Come tutto ebbe inizio... Cap 51
di
Maurox
genere
corna
Una questione di palle.
Wei! Una mail di Wei con gli allegati.
- Ciao Mauro. Hai finito il weekend al mare con Federica?
Credo di si e sarai tornato a casa lasciando i tuoi cari in vacanza.
Su richiesta di tua moglie ti invio altre due foto della piccola Luna con la mamma.
Ricorda sempre che Shuli non vuole che te le mandi, anche se sono convinta non sia cosi, altrimenti non avrebbe senso farmele fare con la mia macchina fotografica.
Ti saluto e ti ringrazio per la sorpresa che mi hai inviato. Aspetto con ansia il suo arrivo.
Ciao Mauro. Un bacio e un abbraccio, in special modo ai ragazzi. -
Apro il primo allegato e...
É bellissima, cazzo! Una bella bambola capellona in carne e ossa é davanti ai miei occhi.
Lo schermo del monitor mi mostra una bimba con due guanciotte paffute.
La veste una tutina con su scritto, forse per uno strano scherzo del destino, "hello daddy".
I lineamenti sono della mamma, non ci sono dubbi, ma gli occhi non quadrano e aspetto sempre che l' anno passi perché si definisca l' effettivo colore.
Non lo so se effettivamente sia mia figlia, ma io, a tutti gli effetti, la sento mia e credo che anche Fede sia convinta di questo.
Non avrebbe avuto motivo altrimenti, chiedere a Wei di inviarmi altre foto di Luna.
Mi sento colpevole di aver fatto con Shuli quello che non vorrei fosse fatto da Fede a me, e cioè rimanere incinta di un altro uomo.
Non so se il marito di Shuli é convinto che Luna sia sua figlia, ma io, a forza di sentirmelo dire, comincio a credere che sia la mia.
Ma che cazzo dico. Mi sto facendo delle pippe mentali sulla paternità di Luna e non penso che forse ............ non é mia figlia.
Si, lo ripeto, ormai lo è anche se non lo fosse, però ...
Macché però, le voglio un amore infinito alla cocca di papà.
Continuo a guardare la foto e poi clicco sul pulsante del mouse per aprire il secondo allegato.
Oh cazzo! Mamma e figlia insieme.
Continuo a fissare l' immagine sul monitor e una morsa mi stringe il petto.
Mi ritorna la nostalgia, la mancanza della mia bambolina orientale é un vuoto che non riesco a colmare.
Più che quella di Fede sento la sua di mancanza.
Forse é dovuto al fatto che Fede la rivedrò presto, questione di giorni, mentre Shuli ormai é una chimera, un sogno impossibile da realizzare.
Oh cazzo! Spengo tutto. Devo andare sulla scogliera, su quel benedetto sasso che forse potrebbe veramente alleviare la tristezza che ho dentro di me.
No! Sulla scogliera no. Meglio evitare e forse è meglio che dica a Wei di non mandarmi più foto.
Non posso vivere cosi! É troppo doloroso in questa maniera.
Vado a correre. Forse può allentare la mia crisi e tornare nuovamente a farmi ragionare.
Lascio stare l' impianto di irrigazione e mi preparo per uscire a correre.
Voglio stancarmi fino a quando il corpo mi dice stop.
Esco. Fuori c'èancora luce e inizio a correre.
Dopo una mezz'ora di corsa leggera, passando dalla pinetina, comincio a spingere tornando verso casa.
Sul viottolo incrocio una mora.
Sta correndo anche lei e il sudore le scende copioso dal volto.
Mentre ci incrociamo io la guardo e altrettanto fa lei.
Poi torno a guardare avanti continuando a correre in maniera leggera, ma le gambe cominciano ad essere pesanti e sento la stanchezza.
Improvvisamente...
"Aahhhh! "
Un grido di dolore.
Mi blocco immediatamente e mi volto per guardarmi dietro.
La mora é in terra.
Si tiene un ginocchio che é sanguinante.
Torno indietro.
"Signora, l' aiuto."
Con un chiaro accento milanese...
"Grazie! Non ho visto la radice del pino e sono inciampata."
Nonostante il dolore non esterna nulla ed é di una tranquillità estrema.
"Se ce la fa a camminare la porto in casa mia e le medico la ferita? "
"Grazie! É molto gentile, ma vorrei... "
L' aiuto ad alzarsi, ma subito le cede la gamba.
"Ahi ahi! La caviglia, che male."
"Perbacco! Credo sia una brutta distorsione."
"Non l' ho vista, non l' ho proprio vista. Maledetta radice."
"Non l' ha vista?! Come ha fatto a non vederla, é bella grande."
"Diciamo che sono stata disattenta e stavo guardando altro."
Mi viene da ridere ma non lo faccio. Se magari invece di continuare a guardare me, avesse visto la strada davanti a lei, l' avrebbe vista. Ahahah.
"Succede signora. Sono cose che accadono.
Venga signora, la porto in casa."
"Sia gentile, mi porti a casa mia."
"Ha la macchina signora?"
"No no. Sono qui, in quel villino."
Mi indica il villino di Gabriella.
Non é di certo una delle ragazze che mi ha detto Aldo, forse é la mamma di una di loro.
A vederla cosi, ad occhio e croce, credo abbia intorno ai 40/45 anni.
Un po' scarsa di ciccia, poco seno, ma ha un bel viso, due belle gambe e un culetto non male proprio.
Credo sia una di quelle malate del fitness. Allenamento continuo e dieta ferrea.
"Da gabriella? Siete gli affittuari di Gabriella?"
"Lei conosce la signora Gabriella?"
"Beh, direi di si, visto che é la mia vicina. "
"Oh cielo! Allora lei é il signor Mauro?"
"Si, ma tolga il signore. Mi fa sentire vecchio. Ahahah!
Gabriella mi ha detto di aver affittato la villa a quattro studentesse, ma lei tanto studentessa non sembra."
"Ahahah! Ha ragione! Piacere, io sono Miriana, la mamma di Donatella, una delle quattro studentesse."
Le allungo una mano e stringo la sua che é già davanti a me.
Lei mi osserva come se fosse meravigliata e non ne comprendo il motivo.
"Venga Miriana, la porto in casa, cosi medichiamo la ferita al ginocchio e da quel che vedo forse anche una disinfettata alla mano e del ghiaccio alla caviglia non farebbero male."
L' aiuto a sollevarsi.
"Scusami Mauro, sono tutta sudata. Ti sto dando del tu, posso? "
"Non preoccuparti, sono sudato anche io e per il tu, te lo sto dando pure io. "
E cosi, col passo claudicante, ci dirigiamo verso il villino di Gabriella e appena la figlia la vede: "Mamma, cos' hai fatto"?
"Donatella, sono caduta e Mauro, quel Mauro, mi ha raccolta e portata a casa."
Quel mauro! Credo che Gabriella abbia un po' enfatizzato il mio nome. Che cazzo le avrà detto.
"Ah! Lui é il signor Mauro, mamma? "
"Si, lui é Mauro. Non vuole il signore, pertanto togliete pure il lei.
Ragazze, preparategli un caffè e cortesementedatemi del ghiaccio e del disinfettante per le ferite."
"Miriana, non voglio disturbare e..."
"Nessun disturbo!"
"Ok. Allora un caffè lo accetto volentieri anche se prima gradirei un bicchiere d' acqua."
Risponde la figlia.
"Subito, lo porto subito. Mauro, noi vorremmo scusarci per il baccano o il frastuono a musica alta.
Non lo facciamo spesso, ma facci sapere se ti crea problemi?
Sai, abbiamo semplicemente festeggiato una laurea arrivata con un 110 e lode."
Tutte guardano una morettina sorridente con gli occhiali.
"E allora avete fatto bene a festeggiare. Tranquille, per me non ci sono problemi.
Non so Aldo. Magari se per lui abbassaste un po' il volume, male non sarebbe."
"Sarà fatto, non vogliamo disturbare nessuno.
Ci stiamo semplicemente sfogando perché dopo questa vacanza si torna a casa a riprendere gli studi. A noi manca ancora un anno. "
"Brave! E la mamma?! É venuta a fare da chioccia ai suoi pulcini? "
"Ahah! No Mauro. Le altre mamme, visto che lavorano, mi hanno semplicemente chiesto di poter stare con loro un paio di settimane, giusto all' inizio per vedere come si comportano, poi me ne torno a Milano."
"Tu non lavori?"
"No no, lavoro, ma da me sono più elastici e dopo queste due settimane torno in città. "
"Giustamente hai un marito che ti aspetta."
Si guardano tutte e cinque e credo, boccaccia mia, di aver detto una cosa che non avrei dovuto dire.
Poi Miriana si volta verso di me e con un grande sorriso...
"No, non mi aspetta più Mauro. Ci siamo separati dieci anni fa lasciandomi il tesoro più grande: mia figlia. Ora vivo con Donatella fino a quando anche lei se ne andrà."
"Non dire stupidaggini mamma. Sai benissimo che non me ne andrò.
Mauro, mamma è libera, potresti farci un pensierino?"
"Donatella! Ma che dici? Scusala Mauro. "
"Ahahah! Tranquilla Miriana, non é successo nulla.
Mi spiace Donatella, ma anche se non porto la fede, sono sposato e ho due figli."
Lo sguardo sorridente della ragazza si incupisce alla mia risposta.
Forse cercava una nuova love story per la mamma, ma non credo di essere io l' uomo giusto per lei.
O meglio, potrei essere il maschio della scopata occasionale, ma non l' uomo della sua vita.
"Ragazze, debbo salutarvi. Debbo andare a casa.
Miriana, ghiaccio sulla caviglia e disinfetta la ferita.
Suppongo abbiate il mio cellulare e se dovesse tornarvi utile ésufficiente uno squillo.
Buona serata e benvenute. Vado a farmi una doccia. Mi sento appiccicaticcio. "
Donatella mi accompagna fino al cancello di uscita.
La ringrazio del caffè e le dico che se la mamma, appena sarà in grado, vorrà tornare a correre, potrà farlo insieme a me.
Basta chiamarmi.
Donatella annuisce ringraziandomi.
Miriana ha un gran bel volto, ma per i miei gusti ha poca ciccia.
Certo é, che di questi tempi non si butta via nulla e una piccola ripassatina alla sua passera solitaria, forse con qualche ragnatela, la darei senza problemi.
Ok, doccia, ma prima porto il portafogli ad Aldo e poi chiamo Fede.
Aldo non si é nemmeno accorto di aver smarrito il portafogli.
Mi ringrazia e mi invita a bere qualcosa, ma gli dico che devo andare a docciarmi perché il sudore mi si é asciugato addosso.
A casa chiamo Fede e gli racconto dell' accaduto con Miriana e subito lei...
"Com' è questa signora? É bella?
Mauro devo partire e tornare a casa?"
"Fede, ma sei gelosa di una persona che ho appena conosciuto?"
"Se una ti piace non c'è bisogno di conoscerla da tanto tempo.
Ci vai e basta."
"E dai Fede, falla finita. Non é come pensi te. "
"Me lo auguro. Te l' ho detto: non mi piacciono le corna."
Passato questo leggero battibecco torna la Fede di sempre e ci mettiamo a parlare del più e del meno, poi il saluto e chiudo la linea.
E ora, che faccio.
Accendo la tv, ma con questa storia dei mondiali di calcio è una palla pazzesca.
Non mi sembrano tanto felici della nostra nazionale che, anche arrancando, prosegue il suo cammino.
Io torno a pensare a Fede, alla crociera che farà con Luke.
Al vino che gli ho spedito.
Ho fatto bene, ho fatto male.
Non lo so, ma se la sua concubina ha voluto che io glielo inviassi, un motivo ci sarà.
Aspetto e poi vedremo.
Penso ancora a Shuli e come un cretino mi metto a cantare la filastrocca.
Secondo me, più che una filastrocca, é una canzone. Una canzone vera e propria.
Penso alla nonna di Shuli.
Ha sofferto e anche parecchio.
É rimasta incinta di un amore, di un amore che non è mai tornato a riprenderla.
Non ben vista nel suo villaggio é dovuta scappare.
Poverina!
Spero, come crede sua nipote e comincio a crederci pure io, che la sua prossima vita sia più bella e piacevole da vivere.
Mi mangio qualcosa e poi quasi quasi mi vedo un porno.
Finita la parca cena vado al pc per trovare un porno che possa piacermi e gironzolando ne trovo uno con una diva che somiglia a mia moglie.
Comincio a guardarlo e vedo al posto della pornodiva, Fede.
Gli somiglia moltissimo, anche di fisico, ma mia moglie ha un bel po' di tette in più rispetto a lei.
Anche nel sesso, da come fa i pompini o lo prende nei buchi, sembra proprio Fede.
Cosi a forza di vederlo me lo tiro fuori cominciando a segarmi.
In questo istante, se venisse Miriana, l' aprirei in due, ma Miriana é a casa con la caviglia e il ginocchio doloranti e quindi io continuo il mio lavoro di mano e quando il fortunato uomo dal grande cazzo comincia ad incularla, riempio il fazzolettino di sperma.
Se ci fosse mia moglie ora direbbe che non si può sprecare cosi tanto buon nettare, ma non ho soluzioni e non credo vada bene l' imbottigliamento. Ahahah!
Cara Fede, secondo me saresti un' ottima pornodiva, a livelli della signora che ho visto. Dai fica, culo e fai dei pompini fantastici insieme a tantissime altre porcate.
In più, rispetto ad altre pornodive, tu ingoi. Lo ingoi perché ti piace.
Ah cazzo, se fossi qui ti sfonderei la gola con il mio cazzo, ma ora non ci sei e devo arrangiarmi.
Spengo tutto, vado in bagno e poi a letto, ma non ho sonno.
Mi ero ripromesso di andare daGiacomo, nella sua scuola, e ancora non l' ho fatto.
Un po' di divertimento male non puo farmi di certo.
Provo a dormire, mi giro e rigiro ma non mi viene sonno.
Mi alzo e vado sulla terrazza.
Guardo casa di Gabriella con tutte le luci accese. Oggi la musica é a basso volume altrimenti Aldo chi cacchio lo sente domani.
Aldo!
Che tipo! Poi Aldo... casomai Ubaldo.
Mi torna in mente un film erotico che parlava dell' ubalda.
Ahahah! ci rido, ma dentro di me penso di aver fatto una cazzata.
Ormai é fatta.
Aldo non mi sembra uno di quelli che ti obbliga a fare le cose, eppoi l' ha detto pure lui: se lei vuole e ci sta, bene, altrimenti non se ne fa nulla.
Non se ne fa nulla l' ha detto lui, poi c'è la famosa incognita: Fede.
Bisogna vedere mia moglie.
Magari Aldo ha un bell' equipaggiamento e la signora non disdegna di certo un bel cazzo, poi se in aggiunta a questo ha due bei coglioni e sborrata copiosa, allora sono convinto che Aldo dovrà trasferirsi da noi.
Torno a ridere, ma forse lo faccio per rabbia.
Cosa cavolo mi rido. Non mi bastavano le corna a Londra, ora le cerco pure a meno di cento metri da casa, col vicino.
Che cazzo sto diventando.
Non ero così prima e invece ora le cerco proprio io le corna. Fede me le mette, ma me le mette perché sa che io le cerco.
Le piace mettermele, ma spero che stavolta a Londra, pure lei, si becchera' quelle con Lilly e stavolta dovrà star zitta.
Anzi, se farà la brava la faro' assistere e vorro' proprio vedere la sua faccia quando Lilly lo prenderà nel culo.
Lilly! Lilly la rossa. Forse sto facendo i conti senza l' oste però rammento ancora le parole di Fede: Lilly! Lilly é una tranquilla mamma e non concede nulla di speciale nel sesso. D'altronde se fosse più porca il marito non sarebbe venuto a cercare una come me.
Staremo a vedere cara Fede.
Vorro' vedere la tua faccia quando vedrai Lilly prenderlo in bocca e nel culo.
Starai li ad assistere alla mia vittoria e deciderò cosi la tua penitenza.
Però farti assistere non credo che...
Mmmhhh! Non credo si possa fare. Lilly non lo consentirebbe mai e Fede non assisterebbe mai.
Peccato! Magari vedendo, si sarebbe eccitata e lo avremmo fatto in tre, con Fede e Lilly, visto che con Diana non si può.
Un sogno! Anche questa é una chimera.
Una mia illusione che si trova in qualche angolo del mio cervello.
Pazienza! Io intanto Lilly me la scopo alla faccia del professorucolo.
Ho fatto e farò lo stesso lavoretto a Lilly di quello che lui ha fatto a Fede.
Poi, finito con Lilly, ho la loro amica: Corinne.
Fede ha detto che é una bella donna. Una mulatta non c'è male con tanto di figli.
Se lavora al locale brutta non deve essere di sicuro e per me é una nuova scopata.
Scopata, inculata, non lo so cosa fa questa Corinne, ma spero che Fede non faccia come con Ayanna.
Mia moglie farà un grande sacrificio.
Per lei sapere che io sono a letto con un'altra donna deve essere terrificante.
Lo ha detto che é una cosa che non sopporta. Ricordo ancora quando venne a sapere che Yvonne mi aveva fatto di più del semplice pompino.
A momenti se la mangiava viva.
Cazzo, mi sto sentendo in colpa.
Però me lo ha detto lei di Corinne. Non sono stato io ad imporglielo, quindi non devo avere alcun rimorso.
Non conosco il giorno che vorrà farmi fare quest' incontro, ma spero di non crearle tanto fastidio.
Ricapitolando: il mercoledi e il sabato ha lo spettacolo.
Non ricordo se mi aveva detto pure il venerdì, ma se c'è il saggio é impossibile.
Cazzo! Ma io riparto il sabato.
Si é confusa lei e mi sono confuso io. Ci siamo intrecciati. Non so se ha già acquistati i biglietti, ma le devo dire che io, il sabato, sono a Roma e mi perdo il suo spettacolo.
Domani la chiamo e glielo dico che sabato...
Sono un coglione, ma che dico... Fede intende sabato 15 luglio e non il 23.
Mi sto proprio rincoglionendo.
Sto pensando troppo al sesso. Sto diventando come mia moglie.
Malato!
Ma cazzo, io ho già la mia di malattia, se ora ne aggiungessi un' altra sarebbe una tragedia.
Va bene! É inutile farmi tutte queste pippe mentali.
Vado avanti e si vedrà.
Le luci della villa di Gabriella si spengono. Le ragazze e la mamma sono andate a letto.
Forse è meglio ci provi anche io.
Rientro in stanza e mi butto sul letto, ma davanti a me scorrono le immagini dei miei ragazzi, quella di Shuli e di Fede.
Poi a forza di girarmi e rigirarmi, riesco a chiudere gli occhi.
Quando li riapro, sono le 4.45.
Vado a farmi una corsetta e al mio rientro, doccia, caffè e di corsa al bar di Ancona.
Anche oggi ho un appuntamento con Marco.
E infatti, quando arrivo, lui é già li.
Facciamo colazione e poi a lavoro.
Stasera voglio andare da Giacomo.
E infatti la sera, dopo aver mangiato un pezzo di pizza, vado alla scuola.
Arrivo, ma non ci sono ne lui, ne Zoe.
La ragazza in segreteria mi ha detto che oggi non verranno perché dovevano risolvere alcune cose.
Colpa mia. Avrei dovuto telefonare e invece...
Durante il tragitto per tornare a casa chiamo Fede.
"Ciao regina, come stai?"
"Se io sono la regina, tu sei il mio re.
Ciao amore. Sto bene, anzi benissimo,miseria!
Nonostante la carenza e mancanza di quello che tu sai, sto talmente bene che mi sono ingrassata un chilo e mezzo e indovina dove sta?"
"Sulle bocce. Dimmi che l' hai messo sulle bocce. Quanto mi mancano le tue bocce."
"Ahahah! Esatto, sono cresciute anche se non é tutta li la ciccetta in più.
Allora ti manco e se ti manco è buon segno.
Mi spiace non essere li con te perché credo tu abbia lavorato di mano. Vero? "
"Per forza! "
"Perché non torni venerdi, Mauro? Ti faccio fare una cavalcata con i fiocchi."
"Non posso Fede. Ho detto a Lino che lo sostituisco perché devono partire. "
"Peccato! Avevo bisogno di un po' di relax con mio marito. Mi serviva il tuo idrante per spegnere il fuoco. "
"Non é un problema. A Londra c'è chi te lo spenge il fuoco e con un idrante più grande. "
"Sempre con queste battute stupide. Io lo volevo con te il relax.
Peccato! Avremmo passato un ricco weekend all' insegna del sesso con, come dici te, tutto il mio repertorio a tua disposizione.
Vorrà dire che faremo qualcosa a Londra.
A proposito: Diana ti manderà i biglietti del volo via mail e in quanto a te, ho organizzato tutto.
Lasci la macchina qui al mare, saluti i ragazzi e papà ti accompagna in aeroporto.
Prendi l' aereo, a Heathrow trovi me e Diana ad aspettarti.
Ti portiamo in albergo, ti organizzi e ti attendiamo per cenare insieme.
Poi tu, fai quel che vuoi, mentre io e Diana andiamo al locale per prepararare lo spettacolo.
Quando devi entrare, solito discorso: chiedi di Diana e gli dici che sei Mauro. "
"Spogliarello o hard?"
"Dipende dal boss. Ha fatto la scaletta lui stavolta, ma non l' ha detta ne' a me e ne' a Diana. "
"Va bene Fede e... e... per me... hai qualche sorpresa?"
"Non vedi l' ora, vero? Te l' ho promesso! A malincuore, ma te l' ho promesso. Quindi... vabbè, devo chiedere a Corinne la sua disponibilità.
Appena la saprò, ti dirò tutto."
"Sei sicura Fede? Non voglio che tu mi faccia fare la fine che ho fatto con Ayanna. Non mi piace essere preso per i fondelli e tu lo sai.
Non trattarmi come quel giorno, te ne prego.
Preferisco che tu mi dica subito di scordarmelo, che non ci riesci, ma non mi far vedere la cioccolata per poi togliermela. "
"Mauro, stai tranquillo. Te l' ho promesso. Non preoccuparti. "
"Lo spero. Spero sia come dici te. Sono quasi arrivato a casa, Fede. Prima sono andato da Giacomo, a vedere la scuola, ma loro non c' erano. "
"Fai bene. Passa il tempo ballando, cosi togli quel poco di pancetta che hai.
Luke va pure in palestra e... "
"Luke, Luke, Luke. Parli solo di Luke. Fede io non ti obbligo a stare con me, se la mia leggera pancetta non ti stesse bene, non hai che da dirlo. "
"Mauro, non arrabbiarti. Io adoro la tua pancetta, mi piace, ma lo sto dicendo solo per te. Per sentirti meglio fisicamente. "
"Fede, io sto bene cosi. Ti ripeto che se non ti vado bene non hai che da dirlo.
Parli sempre e solo di Luke, sembra sia il tuo fidanzato o marito a Londra e non riesco a capirne il motivo.
Sono stato buono sino ad oggi, ti ho lasciato fare e ti lascio fare, ma per favore, basta con Luke.
Mi hai chiesto di mandargli il vino e l' ho fatto, ma ora basta.
Non mi parlare più di Luke.
Se vuoi stare con lui, vai! Non ti obbligo a stare con me.
Anzi, sai che ti dico: tieniti pure la tua Corinne, non mi interessa e non so neanche se vengo a Londra.
Non mi piace Londra, non mi piace quella cazzo di città.
Non mi piace Londra e non mi piace Luke, perché a me di Luke, al contrario tuo, non frega un cazzo. "
"Ok, Mauro. Chiudiamola qui oggi perché sei nervoso. Ci sentiamo domani, sempre se ti va. Ciao. "
Chiude il telefono.
Forse sono stato impulsivo, forse sono nervoso, ma non sopporto piùil suo continuo dire e parlare di Luke.
É un momento di merda!
La realtà è che stavo e sto pensando a Shuli e a Luna e lei, parlandomi nuovamente di Luke, mi ha fatto svalvolare.
La scogliera! Devo andare sulla scogliera.
Mi dirigo verso l' unico posto in grado di farmi rilassare.
Non c'è la luna a fendere i suoi raggi di luce sullo specchio di acqua davanti a me, però riesco a calmarmi e a pentirmi di come ho trattato Fede, ma ha sempre il nome di Luke in bocca. Che palle!
Il nome!
A Londra oltre al suo nome, in bocca, ci metterà anche il cazzo e io qua devo stare alle dipendenze di un atto di bontà da parte sua per farmi una scopata.
Fede, io ancora ti amo o amo il tuo essere troia, ma non allargarti più di tanto perché mi sto stancando.
Alzo lo sguardo al cielo provando a guardare le stelle, ma quelle poche nuvole che ci sono disturbano la visione.
Pazienza.
Arriva un messaggio.
É Fede.
' Ti sei calmato? Stai lontano da quella scogliera, per favore. '
Rispondo o no.
Si, le rispondo scusandomi.
Entro in auto e le scrivo.
' Si, un pochino si. Scusami. Non sono sulla scogliera. Scusami ancora. '
' Tranquillo amore mio, é tutto ok. A domani. Un bacio. '
' Un bacio anche a te. Ciao '
Mi legge nel pensiero.
Sa dove sono e ho dovuto dirle una bugia.
Che situazione di merda.
Vorrei fermare questo gioco ma ho dato io il via a tutto e non riesco a fermarmi.
Anche se ci riuscissi ormai sarebbe difficile fermare lei.
Poi, da bravo cretino, ho spianato la strada pure ad Aldo.
Sono un coglione.
Forse lui, se non gli avessi fatto vedere le foto, non avrebbe lo stesso mai detto nulla a Fede di Marisa, ma io... io si. Ho rovinato tutto con la voglia di sapere se Fede si é portata a letto, a casa nostra, anche qualcun altro oltre al professorucolo.
Che cazzata ho fatto.
E se Aldo non avesse visto nessun altro con lei e io come un coglione gli ho steso il tappeto rosso davanti: vai Aldo, guarda mia moglie nuda.
Sono un coglione. Stronzo e coglione.
Non mi rendo conto e mi addormento in auto. Quando apro gli occhi sono le 4.15.
Metto in moto e vado a casa.
Questo modo di dormire mi sta distruggendo, ma non sono stanco.
Sono solo incazzato e stressato.
A casa mi metto i pantaloncini e esco cominciando a correre e dopo l' oretta di corsa, doccia, caffè con minicolazione e vado a lavoro.
Non sto bene! Non sto bene dentro, non mi sento affatto bene.
Qualcosa non va e ne parlo con Marco.
E lui giustamente...
"Mauro, l' unica persona che può aiutarti sai benissimo chi é. Chiamala e senti cosa e come può farlo."
Marisa, lei potrebbe aiutarmi, ma non mi va di starle a raccontare tutto.
Si, ha il segreto professionale, ma non me la sento di raccontare quello che sto vivendo ad una donna che é stata la mia amante per un certo periodo di tempo.
Fortuna che il continuo parlare a lavoro della partita che dovrà fare l' italia contro l' Ucraina, non mi fa pensare a nulla.
Anzi, mi fa in realtà pensare alla bionda ucraina sulla provinciale e quasi quasi stasera, un pensierino potrei anche farcelo.
Mentre i colleghi parlano di calcio, io penso al sesso e continuo a non comprendere questa mania di vedere una palla rotolare prendendola a calci, però giustamente, ognuno ha il suo di sport.
Agli amanti del calcio piace vedere la palla che rotola, a mia moglie piace scopare e succhiare cazzi con le palle grandi e a me piacciono le bocce grandi, che sotto un certo punto di vista possono essere paragonate a palle, ma poi alla fine, come la metti la metti, é sempre e solo una questione di palle.
Il pomeriggio, a casa, mi chiama Fede. Mi scuso di nuovo e lei...
"Non scusarti, non ne hai bisogno. Piuttosto scusami te. Hai ragione sul fatto di Luke. Proverò a stare piu attenta. "
Ci salutiamo dopo dieci minuti di dialogo e mi metto a pensare alle sue parole.
Ci proverà! Mi ha detto che ci proverà.
Fede ci pensa a Luke. Sono sicurissimo che lei a Luke pensa, ma come darle addosso. Non posso farlo. Io vivo la sua stessa situazione.
Ho la mia Shuli sempre in testa e sono sicuro che lei abbia Luke nel suo cervello.
Un chiodo fisso o forse un cazzo fisso.
Che brutto momento! É veramente un brutto momento.
Pensavo che dopo l' ultima brutta situazione fossimo tornati ai bei momenti felici e invece...
Il videocitofono suona.
Che palle! Sarà Aldo che vorrà ancora vedere le foto di Fede.
Stavolta no! Gli dico che devo andare via o che si é rotto l' hard disk del pc.
Ma quando sono davanti lo schermo...
Clio! Che ci fa qui Clio.
Apro il cancelletto e aspetto sulla porta il suo arrivo.
"Buongiorno Clio! "
"Ciao Mauro. Passavo di qui per caso e volevo salutare Federica."
Cazzo, che fica! É proprio una escort di lusso.
Ha una classe nel muoversi, nel parlare e nel vestirsi che penso la facciano essere molto apprezzata nella sua attività.
Su questo, non é da meno di Fede.
Due stupende escort, sono veramente due stupende escort.
"Mi spiace Clio, ma Fede non c'è. É al mare, a Roma con i ragazzi. "
"O porca miseria! Ho sbagliato io, avrei dovuto chiamarla."
"E Pietro, tuo marito. Dove lo hai lasciato?"
"Pietro è a Milano. Aveva delle cose di lavoro da fare e sta un paio di giorni sotto il duomo. Ahahah!"
"Vieni Clio, ti preparo un caffè."
Mentre preparo il caffe continuiamo a parlare, poi Clio, cambia atteggiamento e sposta il discorso su un tema più piacevole.
"Quindi Mauro, tu sei solo in questo periodo?"
"Si, in questo periodo io sono solo. Perché Clio?"
"Perché mi stavo chiedendo come voi uomini, quando siete soli, senza la moglie o una donna che possa soddisfare le vostre necessità, come fate?"
Fa gli occhi dolci mentre sorseggia il caffè, non lesinando a far roteare la punta della lingua intorno alle labbra.
Ci sa fare.
Pure Clio é una grande puttana e ci sa fare.
Certo però che una domanda così stupida da una donna come lei non me l' aspettavo proprio.
Mi viene il dubbio che l' abbia mandata Fede per scoprire se io la sto tradendo con un' altra donna oppure, addirittura, vuole incastrarmi con Clio.
Sono amiche; ti pare che Fede non sappia che Clio è qui o che Clio non sappia che Fede è al mare.
Non ci credo. Sono d'accordo e vogliono fregarmi.
Cara Fede, ma che gioco stai facendo.
Non ti faccio contenta. Ci stai provando!
Ma oggi no! Stavolta vinco io.
"Beh Clio, non credo ci sia bisogno che io ti dica come facciamo.
Sei sposata e credo che tu faccia altrettanto quando tuo marito..."
"Mio marito. Per favore non parlarmi di mio marito."
Si alza dalla sedia e mettendosi fronte a me comincia con il suo indice a seguire tutto il profilo delle mie labbra.
"Clio! Che idea hai?"
"Che idea ho?! Indovina? É dal giorno che ti ho visto in stazione che ti voglio saltare addosso."
Solleva la mini facendola scorrere sulle sue cosce, mostrandomi il pube con la mutandina che le copre la vulva.
Sale a cavallo sulle mie gambe, abbracciandomi con le braccia.
I nostri volti sono a circa venti centimetri di distanza e il cazzo si sta lentamente gonfiando.
Sto reagendo sessualmente in maniera positiva al comportamento da puttana della femmina che ho davanti.
Clio si avvicina alla mia bocca e mentre sta per baciarmi...
"No Clio, no!
Ti prego torna a casa e lasciami stare.
Io amo mia moglie e non voglio tradirla con nessun altra donna."
Clio mi guarda. Forse non crede a quello che sentono le sue orecchie e sinceramente non ci credo manco io, ma cara Fede, in maniera così subdola no.
Non ci sto e stavolta non vinci.
Non puoi colpirmi con il sesso.
Non vincerai in questa maniera infida, inviandomi la tua amica come cavallo di troia per aiutarti a fare qualcosa di cui io non sono a conoscenza.
Continuo a non capire e a non comprendere il tuo sporco e meschino gioco.
O porca! No, non ci credo. Non può essere. Forse tutto quello che ha fatto prima era solo un modo per cercare di separarsi da me, chiedere il divorzio per andarsene da Luke, ma... e con Angelo!
Da Angelo e con Angelo ha fatto l' attrice e abbiamo abboccato come polli.
Ma no! É impossibile. Non sa che io conosco molto bene Angelo e non sa della stanza segreta o che io vado a vederla quando fa gli spettacoli.
Cazzo! Non lo so, non ci sto capendo nulla.
No, non é come penso. Si sarebbe presa tutta la colpa lei e... oh cazzo! Sta a vedere che...
Clio é ancora sopra le mie gambe che mi guarda stupita.
"Clio, io..."
"Mauro, ho capito. Ti chiedo scusa e ti prego di non raccontare a Fede di questo increscioso episodio.
Mi vai a pelle e volevo fare del sesso con te, ma hai ragione: non voglio perdere l' amicizia con Fede per una mia voglia."
Si alza togliendosi da sopra le mie gambe e sistemandosi la mini: "Se e quando andremo fuori a cena confido sul tuo silenzio in special modo con mio marito.
Federica é fortunata ad averti sposato.
Non ho mai visto un uomo così fedele con me sopra le gambe.
Grazie del caffè, Mauro.
Buona serata e scusami ancora".
L' accompagno verso la porta e le apro il cancelletto che lei, una volta passata, si richiude dietro.
Io, dopo aver chiuso la porta di casa, comincio ad imprecare perché ho capito male tutto.
Clio voleva veramente scopare con me e io invece ho pensato che mi stessero facendo un tranello.
Pensavo fosse un inganno organizzato da lei e da Fede e invece voleva veramente scopare.
Così ora, Pietro si scopera' Fede e io invece, come un coglione, non mi sono scopato Clio.
Ma porca puttana. Sono rimasto con questo salsicciotto ancora duro che mi sta facendo male.
Salgo di sopra, accendo il pc e mi sparo la classica sega sulle foto di mia moglie.
Mi sono un po' spento dagli ardori sessuali e vado a farmi una corsetta.
Lungo la strada incontro Miriana che mi dice che hanno un problema per una perdita di acqua.
Vado a casa, mi faccio la doccia e torno da loro con gli attrezzi.
Riparo la leggera perdita dovuta a un flessibile lento e le cinque donne mi invitano a cena.
Volevo andare dall' ucraina, ma in loro compagnia sto bene e con la bionda ucraina sarà per domani sera.
Ho passato una bella serata e mi sono sentito coccolato da tutte.
Forse ho solo bisogno di affetto ed é per questo che non mi sento bene.
Torno a casa, vado a letto, ma mi addormento tardi e ahime, come al solito mi sveglio presto.
Mi alzo. Solita corsetta di una mezz' ora e doccia. Colazione leggera e mentre sto andando a lavoro mi chiama Fede.
"Ciao Mauro, come va? "
"Va bene Fede. Ieri sera sono stato ospite delle affittuarie di Gabriella. Ho cenato e poi sono venuto a letto. Ora sto andando a lavoro. "
"Che storia è questa che ti hanno invitato a cena? Mauro non farmi brutti scherzi. "
"Cioè, aspetta, fammi capire: sei te che dici a me di non farti brutti scherzi?
Fede, non ho parole e non farmi sempre la solita tolfa. Gli ho riparato una perdita di acqua e per sdebitarsi mi hanno invitato a cena e niente altro."
"Va bene, scusami. Ok, ti saluto, vado in spiaggia. Un bacio amore. "
"Anche a te. Salutami tutti e... Fede, aspetta! "
"Che c'è Mauro? "
"Ecco, quella cosa che dovresti comprare per Luna... ecco... fai il favore, comprane altre due. "
"Va bene, Mauro, ho capito. Ciao tesoro."
Uno a Luna, uno a mia figlia e l' altro se non a mio figlio, un domani la darò alla sua eventuale compagna di vita.
Vabbè, andiamo a lavorare.
A fine lavoro, salto ancora Giacomo.
Stasera voglio intingere il biscotto. Ne sento il bisogno.
Pensare che prima non me ne fregava nulla, invece ora, devo e voglio scopare.
Mi serve sesso. Devo fare sesso.
Sto diventando pure io come Fede.
Per chiamare Angelo é tardi.
Rimango titubante sul da farsi, ma alla fine: provinciale e ucraina.
Ma si, io vado e speriamo non accada nulla.
Mi dirigo sulla provinciale, al solito posto, ma sembra che anche oggi ci sia il coprifuoco.
Una volante sfreccia nel senso opposto facendomi capire che stasera non é aria e che bisogna nuovamente tornare a casa a guardare le foto.
Sessualmente éveramente un brutto momento.
Quasi quasi vado da Giacomo. Faccio ancora in tempo. Non scopo, ma almeno mi diverto.
Arrivo alla scuola di ballo. Giacomo sta facendo lezione ad una trentina di allievi.
Mi vede, si ferma e viene a salutarmi.
"Era ora che venissi. Sono veramente contento e se magari ci dessi una mano lo sarei ancor di più.
Lo sai che c'è penuria di maschietti e trovarne uno come te é un miracolo.
In effetti ci sono più donne che uomini.
"Giacomo, devo rilassarmi e per farlo devo ballare.
Continua pure la lezione. Io assisto in silenzio. "
"Continuare la lezione! Non é semplice, specialmente ora che ci sei te ad osservarmi.
Signori, per chi non lo sapesse, perché non era in sala quando é venuto a trovarci, lui é il mio amico Mauro. Un grande amico.
Sa ballicchiare e ora vi mostrerà un pochino del suo repertorio."
"Giacomo non mi sembra il caso e..."
"A te forse non sembra il caso, a me si."
Una voce femminile da dietro mi suona familiare.
Mi volto.
"Zoe!"
"Mauro, buonasera. Come stai?"
"Bene Zoe, grazie. Vedo che stai splenditamente anche te.
Dove è finita la spocchiosa e rompiballe ragazza che mi strappava i bottoni dalle camicie?"
Davanti a me c'è una donna matura. Una bella donna.
Fisicamente, da brava ballerina, ha un gran bel culo e due stupende cosce.
Forse una seconda di seno, ma un gran bel sorriso e un bel viso mi stanno invogliando a dirle di strapparmi ancora i bottoni della camicia.
"Non c'è più, Mauro. Quella ragazzina non c'è più .
E tua moglie?! Tua moglie, dove l' hai lasciata?
Giacomo mi ha detto che hai una gran bella moglie e che é anche molto brava a ballare.
Ci credo, con quel popò di insegnante che é tua madre, é normale sia brava."
Si avvicina a me e mi da un bacio sulla guancia.
"Mi fa molto piacere vederti."
Poi voltandosi verso gli allievi del corso...
"Ragazzi, voi non lo sapete, ma io a questo signore credo di avergli strappato i bottoni da una ventina di camicie e lo facevo solo per farmi notare da lui.
Ero pazza di lui. Avrei fatto di tutto per lui e lui... lui neanche mi filava un pochino.
Mi é andata male e probabilmente non era destino."
Sorrido e le accarezzo i capelli.
"Piccola Zoe, io sapevo che ci stavi provando, ma eri piccola per me ed ero troppo amico di tuo fratello per iniziare un qualcosa che non sapevo come sarebbe andata a finire. "
Vedo un gruppetto che sta parlando tra di loro e poi uno si stacca e si avvicina a Giacomo.
Ci parla e Giacomo...
"Bene! Mauro, i ragazzi, quelli che non ti hanno visto in sala, vorrebbero vederti ballare.
Scegli la dama e parti, io metto la musica."
Allungo la mano Verso Zoe, invitandola, e lei sorridendo la prende come se stesse accarezzando un sogno non realizzato.
Iniziamo a ballare...
Alla fine parte l' applauso di tutti.
Io guardo Zoe e le faccio i complimenti.
"Zoe, sei veramente brava! Brava, brava e brava! Complimenti."
"La dama fa quello che le dice il cavaliere. Se lui é bravo, lo diventa anche lei."
"Non ci provare con me. Sai benissimo che quello che dici é vero fino ad un certo punto.
Ragazze, avete una maestra con i fiocchi. Tenetevela stretta.
Giacomo, se vuoi posso farti da cavaliere aggiunto visto che ci sono tante donne?"
"E me lo chiedi pure. Te lo stavo chiedendo io. Grazie Mauro."
E cosi terminano tutte le lezioni, con l' ultima che si chiude alle 23.30.
Ringrazio Zoe e Giacomo per la bella serata passata, promettendo a Zoe che li avrei portati fuori a cena, compresi i suoi bimbi, per farci una bella chiacchierata.
Arrivo a casa e dopo una doccia veloce e un bicchiere di latte, vado a letto.
Non ho pensato a nulla e sono stanco. Stanco, ma rilassato.
Ballare mi diverte e mi calma.
Mi ha fatto enormemente piacere rivedere Zoe.
Una bella trasformazione per la ragazza rompiballe.
Ora é una gran bella donna e non comprendo il marito che la tradiva con altre.
Rido.
Non lo comprendo. Parlo proprio io che tra me e Fede facciamo a gara a chi si cornifica di più .
É meglio che io provi a dormire.
Mi sveglio alle 5.30.
Vado a farmi una corsetta leggera e incontro Miriana.
Ci mettiamo a correre insieme.
A volte lei si posiziona avanti a me e con questo pantaloncino attillato mostra un culetto non male.
É magra, ma non tanto, e una sondata dentro gliela darei volentieri.
Meglio che non ci pensi perché sotto, nonostante stia correndo, si sta drizzando e non vorrei si notasse.
Torniamo verso le nostre abitazioni, saluto Miriana, e vado a farmi la doccia. Colazione veloce e a lavoro.
E lungo il tragitto chiamo Fede.
"Ciao Fede."
"Oggi sono Fede? Non sono più il tuo amore?"
"Sei sempre il mio amore e lo sai.
Non te lo dico, ma lo sei sempre. "
Gli racconto della serata passata e subito lei...
"Zoe! La sorella di Giacomo? "
"Che c'è Fede, non sarai mica gelosa di una vecchia amica?"
"Lo sai che sono gelosa di tutte le donne che ti si avvicinano. Ho sempre questa maledetta paura di perderti e soprattutto non voglio in testa quelle che tu invece cerchi."
"Fede, io non le cerco, sei tu che me le metti ed é un po' diverso da quello che tu dici.
Ti lascio fare perché ti amo, ma non prendermi in giro, non prendermi per il culo, perché questo mi da enormemente fastidio."
"Non ti prendo in giro. Con Corinne stiamo vedendo la sua disponibilità e ti farò sapere.
Per quel che riguarda la scommessa Mauro, puoi provarci con Lilly.
Se vinci, inghiotto e fai quel che vuoi con lei.
Se perdi, io non incassero mai la scommessa.
Non voglio che tu prenda in mano alcun altro cazzo che non sia il tuo, per infilarmelo in uno dei miei buchi."
"Fede, una scommessa é una scommessa.
Se perderò io farò ciò che hai detto.
É giusto cosìe con Corinne non preoccuparti.
Non fa nulla.
A Lilly lo chiedero solo per la scommessa, ma anche se dicesse di si, non so se andrei a letto con lei.
Sono incapace di farti del male. Non ci riesco."
"No Mauro, una promessa é una promessa. Con Corinne te l' ho promesso e si farà e per la scommessa, se tu vuoi sia così, così sarà.
Ti saluto tesoro, vado in spiaggia.
Un bacio."
"Ciao amore mio."
Non capisco perché quando sento la sua voce mi sbrodolo e mi squaglio. Vado completamente in tilt.
Con lei, come con Shuli, mi basta la voce per farmi sciogliere e morire.
É amore o no.
Penso proprio di si e sono io che ancora ho questi dubbi.
A fine turno, Lino mi ringrazia per averlo sostituito con la reperibilità consentendogli di poter partire.
Marco va da Marisa in Svizzera e io sto a casa.
É venerdi.
Forse un pensierino per andare a ballare stasera, potrei anche farlo.
C'è la partita, ma a me della partita non me ne frega nulla e sono convinto che sarà pieno di donne in sala.
Ma si, vado a ballare.
Torno a casa, mi doccio, una cena veloce e si va a fare quattro salti.
E a casa, prima di farmi la doccia, mi metto al pc.
Vado sul sito e senza sapere il perché, non leggo i messaggi e spinto da un qualcosa dentro di me, tolgo tutte le foto.
Mi sento in colpa per averle postate e me ne sto pentendo.
Controllo la mia mail e vorrei andare a vedere anche quella di Fede, ma non lo faccio.
Preferisco evitare di leggere, nel caso ci dovessero essere altre mail che potrebbero farmi male.
Mi affido al destino, ma voglio sentire la sua voce.
La chiamo e mi dice che sta con Manu e Stefy in spiaggia.
Dopo dieci minuti ci salutiamo.
Non le ho detto che sarei andato a ballare.
É meglio di no. Sto zitto e poi glielo dirò.
Faccio la doccia, mangio un boccone e mi preparo per una serata da sballo in sala.
Profumo più io della profumeria di Fragonard e tutta questa fragranza addosso sta stordendo anche me.
Se non faccio svenire la dama per il ballo, sicuramente lo farà per la scia profumata che lascio.
Forse, ho esagerato, ma ormai...
Salgo in auto e vado in direzione della sala da ballo.
Passo una fantastica serata con gli allievi di Giacomo e Zoe.
Mi sono rilassato e divertito e domani lo dirò a Fede.
Ho ballato un bel po' di volte con Zoe che é leggermente più brava di Fede, ma ci sta: lei é un' insegnante professionista, Fede no.
Mia moglie lo fa per diletto, per divertirsi, Zoe per lavoro.
Devo ammettere che Zoe é una bella donna e se non ci fosse l' amicizia che ho con Giacomo stasera ci avrei provato e penso proprio che lei non mi avrebbe detto di no, ma oltre all' amicizia é meglio evitare anche per altri motivi.
In compenso, forse perché in buona compagnia, non ho pensato a tutte le cose che mi fluttuano in testa quando sono solo, ho pensato solo a ballare e mi sono veramente divertito molto.
Alle due di notte saluto tutti e torno a casa, con la promessa fatta a Zoe e a Giacomo che saremmo andati fuori a cena per farci una chiacchierata.
Sono sudato e a casa una bella doccia mi toglie l' appicicaticcio che ho addosso e poi a dormire, con la speranza di riuscirci e di non avere rotture di palle per la reperibilità.
Al mattino mi alzo e visto che non mi va di stare a casa, vado in azienda.
Più reperibile di cosi non credo si possa.
Tra i vari dipendenti c'è euforia per la vittoria della nostra nazionale sulla squadra ucraina.
Loro pensano alla partita, invece io penso alla bionda della provinciale.
Diversi punti di vista.
Fede non mi ha chiamato. Vorrà dire che verso le 10.00 la chiamero' io.
E cosi...
"Ciao Fede, buongiorno."
"Da quel di che è giorno e comunque buondi anche a te."
"Sei in spiaggia?"
"No, a casa a preparare il bagaglio."
"Il bagaglio! Ma Fede, parti martedì e già prepari il bagaglio?"
"Vabbè, tanto sono sola e posso dirtelo: siccome il 4 luglio la Germania ha la partita contro l' italia, per festeggiare la sicura vittoria vogliono una spogliarellista italiana e siccome sono amici di Luke gli hanno chiesto se lui ne avesse una.
Il boss mi ha chiesto se sono disponibile e io gli ho detto di si.
Dopo tutti questi giorni di assenza, non vedo l' ora nuovamente di spogliarmi davanti ad un pubblico e cosi ho accettato uno spettacolo a Berlino il 3 luglio.
Voglio esibirmi Mauro. Ho voglia, una grande voglia di esibirmi."
"Che spettacolo Fede? Ma sei sola? Con chi vai?"
"Tranquillo! Stai tranquillo. Vado con Diana e a Berlino ci sono gli organizzatori che ci aspettano. "
"E Luke ti ha mandata a Berlino solo con Diana?"
"Diana li conosce da una vita e Luke é partito. Aveva degli impegni per tre o quattro giorni."
"Ma di che spettacolo si tratta?"
"Non lo so! Mi è stato riferito che sarà uno spettacolo di buon auspicio per la loro nazionale."
"Ma é hard?"
"Non lo so, ma non credo.
E dai Mauro, non fare il geloso. Voglio tornare a divertirmi un po', poi quando verrai a Londra ti divertirai te con Corinne.
E te, cosa hai fatto ieri sera?"
"Va bene Fede e non sono geloso. Mi preoccupo solo per la vostra sicurezza.
In quanto a ieri sera, sono andato a ballare con Giacomo, Zoe e gli allievi della loro scuola. "
"Ah! Sei andato a ballare. Con Zoe!
Mauro... non farmi brutti scherzi."
"Fede, ho solo ballato.
Dici a me di non essere geloso e poi te... "
"Oh cazzo! Hai ragione. Non lo so cosa mi é preso. Scusami!"
"Di nulla e ti confesso che questa tua gelosia mi piace."
"A te piace, a me invece mi logora dentro e forse anche questo, per paura, per non pensarci, mi porta a voler far sesso e ad essere cosi.
Come fai a sopportarmi? "
"Perché ti amo. Forse per questo ti sopporto.
Fede, non mi hai detto una bugia in merito al tuo capo? Sicura che Luke non ci sia?"
"Ma quale bugia. Luke non é a Berlino. É a Madrid a vedere due sexy shop."
"Lo spero! Te e Diana, quando tornereste a Londra?"
"Il giorno seguente, salvo imprevisti che non penso ci siano. Dobbiamo tornare a scuola il 5 luglio.
Mauro, ti saluto, ho da fare e ho il volo nel primo pomeriggio.
Un bacio amore.
Ti mando un sms quando sono a Londra e poi ti chiamo quando siamo a Berlino perché credo che ripartiamo subito.
Ciao tesoro."
"Ciao Fede. Saluta Diana."
Non riesce proprio a non mostrarsi nuda.
Le piace tanto far vedere il suo corpo senza veli, ma a sentire lei, quello che la fa eccitare di più è far drizzare i cazzi.
Per lei vedere un cazzo che da moscio, si gonfia, diventando duro, dritto, solo perché si mostra nuda o perché sfrutta le sue capacità per eccitare un maschio, è sinonimo di essere una brava spogliarellista e una donna che fa godere grazie alle sue qualità erotico/sessuali l' uomo del momento la gratifica.
Contenta lei, contenti tutti.
Bene, chiamo Angelo.
"Ciao Angelo, come stai? "
"Ehi, grande Mauro. Tutto bene, grazie. E tu? Sei andato dal tizio poi? "
"Tutto bene Angelo, grazie. Si, ci sono stato e ho preso quello che mi serviva. "
"Bene! Hai bisogno di qualcosa Mauro? "
"Angelo, Fede non c'è e mi servirebbe... "
"Ahahah! Ho capito, ho capito. Oggi pomeriggio, al solito posto, alle 17.00. Ti sta bene? "
"Certo che si!"
"Bene! Tu vai e per il resto è una sorpresa. Poi fammi sapere se l' hai gradita. "
"Ok Angelo. A proposito: io non so ancora se ho dei pagherò, ma fammi sapere se devo... "
"Mauro, stai tranquillo. Non ci sono problemi con te. Non mi frega nulla dei pagherò .
Vai oggi e non preoccuparti. Chiedi della camera prenotata da Angelo. Ciao. "
"Grazie Angelo. "
Ti credo che non gliene frega nulla dei pagherò, con Fede ci ha fatto bisboccia pure lui e non sono proprio tanto sicuro che gli piacciano solo gli uomini.
Così esco dal lavoro, mi mangio un pezzo di pizza e vado all' appuntamento con il punto interrogativo di sapere cosa mi troverò davanti.
Penso al fatto che possa essere mora, o bionda o castana, oppure bohhh!
Vado e poi vedremo.
Arrivo.
Entro e alla reception chiedo qual' é la camera prenotata dal sig Angelo.
Il portiere mi guarda e sorridendo: la 12. Il signor Angelo ha la camera 12 prenotata.
Una volta che so il numero, mi dirigo verso la camera numero 12.
Busso alla porta. La vedo aprirsi lentamente e...
Ah, però! Questa non me l' aspettavo proprio.
Una ragazza dagli occhi a mandorla in vestaglia, con i capelli neri a caschetto, é davanti a me.
Spero sia maggiorenne perché a prima vista non lo sembra.
Non é tanto alta, forse 170 cm, ma ha i tacchi.
Wow! É la prima giapponese che mi scopo in vita mia.
Parla italiano ma con un chiaro accento nipponico.
Mi fa entrare accogliendomi come dovrebbe fare una geisha.
É molto servizievole e sembra più una colf che una escort.
Mi rimane il dubbio della maggiore età, ma Angelo non é stupido e avrà sicuramente visto i documenti.
Sono di fronte a lei che lentamente si toglie la vestaglia sistemandola con cura su una sedia.
Le sue mani hanno un qualcosa che attrae. Forse sono le sue lunghe unghie smaltate o il fatto di essere ben fatte che mi attraggono, ma d'altronde, vedendola ora completamente nuda, é tutta ben fatta. Piccola, ma veramente ben fatta.
Non é affatto male. Non ha tette, a stento forse arriva ad una prima, ma ha due capezzoloni scurissimi, come del resto lo sono le areole. Tutto il resto é proporzionato perfettamente.
Ha un gran bel culo a mandolino e una fichetta con un leggero ciuffetto di pelo sul monte di venere mostrando il bianco delle grandi labbra.
Non so perché, ma quello che sto vedendo amplifica notevolmente la mia voglia di sesso.
Mi guarda con i suo occhi neri.
Forse aspetta che le dica qualcosa ma poi, nel suo italiano nipponico mi dice: "Spero di piacerti"?
Mette l' indice poggiato sulle labbra colorate dal rossetto rosso intenso in attesa di una mia risposta.
Forse saranno le scarpe col tacco che indossa, i suoi capezzoloni o il fatto di essere così minuta, ma a me questa signorina me lo fa tirare tanto.
Annuisco con la testa in senso positivo, lei sorride e si avvicina a me.
Il miei 186 cm svettano sopra di lei che anche con i tacchi rimane piccola, ma nonostante tutto comincia a strofinare la sua mano sul mio cazzo nascosto all' interno del pantalone.
Mi sbottona il pantalone e lo fa scendere, lasciandomi in mutanda e ora posso dire che proprio nascosto il mio cazzo non é.
La cappella fa capolino dall' elastico e lei che se ne é accorta si abbassa a novanta gradi leccandola con la punta della lingua.
Lo specchio dietro di lei mi mostra il suo sedere. Il buco é pulito, senza pelo, come lo è la sua vulva lucida.
Se ha già cominciato cosi, non credo sia tanto inesperta e infatti abbassa l' ultimo capo che nasconde il sesso e si ritrova davanti il mio pezzo di carne che chiede aiuto.
Inizia col farmi i complimenti per quello che ha davanti ai suoi occhi.
Sembra meravigliata, ma io già so che é una tecnica che utilizzano le donne, e in generale le escort.
Quando fanno così, e me lo ha detto Fede, é per far vedere all' uomo che é un macho, un uomo virile. Lo gasano, anche se magari gli stanno dicendo una cazzata, ma é una tecnica per farlo eccitare di più.
E si, questa é una gran paraventa e... e secondo me é molto navigata.
Altro che minorenne e...
Oh cazzo! Che bocca che ha! É brava, bravissima pure lei e ancoooraaaa non so... il... nooomeee!
Porca vacca, che pompino che mi sta facendo.
É a livello di Fede e...
"Si, siiii, oohh cazzo, brava! Siiii, cosiii! "
Le metto le mani dietro la testa dandole il tempo sul suo pompino sega.
Se continua cosi questa mi fa venire presto.
Ma, oh cazzo, il preservativo. Non ho messo il preservativo. Devo metterlo.
Non faccio neanche in tempo a dirglielo che lei si ferma.
Sembra mi abbia letto nel pensiero.
Si alza e va verso il comò. Apre la sua borsetta e ne tira fuori una scatola.
Condom! Sono condom e sono gli stessi che usa Fede al gusto fragola.
Ne scarta uno e me lo indossa sul pene che gradisce moltissimo il tocco delle sue mani.
Mi porta sul letto e mi fa sdraiare, montandomi sopra lei e cominciando a salire e scendere sopra la mia asta, la fa sparire quasi completamente come se avessi un cazzo ninja.
A volte sento il tocco dell' utero sulla cappella e la cosa é talmente eccitante che quasi sto per venire.
La blocco per i fianchi prima che mi faccia sborrare.
Voglio fotterla come piace a me.
La faccio mettere a pecorina.
Cazzo! Che bella vista. Ha un buchino di culo che sembra vergine, ma la fica, la fica no. Ha due grandi labbra che sembrano un panino che non chiede altro di metterci una salsiccia.
Glielo faccio entrare cominciando a scoparla.
Sembra che la cosa piaccia pure a lei.
Probabilmente anche la giapponesina é come mia moglie; allupata di sesso e le piace scopare.
Comincia a lamentarsi e mi ha messo quasi paura.
Non é un vero lamento. É più un godimento lamentoso, ma se le facessi veramente male, non aiuterebbe l' ingresso del cazzo portando il culo verso il mio ventre.
Le afferro i capezzoli continuando a scoparla.
Ha due pezzetti di carne lunghi e sono fantastici.
Sono talmente preso dalla scopata che sto per venire, quando ad un certo punto lei, lancia un urlo: "Haiiii"!
Cazzo! Mi metto paura e mi fermo, tirandolo fuori.
Lei si accascia sul letto.
"Ehi, é tutto ok?"
"Si, si! Tutto ok. Perché sei uscito? Vieni, vieni."
Si volta e aprendo le gambe mi invita a scoparla.
Oh cazzo! E io che mi ero preoccupato.
Le vado in mezzo e entro cominciando nuovamente a scoparla.
La sto veramente sfondando con i miei colpi e lei non sembra affatto non gradire questa maniera un po' rude di fare sesso.
Guardo i suoi capezzoli. Sono dritti. Due pezzetti di carne eretti su quelle due coppettine di ciccia che dovrebbero essere due tettine.
Vorrei succhiarglieli, ma vista la differenza di altezza la cosa mi risulterebbe molto difficoltosa.
Sto per godere e infatti riempio il preservativo quando nuovamente lei grida, dopo i vari lamenti sentiti durante tutto l' atto sessuale, un nuovo: "Aaahhiiiii"!
L' espressione del volto e gli occhi girati che mostrano il loro bianco, mi fanno capire che ha avuto un orgasmo e che forse, quel termine che ha detto non era un grido di dolore, ma di soddisfazione.
Non mi sembra dolorante e pertanto sono tranquillo.
Mi sdraio al suo fianco soddisfatto.
Finalmente una nuova fica per il mio cazzo.
Ora capisco il senso di soddisfazione di Fede a scopare con altri uomini.
É una cosa che piace a tutti e due e però, come lei che quando fa sesso con me la mando in Paradiso, anche io quando lo faccio con lei è un' altra cosa.
Un' altra cosa che ho provato solo con Marisa e Shuli, ma più che Marisa, che secondo me era un finto innamoramento, l' ho provata con Shuli.
Anzi, ad essere sincero, forse con Shuli un poco di più di Fede.
Ecco, perfetto! Tu sta a vedere che anche Fede quando lo fa con Luke ha un orgasmo più intenso che con me.
Devo rendermene conto e capire che la cosa ci sta. Purtroppo ci sta.
"Sei stato bene? Ti é piaciuto?"
"Si, molto. Sei brava e devo farti i complimenti.
Mi do una lavata e vado via."
"Dove vai? Il signor Angelo ha detto che devo stare con te finché vuoi."
"Davvero?"
Grande Angelo. Sai che ho una certa passione per le orientali e mi hai fatto veramente una bella sorpresa.
Vai tranquillo, inculati pure di nuovo Fede. Anzi, scopatela, provaci, magari ti piace pure.
"Vieni Mauro. Ti lavo io."
Allunga una mano per togliermi il condom che ormai è diventato una copertura su un corpo flaccido.
Oh cazzo! Questa è veramente una geisha.
"Ok. Tu sai il mio nome, ma io non so il tuo. Come ti chiami? "
"Mizuki. Mi chiamo Mizuki."
Dopo il bidè fattomi dalla dolce Mizuki, ci mettiamo un poco a parlare sul letto e cosi vengo a scoprire che ha 22 anni e studia a Bologna.
E si... la piccola Mizuki sta studiando architettura e ha iniziato questo, diciamo lavoro, inizialmente per soldi e ora anche per piacere.
Le piace fare sesso e oltre a questo ha visto qualcosa che le fa vivere una vita migliore rispetto a quella che faceva nella sua piccola città dove è nata e vissuta in Giappone.
Si sente soddisfatta da quello che fa.
Le piace e parallelamente prosegue i suoi studi.
Mi dice che entro quest' anno dovrebbe laurearsi e allora potrebbe tornare in Giappone, a Tokio, o andare a New York per lavorare, ma non è detto che non continui a fare quello che fa qui da Angelo.
Ha anche lei le sue voglie particolari e se dovesse continuare in questa attività, per migliorarsi, vorrebbe farsi dare una mano da un chirurgo estetico.
Una sua voglia, sono le tette. Vorrebbe rifarsele perché non le ha proprio.
Io le dico, che se volesse, non deve esagerare e che questi capezzoloni sono fantastici.
Comincio a giocarci tintinnandoli con il mio indice e mentre lo faccio le chiedo se prima le ho fatto male perché l' ho sentita gridare ' ahi '.
Mi guarda e scoppia a ridere.
"Tu non conosci il giapponese.
Nella mia lingua, ahi, vuol dire si."
"Oh cavolo, se vuol dire si, allora ti sono piaciuto?"
"Beh, certo che mi sei piaciuto. Sei un bell' uomo. Certo non sei giapponese, ma tutto non si può avere."
E scoppia a ridere.
"Ahahah! Ti va di farlo di nuovo Mizuki?"
"Se tu vuoi, certo! "
Comincio a succhiarle i capezzoli. Avere questi due spuntoni di carne da succhiare non è affatto male e pure Mizuki non disdegna.
Allarga le gambe e allora vado con la mano a toccare la sua vulva, sgrillettandole il clitoride.
"Mizuki prendi subito un condom."
Si alza e va a prendere un preservativo dalla scatola che é rimasta sul comò, lo poggia sul comodino e risale sul letto.
Senza le scarpe col tacco è veramente bassa.
Forse arriva a malapena ai 160 cm, ma ci credo poco.
Me la trascino sopra iniziando a leccargliela.
Poi mi ferma lei dicendomi: "Ora tocca a me. Sdraiati. "
Lo prende in bocca da vera esperta. Confermo che é bravissima a fare bocchini.
Credo sia proprio come Fede: entrambe sono due brave bocchinare.
Dopo un paio di minuti la fermo e sollevandola di peso, la metto a novanta gradi.
Allungo la mano per prendere il condom, apro la confezione e lo indosso.
Prendo il cazzo e glielo metto dentro strofinandoglielo prima, tre o quattro volte, sulla sua vulva umidissima di umori poi, senza fatica, entro cominciando a scoparla.
Mi piacerebbe farle il culo, ma non credo me lo dia, non mi sembra per nulla usato.
Forse non le piace oppure ha timore.
Peccato, ha un buco di culo che non c'è male proprio.
Continuo a fotterla con lei che ansima.
Ha gia urlato una volta il suo ' ahi ' e se non fosse per questo continuo lamentarsi che da quel che ho capito è un gradimento per il sesso che sta facendo, é una delle più belle scopate che ho fatto sino ad oggi.
Provo a vedere che dice se alzo il tiro.
Glielo chiedo.
"Mizuki, posso sopra?"
"Sopra dove?"
"L' altro buco che hai."
"No no! Ancora no, li. Sono vergine.
Scopami dai, scopami."
Continuo a scoparla e dopo una quindicina di minuti e tre dei suoi ' ahi ', riempio nuovamente il condom.
Mi piace, questa ragazza giapponese mi piace.
Adoro i suoi capezzoli e nonostante sia piccolina, ha una fica bella grande.
Peccato non poterla inculare, ma il buco é suo e ne fa quel che vuole.
Io parto dal concetto che non tutte lo danno e devo rispettare la decisione della donna.
Penso a Shuli. Me lo ha concesso subito perché innamorata.
Non come Fede che il culo lo da perché le piace essere inculata, Shuli me lo ha dato per amore.
Un amore che io le ho confermato a Roma.
Abbiamo solo fatto l' amore.
Vero sesso tra innamorati.
"Mizuki, hai fame?"
"Un poco."
"Fatti una doccia, ti porto fuori a cena."
Mi lavo anche io e andiamo a mangiare.
Lei vuole solo una pizza. Le piace la pizza e cosi la porto in pizzeria.
Miseria! Mi sembra di portare a cena fuori mia figlia. Ahahah!
Ma che dico: mia figlia é più alta.
Però Mizuki é maggiorenne e questo mi rilassa.
Finita la cena la porto a casa.
Ha una stanza alla periferia di Bologna.
Mi ringrazia e io ringrazio lei dicendole che ci saremmo nuovamente rivisti perché mi piace fare sesso con lei.
E nel ritorno verso casa, mentre penso a Fede, prendo il cellulare e chiamo Angelo.
Lo ringrazio e gli dico che Mizuki é una bravissima ragazza e che mi arrapa moltissimo.
"Eheheh! Lo sapevo che hai un debole per le orientali.
Ho anche un paio di cinesi, se vuoi sarà per la prossima volta? "
"Grazie Angelo, grazie. Fede ti ha fatto sapere qualcosa per riprendere gli spettacoli?"
"No! Ti avevo detto che voleva stare tranquilla, almeno fino a settembre."
"Si, me lo avevi detto, ma credevo avesse cambiato idea, invece nulla.
Ok, Angelo, ti saluto e grazie ancora."
Arrivo a casa che sono le 23.30.
Mentre parcheggio l' auto penso ad Aldo, al fatto non si sia più fatto vedere.
Strano, molto strano.
L' ultima volta che l' ho visto è stata quando gli ho portato il portafogli.
Bah! Forse è meglio cosi.
Al mattino, mi alzo e mi preparo per andare a correre.
Nella pinetina incontro Miriana.
Ci mettiamo a correre insieme e nonostante le due scopate con Mizuki, quando Miriana mi sorpassa, il suo culetto mi invita ad incularla.
Anche Miriana però non mi sembra la donna che adora prenderlo nel culo.
Penso alle donne che ho avuto e sinceramente io posso ritenermi fortunato.
Buona parte delle ragazze che ho conosciuto prima e dopo il matrimonio, mi hanno concesso bocca e culo.
In poche però si sono fatte sborrare in bocca durante un rapporto orale.
Beh, a tante non piace e bisogna accettarlo.
Pure a Fede non piaceva fare i bocchini e ingoiare lo sperma. Non voleva dare il culo e poi alla fine cosa ho scoperto; che faceva sessualmente tutto da tanto, tantissimo tempo e che mi aveva preso in giro.
Bella troia, cara moglie. Troia e puttana.
Torniamo verso la casa di Gabriella e mentre saluto Miriana, esce Donatella.
"Ciao Mauro."
"Buongiorno Donatella."
"Mauro, se sei ancora solo, sei invitato a pranzo."
"Si, sono solo. Ok, allora facciamo cosi:
a pranzo io da voi e a cena voi da me.
Il barbecue é pronto."
"Oh cavolo! Non possiamo. Stasera andiamo a Rimini a ballare, però mamma sta sola.
Mamma vai te."
"Non mi sembra il caso Donatella."
"E perché Miriana? Ti aspetto. Vieni quando vuoi te. "
"Ma Mauro, cosa possono pensare i vicini e tua moglie, se venisse a sapere che..."
"Non preoccuparti! Io e mia moglie ci fidiamo l' uno dell' altra."
"Va bene allora, se a te andasse bene alle 18.00 sono davanti il cancelletto di casa tua passando per la pinetina? "
"Perfetto! Bistecca? O gradisci qualche altra cosa?"
"Se posso scegliere, visto che è tanto tempo che non le mangio cotte sulla brace, preferirei un paio di salsicce con una bruschetta. Magari con l' aglio, tanto non devo baciare nessuno. "
"Ahahah! E cosi sia, allora; salsicce e bruschetta con vino rosso."
"Mauro, il vino lo porto io."
"Stai tranquilla! Ho un vino di un mio amico che fa resuscitare i morti. Ci vediamo alle 18.00."
Sorride e salutandomi entra nel giardinetto del villino di Gabriella.
Donatella chiude il portoncino facendomi l' occhiolino.
Che avrà voluto farmi capire con l' occhiolino.
Il fatto che vuole mangiare salsicce é stato per farmi intendere che vorrebbe anche la mia di salsiccia.
Il tanto non devo baciare nessuno forse é stato un invito a farlo.
Boh! A pranzo cercherò di capire meglio e se non lo capisco si vedrà a cena.
Vado a casa, doccia, piccola colazione e mentre mi metto a curare il giardino, squilla il cellulare.
É Fede.
"Ciao Mauro, sto partendo. Quando arrivo ti mando un sms."
"Ciao Fede, ok. Ciao e buon viaggio."
Chiudo la linea.
Pensare che una volta il solo sapere che mia moglie andasse a scopare con altri o a mostrarsi nuda, mi faceva oltreche' eccitare, anche incazzare di brutto, oggi non mi fa ne' caldo ne' freddo.
Ormai lo considero pure io un lavoro integrativo a quello che già ha.
La mattinata passa.
Vado in pasticceria, acquisto delle pastarelle e porto il mio vino a casa di Miriana.
Bel pranzo, dove si parla del più e del meno e le ragazze, che spesso danno battute a doppio senso alla mamna di Donatella, sono sveglie. Perbacco se sono sveglie.
Verso le 15.30 le ringrazio del pranzo e vado a casa.
Miriana mi dice che arriverà verso le 18.00 e di non cuocere tante cose.
"Va bene Miriana, quando arriverai mi dirai te cosa vorrai mangiare."
La saluto e mi dirigo verso casa passando dalla pinetina e mentre entro in giardino, arriva il messaggio di Fede.
' Mi sono scordata, scusami. Stiamo ripartendo per Berlino.
Diana ti ringrazia. Il vino é arrivato. '
' Ripartendo per Berlino? '
' Si. Quando arriviamo in hotel, ti chiamo. Un bacio. Spengo cell. '
Effettivamente me lo aveva detto che sarebbero ripartite subito per Berlino.
I tedeschi vogliono festeggiare.
Non si festeggia mai prima e a meno che non sei sicuro di avere la vittoria in pugno, come me con Fede, é meglio non festeggiare prima.
Certo che io con la rossa non ho di questi problemi. Non ho paura di perdere e posso tranquillamente dire che appena proporro' a Lilly di passare una giornata insieme, la mia amica si metterà sul letto a gambe aperte.
Aperte!
Cazzo! E se mi dicesse di no.
Dovrei prendere il cazzo di un maschio in mano e infilarlo dentro un buco di mia moglie.
Se perdessi non credo proprio che Fede non mi faccia scontare la penitenza.
Ha detto di no, ma io le ho ribadito che una scommessa éuna scommessa e anche se lei non volesse, mi sembra giusto pagarla.
Ma sono tranquillo, cara dolce mogliettina, non perderò di sicuro.
Mi metto a preparare quelle quattro cose per il barbecue.
Cenetta con Miriana in giardino.
Anzi, forse è meglio mangiare in casa. Con Aldo non si sa mai.
Ma no! Sticazzi di Aldo.
Stiamo fuori. É più fresco.
Cuocio un paio di salsicce e se Miriana volesse anche la mia, allora si rientra in casa.
Sono le 18.00.
Miriana mi chiama dal cancelletto che guarda la pinetina.
Le apro e la faccio entrare.
"Wow! Miriana! Che bel vestitino."
"L' ha scelto Donatella. Mi ha detto di venire vestita decentemente. "
"Beh, così é più che decentemente. Perbacco, stai veramente bene e sei una bella donna."
"Mauro, mica ci starai provando?"
"No! Ti sto solo facendo dei complimenti che per me meriti e non comprendo il perché con tuo marito vi siate lasciati."
"Lunga storia, ma se vuoi racconto?"
"Se a te fa piacere, ben volentieri. Ti prendo qualcosa da bere."
Così comincia la bella Miriana a raccontare la storia d' amore tra lei e il suo ex marito.
Anche lei si é presa un bel po' di corna da parte dell' uomo che le diceva essere fortemente innamorato per poi scoprire che se la spassava con la sua segretaria e con un' amica di Milano.
E cosi la decisione di chiedere il divorzio.
"Ma sto bene Mauro, ora sto bene. Ho passato due o tre anni brutti, ma ora sto veramente bene.
Donatella cerca un uomo da mettere al mio fianco, ma io non ne' ho bisogno. Sto bene così e non voglio ricascarci."
"Donatella cerca un uomo per te per non farti bruciare il resto della tua vita da single.
Cerca un uomo in grado di darti amore e quello che poi da questo amore potrebbe uscirne fuori."
"Parli di sesso Mauro?"
"Anche. Sei una bella donna, magari un po' troppo magra, qualche chiletto in più io te lo metterei."
"Perché tu pensi che cosi non possa andare bene? Ti garantisco che ne ho di uomini che mi vengono dietro e non si lamentano di certo per qualche chilo in meno.
Mauro, sto bene cosi e a chi non piaccio, pazienza."
"Miriana, non volevo offenderti, bada bene. Era solo un mio pensiero e se può farti contenta, sappi che a me piaci pure cosi."
"Davvero?!"
"Certo, non ti dico stupidaggini."
"Cioè, tu mi porteresti a letto?"
"Ehi, vai subito al sodo. Non pensavo fossi cosi diretta e comunque si, ti porterei a letto e non solo."
Sorride.
"Dai Miriana, le salsicce sono cotte e il pane per le bruschette é pronto. L' aglio é sul piattino. "
Ceniamo e beviamo e alla fine dopo vari racconti la riaccompagno a casa.
Non c' ho provato e neanche lei mi ha dato il via per una scopata, pertanto...
Mentre ritorno verso casa penso al fatto che Fede non mi ha chiamato.
La chiamo io.
Squilla ma non risponde.
Chiamo Diana.
Anche il suo squilla ma non risponde nessuno.
Avranno da fare. Almeno lo spero.
Però cazzo, un messaggio per dire che sono arrivate.
Arrivate. Vista l' ora dovrebbero essere arrivate da un bel po' .
Ma perché non capisce che c'è pure chi si preoccupa per loro.
Suona il cellulare. Un sms.
É di Fede.
' Siammo arrivati. Ciao! '
Continua...
Wei! Una mail di Wei con gli allegati.
- Ciao Mauro. Hai finito il weekend al mare con Federica?
Credo di si e sarai tornato a casa lasciando i tuoi cari in vacanza.
Su richiesta di tua moglie ti invio altre due foto della piccola Luna con la mamma.
Ricorda sempre che Shuli non vuole che te le mandi, anche se sono convinta non sia cosi, altrimenti non avrebbe senso farmele fare con la mia macchina fotografica.
Ti saluto e ti ringrazio per la sorpresa che mi hai inviato. Aspetto con ansia il suo arrivo.
Ciao Mauro. Un bacio e un abbraccio, in special modo ai ragazzi. -
Apro il primo allegato e...
É bellissima, cazzo! Una bella bambola capellona in carne e ossa é davanti ai miei occhi.
Lo schermo del monitor mi mostra una bimba con due guanciotte paffute.
La veste una tutina con su scritto, forse per uno strano scherzo del destino, "hello daddy".
I lineamenti sono della mamma, non ci sono dubbi, ma gli occhi non quadrano e aspetto sempre che l' anno passi perché si definisca l' effettivo colore.
Non lo so se effettivamente sia mia figlia, ma io, a tutti gli effetti, la sento mia e credo che anche Fede sia convinta di questo.
Non avrebbe avuto motivo altrimenti, chiedere a Wei di inviarmi altre foto di Luna.
Mi sento colpevole di aver fatto con Shuli quello che non vorrei fosse fatto da Fede a me, e cioè rimanere incinta di un altro uomo.
Non so se il marito di Shuli é convinto che Luna sia sua figlia, ma io, a forza di sentirmelo dire, comincio a credere che sia la mia.
Ma che cazzo dico. Mi sto facendo delle pippe mentali sulla paternità di Luna e non penso che forse ............ non é mia figlia.
Si, lo ripeto, ormai lo è anche se non lo fosse, però ...
Macché però, le voglio un amore infinito alla cocca di papà.
Continuo a guardare la foto e poi clicco sul pulsante del mouse per aprire il secondo allegato.
Oh cazzo! Mamma e figlia insieme.
Continuo a fissare l' immagine sul monitor e una morsa mi stringe il petto.
Mi ritorna la nostalgia, la mancanza della mia bambolina orientale é un vuoto che non riesco a colmare.
Più che quella di Fede sento la sua di mancanza.
Forse é dovuto al fatto che Fede la rivedrò presto, questione di giorni, mentre Shuli ormai é una chimera, un sogno impossibile da realizzare.
Oh cazzo! Spengo tutto. Devo andare sulla scogliera, su quel benedetto sasso che forse potrebbe veramente alleviare la tristezza che ho dentro di me.
No! Sulla scogliera no. Meglio evitare e forse è meglio che dica a Wei di non mandarmi più foto.
Non posso vivere cosi! É troppo doloroso in questa maniera.
Vado a correre. Forse può allentare la mia crisi e tornare nuovamente a farmi ragionare.
Lascio stare l' impianto di irrigazione e mi preparo per uscire a correre.
Voglio stancarmi fino a quando il corpo mi dice stop.
Esco. Fuori c'èancora luce e inizio a correre.
Dopo una mezz'ora di corsa leggera, passando dalla pinetina, comincio a spingere tornando verso casa.
Sul viottolo incrocio una mora.
Sta correndo anche lei e il sudore le scende copioso dal volto.
Mentre ci incrociamo io la guardo e altrettanto fa lei.
Poi torno a guardare avanti continuando a correre in maniera leggera, ma le gambe cominciano ad essere pesanti e sento la stanchezza.
Improvvisamente...
"Aahhhh! "
Un grido di dolore.
Mi blocco immediatamente e mi volto per guardarmi dietro.
La mora é in terra.
Si tiene un ginocchio che é sanguinante.
Torno indietro.
"Signora, l' aiuto."
Con un chiaro accento milanese...
"Grazie! Non ho visto la radice del pino e sono inciampata."
Nonostante il dolore non esterna nulla ed é di una tranquillità estrema.
"Se ce la fa a camminare la porto in casa mia e le medico la ferita? "
"Grazie! É molto gentile, ma vorrei... "
L' aiuto ad alzarsi, ma subito le cede la gamba.
"Ahi ahi! La caviglia, che male."
"Perbacco! Credo sia una brutta distorsione."
"Non l' ho vista, non l' ho proprio vista. Maledetta radice."
"Non l' ha vista?! Come ha fatto a non vederla, é bella grande."
"Diciamo che sono stata disattenta e stavo guardando altro."
Mi viene da ridere ma non lo faccio. Se magari invece di continuare a guardare me, avesse visto la strada davanti a lei, l' avrebbe vista. Ahahah.
"Succede signora. Sono cose che accadono.
Venga signora, la porto in casa."
"Sia gentile, mi porti a casa mia."
"Ha la macchina signora?"
"No no. Sono qui, in quel villino."
Mi indica il villino di Gabriella.
Non é di certo una delle ragazze che mi ha detto Aldo, forse é la mamma di una di loro.
A vederla cosi, ad occhio e croce, credo abbia intorno ai 40/45 anni.
Un po' scarsa di ciccia, poco seno, ma ha un bel viso, due belle gambe e un culetto non male proprio.
Credo sia una di quelle malate del fitness. Allenamento continuo e dieta ferrea.
"Da gabriella? Siete gli affittuari di Gabriella?"
"Lei conosce la signora Gabriella?"
"Beh, direi di si, visto che é la mia vicina. "
"Oh cielo! Allora lei é il signor Mauro?"
"Si, ma tolga il signore. Mi fa sentire vecchio. Ahahah!
Gabriella mi ha detto di aver affittato la villa a quattro studentesse, ma lei tanto studentessa non sembra."
"Ahahah! Ha ragione! Piacere, io sono Miriana, la mamma di Donatella, una delle quattro studentesse."
Le allungo una mano e stringo la sua che é già davanti a me.
Lei mi osserva come se fosse meravigliata e non ne comprendo il motivo.
"Venga Miriana, la porto in casa, cosi medichiamo la ferita al ginocchio e da quel che vedo forse anche una disinfettata alla mano e del ghiaccio alla caviglia non farebbero male."
L' aiuto a sollevarsi.
"Scusami Mauro, sono tutta sudata. Ti sto dando del tu, posso? "
"Non preoccuparti, sono sudato anche io e per il tu, te lo sto dando pure io. "
E cosi, col passo claudicante, ci dirigiamo verso il villino di Gabriella e appena la figlia la vede: "Mamma, cos' hai fatto"?
"Donatella, sono caduta e Mauro, quel Mauro, mi ha raccolta e portata a casa."
Quel mauro! Credo che Gabriella abbia un po' enfatizzato il mio nome. Che cazzo le avrà detto.
"Ah! Lui é il signor Mauro, mamma? "
"Si, lui é Mauro. Non vuole il signore, pertanto togliete pure il lei.
Ragazze, preparategli un caffè e cortesementedatemi del ghiaccio e del disinfettante per le ferite."
"Miriana, non voglio disturbare e..."
"Nessun disturbo!"
"Ok. Allora un caffè lo accetto volentieri anche se prima gradirei un bicchiere d' acqua."
Risponde la figlia.
"Subito, lo porto subito. Mauro, noi vorremmo scusarci per il baccano o il frastuono a musica alta.
Non lo facciamo spesso, ma facci sapere se ti crea problemi?
Sai, abbiamo semplicemente festeggiato una laurea arrivata con un 110 e lode."
Tutte guardano una morettina sorridente con gli occhiali.
"E allora avete fatto bene a festeggiare. Tranquille, per me non ci sono problemi.
Non so Aldo. Magari se per lui abbassaste un po' il volume, male non sarebbe."
"Sarà fatto, non vogliamo disturbare nessuno.
Ci stiamo semplicemente sfogando perché dopo questa vacanza si torna a casa a riprendere gli studi. A noi manca ancora un anno. "
"Brave! E la mamma?! É venuta a fare da chioccia ai suoi pulcini? "
"Ahah! No Mauro. Le altre mamme, visto che lavorano, mi hanno semplicemente chiesto di poter stare con loro un paio di settimane, giusto all' inizio per vedere come si comportano, poi me ne torno a Milano."
"Tu non lavori?"
"No no, lavoro, ma da me sono più elastici e dopo queste due settimane torno in città. "
"Giustamente hai un marito che ti aspetta."
Si guardano tutte e cinque e credo, boccaccia mia, di aver detto una cosa che non avrei dovuto dire.
Poi Miriana si volta verso di me e con un grande sorriso...
"No, non mi aspetta più Mauro. Ci siamo separati dieci anni fa lasciandomi il tesoro più grande: mia figlia. Ora vivo con Donatella fino a quando anche lei se ne andrà."
"Non dire stupidaggini mamma. Sai benissimo che non me ne andrò.
Mauro, mamma è libera, potresti farci un pensierino?"
"Donatella! Ma che dici? Scusala Mauro. "
"Ahahah! Tranquilla Miriana, non é successo nulla.
Mi spiace Donatella, ma anche se non porto la fede, sono sposato e ho due figli."
Lo sguardo sorridente della ragazza si incupisce alla mia risposta.
Forse cercava una nuova love story per la mamma, ma non credo di essere io l' uomo giusto per lei.
O meglio, potrei essere il maschio della scopata occasionale, ma non l' uomo della sua vita.
"Ragazze, debbo salutarvi. Debbo andare a casa.
Miriana, ghiaccio sulla caviglia e disinfetta la ferita.
Suppongo abbiate il mio cellulare e se dovesse tornarvi utile ésufficiente uno squillo.
Buona serata e benvenute. Vado a farmi una doccia. Mi sento appiccicaticcio. "
Donatella mi accompagna fino al cancello di uscita.
La ringrazio del caffè e le dico che se la mamma, appena sarà in grado, vorrà tornare a correre, potrà farlo insieme a me.
Basta chiamarmi.
Donatella annuisce ringraziandomi.
Miriana ha un gran bel volto, ma per i miei gusti ha poca ciccia.
Certo é, che di questi tempi non si butta via nulla e una piccola ripassatina alla sua passera solitaria, forse con qualche ragnatela, la darei senza problemi.
Ok, doccia, ma prima porto il portafogli ad Aldo e poi chiamo Fede.
Aldo non si é nemmeno accorto di aver smarrito il portafogli.
Mi ringrazia e mi invita a bere qualcosa, ma gli dico che devo andare a docciarmi perché il sudore mi si é asciugato addosso.
A casa chiamo Fede e gli racconto dell' accaduto con Miriana e subito lei...
"Com' è questa signora? É bella?
Mauro devo partire e tornare a casa?"
"Fede, ma sei gelosa di una persona che ho appena conosciuto?"
"Se una ti piace non c'è bisogno di conoscerla da tanto tempo.
Ci vai e basta."
"E dai Fede, falla finita. Non é come pensi te. "
"Me lo auguro. Te l' ho detto: non mi piacciono le corna."
Passato questo leggero battibecco torna la Fede di sempre e ci mettiamo a parlare del più e del meno, poi il saluto e chiudo la linea.
E ora, che faccio.
Accendo la tv, ma con questa storia dei mondiali di calcio è una palla pazzesca.
Non mi sembrano tanto felici della nostra nazionale che, anche arrancando, prosegue il suo cammino.
Io torno a pensare a Fede, alla crociera che farà con Luke.
Al vino che gli ho spedito.
Ho fatto bene, ho fatto male.
Non lo so, ma se la sua concubina ha voluto che io glielo inviassi, un motivo ci sarà.
Aspetto e poi vedremo.
Penso ancora a Shuli e come un cretino mi metto a cantare la filastrocca.
Secondo me, più che una filastrocca, é una canzone. Una canzone vera e propria.
Penso alla nonna di Shuli.
Ha sofferto e anche parecchio.
É rimasta incinta di un amore, di un amore che non è mai tornato a riprenderla.
Non ben vista nel suo villaggio é dovuta scappare.
Poverina!
Spero, come crede sua nipote e comincio a crederci pure io, che la sua prossima vita sia più bella e piacevole da vivere.
Mi mangio qualcosa e poi quasi quasi mi vedo un porno.
Finita la parca cena vado al pc per trovare un porno che possa piacermi e gironzolando ne trovo uno con una diva che somiglia a mia moglie.
Comincio a guardarlo e vedo al posto della pornodiva, Fede.
Gli somiglia moltissimo, anche di fisico, ma mia moglie ha un bel po' di tette in più rispetto a lei.
Anche nel sesso, da come fa i pompini o lo prende nei buchi, sembra proprio Fede.
Cosi a forza di vederlo me lo tiro fuori cominciando a segarmi.
In questo istante, se venisse Miriana, l' aprirei in due, ma Miriana é a casa con la caviglia e il ginocchio doloranti e quindi io continuo il mio lavoro di mano e quando il fortunato uomo dal grande cazzo comincia ad incularla, riempio il fazzolettino di sperma.
Se ci fosse mia moglie ora direbbe che non si può sprecare cosi tanto buon nettare, ma non ho soluzioni e non credo vada bene l' imbottigliamento. Ahahah!
Cara Fede, secondo me saresti un' ottima pornodiva, a livelli della signora che ho visto. Dai fica, culo e fai dei pompini fantastici insieme a tantissime altre porcate.
In più, rispetto ad altre pornodive, tu ingoi. Lo ingoi perché ti piace.
Ah cazzo, se fossi qui ti sfonderei la gola con il mio cazzo, ma ora non ci sei e devo arrangiarmi.
Spengo tutto, vado in bagno e poi a letto, ma non ho sonno.
Mi ero ripromesso di andare daGiacomo, nella sua scuola, e ancora non l' ho fatto.
Un po' di divertimento male non puo farmi di certo.
Provo a dormire, mi giro e rigiro ma non mi viene sonno.
Mi alzo e vado sulla terrazza.
Guardo casa di Gabriella con tutte le luci accese. Oggi la musica é a basso volume altrimenti Aldo chi cacchio lo sente domani.
Aldo!
Che tipo! Poi Aldo... casomai Ubaldo.
Mi torna in mente un film erotico che parlava dell' ubalda.
Ahahah! ci rido, ma dentro di me penso di aver fatto una cazzata.
Ormai é fatta.
Aldo non mi sembra uno di quelli che ti obbliga a fare le cose, eppoi l' ha detto pure lui: se lei vuole e ci sta, bene, altrimenti non se ne fa nulla.
Non se ne fa nulla l' ha detto lui, poi c'è la famosa incognita: Fede.
Bisogna vedere mia moglie.
Magari Aldo ha un bell' equipaggiamento e la signora non disdegna di certo un bel cazzo, poi se in aggiunta a questo ha due bei coglioni e sborrata copiosa, allora sono convinto che Aldo dovrà trasferirsi da noi.
Torno a ridere, ma forse lo faccio per rabbia.
Cosa cavolo mi rido. Non mi bastavano le corna a Londra, ora le cerco pure a meno di cento metri da casa, col vicino.
Che cazzo sto diventando.
Non ero così prima e invece ora le cerco proprio io le corna. Fede me le mette, ma me le mette perché sa che io le cerco.
Le piace mettermele, ma spero che stavolta a Londra, pure lei, si becchera' quelle con Lilly e stavolta dovrà star zitta.
Anzi, se farà la brava la faro' assistere e vorro' proprio vedere la sua faccia quando Lilly lo prenderà nel culo.
Lilly! Lilly la rossa. Forse sto facendo i conti senza l' oste però rammento ancora le parole di Fede: Lilly! Lilly é una tranquilla mamma e non concede nulla di speciale nel sesso. D'altronde se fosse più porca il marito non sarebbe venuto a cercare una come me.
Staremo a vedere cara Fede.
Vorro' vedere la tua faccia quando vedrai Lilly prenderlo in bocca e nel culo.
Starai li ad assistere alla mia vittoria e deciderò cosi la tua penitenza.
Però farti assistere non credo che...
Mmmhhh! Non credo si possa fare. Lilly non lo consentirebbe mai e Fede non assisterebbe mai.
Peccato! Magari vedendo, si sarebbe eccitata e lo avremmo fatto in tre, con Fede e Lilly, visto che con Diana non si può.
Un sogno! Anche questa é una chimera.
Una mia illusione che si trova in qualche angolo del mio cervello.
Pazienza! Io intanto Lilly me la scopo alla faccia del professorucolo.
Ho fatto e farò lo stesso lavoretto a Lilly di quello che lui ha fatto a Fede.
Poi, finito con Lilly, ho la loro amica: Corinne.
Fede ha detto che é una bella donna. Una mulatta non c'è male con tanto di figli.
Se lavora al locale brutta non deve essere di sicuro e per me é una nuova scopata.
Scopata, inculata, non lo so cosa fa questa Corinne, ma spero che Fede non faccia come con Ayanna.
Mia moglie farà un grande sacrificio.
Per lei sapere che io sono a letto con un'altra donna deve essere terrificante.
Lo ha detto che é una cosa che non sopporta. Ricordo ancora quando venne a sapere che Yvonne mi aveva fatto di più del semplice pompino.
A momenti se la mangiava viva.
Cazzo, mi sto sentendo in colpa.
Però me lo ha detto lei di Corinne. Non sono stato io ad imporglielo, quindi non devo avere alcun rimorso.
Non conosco il giorno che vorrà farmi fare quest' incontro, ma spero di non crearle tanto fastidio.
Ricapitolando: il mercoledi e il sabato ha lo spettacolo.
Non ricordo se mi aveva detto pure il venerdì, ma se c'è il saggio é impossibile.
Cazzo! Ma io riparto il sabato.
Si é confusa lei e mi sono confuso io. Ci siamo intrecciati. Non so se ha già acquistati i biglietti, ma le devo dire che io, il sabato, sono a Roma e mi perdo il suo spettacolo.
Domani la chiamo e glielo dico che sabato...
Sono un coglione, ma che dico... Fede intende sabato 15 luglio e non il 23.
Mi sto proprio rincoglionendo.
Sto pensando troppo al sesso. Sto diventando come mia moglie.
Malato!
Ma cazzo, io ho già la mia di malattia, se ora ne aggiungessi un' altra sarebbe una tragedia.
Va bene! É inutile farmi tutte queste pippe mentali.
Vado avanti e si vedrà.
Le luci della villa di Gabriella si spengono. Le ragazze e la mamma sono andate a letto.
Forse è meglio ci provi anche io.
Rientro in stanza e mi butto sul letto, ma davanti a me scorrono le immagini dei miei ragazzi, quella di Shuli e di Fede.
Poi a forza di girarmi e rigirarmi, riesco a chiudere gli occhi.
Quando li riapro, sono le 4.45.
Vado a farmi una corsetta e al mio rientro, doccia, caffè e di corsa al bar di Ancona.
Anche oggi ho un appuntamento con Marco.
E infatti, quando arrivo, lui é già li.
Facciamo colazione e poi a lavoro.
Stasera voglio andare da Giacomo.
E infatti la sera, dopo aver mangiato un pezzo di pizza, vado alla scuola.
Arrivo, ma non ci sono ne lui, ne Zoe.
La ragazza in segreteria mi ha detto che oggi non verranno perché dovevano risolvere alcune cose.
Colpa mia. Avrei dovuto telefonare e invece...
Durante il tragitto per tornare a casa chiamo Fede.
"Ciao regina, come stai?"
"Se io sono la regina, tu sei il mio re.
Ciao amore. Sto bene, anzi benissimo,miseria!
Nonostante la carenza e mancanza di quello che tu sai, sto talmente bene che mi sono ingrassata un chilo e mezzo e indovina dove sta?"
"Sulle bocce. Dimmi che l' hai messo sulle bocce. Quanto mi mancano le tue bocce."
"Ahahah! Esatto, sono cresciute anche se non é tutta li la ciccetta in più.
Allora ti manco e se ti manco è buon segno.
Mi spiace non essere li con te perché credo tu abbia lavorato di mano. Vero? "
"Per forza! "
"Perché non torni venerdi, Mauro? Ti faccio fare una cavalcata con i fiocchi."
"Non posso Fede. Ho detto a Lino che lo sostituisco perché devono partire. "
"Peccato! Avevo bisogno di un po' di relax con mio marito. Mi serviva il tuo idrante per spegnere il fuoco. "
"Non é un problema. A Londra c'è chi te lo spenge il fuoco e con un idrante più grande. "
"Sempre con queste battute stupide. Io lo volevo con te il relax.
Peccato! Avremmo passato un ricco weekend all' insegna del sesso con, come dici te, tutto il mio repertorio a tua disposizione.
Vorrà dire che faremo qualcosa a Londra.
A proposito: Diana ti manderà i biglietti del volo via mail e in quanto a te, ho organizzato tutto.
Lasci la macchina qui al mare, saluti i ragazzi e papà ti accompagna in aeroporto.
Prendi l' aereo, a Heathrow trovi me e Diana ad aspettarti.
Ti portiamo in albergo, ti organizzi e ti attendiamo per cenare insieme.
Poi tu, fai quel che vuoi, mentre io e Diana andiamo al locale per prepararare lo spettacolo.
Quando devi entrare, solito discorso: chiedi di Diana e gli dici che sei Mauro. "
"Spogliarello o hard?"
"Dipende dal boss. Ha fatto la scaletta lui stavolta, ma non l' ha detta ne' a me e ne' a Diana. "
"Va bene Fede e... e... per me... hai qualche sorpresa?"
"Non vedi l' ora, vero? Te l' ho promesso! A malincuore, ma te l' ho promesso. Quindi... vabbè, devo chiedere a Corinne la sua disponibilità.
Appena la saprò, ti dirò tutto."
"Sei sicura Fede? Non voglio che tu mi faccia fare la fine che ho fatto con Ayanna. Non mi piace essere preso per i fondelli e tu lo sai.
Non trattarmi come quel giorno, te ne prego.
Preferisco che tu mi dica subito di scordarmelo, che non ci riesci, ma non mi far vedere la cioccolata per poi togliermela. "
"Mauro, stai tranquillo. Te l' ho promesso. Non preoccuparti. "
"Lo spero. Spero sia come dici te. Sono quasi arrivato a casa, Fede. Prima sono andato da Giacomo, a vedere la scuola, ma loro non c' erano. "
"Fai bene. Passa il tempo ballando, cosi togli quel poco di pancetta che hai.
Luke va pure in palestra e... "
"Luke, Luke, Luke. Parli solo di Luke. Fede io non ti obbligo a stare con me, se la mia leggera pancetta non ti stesse bene, non hai che da dirlo. "
"Mauro, non arrabbiarti. Io adoro la tua pancetta, mi piace, ma lo sto dicendo solo per te. Per sentirti meglio fisicamente. "
"Fede, io sto bene cosi. Ti ripeto che se non ti vado bene non hai che da dirlo.
Parli sempre e solo di Luke, sembra sia il tuo fidanzato o marito a Londra e non riesco a capirne il motivo.
Sono stato buono sino ad oggi, ti ho lasciato fare e ti lascio fare, ma per favore, basta con Luke.
Mi hai chiesto di mandargli il vino e l' ho fatto, ma ora basta.
Non mi parlare più di Luke.
Se vuoi stare con lui, vai! Non ti obbligo a stare con me.
Anzi, sai che ti dico: tieniti pure la tua Corinne, non mi interessa e non so neanche se vengo a Londra.
Non mi piace Londra, non mi piace quella cazzo di città.
Non mi piace Londra e non mi piace Luke, perché a me di Luke, al contrario tuo, non frega un cazzo. "
"Ok, Mauro. Chiudiamola qui oggi perché sei nervoso. Ci sentiamo domani, sempre se ti va. Ciao. "
Chiude il telefono.
Forse sono stato impulsivo, forse sono nervoso, ma non sopporto piùil suo continuo dire e parlare di Luke.
É un momento di merda!
La realtà è che stavo e sto pensando a Shuli e a Luna e lei, parlandomi nuovamente di Luke, mi ha fatto svalvolare.
La scogliera! Devo andare sulla scogliera.
Mi dirigo verso l' unico posto in grado di farmi rilassare.
Non c'è la luna a fendere i suoi raggi di luce sullo specchio di acqua davanti a me, però riesco a calmarmi e a pentirmi di come ho trattato Fede, ma ha sempre il nome di Luke in bocca. Che palle!
Il nome!
A Londra oltre al suo nome, in bocca, ci metterà anche il cazzo e io qua devo stare alle dipendenze di un atto di bontà da parte sua per farmi una scopata.
Fede, io ancora ti amo o amo il tuo essere troia, ma non allargarti più di tanto perché mi sto stancando.
Alzo lo sguardo al cielo provando a guardare le stelle, ma quelle poche nuvole che ci sono disturbano la visione.
Pazienza.
Arriva un messaggio.
É Fede.
' Ti sei calmato? Stai lontano da quella scogliera, per favore. '
Rispondo o no.
Si, le rispondo scusandomi.
Entro in auto e le scrivo.
' Si, un pochino si. Scusami. Non sono sulla scogliera. Scusami ancora. '
' Tranquillo amore mio, é tutto ok. A domani. Un bacio. '
' Un bacio anche a te. Ciao '
Mi legge nel pensiero.
Sa dove sono e ho dovuto dirle una bugia.
Che situazione di merda.
Vorrei fermare questo gioco ma ho dato io il via a tutto e non riesco a fermarmi.
Anche se ci riuscissi ormai sarebbe difficile fermare lei.
Poi, da bravo cretino, ho spianato la strada pure ad Aldo.
Sono un coglione.
Forse lui, se non gli avessi fatto vedere le foto, non avrebbe lo stesso mai detto nulla a Fede di Marisa, ma io... io si. Ho rovinato tutto con la voglia di sapere se Fede si é portata a letto, a casa nostra, anche qualcun altro oltre al professorucolo.
Che cazzata ho fatto.
E se Aldo non avesse visto nessun altro con lei e io come un coglione gli ho steso il tappeto rosso davanti: vai Aldo, guarda mia moglie nuda.
Sono un coglione. Stronzo e coglione.
Non mi rendo conto e mi addormento in auto. Quando apro gli occhi sono le 4.15.
Metto in moto e vado a casa.
Questo modo di dormire mi sta distruggendo, ma non sono stanco.
Sono solo incazzato e stressato.
A casa mi metto i pantaloncini e esco cominciando a correre e dopo l' oretta di corsa, doccia, caffè con minicolazione e vado a lavoro.
Non sto bene! Non sto bene dentro, non mi sento affatto bene.
Qualcosa non va e ne parlo con Marco.
E lui giustamente...
"Mauro, l' unica persona che può aiutarti sai benissimo chi é. Chiamala e senti cosa e come può farlo."
Marisa, lei potrebbe aiutarmi, ma non mi va di starle a raccontare tutto.
Si, ha il segreto professionale, ma non me la sento di raccontare quello che sto vivendo ad una donna che é stata la mia amante per un certo periodo di tempo.
Fortuna che il continuo parlare a lavoro della partita che dovrà fare l' italia contro l' Ucraina, non mi fa pensare a nulla.
Anzi, mi fa in realtà pensare alla bionda ucraina sulla provinciale e quasi quasi stasera, un pensierino potrei anche farcelo.
Mentre i colleghi parlano di calcio, io penso al sesso e continuo a non comprendere questa mania di vedere una palla rotolare prendendola a calci, però giustamente, ognuno ha il suo di sport.
Agli amanti del calcio piace vedere la palla che rotola, a mia moglie piace scopare e succhiare cazzi con le palle grandi e a me piacciono le bocce grandi, che sotto un certo punto di vista possono essere paragonate a palle, ma poi alla fine, come la metti la metti, é sempre e solo una questione di palle.
Il pomeriggio, a casa, mi chiama Fede. Mi scuso di nuovo e lei...
"Non scusarti, non ne hai bisogno. Piuttosto scusami te. Hai ragione sul fatto di Luke. Proverò a stare piu attenta. "
Ci salutiamo dopo dieci minuti di dialogo e mi metto a pensare alle sue parole.
Ci proverà! Mi ha detto che ci proverà.
Fede ci pensa a Luke. Sono sicurissimo che lei a Luke pensa, ma come darle addosso. Non posso farlo. Io vivo la sua stessa situazione.
Ho la mia Shuli sempre in testa e sono sicuro che lei abbia Luke nel suo cervello.
Un chiodo fisso o forse un cazzo fisso.
Che brutto momento! É veramente un brutto momento.
Pensavo che dopo l' ultima brutta situazione fossimo tornati ai bei momenti felici e invece...
Il videocitofono suona.
Che palle! Sarà Aldo che vorrà ancora vedere le foto di Fede.
Stavolta no! Gli dico che devo andare via o che si é rotto l' hard disk del pc.
Ma quando sono davanti lo schermo...
Clio! Che ci fa qui Clio.
Apro il cancelletto e aspetto sulla porta il suo arrivo.
"Buongiorno Clio! "
"Ciao Mauro. Passavo di qui per caso e volevo salutare Federica."
Cazzo, che fica! É proprio una escort di lusso.
Ha una classe nel muoversi, nel parlare e nel vestirsi che penso la facciano essere molto apprezzata nella sua attività.
Su questo, non é da meno di Fede.
Due stupende escort, sono veramente due stupende escort.
"Mi spiace Clio, ma Fede non c'è. É al mare, a Roma con i ragazzi. "
"O porca miseria! Ho sbagliato io, avrei dovuto chiamarla."
"E Pietro, tuo marito. Dove lo hai lasciato?"
"Pietro è a Milano. Aveva delle cose di lavoro da fare e sta un paio di giorni sotto il duomo. Ahahah!"
"Vieni Clio, ti preparo un caffè."
Mentre preparo il caffe continuiamo a parlare, poi Clio, cambia atteggiamento e sposta il discorso su un tema più piacevole.
"Quindi Mauro, tu sei solo in questo periodo?"
"Si, in questo periodo io sono solo. Perché Clio?"
"Perché mi stavo chiedendo come voi uomini, quando siete soli, senza la moglie o una donna che possa soddisfare le vostre necessità, come fate?"
Fa gli occhi dolci mentre sorseggia il caffè, non lesinando a far roteare la punta della lingua intorno alle labbra.
Ci sa fare.
Pure Clio é una grande puttana e ci sa fare.
Certo però che una domanda così stupida da una donna come lei non me l' aspettavo proprio.
Mi viene il dubbio che l' abbia mandata Fede per scoprire se io la sto tradendo con un' altra donna oppure, addirittura, vuole incastrarmi con Clio.
Sono amiche; ti pare che Fede non sappia che Clio è qui o che Clio non sappia che Fede è al mare.
Non ci credo. Sono d'accordo e vogliono fregarmi.
Cara Fede, ma che gioco stai facendo.
Non ti faccio contenta. Ci stai provando!
Ma oggi no! Stavolta vinco io.
"Beh Clio, non credo ci sia bisogno che io ti dica come facciamo.
Sei sposata e credo che tu faccia altrettanto quando tuo marito..."
"Mio marito. Per favore non parlarmi di mio marito."
Si alza dalla sedia e mettendosi fronte a me comincia con il suo indice a seguire tutto il profilo delle mie labbra.
"Clio! Che idea hai?"
"Che idea ho?! Indovina? É dal giorno che ti ho visto in stazione che ti voglio saltare addosso."
Solleva la mini facendola scorrere sulle sue cosce, mostrandomi il pube con la mutandina che le copre la vulva.
Sale a cavallo sulle mie gambe, abbracciandomi con le braccia.
I nostri volti sono a circa venti centimetri di distanza e il cazzo si sta lentamente gonfiando.
Sto reagendo sessualmente in maniera positiva al comportamento da puttana della femmina che ho davanti.
Clio si avvicina alla mia bocca e mentre sta per baciarmi...
"No Clio, no!
Ti prego torna a casa e lasciami stare.
Io amo mia moglie e non voglio tradirla con nessun altra donna."
Clio mi guarda. Forse non crede a quello che sentono le sue orecchie e sinceramente non ci credo manco io, ma cara Fede, in maniera così subdola no.
Non ci sto e stavolta non vinci.
Non puoi colpirmi con il sesso.
Non vincerai in questa maniera infida, inviandomi la tua amica come cavallo di troia per aiutarti a fare qualcosa di cui io non sono a conoscenza.
Continuo a non capire e a non comprendere il tuo sporco e meschino gioco.
O porca! No, non ci credo. Non può essere. Forse tutto quello che ha fatto prima era solo un modo per cercare di separarsi da me, chiedere il divorzio per andarsene da Luke, ma... e con Angelo!
Da Angelo e con Angelo ha fatto l' attrice e abbiamo abboccato come polli.
Ma no! É impossibile. Non sa che io conosco molto bene Angelo e non sa della stanza segreta o che io vado a vederla quando fa gli spettacoli.
Cazzo! Non lo so, non ci sto capendo nulla.
No, non é come penso. Si sarebbe presa tutta la colpa lei e... oh cazzo! Sta a vedere che...
Clio é ancora sopra le mie gambe che mi guarda stupita.
"Clio, io..."
"Mauro, ho capito. Ti chiedo scusa e ti prego di non raccontare a Fede di questo increscioso episodio.
Mi vai a pelle e volevo fare del sesso con te, ma hai ragione: non voglio perdere l' amicizia con Fede per una mia voglia."
Si alza togliendosi da sopra le mie gambe e sistemandosi la mini: "Se e quando andremo fuori a cena confido sul tuo silenzio in special modo con mio marito.
Federica é fortunata ad averti sposato.
Non ho mai visto un uomo così fedele con me sopra le gambe.
Grazie del caffè, Mauro.
Buona serata e scusami ancora".
L' accompagno verso la porta e le apro il cancelletto che lei, una volta passata, si richiude dietro.
Io, dopo aver chiuso la porta di casa, comincio ad imprecare perché ho capito male tutto.
Clio voleva veramente scopare con me e io invece ho pensato che mi stessero facendo un tranello.
Pensavo fosse un inganno organizzato da lei e da Fede e invece voleva veramente scopare.
Così ora, Pietro si scopera' Fede e io invece, come un coglione, non mi sono scopato Clio.
Ma porca puttana. Sono rimasto con questo salsicciotto ancora duro che mi sta facendo male.
Salgo di sopra, accendo il pc e mi sparo la classica sega sulle foto di mia moglie.
Mi sono un po' spento dagli ardori sessuali e vado a farmi una corsetta.
Lungo la strada incontro Miriana che mi dice che hanno un problema per una perdita di acqua.
Vado a casa, mi faccio la doccia e torno da loro con gli attrezzi.
Riparo la leggera perdita dovuta a un flessibile lento e le cinque donne mi invitano a cena.
Volevo andare dall' ucraina, ma in loro compagnia sto bene e con la bionda ucraina sarà per domani sera.
Ho passato una bella serata e mi sono sentito coccolato da tutte.
Forse ho solo bisogno di affetto ed é per questo che non mi sento bene.
Torno a casa, vado a letto, ma mi addormento tardi e ahime, come al solito mi sveglio presto.
Mi alzo. Solita corsetta di una mezz' ora e doccia. Colazione leggera e mentre sto andando a lavoro mi chiama Fede.
"Ciao Mauro, come va? "
"Va bene Fede. Ieri sera sono stato ospite delle affittuarie di Gabriella. Ho cenato e poi sono venuto a letto. Ora sto andando a lavoro. "
"Che storia è questa che ti hanno invitato a cena? Mauro non farmi brutti scherzi. "
"Cioè, aspetta, fammi capire: sei te che dici a me di non farti brutti scherzi?
Fede, non ho parole e non farmi sempre la solita tolfa. Gli ho riparato una perdita di acqua e per sdebitarsi mi hanno invitato a cena e niente altro."
"Va bene, scusami. Ok, ti saluto, vado in spiaggia. Un bacio amore. "
"Anche a te. Salutami tutti e... Fede, aspetta! "
"Che c'è Mauro? "
"Ecco, quella cosa che dovresti comprare per Luna... ecco... fai il favore, comprane altre due. "
"Va bene, Mauro, ho capito. Ciao tesoro."
Uno a Luna, uno a mia figlia e l' altro se non a mio figlio, un domani la darò alla sua eventuale compagna di vita.
Vabbè, andiamo a lavorare.
A fine lavoro, salto ancora Giacomo.
Stasera voglio intingere il biscotto. Ne sento il bisogno.
Pensare che prima non me ne fregava nulla, invece ora, devo e voglio scopare.
Mi serve sesso. Devo fare sesso.
Sto diventando pure io come Fede.
Per chiamare Angelo é tardi.
Rimango titubante sul da farsi, ma alla fine: provinciale e ucraina.
Ma si, io vado e speriamo non accada nulla.
Mi dirigo sulla provinciale, al solito posto, ma sembra che anche oggi ci sia il coprifuoco.
Una volante sfreccia nel senso opposto facendomi capire che stasera non é aria e che bisogna nuovamente tornare a casa a guardare le foto.
Sessualmente éveramente un brutto momento.
Quasi quasi vado da Giacomo. Faccio ancora in tempo. Non scopo, ma almeno mi diverto.
Arrivo alla scuola di ballo. Giacomo sta facendo lezione ad una trentina di allievi.
Mi vede, si ferma e viene a salutarmi.
"Era ora che venissi. Sono veramente contento e se magari ci dessi una mano lo sarei ancor di più.
Lo sai che c'è penuria di maschietti e trovarne uno come te é un miracolo.
In effetti ci sono più donne che uomini.
"Giacomo, devo rilassarmi e per farlo devo ballare.
Continua pure la lezione. Io assisto in silenzio. "
"Continuare la lezione! Non é semplice, specialmente ora che ci sei te ad osservarmi.
Signori, per chi non lo sapesse, perché non era in sala quando é venuto a trovarci, lui é il mio amico Mauro. Un grande amico.
Sa ballicchiare e ora vi mostrerà un pochino del suo repertorio."
"Giacomo non mi sembra il caso e..."
"A te forse non sembra il caso, a me si."
Una voce femminile da dietro mi suona familiare.
Mi volto.
"Zoe!"
"Mauro, buonasera. Come stai?"
"Bene Zoe, grazie. Vedo che stai splenditamente anche te.
Dove è finita la spocchiosa e rompiballe ragazza che mi strappava i bottoni dalle camicie?"
Davanti a me c'è una donna matura. Una bella donna.
Fisicamente, da brava ballerina, ha un gran bel culo e due stupende cosce.
Forse una seconda di seno, ma un gran bel sorriso e un bel viso mi stanno invogliando a dirle di strapparmi ancora i bottoni della camicia.
"Non c'è più, Mauro. Quella ragazzina non c'è più .
E tua moglie?! Tua moglie, dove l' hai lasciata?
Giacomo mi ha detto che hai una gran bella moglie e che é anche molto brava a ballare.
Ci credo, con quel popò di insegnante che é tua madre, é normale sia brava."
Si avvicina a me e mi da un bacio sulla guancia.
"Mi fa molto piacere vederti."
Poi voltandosi verso gli allievi del corso...
"Ragazzi, voi non lo sapete, ma io a questo signore credo di avergli strappato i bottoni da una ventina di camicie e lo facevo solo per farmi notare da lui.
Ero pazza di lui. Avrei fatto di tutto per lui e lui... lui neanche mi filava un pochino.
Mi é andata male e probabilmente non era destino."
Sorrido e le accarezzo i capelli.
"Piccola Zoe, io sapevo che ci stavi provando, ma eri piccola per me ed ero troppo amico di tuo fratello per iniziare un qualcosa che non sapevo come sarebbe andata a finire. "
Vedo un gruppetto che sta parlando tra di loro e poi uno si stacca e si avvicina a Giacomo.
Ci parla e Giacomo...
"Bene! Mauro, i ragazzi, quelli che non ti hanno visto in sala, vorrebbero vederti ballare.
Scegli la dama e parti, io metto la musica."
Allungo la mano Verso Zoe, invitandola, e lei sorridendo la prende come se stesse accarezzando un sogno non realizzato.
Iniziamo a ballare...
Alla fine parte l' applauso di tutti.
Io guardo Zoe e le faccio i complimenti.
"Zoe, sei veramente brava! Brava, brava e brava! Complimenti."
"La dama fa quello che le dice il cavaliere. Se lui é bravo, lo diventa anche lei."
"Non ci provare con me. Sai benissimo che quello che dici é vero fino ad un certo punto.
Ragazze, avete una maestra con i fiocchi. Tenetevela stretta.
Giacomo, se vuoi posso farti da cavaliere aggiunto visto che ci sono tante donne?"
"E me lo chiedi pure. Te lo stavo chiedendo io. Grazie Mauro."
E cosi terminano tutte le lezioni, con l' ultima che si chiude alle 23.30.
Ringrazio Zoe e Giacomo per la bella serata passata, promettendo a Zoe che li avrei portati fuori a cena, compresi i suoi bimbi, per farci una bella chiacchierata.
Arrivo a casa e dopo una doccia veloce e un bicchiere di latte, vado a letto.
Non ho pensato a nulla e sono stanco. Stanco, ma rilassato.
Ballare mi diverte e mi calma.
Mi ha fatto enormemente piacere rivedere Zoe.
Una bella trasformazione per la ragazza rompiballe.
Ora é una gran bella donna e non comprendo il marito che la tradiva con altre.
Rido.
Non lo comprendo. Parlo proprio io che tra me e Fede facciamo a gara a chi si cornifica di più .
É meglio che io provi a dormire.
Mi sveglio alle 5.30.
Vado a farmi una corsetta leggera e incontro Miriana.
Ci mettiamo a correre insieme.
A volte lei si posiziona avanti a me e con questo pantaloncino attillato mostra un culetto non male.
É magra, ma non tanto, e una sondata dentro gliela darei volentieri.
Meglio che non ci pensi perché sotto, nonostante stia correndo, si sta drizzando e non vorrei si notasse.
Torniamo verso le nostre abitazioni, saluto Miriana, e vado a farmi la doccia. Colazione veloce e a lavoro.
E lungo il tragitto chiamo Fede.
"Ciao Fede."
"Oggi sono Fede? Non sono più il tuo amore?"
"Sei sempre il mio amore e lo sai.
Non te lo dico, ma lo sei sempre. "
Gli racconto della serata passata e subito lei...
"Zoe! La sorella di Giacomo? "
"Che c'è Fede, non sarai mica gelosa di una vecchia amica?"
"Lo sai che sono gelosa di tutte le donne che ti si avvicinano. Ho sempre questa maledetta paura di perderti e soprattutto non voglio in testa quelle che tu invece cerchi."
"Fede, io non le cerco, sei tu che me le metti ed é un po' diverso da quello che tu dici.
Ti lascio fare perché ti amo, ma non prendermi in giro, non prendermi per il culo, perché questo mi da enormemente fastidio."
"Non ti prendo in giro. Con Corinne stiamo vedendo la sua disponibilità e ti farò sapere.
Per quel che riguarda la scommessa Mauro, puoi provarci con Lilly.
Se vinci, inghiotto e fai quel che vuoi con lei.
Se perdi, io non incassero mai la scommessa.
Non voglio che tu prenda in mano alcun altro cazzo che non sia il tuo, per infilarmelo in uno dei miei buchi."
"Fede, una scommessa é una scommessa.
Se perderò io farò ciò che hai detto.
É giusto cosìe con Corinne non preoccuparti.
Non fa nulla.
A Lilly lo chiedero solo per la scommessa, ma anche se dicesse di si, non so se andrei a letto con lei.
Sono incapace di farti del male. Non ci riesco."
"No Mauro, una promessa é una promessa. Con Corinne te l' ho promesso e si farà e per la scommessa, se tu vuoi sia così, così sarà.
Ti saluto tesoro, vado in spiaggia.
Un bacio."
"Ciao amore mio."
Non capisco perché quando sento la sua voce mi sbrodolo e mi squaglio. Vado completamente in tilt.
Con lei, come con Shuli, mi basta la voce per farmi sciogliere e morire.
É amore o no.
Penso proprio di si e sono io che ancora ho questi dubbi.
A fine turno, Lino mi ringrazia per averlo sostituito con la reperibilità consentendogli di poter partire.
Marco va da Marisa in Svizzera e io sto a casa.
É venerdi.
Forse un pensierino per andare a ballare stasera, potrei anche farlo.
C'è la partita, ma a me della partita non me ne frega nulla e sono convinto che sarà pieno di donne in sala.
Ma si, vado a ballare.
Torno a casa, mi doccio, una cena veloce e si va a fare quattro salti.
E a casa, prima di farmi la doccia, mi metto al pc.
Vado sul sito e senza sapere il perché, non leggo i messaggi e spinto da un qualcosa dentro di me, tolgo tutte le foto.
Mi sento in colpa per averle postate e me ne sto pentendo.
Controllo la mia mail e vorrei andare a vedere anche quella di Fede, ma non lo faccio.
Preferisco evitare di leggere, nel caso ci dovessero essere altre mail che potrebbero farmi male.
Mi affido al destino, ma voglio sentire la sua voce.
La chiamo e mi dice che sta con Manu e Stefy in spiaggia.
Dopo dieci minuti ci salutiamo.
Non le ho detto che sarei andato a ballare.
É meglio di no. Sto zitto e poi glielo dirò.
Faccio la doccia, mangio un boccone e mi preparo per una serata da sballo in sala.
Profumo più io della profumeria di Fragonard e tutta questa fragranza addosso sta stordendo anche me.
Se non faccio svenire la dama per il ballo, sicuramente lo farà per la scia profumata che lascio.
Forse, ho esagerato, ma ormai...
Salgo in auto e vado in direzione della sala da ballo.
Passo una fantastica serata con gli allievi di Giacomo e Zoe.
Mi sono rilassato e divertito e domani lo dirò a Fede.
Ho ballato un bel po' di volte con Zoe che é leggermente più brava di Fede, ma ci sta: lei é un' insegnante professionista, Fede no.
Mia moglie lo fa per diletto, per divertirsi, Zoe per lavoro.
Devo ammettere che Zoe é una bella donna e se non ci fosse l' amicizia che ho con Giacomo stasera ci avrei provato e penso proprio che lei non mi avrebbe detto di no, ma oltre all' amicizia é meglio evitare anche per altri motivi.
In compenso, forse perché in buona compagnia, non ho pensato a tutte le cose che mi fluttuano in testa quando sono solo, ho pensato solo a ballare e mi sono veramente divertito molto.
Alle due di notte saluto tutti e torno a casa, con la promessa fatta a Zoe e a Giacomo che saremmo andati fuori a cena per farci una chiacchierata.
Sono sudato e a casa una bella doccia mi toglie l' appicicaticcio che ho addosso e poi a dormire, con la speranza di riuscirci e di non avere rotture di palle per la reperibilità.
Al mattino mi alzo e visto che non mi va di stare a casa, vado in azienda.
Più reperibile di cosi non credo si possa.
Tra i vari dipendenti c'è euforia per la vittoria della nostra nazionale sulla squadra ucraina.
Loro pensano alla partita, invece io penso alla bionda della provinciale.
Diversi punti di vista.
Fede non mi ha chiamato. Vorrà dire che verso le 10.00 la chiamero' io.
E cosi...
"Ciao Fede, buongiorno."
"Da quel di che è giorno e comunque buondi anche a te."
"Sei in spiaggia?"
"No, a casa a preparare il bagaglio."
"Il bagaglio! Ma Fede, parti martedì e già prepari il bagaglio?"
"Vabbè, tanto sono sola e posso dirtelo: siccome il 4 luglio la Germania ha la partita contro l' italia, per festeggiare la sicura vittoria vogliono una spogliarellista italiana e siccome sono amici di Luke gli hanno chiesto se lui ne avesse una.
Il boss mi ha chiesto se sono disponibile e io gli ho detto di si.
Dopo tutti questi giorni di assenza, non vedo l' ora nuovamente di spogliarmi davanti ad un pubblico e cosi ho accettato uno spettacolo a Berlino il 3 luglio.
Voglio esibirmi Mauro. Ho voglia, una grande voglia di esibirmi."
"Che spettacolo Fede? Ma sei sola? Con chi vai?"
"Tranquillo! Stai tranquillo. Vado con Diana e a Berlino ci sono gli organizzatori che ci aspettano. "
"E Luke ti ha mandata a Berlino solo con Diana?"
"Diana li conosce da una vita e Luke é partito. Aveva degli impegni per tre o quattro giorni."
"Ma di che spettacolo si tratta?"
"Non lo so! Mi è stato riferito che sarà uno spettacolo di buon auspicio per la loro nazionale."
"Ma é hard?"
"Non lo so, ma non credo.
E dai Mauro, non fare il geloso. Voglio tornare a divertirmi un po', poi quando verrai a Londra ti divertirai te con Corinne.
E te, cosa hai fatto ieri sera?"
"Va bene Fede e non sono geloso. Mi preoccupo solo per la vostra sicurezza.
In quanto a ieri sera, sono andato a ballare con Giacomo, Zoe e gli allievi della loro scuola. "
"Ah! Sei andato a ballare. Con Zoe!
Mauro... non farmi brutti scherzi."
"Fede, ho solo ballato.
Dici a me di non essere geloso e poi te... "
"Oh cazzo! Hai ragione. Non lo so cosa mi é preso. Scusami!"
"Di nulla e ti confesso che questa tua gelosia mi piace."
"A te piace, a me invece mi logora dentro e forse anche questo, per paura, per non pensarci, mi porta a voler far sesso e ad essere cosi.
Come fai a sopportarmi? "
"Perché ti amo. Forse per questo ti sopporto.
Fede, non mi hai detto una bugia in merito al tuo capo? Sicura che Luke non ci sia?"
"Ma quale bugia. Luke non é a Berlino. É a Madrid a vedere due sexy shop."
"Lo spero! Te e Diana, quando tornereste a Londra?"
"Il giorno seguente, salvo imprevisti che non penso ci siano. Dobbiamo tornare a scuola il 5 luglio.
Mauro, ti saluto, ho da fare e ho il volo nel primo pomeriggio.
Un bacio amore.
Ti mando un sms quando sono a Londra e poi ti chiamo quando siamo a Berlino perché credo che ripartiamo subito.
Ciao tesoro."
"Ciao Fede. Saluta Diana."
Non riesce proprio a non mostrarsi nuda.
Le piace tanto far vedere il suo corpo senza veli, ma a sentire lei, quello che la fa eccitare di più è far drizzare i cazzi.
Per lei vedere un cazzo che da moscio, si gonfia, diventando duro, dritto, solo perché si mostra nuda o perché sfrutta le sue capacità per eccitare un maschio, è sinonimo di essere una brava spogliarellista e una donna che fa godere grazie alle sue qualità erotico/sessuali l' uomo del momento la gratifica.
Contenta lei, contenti tutti.
Bene, chiamo Angelo.
"Ciao Angelo, come stai? "
"Ehi, grande Mauro. Tutto bene, grazie. E tu? Sei andato dal tizio poi? "
"Tutto bene Angelo, grazie. Si, ci sono stato e ho preso quello che mi serviva. "
"Bene! Hai bisogno di qualcosa Mauro? "
"Angelo, Fede non c'è e mi servirebbe... "
"Ahahah! Ho capito, ho capito. Oggi pomeriggio, al solito posto, alle 17.00. Ti sta bene? "
"Certo che si!"
"Bene! Tu vai e per il resto è una sorpresa. Poi fammi sapere se l' hai gradita. "
"Ok Angelo. A proposito: io non so ancora se ho dei pagherò, ma fammi sapere se devo... "
"Mauro, stai tranquillo. Non ci sono problemi con te. Non mi frega nulla dei pagherò .
Vai oggi e non preoccuparti. Chiedi della camera prenotata da Angelo. Ciao. "
"Grazie Angelo. "
Ti credo che non gliene frega nulla dei pagherò, con Fede ci ha fatto bisboccia pure lui e non sono proprio tanto sicuro che gli piacciano solo gli uomini.
Così esco dal lavoro, mi mangio un pezzo di pizza e vado all' appuntamento con il punto interrogativo di sapere cosa mi troverò davanti.
Penso al fatto che possa essere mora, o bionda o castana, oppure bohhh!
Vado e poi vedremo.
Arrivo.
Entro e alla reception chiedo qual' é la camera prenotata dal sig Angelo.
Il portiere mi guarda e sorridendo: la 12. Il signor Angelo ha la camera 12 prenotata.
Una volta che so il numero, mi dirigo verso la camera numero 12.
Busso alla porta. La vedo aprirsi lentamente e...
Ah, però! Questa non me l' aspettavo proprio.
Una ragazza dagli occhi a mandorla in vestaglia, con i capelli neri a caschetto, é davanti a me.
Spero sia maggiorenne perché a prima vista non lo sembra.
Non é tanto alta, forse 170 cm, ma ha i tacchi.
Wow! É la prima giapponese che mi scopo in vita mia.
Parla italiano ma con un chiaro accento nipponico.
Mi fa entrare accogliendomi come dovrebbe fare una geisha.
É molto servizievole e sembra più una colf che una escort.
Mi rimane il dubbio della maggiore età, ma Angelo non é stupido e avrà sicuramente visto i documenti.
Sono di fronte a lei che lentamente si toglie la vestaglia sistemandola con cura su una sedia.
Le sue mani hanno un qualcosa che attrae. Forse sono le sue lunghe unghie smaltate o il fatto di essere ben fatte che mi attraggono, ma d'altronde, vedendola ora completamente nuda, é tutta ben fatta. Piccola, ma veramente ben fatta.
Non é affatto male. Non ha tette, a stento forse arriva ad una prima, ma ha due capezzoloni scurissimi, come del resto lo sono le areole. Tutto il resto é proporzionato perfettamente.
Ha un gran bel culo a mandolino e una fichetta con un leggero ciuffetto di pelo sul monte di venere mostrando il bianco delle grandi labbra.
Non so perché, ma quello che sto vedendo amplifica notevolmente la mia voglia di sesso.
Mi guarda con i suo occhi neri.
Forse aspetta che le dica qualcosa ma poi, nel suo italiano nipponico mi dice: "Spero di piacerti"?
Mette l' indice poggiato sulle labbra colorate dal rossetto rosso intenso in attesa di una mia risposta.
Forse saranno le scarpe col tacco che indossa, i suoi capezzoloni o il fatto di essere così minuta, ma a me questa signorina me lo fa tirare tanto.
Annuisco con la testa in senso positivo, lei sorride e si avvicina a me.
Il miei 186 cm svettano sopra di lei che anche con i tacchi rimane piccola, ma nonostante tutto comincia a strofinare la sua mano sul mio cazzo nascosto all' interno del pantalone.
Mi sbottona il pantalone e lo fa scendere, lasciandomi in mutanda e ora posso dire che proprio nascosto il mio cazzo non é.
La cappella fa capolino dall' elastico e lei che se ne é accorta si abbassa a novanta gradi leccandola con la punta della lingua.
Lo specchio dietro di lei mi mostra il suo sedere. Il buco é pulito, senza pelo, come lo è la sua vulva lucida.
Se ha già cominciato cosi, non credo sia tanto inesperta e infatti abbassa l' ultimo capo che nasconde il sesso e si ritrova davanti il mio pezzo di carne che chiede aiuto.
Inizia col farmi i complimenti per quello che ha davanti ai suoi occhi.
Sembra meravigliata, ma io già so che é una tecnica che utilizzano le donne, e in generale le escort.
Quando fanno così, e me lo ha detto Fede, é per far vedere all' uomo che é un macho, un uomo virile. Lo gasano, anche se magari gli stanno dicendo una cazzata, ma é una tecnica per farlo eccitare di più.
E si, questa é una gran paraventa e... e secondo me é molto navigata.
Altro che minorenne e...
Oh cazzo! Che bocca che ha! É brava, bravissima pure lei e ancoooraaaa non so... il... nooomeee!
Porca vacca, che pompino che mi sta facendo.
É a livello di Fede e...
"Si, siiii, oohh cazzo, brava! Siiii, cosiii! "
Le metto le mani dietro la testa dandole il tempo sul suo pompino sega.
Se continua cosi questa mi fa venire presto.
Ma, oh cazzo, il preservativo. Non ho messo il preservativo. Devo metterlo.
Non faccio neanche in tempo a dirglielo che lei si ferma.
Sembra mi abbia letto nel pensiero.
Si alza e va verso il comò. Apre la sua borsetta e ne tira fuori una scatola.
Condom! Sono condom e sono gli stessi che usa Fede al gusto fragola.
Ne scarta uno e me lo indossa sul pene che gradisce moltissimo il tocco delle sue mani.
Mi porta sul letto e mi fa sdraiare, montandomi sopra lei e cominciando a salire e scendere sopra la mia asta, la fa sparire quasi completamente come se avessi un cazzo ninja.
A volte sento il tocco dell' utero sulla cappella e la cosa é talmente eccitante che quasi sto per venire.
La blocco per i fianchi prima che mi faccia sborrare.
Voglio fotterla come piace a me.
La faccio mettere a pecorina.
Cazzo! Che bella vista. Ha un buchino di culo che sembra vergine, ma la fica, la fica no. Ha due grandi labbra che sembrano un panino che non chiede altro di metterci una salsiccia.
Glielo faccio entrare cominciando a scoparla.
Sembra che la cosa piaccia pure a lei.
Probabilmente anche la giapponesina é come mia moglie; allupata di sesso e le piace scopare.
Comincia a lamentarsi e mi ha messo quasi paura.
Non é un vero lamento. É più un godimento lamentoso, ma se le facessi veramente male, non aiuterebbe l' ingresso del cazzo portando il culo verso il mio ventre.
Le afferro i capezzoli continuando a scoparla.
Ha due pezzetti di carne lunghi e sono fantastici.
Sono talmente preso dalla scopata che sto per venire, quando ad un certo punto lei, lancia un urlo: "Haiiii"!
Cazzo! Mi metto paura e mi fermo, tirandolo fuori.
Lei si accascia sul letto.
"Ehi, é tutto ok?"
"Si, si! Tutto ok. Perché sei uscito? Vieni, vieni."
Si volta e aprendo le gambe mi invita a scoparla.
Oh cazzo! E io che mi ero preoccupato.
Le vado in mezzo e entro cominciando nuovamente a scoparla.
La sto veramente sfondando con i miei colpi e lei non sembra affatto non gradire questa maniera un po' rude di fare sesso.
Guardo i suoi capezzoli. Sono dritti. Due pezzetti di carne eretti su quelle due coppettine di ciccia che dovrebbero essere due tettine.
Vorrei succhiarglieli, ma vista la differenza di altezza la cosa mi risulterebbe molto difficoltosa.
Sto per godere e infatti riempio il preservativo quando nuovamente lei grida, dopo i vari lamenti sentiti durante tutto l' atto sessuale, un nuovo: "Aaahhiiiii"!
L' espressione del volto e gli occhi girati che mostrano il loro bianco, mi fanno capire che ha avuto un orgasmo e che forse, quel termine che ha detto non era un grido di dolore, ma di soddisfazione.
Non mi sembra dolorante e pertanto sono tranquillo.
Mi sdraio al suo fianco soddisfatto.
Finalmente una nuova fica per il mio cazzo.
Ora capisco il senso di soddisfazione di Fede a scopare con altri uomini.
É una cosa che piace a tutti e due e però, come lei che quando fa sesso con me la mando in Paradiso, anche io quando lo faccio con lei è un' altra cosa.
Un' altra cosa che ho provato solo con Marisa e Shuli, ma più che Marisa, che secondo me era un finto innamoramento, l' ho provata con Shuli.
Anzi, ad essere sincero, forse con Shuli un poco di più di Fede.
Ecco, perfetto! Tu sta a vedere che anche Fede quando lo fa con Luke ha un orgasmo più intenso che con me.
Devo rendermene conto e capire che la cosa ci sta. Purtroppo ci sta.
"Sei stato bene? Ti é piaciuto?"
"Si, molto. Sei brava e devo farti i complimenti.
Mi do una lavata e vado via."
"Dove vai? Il signor Angelo ha detto che devo stare con te finché vuoi."
"Davvero?"
Grande Angelo. Sai che ho una certa passione per le orientali e mi hai fatto veramente una bella sorpresa.
Vai tranquillo, inculati pure di nuovo Fede. Anzi, scopatela, provaci, magari ti piace pure.
"Vieni Mauro. Ti lavo io."
Allunga una mano per togliermi il condom che ormai è diventato una copertura su un corpo flaccido.
Oh cazzo! Questa è veramente una geisha.
"Ok. Tu sai il mio nome, ma io non so il tuo. Come ti chiami? "
"Mizuki. Mi chiamo Mizuki."
Dopo il bidè fattomi dalla dolce Mizuki, ci mettiamo un poco a parlare sul letto e cosi vengo a scoprire che ha 22 anni e studia a Bologna.
E si... la piccola Mizuki sta studiando architettura e ha iniziato questo, diciamo lavoro, inizialmente per soldi e ora anche per piacere.
Le piace fare sesso e oltre a questo ha visto qualcosa che le fa vivere una vita migliore rispetto a quella che faceva nella sua piccola città dove è nata e vissuta in Giappone.
Si sente soddisfatta da quello che fa.
Le piace e parallelamente prosegue i suoi studi.
Mi dice che entro quest' anno dovrebbe laurearsi e allora potrebbe tornare in Giappone, a Tokio, o andare a New York per lavorare, ma non è detto che non continui a fare quello che fa qui da Angelo.
Ha anche lei le sue voglie particolari e se dovesse continuare in questa attività, per migliorarsi, vorrebbe farsi dare una mano da un chirurgo estetico.
Una sua voglia, sono le tette. Vorrebbe rifarsele perché non le ha proprio.
Io le dico, che se volesse, non deve esagerare e che questi capezzoloni sono fantastici.
Comincio a giocarci tintinnandoli con il mio indice e mentre lo faccio le chiedo se prima le ho fatto male perché l' ho sentita gridare ' ahi '.
Mi guarda e scoppia a ridere.
"Tu non conosci il giapponese.
Nella mia lingua, ahi, vuol dire si."
"Oh cavolo, se vuol dire si, allora ti sono piaciuto?"
"Beh, certo che mi sei piaciuto. Sei un bell' uomo. Certo non sei giapponese, ma tutto non si può avere."
E scoppia a ridere.
"Ahahah! Ti va di farlo di nuovo Mizuki?"
"Se tu vuoi, certo! "
Comincio a succhiarle i capezzoli. Avere questi due spuntoni di carne da succhiare non è affatto male e pure Mizuki non disdegna.
Allarga le gambe e allora vado con la mano a toccare la sua vulva, sgrillettandole il clitoride.
"Mizuki prendi subito un condom."
Si alza e va a prendere un preservativo dalla scatola che é rimasta sul comò, lo poggia sul comodino e risale sul letto.
Senza le scarpe col tacco è veramente bassa.
Forse arriva a malapena ai 160 cm, ma ci credo poco.
Me la trascino sopra iniziando a leccargliela.
Poi mi ferma lei dicendomi: "Ora tocca a me. Sdraiati. "
Lo prende in bocca da vera esperta. Confermo che é bravissima a fare bocchini.
Credo sia proprio come Fede: entrambe sono due brave bocchinare.
Dopo un paio di minuti la fermo e sollevandola di peso, la metto a novanta gradi.
Allungo la mano per prendere il condom, apro la confezione e lo indosso.
Prendo il cazzo e glielo metto dentro strofinandoglielo prima, tre o quattro volte, sulla sua vulva umidissima di umori poi, senza fatica, entro cominciando a scoparla.
Mi piacerebbe farle il culo, ma non credo me lo dia, non mi sembra per nulla usato.
Forse non le piace oppure ha timore.
Peccato, ha un buco di culo che non c'è male proprio.
Continuo a fotterla con lei che ansima.
Ha gia urlato una volta il suo ' ahi ' e se non fosse per questo continuo lamentarsi che da quel che ho capito è un gradimento per il sesso che sta facendo, é una delle più belle scopate che ho fatto sino ad oggi.
Provo a vedere che dice se alzo il tiro.
Glielo chiedo.
"Mizuki, posso sopra?"
"Sopra dove?"
"L' altro buco che hai."
"No no! Ancora no, li. Sono vergine.
Scopami dai, scopami."
Continuo a scoparla e dopo una quindicina di minuti e tre dei suoi ' ahi ', riempio nuovamente il condom.
Mi piace, questa ragazza giapponese mi piace.
Adoro i suoi capezzoli e nonostante sia piccolina, ha una fica bella grande.
Peccato non poterla inculare, ma il buco é suo e ne fa quel che vuole.
Io parto dal concetto che non tutte lo danno e devo rispettare la decisione della donna.
Penso a Shuli. Me lo ha concesso subito perché innamorata.
Non come Fede che il culo lo da perché le piace essere inculata, Shuli me lo ha dato per amore.
Un amore che io le ho confermato a Roma.
Abbiamo solo fatto l' amore.
Vero sesso tra innamorati.
"Mizuki, hai fame?"
"Un poco."
"Fatti una doccia, ti porto fuori a cena."
Mi lavo anche io e andiamo a mangiare.
Lei vuole solo una pizza. Le piace la pizza e cosi la porto in pizzeria.
Miseria! Mi sembra di portare a cena fuori mia figlia. Ahahah!
Ma che dico: mia figlia é più alta.
Però Mizuki é maggiorenne e questo mi rilassa.
Finita la cena la porto a casa.
Ha una stanza alla periferia di Bologna.
Mi ringrazia e io ringrazio lei dicendole che ci saremmo nuovamente rivisti perché mi piace fare sesso con lei.
E nel ritorno verso casa, mentre penso a Fede, prendo il cellulare e chiamo Angelo.
Lo ringrazio e gli dico che Mizuki é una bravissima ragazza e che mi arrapa moltissimo.
"Eheheh! Lo sapevo che hai un debole per le orientali.
Ho anche un paio di cinesi, se vuoi sarà per la prossima volta? "
"Grazie Angelo, grazie. Fede ti ha fatto sapere qualcosa per riprendere gli spettacoli?"
"No! Ti avevo detto che voleva stare tranquilla, almeno fino a settembre."
"Si, me lo avevi detto, ma credevo avesse cambiato idea, invece nulla.
Ok, Angelo, ti saluto e grazie ancora."
Arrivo a casa che sono le 23.30.
Mentre parcheggio l' auto penso ad Aldo, al fatto non si sia più fatto vedere.
Strano, molto strano.
L' ultima volta che l' ho visto è stata quando gli ho portato il portafogli.
Bah! Forse è meglio cosi.
Al mattino, mi alzo e mi preparo per andare a correre.
Nella pinetina incontro Miriana.
Ci mettiamo a correre insieme e nonostante le due scopate con Mizuki, quando Miriana mi sorpassa, il suo culetto mi invita ad incularla.
Anche Miriana però non mi sembra la donna che adora prenderlo nel culo.
Penso alle donne che ho avuto e sinceramente io posso ritenermi fortunato.
Buona parte delle ragazze che ho conosciuto prima e dopo il matrimonio, mi hanno concesso bocca e culo.
In poche però si sono fatte sborrare in bocca durante un rapporto orale.
Beh, a tante non piace e bisogna accettarlo.
Pure a Fede non piaceva fare i bocchini e ingoiare lo sperma. Non voleva dare il culo e poi alla fine cosa ho scoperto; che faceva sessualmente tutto da tanto, tantissimo tempo e che mi aveva preso in giro.
Bella troia, cara moglie. Troia e puttana.
Torniamo verso la casa di Gabriella e mentre saluto Miriana, esce Donatella.
"Ciao Mauro."
"Buongiorno Donatella."
"Mauro, se sei ancora solo, sei invitato a pranzo."
"Si, sono solo. Ok, allora facciamo cosi:
a pranzo io da voi e a cena voi da me.
Il barbecue é pronto."
"Oh cavolo! Non possiamo. Stasera andiamo a Rimini a ballare, però mamma sta sola.
Mamma vai te."
"Non mi sembra il caso Donatella."
"E perché Miriana? Ti aspetto. Vieni quando vuoi te. "
"Ma Mauro, cosa possono pensare i vicini e tua moglie, se venisse a sapere che..."
"Non preoccuparti! Io e mia moglie ci fidiamo l' uno dell' altra."
"Va bene allora, se a te andasse bene alle 18.00 sono davanti il cancelletto di casa tua passando per la pinetina? "
"Perfetto! Bistecca? O gradisci qualche altra cosa?"
"Se posso scegliere, visto che è tanto tempo che non le mangio cotte sulla brace, preferirei un paio di salsicce con una bruschetta. Magari con l' aglio, tanto non devo baciare nessuno. "
"Ahahah! E cosi sia, allora; salsicce e bruschetta con vino rosso."
"Mauro, il vino lo porto io."
"Stai tranquilla! Ho un vino di un mio amico che fa resuscitare i morti. Ci vediamo alle 18.00."
Sorride e salutandomi entra nel giardinetto del villino di Gabriella.
Donatella chiude il portoncino facendomi l' occhiolino.
Che avrà voluto farmi capire con l' occhiolino.
Il fatto che vuole mangiare salsicce é stato per farmi intendere che vorrebbe anche la mia di salsiccia.
Il tanto non devo baciare nessuno forse é stato un invito a farlo.
Boh! A pranzo cercherò di capire meglio e se non lo capisco si vedrà a cena.
Vado a casa, doccia, piccola colazione e mentre mi metto a curare il giardino, squilla il cellulare.
É Fede.
"Ciao Mauro, sto partendo. Quando arrivo ti mando un sms."
"Ciao Fede, ok. Ciao e buon viaggio."
Chiudo la linea.
Pensare che una volta il solo sapere che mia moglie andasse a scopare con altri o a mostrarsi nuda, mi faceva oltreche' eccitare, anche incazzare di brutto, oggi non mi fa ne' caldo ne' freddo.
Ormai lo considero pure io un lavoro integrativo a quello che già ha.
La mattinata passa.
Vado in pasticceria, acquisto delle pastarelle e porto il mio vino a casa di Miriana.
Bel pranzo, dove si parla del più e del meno e le ragazze, che spesso danno battute a doppio senso alla mamna di Donatella, sono sveglie. Perbacco se sono sveglie.
Verso le 15.30 le ringrazio del pranzo e vado a casa.
Miriana mi dice che arriverà verso le 18.00 e di non cuocere tante cose.
"Va bene Miriana, quando arriverai mi dirai te cosa vorrai mangiare."
La saluto e mi dirigo verso casa passando dalla pinetina e mentre entro in giardino, arriva il messaggio di Fede.
' Mi sono scordata, scusami. Stiamo ripartendo per Berlino.
Diana ti ringrazia. Il vino é arrivato. '
' Ripartendo per Berlino? '
' Si. Quando arriviamo in hotel, ti chiamo. Un bacio. Spengo cell. '
Effettivamente me lo aveva detto che sarebbero ripartite subito per Berlino.
I tedeschi vogliono festeggiare.
Non si festeggia mai prima e a meno che non sei sicuro di avere la vittoria in pugno, come me con Fede, é meglio non festeggiare prima.
Certo che io con la rossa non ho di questi problemi. Non ho paura di perdere e posso tranquillamente dire che appena proporro' a Lilly di passare una giornata insieme, la mia amica si metterà sul letto a gambe aperte.
Aperte!
Cazzo! E se mi dicesse di no.
Dovrei prendere il cazzo di un maschio in mano e infilarlo dentro un buco di mia moglie.
Se perdessi non credo proprio che Fede non mi faccia scontare la penitenza.
Ha detto di no, ma io le ho ribadito che una scommessa éuna scommessa e anche se lei non volesse, mi sembra giusto pagarla.
Ma sono tranquillo, cara dolce mogliettina, non perderò di sicuro.
Mi metto a preparare quelle quattro cose per il barbecue.
Cenetta con Miriana in giardino.
Anzi, forse è meglio mangiare in casa. Con Aldo non si sa mai.
Ma no! Sticazzi di Aldo.
Stiamo fuori. É più fresco.
Cuocio un paio di salsicce e se Miriana volesse anche la mia, allora si rientra in casa.
Sono le 18.00.
Miriana mi chiama dal cancelletto che guarda la pinetina.
Le apro e la faccio entrare.
"Wow! Miriana! Che bel vestitino."
"L' ha scelto Donatella. Mi ha detto di venire vestita decentemente. "
"Beh, così é più che decentemente. Perbacco, stai veramente bene e sei una bella donna."
"Mauro, mica ci starai provando?"
"No! Ti sto solo facendo dei complimenti che per me meriti e non comprendo il perché con tuo marito vi siate lasciati."
"Lunga storia, ma se vuoi racconto?"
"Se a te fa piacere, ben volentieri. Ti prendo qualcosa da bere."
Così comincia la bella Miriana a raccontare la storia d' amore tra lei e il suo ex marito.
Anche lei si é presa un bel po' di corna da parte dell' uomo che le diceva essere fortemente innamorato per poi scoprire che se la spassava con la sua segretaria e con un' amica di Milano.
E cosi la decisione di chiedere il divorzio.
"Ma sto bene Mauro, ora sto bene. Ho passato due o tre anni brutti, ma ora sto veramente bene.
Donatella cerca un uomo da mettere al mio fianco, ma io non ne' ho bisogno. Sto bene così e non voglio ricascarci."
"Donatella cerca un uomo per te per non farti bruciare il resto della tua vita da single.
Cerca un uomo in grado di darti amore e quello che poi da questo amore potrebbe uscirne fuori."
"Parli di sesso Mauro?"
"Anche. Sei una bella donna, magari un po' troppo magra, qualche chiletto in più io te lo metterei."
"Perché tu pensi che cosi non possa andare bene? Ti garantisco che ne ho di uomini che mi vengono dietro e non si lamentano di certo per qualche chilo in meno.
Mauro, sto bene cosi e a chi non piaccio, pazienza."
"Miriana, non volevo offenderti, bada bene. Era solo un mio pensiero e se può farti contenta, sappi che a me piaci pure cosi."
"Davvero?!"
"Certo, non ti dico stupidaggini."
"Cioè, tu mi porteresti a letto?"
"Ehi, vai subito al sodo. Non pensavo fossi cosi diretta e comunque si, ti porterei a letto e non solo."
Sorride.
"Dai Miriana, le salsicce sono cotte e il pane per le bruschette é pronto. L' aglio é sul piattino. "
Ceniamo e beviamo e alla fine dopo vari racconti la riaccompagno a casa.
Non c' ho provato e neanche lei mi ha dato il via per una scopata, pertanto...
Mentre ritorno verso casa penso al fatto che Fede non mi ha chiamato.
La chiamo io.
Squilla ma non risponde.
Chiamo Diana.
Anche il suo squilla ma non risponde nessuno.
Avranno da fare. Almeno lo spero.
Però cazzo, un messaggio per dire che sono arrivate.
Arrivate. Vista l' ora dovrebbero essere arrivate da un bel po' .
Ma perché non capisce che c'è pure chi si preoccupa per loro.
Suona il cellulare. Un sms.
É di Fede.
' Siammo arrivati. Ciao! '
Continua...
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