Al Camp Nou
di
Messalina
genere
confessioni
Quella sera tornati all'hotel ,cominxiammo a preparare le valigie,duntratto vidi il biglietto della partita al Camp Nou,
l'indomani ci sarebbe stata la partita. Controllando i biglietti dell'aereo la data di ritorno era per l'indomani sera. Nella concimazione avevamo perso la cognizione temporale.
Enzo contatto subito la troietta, la cosa mi diede un po' fastidio ,ma non potevo protestare in fondo avevamo un patto di piena libertà. Non uscimmo quella sera , mangiammo al ristorante nellampio spazio esterno che dava sulla piscina. Nel mentre arrivò la troietta,si sedette vicino a Enzo quasi come sfida si mise sotto il braccio e mi guardò con occhi soddisfatti. Mi feci scivolare la cosa addsso non dissi nulla ma me la leggi al dito. La serata passo in allegria sembrava tutto finito, evaporato ,svanito. Poi andò in bagno la seguii, entrai dietro di lei la raggiunsi le mollai uno schiaffo,ero pronta a lottare, mi sarei ripresa mio marito.
Nei suoi occhi una luce nuova, non l'avevo mai notata ,lo capii subito si sarebbe sottomessa.l alzai la mano e lentamente la feci partire come volessi schiafeggiiarla ,la prese fra le sue ,ani la portò alla sua bocca cominciò a baciarla. «Fammi tua» mi disse «voglio appartenere a te». La baciai, un bacio lungo, appassionato,non finiva mai. L'adrenalina saliva , eravamo in un luogo pubblico. Insieme ad essa saliva l'eccitazione, due corpi distinti uniti dalla passione. La libidine ci prese , ci sistemammo,a sessantanove, le nostre lingue e le dita si davano da fare anche sul seno e nel culo. Bisogna provarlo il piacere , non si può spiegare in due parole, ma anche se fai un poema é sempre riduttivo. Fra me e lei le parole non servivano i fatti parlarono chiaro, confermati da mugolii gemiti femori e tremori. Urla di goduria e gioia quando venimmo. Lecce di umori ma felici e soddisfatte uscimmo da quel bagno e ci sedemmo al tavolo. Enzo ci scorse da lontano, il suo sorriso fu eloquente, aveva capito cosa era successo. Mi baciò dicendomi che non mi smentivo mai poi cerco di baciare lei , che mi guardò ,ebbe il mio assenzo e si baciarono appassionatamente. Quella notte doormimmominmtre nel letto c'è la dividiamo io e mio marito. Io con la lingua lui con il cazzo portammo la troietta in paradiso.
Il mattino successivo com e di consueto all'alba ero sveglia ,la guardavo dormire beata, una bellezza catalana, caliente e passionale, sembrava me solo un po' più imbranata. Mi feci una doccia , mi vestii e ,scesi nella holl, il pianista ,assonnato, suonava ancora , due ragazzi ballavano un lento guancia a guancia , cuore a cuore. Su un divano in penombra si appartarono a limonare , mentre il pianista si ritirò a dormire. Seduta fuori mi godevo la frescura del mattino, il solito cameriere mi chiese se avessi ordini per lui , lo guardai, china il,capo , raggiunsi la patta, e diedi un bacio nel punto in cui la cappella del cazzo pulsava vivamente .«Grazie caro non ,mi serve niente stamattina.» Ero triste il mio amore scopava unaltra non riuscivo ad accettare il fatto. Mi rodeva dentro , mi consumava, il cuore piangeva ma non potevo dirgli niente
Erano le nove , eravamo pronti tuttetre, partimmo dunque per il capo nou. Finalmente si realizzata un sogno visitare il più grande e prestigioso campo di calcio europeo. Primo in Europa per capienza e terzo al mondo ,era in ristrutturazione ma il museo e i vari negozi legati al marchio del Barcellona funzionavano perfettamente.
Emozionata entrai inquesto stadio ero eccitata, ero tutta bagnata. Ci sono emozioni che non controllo,mi scopano la mente, mi fanno godere anche senza contatto fisico. Mi guardai in torno, vidi la maestosità degli spalti, , presa dall'emozione gocce di pianto rigavano il viso , gocce di umori rigavano le gambe. Dovetti andare in bagno,passai davanti al museo, non resistetti trattenni la pipi ed entrai. Affascinata guardavo i trofei, foto quadri e quantaltro.
«Napoletana vero» sentii « io sono blaugrana, se vuole le faccio da Cicerone ». Mi voltai vidi il dio apollo fatto uomo che si rivolgeve a me misera mortale. Lui mi spiegava i trofei, io non capivo niente ormai ero in cerca del suo trofeo, si il cazzo per intenderci. Mentre spiegava l'ingaggio di Messi non ne potei più glielo cacciai fuori e lo imboccai. Lo sentii crescere in bocca,indurirsi, diventare di marmo, granito o travertino non importa. Mi chiavo li fra tutti quei cimeli , fra tutti quei trofei. Mi sentivo la premiatrice dei calciatori mi immaginavo che chiavassi tutti ,uno in particolare volevo ,Messi lui sapeva chiavare come giocava , almeno questo immagginavo. Mentre mi chiavava vidi uno che si menava il cazzo, gli feci segno di unirsi a noi, glielo presi in bocca. Mi chiedevo se era un visitatore o catalano, mentre mi puntava l'ano. I due si davano ds fare, uno nella fessa e uno in culo, sembrava volessero spaccarmi in due. Il primo venne a sborrarmi in bocca, mentre l'altro aumentava il ritmo in culo
Non ci mise molto , mi sborrò dentro mentre io non ce la feci s trattenerla oltre e pisciai a lungo. Non andai più in bagno, mi ricomposi alla meglio, le squadre stavano entrando in campo. L'uscita del tunnel , che collegava agli spogliatoi, era a due passi da me, vedevo da vicino i calciatori. Li vidi entrare in campo tutti , la partita cominciò. Tempo tre minuti ed il Napoli andò in rete, come mio solito mi levai la maglietta e cominciai a correre con il seno al vento . Fui bloccata da uno steward che mi porto con se in un gabbiotto fu li che vidi il resto della partita e lui mi fece da guardia, mi lasciò solo per avvisare mio marito.
A fine primo tempo il Napoli conduceva due a zero. Nell'intervallo andammo al bar insieme , fu carino mi offrì una bibita.
Nel secondo tempo il Barcellona scese con un piglio diverso in campo ed accorciò subito le distanze. Con la scusa di seguire le azioni lo steward strusciava il suo cazzo sul mio culo. Stanca di questo suo fare glielo presi in mano e lo puntati al culo« un colpo secco» dissi. Mi pernetrò il culo mentre il Barcellona pareggiava. Un suo collega entrò nel gabbiotto , vedendo la mia fessa libera ne approfittò , io dal canto mio gradi, ed il Barcellona passo in vantaggio . Entrò un'altro college lo mise in bocca io gradii e il Barcellona fece quattro a due. Si sparsero la voce tra di loro, come si liberava un buco subito un cazzo nuovo l'occupava e il Barcellona segnava un'altro gol. Fini dieci a due per il Barcellona, ma io ero soddisfatta . Il Napoli aveva fatto un gran primo tempo, io feci un grande secondo tempo .
Con camminata goffa mi ricongiunsi con Enzo e la troietta, tornammo in albergo dormii tanto. La troietta ed Enzo chiavarono nel letto accanto a me. Fu l'ultima volta , la sera ripartimmo.
l'indomani ci sarebbe stata la partita. Controllando i biglietti dell'aereo la data di ritorno era per l'indomani sera. Nella concimazione avevamo perso la cognizione temporale.
Enzo contatto subito la troietta, la cosa mi diede un po' fastidio ,ma non potevo protestare in fondo avevamo un patto di piena libertà. Non uscimmo quella sera , mangiammo al ristorante nellampio spazio esterno che dava sulla piscina. Nel mentre arrivò la troietta,si sedette vicino a Enzo quasi come sfida si mise sotto il braccio e mi guardò con occhi soddisfatti. Mi feci scivolare la cosa addsso non dissi nulla ma me la leggi al dito. La serata passo in allegria sembrava tutto finito, evaporato ,svanito. Poi andò in bagno la seguii, entrai dietro di lei la raggiunsi le mollai uno schiaffo,ero pronta a lottare, mi sarei ripresa mio marito.
Nei suoi occhi una luce nuova, non l'avevo mai notata ,lo capii subito si sarebbe sottomessa.l alzai la mano e lentamente la feci partire come volessi schiafeggiiarla ,la prese fra le sue ,ani la portò alla sua bocca cominciò a baciarla. «Fammi tua» mi disse «voglio appartenere a te». La baciai, un bacio lungo, appassionato,non finiva mai. L'adrenalina saliva , eravamo in un luogo pubblico. Insieme ad essa saliva l'eccitazione, due corpi distinti uniti dalla passione. La libidine ci prese , ci sistemammo,a sessantanove, le nostre lingue e le dita si davano da fare anche sul seno e nel culo. Bisogna provarlo il piacere , non si può spiegare in due parole, ma anche se fai un poema é sempre riduttivo. Fra me e lei le parole non servivano i fatti parlarono chiaro, confermati da mugolii gemiti femori e tremori. Urla di goduria e gioia quando venimmo. Lecce di umori ma felici e soddisfatte uscimmo da quel bagno e ci sedemmo al tavolo. Enzo ci scorse da lontano, il suo sorriso fu eloquente, aveva capito cosa era successo. Mi baciò dicendomi che non mi smentivo mai poi cerco di baciare lei , che mi guardò ,ebbe il mio assenzo e si baciarono appassionatamente. Quella notte doormimmominmtre nel letto c'è la dividiamo io e mio marito. Io con la lingua lui con il cazzo portammo la troietta in paradiso.
Il mattino successivo com e di consueto all'alba ero sveglia ,la guardavo dormire beata, una bellezza catalana, caliente e passionale, sembrava me solo un po' più imbranata. Mi feci una doccia , mi vestii e ,scesi nella holl, il pianista ,assonnato, suonava ancora , due ragazzi ballavano un lento guancia a guancia , cuore a cuore. Su un divano in penombra si appartarono a limonare , mentre il pianista si ritirò a dormire. Seduta fuori mi godevo la frescura del mattino, il solito cameriere mi chiese se avessi ordini per lui , lo guardai, china il,capo , raggiunsi la patta, e diedi un bacio nel punto in cui la cappella del cazzo pulsava vivamente .«Grazie caro non ,mi serve niente stamattina.» Ero triste il mio amore scopava unaltra non riuscivo ad accettare il fatto. Mi rodeva dentro , mi consumava, il cuore piangeva ma non potevo dirgli niente
Erano le nove , eravamo pronti tuttetre, partimmo dunque per il capo nou. Finalmente si realizzata un sogno visitare il più grande e prestigioso campo di calcio europeo. Primo in Europa per capienza e terzo al mondo ,era in ristrutturazione ma il museo e i vari negozi legati al marchio del Barcellona funzionavano perfettamente.
Emozionata entrai inquesto stadio ero eccitata, ero tutta bagnata. Ci sono emozioni che non controllo,mi scopano la mente, mi fanno godere anche senza contatto fisico. Mi guardai in torno, vidi la maestosità degli spalti, , presa dall'emozione gocce di pianto rigavano il viso , gocce di umori rigavano le gambe. Dovetti andare in bagno,passai davanti al museo, non resistetti trattenni la pipi ed entrai. Affascinata guardavo i trofei, foto quadri e quantaltro.
«Napoletana vero» sentii « io sono blaugrana, se vuole le faccio da Cicerone ». Mi voltai vidi il dio apollo fatto uomo che si rivolgeve a me misera mortale. Lui mi spiegava i trofei, io non capivo niente ormai ero in cerca del suo trofeo, si il cazzo per intenderci. Mentre spiegava l'ingaggio di Messi non ne potei più glielo cacciai fuori e lo imboccai. Lo sentii crescere in bocca,indurirsi, diventare di marmo, granito o travertino non importa. Mi chiavo li fra tutti quei cimeli , fra tutti quei trofei. Mi sentivo la premiatrice dei calciatori mi immaginavo che chiavassi tutti ,uno in particolare volevo ,Messi lui sapeva chiavare come giocava , almeno questo immagginavo. Mentre mi chiavava vidi uno che si menava il cazzo, gli feci segno di unirsi a noi, glielo presi in bocca. Mi chiedevo se era un visitatore o catalano, mentre mi puntava l'ano. I due si davano ds fare, uno nella fessa e uno in culo, sembrava volessero spaccarmi in due. Il primo venne a sborrarmi in bocca, mentre l'altro aumentava il ritmo in culo
Non ci mise molto , mi sborrò dentro mentre io non ce la feci s trattenerla oltre e pisciai a lungo. Non andai più in bagno, mi ricomposi alla meglio, le squadre stavano entrando in campo. L'uscita del tunnel , che collegava agli spogliatoi, era a due passi da me, vedevo da vicino i calciatori. Li vidi entrare in campo tutti , la partita cominciò. Tempo tre minuti ed il Napoli andò in rete, come mio solito mi levai la maglietta e cominciai a correre con il seno al vento . Fui bloccata da uno steward che mi porto con se in un gabbiotto fu li che vidi il resto della partita e lui mi fece da guardia, mi lasciò solo per avvisare mio marito.
A fine primo tempo il Napoli conduceva due a zero. Nell'intervallo andammo al bar insieme , fu carino mi offrì una bibita.
Nel secondo tempo il Barcellona scese con un piglio diverso in campo ed accorciò subito le distanze. Con la scusa di seguire le azioni lo steward strusciava il suo cazzo sul mio culo. Stanca di questo suo fare glielo presi in mano e lo puntati al culo« un colpo secco» dissi. Mi pernetrò il culo mentre il Barcellona pareggiava. Un suo collega entrò nel gabbiotto , vedendo la mia fessa libera ne approfittò , io dal canto mio gradi, ed il Barcellona passo in vantaggio . Entrò un'altro college lo mise in bocca io gradii e il Barcellona fece quattro a due. Si sparsero la voce tra di loro, come si liberava un buco subito un cazzo nuovo l'occupava e il Barcellona segnava un'altro gol. Fini dieci a due per il Barcellona, ma io ero soddisfatta . Il Napoli aveva fatto un gran primo tempo, io feci un grande secondo tempo .
Con camminata goffa mi ricongiunsi con Enzo e la troietta, tornammo in albergo dormii tanto. La troietta ed Enzo chiavarono nel letto accanto a me. Fu l'ultima volta , la sera ripartimmo.
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