Terapia cuckold - capitolo 7

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Luca spinse la porta dello studio con il cuore che batteva troppo forte. Erano passati sette giorni dalla seduta in cui aveva guardato il video insieme a Sofia, e quella domanda finale non lo aveva mai abbandonato:
«Vuoi che Giulia sappia della terapia? O preferisci che questo rimanga il nostro piccolo, bellissimo segreto?»
Aveva passato l’intera settimana a pensarci. Di giorno cercava di concentrarsi sul lavoro. Di notte, sdraiato accanto a Giulia che dormiva, si toccava in silenzio immaginando due scenari opposti: confessare tutto a sua moglie, oppure mantenere il segreto e scendere ancora più in profondità con Sofia. Entrambe le possibilità lo terrorizzavano e lo eccitavano allo stesso tempo.
Sofia lo accolse con il suo sorriso più luminoso e sereno. Era particolarmente bella quel pomeriggio: camicetta di seta rosso borgogna sbottonata quel tanto che bastava a mostrare il solco profondo tra i seni prosperosi, gonna nera aderente che sottolineava i fianchi con eleganza assoluta. I capelli ondulati le ricadevano morbidi sulle spalle, e gli occhiali sottili le davano quell’aria intellettuale e pericolosamente seducente.
«Luca,» disse con voce calda, «prego, accomodati.»
Lui si sedette. Sofia accavallò le gambe con grazia e lo guardò negli occhi, in attesa.
«Hai riflettuto sulla mia domanda?» chiese semplicemente.
Luca deglutì. Sentiva già il cazzo che cominciava a reagire alla sola presenza di lei.
«Sì,» rispose con voce bassa. «Ci ho pensato molto.»
Sofia inclinò leggermente la testa, un gesto elegante che fece scivolare una ciocca di capelli sulla curva del seno.
«E qual è stata la tua scelta?»
Luca respirò a fondo.
«Voglio che rimanga tra noi due,» disse infine. «Giulia non deve sapere della terapia. Non ancora.»
Un sorriso lento, bellissimo e profondamente soddisfatto apparve sulle labbra di Sofia. Non era un sorriso trionfante, era qualcosa di più sottile: il sorriso di chi ha appena visto un pezzo del puzzle andare al suo posto.
«Ottima scelta,» mormorò. «Mi piace che tu abbia scelto il segreto. Mi piace che ci sia qualcosa che appartiene solo a te e a me.»
Si alzò con grazia felina, girò intorno al tavolino e venne a sedersi sul bracciolo della poltrona di Luca, vicinissima. Il suo profumo di vaniglia e muschio lo avvolse completamente.
«Questo significa che da ora in poi saremo ancora più onesti tra noi,» disse con voce vellutata. «Perché se Giulia non sa niente, allora io sono l’unica persona al mondo che vede davvero chi stai diventando. L’unica che sa quanto ti eccita essere messo da parte. L’unica che sa quanto ti piace sentirti inferiore.»
Luca aveva il respiro accelerato. Il cazzo gli pulsava nei pantaloni.
Sofia continuò, la voce bassa e ipnotica, come se stesse accarezzando i suoi pensieri più nascosti.
«Dimmi, Luca… ora che hai scelto di mantenere il segreto, come ti senti?»
«Mi sento… esposto,» rispose lui. «E allo stesso tempo protetto. Come se avessi un posto dove posso essere esattamente ciò che sto diventando, senza che Giulia lo sappia.»
Sofia annuì lentamente, il seno prosperoso che si alzava e abbassava con il respiro calmo.
«Bene. Mi piace questa risposta.»
Fece una pausa, poi pose la prima domanda, con tono gentile ma penetrante:
«Vorresti, un giorno, assistere? Vorresti essere lì, in un angolo della stanza, mentre un altro uomo scopa tua moglie?»
Luca chiuse gli occhi per un istante. Quando li riaprì, la voce era rauca.
«Sì… credo di sì.»
Sofia sorrise, bellissima e serena.
«E come vorresti essere trattato in quel momento? Vorresti che Giulia ti ignorasse completamente? Vorresti che ti guardasse mentre gode? Vorresti che lui ti dicesse qualcosa di umiliante?»
Luca deglutì. Il cazzo gli premeva dolorosamente contro i pantaloni.
«Vorrei… che lei mi guardasse,» ammise. «Vorrei che mi vedesse mentre lei gode con un altro. E forse… vorrei che lui mi dicesse che sono fortunato a poter guardare.»
Sofia inclinò la testa, gli occhi che brillavano di un interesse profondo.
«Interessante. E dimmi… qual è la cosa più umiliante che potrebbero chiederti di fare? Qual è la fantasia che ti fa più vergognare, ma che allo stesso tempo ti eccita di più?»
Luca rimase in silenzio per lunghi secondi. Sofia non lo incalzò. Aspettò, paziente e bellissima, lasciando che il silenzio facesse il suo lavoro.
«Vorrei… che mi chiedessero di pulirla,» sussurrò infine, la voce spezzata. «Dopo che lui è venuto dentro di lei. Vorrei che Giulia mi dicesse di leccarla mentre è ancora piena del suo sperma.»
Sofia non commentò subito. Lo guardò a lungo, con un sorriso dolce e pericoloso.
«Grazie per essere stato così onesto,» disse infine. «Questo è un passo importante. Stai cominciando a riconoscere i tuoi limiti… e a immaginare di superarli.»
Si alzò con grazia e tornò alla sua poltrona. Incrociò le gambe e lo guardò con attenzione.
«Per la prossima settimana voglio che tu faccia una cosa semplice, ma profonda. Voglio che tu chieda a Giulia di raccontarti, mentre fate l’amore, quanto è meglio Alessandro. Non tutto. Solo un piccolo dettaglio. E voglio che tu osservi come ti senti mentre lei parla. Voglio che tu senta quanto ti eccita sentirla dire che un altro uomo la soddisfa di più.»
Fece una pausa, poi aggiunse con voce morbida:
«E quando tornerai, mi racconterai tutto. Ogni sensazione. Ogni pensiero umiliante che ti sarà passato per la testa.»
Lo accompagnò alla porta. Prima di aprirla, si fermò e lo guardò negli occhi con quel sorriso luminoso e inquietante.
«Ricorda, Luca: questo rimane tra noi due. Il nostro piccolo, bellissimo segreto. E più scendi, più sarà bello. Io sarò sempre qui a guardarti mentre lo fai.»
Luca uscì dallo studio con le gambe molli e la mente in subbuglio.
Sofia, rimasta sola, si sedette alla scrivania, aprì un’agenda nera e segnò una piccola annotazione accanto al nome di Luca.
Poi sfogliò lentamente le altre pagine, piene di iniziali diverse.
Sorrise tra sé, bellissima e serena.
La collezione stava crescendo.
E Luca era già uno dei suoi preferiti.
scritto il
2026-04-10
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