Addio sl nubilato

di
genere
confessioni
















Quel mattino mi svegliai tardi,la sveglia non mi suonò,un classico. Avevo lezione tardi, quel giorno alle 13.
Fino ad allora insegnavo lingue,spagnolo nella fattispecie. Primo incarico, supplenza. Quel giorno indossavo un tubino rosso con giacchetto nero ,autoreggenti im rete rosse scarpe nere tacco 12. Anche il perizoma era nero .
Una classe tranquilla mista,pochi alunni ma buoni.
Un solo elemento , disturbatore,bocciato tre anni. Bello alto castano. Occhi celesti viso squadrato la barba incolta spalle larghe e petto villoso,era un fico
Seduta a quella cattedra tenni le gambe un po aperte. Lui seduto sl primo banco mi fissava giusto la. Non nascondo che mi piaceva, spudoratamente guardava e io cominciai a bagnarmi . Diedi un bramo da tradurre e andai nei bagni dei professori
Una idea malsana mi prese, dovevo levare le mutandine
Ritorno in classe come una troia alzo in po il vestito allago le gambe e mi faccio guardare. Chissà a cosa pensava, io pensavo di volermelo fare. Non passo molto ,lo vidi scrivere poi si alzò «Vado in bagno»disse e lasciò un biglietto con su scritto seguimi troia. In verità volevo resistere ma sbrodoolavo troppo ora lo volevo, non pensai ai.ruoli e le conseguenze se si sarebbe saputo,la mia troiaggine lo esigeva dovevo farmelo a tutti i costi. Lo seguii nei bagni,stava col cazzone in mano, senza parlare mi chinai gli feci un pompimo spettacolare. Lo sentivo ansimare fremeva quel cazzo nella mia bocca ,intanto crescevano e si induriva spre di più. Lo volevo cavalcare stsccai la bocca, capi le mie intenzioni disse non potevamo li. Ci sarebbe stata qualche altra occasione ma non oggi. Non li.
Mi viene im bocca ,non si contano i fiotti di sborra cszzo non riesco ad ingoiare tutto. Si sentono passi nel corridoio si alza le braghe e scappa in classe io von calma mi ripulisce mi ricompongo ed esco . «Signorina questo è per gli alunni quello nostro sya accanto la sala dei professori» era la direttrice
Che culo appena in tempo
La sera uscii con le amiche eravamo sei. Avevano prenotato un tavolo in un localino per festeggiare il mio addio al nubilato. Mangiamo ,beviamo, ci divertivamo . Facemmo un gioco io im bagno e.loro venivamo a darmi il bacio dell'addio .appoggiata a quel lavandino venivano.e mi baciavano la fessa. Un'altro gioco fu quello di sbocchinare il cameriere. Con un piccolo stratagemma ci riuscii altro che se ci riuscii. Vidi che portava una brocca con acqua su un vassoio traballante dissi "«ragazze quardate» e mi avvisi verso il cameriere. Appena vicino simulai una distorsione e con fare furbetto mi feci cadere l'acqua addosso.«Uffa sono tutta bagnata come faccio adesso?, giovanotto potrebbe aiutarmi de le do la gonna me la asciuga?» andai in bagno, mi tolsi ls gonna,non avevo le mutandine. Era agitato , non voleva guardare , ma io gli dissi di guardare fobr doveva asciugare. Lui divenne bordeaux, mo scippo la gonna dalle mani e scappo via direzione cucine venne poco dopo mi allunga la gonna da dietro la porta, lo tirai dentro e cominciai a limonare. Poi senza dargli tempo di pensare glielo tirai fuori e lo sbocchinai. Stavo passando una bellissima giornata. E fu il momento della torta sorpresa. Una volta era sorpresa ora si sapeva cosa usciva, un ballerino di lapdance. Stavolta però fu davvero una sorpresa,ol ballerino era il mio allievo.
Ricordando cosa era successo al mattino mi sali l'adrenalina cominciai ad eccitarmirmi. Mi chiamo a ballare con lui,non perse occasione per strusviste il suo cazzo sulle mio culo. Non facevo niente per evitarlo anzi sculettai per prenderlo meglio. Ci provocava a vicenda eravamo entrambi eccitati, nella concitazione dei balli, mi portò fuori il suo furgone era attrezzato anche con un lettino. Ci fiondato su quel lettino sembravamo invasati non sapevamo da dove cominciare mi posizionai per un sessantanove ducvjisvo.leccabo.abidamrnte come se non vi fosse un domani
Lui non era fa meno mi faceva impazzire quella sua lingua e poi le dita erano piccoli cazzo che mi entravano in culo poi lo feci distendere e a cavalcioni me lo feci entrare dentro. Finalmente la mia fessa scivolava su quell'estate che non era più di carne ma di marmo. A lungo duro quel saliscendi poi mi disarciono, mi mise a quattro zampe e monto fa dietro dei colpi ben assestato sembrava voler far entrare anche le palle. Poi mi spacco il culo con un colpo solo,gridai dsl dolore e poi ebbi tanto piacere . Mi sborro in bocca. Sembrava più dolce del mattino settimo li fermi a guardarci .poi lui disse « che grande troia e la mia prof». Sorridenti hli diedi in bacio e lo lasciai. Le mie amiche mi stavano aspettando. La serata era finoya



























scritto il
2026-03-21
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