Preparativi

di
genere
confessioni

«Enzo aspetto un bambino,è figlio tuo cosa facciamo?» Enzo corrucciò la fronte, andò per qualche minuto avanti e indietro testa bassa per la stanza. Giusto qualche minuto,ma a me sembrava un secolo,poi disse « Non ero ancora pronto per questo passo, ma mi assumo le mie responsabilità, se tu vuoi ci sposiamo,penserò ai vostri bisogni,avrò cura di voi due». Non ero completamente felice della scelta, avrei forse preferito che decidesse in un modo estremo.non ero pronta a diventare mamma , ma in special modo non volevo perdere la mia libertà. Ne parlai con lui, ne discutemmo a lungo, momenti di tensione si alterna anonimo a momenti di distensione. Mentre l'accordo era vicino ,ci ritrovavamo di nuovo in alto mare. Ci fu un momento in cui volavano persino parole grosse, parole che derivano, subito seguite da sincere scuse. Alfine trovammo l'accordo, Enzo capì che uno spirito libero non si può contenere, deve poter volare quanto e quando vuole.
Decidemmo quindi la data delle nozze, il giorno successivo andammo a vedere qualche location. Ne scegliemmo una ai piedi del Vesuvio, con una vista panoramica mozzafiato. Davanti si poteva notare la bellezza,del golfo di Napoli, si vedeva distintamente Capri, mentre ,a fatica, sivedevano le altre isole. Si vedeva parte de golfo di Salerno. Questo panorama strideva con la maestosità del,Vesuvio alle spalle.
Cominciammo quindi le preparazioni, in primis l'abito da sposa , tovammo un modello in un atelier anonimo,non famoso, ma ti cuiva gli abiti addosso. Scelsi un modello abbastanza semplice con uno strascico lungo. Aveva un corpetto senza spalline che autoreggenti il seno. Più volte il sarto volle misurare strusciando le sue mani sul seno.
"«Signorina avete un seno che parla da solo, scusate che ve lo misuro» . Lo disse mentre continuava a palparmi e sdruciolare i capezzoli. Non lo fermai ma gli chiesi« e il culo?"» Me lo toccò, accarezzò , lo palpò « favoloso,tutto da scopare» « fallo» dissi. Si blocco rimase interdetto mentre io avevo voglia. Allungai una mano, gli presi il cazzoda sopra la patta e glielo palpai. Ormai,avevomil,sangue alla testa,e nonostante c'era mia suocera venuta con me, non ebbi ritegno, mi inginocchiai ,glielo cacciai fuori e lo succhiai. Non era questo quello che volevo, infatti non appena si drizzo lo guida al buchetto e dissi« sfondami». Questa volta non si bloccò, un colpo secco ed entrò per metà. Lo tiro fuori lo rispunta, questa volta il colpoben assestato diede il suo effetto, dentro fino alle palle. Fu bello anche se durò poco, squirtai mentre lui mi sborrò in culo, alzando gli occhi vidi mia suocera che si sditalinava ,mi inginocchia tolsi le dita e cominciai a slinguettarla. Lei gradiva mentreil sarto preoccupato si porto sull'uscio dell'atelier per vedere se arrivava qualcuno. Mia suocera impazziva sotto i miei colpi di lingua ,« siiii ,mmm, , ggʻhh continua » si sentiva ,e il suo corpo fremeva non ci volle molto e venne come una fontana.
Prendemmo accordi col sarto ogni quanto c'era la prova abito andammo via. Anche se avrei preso quelle coordinate all'obitorio passando,per un negozio di,scarpe da cerimonia volli lo stesso entrare a dare un' occhiata. Chiesi di un modello e di provarlo, il garzone si inginocchio ai miei piedi, gliene porsi uno. Nel togliermi la scarpa puntò gli occhi fra le gambe vide che ero senza intimo e si accorse che sborra mi usciva dal culo, cominciò a sudare. Mia suocera guardava divertita, si gusto tutta la scena e sentiva l'eccitazione salire. Il commesso intanto si era bloccato con gli occhi fissi sulla fessa e le mani sulla scarpa l'unica cosa che si muoveva era il,suo,cazzo che cresceva. Mossi un po la gamba e la magia si spezzoni riprese abbassò gli occhi e continuò con le scarpe nel frattempo entrò credo fosse il principale , ma mia suocera lo blocco,e abilmente parlando con lui ci lasciò soli. Chi si,aspettava di aver un alleTo del genere. Rimasti soli,presi l'iniziativa, era già in ginocchio ,gli spinse la faccia tra le mie gambe « lecca» ordinai. Poi mi sistemai per un sessantanove. Il tempo era poco , lo stesi a terra e comin ciai a cavalcargli il cazzo, lo sentivo entrare e uscire , sentivo la sua potenza ,
A sua possediamo, gemevo ansimavo venni . Venne anche lui proprio mentre mia suocera tornava col principale. Ci ricompongo giusto,in tempo.
Era tardi per quel giorno tornammo a cas.a Il giorno dopo dovevasceglieremo le bomboniere.
scritto il
2026-03-29
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