Preparativi 2

di
genere
confessioni

Fui soddisfatta quel giorno, avevo concluso le prime cose. Il mattino dopo mi vidi con mia suocera , dovevamo comprare un vestito per lei. Girammo alcuni negozi ma non riusciva a trovare nulla che gli piacesse. Passammo per casa mia dovevo fare pipi,non c'è la facevo più .mentre ero in bagno lei andò nel mio armadio,cominciò a rovistare,cercava qualcosa in particolare. Io dall'uscio la guardavo divertita , aveva la mia stessa determinazione, era testarda ed intraprendente come me. A dirla tutta più avanti capii che era pure zoccola come me. Sembravamo cloni ma un differenza c'era io se volevo un cazzo agivo d'istinto,lei ci ragionava.non smise di rovistare in quell'armadio finché non cacciò fuori un tubino rosso con un giacchettino nero. Erano due completino identici solo a colori inversi, l'altro lo avevo usato già, quello aveva ancora le etichette vicino. Lo indosso sembrava una sirena,gli stava da dio. Disse « Ho trovato quel che cercavo, mi aiuti a spogliare.?» Mi avvicinai a lei, il suo calore, il suo odore mi inebriarono, non capivo niente, mi girava la testa.
Fu lei a pendere l'iniziativa , mi baciò con gusto, miscuglio con dolcezza, in men che non si dica mi ritrovai in un, sessantanove da favola. Usava la lingua meglio di un cazzo, toccava punti erogeni fino ad allora rimasti nascosti. Anche nel culo la sua lingua si fece onore,ed io godevo mentre la mia lingua non era da meno. Le nostre dita di intrufolavano in ogni pertugio ,dalla bocca al culo passando senza ritegno anche dalla fessa,mentre le dita stridevno capezzoli e clito. Squirtammo,insieme, bevemmo parecchio.
Era mattino tardi quando arrivammo al negozio c'erano bomboniere d'ogni tipo e per varie cerimonie, mi incantati a guardare quelle per la laurea, cominciai a sognare. Oggi e un giorno importante per la nostra allieva Anna é diventata dottoressa in lingue. Io con la corona di alloro in testa ed ognuno mi baciava ed abbracciava portandosi via en capo di abbigliamento. Capirete, ben presto rimasi nuda solo l'alloro rimase sulla mia,testa mentre la lingua faceva bene,il suo lavoro.
Fu lei a risvegliarmi dal sogno:« Hei Anna ti piace questa » mi disse mostrandomi una bomboniera,la trovai troppo volgare. Rappresentava una donna in mezzo a due uomini uno in culo l'altro in bocca la chiavavano con forza, questa era la mia impressione. Ne scegliemmo un'altra,un libro aperto con due anelli uniti.mentrw lei contattava il prezzo io giravo per il negozio poi duntratto non la vidi più era sparita lei e il principale. Dal retrobottega giungevano suoni a me familiari, decisi di dare un occhiata, non mi sbagliavo,mia suocera stava chiavando. Aspettai per il negozio, vedevo il commesso guardarmi sott'occhio,decisi di giocare un po, o moi abbassavo o mi alzavo sulle punte dei piedi. Ad ogni movimento usciva un po di pelo, il ragazzo sudava ,non nascondeva il suo imbarazzo. Ero indecisa sul dargliela o meno quando mia suocera ei principale tornarono stringendo il patto di compravendita . «Visto tesoro? Tutto gratis,basta saper i fare». Allora pensai è vero non son solo dicerie, mia suocera é una troia , che accoppiata che siamo . Era ormai ora di pranzo ci fermiamo in una pizzeria , ordinammo per me una margherita, lei una alla diavola. Toccava a me pagare, parlai col principale, andammo dietro al locale. Fu quasi una sveltina , aveva le palle piene venne molto presto. Glielo ripulii con la lingua ci strimgemmo la mano il conto era saldato. Andando via disse a mia suocera« signora torni a trovarci vedrà saprò stupirvi.» Mia suocera sorrise gli diede un pizzicotto e venne via per strada ci fermiamo fuori un bar, prendemmo un gelato lei a gusto di bacio io solo fragola. Leccavamo voluttuose, alcuni passanti guardavano con aria allupata e non avevamo ancora dischiuse le gambe. Fui io a dischiuderle mentre passava un ciclista, questo incantato a guardare non si accorse di un chiusino instabile , gli finì con la bici dentro, fortuna non si fece niente solo qualche graffio e contusioni la bici però aveva la ruota inservibile. Approfittando della concimazione avvenuta durante la caduta, andammo via indisturbate. Mi accompagnò a casaci salutammo con un bacioche non finiva mai . Lei si stacco mi disse ci rivediamo domani, dobbiamo comprare il tuo intimo da sposa. Quella sera seduta sull'altalena in giardino Enzo mi chiese dome era andata la giornata. Ebbi come un flash in un attimo ,i passarono i momenti salienti per la mente. Non lo risposi, mi china, cacciai il suo cazzo e cominciai a succhiare. Sembrava gradire e quando fu duro mi misi in ginocchio atterra,a quattro zampe gli dissi «prendimi come una cagna, lui sapeva che in quel modo volevo essere presa animalescamente. Mi prese con brutalità li in ,Enzo al giardino illuminato da fari che emanavano una luce fioca, ma abbastanza da far capire cosa stavamo facendo. Mi accorsi di aver spettatori allora cominciai a ululare dal piacere. Enzo divertito ci dava dentro mentre dai balconi venivamo spiati. Sentimmo pure e basta ogni sera la solita storia. Venimmo ridendo poi andammo dentro. A letto pensavo a mia suocera e all'indomani.

scritto il
2026-03-31
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