Roma

di
genere
corna

Arrivammo a Roma in serata tardi, le funzioni erano iniziate ,la porta della basilica fu aperta.
In San Pietro il papa parlava di aprire, anzi spalancare le porte sl signore. Non arrivammo in tempo,ascoltavo la cronaca per radio affascinata dslla voce di quell'uomo ormai vecchio,ma anche ora in grado di muovere le genti,col suo csrma naturale
Scendemmo dal treno molto lentamente,assorta a sentire il papa alla radio,mi sentii palpare il culo . Credevo fosse mio marito,lasciai fare. Attraversati mezzo corridoio a passo di formica con una mano in culo e ascoltando la radio. Devo ammettere che mi piaceva, mi gasava per non dire altro. Arrivati slle porte la mano mi lasciò il culetto allora mi girai,vidi mio marito molto più indietro, di chi era quella mano? Tornai ad ascoltare la radiolina. Un uomo sulla quarantina mi fermò mi diede un biglietto dove c'era un numero di telefono e il nome di un albergo « Se hai gradito la mano e avessi voglia, chiami oppure cercami on questo hotel» disse svanendo tra la folla. Volevo gettare quel biglietto,dovevo, ma non lo feci,lo misi in borsa ed aspettai mio marito con i bagagli.
Nando, il cugino di mio marito,si sbracciava per farsi notare da Enzo, che appena lo vide, gli corse incontro e si abbracciarono. Arrivai anch'io, mi presentai,poi ci dirigemmo a casa. Arrivammo,un appartamento grande,un salone immenso ed altre tre stanze. Cucina, bagno, lavanderia, un ampio terrazzo. Mi feci una doccia mentre i due maschietti preparavano da mangiare. C'era vita quelle motti a Roma ed io volevo farne parte.
I due maschietti nell'altro rimpatriata preferiromo restare a casa scambiandosi i ricordi,io preferisco uscire. Camminare in periferia non è tanto piacevole di notte , soprattutto se sei sola e per giunta donna. Cercavo delle mentine nella borsa che non trovavo. Non so perché ma quando masticavo mentine mi sentivo invincibile. Maledetta borsa non si trova mai niente, poi d'improvviso eccole.
Nel riporle noto un biglietto, il numero dello sconosciuto,lo compongo«Ciao sei in albergo,si sono la rossa del treno ,non so cosa voglio, forse lo voglio, certo che mi piace il cazzo, sto arrivando
». L'albergo non distava molto da casa del cugino, non ci volle molto per arrivarci. Entrai nella holl era seduto ad un tavolo sorseggiava qualche liquore. Mi venne incontro mi abbraccio, li davanti a quei pochi presenti mi mise una mano nella gonna« vedo che nom indossi mutandine troia, e sei gia bagnata. Ero li fra le braccia di uno sconosciuto sotto gli sguardi esterrefatti di alcuni presenti ,vogliosa di cazzo. Mi porto in stanza volle spogliarmi lui
Mi distese sul letto, cominciò a leccarmi il corpo. Ci sapeva fare con la lingua ma poi lo volli senza altri induci dentro. Mi prese alla missionaria una posizione che a me non piace tanto ma mi prendeva cosi bene che quando volle che mi mettessi a pecora quasi ci rimasi male. Quel suo membro mi riempiva tutta la mia fessa, ebbi numerosi orgasmi. Lo volli nel culo senza preparazione. Accettò ma non volle dare un sol colpo per entrare,entro piano piano,a strappi, poco alla volta
Una sensazione nuova mi prese una sensazione mai provata prima,dolore e piacere si mescolavano tutto a vantaggio del godimento estremo
Volle venirmi in faccia, me la imbratto di sborra mi fece chiudere gli occhi altrimenti mi accecava. Volle chr glielo pulirsi ancora con la snorra in faccia poi disse « fai schifo vieni che ti lavo» mi porto in bsgno mi mise nella vasca e mi piscio in faccia io aprii la bocca riuscii snche a prendere un po di piscio misto a sborra
Mi leccai le labbra guardandolo negli occhi. Dopo che mi vestii mi accompagno per un po poi disse di chiamarlo se avevo ancora voglia.
Arrivata a casa enzo dormiva Nando stava sul terrazzo fumando e sorseggiando vino
«Dove sei stata» disse,non lo risposi. Mi versai um po di vino,lo sorseggiavo poco alla volta. Il primo sorso sentivo caldo
Il secondo sorso mi fece le gambe molli
Il terzo sorso mi dovetti toccare
Nando era li che guardava come mi sditalinavo. Poi come uscisse da un torpore si inginocchio e comincio a succhiare il mio clito
La mia mano andò sulla sua nucasvhiac ismdola con forza davanti alla mia fica
Poi vi grammo a mo di sessantanove ci succhiammo finché non veniamo in bocca
«Vado a dormire » disse restai ancora un po cercai le mentine trovai una scatolina dentro degli orecchini d'oro fatti a cerchi
Un biglietto scritto a mano
«per la mia schiava d'amore »
Cominciai ad amare il giubileo









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2026-03-24
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