Meglio tardi 10

di
genere
incesti


“Mamma, hai una fica così… così… succosa, che viene voglia di mangiarla!”
“E allora mangiala, che aspetti?”
“Vacci piano! Lasciane un po’ anche a me!”
“Tranquilli: ce n’è per tutti e due e ne avanzerà anche per altri. Dio, quanto mi sento troia e quanto mi piace esserlo.”
Proprio in quel momento di altissimo coinvolgimento erotico tra me Mirko e Saverio, prese a squillare il cellulare. Guardai lo smartwatch, consapevole che niente e nessuno mi avrebbero distolta da quello che stavo facendo.
“Zia Clotilde! La richiamo dopo: non credo sia urgente.”
Tornai ad imboccare il cazzo di Saverio, mentre Mirko continuava a trattare la mia fica come volesse veramente divorarla. E mentre la sbranava, facendomi sentire i suoi denti stringersi sul mio clitoride, con le dita si impegnava in un ditalino che, con lui, non era mai qualcosa di banale. Godevo, felice di quell’amplesso, con il mio uomo, il mio fidanzato, mio figlio ed il suo amico. Godevo al pensiero di essere la donna di un grande uomo e la troia di tanti.. quando mi fecero capire che era arrivato il momento di essere farcita a dovere, non mi tirai certo indietro: mi impalai con la fica sul cazzo di Mirko, stendendomi sul suo petto, in modo di offrire il buco del culo alla vista ed alla mira di Saverio. Che sensazione di beatitudine: solo chi l’ha provata può capirmi. In quel momento desiderai che qualcun altro entrasse per poter avere anche un cazzo in bocca. Ma non arrivò nessuno. Dovetti accontentarmi di soli due cazzi, anche se notevoliu e notevolmente capaci. Ci saranno altre occasione, pensai tra me, mentre i due ragazzi mi sfondavano culo e fica alternandosi tra lo stare immobile e muoversi con un ritmo sincronizzato. Una chiazza di umori si allargava sempre più sulle lenzuola, a testimoniare quanto avesse ragione Mirko sulla succosità della mia fica.
“Dai, porci! Dateci dentro che voglio sentirmi una vera puttana! Spaccatemi! Tanto non riuscirete mai a togliermi la voglia di scopare.”
Non posso certo dire che non mi presero in parola: mi sfondavano con colpi violenti, quasi feroci che mi facevano sentire i loro cazzi sfregare uno sull’altro ed entrambi dentro di me. L’orgasmo arrivò quasi improvviso, quanto devastante. Il mio corpo fu scosso da convulsioni incontrollabili che sfociarono in un pur breve svenimento. Quando mi fui ripresa, sentivo ancora il mio corpo fremere: avevo bisogno di un po’ di tempo per calmarmi e glielo chiesi.
“Dovete lasciarmi stare per un po?! Ne profitterò per richiamare zia Clotilde e chiederle cosa volesse.”
Allungai la mano per prendere il cellulare e pigiai il tasto di richiamata. Rispose dopo un paio di squilli.
“Scusa, cognata, ma ero impegnata!”
“Sbaglio di tanto se penso a qualcosa di piacevole?”
“Neanche di un briciolo!”
Incuranti di quando avevo detto, quei due adorabili mascalzoni avevano ripreso a tormentarmi i capezzoli, mordicchiandoli, mentre le mani scendevano tra le mie cosce spalancate, mugolai, ancora troppo sensibile.
“A quanto pare l’impegno non si è ancora concluso!”
“Te l’ho detto, Clotilde: sono due adorabili indisciplinati… mmhhh… Oddio, odddio! Vengo di nuovo!” Uno dei due aveva accelerato il ritmo di andirivieni con l’intero pugno affondato nella mia fica, togliendomi il respiro e trascinandomi nelle stanze dei un piacere infinito.
“Ci sentiamo più tardi?” chiese Clotilde.
“No, tesoro! Dammi solo il tempo di riprendermi…”
“Sì, d’accordo! Ma mi stai facendo eccitare: ho la fica che mi cola e solo suor Rita qui con me.”
“E tu fattela asciugare da lei, per il momento!”
“Proprio quello che sta facendo ora, cognata!”
“Ma, dimmi: perché mi chiamavi?”
“Ho parlato con Niccolò: lui non è d’accordo che veniamo vestiti in abiti…civili alla vostra festa di fidanzamento.”
Rimasi, sinceramente, delusa: Clotilde era l’unica parente prossima e di una prossimità anche di pensiero e di azione. Ma lei proseguì, senza che la interrompessi.
“Lui sostiene che non sarebbe neanche giusto per la battaglia che ho fatto e per aver ottenuto la costituzione del nostro ordine… Rita sei eccezionale, bravissima, leccala per bene, meravigliosa…”
“Vedo, anzi sento, che ti stai dando da fare. Ma dimmi almeno cosa avete deciso!”
“Niccolò sostiene che non abbiamo fatto voto di castità, ma solo una promessa di non suscitare scandalo. Quindi, se tu mi assicuri l’assoluta discrezione dei presenti…”
“Scherzi? Tu rischi solo lo scandalo, io e Mirko anche qualcosa di più. Non saremo tantissimi e tutte persone di cui mi fido ciecamente.”
“Allora, io e Niccolò ci saremo con i nostri abiti da monaci. Magari un tantino più audaci!”
“Questa è una bellissima notizia. Ora, però, ti lascio. Ho due ragazzacci da soddisfare e sono sicura che sarà un vero piacere anche per me. Dì a suor Rita di leccartela bene e di sfondartela con la mano. Ciao , cognatina! Non vedo l’ora di assaggiarla anch’io!”
“Quando vuoi è a tua disposizione. Buon divertimento, Olga. E dai un bacio sul cazzo al mio nipotino da parte mia.”
Chiudemmo la chiamata e mi rivolsi ai miei due amanti.
“Ora si fa sul serio: vi estrarrò fino all’ultima goccia di succo vitale che avete nelle palle. Lo voglio ingoiare tutto, monellacci. Ma, per cominciare, torniamo a fare una bella doppia che siete bravissimi!”


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scritto il
2026-01-31
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