Terapia cuckold - capitolo 16

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Sofia entrò nella sauna privata poco dopo le nove di sera.
Era il cuore più intimo della Spa “Lumen”, un piccolo spazio di lusso che Roberto ed Elena possedevano da anni e che Sofia usava come rifugio personale quando voleva staccare dal mondo. Le pareti di legno chiaro erano già calde, l’aria densa di vapore profumato di eucalipto e legno di cedro. La luce era bassa, dorata, quasi liquida, e il calore saliva in onde pesanti, avvolgenti.
Si tolse l’accappatoio bianco con un gesto fluido e rimase completamente nuda. Il suo corpo era un tempio alla femminilità, almeno quanto era anche uno strumento e un’arma: il seno prosperoso, pieno e alto, si muoveva appena con il respiro; i capezzoli scuri erano già turgidi per il calore; la vita stretta scendeva in fianchi morbidi ma tonici; le gambe lunghe e tornite brillavano già di un velo di sudore che rendeva la pelle lucida, quasi oleosa. Una goccia scivolò lenta dal collo, corse tra i seni, seguì la curva del ventre piatto e scomparve tra le cosce. Sofia sospirò piano, un suono basso e soddisfatto, e si sedette sulla panca più alta, appoggiando la schiena alla parete calda.
Il calore la colpì come una carezza brutale e piacevole. Il sudore cominciò a imperlarle la pelle in modo sempre più copioso. Gocce lucenti le scorrevano lungo il collo, come perle dimenticate che sprofondano nell’oceano. Il sesso era già gonfio e umido, non solo per il calore, ma per i pensieri che le affollavano la mente. Sofia aprì leggermente le gambe, lasciando che il vapore caldo le accarezzasse le grandi labbra, e chiuse gli occhi.
La mano destra scese lentamente, sfiorando il seno pieno, stringendo appena un capezzolo tra le dita, poi proseguì sul ventre, fino a posarsi tra le cosce. Le dita si mossero con calma, senza fretta, separando le labbra bagnate e sfiorando il clitoride già sensibile. Il piacere era lento, profondo, quasi pigro, come il calore stesso della sauna.
Pensò a Luca e Giulia.
La seduta di quel pomeriggio era stata perfetta. Giulia era arrivata diffidente, quasi ostile, ma Sofia aveva visto il momento esatto in cui si era sciolta. Era sempre e solo questione di trovare la chiave, con chiunque. Aveva visto il rossore sulle guance quando aveva parlato di Alessandro, aveva visto come i suoi occhi si erano posati sul suo seno, sul suo sguardo. Aveva visto come Giulia aveva cominciato a sentirsi capita, apprezzata, quasi… attratta. Il materiale grezzo era buono, aveva ottime aspettative sul risultato.
Le dita si mossero lentamente, scivolando tra le grandi labbra bagnate. Il respiro si fece più profondo, ma rimase controllato. Non voleva venire subito. Voleva assaporare il momento.
In quel preciso istante, la porta della sauna si aprì con un lieve cigolio.
Entrarono Roberto ed Elena.
Roberto era alto, con il fisico ancora solido nonostante l’età, i capelli grigi tagliati corti. Elena, sua moglie, era una donna sulla cinquantina, fine, misurata, i capelli raccolti in uno chignon basso.
Erano nudi.
Roberto si fermò sulla soglia, gli occhi bassi, rispettoso. Non osava guardare Sofia direttamente. Si inginocchiò lentamente e porse l’asciugamano caldo con entrambe le mani, come un’offerta silenziosa.
Elena, invece, si avvicinò senza dire una parola. Si mise a quattro zampe davanti alla panca di Sofia, la schiena dritta, offrendosi come poggiapiedi vivente. Sofia posò i piedi nudi sulla sua schiena calda e liscia, sentendo la pelle morbida e la devozione silenziosa della donna.
Elena rimase immobile, il respiro accelerato, la testa bassa, in una posizione di totale sottomissione.
Sofia sospirò di piacere, il calore della sauna e il contatto con il corpo di Elena che si mescolavano.
«Roberto,» disse con voce morbida ma autoritaria, «dimmi cosa provi a vedere tua moglie così.»
Roberto rimase in ginocchio, l’asciugamano ancora in mano, lo sguardo basso ma la voce ferma e composta.
«Provo… una mescolanza strana, signora. Orgoglio. Gelosia. Eccitazione profonda. Vederla in questa posizione, così devota a lei, mi fa sentire piccolo. Ma anche… giusto. Come se questo fosse il nostro posto naturale.»
Sofia annuì lentamente, i piedi che premevano leggermente sulla schiena di Elena.
«Elena,» continuò con lo stesso tono calmo, «tu invece cosa provi in questo momento?»
Elena, ancora a quattro zampe, rispose con voce bassa, tremante di emozione.
«Mi sento… onorata, signora. Mi sento piccola, ma preziosa. Mi sento libera, mi sento me stessa senza dovermi nascondere o vergognare. Mi sento vista per quello che sono davvero. Quando lei mi usa così, quando mi permette di servirla, sento che tutto il resto sparisce. La stimo profondamente. La ammiro. È come un esempio e un modello per me.»
Sofia sorrise, un sorriso lento e sereno, mentre le dita della mano destra continuavano a muoversi tra le cosce sotto il vapore. Il sudore le colava copioso tra i seni, lungo il ventre, sulle cosce. Il calore era quasi insopportabile, ma lei lo amava. Le piaceva sentire il proprio corpo lucido e scivoloso, le piaceva sentire il potere che esercitava su quella coppia che possedeva la Spa stessa. Quando si erano rivolti a lei erano in crisi nera, ora, un paio d’anni dopo, avevano trovato la loro collocazione ed erano finalmente felici.
Lasciò che il momento si dilatasse. Il calore della sauna, il contatto con la schiena di Elena, il respiro controllato di Roberto, i suoi stessi pensieri su Luca e Giulia… tutto si mescolava in un piacere profondo, controllato, quasi artistico.
Le dita accelerarono leggermente. Il respiro si fece più profondo, ma rimase controllato. Non voleva venire subito. Voleva assaporare la situazione.
Pensò a come avrebbe gestito il prossimo incontro. Avrebbe fatto venire Giulia da sola, prima o poi. Avrebbe fatto in modo che Luca restasse a casa, ad aspettare, a immaginare. Esattamente come quando era con un uomo. Avrebbe fatto in modo che Giulia le raccontasse tutto, con voce bassa e sincera, mentre lei la guardava negli occhi.
Il calore della sauna era quasi insopportabile.
Sofia sorrise, bellissima e distante, come un ragno al centro della tela, mentre il piacere la avvolgeva.
scritto il
2026-04-14
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