Lucy - La spiaggia (2)
di
Lucy Trav
genere
trans
Con gli occhi chiusi mi lasciavo cullare dal rumore delle onde. Sentivo ancora colarmi la sborra dei due ragazzi dal culo aperto, e rivivevo col pensiero le sensazioni appena provate.
Il rumore di passi sulla sabbia mi distolse improvvisamente da quei pensieri.
Aprii gli occhi, e vidi, in piedi davanti a me, due uomini neri come l’ebano.
Uno dei due l’avevo già visto in spiaggia, era un venditore ambulante sui 20 – 25 anni, l’altro probabilmente un suo “collega” più vecchio.
Sorpresa più che spaventata, immaginai che dormissero lì in spiaggia e che fossero stati attirati dal casino che avevamo fatto fino a poco prima.
“Scusatemi… non volevamo disturbare… non sapevamo che dormivate qui…” balbettai mentre cercavo di coprirmi alla loro vista, ma i due si avvicinarono e vennero a sedersi accanto a me.
“No, noi non dormire… noi sentito rumore e venuti a vedere…” mi spiegò il giovane in un italiano stentato. E il vecchio: “Noi pensato tu bisogno di aiuto… tu bella ragazza…” diceva, mentre mi metteva una mano sulla coscia coperta dalla calza ormai smagliata.
Non sapevo come comportarmi. Potevo scappare, ma mi avrebbero raggiunto facilmente. E poi scappare dove, mezza nuda? I due non sembravano aggressivi, ma le mani del vecchio e ora anche quelle del giovane sulle mie cosce e sulle mie chiappe chiarivano bene, se mai ce ne fosse stato bisogno, quali erano le loro intenzioni.
“Ma io non sono una ragazza!” provai a protestare io, come se i due non avessero già visto il cazzo che portavo tra le gambe.
“Tu bella comunque… come ragazza, più di ragazza”
Il vecchio la sapeva lunga, e con quei complimenti cercava di vincere la mia logica resistenza.
“Grazie… grazie…” risposi, mentre immaginai che, se volevo evitare guai, mi conveniva mostrarmi collaborativa. Non sapevo se erano bravi ragazzi o delinquenti, e come avrebbero potuto reagire se mi fossi opposta.
Le loro mani ormai mi percorrevano tutto il corpo, e quando una mano del giovane arrivò sotto di me trovò il mio buco del culo dilatato e ridotto ad un pantano di sperma e umori anali.
“Oooooh… “ gemetti quando un dito nodoso mi scivolò agevolmente nel culo, e allora mi decisi ad allungare le mani sui loro arnesi.
In men che non si dica ero di nuovo intenta a succhiare due cazzi, stavolta color cioccolata.
Passavo da uno all’altro, mentre i due mi rivolgevano quelli che immaginavo essere insulti nella loro lingua.
Iniziavo a pensare che in fin dei conti non mi era andata male. I due erano puliti, e sembravano brave persone. E poi non eri venuta lì in cerca di cazzi? Ne avevi trovati due, ora ne hai altri due, sembra un’offerta speciale, compri due, prendi quattro.
Sicuramente i due non scopavano da tempo, e quindi per loro faceva poca differenza che a succhiar loro il cazzo fosse una femmina biologica o una femmina travestita. A loro bastava godere, e infatti dopo un po’ il giovane mi sborrò in bocca litri di sperma, che ingoiai fino all’ultima goccia.
Feci appena in tempo a lasciare quel cazzo luccicante di seme e di bava che il vecchio mi infilò in bocca il suo membro riversandomi in gola anche la sua sborrata.
Pensai che, forse, i due si sarebbero accontentati di quel pompino imprevisto, ma ovviamente non era così.
“Mettiti a cane” mi disse il giovane, chiarendo subito che stava per iniziare il secondo round.
“No, facciamolo così” gli dissi, sdraiandomi sulla schiena e sollevando le gambe al cielo.
Amo farmi inculare in quella posizione. Infatti se la pecorina, da una parte, mi eccita per la mia condizione di sottomessa, farlo alla missionaria mi fa sentire una vera donna, scopata dal suo uomo sopra di lei. In più ho l’impressione di ricevere ancora più a fondo quel cazzo che mi scopa, anche se probabilmente è solo una sensazione.
Appoggiandosi le mie gambe sulle spalle, sprofondò in un sol colpo nel mio culo strappandomi gemiti di dolore misto a piacere.
“Oddio… mi sfondi… mi sfondi il culo!!” dissi.
In effetti il mio sfintere anale era già dilatato dai due cazzi precedenti, ma questi due erano ancora più grandi e più lunghi.
Con la coda dell’occhio vedevo l’altro uomo masturbarsi osservando la scena, mentre il mio scopatore, sopra di me, mi pompava l’ano con colpi che sembrava volessero arrivarmi allo stomaco.
Un pensiero perverso mi attraversò la mente.
“E se lo baciassi?” ma poi non lo feci, non sapendo come l’uomo avrebbe potuto reagire.
Il cazzo mi sfondava il culo sempre più forte, fino a che mi sborrò dentro quattro, cinque schizzi di seme facendo urlare di piacere anche me, che avevo raggiunto l’orgasmo sborrandomi sulla pancia.
Sentii uscire quel serpente nero dal mio culo con la sensazione che mi dovesse risvoltare le budella all’esterno, ma subito il suo posto fu preso dal cazzo del vecchio, che riprese immediatamente a massacrarmi il retto senza darmi un attimo di respiro.
“Aaaaah… piano… pianooo… me lo rompete… mi rompete il culo…” mi lamentavo, mentre i due si dicevano qualcosa che non potevo capire, inframmezzando le frasi con risate sguaiate.
“Piano… Piaammmphhh” la mia supplica fu interrotta dal cazzo del giovane che, salito a cavalcioni del mio petto, me lo aveva infilato in gola. Mi trovai costretta a succhiare quel cazzo non più eretto e coperto di liquami anali, che nonostante tutta la mia abilità orale stentava a ritrovare l’erezione.
Inculata a sangue dal quarto cazzo in una sera, mentre un altro cazzo nauseabondo mi violava la bocca impedendomi di respirare ed io… io nonostante tutto godevo!
Sì, godevo per quella sottomissione, per essere usata come un oggetto di piacere, come una bambola gonfiabile.
Ma non eravamo ancora al limite: mentre il vecchio aumentava i suoi colpi nel mio culo ormai completamente sfondato sentendo l’orgasmo avvicinarsi, il giovane a cavalcioni del mio petto spinse il suo cazzo appena barzotto nella mia bocca e iniziò ad orinarvi dentro.
Inevitabilmente ingoiai i primi fiotti di quel liquido dorato, poi riuscii a sputare fuori quel cazzo che continuò ad inondarmi il viso di liquido caldo.
E sorprendentemente il sapore acre del piscio e quell’estrema umiliazione mi eccitavano ancora di più, rivelandomi una natura decisamente perversa e masochista.
Il vecchio intanto mi era venuto nel culo, e facendo spostare il ragazzo ne prese il posto.
Mi infilò in bocca il suo cazzo, completamente coperto di gelatina anale, e crudelmente mi tappò il naso con le dita prima di iniziare a pisciare anche lui.
Sadicamente mi costringeva, così, ad ingoiare quasi tutto il suo liquido dorato, per non soffocare.
Quando i due ebbero finito, si rivestirono e se ne andarono, mentre io restavo lì sulla sabbia bagnata, fradicia dell’orina dei due uomini… e anche del mio stesso sperma, visto che quel trattamento mi aveva provocato un orgasmo sconvolgente.
Il rumore di passi sulla sabbia mi distolse improvvisamente da quei pensieri.
Aprii gli occhi, e vidi, in piedi davanti a me, due uomini neri come l’ebano.
Uno dei due l’avevo già visto in spiaggia, era un venditore ambulante sui 20 – 25 anni, l’altro probabilmente un suo “collega” più vecchio.
Sorpresa più che spaventata, immaginai che dormissero lì in spiaggia e che fossero stati attirati dal casino che avevamo fatto fino a poco prima.
“Scusatemi… non volevamo disturbare… non sapevamo che dormivate qui…” balbettai mentre cercavo di coprirmi alla loro vista, ma i due si avvicinarono e vennero a sedersi accanto a me.
“No, noi non dormire… noi sentito rumore e venuti a vedere…” mi spiegò il giovane in un italiano stentato. E il vecchio: “Noi pensato tu bisogno di aiuto… tu bella ragazza…” diceva, mentre mi metteva una mano sulla coscia coperta dalla calza ormai smagliata.
Non sapevo come comportarmi. Potevo scappare, ma mi avrebbero raggiunto facilmente. E poi scappare dove, mezza nuda? I due non sembravano aggressivi, ma le mani del vecchio e ora anche quelle del giovane sulle mie cosce e sulle mie chiappe chiarivano bene, se mai ce ne fosse stato bisogno, quali erano le loro intenzioni.
“Ma io non sono una ragazza!” provai a protestare io, come se i due non avessero già visto il cazzo che portavo tra le gambe.
“Tu bella comunque… come ragazza, più di ragazza”
Il vecchio la sapeva lunga, e con quei complimenti cercava di vincere la mia logica resistenza.
“Grazie… grazie…” risposi, mentre immaginai che, se volevo evitare guai, mi conveniva mostrarmi collaborativa. Non sapevo se erano bravi ragazzi o delinquenti, e come avrebbero potuto reagire se mi fossi opposta.
Le loro mani ormai mi percorrevano tutto il corpo, e quando una mano del giovane arrivò sotto di me trovò il mio buco del culo dilatato e ridotto ad un pantano di sperma e umori anali.
“Oooooh… “ gemetti quando un dito nodoso mi scivolò agevolmente nel culo, e allora mi decisi ad allungare le mani sui loro arnesi.
In men che non si dica ero di nuovo intenta a succhiare due cazzi, stavolta color cioccolata.
Passavo da uno all’altro, mentre i due mi rivolgevano quelli che immaginavo essere insulti nella loro lingua.
Iniziavo a pensare che in fin dei conti non mi era andata male. I due erano puliti, e sembravano brave persone. E poi non eri venuta lì in cerca di cazzi? Ne avevi trovati due, ora ne hai altri due, sembra un’offerta speciale, compri due, prendi quattro.
Sicuramente i due non scopavano da tempo, e quindi per loro faceva poca differenza che a succhiar loro il cazzo fosse una femmina biologica o una femmina travestita. A loro bastava godere, e infatti dopo un po’ il giovane mi sborrò in bocca litri di sperma, che ingoiai fino all’ultima goccia.
Feci appena in tempo a lasciare quel cazzo luccicante di seme e di bava che il vecchio mi infilò in bocca il suo membro riversandomi in gola anche la sua sborrata.
Pensai che, forse, i due si sarebbero accontentati di quel pompino imprevisto, ma ovviamente non era così.
“Mettiti a cane” mi disse il giovane, chiarendo subito che stava per iniziare il secondo round.
“No, facciamolo così” gli dissi, sdraiandomi sulla schiena e sollevando le gambe al cielo.
Amo farmi inculare in quella posizione. Infatti se la pecorina, da una parte, mi eccita per la mia condizione di sottomessa, farlo alla missionaria mi fa sentire una vera donna, scopata dal suo uomo sopra di lei. In più ho l’impressione di ricevere ancora più a fondo quel cazzo che mi scopa, anche se probabilmente è solo una sensazione.
Appoggiandosi le mie gambe sulle spalle, sprofondò in un sol colpo nel mio culo strappandomi gemiti di dolore misto a piacere.
“Oddio… mi sfondi… mi sfondi il culo!!” dissi.
In effetti il mio sfintere anale era già dilatato dai due cazzi precedenti, ma questi due erano ancora più grandi e più lunghi.
Con la coda dell’occhio vedevo l’altro uomo masturbarsi osservando la scena, mentre il mio scopatore, sopra di me, mi pompava l’ano con colpi che sembrava volessero arrivarmi allo stomaco.
Un pensiero perverso mi attraversò la mente.
“E se lo baciassi?” ma poi non lo feci, non sapendo come l’uomo avrebbe potuto reagire.
Il cazzo mi sfondava il culo sempre più forte, fino a che mi sborrò dentro quattro, cinque schizzi di seme facendo urlare di piacere anche me, che avevo raggiunto l’orgasmo sborrandomi sulla pancia.
Sentii uscire quel serpente nero dal mio culo con la sensazione che mi dovesse risvoltare le budella all’esterno, ma subito il suo posto fu preso dal cazzo del vecchio, che riprese immediatamente a massacrarmi il retto senza darmi un attimo di respiro.
“Aaaaah… piano… pianooo… me lo rompete… mi rompete il culo…” mi lamentavo, mentre i due si dicevano qualcosa che non potevo capire, inframmezzando le frasi con risate sguaiate.
“Piano… Piaammmphhh” la mia supplica fu interrotta dal cazzo del giovane che, salito a cavalcioni del mio petto, me lo aveva infilato in gola. Mi trovai costretta a succhiare quel cazzo non più eretto e coperto di liquami anali, che nonostante tutta la mia abilità orale stentava a ritrovare l’erezione.
Inculata a sangue dal quarto cazzo in una sera, mentre un altro cazzo nauseabondo mi violava la bocca impedendomi di respirare ed io… io nonostante tutto godevo!
Sì, godevo per quella sottomissione, per essere usata come un oggetto di piacere, come una bambola gonfiabile.
Ma non eravamo ancora al limite: mentre il vecchio aumentava i suoi colpi nel mio culo ormai completamente sfondato sentendo l’orgasmo avvicinarsi, il giovane a cavalcioni del mio petto spinse il suo cazzo appena barzotto nella mia bocca e iniziò ad orinarvi dentro.
Inevitabilmente ingoiai i primi fiotti di quel liquido dorato, poi riuscii a sputare fuori quel cazzo che continuò ad inondarmi il viso di liquido caldo.
E sorprendentemente il sapore acre del piscio e quell’estrema umiliazione mi eccitavano ancora di più, rivelandomi una natura decisamente perversa e masochista.
Il vecchio intanto mi era venuto nel culo, e facendo spostare il ragazzo ne prese il posto.
Mi infilò in bocca il suo cazzo, completamente coperto di gelatina anale, e crudelmente mi tappò il naso con le dita prima di iniziare a pisciare anche lui.
Sadicamente mi costringeva, così, ad ingoiare quasi tutto il suo liquido dorato, per non soffocare.
Quando i due ebbero finito, si rivestirono e se ne andarono, mentre io restavo lì sulla sabbia bagnata, fradicia dell’orina dei due uomini… e anche del mio stesso sperma, visto che quel trattamento mi aveva provocato un orgasmo sconvolgente.
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