgusto a quel suo tentativo puerile di farmi apparire quella tendenza schifosa, perversa e riprovevole in modo positivo.
“Ma come può una donna ad accettare queste cose?” Esclamai all’improvviso nell’abitacolo dell’auto:” Ma ti rendi conto Maury di quello che dici e hai fatto? …Per una donna è peggio che essere una prostituta, una puttana, almeno loro si fanno pagare, ma in quel modo lì si danno gratis… e sono promiscue!”
“Accettano perché piace anche a loro praticare sesso con partner diversi…” Rispose:” … si sentono soddisfatte, appagate. È comunque accertato che nelle coppie di coniugi che vanno d’accordo, con buona affinità mentale, sociale e coniugale, anche l’aspetto sessuale si assimila, si fonde, diventa comune, uguale o speculare l’uno all’altro. Quasi sempre la moglie acconsente di sua volontà di partecipare al "gioco" richiestole dal marito o compagno, in quanto è fonte di piacere e di novità sul piano dell'intesa sessuale se praticato con uomini che incarnano nel loro immaginario il concetto di virilità e di potenza sessuale che i mariti non riescono o non possono concedere alla propria moglie.” Puntualizzando con espressioni volgari, come a difendere la sessualità descritta: “Sai… io condivido con chi dice < ... che non sempre ti deve diventare duro per chiavare la moglie, ma che si possa fare sesso con lei anche solo guardando o pensando a lei che la chiavano.>”
“Non essere volgare per favore Maurizio… e usa termini appropriati per definire i concetti!” Pronunciai alterata dal suo modo volgare di esprimersi.
“Amare? ...Scopare?... Montare?... Chiavare? .... Far sesso?... Chiamalo come vuoi …” Esclamò agitato:” …ma non è una questione di terminologia o di misure credimi, ma è nella natura del marito cornuto sentirsi a disagio in un ruolo inattivo, lui preferisce quello contemplativo, vedere la moglie chiavata piuttosto che chiavarla lui stesso anche se potesse farlo, le sue erezioni sono finalizzate all’osservazione e non alla funzione di avere un rapporto sessuale.
Il cornuto… come lo chiami tu…” Disse risentito:” … subisce volontariamente la situazione. Guarda, immagina, fantastica e si masturba da solo, in silenzio. Qualche volta davanti alla moglie mentre viene posseduta.”
Quella discussione stava degenerando, iniziavamo a litigare e non lo avevamo mai fatto in oltre due anni che ci frequentavamo.
Ero disgustata, ferita dentro per quello che ascoltavo e soprattutto perché detto da lui che amavo in quel modo e con quel tono di voce arrabbiato.
“Per favore non alzare la voce con me Maurizio! Non ti permettere di beffeggiarmi e rispettami… rispetta le mie idee e modo di pensare! “Gli dissi seria alzando la mia voce più della sua e vedendo che invece di reagire di più si quietava a quel mio comando aggiunsi:” Discutiamo da persone civili quali siamo anche se sono argomenti scabrosi, se no me ne vado subito…” Pronunciai seria.
“Hai ragione scusami! Scusami Francesca!” Esclamò calmandosi e voltandosi verso il finestrino a guardare fuori.
Mi resi conto che per cambiarlo e non litigare dovevo approcciarmi differentemente, che in quel momento era lui il più debole e io la più forte in quella discussione e non volevo inferire su di lui e offenderlo, il mio compito era di cambiarlo, farlo ritornare normale sessualmente e mi calmai anch’io.
“Ma scusa Maury, come fa a piacerti questa forma ...di perversione sessuale? Di concedere tua moglie a un altro…?” Domandai indignata e schifata solo dall’idea.
Lui sempre più amareggiato e affaticato nello spiegarmi, rispose: “Come detto sopra è difficile da spiegare!
Vedere o sapere che la propria consorte o compagna pratica sesso con un altro è come se si riscoprisse sempre sistematicamente nuova e diversa da come era l’ultima volta che si era vista. Come se togliesse quel velo di quotidianità e perbenismo, di socialità, di abitudine che inevitabilmente si posa sulla coppia di coniugi dopo anni di convivenza e si entrasse nel peccato, nella trasgressione e nella lussuria insieme, mano nella mano, come innamorati. “Fece una pausa guardando il buio oltre il parabrezza e proseguì: “Questa forma sessuale, come la consideri tu e tanti altri con disprezzo, in noi cuckold e in me in particolare, nel vedere mia moglie praticare sesso con un altro aumentava l’interesse e l’amore per lei, perché si concedeva per me e la sentivo mia. La vedevo diversa, nuova, donna e femmina desiderata come non era stata mai, sensuale e desiderosa, trasportata nella trasgressione da una energia nuova e sconvolgente che eccitava e stupiva lei stessa per prima e rinvigoriva l’attrazione che provavo nei suoi confronti anche con il passare del tempo. “
Lo guardai sconsolata con sconforto...
“Scusa Maury, ma proprio non riesco a capirti, parliamo due lingue diverse. Io non riesco a comprendere come tua moglie possa essere stata così come descrivi e tu essere con lei come mi proponi e sei tuttora con me!” Gli ribadii.
Ci fu del silenzio, e vista la sua accondiscendenza e incapacità a reagire alle mie parole e ragionamenti, con rabbia sbottai quasi urlando dentro l’abitacolo dell’auto: “Ma!!...L’amoreee!!?... Dov’era l’amore Maury???.... Dove lo avevate messo??? Dov’era l’amore quando lei si faceva chiavare da altri e tu la guardavi e ti masturbavi…???” Chiesi volgarmente con forza e rabbia.
“C’era anche quello!! Molto di più di prima, granitico, ma sotto un'altra forma!” Rispose.
“A sì!? …E quale forma!?” Chiesi curiosa con tono sprezzante e derisorio.
“Se non gridi ti spiego…non voglio nasconderti niente, ma ascolta calma…”
Feci un sospiro rendendomi conto che lo aggredivo, lo commiseravo e deridevo e mi calmai anch’io dicendo:
“Va bene parla, ti ascolto…” Aggiungendo per giustificarmi del mio comportamento litigioso: “… se alzo i toni è solo perché sto parlando dell’uomo che amo, con cui voglio costruire la mia vita con lui, il mio futuro…”
Lui annuì con la testa come a capire la mia reazione e con calma e voce pacata mi spiegò il suo punto di vista cosa intendeva per amore.
“Come ti ho detto è un gioco, una scelta di ruoli, l’amore c’è e resta.
Sono molte le mogli innamorate del proprio marito che lo praticano, al di là del semplice piacere sessuale a concedersi a un altro uomo, la sfera sentimentale se c’è complicità, apertura e comunicazione non viene intaccata. Vi è una intesa sentimentale ferrea nell’accettare il gioco per quello che è, nel vedere la compagna o la moglie compiere atti sessuali e godere con un altro uomo, per poi finire tutto lì, ritornare quelli di prima, alla vita di tutti i giorni. L’amore c’è e resta, non va via, ma anzi si rafforza, diventa più forte della gelosia, della fedeltà, diventa puro, senza paura e timori.”
Quella sua descrizione sulla purezza dell’amore in quel contesto mi nauseava e mi faceva rabbia che lui continuasse a giustificare e a difendere la sua situazione di cuckold, che sbottai con repulsione e ribrezzo per metterlo a tacere.
“Ho letto che spesso i rapporti di questo tipo tra il partner e la moglie non sono protetti e pertanto non è raro se non addirittura voluto che la moglie rimanga incinta dell’altro e se ciò avviene il nascituro viene poi cresciuto dalla madre e dal marito, consapevole di non esserne il padre. “
Restò serio in silenzio, poi mormorò: “Ma che c’entrano queste cose, sono atti estremi... C’è del vero, ma non sconfinare nelle leggende di rete, ci sono differenti tipi di cuckold, come di mogli e se tra loro consenzientemente hanno rapporti liberi e non protetti e qualcuna resta incinta e se lo tiene, è una loro scelta, anche se il marito gli vuole fare da padre.”
Ero allibita da quello che ascoltavo.
“Ma Maurizio?! ... Ti rendi conto di quello che dici? Come puoi accettare questi atti e giustificarli??? È vergognoso!! Ti rendi conto che sono atti anormali!!? Giustifichi una moglie a farsi mettere incinta da un altro che non è il marito e allevare il figlio con il marito stesso … E i rischi... le malattie ... la morale... la coscienza...?” Ripetei d’istinto. “Mi tocco per vedere se è vero quello che ti sento dire...” Affermai.
“No, stai tranquilla… tu stai divagando troppo, le pratiche sessuali del cuckoldismo che compivo io con mia moglie non erano di questo tipo e né pericolose, sia dal punto di vista affettivo, psicologico, sanitario e sessuale. “Mi rassicurò procedendo:” Dal punto di vista sanitario si hanno rapporti protetti e si cercano i partner puliti e con esami ematici negativi. Se capita o per scelta si vuol avere un rapporto sessuale senza protezione, si cercano partner che diano garanzie. D’altronde una malattia te la puoi prendere anche con un bacio, non serve avere un rapporto sessuale, il rischio c’è sempre.
“Con che tipo di protezione praticavi gli incontri con tua moglie?” Domandai curiosa.
“Lei si era organizzata, aveva le sue creme anche spermicide, per un periodo aveva la spirale, se no lo faceva con il preservativo.”
“Lo ha mai fatto senza?”
“Si! ...Qualche volta, ma per sua scelta o meglio per scelta comune.” Mi rispose.
“Quando?” Domandai.
Restò in silenzio… poi mormorò:
“Credo che non capiresti!”
“Di nuovo che non capisco?” Asserii irata con un sorriso:” Tu dimmelo! ...” poi vediamo se non capisco.”
Fece ancora una pausa ed esclamò: “Quando le piaceva sentirsi venire dentro… ma aveva la spirale.”
Ero disgustata, di lui, di sua moglie di quello che facevano, del cuckoldismo e anche di me che lo ascoltavo cercando di riportarlo alla normalità.
“Ma che considerazione hai? Ti sarei fatto una opinione di te stesso? “Gli chiesi all’improvvisamente alterata.
“Sono tranquillo. Mi sento normale. Ho indagato e sperimentato varie situazioni sessuali sempre spinto dalla mia curiosità. L’essere Cuckold è una delle più intense, quella che mi ha regalato le sensazioni cerebrali e di piacere più potenti.”
“Ma ci sarà bene un modo per uscirne fuori da questa situazione, curarti! Si può andare da un medico, uno psicologo…”
“Ci sono già stato anni fa e non è servito a nulla, oramai è nella mia natura, dentro di me essere così, cuckold e non potrò cambiare. Anche tu consideri questa condizione una patologia, come l’essere malato che si può guarire, come una volta si diceva dell’omosessualità… Il cuckoldismo è un po' come quello, però nessuno dice oggi a un gay o a una lesbica sei malata…. Viene accettata per quello che è!” Poi guardandomi continuò:
“Il cuckoldismo è vecchio come la storia dell’uomo, già gli antichi romani offrivano le loro mogli per poterle osservare godere con altri. È si manifesta in ogni parte del mondo anche nell’isoletta sperduta. Non ha razza, etnia né ceto sociale, a chi è predisposto si manifesta…”
“Proprio come una malattia…” Lo interruppi io. Ma lui non colse e continuò.
“Pensa che i latini sud americani e gli spagnoli e portoghesi lo chiamano ancora oggi < il morbocornudo>, perché quando si manifestava in qualcuno anni addietro pensavano che fosse dovuto a un morbo, una malattia, che fosse stato contagiato, proprio come pensi tu e molti altri… e invece è solo una scelta sessuale.”
“Morbocornudo…” Ripetei di quel termine buffo e tragico assieme…” Io non penso che sia una malattia e che tu sia malato, ma che hai delle anomalie sessuali si…”
“Come tutti…” Rispose Maurizio.
“Va bè!... Senti… “Affermai:” ...io ho una grandissima opinione di te, so che sei un uomo capace, buono e ti amo tanto, ma non puoi pretendere che accetti queste cose... ma nello stesso tempo non voglio neanche perderti perché ti amo e quindi voglio aiutarti a prendere in considerazione la possibilità, ritornare alla normalità “
Mi guardò e poi mormorò: “Guarda Francesca, io rispetto le scelte e le morali di tutti e non giudico mai gli altri, ma rifarei quasi tutto quello che ho compiuto con mia moglie, non ne sono pentito. Di quello che sono e ho praticato non ne ho mai parlato con nessuno, solo con te, sei la prima e l’unica a saperlo, e l’ho fatto perché ti amo anch’io, ma preferisco vivermela tranquillamente in clandestinità la mia condizione di cuckold, anche perché mi piace e mi soddisfa, sperando che un giorno sia prassi comune condividere sessualmente la propria moglie con altre persone. I segnali ci sono tutti, dagli anni novanta ad oggi il fenomeno dello scambismo e soprattutto del cuckoldismo e i siti dedicati per annunci sono aumentati in maniera esponenziale, ma soprattutto molti giovani si sono avvicinati per scelta a questa tendenza, a questa forma di sessualità.”
Lo osservavo in silenzio, mentre imbarazzato lui cercava di spiegare, giustificarsi, convincermi.
“So che non è facile parlare di queste cose con tutti perché il giudizio degli altri è implacabile e non prevede la comprensione ma solo la derisione, la chiusura e la condanna e se sarebbe venuto a conoscenza di qualcuno, io sarei stato un cornuto e mia moglie una puttana, ma non è così credimi. Capisco la tua situazione di dubbio e negazione, ma tu devi capire anche la mia .... la mia scelta.”
“Lo so che per te non è facile parlarne Maurizio, ma non è nemmeno per me stare ad ascoltare queste cose dall’uomo che amo. Non è facile per una donna come me…” Ribattei. “E’ tutto così assurdo quello che stai dicendo che non riesco a crederci…come è possibile che esistano queste persone e tu sia così come loro?” Domandai seria.
“Si sono così, cuckold e per questo il tuo giudizio mi intimorisce!” Esclamò.
“Io non ti giudico Maury, ma voglio cercare di capirti! …Aiutarti a cambiare a ritornare quello che eri.” Affermai decisa
Lui parlava procedendo per gradi e fermandosi non appena percepiva in modo manifesto il mio disagio.
“Devi considerarlo sempre un gioco Francesca, una trasgressione di coppia e non una perversione, un gioco fatto insieme per divertirsi. Il timore del giudizio della propria morale si vince convincendosi che non si sta facendo nulla di male, ma che si è fra persone adulte e consenzienti e anche che si amano. Purtroppo so cara Francesca che la morale corrente, quella della gente, la stessa tua morale, non consente ancora di rendere pubblico un comportamento del genere, quindi occorre massima attenzione per salvaguardare la famiglia, i figli, l’occupazione e la posizione sociale e professionale e quant’altro.”
Per un attimo con tenerezza e dispiacere per lui pensai a suo figlio Fabio e a sua madre, mentre lui continuava: “Però con il proprio marito o compagno bisogna essere sempre onesti e aperti nel dire sempre tutto quel che si pensa e nel modo più sincero, anche se la verità a volte fa male come nel nostro caso! Il giudizio altrui non deve condizionare la nostra vita e le proprie scelte.”
Restai in silenzio, mi tremavano le mani e avevo le lacrime agli occhi, per quello che diceva, ma soprattutto per il coraggio della sua onestà di dirmi la verità, perché significava che anche lui mi amava davvero, ma purtroppo non aveva l’intenzione, le capacità, la forza, di rinunciare a quello che era.
Quella sera dopo quella lunga chiacchierata di oltre un’ora e mezza, mi accompagnò a casa e ci salutammo con un bacio, lasciando in sospeso quella nostra discussione.
Ma prima di scendere dall’auto gli dissi chiaro e tondo: ” Comunque devi fare una scelta Maurizio! Scegli … o me o il cuckoldismo, se non rinneghi il tuo cuckoldismo perderai anche me per sempre.” Lo pronunciai in modo solenne, serio, per scuoterlo che mi dispiace dirlo.
Lui sorrise, mi accarezzò il viso e non disse nulla:” Sai già la risposta…” Mormorò.
Quella sera e il giorno seguente pensai a lungo a quello che era diventato il nostro terribile segreto.
A casa tutta la sera riflettei, mi mancava, lo amavo e non volevo perderlo anche se gli avevo dato un ultimatum e scelto quelle parole drastiche per dirglielo. Gli mandavo messaggi e faccine a cui lui rispondeva.
Passarono giorni e poi settimane, discutevamo e ognuno restava sulle sue posizioni. L’ultimo incontro ci fu un litigio, lo aggredii… ma sapevo che per lui sarebbe stato difficile rinunciare al suo modo d’essere, al suo mondo sessuale, come per me al mio e non volevo perderlo… e riflettevo, piangevo, cercavo e pensavo ad un punto d’incontro, finché arrivai a dirmi:” Ognuno dei due dovrà rinunciare a qualcosa se vogliamo unire gli intenti… al massimo gli concederò solo di mostrarmi… e null’altro, ma lui dovrà rinunciare a farmi praticare sesso e atti di libidine con un altro..”
Mi sembrava un buon compromesso, ma avevo il cuore pieno di tristezza e gli occhi lucidi quando lo pensai e decisi di andargli incontro. Non avrei dovuto farlo….
Ero arrivata a quel punto in solo tre settimane dalla sua confidenza, di considerare la situazione in modo alternativo ai miei principi. Avevo provato a ricattarlo sentimentalmente per avermi ancora sua, anche di lasciarlo, ma non sortivo alcun risultato e allora pensai di cedere a un compromesso, quello di mostrarmi soltanto e basta… Solo mostrarmi ma con le dovute precauzione, senza sesso e atti di libidine su di me assolutamente o se no niente, avrei rinunciato a lui piuttosto di concedermi a un altro uomo; ma non ero convinta di quello che pensavo, era solo una possibilità fra le tante.
Visto che lui oltre che a inviarmi messaggi non si faceva avanti dopo la nostra ultima discussione, dopo alcuni giorni mi feci avanti io, lo chiamai io, dicendogli che volevo incontrarlo, vederlo e lui accettò subito.
Il pomeriggio successivo quando ci vedemmo mi abbracciò e baciò con passione, poi passeggiammo e ci sedemmo in un dehors in disparte. Ordinammo da bere e quando fummo soli, seria, gli ripetei: “Ho letto molto su questo cuckoldismo anche in questi giorni, e ci ho pensato sopra e ti dico subito che non potrò mai accettare quello che hai detto e proponi!”
E lo informai su quello che avevo pensato io…
“Io perché ti amo tanto ti voglio venire incontro, non capisco e ne condivido il tuo desiderio, ma ci hi riflettuto molto in questi giorni e ho deciso che posso accettare solo di essere mostrata e nemmeno nuda e null’altro ed è solo per amore per te che lo faccio e non per provare piacere o giocare. Niente rapporti sessuali e atti di libidine sia chiaro!” Precisai subito: “Accetti?”
Lui sorrise rispondendo con sincerità: “Non mi limiterei amore…sarei tentato di andare oltre …l ’istinto e l’eccitazione avrebbero il sopravvento e sarebbero più forte di me."
Scossi la testa mi dispiaceva dirglielo, avevo le lacrime agli occhi quando glielo comunicai, ma con la rabbia e la forza dentro di me dissi:” Allora niente…” Quelle parole significavano che piuttosto che fare quelle depravazioni come le vedevo io allora, rinunciavo a lui. Volevo forzarlo, era i come dargli realmente e nuovamente un ultimatum, dirgli scegli o me, o il cuckoldismo.
E Maurizio con la sua solita dolcezza disarmante rispose: “Non preoccuparti! Dispiace anche a me se mi lasci, ma lo immaginavo, ma non importa, non succederà nulla stai tranquilla…”
“Ma tu mi amerai sempre?” Domandai piangendo.
“Si! Ti amerò sempre, ma non potrò farlo sessualmente come vorrò io… contemplandoti.”
“Perché?” Gli chiesi:” Perché sei così! Perchè non possiamo vivere insieme e fare l’amore io e te ...se fino adesso lo abbiamo fatto! … Abbiamo fatto sesso normalmente!”
“E' nella mia natura Francesca, non puoi capire, a vivere insieme così come marito e moglie senza accettarmi e tu accettarti moglie di un cuckold, soffrirei io e soffriresti tu, ti proporrei in continuazione di fare sesso con un altro e tu cosa risponderesti? Di no!... Entreremo in crisi, ci faremo i musi, ci sarebbero le indifferenze i litigi e tu o lo subiresti con rancore e odio verso me o mi lasceresti e io non voglio arrivare a questo. Sono fatto così, sono sincero, onesto, ti amo tantissimo che ti sposerei domani stesso, ma non pretendo assolutamente di convincerti deve essere una tua scelta …”
“Ma perché? Che gusto ci troveresti a guardare mentre un altro farebbe sesso con me?”
“Te l’ho già spiegato, è qualcosa di mentale amore, si vede che hai letto poco e male o troppo in fretta...e non hai appreso gli aspetti salienti, veri del cuckoldismo... quelli psicologici.” Disse.
“Ma io ti voglio bene...” Pronunciai con le lacrime agli occhi:” …se non è come ho letto, parlamene tu allora!”
“Davvero vuoi sapere cosa ti farei fare io? “Domandò.
Per un momento restai in silenzio impaurita e senza fiato, poi d'impeto dissi: “Si! Voglio saperlo.”
Era la prima volta che avrei ascoltavo quei discorsi su cosa avremmo compiuto insieme se l’avremmo fatto, non erano più discorsi in terza persona, ma in prima, dove la protagonista sarei stata io e mi sentivo disagiata e turbata.
“Se tu accetterai di vivere con me, o di diventerai mia moglie, diverrai anche la mia Sweet, noi vivremo la nostra vita normalmente, da marito e moglie, sia sociale, che professionale, che affettiva e sentimentale, ma quella sessuale sarà diversa…. Una volta il mese o ogni quindici giorni o anche periodi più lunghi avremo un incontro con qualcuno con atti di libidine e sessuali su di te, con persone diverse, in luoghi diversi, in modi diversi, tutto dettato dalla mia e tua fantasia.
E non credere di esserne tanto schifata, perché poi piacerà anche a te farlo e aspetterai quel giorno per essere posseduta da uno sconosciuto come altre signore…. È una scelta, un modo di essere e di vivere la propria sessualità, non saremo i primi, nemmeno gli unici e neanche gli ultimi.
Ecco come sarà la nostra vita sessuale se ci sposeremo. Oppure...”
“Oppure?” Ripetei io attenta.
“Oppure possiamo restare a vivere così, incontrandoci giornalmente o anche convivendo insieme e poi vedere come tutto evolverà… ma senza impegno.”
Restai in silenzio con gli occhi lucidi.
“Ma io Maurizio non sarò mai capace di concedermi a un altro uomo davanti a te!”
“Si che lo sarai se accetterai! Vedrai! ...” Rispose sicuro e deciso ...” Non sarai mai sola, io sarò sempre presente con te ed è come se tu lo facessi con me amore!”
“Ma perché sei così?!” Ribadii mentre una lacrima mi scendeva sul viso e lui l'asciugava con le labbra baciandola.
Percepivo che con le sue parole cercava di convincermi.
Non so se approfittò di quell’attimo di debolezza e smarrimento che avevo, in seguito il dubbio lo avuto più volte, ricordo che mormorò calmo e all’improvviso: “Se vuoi possiamo provare!”
“Come possiamo provare?” Domandai allibita.
E con il cuore infranto e le lacrime agli occhi lo guardai sbalordita.
“Guarda possiamo fare così! “Pronunciò sicuro di sé: “Se vuoi, proviamo una volta e vediamo come reagisci e che effetto ti fa la realtà!”
Ero perplessa, offesa e indignata di quella sua proposta.
“No! Sai che non compio queste cose!” Risposi con un filo di voce rotta dall’aver pianto, ma lui abbracciandomi insistette.
“Proviamo amore, almeno vedrai la realtà.” Poi come per rassicurarmi aggiunse:” Non voglio certo che tu abbia un rapporto sessuale con un altro…” Precisò.
Ero sconvolta dentro, ma curiosa e gli domandai: “Come?... In che modo provare allora!”
Credo che Maurizio in quel momento percepisse la mia fragilità dovuta al mio amore per lui e forse in quel momento la sfruttò.
“Facciamo così! ...” Disse:” … Con l’dea che hai avuto anche tu di mostrarti soltanto e la mia di esibirti, una sera facciamo un giro in macchina e ci appartiamo in qualche luogo che conosco io e vediamo!”
“Vediamo cosa? “Domandai.
“Vediamo come ti comporti e reagisci a essere lì…”
“Ma io non riuscirò a guardare un altro in viso mentre…!”
Mi interruppe:” Non lo guarderai!”
Ero incuriosita e agitata per il fatto che potessi accettare quella possibilità, e tremante quasi balbettando chiesi:
“Come non lo guarderò, che faremo allora…?”
“Ora basta Francy! Calmati! … Non ti dico più nulla, ti dovrai fidare di me, io sarò con te, vicino a te e ti terrò per mano… ma tutto il resto lo saprai se accetterai. “
Restai in silenzio, poi borbottai.
“Ma tutto questo non possiamo farlo dopo ...”
“No! Dobbiamo farlo prima del matrimonio e vedere come reagirai, farti un’idea e darti un giudizio tuo e se lo accetterai, ci sposeremo e inizieremo la nostra nuova vita!”
E come se si eccitasse a dirmi quelle parole continuò: “Se accetterai, che lo farai, arriverai a un punto che non guarderai più la persona se è bella o brutta, di buon ceto sociale o no... basso o grasso, ma solo se ti ecciterà e farà godere, quello sarà il tuo termometro, la tua unità di misura, il piacere. Proviamo! Ti farò vedere com’è l’ambiente e indipendentemente da tutto valuterai tu!” Mi disse sorridendomi dolce.
“Ma Maurizio è contro la mia morale, la mia cultura, l’educazione quello che hai prospettato e non potrò mai accettare…”
“Va bene pensaci e poi mi farai sapere! Tu mi hai fatto la proposta soltanto di mostrarti… io ti ho fatto una contro proposta di provare, di farti un giudizio indipendente e tuo. Quando ti deciderai che vorrai vedere com’è questo ambiente che hai letto su internet e che io ti ho spiegato, me lo dirai. Mi manderai un messaggio con lo smartphone.”
Tra lo sdegno e la curiosità, mi riservai di pensarci e decidere.
Passammo la serata in un piano bar, quasi in silenzio, meno male che c’era la musica anche se mi rattristava maggiormente, ero con lui ma ero assente…. Pensavo a quello che mi aveva detto. Sul tardi mi accompagnò a casa e tra baci e bacini ci salutammo.
Quella notte e il giorno dopo ci riflettei a lungo. Il fatto di sperimentare come fosse nella realtà quel mondo mi spaventava, l’immaginazione di provare, la curiosità di veder come fosse concretamente e il timore di sentirmi dissoluta, sullo stesso livello di una puttana mi agitava e disgustava, ma anche mi turbava.
Non sapevo se quelle emozioni che attraversavano la mia mente, il mio corpo e il mio cuore fossero sintomi di qualcosa che sarebbe accaduto, me ne vergognavo, ma dopo lunga riflessione, tormento interiore e angoscia decisi e mi dissi: “La settimana prossima verificherò e li sarà la prova della verità, avremo il verdetto!” Ed ero ansiosa e spaventata di quella mia scelta di provare, di vedere fin dove sarei arrivata e valutare. In fin dei conti il farmi mostrare lo avevo già deciso nei miei pensieri e proposto io, anche se ne avevo paura, ma oltre non sarei andata:” Se vorrà qualcosa di più mi fermerò e mi farò riportare subito a casa…” Considerai.
Gli comunica tramite un messaggio che avevo accettato di provare a vedere come era quello che mi avrebbe mostrato lui, ma senza fotografie e riprese sullo smartphone, in questo fui categorica e lui accetto.
Quando ci vedemmo la sera, dopo avergli dato un bacio mi disse sorridendo:” Sono felice che vuoi provare e vedere con i tuoi occhi e provare con le tue emozioni…”
Ma raffreddai subito il suo entusiasmo: Ho deciso di vedere di persona quello che dici e che facevi con tua moglie, ma non farò niente, sarò solo una osservatrice.” Affermai.
“Bene!” Rispose:” Hai compiuto un gesto grandioso e amorevole allo stesso tempo. Io non lo mostro, ma sono agitato ed eccitato quanto te, vivo emozioni contrastanti, perché anche tu non sei solo agitata, ma anche eccitata di vedere e provare.”
Quell’affermazione mi allarmò perché aveva un fondo di verità e risposi fredda:” Questo lo dici tu che sono eccitata, ma non è vero, sono soltanto curiosa. Ho deciso di vedere un po' come è questo tuo mondo al di là di quello che ho letto e mi hai detto tu!” Esclamai, e purtroppo quello fu il mio più grande errore.
Passò una settimana dove ci incontrammo normalmente dopo il lavoro per un’apericena o andare in qualche cinema o a ballare chiacchierando di altre cose e mai di quello che avevamo concordato, non lo sentivamo e sembrava che non esistesse il problema, ma una sera improvvisamente si fece avanti: “Se vuoi stasera ti porto a vedere un aspetto di quello che può essere una forma di un rapporto cuckold, ma soft, molto soft!” Mi disse.
Lo guardai dispiaciuta e con delusione: “Che aspetto? “Domandai.
“Stasera vedrai!” Rispose senza dirmi nulla.
Se devo dire la verità ero emozionata e preoccupata per quello che si accingeva a farmi vedere quella sera e anche turbata da non sapere nulla. Quando uscimmo dal locale dopo aver bevuto qualcosa le domandai:” Non mi puoi dire qualcosa? Dove andiamo, cosa vedrò?”
“No, sarà più esaltante così, salimmo in auto, e si avviò verso la periferia e il buio.
Lui guidava tra il sottofondo musicale dello stereo dell’auto, non parlavamo ma guardavamo tutte e due avanti, io ero agitata e inquieta nell’attesa di arrivare e osservare. A un certo punto prese una stradina sterrata e si fermo in uno spiazzo a lato, una radura di periferia dove c’era anche del verde, spense il motore e restammo fermi.
Lui non parlava e io nemmeno e guardavamo attorno nel buio.
Era un’attesa snervante, fatta di paura ed eccitazione lo ammetto, aveva un suo fascino trasgressivo e peccaminoso quello che facevamo ed essere lì.
A un certo punto, osservandomi intorno, non so come me ne accorsi, vidi una sagoma umana dalla mia parte dell’auto e subito spaventata prendendo il suo braccio esclamai: “C’è qualcuno Maurizio! C'è un uomo!”
Lui con calma calcolata spense lo stereo di sottofondo dicendomi:” Stai tranquilla… Non avere paura. Ci sono io con te!”
Poco dopo lo vidi bene e un altro dietro a lui.
“Sono due Maurizio!” Dissi agitata.” Ho paura accendi il motore andiamo via!”
“Stai calma e tranquilla Francy che non ti fanno nulla, guardano soltanto!”
“Guardano! A chi?” Domandai.
“A te amore!” Mi rispose con il sorriso osservando anche lui fuori dall’auto.
“A me ??” Chiesi stupita.
“Si! Non vedi che aspettano!” Aggiunse vedendoli lentamente avvicinare ai vetri del finestrino e senza dire null’altro esclamò: “Su! Tira su la gonna!” Mi esortò:” Fatti ammirare un po' le cosce, sono qui per questo, per guardarti!”
Ero sbalordita e disgustata da quello che mi chiedeva, incredula….
“No! Non voglio!! Non faccio queste cose e ho paura. Andiamo via!” Dissi.
“Ti ho detto che non devi avere paura, loro non ti faranno nulla, guarderanno soltanto e ci sono io qui con te! Non sei sola!” Mi rispose.
Ma io restai ferma, anzi, strinsi le gambe e tirai giù la gonna alle ginocchia tenendo su essa le mani.
Lui mi guardò a lungo silenziosamente negli occhi poi vedendo la mia risolutezza e negatività a fare quello che mi aveva richiesto, esclamò: “ Va bene ho capito! Andiamo via, torniamo a casa!”
“Mi dispiace!” Mormorai agitata:” Ma non ci riesco, non ne sono capace!”
“Non ti preoccupare! Non devi fare nulla che non ti senti di fare stai tranquilla!” Affermò.
“Sei arrabbiato!” Chiesi.
Mi guardò in silenzio e fece un mezzo sorriso. Fu uno sguardo che riconobbi pieno d'amore e desiderio, ma anche di delusione e amarezza per il mio rifiuto. In pochi secondi riflettei, capii che non mi riteneva all'altezza di essere il tipo di donna per vivere al suo fianco. Lo guardai e lo vidi di profilo, con il volto chiaro, stagliato nel buio dell’abitacolo, bello … dolce, che si accingeva ad accendere il motore.
Stava per dare l’accensione quando esclamai: “No aspetta!!”
E posai la mano sulla sua. Lui si voltò e mi guardò. Non so cosa mi prese....
“Se è solo vedere le cosce…e non fanno nulla va bene. “Mormorai e intanto tirai su lentamente la gonna mostrando le cosce, mentre Maurizio mi osservava in silenzio e quegli uomini avvicinarono i loro volti al vetro fuori dal finestrino per osservare meglio.
Lui posò la mano sulla gonna e lentamente la tirò più su fino alle mutandine, scoprendole e mostrandole a loro congiuntamente alle cosce e intanto mi osservava in silenzio.
Restai ferma, con la gonna tra le sue dita quasi sull'addome e lo slip traforato bianco che sembrava splendere in quel chiaro-scuro dell’interno dell’auto.
Non so nemmeno io perché ma mi lasciai guardare da quegli uomini e provai un certo turbamento a quella situazione, ai loro visi libidinosi con gli occhi grandi contro il vetro che mi scrutavano le gambe e le mutandine, affianco all'uomo che amavo vicino a me che mi mostrava a loro.
Ci fu ancora silenzio.
“Va bene così!” Mormorai con voce tremante, aspettando il momento di ritirare subito giù la gonna.
Lui scosse la testa: “No!!...Non ancora!” Sussurrò.
Avvertii la sua mano appoggiarsi sopra lo slip e premere e accarezzarmi il sesso … mentre loro guardavano. “No, questo no Maury!” Esclamai. Mi vergognavo di comportarmi in quel modo, ma sentite la mano di Maurizio che me l’accarezzava mi eccitava e piaceva e chiusi gli occhi per riaprirli e vedere ancora quegli uomini lì a osservarmi.
Guardai Maurizio che mi osservava mormorando:” Allarga le gambe amore…” E all’insistenza della sua mano assurdamente non opposi resistenza, in silenzio lasciai che me le divaricasse leggermente e capii cosa volesse e con il cuore che mi batteva fortissimo sentii le sue dita spostarmi lo slip dall’inguine, mostrare a quei due uomini il mio sesso e accarezzarmi sopra i peli. Subito avvertii una forma di calore intenso nella vagina e dentro la pelvi, e scoprii che mi piaceva essere toccata davanti a quegli uomini che guardavano e vergognosamente mi resi conto che ero bagnata e lui se ne accorse.
Lo sentii spostare le dita dal sesso e portarle su dalla gonna e sotto di essa cercare il margine superiore delle mutandine. “No Maurizio…questo no…”
“Ma ti guardano soltanto… su amore che tra poco è tutto finito…” Sussurrò prendendo l’elastico in mano esortandomi ad alzare il sedere mormorando: “Su alza un poco il culo!!“
“No questo non voglio Maury!” Borbottai vergognosa:” Non le voglio tirare giù!”
Ma Maurizio eccitato, senza darmi retta ripeté ancora:” Su alza il sedere amore!!” E a quella seconda richiesta come un automa irrazionalmente lo feci, e alzando il sedere da una parte e poi dall'altra, gli permisi di tirare giù estendendole e portarle a mezza coscia la mutandina, scoprendomi e mostrando il mio sesso nudo e peloso a quegli uomini sconosciuti.
“Dio miooo!!” Esclamai dentro di me con il cuore in gola che mi batteva fortissimo dalla adrenalina, confusione e anche dall’eccitazione:” Che vergogna!!”
Ma provavo una sensazione di piacere a che quei due me la guardassero mentre veniva premuta e accarezzata da Maurizio.
Provai timore, ma anche una sorta di vergogna e piacere a essere lì.
Cercavo d’impulso di tenere le gambe strette, ma lui mettendo la sua mano tra esse me le divaricò dicendo:” Lasciagliela guardare… è così bella…” accarezzandomi le cosce internamente … oltre che la figa ormai bagnata. Mi ero eccitata ...lo ero purtroppo ….
Cercavo di non osservare quegli uomini negli occhi che si evidenziavano bianchi nel buio contro il vetro del finestrino. All'improvviso Maurizio accese la luce dell'abitacolo, non più al buio internamente, ma mi mostrava alla luce seppur fioca interna. In quel modo non riuscivo più a vederli bene dal chiarore interno al buio esterno, ma sapevo che c'erano, vedevo la sagoma delle loro teste muoversi contro il vetro del finestrino e uno spostarsi davanti e vicino al parabrezza.
La sua mano iniziò ad accarezzarmi le cosce, a muoversi al loro interno. Cercai di fermarla con un gesto delle mie sul suo avambraccio e con un no deciso, ma non ci riuscii.
“No! Non così Maurizio!” Mormorai:” Mi vergogno…”
“Sssssshhh!!!... Ferma, rilassati, lasciati andare!” Sussurrò lui e d’istinto sospirando mi rilassai e abbandonai alle sue dita.
Accarezzandomi le cosce spinse lo slip ancora più giù, alle ginocchia e oltre e le divaricò.
Inutile mentire. Mi trovai eccitata non volendolo e mi piaceva quel che praticava e irrazionalmente anche quei due che mi guardassero. Lui fece salire su la mano e la portò nuovamente sul mio sessò, sulla fessura tra le grandi labbra vaginali ormai gonfie ed eccitata e sui peli e per la delizia di quegli uomini giocò con essi, mentre i loro sguardi avidi si posavano sulle sue dita e sui miei peli manipolati.
Mi sentivo agitata, sussultante, sporca e vogliosa, lo lasciavo fare pur non volendo, assurdamente desideravo le sue dita sul sesso ben sapendo che gli sguardi di quegli uomini fuori dall’auto ci osservavano.
Tra la vergogna avvertivo la falange del suo medio scorrere sulla mia fessura ormai umida delle secrezioni vaginali e divaricarne la peluria. Lo guardai respirando forte e profondamente e lui mi guardò in silenzio, i nostri sguardi si incrociarono e si fissarono tra loro e mormorò: “Come sei bella quando godi amore…”
Eravamo entrambi pieni di piacere, io ad avvertire le sue dita sulla vulva davanti a quegli sconosciuti che me la guardavano masturbare e il suo, quello di Maurizio, nel compierlo, mostrando il mio sesso manipolato a loro; e intanto i respiri diventarono brevi e affannosi.
All'improvviso nell’eccitazione, come un fiore la fessura vulvare si schiuse e lui trovò la strada e lo sentii penetrarmi, prima con la falange e poi tutto il dito, il medio interamente dentro …
“Aaaaahhhhh!!” Esclamai per reazione eccitata, socchiudendo la bocca e chiudendo gli occhi lasciandomi andare completamente contro lo schienale del sedile, mentre lui iniziò a muoverlo su e giù, avanti e indietro dentro la vagina, trasformando la mia eccitazione in piacere e quello in godimento.
Mi stava masturbando, stava praticando un ditalino alla sua fidanzata davanti e per quegli uomini che guardavano e dentro di me mi piaceva, lentamente divaricavo le a gambe e aprivo e chiudevo gli occhi accelerando il respiro che diventava rapido, breve e intenso godendo e guardando loro mentre il suo dito scorreva veloce umido dentro di me come se fosse un rapporto sessuale… Mi sembrava di essere posseduta oltre che dal dito di Maury, anche dai loro occhi… da loro.
Ad un tratto sentii prendermi la mano e portarla sopra il suo sesso duro, lui tirarlo fuori e farmelo prendere nella mia a voler essere masturbato anche lui. Lo strinsi forte tra le dita e lo mossi su e giù...iniziando a masturbarlo.
All'improvviso sentii un ronzio e voltandomi verso destra vidi il finestrino venire giù elettricamente, di poco, una decina di centimetri, forse poco più, ma quel tanto da permettere a uno di loro di infilare la mano e poi l’avambraccio e il braccio e arrivare fino a me, al mio seno per cercare di prenderlo.
Mi retrassi spaventata ed eccitata in quel miscuglio di reazioni verso Maurizio per fuggirgli, ma lui mi fermò: “Stai tranquilla!! Non ti farà del male, è solo un guardone.” Esclamò, dando nel frattempo la possibilità a quell’uomo di arrivare sulla mia mammella destra, accarezzarla e premerla con le dita lentamente, infilando la mano dentro al reggiseno e ritirarla fuori, in modo da poterla manipolare bene con la sua grossa mano.
A sentire le sue dita e la sua pelle dura e volgare sulla mia, sulla mia pelle morbida e delicata provai subito ribrezzo, una sorta di schifo… che in un attimo si trasformò in brivido e mi corse dal cervello tramite la colonna vertebrale al seno e alla vagina… Capii in seguito che era una scarica di adrenalina che trasformava lo schifo e il ribrezzo in piacere e attrazione e il brivido in calma e godimento. Era terribile pur rifiutandola e condannandola provavo piacere da quella perversione.
Avevo i capezzoli turgidi dalla tensione ed eccitazione e ormai mi lasciavo trascinare da Maurizio e dalla mano di quell’uomo nel seno, in quella situazione perversa per me.
Fu un’esplosione di sensazioni, era la prima volta che uno sconosciuto mi accarezzava e comprimeva la mammella.
“Tutto a posto stai tranquilla!” Mormorò Maurizio rassicurandomi di quell’atto libidinoso, vedendo la mano di quell’uomo sulla mia mammella a sfiorarla e accarezzarla con le dita e il mio viso con lo sguardo allarmato osservarla.
“Lascialo fare Francy, ti accarezza soltanto un po'! Non farà nient’altro.” Mi sussurrò Maurizio che intanto continuava piacevolmente a masturbarmi, facendomi un ditalino fino a farmi godere a gambe ormai divaricate, mentre la mano di quell'uomo, rapida e viscida, infilandosi nel decolté, tirò fuori anche l’altra mammella dall'abito e dal reggiseno, lasciandola cadere come l’altra sul vestito, mettendole in vista.
Le accarezzava a fatica con le dita, perché il braccio non entrava tutto dalla poca apertura del finestrino, ma Maurizio senza dirmi nulla lo abbassò ancora un poco e quel tipo riuscì a prenderla in mano completamente palpandola e soppesandola nel palmo. A quella azione, a sentire la mia mammella destra palpeggiata da quell’uomo ebbi un sussulto piacevole e contemporaneamente avvertii la vagina contrarsi… Intanto anche il suo compagno, infilò il braccio fino ad arrivare a prendere il capezzolo turgido fra le sue grosse dita e rotearmelo dolcemente, dandomi scosse elettriche di piacere per il corpo.
Al mio timore e irrigidimento nel vedere il braccio di quell’altro guardone dentro l’abitacolo dell’auto e a sentire la sua grossa mano ruvida toccarmi il seno, Maurizio sussurrò.
“Lascialo fare… non ti farà del male, te le accarezzerà soltanto.” E come a tranquillizzarmi proseguì:” A loro piace guardare e toccare e accarezzare e non fare altro se non vuoi… e nel loro interesse non infastidirti, se no ce ne andiamo e per loro finisce tutto il godimento.”
Era piacevole il ditalino di Maurizio mentre lui aveva preso a masturbarsi da solo e i guardoni con le mani sul mio seno, godevo, iniziai ad ansimare e muovere il capo vergognosamente e senza accorgermene lo portai verso il finestrino, aprii gli occhi e fu terribile, sconvolgente ed eccitante. Vidi la mano di quell'uomo che mi titillava sapientemente il capezzolo, che con l’altra tenendo il suo fallo in mano si masturbava, e mentre lo faceva guardava me e Maurizio sditalinarmi in vagina, dove anche lui si autocompiaceva masturbandosi da solo…. Oltre al piacere provai ribrezzo, vergogna, ma poi ancora piacere, era tutto un miscuglio di sensazioni ed emozioni, negative e positive insieme.
Avevo la mammella nella mano viscida di uno sconosciuto maturo, un guardone schifoso che me la stringeva e accarezzava e inconcepibilmente mi piaceva che lo facesse e lo lasciavo fare….
Ansimante mi affossai di più in giù nel sedile, allargando ancora maggiormente le cosce iniziando a godere vistosamente, sentendo il lungo dito medio di Maurizio spingere dentro me, su, fino in alto, profondamente, ad arrivare a sentire le altre sue dita chiuse come in un pugno con il dito medio fuori spingere con forza contro le grandi labbra della vulva e il medio all’interno della vagina.
Era un piacere sessuale diverso da quello che avevo conosciuto e provato fino allora, era un piacere mentale soprattutto oltre che fisico.
All'improvviso di colpo, comandato elettricamente da Maurizio, il vetro scese ancora fino a metà finestrino, dando la possibilità al braccio dell’uomo di muoversi meglio all’interno e all'altro di infilarlo anche lui e prendermi bene l'altra mammella. In un attimo ebbi il seno tra le loro mani, con loro adesi all’apertura del finestrino della portiera che si masturbavano mentre giocavano con le mie mammelle che erano in balia di quei due sconosciuti.
Non avevo la forza di reagire … ero piacevolmente passiva....
Sentii Maurizio prendermi la mano, abbassarla e portarla sul mio sesso: “Continua un po' tu adesso!” Mi sussurro, spingendo delicatamente per via dell’unghia lunga il mio dito medio contro la vulva fino a farlo scivolare dentro e ad auto penetrarmi in vagina. Tolse il suo ed accompagnò dentro il mio… e mi trovai nella situazione assurda di masturbarmi da sola, seduta in auto, con quei due uomini fuori che accarezzavano, palpavano, sfioravano il mio seno e i miei capezzoli turgidi, ritti e sporgenti come non mai e Maurizio che mi guardava masturbandosi.
Era tutto così umiliante, sporco, depravante, osceno e perverso, ma anche assurdamente molto eccitante e piacevole.
Il mio respiro continuò rapido.
Non so quanto tempo mi masturbai da sola, un minuto ...di più ...non lo so. So solo che all'improvviso Maurizio si avvicinò, mi tolse la mano e mi penetrò ancora con il suo dito mentre ansimavo dal piacere e baciandomi nel collo, facendomi voltare con il capo verso il finestrino, mi spinse ad osservare oltre il vetro quegli uomini e le loro aste erette che tenevano in mano toccandosele; e li vidi masturbarsi ancora al di là del finestrino con i loro falli duri e lunghi in mano e volti congestionati e viscidi.
E mentre io riponevo la mano sul sesso eretto di Maurizio tornando a masturbarlo piano come all’inizio, lui tirandomi un poco a sé, mi baciò in bocca, con la lingua dentro, muovendo più veloce il dito in vagina, fino a portarmi all'orgasmo, mentre le mani di quei due uomini continuavano ad accarezzarmi il seno, i capezzoli, le spalle e il collo.
Fu terribile, ebbi un orgasmo violento da scuotermi tutta….
“Sssssssssssiiiiiiiiiiiii!!!” Sussurrai istintivamente sudata stringendolo a me e baciandolo mentre venivo presa da spasmi vaginali splendidi e meravigliosi, godendo congiuntamente a lui, sentendolo eiaculare e avvertendo il suo sperma caldo cadermi sulla mano mentre quegli uomini ancora mi accarezzavano le mammelle.
Mi cacciai con la testa indietro sul sedile ancora godente, respirando affannosamente, e gioendo lasciai con la mano la sua asta tra le mie dita sporche di sperma, mentre lui tirava fuori il suo dito medio bagnato dai miei umori dalla vagina eccitata, umida e palpitante. Mi baciò ancora in bocca e alzando elettricamente il finestrino della portiera, fece capire a quegli uomini di togliere le mani che il gioco era finito. Loro premettero un’ultima volta le mie mammelle e tolsero le braccia e lo chiuse completamente e io restai con il capo adagiato al poggiatesta, spossata, soddisfatta ed estasiata.
Spense la luce dell’abitacolo, e vidi le sagome di quei due uomini allontanarsi, fino a sparire nella vegetazione da dove erano venuti.
Maurizio dopo esserselo pulito con dei fazzolettini di carta lo rimise dentro lo slip e i pantaloni, lo stesso feci io fremente e tremando, me l’asciugai e passai delle salviette umide sulle mammelle dove i due guardoni avevano appoggiato le mani. Accese il motore e partì con me che avevo ancora le mutandine ai polpacci… non ebbi nemmeno la forza di tirarle su, abbassai solo il vestito davanti per coprirmi il sesso e dopo un paio di km, si fermò di lato sulla strada. Mi prese, mi tirò a sé e baciò a lungo in bocca ricambiato ancora eccitata da me, per poi scendere fare il giro dell’auto, venire dalla mia parte, aprire la portiera dov’ero seduta, con me che lo osservavo curiosa e stupita di cosa stesse facendo, e facendomi ruotare le gambe esternamente le allargò tirando su la gonna, abbassando la testa tra loro e iniziò a baciarmi la vulva.
Ero sorpresa:” No…questo no Maurizio…” Ma lui continuò. Me la baciava e leccava…
Seppi poi in seguito quando lo ripeté in altri contesti che era un tipico atteggiamento del cuckold, baciare e leccare il sesso della moglie dopo il rapporto sessuale con un altro… un segno di sottomissione a me e al partner che mi aveva posseduta.
“Ti amo!” Esclamò quando si tirò su dal mio sesso.
Lo guardai, non sapevo che sentimento provare … se di contentezza o vergogna, trovavo quel gesto umiliante per lui e per me, ma quello che avevo compiuto poco prima era ignobile, in un attimo avevo stracciato i miei principi, la mia educazione, la mia morale, la mia cultura, l'insegnamento del comportamento intimo e sessuale che mi aveva insegnato mia madre ... Pensavo a loro, ai miei genitori, a mia sorella e mio cognato...e guardavo lui, pensavo a com'era sua moglie … a Maurizio, suo figlio Fabio.... pensavo a mille cose.
Lui mi accarezzò i capelli: “Capisco questo tuo momento! “Mormorò.
Non avevo nemmeno la forza di reagire, di piangere… come potevo piangere se mi era piaciuto e ne avevo goduto fino ad avere un orgasmo meraviglioso?”
“Ma chi ero io in quel momento? Francesca o un’altra donna?” Mi domandai…” E perché mi era piaciuto quello che avevo compiuto e perché lo avevo fatto? …Per amore?... Solo per amore? Oppure dentro di me c'era qualcos'altro che non conoscevo che stava uscendo fuori? Ero spaventata e intimorita da quello che avevo praticato, ma anche dalla mia reazione che avevo avuto in quella situazione, partecipando piacevolmente invece di fuggire.
Lentamente mi piegai in avanti, presi gli slip dalle caviglie e li tirai su oltre le ginocchia, alle cosce. Poi scesi:
“Stai attenta alla portiera! Non toccarla!” Disse Maurizio ridendo.
“Perché? “Domandai ingenua.
“Può essere che quei due guardoni gli hanno sborrato contro e l’hanno schizzata !!” Disse lui.
“Che schifoo!!!” Gridai scandalizzata d’istinto mentre lui continuava a ridere.
Feci attenzione a non toccare più niente e accovacciata dietro alla ruota posteriore urinai, mentre lui si guardava in giro.
In un attimo pensai:” Ecco questo sarà il mio modo di fare sesso con lui se accetterò il suo cuckoldismo! In auto, all'aperto ... o altri luoghi.” E mentre lui mi passava ancora dei fazzolettini per asciugarla dall'urina e dagli ultimi residui degli umori di quel piacere immorale e perverso, tirai su la mutandina e giù la gonna del vestito e mi rimisi in ordine i capelli. Facendo attenzione a non toccare la portiera esternamente risalii in auto e ripartimmo, tornammo indietro in silenzio.
“Non dici nulla?” Mi chiese lui durante il viaggio.
“Penso!” Risposi.
“Pensi bene o male?” Chiese.
“Non so!” Replicai sinceramente.
Maurizio sorrise: “Ti è piaciuto? “Pronunciò.
Senza guardarlo negli occhi abbassai lo sguardo e mormorai: “Dipende… mi sono sentita sporca. Ma si, sessualmente mi è piaciuto inutile mentire, moralmente no... “
Lui fece un altro sorriso e mi accarezzò la guancia teneramente.
Lo guardai negli occhi e domandai: “Questo fa parte di quello che intendi tu del cukoldismo?”
“In un certo senso, ma non proprio, ne è un aspetto soft…, si chiama candauliesismo, più che cuckoldismo…”
“Canda che!?” Dissi io.
“Candauliesismo, ma non spaventarti Francy, è solo un altro aspetto del cuckoldismo che consiste nel provare piacere a mostra nuda o in atteggiamenti sessuali ad altri la propria moglie.”
“Altro aspetto quale? “Ribattei.
“L’altro aspetto soft… quello vero e proprio del cuckoldismo non è solo mostrare, ma è anche possedere, fare praticare il rapporto sessuale alla moglie.”
Restò in silenzio e io continuai: “Questo è quello che vorresti fare tu se diventassi tua moglie?”
“Anche, ma non solo!” Replicò.
Alche approfondii e domandai:” Ma spiegami un po' Maurizio, come ti ho detto ho letto, ho anche visto immagini e mi sono documentata a riguardo, ma chiariscimi tu cosa intendi di preciso che praticheremmo noi, e quale dovrebbe essere il nostro modo di vivere la sessualità? Perché a me è parso di essere più una esibizionista… Qual è il tuo essere cuckold?” Mormorai lasciandomi andare stanca e spossata con il capo sulla sua spalla.
“Spiegami!” Ripetei adagiandola mentre guidava, dimostrando con quell’atto tutta la mia debolezza e amore nei suoi confronti.
E lui accarezzandomi delicatamente la fronte iniziò: “Come hai visto e provato questa sera, quello che abbiamo praticato è solo una forma di un certo modo di essere cuckold o sweet, di praticare atti di libidini o sesso fuori dagli schemi classici … che non è fare l'amore!” Precisò: “Non è nemmeno esibizionismo anche se ci assomiglia, ma soltanto un aspetto del cuckoldismo il cui fine è quello di praticare appunto sesso, distinguendo le due cose, amore e sesso…” Continuando: “Come ti dicevo l'altra volta, un incontro a tre potrà avvenire con sconosciuti, come questa sera, ma anche con conosciuti se vorremo, in ogni luogo, in ogni forma e questo lo stabilirai tu... solo tu, insieme a me, naturalmente se accetterai.”
“Ma non c'è un limite! “Sussurrai sconvolta e smarrita di quello che avevo appena compiuto, stupendo me stessa per averlo praticato.” Mi angosci quando mi dici che si può fare tutto...” “Perché è così amore! Non c'è un limite…ci sono delle regole, e queste regole le stabiliremo noi. È una pratica che si evolve da sola, ci si trasforma praticandola e quello che dici oggi “non lo farò mai”, domani potrai farlo ed essere addirittura tu a chiedere di praticarlo, perché tu vorrai e desidererai realizzarlo.
Ti faccio due esempi banali, ma chiarificatori. “Disse:” I rapporti sessuali saranno tutti protetti con il preservativo, e questo potrà essere una nostra regola, ma come ricordavi tu qualche giorno fa potrà arrivare il momento in cui tu in determinate situazioni e circostanze e con determinate persone che proverai un feeling o un’attrazione particolare solo fisica, deciderai di farlo senza … Sarà una tua scelta e sarai solo tu a decidere, lo stesso con l'eiaculazione in vagina …. o altri tipi di desiderio che avrai! Nessuno ti imporrà e impedirà niente. “Disse Maurizio risoluto.
“Che c'entra l'eiaculazione in vagina?!” Chiesi sorpresa, curiosa e infastidita di quell’argomento.
“Significa che presa dalla smania o dalla foga, potresti decidere di compiere quello che non hai mai fatto e neanche mai pensato e hai sempre condannato e praticarlo per trasgressione e piacere, provare situazioni e posizione nuove, orale, anale o di farti venire dentro, eiaculare in vagina naturalmente con tutte le dovute precauzioni e sicurezze, per provare il brivido dell’emozione e l’adrenalina in corpo. Se vorrai conoscerla. E sarai sempre e solo tu a decidere … nessun altro.”
“Eh ma tu così mi spaventi Maury… orale, anale, eiaculare in vagina, mi allarmi. Già sono sconvolta di quello che ho compiuto stasera… io non ho ma fatto queste cose, non le farò mai…” Dissi staccando la testa dalla sua spalla, tirandomi su e scuotendo negativamente il capo...
” Questi atti che hai detto non li farò mai … e poi mai!!” Ripetei pensando a quello che aveva dichiarato, rapporti orali, anali ed eiaculazione in vagina.
Lui sorrise passandomi il braccio sulle spalle e stringendomi a sé, come se io avessi già accettato la situazione, ma invece ero ancora piena di dubbi e incertezze e per niente convinta di compiere quello che lui desiderava, anche se quell’approccio soft mi era mio malgrado piaciuto.
“Io ti sto spiegando i vari aspetti e non dicendo cosa dovrai praticare… sceglierai tu se avere solo un rapporto sessuale o andare oltre...” Affermò con un sorriso sornione come il gatto che sta per prendersi e papparsi la topolina.
Al che precisai a scanso di equivoci: “Guarda Maury che io non ho deciso nulla… anzi sono contraria e probabilmente non farò mai le cose che vuoi tu. Un conto è fare quello che è accaduto stasera che è già tanto per me, essendo sporco e perverso di suo… un altro avere un rapporto sessuale, con o senza regole.”
Mi guardò e sorrise: “Comunque stasera mi hai fatto un bel regalo, sono orgoglioso di te e ti vorrei davvero come moglie e compagna di vita…”
Quelle frasi mi fecero enorme piacere e gli sorrisi, ma c’era l’ostacolo più grande da superare, lo scoglio sulla nostra strada, il cuckoldismo vero e proprio, quello di concedermi sessualmente a un altro uomo.
Era chiaro che sentire quelle frasi ed eventualità nuove mi spaventavo e turbavo enormemente, e oggi sono certa che lui lo sapesse e ne provasse piacere a dirmele a farmele ascoltare, pensare e scandalizzare. Di riuscire a traviare e depravare una ragazza per bene e di sani principi come me per farla diventare una Sweet, una hotwife o una Sweet lady come vengono chiamate le mogli dei cuckold.
Benché non insistesse, avvertivo forte la sua opinione e il suo desiderio a quel proposito, anche se non era condizionante. Ma almeno era sincero, questo devo ammetterlo e quella sua sincerità mi piaceva anche se mi spiazzava, l’apprezzavo, non mi nascose mai nulla e forse fu proprio quello, la sua sincerità senza inganno, il conoscere quel nuovo mondo anche se scabroso e immorale attraverso le sue parole, la sua pacatezza e sorrisi, a farmi affrontare tutto in modo trasgressivo ed erotico e non vederlo per come era, perverso e depravato.
“Ma non lo possiamo fare solo così?!... Come abbiamo fatto stasera? ...Senza rapporti sessuali?” Gli domandai propositiva facendogli intendere che quello forse l’avrei accettato...
“No!” Rispose sorridendo: “Questa è solo una prima fase, un aspetto... poi io mi conosco, lo so, è nella mia natura di cuckold, tornerei a chiederti di donarti, avrei desiderio di offrirti e vederti con un altro sessualmente e inizierebbero discussioni che ci porterebbero a incomprensioni e litigi… No! Come ti ho già detto devi accettarmi completamente se vuoi essere la mia compagna di vita, mia moglie, la mia signora; devi accettare di essere la moglie di un cuckold in tutti gli aspetti che si presenteranno. Mi dovrai amare e accettare così, come sono!” Disse deciso e risoluto con voce seria e profonda.
Restai in silenzio … non sapevo cosa rispondere, avevo ben poco spazio per discutere, potevo solo scegliere come diceva lui essere la moglie di un cuckold con tutto quello che comportava sessualmente o lasciarci e rifarmi un’altra vita con un altro uomo che non amavo. Non c'era spazio per cercare di cambiarlo sarebbe sempre stato così, o cambiavo io, oppure finiva tutto… Mi resi conto che il mio proposito di cambiarlo non funzionava, terribilmente presi atto che era lui che stava cambiando me.
Ruppe i miei pensieri dicendo: “Capisco che per te sarebbe il massimo della trasgressione e dell'immoralità se accettassi! Ti colpirebbe nell'anima e nel corpo e nella tua mente di giovane signora per bene e quell'emozioni provate, si perpetuerebbero per sempre …”
Lo interruppi rispondendo con la voce rotta e gli occhi lucidi: “Non solo la trasgressione e l’immoralità, ma anche l’umiliazione e la vergogna…”
Lui mi fermò precisando: “Ma no!... Vivresti solo il desiderio sessuale in un aspetto diverso, una forma che ti farebbe fremere di gioia e forse, ti darebbe anche un po’ di adrenalina nell'attesa degli eventi, di quello che dovresti compiere o che ti praticherà lui… di quello che verrà dopo, di chi sarà il tuo partner in
quell’incontro…”
In quella conversazione restammo in silenzio per qualche secondo, poi lui proseguì: “Guarda che è tutto rilegato soltanto alla sfera sessuale, come hai visto senza costrizione, tutto il resto del nostro rapporto, l’amore, la famiglia, l’affettuosità, i sentimenti, gli interessi, l’emozione, saranno tutti come prima e normali. Nessuno saprà mai niente e poi non si dovrà praticare tutti i giorni… capiterà magari qualche volta, una volta al mese, forse due, oppure mesi senza compiere nulla ma continueremo a esistere, a condurre una vita professionale e sociale e fare l’amore normalmente io e te, ad amarci, vivere … avere la nostra vita insomma.” Mormorò.
Ascoltavo silenziosa mentre Maurizio proseguiva.
“Ora sai cos'è il cuckoldismo e come lo intendo io, riflettici con calma, senza timore, è inutile andare avanti così. Pensaci ancora bene e con calma e fai la tua scelta con serenità, senza condizionamenti morali, sociali o religiosi, prenditi il tempo che vuoi, ma la prossima volta che ci incontreremo dovrai avere le idee chiare e aver deciso, se dirai si...dovrai avere un rapporto sessuale completo di prova, dimostrarmi che mi accetti come sono. Se dirai di no, con rispetto e amicizia a malincuore ci lasceremo, tu è giusto che ti rifai una vita con qualcuno e io anche, con persone che ognuno di noi oltre all’amore ritiene più adatte a sé stessi per viverci insieme. L’amore da solo non basta in un matrimonio, ci vogliono scelte, complicità e interessi in comune, di tutti i tipi, sociali, economici e anche sessuali.” Affermò.
Non potevo crederci, ero sbalordita… era lui che dava un ultimatum a me, era come se si fossero invertite le parti “ho diventi come desidero io o se no non ha senso stare assieme”. In parte aveva ragione e condividevo il pensiero, ma avrei dovuto essere io a dire quelle parole, a fare quel ragionamento inverso con lui, dirgli o lasci perdere tutte queste tue manie e devianze o non ci vediamo più.
Ero sbalordita e attonita dell’ultimatum che mi aveva dato che non riuscii a replicare per timore che mi lasciasse davvero. Mormorai soltanto: “Che significa la prossima volta che ci incontriamo dovrai avere un rapporto sessuale completo… di prova?”
“Si amore, è inutile che ci giriamo intorno, dobbiamo compiere una scelta, praticare una prova come stasera, ma completa, con un rapporto sessuale con penetrazione in modo che vedrai di tuo com’è un rapporto sessuale cuckolding… Sarai tu a dirmi se e quando ti sentirai pronta… e io organizzerò tutto.”
Non risposi, non dissi nulla, ero incredula, senza che me ne accorgessi mi stava risucchiando nel cuckoldismo.
Andammo in un piano bar a bere qualcosa, trovammo la nostra compagnia, chiacchierammo del più e del meno, ma io non c'ero con la testa, lo guardavo scherzare con una amica, e stupidamente mi ingelosivo:” …E se un'altra lo accetterebbe così com’è?... Me lo porterebbe via. Magari sarebbe disposta ad accettare quello che chiede pur di diventare sua moglie.”
Finita la serata e tornata a casa ci pensai tutta la notte, mi tormentai. Anche volendo non avrei mai potuto sopportare un altro uomo che non fosse lui sopra di me, che mi accarezzasse, baciasse il viso ... guardarlo negli occhi…. Vedere la sua faccia.
Forse avrei potuto accettare ma…. avrei voluto io dettare le condizioni.
Volevo e non volevo…. Non sapevo cosa decidere, cosa fare.
L’orgoglio mi bloccava e mi diceva di mandarlo a quel paese subito per come si era comportato: “Se decidi di sì bene, se no…. ci lasciamo!”
“Alla faccia della democrazia di coppia, del rispetto e di dover essere io a scegliere… “
Ma il cuore pazientava, mi diceva di riflettere, di calmarmi e non perderlo, di aver pazienza che in fondo anche lui mi amava e che tutto si sarebbe aggiustato.
“Forse se provo una volta!” Mi dicevo.” Solo per vedere com’è realmente! Senza desiderio. In fin dei conti sua moglie lo faceva… e si amavano, stavano bene insieme e vivevano felici da benestanti… lei in fondo non aveva mai lavorato. “
Ci pensavo e ragionavo, e quando ci incontrammo la sera seguente, lui mi guardava ma non mi chiedeva nulla, fui io a dirgli che ci stavo pensando….
“Ci sto pensando Maury, non forzarmi, ho i miei tempi, non è una scelta facile, ma di tutta la vita…”
“Lo so!” Rispose:” Rifletti con calma, qualunque sarà la tua scelta ti amerò sempre.” Disse.
Il nostro rapporto di fidanzamento in quel momento, era impostato nello stare assieme quando eravamo liberi, come se niente ci condizionasse (almeno a me) e fare sesso normalmente una volta alla settimana. Ma non era il sesso che mi legava a Maurizio, ma il cuore, il sentimento, lo stare bene insieme a lui, avere molte cose in comune e non lo volevo perdere.
E così giorni dopo, a seguito di vari ripensamenti e considerazioni decisi di provare una volta a fare quello che mi chiedeva lui, ma lo avrei fatto a determinate condizioni.
Ma non glielo dissi subito, aspettai con la speranza che mi dicesse qualcosa lui, che ci ripensasse e invece… e una sera, dopo altri giorni che ci riflettevo, quando ci incontrammo gli dissi:” Ti devo parlare Maury!”
Intuendo di cosa si trattasse, lui mi chiese: “Hai già fatto la tua scelta?”
“Si!” Risposi. Ma voglio spiegarmi, ci sono alcune cose che vorrei parlartene e approfondire.”
“Dimmi! Qualsiasi sarà la tua risposta non cambierà i miei sentimenti, il mio rispetto e il mio amore per te!”
Esclamò.
Sentivo che anche lui mi amava davvero e quando fummo in un tavolino in disparte di un dehors solo io e lui tranquilli, gli dissi con voce rotta dall’emozione: “Ho deciso. proverò…vorrei provare!... Ma non so se ci riuscirò mai con un altro uomo che non sei tu sopra di me, che mi guarda negli occhi, che mi bacia…non ce la farò credimi Maurizio! Ho paura della situazione, delle malattie di tutto, perfino di me stessa.”
Sorrise dicendo:” Sono contento che tu abbia accettato… mi fai felice, per il resto non ti preoccupare, non c’è niente di irrimediabile, proveremo a farlo come vuoi tu. Io sarò sempre con te e non farai niente che non vorrai.” Mi guardò passandomi il braccio sulle spalle aggiungendo: “Accetti di fare questa esperienza con me?” Mormorò.
Non risposi e annui con il capo guardandolo negli occhi. Ero tanta innamorata che non mi accorsi che sotto la sua faccia buona e dolce era un sapiente manipolatore.
“Bene! Vedrai che ne sarai soddisfatta e non ti toccherà fare quello che temi! Nessuno sarà sopra di te, ti guarderà in faccia e ti bacerà. Farò in modo che si svolga come vorrai tu! Non dovrai avere paura delle malattie, sarà un rapporto protetto e lui una persona pulita, garantita e riservata.” Esclamò.
“E come fai a saperlo?” Chiesi io.
“Lo vedrai al momento, fidati! Conosco alcune persone che da anni e si può fare affidamento, e frequentavo precedentemente con mia moglie, chiavavano anche lei, gente semplice, ma pulita e fidata.” E sorrise.
A quelle parole mi sentii turbata e smarrita. Mi fidavo di lui, ma più che altro l’amavo e l’amore e la paura di perderlo come a molte donne fa fare anche quello che non si vorrebbe....
“Fammi solo sapere il giorno o la sera che vorrai farlo e null'altro e io ti darò alcuni accorgimenti nel vestire.” Dissi.
“Nel vestire?” Domandai stupita.
“Si, per essere più pratica, ma non ti agitare ora …. stai tranquilla, non avere timore. Ora vieni!” Disse sorridendo e da seduti tirandomi a lui, stringendomi con il braccio mi baciò mentre il pianista nel piano bar cantava.
Avevo capitolato… volevo cambiarlo e invece lui stava cambiando me.
Avevo accettato… ma sempre con l’idea e la speranza di non arrivare mai a doverlo compiere davvero, che qualcosa poi in questi giorni d’attesa si sarebbe interposto tra noi da impedirlo...un suo ripensamento, un mio sussulto di dignità o altro che non riuscivo a immaginare.
Per il resto passammo la serata normalmente, insieme alla nostra compagnia, gli amici erano tutti lì, ci sedemmo come se niente fosse insieme a loro.
“Siete proprio una bella coppia voi due!” Disse Anna una amica comune…:” State bene insieme … a quando i confetti??”
Sorridemmo e rispose lui: “Molto presto spero, mancano solo i dettagli, io ho bisogno di avere al mio fianco nella vita una donna come Francesca …”
Ci fu una specie di applauso… poi lui divenne distratto e si mise a chiacchierare con gli amici e indifferentemente da quello di cui avevamo discusso e io sorridente con le amiche, guardandole pensavo:
“Chissà se qualcuna di loro con il compagno o il marito sono una coppia che pratica il cuckolding…??” E cercavo di capirlo dai visi e dagli atteggiamenti.
Erano fantasie, stupidaggini... pensieri per evadere mentalmente o giustificarmi con me stessa, accettarmi di avergli detto di sì e di provare. Ero di buona famiglia e non avevo mai praticato quelle sconcezze e stupidamente le avrei compiute per amore, come la ragazzina che si prostituisce con l’anziano su richiesta del suo ragazzo che ama, perché lui ha bisogno di soldi.
Dopo vari ripensamenti mi decisi per una sera, un giovedì, dove il giorno dopo sarei stata a casa come giornata di riposo e al mattino avrei potuto dormire e non pensare a quello che avrei fatto quella sera.
Non fu una decisione semplice da prendere, ma anche il fatto di essere stata in auto masturbata da lui davanti a quegli uomini ed aver provato piacere, mi aiutò.
Glielo comunicai e lui felice si mise a preparare tutto.
“Vedrai, sono certo che ti piacerà e lo accetterai.” Disse contento:” Domani sera metti la gonna e non pantaloni, una gonna svasata o un vestitino a gonna larga, non mettere quelle aderenti a tubino... Non mettere anelli, bracciali e collane d'oro o brillanti come fai di solito, poi per il resto, indossa quello che vuoi, l’importante è che hai una gonna ampia.”
Feci come mi disse lui e la sera dopo alle 21, passò a prendermi sotto casa come facevamo di solito, salutai i miei genitori con un bacino e scesi, solo che quella era una serata speciale per me. Prima di andare al luogo convenuto, andammo in un bar a bere qualcosa, a chiacchierare e ad aspettare che arrivassero le 22.00 per spostarci nella zona stabilita dal suo appuntamento.
Io ero ignara del luogo e della modalità di come lo avrei praticato.
In quell'attesa nel tavolino appartato, mi tranquillizzò, mi accarezzo amorevolmente in dorso della mano con le sue dita, il braccio e il volto.
“Intanto ti dico due cose importanti!” Dichiarò, con me attenta e tesa che ascoltavo.
“Innanzi tutto io sarò sempre con te! Non sarai mai sola, mai… e chiamiamo lui che verrà . Stai tranquilla, lo conosco da qualche anno essendo stato più volte anche con mia moglie, è bravo, vedrai che ti farà godere, a mia moglie la soddisfaceva…”
Quel suo paragone di paragonarmi a sua moglie mi metteva ansia… comunque proseguì. “So chi è, e quindi non ci saranno sorprese, non è una persona molto bella fisicamente ma affidabile, lui sa già cosa deve fare, ne abbiamo parlato e lo ha già fatto altre volte anche con varie mogli di coppie. “
“Lo conosci?” Chiesi io.
“Si! ... “Esclamò, poi come correggendosi aggiunse:” Conosco… per modo di dire! Diciamo che so chi è, ho il suo numero di cellulare di quando ci incontravamo con mia moglie.”
Restai in silenzio e poi incuriosita chiesi:” Lo facevate anche in auto?”
“Si!” Rispose Maurizio:” In una radura, un posto riservato e tranquillo, lontano da occhi e orecchie indiscrete, dove ora porterò anche te. Con lui, io e mia moglie lo abbiamo fatto quattro -cinque volte, per questo so chi è, come si comporta e mi sembra la persona adatta a te essendo la prima volta. La persona giusta per iniziarti.” E mosse le labbra in una smorfia di sorriso.
“Iniziarmi…?” Ripetei. Quella parola mi rimbombava nella testa.
Non lo mostravo ma ero agitata….
“Quanti anni ha?” Chiesi curiosa.
Fece una pausa e poi rispose:“Una cinquantina!”
“Una cinquantina??...Ma non è troppo maturo per me? “Domandai delusa e dispiaciuta.
“L'età in questi incontri non è importante Francesca, quello che si cerca è il piacere indipendentemente da chi lo procura, il partner può essere basso, panciuto e pelato ma saper far sesso da dio… e farti godere più di uno bellissimo che non è capace… come può pure capitarti anche il ragazzo molto bello che fa bene sesso, ma capita raramente.
In questi incontro c’entrano le capacità sessuali, il vigore, la virilità e l’esperienza e lui è bravo te lo garantisco io, soddisfaceva molto bene mia moglie che era esigente! Ma queste esperienze se la tua scelta sarà positiva e le farai come mi auspico io, le apprenderai da sola!”
Sorseggiò l'amaro e poi continuò: “Comunque detto questo, quando arriveremo al luogo prestabilito, te lo dirò io cosa devi fare, ti inginocchierai sul tuo sedile del passeggero con il sedere rivolto verso l’esterno la portiera aperta e resterai così in quella posizione e farà tutto lui, tu devi essere sola nella posizione che ti ho detto. Lui ti prenderà da dietro in vagina e tu non lo vedrai nemmeno in faccia, non avrai nessun contatto visivo, neanche un bacio o uno sguardo, ma solo un rapporto sessuale a carponi e qualche carezza sul sedere.” Affermò con me che lo ascoltavo attonita sempre più tesa e agitata.
“Non devo fare niente io?! Nemmeno spogliarmi? Togliermi le mutandine?” Domandai ingenuamente.
“No! Farò tutto io, tu ti dovrai solo girarti e metterti in ginocchio nel modo che ti ho detto e restare così con le gambe e i piedi esternamente alla portiera e le ginocchia sul tuo stesso sedile, e al termine del rapporto sessuale, ti rigirerai e non dovrai nemmeno scendere dall'auto se non vorrai… Per il resto lasciati andare, io sarò lì con te ad accarezzarti, baciarti…” Fu molto esplicito nella preparazione su come dovessi comportarmi.
Ero agitata...tesa! E non nego che la mia agitazione era mista ad eccitazione.
“Ora calmati!” Mi ripeté!
L’orario si avvicinò, ci alzammo, pagò e uscimmo avviandoci all'auto, io tremante e con il cuore in gola che mi batteva a mille.... Indossavo una gomma nera svasata con brillantini, come aveva richiesto lui, con una camicetta rosa fucsia e un paio di stivaletti a tronchetto leggeri, primaverili, disegnati con rombi di strass sul cuoio.
Salii in auto, ero tesa, turbata e carica di adrenalina che assurdamente mi dava anche un pizzico di eccitazione mista alla paura.
Partimmo e prima di arrivare alla zona stabilità si fermò di lato alla strada, mi strinse a se e mi diede un lungo bacio passionale con la lingua in bocca, ricambiato da me che lo abbracciai, da lasciare senza fiato, lasciandomi le labbra umide della sua saliva. Era eccitato e sotto un altro aspetto lo ero anch’io che in quel bacio cercavo di scaricare la tensione mentre aumentava l’apprensione e il desiderio. Poi staccandosi esclamò: “Andiamo!” E ripartì.
Arrivati nel luogo stabilito, ci fermammo in uno spiazzo di terra, spense il motore e le luci dei fari dell’auto restando in silenzio nel buio della sera nuvolosa, solo al chiarore della strada che era illuminata riverbero di lampioni lontani.
Quando vidi dove eravamo esclamai inquieta:“Qui!!??... Ma siamo all'aperto!... Vicino alla strada!! Se passa qualcuno ci può vedere!”
“No! È un posto inusuale per il traffico, frequentato solo da coppiette, ma non si corrono rischi stai tranquilla, sarei stato io il primo a non portarti qui se ci fosse stato qualche pericolo.”
“Ma c'è la strada laggiù?!“Esclamai segnandola con il dito.
Lui mi accarezzo guardandomi negli occhi dicendomi dolcemente:” Si, ma stai tranquilla! Qui non c’è nessun pericolo, rilassati! Ti ho detto che se c’era non ti ci avrei portata!”
Calmarmi? Come potevo calmarmi se ero in tachicardia e respiravo sospirando nel timore e nell’attesa. A fatica mi calmai, ma restai agitata in quella oscurità rischiarata di riflesso, in un posto sconosciuto a me, come l'uomo che avrei dovuto incontrare e avrebbe dovuto possedermi.
Posteggiò in modo che la parte dov'ero io, del passeggero, fosse davanti a degli alberi che la riparassero e non si vedesse dalla strada se qualcuno avrebbe transitato.
Poco dopo arrivò un’auto che ci puntò con i suoi fanali illuminandoci a giorno anche sul viso, facendomi portare la mano sugli occhi di quanto abbagliava e fosse intensa la luce, fermandosi a una decina di metri da noi quasi di fronte alla nostra, spense il motore e i fari, oscurando di nuovo tutto attorno.
Ci fu il silenzio e il buio. Ero molto nervosa e impaurita.
“E’ lui?” Chiesi con la voce rotta dalla tensione a Maurizio.
“Ora vedremo! Ma penso di sì!” Rispose.
Ci furono altri attimi di silenzio, poi quell’auto arrivata ci lampeggiò.
Passarono pochi secondi e anche Maurizio gli lampeggiò, dicendomi:” È lui!” E ripeté i suoi avvisi luminosi in quel segnale convenuto e concordato tra loro e si lampeggiarono le due auto più volte. Poi Maurizio aprì la portiera del guidatore e scese e lo stesso fece l’uomo dell’altra macchina e si avvicinarono a parlare poco lontano dal cofano della nostra auto, per poi venire insieme verso la nostra.
Lo guardai alla luce della luna tra le nuvole e di quel poco che i lampioni sulla strada riverberavano di illuminazione anche dove eravamo noi, mentre camminava vicino ad Maurizio. Se devo essere sincera non mi fece una bella impressione aveva il fisico tozzo e la pancia e metà capo, la parte antero-superiore pelata, con un ciuffetto di capelli al centro della fronte.
Si avvicinò con Maurizio che mi fece cenno di abbassare il vetro del finestrino e scambiai qualche parola da lì.
Vedendo che guardavo inquieta attorno tra il chiaroscuro della vegetazione disse con una voce carica e rauca: “Non c'è nessuno signora stia tranquilla! Al massimo ci viene qualche coppietta, questa è la loro zona. E se ne arriva qualcuna non faranno caso a chi c'è se non si farà caso a loro e dopo alcuni minuti e aver consumato la loro sessualità, ripartiranno in silenzio.” Disse con un sorriso libidinoso che non mi piacque.
Capii cosa intendeva per coppiette e intuii anche i tipi di donne che frequentasse quell’uomo (le prostitute).
Maurizio da dietro di lui con una espressione corrucciata, mi fece capire di non fare caso a cosa dicesse e mi voltai a guardare in avanti dandogli il profilo e lasciandoli a parlare.
All’improvviso mi prese la paura, diventai tachicardica, ero indecisa, presa tra il desiderio di scappare e di restare. In quel momento se non mi fossi trovata in una zona così isolata, forse mi sarei allontanata da sola, a piedi, lasciandoli lì.
Avevo il batticuore e non riuscivo nemmeno più a pensare, l’unica cosa che realizzavo era che di lì a poco, quell’uomo mi avrebbe presa e posseduta sessualmente in quella radura, in quella forma di carsex che non avevo mai praticato nemmeno con il mio ragazzo precedente, nemmeno in auto lo avevo mai fatto con il mio ex e non volevo più fare niente. Ero contraria e glielo manifestai: “Maurizio!!” Chiamai.
Lui si avvicinò con un sorriso dicendo:” Dimmi!!”
“Ho paura non voglio!... Non voglio più farlo… portami via! Andiamo via…” ero inquieta e tremavo e se ne accorse.
“Ma come paura? Stai tranquilla è tutto sotto controllo.” Disse infilando il braccio dal finestrino aperto accarezzandomi i capelli.
“Quell’uomo non mi piace!” Aggiunsi sottovoce che lui non sentisse, mentre fumando guardava attorno.
“Che cos’ha?!” Mi domandò.
“Non lo so, mi fa paura è brutto!!”
Sorrise. È brutto… ma mica te lo devi sposare…tu devi sposare me… e poi ti ho detto che non bisogna guardare la parte estetica, l’aspetto in questi incontri.”
“No! Andiamo via dai!!” Ripetei, ma inutilmente, Maurizio si era eccitato ormai.
Aprì la portiera, mi prese la mano e si mise vicino a me accarezzandomi il braccio. “Rilassati amore! Capisco che è la prima volta, ma stai tranquilla che non ci vedrà nessuno e tu non vedrai nemmeno lui.”
Nel frattempo iniziò a scendere una leggera pioggerellina che bagnava i vetri del parabrezza, e nel semi buio illuminato solo dagli alti lampioni sulla strada poco lontana, a guardare controluce si intravvedevano le goccioline, brillare e scendere illuminate come scintille, e nella mia innocenza dissi, ma più che altro sperai:” Speriamo che se piove non si faccia niente.”
Oltre la mia situazione personale, il tempo… era agitante e deprimente e mentre piovigginava, sentii aprire lo sportellone posteriore e Maurizio prendere l'ombrello dicendomi: “Preparati!” E il cuore incominciò ancora a battermi più forte.
Feci una smorfia negativa con il viso come a voler fermare tutto, ma lui andò avanti.
“Dai su amore!!” Disse tenendo l’ombrello aperto in mano invitandomi a mettermi nella posizione che mi aveva spiegato.
Rassegnata, ormai in preda a uno smarrimento mentale, arrendevole e incapace di reagire fui assorbita da uno strano turbamento fatto di timore, stordimento, vergogna ed eccitamento e come d'intesa, nella mia incapacità a reagire, lui tirò di più esteriormente la portiera e l’aprì completamente e come un automa sotto i loro sguardi e l’ombrello, imbarazzata porgendomi la mano per aiutarmi scesi. Quando fui in piedi davanti a Maurizio che mi guardava sentii dire da lui:” Ora girati e risali sul sedile con le ginocchia. Inginocchiati sopra e porgi il sedere in fuori…”
Remissiva come un automa lo feci, salii dando il sedere verso loro; sprofondando le ginocchia sopra la pelle nera della parte orizzontale della seduta, con il culo rivolto in fuori. Appoggiai le mani con le braccia tese sul bordo laterale del sedile del guidatore davanti al mio, vicino alla leva del cambio e del freno a mano per tenermi in equilibrio. Ormai rassegnata mi assestai bene con le ginocchia per essere comoda e non sentire fastidio; e in quella posizione a carponi, i capelli mi caddero sui lati del volto e davanti al viso, mentre la collana di chincaglieria che avevo ciondolava brillando e oscillando come un pendolo dal mio collo nel vuoto.
“Vieni un po' più indietro con il sedere!” Sentii dire a Maurizio e mi spostai di poco sulle ginocchia, sprofondando ancora nel sedile.
“Così va bene è ad altezza giusta!” Sentii dire dalla voce rauca di quell'uomo.
Mi fecero mettere in quella posizione volgare, a carponi o alla pecorina come la chiamava volgarmente quell’uomo, con la portiera aperta ed entrambi dietro me, sotto l'ombrello che teneva aperto Maurizio con una mano per ripararsi dalla pioggia, che seppur fine e leggera, bagnava.
Avevo ancora la possibilità di voltare la testa e intravvederli oltre che sentirli parlare dietro di me e vidi con la coda dell'occhio quell’uomo slacciarsi la cintura dei pantaloni, poi Maurizio mettersi accanto a lui, passargli momentaneamente l'ombrello e prendermi le gambe per le caviglie e dire: “Divarica un po' di più le ginocchia e vieni ancora un po' indietro!”
“Ecco così, brava!!” Esclamo dopo che lo feci.
Era logorante quella preparazione, mi sentivo stordita e come un oggetto pronta a finire nelle mani di quell'uomo sconosciuto che decideva per me e per Maurizio.
Sentii ancora la voce di quel tipo dire a Maurizio:” Bene gambe leggermente aperte, la posizione è giusta e il culo completamente esposto.”
Ero voltata con il viso al finestrino del guidatore e verso il volante e inginocchiata nel sedile, e irrazionalmente immaginai quell’uomo che era pronto dietro di me e anch'io psicologicamente lo ero.
Sentii la voce di Maurizio dire: “Aspetta!!” E le sue mani sulle cosce, prendere il bordo inferiore della gonna e con grazia e garbo sollevarlo delicatamente su fino sulla schiena, scoprendomi completamente il sedere e il retro cosce. Dopo aver rivoltato la gonna sulla zona lombare, abbassando le mani avvertii le dita di Maurizio prendere l'elastico della mutandina bianca e lentamente abbassarla scoprendomi i glutei facendola scivolare sulle cosce giù fino alle ginocchia, scoprendomi tutto il sedere a mostrare a sé stesso e a quell'uomo, il mio culo nudo, sodo e arrotondato… con il solco intergluteo lungo e profondo; con il sesso che si rivelava posteriormente sotto di essi, con la vulva, la fessura formata dall’unione delle grandi labbra. Mi sentivo umiliata ed eccitata da quello che mi stava succedendo e ancora doveva accadere.
“Bello! Meraviglioso, nudo e pallido! Bella forma…” Mormorò la voce rauca di quell’individuo, mentre Maurizio con la mano accarezzandomelo glielo mostrava invitandolo a toccarlo. Quell’uomo si approssimò prendendomi gli stivaletti a tronchetto, divaricandomi ancora i piedi e di conseguenza un poco le ginocchia su cui poggiavo. In quel momento ero eccitata lo ammetto, avvertivo brividi e fremiti di turbamento sulla pelle.
C'era silenzio, si avvertiva solo quella pioggerellina di tarda primavera cadere sull'ombrello, la carrozzeria dell’auto e le foglie.
All'improvviso sentii una mano, grossa e ruvida accarezzarmi le natiche, impastarle con dita grandi e rozze.
Capii che non era quella dolce di Maurizio che conoscevo bene, ma di quell'uomo e al ribrezzo momentaneo di essere toccata da lui, seguì subito una fase di eccitazione e piacevolezza, proseguita da un forte senso di calore al sesso; e mi piaceva sentirla sulla pelle.
“Bello! Bello e sodo!” Esclamò la stessa voce tossendo dopo.
A un certo punto sentii ripetutamente qualcosa di umido e ruvido passarci sopra, capii che lo leccava, e allargandomi con i pollici il solco intergluteo dividendomi le natiche lo avvertii scendere sull’ano e la vulva:” Dio mio questo no!!” Mormorai.
Quell’uomo si era accovacciato dietro tra le mie gambe e tenendomi per le natiche, divaricando il solco intergluteo mi stava leccando l’ano e la vulva…
“Dio mioooo!!” Pensai … era vergognoso, mi stava leccando.... e scoprivo che mi piaceva che lo facesse.
Non so per quanto tempo restò lì, forse pochi secondi o minuti, so solo che sentii che me la leccava e succhiava come se fosse stato un frutto sugoso, dandomi sensazioni di piacere.
All’improvviso smise e poco dopo avvertii la sua mano accarezzarmi la vulva da dietro spalmandomi qualcosa di umido, acquoso: “E' già bagnata!” Esclamò la voce disgustoso e roca di quell’uomo quasi ridendo, facendomi sprofondare dalla vergogna.
“Cosa fa? Che cos'è?” Chiesi subito, in quella posizione volgarissima cercando di voltarmi con il capo sentendomi quella sensazione di fresco spalmatami sulla vulva.
Sentii la voce di Maurizio rassicurarmi: “Tranquilla… te la leccata un po' e ora ti mette un po' di gel acquoso lubrificante, per non irritare e aiutare la penetrazione!”
Avvertii quelle grosse dita spalmarlo lungo la fessura eccitandomi di più e infilarsi dentro ungendomi l'entrata della vagina oltre che la vulva, ma ormai ero piacevolmente confusa da quella eccitazione sconosciuta e fiduciosa di Maurizio, che lasciavo fare.
Loro sapevano che oramai mi piaceva sentirmi manipolata e toccata sul sesso....
Avvertii ancora le sue grosse mani accarezzarmi i glutei in modo circolare e piacevole e scendere nuovamente sul sesso e sfregarlo un po' verticalmente a dita unite eccitandomi moltissimo, da farmi muovere il sedere in uno spasmo per reazione a quel benessere che provavo.
Avvertivo le grandi labbra iniziarsi a contrarsi per l'eccitazione, come a richiamare piacere al sesso e mi vergognavo che da dietro potessero vederle e capire che ero eccitata, anche se con poca luce e nascoste dai peli.
È pronta!” Sentii dire alla voce rauca di quell’individuo e ripassare la mano sulla vulva per bagnarla ancora, e la voce di Maurizio esclamare a lui: “Tieni!... Metti il preservativo!”
Ci fu un momento di vuoto a quelle parole, che sembrò interminabile, un’attesa spasmodica che attendevo con ansia, timore ed eccitazione che arrivasse la penetrazione, quasi desiderandola, ma anche che facesse presto e finisse tutto.
Mi guardai attorno e vidi fuori dall’auto il buio e per la prima volta, come se precedentemente fosse stata una cosa irrilevante, pensai inconsciamente: “Chissà come c’è l’avrà? … Grosso o piccolo?”
Era una forma di timore per le dimensioni che mi prese in quel momento, visto che l’aveva lubrificata con gel acquoso. “Perché lubrificarla tanto?” Mi chiedevo.
A un certo punto sentii qualcosa di duro appoggiarsi contro la fessura, tra le grandi labbra eccitate e congeste dagli spasmi, e premere, era il glande di quel tipo che a posteriori spingeva per entrare nella mia vagina.
E a un certo momento ebbi una strana sensazione, sentii la pressione del glande cedere e la vulva aprirsi, dischiudersi sotto la spinta potente, prepotente e vigorosa di quell’uomo e lasciare entrare lentamente la sua asta di carne dura tutta dentro me, inesorabilmente, facendomi sussultare e inarcarmi con le reni e il capo verso il tettuccio dell’auto. E in quel movimento gettare indietro con un colpo tutti i capelli, come se fossi una cavalla che si impenna e si rizza sulle zampe posteriori quando viene montata dallo stallo.
Sembrava che non finisse mai di entrare …” Ahh!! …Ohhhh!” …esclamai istintivamente avvertendolo salire su, sempre più su, fino ad arrivare a sentire battere il glande contro l'utero, regalandomi con quell’urto della sua cappella una sensazione piacevole mai provata prima né con il mio ex ragazzo, né tantomeno con Maurizio. Lo percepii appoggiarsi contro l’utero e con il glande sospingere lentamente in alto.
In seguito alla mia reazione di piacere di inarcarmi alla sua penetrazione, spingendomi la mano sulla schiena mi fece rimettere giù nuovamente a carponi, come una cavalla oramai domata e pronta per essere coperta e montata.
“Aaahhhhh!!” Gemetti ancora incredula di quello che lasciavo fare a quell'uomo.... Mi aveva penetrata completamente appoggiando subito dopo le sue grosse mani sui fianchi a marcare non solo il suo possesso sessuale su di me, ma anche quello fisico.
“Avvertivo la vagina piena, colma della sua carne dura e calda spingere sulle pareti e allargarle, donandomi una sensazione di pienezza vaginale mai provata prima. Era una sensazione sconvolgente, elettrizzante.
In quella posizione realizzavo che ero penetrata da lui, da quell’uomo, uno sconosciuto e che ormai in quel momento ero sua, la sua femmina e non potevo crederci che fossi giunta a tanto… e al suo iniziare a muoversi avanti indietro e a possedermi a tergo a carponi sul sedile dell’auto, incominciai a gemere e dondolare dalla sensazione di quella massa di carne voluminosa e meravigliosa che in quel momento mi riempiva la vagina.
Quell’uomo lo spinse tutto facendomi sussultare e quando arrivò in fondo a toccarmi l’utero con il glande ricoperto dal preservativo si fermò volutamente, facendomelo sentire duro pulsare forte e virile dentro di me, fasciato dalle contrazioni delle pareti vaginali, che per reazione secernevano umori di piacere; lasciandomi inarcare nuovamente per reazione, ancora sul sedile con il viso in alto verso il tettuccio dell’auto e i capelli sparsi sulla schiena e sulle spalle.
Avvertivo la mano di quel tipo sulla schiena, correre lungo la colonna vertebrale dai lombi su in alto, fino alla zona cervicale e massaggiarmela, per poi passare davanti e infilarsi dentro la scollatura della camicetta, passare sotto il seno, prendere il bordo inferiore del reggiseno e tirarlo in su, in alto, facendo uscire le mammelle da esso, lasciandole libere e traballati dentro la camicetta. Un bottone per volta la sbottonò interamente, sempre restando dietro me continuando a possedermi, fino ad aprirla completamente e lasciare libere le mie mammelle con i capezzoli turgidi penzolare e fluttuare nel vuoto sotto il mio torace.
“Dioooooo!!!! Che vergogna!!” Pensai sentendomi le mammelle libere oscillanti. Ma l’adrenalina era tanta e provavo anche una sensazione piacevole.
Godevo! … Si godevo silenziosamente con vergogna e umiliazione ma godevo…solo a sentire la sua carne dura dentro di me, e in quel momento di godimento non mi interessava niente, nemmeno più di Maurizio, se ci fosse o no. Su quel sedile e in quella posizione mi sentivo traballante e sospinta avanti e indietro alle sue spinte sessuali poderose, tanto che godendo strinsi le dita sulla pelle del sedile dove le appoggiavo.
Successivamente sentii le sue grosse mani accarezzarmi il margine esterno delle cosce, e salire su, arrivare ai fianchi e fermarsi e stringerli e incominciare a dondolarmi avanti e indietro. Sentii la voce di Maurizio dire eccitata a quell’uomo:” Mi raccomando… chiavamela bene che è la prima volta che lo fa, fammela godere che le piaccia…!”
E la voce dell’altro rispondere con un tono deridente:” Stai tranquillo, te la farò godere come non mai!” E riprese a muoversi.
Ero incredula ed eccitata, in preda a una carnalità che mai avevo provato in vita mia e pensavo e non esistesse. E in alcuni momenti pensavo: “Sono con quest'uomo che mi sta possedendo! Un cinquantenne sconosciuto e io ne ho solo trent’anni!” E questo mi eccitava di più ... mi soddisfaceva farmi possedere da una persona matura, quasi anziana, ma mi sentivo anche umiliata, offesa da come potessi trovarmi in quella condizione.
La mia reazione a quell'amplesso a carponi non si fece attendere, fu come un’esplosione di calore e sensazioni, avvertii il viso infuocarsi e cambiare espressione, tutti i miei muscoli mimici facciali contrarsi e rilasciarsi quasi contemporaneamente cambiandomi espressione al viso e avvertii brividi lungo il corpo e incontrollatamente iniziai a scuotermi, godere e gemere. Stavo avendo un orgasmo mai provato prima e mi lasciai andare: “Aeeeeeehhhhh!!!!!…Aeeeehhhhh!!!!!!” Aaaaaaaaaaaaahhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!! Mmmmmhhhhhhhh!!!!!! Aaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”
Mentre Maurizio mi osservava tenendo ridicolmente quell’ombrello per riparare, sé stesso, quell’uomo e il mio sedere che sporgeva in parte fuori dalla pioggia che aveva iniziato a scendere.
D’istinto, per reazione, nel momento del piacere chiamavo la persona che amavo…:” Maurizio!... Maurizio!! Dove sei ??” Mormoravo.
“Sono qui amore…” Sentivo dire alla sua voce calda e rassicurante dietro di me:” … stai tranquilla non ti lascio sola, ma ora pensa solo a te, pensa a godere! Lasciati andare, rilassati, abbandonati al piacere.” E si appoggiò a me facendomi sentire il suo contatto fisico accarezzandomi i capelli.
Nel contempo avvertii la mano di quell’uomo staccarsi dal fianco e darmi uno schiaffo forte sulla natica come se fosse stato uno sculaccione, facendomi sobbalzare e bruciarla natica.
A quell’atto umiliante e brutale cercai ancora Maurizio stupita di quella rozzezza, che capì subito il motivo del mio chiamarlo: “Non ti preoccupare amore, con quello schiaffo ha voluto solo rimarcare la sua dominanza su di te, in questo momento tu sei sua… sei la sua donna, la sua femmina, appartieni pienamente a lui.... “Pronunciò facendomi allarmare e godere di più a sentire quelle parole.
Mentre quell’individuo dietro la sua voce rauca mormorava ridendo: “Sembri una capretta che bela… bella signora!!”
Probabilmente si riferiva al verso ansimante che mi usciva dalla bocca respirando e gemendo insieme in quel modo quando godevo o forse per la posizione in cui ero. Facendomi comunque vergognare.
Continuai a sentire la sua mano salire, arrivare di nuovo alle mammelle e una alla volta alternandole, massaggiarle, palparle, stringermele per poi rilasciale e tirarle nuovamente verso il basso come ad allungarle e allentarle, prendere il capezzolo e stringerlo, roteandolo leggermente tra le dita, facendomi impazzire di un piacere mai provato.
Non riuscivo a trattenere gemiti di piacere nell’avvertire le sue mani sul mio seno e nel sentire la sua asta di carne dura sfregare e premere contro le pareti vaginali dandomi una sensazione bellissima, sublime, provocando la loro contrazione e lo spasmo di risposta conseguente, che con le sue terminazioni nervose spandevano fremiti e piacere dappertutto, dalla vagina alla pelvi, alla cute e al cervello; rendendomi inerte, passiva e sottomessa al piacere, incapace di pensare, dominata e domata da lui, quell’uomo.
Avvertire per la prima volta la strana sensazione della carne del suo glande morbido appoggiarsi e spingere in alto il collo dell'utero …era bellissimo, paradisiaco, mi dava piccoli orgasmi continui e apnea, facendomi dondolare la testa e i capelli in quell'abitacolo ormai caldo umido e pieno di odori del mio corpo, dal mio profumo personale a quello del sudore e del mio fiato caldo che usciva nel gemere e godere. E il mio corpo reagiva scuotendosi partecipando in un ritmo erotico sfrenato.
Inaspettatamente mi afferrò i capelli sulla nuca e me le tirò forte indietro, come se fossero redini di una cavalla e puledra, facendomi piegare la testa verso l’alto, lanciai un gemito e avvertii spasmi vaginali di piacere violenti ripetitivi, quasi contrazioni continue, godendo a quella condizione di inferiorità a quell’individuo, iniziando a muovere il sedere indietro, dondolandolo di più verso quell’uomo a far arrivare le mie natiche a battere contro i suoi inguini…
Era tutto tremendo, eccessivo per me.
D'istinto per comodità di postura, per mantenere l'equilibrio spostai le mani in avanti bene sull'altro sedile, quello di Maurizio, del guidatore, appoggiandomi a dita larghe sulla seduta e non so nemmeno io come e scelleratamente esclamai senza pudore e vergogna: “Si! Si! Così! Spingi! …” Stupendomi delle mie stesse parole e della partecipazione verbale oltre che fisica che avevo a quell'amplesso che consideravo sporco e sconcio. Dal piacere non connettevo più bene… non lo vedevo, ma lo sentivo e certamente Maurizio sorrideva dietro me del mio godimento e della mia partecipazione improvvisa all’amplesso e ne era felice, avendomi trasformata lui.
A un certo punto dondolando avanti e indietro con il tronco sotto le spinte piacevoli e vigorose e profonde di quello sconosciuto per me, avvertii un caldo enorme, come un fuoco invadermi la pelvi e d’impulso balbettai senza riuscire a parlare: “Ma-uri-zio!!...Ma-uri-zio !!!”
“Sono qui vicino a te, stai tranquilla!” Rispose, sentendo la sua mano accarezzandomi la schiena sudata.
Assisteva calmo ed eccitato nel vedere le sensazioni del mio corpo, della sua futura moglie unirsi a quelle di quel cinquantenne sconosciuto, e ad ascoltare i miei gemiti di piacere.
Avvertivo il cazzo di quell’uomo scivolare in vagina seppur con resistenza dentro me, muovermi la pancia internamente, accarezzarmi e percuotermi l’utero con la cappella e ogni tanto battermi forte sulla natica a mano larga dandomi degli sculaccioni come a rimarcare la sua dominanza e la mia sottomissione.
Sentivo il suo respiro profondo e affannoso… quasi insopportabile, fastidioso, come un rantolo da vecchio.
Ogni tanto si fermava per farlo uscire quasi tutto dalla vagina, lasciando solo il glande all’interno a divaricare la vulva, per poi spingerlo di nuovo tutto dentro in un misto di fastidio e piacere, avvertendo la sua pancia e i suoi inguini battere sulle mie natiche e l'utero muoversi, sollevarsi dolcemente, spostarsi verso l'interno dell’addome e la sua asta di carne dura comprimere la vicinanza della vescica del retto.
Sensazioni mai provate prima. Godevo di un lamento unico… avevo l’orgasmo, quell’orgasmo mai provato così forte, intenso, brutale e violento:
“Aaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!! Ssssssssssshhhhhhhhhh!!!!!!!!!!! Aaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!”
Urlai confusa piantando le unghie delle dita smaltate di rosso dentro la pelle nera del sedile dell’auto, tirandole verso me, rigandolo e graffiandolo, rovinandoglielo per sempre, ma non riuscivo a fermarmi, a trattenermi, ero in preda all’orgasmo e godevo e dal piacere e in quel momento avrei voluto stapparla tutta la pelle del sedile.
“Siii!Siiii!!! Siiiii!!!! Gridavo, mentre quello sconosciuto iniziava a muoversi velocemente, non riuscivo nemmeno a parlare a trattenermi a volte andavo in apnea e mi sentivo mancare ed emettevo vergognosamente suoni gutturali di godimento, di gioia.
Avevo la sua grossa mano sul fianco a tenermi ferma, domarmi e dominarmi, farmi capire come diceva Maurizio poco prima, che in quel momento era lui il padrone di me e io la sua femmina: e con l'altra mano continuava a stringermi le mammelle, come se le mungesse, comprimendole e tirandole per poi rilasciare tutto e ricominciare. E godevo, continuando quell’esplosione dentro di me, finché in un urlo e in un orgasmo fortissimo finale, scuotendomi tutta esclamai:
“Aaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!”
E lo stesso lui, si mosse veloce fino a fermarsi e restare immobile con il fallo eretto all’interno, facendomi sentire pulsare la sua asta dura in vagina e il glande contro la cervice uterina.
In me proseguì l'orgasmo e continuai a godere, scuotendo la testa e fremendo perché avvertivo il suo fallo di carne pulsare eiaculando sperma caldo nel preservativo e contro la parete del mio utero.
Godevo, mi dimenavo e muovevo il sedere mentre lui veniva dentro me con il suo seme. Eiaculò in vagina, ma all’interno del preservativo e io assurdamente gioivo e provavo piacere da quell’atto perverso e pericoloso.
Un brivido di terrore mi percosse il corpo e la mente congiuntamente a quelli di piacere che mi stordivano, al pensiero che il suo sperma era contro il mio utero separato soltanto da un sottilissimo strato di lattice. Avvertii anche lo sgomento del pensiero di una rottura accidentale e un potenziale ingravidamento, visto che era soltanto un sottile velo di lattice a dividere lo sperma caldo eiaculato da quell’uomo disgustoso, dal mio giovane e fecondo utero.
E percepii il calore del suo seme, dal suo glande contaminare per contiguità la mia cervice uterina a cui era appoggiato. Fu una impressione terribile e bellissima contemporaneamente avvertire il calore dello sperma attenuato appena dal lattice trasmettersi contro l’utero.
Quello che provai fu indescrivibile, venni presa da una scarica di adrenalina e una eccitazione mai avuta in vita mia, specie nel momento che si fermò e con le pulsazioni iniziò a eiaculare nel profilattico, facendomi esplodere di piacere.
Al termine lo tirò fuori, e io tremante e godente cedetti con le braccia e mi lasciai cadere con il viso sudato sulla pelle nera del sedile di Maurizio, segnata dalle mie unghie e mi accasciai.
D'istinto girai il volto sudato indietro strisciandolo sullo schienale del suo sedile, alzandolo appena, vedendo Maurizio che aveva appena finito di masturbarsi e rimettersi il pene nei pantaloni.
Come mi aveva informato parlandomi di sua moglie, anche se non l’avevo visto, per un attimo lo immaginai che si masturbava ed eiaculava anche osservando me, la sua donna, futura moglie posseduta da un altro.
E spostando di poco lo sguardo, vicino a lui sotto l’ombrello, vidi quello sconosciuto e la sua asta eretta di carne lunga e rigida, fu impressionante, l’apice il profilattico pendeva in basso colmo del suo godimento dentro di me, del suo sperma color del latte. Con due dita lo prese e srotolandolo lo tolse pieno del suo seme e con un lancio trionfale lo gettò nel buio oltre i cespugli.
Abbassai il capo di nuovo in quella posizione a carponi, oscena, con il sedere sollevato a vista e probabilmente la vulva dilatata dal rapporto sessuale compiuto in quella posizione e chiusi gli occhi, appoggiando la guancia sulla pelle nera godendomi quei momenti bellissimi di estasi.
Li sentivo parlare dietro me, ma non mi interessava cosa dicevano, restavo ferma, ero incantata, rapita e a un certo punto sentii accarezzarmi il sedere e dire volgarmente dalla voce rauca di quell’uomo come se fossi stata una donnaccia: “Ciao bella signora! … Spero di rincontrarti ancora!” Dandomi ancora uno sculaccione forte sulla natica come saluto.
Non mi voltai nemmeno.
Ero ancora godente sdraiata su quei sedili in pelle nera del Suv di Maurizio. Era stato un amplesso o come lo chiamavano loro una chiavata molto eccitante, come non ne avevo mai fatto per le conoscenze che avevo allora. Avevo goduto, ero stata posseduta da un altro uomo davanti al mio futuro marito e ora potevo decidere, scegliere se diventare ed essere la moglie di un cuckold in base a come mi sentivo e a quello che provavo realmente io, e non per aver letto o sentito dire, oppure rinunciare a lui e a quelle oscenità perverse.
A Maurizio lo avevo visto seppur nella parte finale finire di masturbarsi avvolto dal mio piacere e dalla foga sessuale di quell'uomo su di me.
Quell’individuo dopo aver salutato se ne andò probabilmente come si era accordato con Maurizio, mi sarebbe piaciuto vederlo bene in faccia che tipo era, senza penombra…. Ma! …Forse in futuro se avessi fatto la scelta scellerata che voleva Maurizio, lo avrei rivisto nuovamente.
Poco dopo sentii il motore della sua auto avviarsi, tirai su il capo e vidi accendersi i fari che illuminarono tutto il buio intorno quasi a giorno e andando via spostandosi con l’auto, come due raggi di luce illuminare gli alberi, poi la nostra auto e noi, e di seguito la strada per prenderla e allontanarsi.
Mi cacciai ancora giù con il viso e restai sdraiata, piegata con il volto sul sedile del guidatore e le ginocchia sul mio sedile, spossata ed estasiata da quel godimento insolito, perverso… e ancora stordita dal piacere. Poi sentii Maurizio dietro che mi accarezzava il sedere dolcemente con le sue mani morbide, alzai il capo e mi guardai attorno nel buio, non c'era nessuno, solo silenzio e il rumore dolce e piacevole della pioggia sull’auto e sull’erba.
Aiutata da lui mi voltai e tirai su seduta di nuovo sul mio sedile, quello del passeggero e prima che scendessi per pulirmi lui si avvicinò sotto l'ombrello.
“Vieni qua!... Verso me con le gambe! Ti rimetti a posto dopo!” Mormorò.
Lo guardai e vedendolo ancora eccitato lo feci, misi con le gambe in fuori verso la portiera aperta, con le mutandine sempre giù alle ginocchia, lui appoggiando l’asta dell’ombrello sulla spalla, con le mani libere le prese per l’elastico, le tirò giù alle caviglie e le tolse tra il mio stupore.
“Forse mi vuole possedere anche lui!” Pensa felice.
Invece mi divaricò le cosce e si accovacciò tra loro, lasciando l'ombrello appeso tra la portiera aperta e il tettuccio dell'auto in modo che lo riparasse dalla pioggia e mentre io lo guardavo in silenzio e stupita cosa volesse fare, infilò la testa tra esse e iniziò a baciarmi la figa ancora bagnata e umida di umore e piacere per quell’uomo e incominciò a leccarmela. Non avrei voluto… era umiliante per lui e per me, lui era in una posizione di quasi sottomissione, inginocchiato davanti a me a gambe larghe che me la baciava e leccava, dopo che quell’uomo mi aveva posseduta facendomi godere tantissimo.
Ma la sua umiliazione era eccitante anche per me e lo lasciai fare, appoggiò le mani sulle cosce accarezzandomele e continuò a baciarmi la figa e leccare i peli bagnati dal piacere che avevo avuto nell’orgasmo con quello sconosciuto. La leccò con avidità e asservimento, sentivo la sua lingua sulla vulva ancora dilatata dall’amplesso, entrarci dentro con l’apice e muoversi come quella di un serpente e restai piacevolmente a lasciarmela leccare.
Quando fu soddisfatto, felice si alzò mezzo bagnato dalla pioggia, e ripresosi tenendomi l'ombrello mi chiese:” Devi fare pipì?”
“No!” Risposi mentendo volendo allontanarmi da quel posto al più presto.
Mi fece scendere e mettere in ordine e senza nemmeno asciugarmela con il fazzolettino di carta rimisi e tirai su le mutandine e giù la gonna a coprirmi, lo stesso con il seno, lo rimisi nel reggiseno e abbottonai la camicetta. Salii in auto e chiusi la portiera, lui facendo il giro dell’auto fece lo stesso. Prima di mettere in moto mi guardò a lungo, mentre tesa e seria mi mettevo in ordine i capelli disfatti e il trucco sudato, voleva parlare, ma capì che io non ero disposta girando la testa verso il finestrino e osservando fuori.
Ora sapevo cosa mi sarebbe aspettato se lo avessi sposato, se avessi vissuto la mia vita con lui, sapevo come sarebbe stato il mio matrimonio e dovevo scegliere.
“Ti è piaciuto?” Mi chiese al ritorno mentre guidava.
Era inutile mentire a lui e a me stessa: “Si sessualmente mi è piaciuto anche se disapprovo il mio e tuo comportamento, moralmente non mi è piaciuto concedermi ad un altro davanti a te…”
“Ohhh!!!... ma te l’ho detto Francesca, non lo devi guardare sotto l’aspetto morale, è una trasgressione, un gioco che faremo ogni tanto!”
“Ogni tanto quanto?!” Domandai seria.
“Non c’è un periodo definito, dipende dalle condizioni e da come ci sentiamo, può essere due tre volte al mese o una volta ogni due tre mesi e anche più volte, quando ti senti… dipende.
Lo guardai mentre guidava serio e preoccupato di un mio possibile giudizio negativo, era un bell’uomo Maurizio, benestante, e soprattutto lo amavo e mi amava e tutto sommato la mia non sarebbe stata peggiore della vita di alcune mie amiche rese cornute continuamente dai loro compagni o mariti, spesso sapendolo…. O i loro mariti traditi e resi cornuti da loro…
Non dicemmo più niente.
Non ci misi molto a decidere, avevo già riflettuto abbastanza e molto prima… e dovevo solo concludere.
“Fermati! Ferma la macchina!” Le dissi all’improvviso quasi spaventandolo.
“Che c’è!... Che succede?!” Mi chiese allarmato frenando.
Non risposi, lui accostò forse pensando che volessi scendere e invece appena fu fermo mi gettai su di lui abbracciandolo e baciandolo in volto con le lacrime agli occhi, piangendo e dicendole: “Ti amo! Ti amo Maurizio! Va bene! Sarò come mi vuoi tu!”
Avevo scelto e lui aveva capito e non mi importava più del resto, volevo lui e lo accettavo così com’era, con pregi e difetti.
Dopo un abbraccio e un bacio lunghissimo ripartimmo e andammo in un bar che non conoscevamo a bere qualcosa come se nulla fosse successo, poi ritornammo in auto e ci baciammo ancora a lungo, come due veri innamorati e staccandoci mi chiese: “Cosa ne pensi amore?” Sorrisi.
“Penso di sì!” Sussurrai quasi ridendo stupidamente. Mi accarezzo i capelli e mi strinse a sé.
“E ‘stata la più grande prova d'amore che mi potevi dare!” Sussurrò:” E ricorda che io ti amo...ti amerò sempre...” Affermò:” ...anche se ti concederai a qualche altro!”
Non risposi e mi strinsi a lui che continuò a parlare a stringermi e a baciarmi in fronte e sui capelli.
“Sono felice! Ti amo che mi accetti come sono e apprezzo enormemente che tu per amore rinunci ai tuoi principi e accetti i miei.”
Poi Maurizio appoggiandomi il capo sulla sua spalla, fermi in auto guardando in avanti e me fece una pausa e sorridendo felice aggiunse: “Hai visto com'è!... Come si svolge?”
“Si!... Più che altro l’ho sentito!” Pronunciai sorridendo. Sorrise anche lui.
“Si, quell’uomo è fornito sessualmente, non un super, ma abbastanza dotato e in più è esperto e capace, per questo lo hai sentito…” Rispose sorridendomi a sua volta.
“Lo faceva anche con tua moglie?” Chiesi di nuovo pur sapendolo già.
“Si, anche in modo completo e davanti…”
“Io davanti con lui sopra me non voglio!” Precisai interrompendolo.
“Lo farai sempre come vorrai tu amore!? Deciderai tu se cambiare posizione!” Ribatté.
Poi continuò nell’argomento: “Cosa provavi? Dimmi?? “Mi chiese eccitato del voler sapere.
Non aver timore, confidati pure apertamente con me delle tue emozioni, di quello che hai provato, che ti piaceva o non ti piaceva, ti dava fastidio o volevi fare e non hai fatto! ...Non vergognartene a me piace ascoltare e conoscere la tua intimità... che mi racconti…” Disse aggiungendo: “Ho visto che ti è piaciuto e ti sei lasciata andare e io so che non potevi fare diversamente perché nessuno sfugge alla propria natura specialmente in campo sessuale.
Sarei curioso di conoscere i tuoi pensieri in quei momenti, cosa hai pensato, provato e goduto di questa trasgressione.”
Maurizio era pieno di morbosità, capii che si eccitava ad ascoltarmi e gli dissi quasi vergognandomene sapendo di farlo contento: “Si mi è piaciuto …” Anche se era la verità in fondo.
“Lo sentivi dentro?” Domandò inoltre imbarazzandomi con quelle curiosità.
“Si!” Risposi:” Mi dava una sensazione di pienezza mai provata … Ma sono tutti così?” Domandai curiosa, sorridendo imbarazzata.
“Questo lo sceglierai tu, dipenderà da cosa vorrai, in genere i dotati sono quelli che fanno godere di più se sono bravi e capaci, però non vanno bene per l'anale!” Esclamò.
“L'anale?! “Ripetei scandalizzata io tirando sui il capo dalla sua spalla:” Io l’anale non lo farò mai !!... Mai!!!“Affermai decisa e seria.
Lui sorrise ancora, come se sapesse prevedere il futuro... “Giuramelo Maurizio che non mi farai fare l’anale…” Dissi agitata.
“Non te lo giuro, malo farai soltanto se vorrai tu… se deciderai tu, ricorda, non farai niente che non vuoi.”
E cambiando discorso ma non argomento proseguì non più a convincermi ma a informarmi: “Oltre le dimensioni, quello che eccita e soddisfa possono essere i luoghi, le situazioni, i ruoli, i tipi di partner e tante altre cose che se vorrai imparerai. “
Verso mezzanotte mi accompagnò a casa e tra baci e abbracci ci salutammo, avrebbe voluto che mi fermassi a casa sua, ma non volli, i miei mi aspettavano. Mi diede un bacio sulla guancia dicendo:” Grazie…” E nient’altro.
Ci lasciammo con l’accordo di rivederci il giorno seguente riflettuto.
Scesi e mi avviai al portone. A casa entrai in silenzio, andai in bagno e mi guardai a lungo allo specchio, negli occhi, non mi riconoscevo più, mi vergognavo di quello che avevo compiuto.
Appena arrivata mi feci la doccia, mi lavai tutta anche i capelli, mi sentivo inquinata da quell’uomo e lo pensavo sia con disgusto che con piacere.
A letto ci pensai molto, non riuscivo a dormire….
Avevo accettato di vivere in quel modo per amore di Maurizio. È vero mi era piaciuto e avevo goduto come non mai da quella situazione scabrosa e con quel tipo che nemmeno conoscevo e probabilmente sarebbe stato ancora così ogni quindici giorni o un mese o forse più e poi lui al termine me l’avrebbe leccata… e saltuariamente avremmo avuto rapporti completi anche io e lui.
Elaborerai il passato e decisi di lasciarmelo alle spalle di superare il senso di colpa e vivere una nuova vita e sessualità con l’uomo che amavo. Sarei diventata un’altra donna, non più una sognante. E in quel pensare del dormiveglia prima del sonno e mi dicevo:” Peggio sarebbe stato se fosse stato un magnaccia che mi avrebbe fatto prostituire…” Cercavo mentalmente tutti argomenti di giustificazione, anche i più ridicoli e stupiti per auto assolvermi della mia scelta.
Non ci sarebbe stata vergogna e disonore se nessuno avesse saputo… sarebbe stata solo una complicità nostra, un nostro vivere segreto….
Quella notte riflettei ancora sulla mia vita futura, ma senza piangere quella volta, lo feci in modo distaccato e poi caddi in un sonno profondo.
Il giorno dopo, quando mi svegliai, realizzai e ripensai a tutto ero incredula di quello che era accaduto la sera prima, mi rannicchiai sotto il lenzuolo e non volevo non solo alzarmi, ma nemmeno pensare a quello che era successo, a freddo con la mente non eccitata e senza Maurizio vicino ragionavo in modo diverso.
Restai nel letto a guardare il soffitto e i mobili della mia cameretta, quella stanza che avevo fin da bambina, piena di ricordi, desideri e sogni puliti. Avvertivo la vagina era indolenzita per quel rapporto sessuale vigoroso che avevo avuto con lo sconosciuto….
“Sarà sempre così la mia vita sessuale!? “Pensavo e ripensavo.
Provavo un senso di amarezza, dispiacere per me stessa, per aver rotto i miei sogni giovanili concedendomi a un uomo che non amavo, sconosciuto, solo per goderne carnalmente e per amore di Maurizio!
Ma seppur con la vagina intorpidita, avevo goduto, mi era piaciuto essere stata in quella posizione animale, avergli mostrato il mio sedere e il mio sesso da dietro, essere stata presa poderosamente da quel tipo in quel modo, come una cagnetta in calore … e averlo anche desiderato nel momento del godimento e dell’orgasmo mentre Maurizio guardava tutto masturbandosi.
“Diooo!!! Se lo sapesse la mia famiglia cosa ho fatto! ...I miei genitori, mia sorella! .... Dio miooo!!!...” Pensavo.
Non ero una ragazzina sprovveduta e la sera dopo quando mi rividi con lui, ne riparlammo ancora, e nonostante avessi accettato gli feci presenti le mie paure e perplessità, come ammisi anche il mio piacere e desiderio di essere stata in quel luogo con lui e con quell’uomo in quel momento.
Ci fu una chiacchierata chiara e sincera, compiuta in modo distaccato e con precisazioni, dove con più calma, senza la spinta improvvisa dell’impulso della notte prima, in una riflessione consapevole sulle conseguenze confermai il mio consenso a quella nuova sessualità che avrei vissuto insieme a lui.
“È un fatto positivo che il fare sesso con partner diversi da me sia entrato a far parte della tua sessualità e che tu ne sei restata soddisfatta e ne senta ancora il desiderio intimo. Questa decisione ti aiuterà anche in futuro quando tutto rientrerà in un assetto di normalità e sarai tu, a sentire il desiderio e l’esigenza di essere ammirata e posseduta da un altro. “Pronunciò abbracciandomi.
Passarono alcune settimane e una sera lo rifacemmo un’altra volta, sempre al solito posto, solito modo con lo stesso tipo che mi aveva soddisfatto e mi chiamava ‘bella signora’, che seppi poi chiamarsi Luigi.
Io non dissi più nulla a Maurizio, ci amavamo e continuammo il nostro vivere tranquillo da fidanzati e anche saltuariamente a praticare sesso tra noi, in un modo così diverso dal farlo come con quell’uomo trasgressivo e brutale; e ne parlavamo a letto mentre lo effettuavamo io e Maurizio e ci eccitava e soddisfaceva rievocare l’accadimento.
Con Maurizio fare l’amore era dolce, tenero, quasi femminile l’amarsi, fatto per lo più di baci, di carezze e sussurri d’amore.
Lui si eccitava facendomi domande strane, ricordandomi quei due episodi che avevamo avuti o facendomi fantasticare in qualcosa di nuovo che lui avrebbe voluto fare. Io accettavo il suo comportamento, in fondo mi convinsi che era sì una condotta fuori delle convenzioni, ma senz’altro meno sporca dell’adulterio all’insaputa uno dell’altro.
Una sera che mi invitò a cena, al termine prese dalla tasca della giacca una scatoletta da gioielleria, mostrandomi e offrendomi un anello con brillante chiedendomi: “Mi vuoi sposare Francesca?”
Sembrava un rito banale, ma mi commossi.
“Si! “Balbettai emozionata, abbracciandolo e baciandolo. Ma quando?” Chiesi incredula.
“A Settembre!” Rispose lui:” … Però dovrai smettere di lavorare in quell’ufficio, dovrai dedicarti solo a te stessa e alla tua nuova famiglia, a me e Fabio, alla casa e al resto.”
Lo abbracciai con le lacrime agli occhi, felice e dispiaciuta, felice perché sposavo l’uomo che amavo e dispiaciuta perché ormai sapevo che sarei diventata la moglie di un cuckold, una Lady sweet, ed era una mia scelta, senza insistenze, ricatti e trabocchetti, richieste o scoperte tardive dopo il matrimonio.
Lo volevo, lo accettavo e non solo per amore, avevo capito e scoperto che al di là della immoralità che aveva intrinseca quella situazione tutto sommato mi piaceva e ne provavo repulsione e attrazione e quando la praticavo… piacere e godimento purtroppo.
Avrei vissuto la mia vita coniugale come migliaia di altre donne, con la differenza che loro scoprivano dopo il matrimonio di avere un marito cuckold, io no, lo sapevo prima e lo accettavo.
Ci sposammo a settembre, tra la felicità di tutti e già durante il viaggio di nozze a Parigi, gli ultimi giorni mi offrì a un cameriere francese … nella nostra camera nuziale.
Eravamo felice in luna di miele, in un albergo di lusso sulla Senna, quando pranzavamo o cenavamo nella sala del ristorante, c’era sempre un cameriere che mi guardava... era giovane, della mia età anche un bel ragazzo.
Anche mio marito se ne accorse:” Ti mangia con gli occhi quel ragazzo…” Disse sottovoce sorridendo e soddisfatto.
“Oh... guarderà tutte così!” Risposi io.
“Sono certo che si accoppierebbe volentieri a te!” Affermò lui.
“Dai Maury… siamo in viaggio di nozze…” Lo esortai:” Non pensare a queste cose.”
Tutto sembrava finito lì, ma ogni volta che quel cameriere mi vedeva o portava o ritirava qualche piatto mi guardava con desiderio.
Un tardo pomeriggio dopo essere rientrati da una passeggiata a Montmartre, mentre ero sotto la doccia e lui era sceso nella hall, sentii aprire La porta e dire “Amore… ci sei?”
“Si! Sono sotto in bagno…” Risposi.
“Sono io…ti ho portato un regalino.” Disse. Pensavo a qualche sciocchezza che aveva acquistato quando era sceso, invece uscendo nuda dalla doccia per andare nel cassetto della camera a prendermi la biancheria intima, me lo trovai davanti e c’era anche quel ragazzo, il cameriere… che mi osservava nuda. Cercai di coprirmi con l’asciugamano.
Era questa la sorpresa che mi aveva portato. Guardai mio marito rassegnata, capii subito cosa intendeva e restai li ferma nuda e bagnata e se devo dire la verità anche eccitata da quella improvvisata. Maurizio si avvicinò prendendo il grande asciugamano di spugna con cui mi fasciavo dicendo:” Ti asciugo io amore…” Sollecitando il cameriere:” Su vieni! Aiutami anche tu!”
Restai ferma a lasciarmi asciugare con malizia da loro due, poi quel cameriere probabilmente già istruito da Maurizio mi accarezzò il corpo e accompagnandomi mi fece sdraiare sul letto, tolse l’asciugamano con una mano lasciandomi completamente nuda sdraiata sopra il copriletto e venendo verso me iniziò a baciarmi le mammelle e succhiare i capezzoli, allargandomi nel contempo le gambe accarezzandomi la figa… Il tutto sotto lo sguardo eccitato e contemplativo di mio marito.
Il resto fu semplice, non si spogliò neppure completamente il cameriere, si slaccio i pantaloni e le tirò giù insieme allo slip, aprendosi anche la camicia sul torace. Io ero tanto eccitata e desiderosa di fare sesso che in quel momento non pensai minimamente al preservativo e mi penetrò cosi a pene eretto nudo possedendomi e baciandomi volutamente anche in bocca. In bocca non volevo, subito cercai di allontanarlo voltando il capo, ma poi ... vedendo mio marito lì in piedi vicino a noi che si masturbava, ricambiai…
Finimmo che lo estrasse e mi eiaculò sull’addome e mi rifeci la doccia.
L’avevo fatto senza protezione, aveva ragione Maurizio, dipendeva dalla situazione e con chi eri, e lo facemmo senza. Quella fu la prima volta anche nel letto con Maurizio seduto vicino che guardava, mi accarezzava e si masturbava...
Da lì iniziò la mia nuova vita, dal viaggio di nozze.
I mesi e gli anni seguenti li passammo come due sposini, a passeggiare, farci coccole e stare insieme.
Con il tempo il concedermi ad altri diventò anche parte dei miei desideri e fantasie sessuali e non lo facevo solo più per accontentare Maurizio, ma anche perché iniziava a piacere anche a me.
A mio marito piaceva che fossi ammirata, guardata e desiderata. A volte andavamo in discoteca e mi faceva indossare vestitini sexy a gonna corta e una volta in pista mi lasciava da sola a ballare e tornava a sedersi al tavolino, lasciandomi a danzare attorniata da ragazzi sconosciuti che ci provavano oppure da qualche uomo che mi adocchiava, scrutava e corteggiava. E poi al termine quando uscivamo dalla sala da ballo, mi portava a farmi possedere dove avevamo già l’appuntamento con qualcuno. E io calda ed eccitata di essere stata desiderata e strusciata, mi concedevo volentieri al maschio di turno che lui aveva contattato.
Io penso che queste emozioni così intense e raffinate si provano solo con la trasgressione e siano come una droga che danno dipendenza, per cui con il tempo non si riesca più a farne a meno, ma si richiede sempre qualcosa di più.
Si, in pochi anni il veleno della lussuria e della trasgressione entrò anche in me contagiandomi da non poter fare più a meno del sesso forte, hard, proprio come una droga.
Ora sono passati cinque anni e sono sua moglie, e ne sono soddisfatta e orgogliosa, sono una signora per bene, ho smesso di lavorare o meglio, non sono più dipendente ma ho un'attività per conto mio, aiutata anche da una commessa. Non mi piaceva stare senza fare niente, ho aperto una piccola attività di accessori pregiati per l’abbigliamento femminile, dai foulard ai guanti, cinture, sia in pelle che in tessuto, oltre che piccole gioie complementari.
Sono cambiata anche nel look, non più quello sbarazzino da ragazza cresciuta, ma da donna adulta, da signora giovanile. Ho un figlio, Fabio che ora ha 17 anni e sta terminando il liceo, mi ha accettato pienamente nel mio ruolo di amica – madre.
Siamo andati a vivere in casa sua, dove ho trovato una stanza armadio piena di vestiti, scarpe ed accessori griffati della sua “ex” moglie. Alcuni capi molto belli e di valore li ho tenuti per me e li indosso tutt'ora, altri della misura che potesse indossarli li ho regalati a mia madre, tipo scarpe, foulard, ma soprattutto ho donato molto a mia sorella, che non pensava minimamente di farsi un guardaroba griffato del genere, gonne, jeans, top, giacche in pelle, giubbotti e accessori, cinture e collane che non mi piacciono.
L’appartamento un po’ per volta l’ho fatto ristrutturare e arredare tutto, non che fosse brutto, tutt’altro, ma non mi andava vivere in una casa con i gusti di un’altra donna, ora la moglie sono io….
Ho fatto tinteggiare i muri, cambiato alcuni mobili e la loro disposizione, altri li ho dati in regalo a mia sorella. Ho allargato e fatto piastrellare la cucina e il bagno di altro stile e colori di quello che avevano. Ho voluto dare una impronta diversa alla mia e loro vita e non essere solo una copia di un ricordo di un’altra donna che non c’è più, ma essere un'altra moglie e anche mamma sotto certi aspetti, viva e differente.
Lui inizialmente a tutti questi miei cambiamenti e rimozione di vecchi ricordi ha storto un po' il naso, non voleva che cancellassi tutto il suo passato e con esso la presenza della sua ex moglie, ma la mia determinazione fu decisa e risoluta che si adeguò e mi lasciò fare.
Sessualmente sono molto cambiata, mi sono trasformata nel senso stretto della parola, sia d’aspetto che in gusti, sono un'altra donna, più smaliziata e decisa, sono diventata una Sweet vera, la moglie del cuckold.
Si dice che è l'occasione che fa l'uomo (o la donna) ladro, ed è vero, anche nell’ambiente del cuckoldismo è l'occasione che ti spinge sempre oltre a provare di più.
Dopo sposati ed essere stata offerta a un cameriere nel nostro hotel a Parigi al termine del viaggio di nozze, al rientro dopo qualche mese ci siamo incontrati ancora allo stesso modo in una camera d’albergo con un nuovo partner, oramai io ufficialmente sua moglie. In seguito durante l’estate ho avuto incontri con un bel bagnino tutto abbronzato e muscoloso e nella bella stagione quando capitava di incontrarci, per far essere tutto più eccitante, praticavamo sesso in auto o in piedi fuori dall’auto adesi alla fiancata. Successivamente quando è arrivato il l’inverno e le temperature esterne sono scese, si è passati a farlo in albergo o in qualche appartamento del partner se lo aveva… e sempre a letto, anche in varie posizioni.
Anche se mi dicevo che non l’avrei mai più rifatto come con quel cameriere a Parigi, ho finito per farmi possedere ancora con un partner sdraiato sopra di me e alla fine in preda al piacere e alla lussuria a lasciarmi baciare ancora in bocca, anche se non volevo. È difficile rifiutare un bacio o la lingua di chiunque in preda al godimento e all’orgasmo e così è capitato a me e da lì con il secondo partner, quando provavo piacere, iniziai a farmi baciare anche in bocca.
Ho praticato sesso nudi nel letto, all’inizio alla missionaria, poi su richiesta anche di mio marito a carponi o alla pecorina come la chiamano volgarmente loro e infine, nella posizione dell’amazzone, io seduta sopra il partner con il suo sesso eretto in vagina, sia girata verso le sue gambe che in direzione del suo volto mentre mi succhiava i capezzoli.
A volte d’accordo con mio marito abbiamo frequentato più volte lo stesso partner, non perché fosse bello e mi piacesse, ma perché era bravo, dotato e sapeva farmi volare dal godimento.
In sei anni, ho avuto decine e decine di rapporti sessuali con persone diverse e pulite, quasi tutte con il profilattico, le precauzioni sotto il profilo igienico e riproduttivo non le ho mai dimenticate. Altro è quando si è su di giri ed esaltate, e mi duole dirlo perché devo dare ancora una volta ragione a mio marito, si pratica anche liberamente, senza preservativo, solo per il gusto di saperlo o avvertire il glande e un bel fallo nudo in vagina; per sentire l’adrenalina salire e avere il terrore che se non si sa trattenere, puoi essere eiaculata in vagina.
Per precauzione per un periodo avevo messo lo IUD, un dispositivo intrauterino come anticoncezionale, ora assumo la pillola sia per evitare gravidanze indesiderate, sia perché mi regolano l'attività ormonale nell'organismo e mio marito lo sa.
Come si dice un passo dopo l'altro, ho salito ...o farei meglio a dire, ho sceso molti gradini della depravazione del cuckoldismo diventando una brava sweet, fino ad arrivare a quello che per me era l’estremo e mi ero giurata che mai e poi mai l’avrei fatto, l’orale e l’anale. Si l’ho preso anche dietro, sono stata sodomizzata… e tutto sommato non mi è dispiaciuto e sono diventata anche una discreta bocchinara quando ho voglia di farli. In una circostanza particolare ho fatto sesso anche con una ragazza. E si, anche lesbo…. Ma non mi è piaciuto leccare e farmi leccare la figa da una donna, preferisco il maschio.
Aveva ragione Maurizio quando diceva che sarebbero state scelte mie e che quello che rinnegavo oggi avrei potuto farlo domani, difatti lentamente mi sono trasformata sessualmente e nel vivere la trasgressione ho avuto rapporti con uomini in un modo che non conoscevo e che mai avrei pensato di praticare.
Ho giocato con Maurizio a travestirmi, a essere provocante, in una stanza ho trovato lingerie hard della sua ex moglie, la mia predecessora, dalle scarpe con strass e tacchi vertiginosi ai reggicalze, calze a rete colorate, guapperie, string, reggiseno burlesque, oltre che parrucche di varie acconciature e colore che a volte indosso per gioco e per non essere riconosciuta, specialmente se pratichiamo carsex, visto che con gli anni i miei capelli lunghi li ho accorciati sul collo e li ho tinti di scuro che mi stanno meglio.
E si, quella sweet, quella sporcacciona della mia predecessora, la sua ex moglie aveva un guardaroba di indumenti e accessori hard che (dopo averli lavati) li ho tenuto per me e mio marito è stato ben contento.
Ora ho 36 anni, sono una signora per bene, borghese, allegra e giovanile anche nell'aspetto. Vivo bene e non mi manca nulla dal punto di vista sentimentale, sessuale ed economico, mi sono adattata a questa nuova vita immorale, che però non è assolutamente male se vissuta con filosofia. È solo diversa dalle altre, non convenzionale.
Come capita a ogni donna a un certo punto del matrimonio e della vita, pochi mesi fa avvertii forte il desiderio di maternità, di avere un figlio, di diventare mamma e felice comunicai a mio marito il mio desiderio di maternità, di avere un figlio o una figlia mia e sua…. È stato contento, felice di apprenderlo, mi ha detto che anche lui era d’accordo ad averlo, ma poi prendendomi da parte e abbracciandomi, mi ha gelata con la sua risposta.
“Sono davvero felice del tuo desiderio Francesca…” Disse con il sorriso:” … ma c’è un problema! C’è una cosa che devo dirti. Non l’ho fatto prima perché non pensavo che tu avresti dovuto questo desiderio”
“Quale problema!” Domandai evasiva.
“Io son sterile!” Mi confidò guardandomi serio.
Restai intontita pensavo di non aver capito bene:” Come sei sterile?”
“Si sterile… non posso avere figli.” Ribatté.
“E da quando scusa?... Lo sei diventato ora?” Chiesi sorpresa.
“No lo sono sempre stato!” Ribadì serio.” Ho sempre sofferto di azoospermia, fin da ragazzo…”
“Come azoospermia?” Domandai: “Che significa?”
“Significa che non ho spermatozoi vivi nel seme, non sono fertile…”
Mi sedetti stravolta da quella confidenza: “Come sei sterile? E Fabio?... Fabio di chi è figlio allora?” Domandai.
Restò in silenzio guardandomi e intuii subito cosa significava il suo non rispondere.
“La tua prima moglie lo ha avuto con un altro?... “Aggiunsi guardandolo.” …Un partner degli incontri? ...” Mormorai scandalizzata.
“Da chiunque lo ha avuto è mio figlio!” Ribatté serio
“Si certo!... Non discutevo questo aspetto, ma biologicamente non è tuo?” Asserii.
“Si!... Non è mio biologicamente.” Ammise.
Restai basita sibilando:
“E come dovrei farlo io un figlio? ...” Al suo silenzio risposi io per lui:” …Come la tua prima moglie?! Farmi ingravidare da qualche partner?”
Non rispose subito, ma capii che era serio, che se avessi voluto un figlio avrei dovuto farmi fecondare come la sua prima moglie, da un partner occasionale sconosciuto che avrebbe scelto lui.
“E comunque amore, se tu vuoi averlo anche da un altro, per me andrà bene, sarà mio con il mio cognome, sarà nostro figlio. “Affermò.
Li per lì non dissi più niente non ne avevo la forza né il coraggio dopo quello che avevo appreso. Ma ci riflettei e giorni dopo ne riparlammo.
“Io voglio un figlio mio!” Ribadii decisa.
” Va bene facciamolo!” Rispose lui con la sua solita calma.
“Ma facciamolo comeee??...” Mi misi a gridare:” Cosa intendi?... Che devo praticare la fecondazione artificiale eterologa? O andare a farmi fecondare da qualche partner depravato in un incontro?” Domandai.
“Nooohhh! .... Lascia perdere tutte queste cose Francy… ci sono altri metodi.” Affermò.
“E quali?... Quello di farmi ingravidare da qualche partner la fuori di quelli che trovi tu per i nostri giochi?” Pronunciai risentita e contrariata.
Restò in silenzio e poi sbottò:” Perché no! Con la mia prima moglie è avvenuto così, e non mi sembra che siamo stati genitori cattivi, lei è stata una mamma splendida e io come padre, hai visto tu senza dover darti spiegazioni, così sarebbe anche per te, per nostro figlio o figlia, per noi.”
Restai in silenzio allibita, ma lui proseguì:“Per amarlo di più, non dobbiamo sapere chi è il padre biologico!” Affermò.
“Come… non lo dobbiamo sapere?” Domandai stupita.
“Si, si può fare come è avvenuto per la mia prima moglie, si ha un incontro casuale con più uomini puliti e sani con te bendata, come se fosse un gioco un triangolo erotico trasgressivo. Noi scegliemmo il numero di tre, dissi a loro che mia moglie prendeva l’anticoncezionale ma non era vero e che le piaceva sentirsi sborrare dentro e loro ignari accettarono e nell’incontro da ognuno di loro si fece eiaculare da tutti e tre in vagina, in modo che non memorizzasse l’ordine degli amplessi senza sapere chi fosse il primo a eiacularle … e in quel modo è stata fecondata.”
“Incinta non da uno ma da tre sconosciuti? Con me bendata senza nemmeno sapere chi è il padre?” Mormorai.
“Si! ...non sarebbe una fecondazione artificiale ma naturale. Solo in questo modo sarà solo nostro, non sapendo nemmeno chi è il padre biologico, come è successo con Fabio.”
Ero attonita, non ebbi la forza di rispondere, lui si allontanò chiamato al cellulare e non ne parlammo più.
Mi vennero in mente tante frasi e concetti che mi diceva prima di sposarci, quando cercava di convincermi a diventare una sweet e io ancora pudica e moralista resistevo sperando di cambiarlo mentre invece lui stava cambiando me. Come quando mi diceva che anch’io come altre avrei scelto di farmi eiaculare liberamente in vagina e io gli rispondevo che era pazzo a pensare un atto simile da me…
Di questo istinto materno che mi aveva preso non ne parlammo più, ora è passato qualche mese e a volte, sento il desiderio forte di avere un figlio mio, mi manca. Ho Fabio che ora ha 16 anni, è un bel ragazzo e inizia a frequentare ragazzine ed è come un figlio per me e io una madre giovane ma vera per lui, ma non mi basta.
Il tempo cancella i ricordi e con essi la moralità e la purezza e favorisce l'oblio della memoria e fa nascere nuovi affetti, intenzioni e proponimenti, e così è anche per me come ogni giovane donna, in alcuni momenti mi assale prepotentemente il desiderio della maternità.
Ne ho parlato con il mio ginecologo e mi ha detto che per avere un figlio oggi, con le attenzioni e i trattamenti che ci sono, si può essere fecondate e portare avanti una gravidanza tranquilla e senza problemi fino a 42 anni, quindi ho poco tempo… ancora qualche anno….
Ora ci sto pensando seriamente, conoscendo il suo pensiero oramai so che non sarà lui o una fecondazione eterologa, artificiale a ingravidarmi e rendermi madre, ma… probabilmente qualche partner sconosciuto scelto da lui per far sì che sia solo nostro e tutto sarà riservato come quello il cuckoldismo che pratichiamo. Sarà come è successo con sua moglie per avere Fabio, compiere bendata sesso contemporaneamente con tre uomini che non vedrò e che mi eiaculano in vagina senza che io sappia chi sono…
A volte ci penso, mi sto abituando all’idea di lasciarmi ingravidare come ha proposto lui, il metodo non contrerebbe nulla, l'importante sarebbe il risultato e in qualunque modo verrei fecondata sarebbe sempre un figlio nostro, mio e suo.
Con Fabio è un padre meraviglioso anche se non è suo figlio biologico, ma solo della sua prima moglie e di qualche sconosciuto, certamente sarebbe così anche con quello che avrei io…un buon papà.
In alcuni momenti guardo attentamente Fabio per cercare delle somiglianze con Maurizio, che non trovo, perché oramai so che sua madre è stata fecondata da qualche partner in qualche incontro trasgressivo e mi vengono in mente le sue considerazioni di quando parlavo di Fabio con lui e mi diceva: “Non assomiglia a me... Poco! Assomiglia tutto a sua madre! A preso tutto da lei! “
Vedremo! Comunque non ho intenzione a rinunciare a diventare mamma.
Per il resto, la nostra vita coniugale prosegue normalmente e potrei aggiungere meravigliosamente, da non sembrare di vivere con una doppia vita, se non negli incontri trasgressivi che effettuiamo saltuariamente. Comunque lui è dolce e tenero, un buon marito e mi capisce e asseconda sempre.
Gli incontri, come li chiamo elegantemente io o gli accoppiamenti o giochi come li chiama lui, come ho giù detto non avvengono con una cadenza costante e precisa, possono seguire il ritmo di una volta o due al mese o molto di più, oppure anche nulla per alcuni mesi, dipende dal momento, dalla situazione e da come ci sentiamo noi, io soprattutto….
A volte si! … Sembrerà strano e impossibile, ma sono io che gli chiedo di programmare un incontro, lo sento come una necessità fisica, sessuale di accoppiarmi e godere carnalmente in modo vigoroso e addirittura sconvolgo un calendario di incontri con amici e conoscenti che avevamo già programmato.
In genere li progettiamo gli incontri, in altri momenti è l'occasione, l'opportunità del momento che ci spinge … in genere in vacanza e sempre con della precauzione e le nostre regole.
Ora ho finito di scrivere, ho voluto parlare di me, della mia vita, perché ho letto spesso su siti e riviste, anche ‘serie e credibili ’ femminili, di mogli che si lamentano con la psicologa o lo psicologo di turno del marito, che dopo anni di matrimonio abitudinario, hanno scoperto essere un cuckold e le esorta ad avere incontri sessuali con altri uomini. O di altre che si lamentano del fatto che vorrebbero il marito cuckold…
Ebbene con questa mia ho voluto informarvi della mia vita, che io l’ho scelto il marito cuckold… e per amore.
Bene ora ho terminato di narrare e ho passato due ore piacevoli con voi a parlarvi di me, delle mie scelte, dei miei ricordi e del mio futuro. Tra poco chiuderò il portatile e domani spedirò questa mia testimonianza a Immoralex.
Ora nuda ritornerò in camera mia, passerò davanti a mio marito seduto in salotto che traffica con lo smartphone a parlare con i suoi colleghi e che probabilmente nemmeno si accorgerà e mi osserverà preso come sarà dalla telefonata, a differenza di tutti i suoi amici e conoscenti che sbavano per me e pagherebbero oro per vedermi nuda. O forse mi farà un sorriso un cenno con la testa o con le dita, guardandomi ma come se non lo facesse...Ritornerò in camera nostra davanti al grande specchio dell’armadio ad ammirarmi e amarmi da sola, nuda, mi passerò sul collo, tra il seno e sull’addome le dita con il mio profumo preferito sensuale e Intramontabile “Narciso Rodriguez For Her “intenso e educente e mi lascerò avvolgere da esso visto che mio marito non lo fa…
Poi andrò alla console, mi pettinerò i capelli in questo periodo tinti di nero e truccherò il viso da renderlo sensuale e accattivante, con labbra rosso scarlatto come l’ombretto sulle palpebre. E sempre nuda tornerò a rispecchiarmi, ad ammirarmi contemplandomi e a vedermi fuggire se non la bellezza, la giovinezza.
Mi osserverò il seno e i capezzoli, i fianchi e il ventre che non sarà più incavato come prima. Fisserò il sesso oramai da anni completamente depilato, con la sua bella linea del piacere sulla vulva che la divide in due evidenziando le grandi labbra carnose. Metterò lo slip con pizzo traforato nero come il reggiseno che ho preparato sul letto, accarezzandomi le mammelle. Lo stesso farò con le calze autoreggenti di seta e nailon rosse che nell’assestarle liscerò e accarezzerò le gambe. Poi calzerò i sandali già preparati con tacco da dieci centimetri e indosserò il mio bel vestitino leggero color vermiglio, come il blazer rosso che metterò subito dopo. Prenderò la pochette con la catenella dorata da mettere a tracolla sulla spalla, con all’interno lo smartphone e vari accessori di beauty e andrò di là da Maurizio, seduto in salotto che mi guarderà mentre lavora, alzando il capo e dicendo: “Sei pronta!?”
“Si sono pronta!” Risponderò io.
E mi porterà a chiavare con qualcuno e mi sentirò come una puttana o meglio una escort pronta a concedersi in un rapporto sessuale. Prima andremo a bere qualcosa in un pianobar e poi mi accompagnerà dal mio partner occasionale… al luogo convenuto. E a tutto questo sono arrivata per amore, solo per amore, che se anche oggi non c’è più come prima e si è trasformato, è restato il bene e la tenerezza.
Come scrivo all’inizio di questa mia testimonianza, con Maurizio mi sono comportata come la ragazzina innamorata, che per amore del suo ragazzo o fidanzato, che la informa di trovarsi senza soldi con debiti, la convince per una volta ad aiutarlo, a concedersi sessualmente al debitore; non sapendo che da quel momento inizierà la sua vita da prostituta… come è successo a me.
Ah… dimenticavo di dirvi, stanotte Fabio dormirà da sua nonna e per loro noi saremo a una festa…
Grazie a Immoralex.
Buonasera a tutti e grazie della pazienza di giungere fino in fondo.
Francesca.
Per commenti, suggerimenti, idee, notizie o critiche, scrivere a:
dressage1@hotmail.it
Grazie.
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