Terapia cuckold - capitolo 6
di
Raiders
genere
corna
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Luca entrò nello studio con la chiavetta USB che sembrava pesare tonnellate nella tasca della giacca. Il cuore gli batteva forte da ore. Quella mattina aveva chiesto a Giulia di registrare il video. Lei lo aveva guardato con un sorriso lento, quasi divertito, prima di accettare. «Va bene,» aveva detto. «Ma solo pochi secondi. E voglio sapere cosa ne farai.»
Ora la chiavetta era lì. Pochi secondi di sua moglie che veniva per un altro uomo. E lui stava per guardarli insieme a Sofia.
Sofia Moretti lo accolse con un sorriso caldo e luminoso, di quelli che sembravano illuminare la stanza. Era bellissima, come sempre: capelli castani ondulati che le ricadevano morbidi sulle spalle, occhiali sottili che le davano un’aria intellettuale e sensuale allo stesso tempo, e un corpo che il tailleur nero aderente valorizzava senza mai essere volgare. Il seno prosperoso tendeva la camicetta bianca di seta con eleganza naturale, creando un solco profondo e invitante che catturava lo sguardo senza sforzo.
«Hai portato il video?» chiese con voce morbida, quasi affettuosa.
Luca annuì e posò la chiavetta sul tavolino. La mano gli tremava leggermente.
Sofia la prese con dita affusolate, la inserì nel portatile e aprì il file. Sullo schermo apparve l’immagine ferma: Giulia sdraiata su un letto d’hotel, le gambe aperte, il reggiseno push-up nero che le teneva alto il seno. Alessandro era tra le sue cosce.
Sofia non avviò subito il video. Si appoggiò allo schienale della poltrona e guardò Luca con occhi calmi e profondi.
«Tira fuori il cazzo,» disse con tono gentile ma fermo. «Voglio che tu sia già duro quando iniziamo.»
Luca obbedì. Si aprì i pantaloni e tirò fuori il membro già mezzo eretto. Sofia lo osservò per un lungo momento, con un sorriso appena accennato, quasi compiaciuto.
Poi cliccò play.
Il video partì.
Giulia gemeva forte, la testa rovesciata all’indietro, la bocca aperta in un’espressione di puro piacere. Alessandro la scopava con spinte profonde e sicure, il cazzo grosso che entrava e usciva dalla sua figa bagnata. Il seno di Giulia ballava a ogni colpo, il reggiseno che faticava a contenerlo.
«Oddio… sì… più forte,» ansimava Giulia con voce spezzata. «Così… scopami così… non ti fermare…»
Sofia lasciò scorrere il video in silenzio per quasi trenta secondi. Il suo respiro era calmo, ma i suoi occhi brillavano di un interesse profondo, quasi vorace.
«Guarda come lo prende bene,» mormorò infine, la voce bassa e vellutata. «Guarda quanto è aperta per lui. Il tuo cazzo non l’ha mai fatta gemere in questo modo. Non l’ha mai fatta spingere il bacino con tanta fame.»
Luca gemette piano. La mano cominciò a muoversi lentamente sul suo cazzo.
Sofia continuò, con la stessa eleganza con cui avrebbe commentato un quadro d’arte:
«Senti la differenza? Lei sta godendo davvero. Sta venendo per un cazzo più grosso, più deciso, più capace del tuo. E tu sei qui… a guardarla. A segarti mentre lei si abbandona completamente a un altro.»
Sul video Giulia inarcò la schiena, le unghie conficcate nella schiena di Alessandro. Il suo gemito divenne un urlo soffocato mentre veniva, il corpo che tremava violentemente.
Sofia fermò il video esattamente in quel momento, con il viso di Giulia distorto dal piacere.
«Bellissima,» disse piano, quasi con ammirazione. «Guarda quanto è bella quando viene davvero.»
Lasciò che Luca continuasse a segarsi per qualche secondo, poi si sporse leggermente in avanti. Il seno prosperoso entrò prepotentemente nel suo campo visivo.
«Ora fermati,» ordinò con dolce fermezza.
Luca tolse la mano dal cazzo pulsante, il respiro corto.
Sofia lo guardò negli occhi per lunghi secondi. Poi, con voce bassa e vellutata, fece la domanda che cambiò l’atmosfera della stanza:
«Giulia sa della terapia, Luca?»
Luca rimase immobile. Il silenzio si fece denso.
«No,» rispose infine, la voce rauca. «Non sa niente. Crede che stia vedendo un normale psicologo per problemi di stress.»
Sofia inclinò la testa. Un sorriso lento, bellissimo e pericoloso, le sfiorò le labbra.
«Quindi lei non sa che vieni qui per imparare ad accettare di essere un cuckold. Non sa che ti segi davanti a me mentre guardiamo lei che viene per un altro. Non sa che io ti sto guidando, passo dopo passo, verso il tuo nuovo ruolo.»
Fece una pausa, lasciando che le parole si depositassero.
«Questo rende tutto molto più… intimo,» sussurrò. «Solo tu e io sappiamo quanto sei già andato avanti. Solo tu e io sappiamo quanto ti eccita sentirti inferiore. Solo tu e io sappiamo che stai imparando a godere del fatto che tua moglie goda con altri… mentre lei crede che tu stia semplicemente “elaborando” il tradimento.»
Luca aveva il respiro accelerato. Il cazzo gli pulsava dolorosamente.
Sofia si alzò con grazia felina e venne a sedersi sul bracciolo della sua poltrona, vicinissima. Il suo profumo di vaniglia e muschio lo avvolse completamente.
«Mi piace questo,» disse con voce morbida, quasi confidenziale. «Mi piace che sia un nostro segreto. Mi piace essere l’unica a sapere quanto sei già cambiato. Mi piace guidarti dove lei non può vederti.»
Allungò una mano e, con un gesto elegante e leggero, sfiorò appena il bordo del tavolino vicino al cazzo di Luca, senza toccarlo.
«Dimmi la verità,» continuò, gli occhi fissi nei suoi. «Ti eccita di più sapere che Giulia non sa niente di tutto questo? Ti eccita l’idea che io sia l’unica persona al mondo che vede davvero chi stai diventando?»
Luca deglutì. La voce gli uscì spezzata.
«Sì… mi eccita.»
Sofia sorrise di nuovo, un sorriso bellissimo, caldo e terribilmente consapevole.
«Bene,» mormorò. «Allora teniamolo così. Per ora. Questo spazio è solo nostro.»
Si alzò con grazia, tornò alla sua poltrona e riavviò il video per pochi secondi, proprio sul momento in cui Giulia veniva.
«Guarda di nuovo,» disse con voce vellutata. «E segati. Voglio vederti venire pensando che tua moglie non sa niente di quello che stiamo facendo qui… mentre io sì.»
Luca obbedì. La mano si mosse freneticamente sul cazzo mentre guardava Giulia tremare di piacere. Sofia lo osservava in silenzio, bellissima e composta, con un’espressione di quieto, profondo soddisfacimento.
Quando Luca venne, con un gemito rauco e prolungato, schizzando sulla propria mano, Sofia non distolse lo sguardo neanche per un istante.
«Bravissimo,» disse con voce morbida, quasi carezzevole. «Hai fatto un passo importante oggi.»
Lo accompagnò alla porta. Prima di aprirla, si fermò e lo guardò negli occhi con quel sorriso luminoso e pericoloso.
«Per la prossima settimana voglio che tu rifletta su una cosa, Luca: vuoi che Giulia sappia della terapia? O preferisci che questo rimanga il nostro piccolo, bellissimo segreto?»
Luca uscì dallo studio con le gambe molli, il cazzo ancora pulsante e la mente in subbuglio.
La domanda di Sofia gli rimbombava nella testa.
E per la prima volta si rese conto che la terapia non riguardava più solo lui e Giulia.
Riguardava soprattutto lui e Sofia
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