La Sagrada familia
di
Messalina
genere
confessioni
Il mattino venne presto, dopo quella notte carica di
Andai in bagno a farmi una doccia ,dopo la,quale mi sentivo rigenerata. Come mio solito non dormii tanto,e quanto venne l'alba mi trovo lì sul terrazzino a leggere un libro del Boccaccio , il decamerone. Credevo fosse un libro erotico, ma erano solo novelle, alcune un po piccanti si ma niente di eclatante. A dir la verità rimasi un po delusa, ma d'altro canto stavo leggendo un capolavoro della letteratura italianaIiana.
Enzo dormiva non volli svegliarloscesi un po giù nel parco,dell'hotel. A bordo piscina erano,sistemate,sedie ed,ombrelloni,e dei tavolini con quotidiani sopra.
La piscina era invitante mi denudai , misi la cuffia e ,mi gettati in acqua. Ecco qua,la stronzata quotidiana,non avevo un telo come sarei uscita dall'acqua? Si sa la fortuna aiuta gli audaci. L'uomo di,conquistatore
Ore a cui,tempo addietro avevo fatto un pompino stava sistemando i tavolini sotto gli ombrelloni lo chiamai e gli chiesi di portarmi un telo. Detto fatto in un batterdoccchio il telo arrivo. Gli dissi,di ,Antonello aperto affinché mi avvolgenti appena uscita dalla piscina, ero nuda e non volevo dare scandalo lui tenne il telo aperto ed appena fuori piscina mi avvolte dentro. Già divertita da quella situazione situazione mi turbo sentire quelle mani addosso. Quelle,dita,così lunghe aggravate le sentivo scivola,re verso il mio seno. Me lo sei fatto sul bordo piscina lui non volle mi
portò oltre una siepe e li ci demo dentro .non glielo presi in bocca no ,già era duro, si era caricato , mentre mi avvolgeva il telo al corpo. Me lo mise ,disse« finalmente signora, è da ieri che voglio questa bella fessa rossa,adesso é mia e tra un po' ci sborro dentro .» Io zitta non parlavo , gemevo, mugugnavo,ansimavo, fremevo tutta . Sotto i suoi colpi le mie zizze sobbalzavano mentre delle dita storcevano il clitoride. Venni gridando mi mise una mano sulla bocca per non far sentire le ,mie grida di gioia,mentre venne anche lui sborrando nella fessa « grazie signora rossa» mi diede una pacca sul,culo e scappo via. Mi buttai sotto
A doccia della piscina, bella fredda,rigenerante, mi,lavai per bene la fessa dopodiché mi rivestiti e ritornai in camera. Enzo dormiva ancora ,bussarono alla porta , era il sevizio in camera con la colazione. Gli toccai il cazzo,ministero che non poteva stava in ritardo un'altra volta me lo avrebbe dato.
Chiusi la porta,ero un po' delusa,andai in bagno mi tirai un ditale, venni gridando ed Enzo si sveglio. « la solita vacca » disse e si verso del latte. Facemmo colazione ed uscimmo, direzione Sagrada familia. Per arrivarci l'hotel mise a disposizione delle navette ,che partivano a distanza di mezz'ora l'una dall'altra .la prima era affollata il,conducente consiglio,ad Enzo di,aspettare la prossima,la saremmo,stati comodi,ma Enzo caparbia volle prendere quella aveva fretta di arrivare. Salimmo quindi su quella, posti inpiedi ovviamente e stretti tra la folla. Come al,solito mi si appoggio un tizio dietro ad ogni frenata del bus lui,si,strusciava e il cazzo gli cresceva. Sculettando feci in modo,che si piazzasse tra le chiappe, si nel solco,a tiro di buchetto. Stavo andando in estasi quasi me lo sarei spinto dentro, misi la mano dietro, gli abbassai la,zip e misi la mano dentro. Wow che sensazione avere quel cazzo in mano tra tutta quella gente ignara di ciò che stava succedendo. La,fessa,era zuppa,e gli umori colavano rigandomi le gambe. Il porco,se ne accorse , mi mise due,dita tra le gambe le ritirò e se le succhio. Intanto la mia mano lavorava,piano su quel cazzo che ormai,duro dava,segni di,sborrare e non di mise molto mimsborro in mano quando fini la ritirai eportandolamalla bocca la leccai tuttanon ne rimasi neanche una goccia. Arrivammo dunque a destinazione ed in men che non si dica la navetta si svuoto Non lontano dalla chiesa c'era un casotto dove si facevano i biglietti ed un tracciato che indicava il percorso. Saltammo la,fila ,intelligentemente Enzo aveva fatto preventivamente i biglietti on line.
La chiesa aveva tre facciate ,ognuno rPpresenavamun periodo di vita,di Gesù : la natività; la passione; e la gloria. Ogni facciata,comprende quattro torri in,tutto sono,dodici e rappresentano,gli apostoli portatori dell'amore modella pace. Quattro torri più alte rappresentano,i quattro evange
Isti e altre due torri rappresentano la cristianità e Gesù stesso. L'interno,sembra una foresta pietrificata con alte colonne che si diramano verso l'alto e con vetri multicolore
Ori che fanno giochi di luci all'interno. La chiesa era ancora in costruzione c'erano impalcature dentro e fuori però già si leggeva bene che era un capolavoro di architettura e di arte moderna. Su un impalcatura c'erano due pittori a co
Orari pettinarmi alti serafini e cherubini ,. A me l'arte piace in tutte le sue forme , mi,è sempre piaciuto maneggiare un pennello chiesi se potevo salire a guardare da vicino
A loro tecnica,mi dissero di prendere la cintura di sicurezza e salire. Ero entusiasta veder da vicino all'opera quei signori volli provare anch'io all'uno,uno di loro i
Più anziano si mise dietro e mi accompagnava la mano . L'altro guardava divertito perché si,accorse di come sculettando,per aggiustarmi il cazzo fra il solco . Quello che mi stava dietro mi alzo la gonna trovo la via libera da ingombri lo cacciò dai pantaloni e lo ficcò in culo il,tutto mentre io continuavo apitturare l,l'altro si inginocchio e comibciomaleccarmi la fessa . Quel ponteggio divenne sede di sesso,sfrenato mi chiamarono come non ci fosse un domani , io godevo gemevo fremevo ululato come una cagna ,ad un certo punto ero una cagna in calore . Comandavo i giochi. Li facevo scambiare di ruolo li feci ammattire con i miei giochi di lingua e di fessa, li portai in paradiso dandogli e ridandogli il mio culo alla fine presi tanta sborra arrivarono tre volte ognuno mi riempiono il culo la faccia e la fessa . Li lasciai,stremati su quel ponteggio io mi andai a lavare ad una cisterna con il rubinetto, cercai Enzo lo trovai fuori la facciata,della gloria stava con la troietta ormai facevano coppia fissa, buongustaia gli piaceva il cazzo di mio marito. Io in mezzoma loro girammo,ympo la,chiesa mi tenevano la mano sul culo , uno una chiappa,l'altra l'altra chiappa camminare così mi faceva sognare il paradiso. Ci troviamo dvicino ai confessionale, un sacerdote mi chiamò mi volle confessare mentre gli altri due si confessavano con altri sacerdoti. Cominciai a dirgli di mia cuginaa , poi mio zio,poi il miei cugini, il mio papà alcuni miei fratelli, il fotografo Enzo il cameriere ecc ecc. Il sacerdote continuava a segnarsi facendo la croce e diceva va de retro satana io con la testa bassa vedevo crescerli l'ariete nella patta cominciai a deglutire mi faceva gola. Mentre raccontavo cominciai a toccarmi lui disse non dovevo era peccato, allora gli presi la mano me la misi sotto e gli dissi « padre vede come sono bagnata, se non mi tocco questo non si toglie,povero,sacerdote eccitato a mille disse che era troppo , anche i santi commettevano peccati e lui non era di
Egno , lo cacciò fuori finalmente , una bestia innaturale grande e grosso pochi ne avevo visti così, mi ci fiondai sopra con la bocca , troppo doppio entro solo la cappella. Me lo leccai tutto allora, finanche le palle poi mi isi a pecora e lo presi nella fessa, mi riempiva tutta mi faceva quasi male ,io godevo come una maiala era proprio bravo per essere un principiante. Attirata da quei rumori strani una suora apri, rimase come di sasso vedendo noi chiavare. Gli occhi fissi su quel cazzo che emtrava e usciva dalla mia fessa resto quasi immobile perché cominciò a toccarsi . La tirai a me g
I alzai le vesti spostai le mutande e cominciai a leccare. Anche il culo,gli penetrai con la lingua. Poi venimmo o,feci,sborrare in bocca alla,suora,che ingoiò tutto leccandosi le labbra. Aveva gradito ed io mi ero divertita . Fu tempo di lasciarli . In seguito seppi tramite la troietta,che si erano spogliati e si erano sposati. Tornammo in albergo quella sera credevamo c'era l'aereo per il ritorno . La troietta ci accompagno in camera volle salutarci facendosi chiavare,da entrambi. Enzo con il cazzo io con la lingua la facemmo godere assai.poi ci lasciammo con la promessa che sarebbe venuta a Napoli . Venne mia questa è un'altra storia
Andai in bagno a farmi una doccia ,dopo la,quale mi sentivo rigenerata. Come mio solito non dormii tanto,e quanto venne l'alba mi trovo lì sul terrazzino a leggere un libro del Boccaccio , il decamerone. Credevo fosse un libro erotico, ma erano solo novelle, alcune un po piccanti si ma niente di eclatante. A dir la verità rimasi un po delusa, ma d'altro canto stavo leggendo un capolavoro della letteratura italianaIiana.
Enzo dormiva non volli svegliarloscesi un po giù nel parco,dell'hotel. A bordo piscina erano,sistemate,sedie ed,ombrelloni,e dei tavolini con quotidiani sopra.
La piscina era invitante mi denudai , misi la cuffia e ,mi gettati in acqua. Ecco qua,la stronzata quotidiana,non avevo un telo come sarei uscita dall'acqua? Si sa la fortuna aiuta gli audaci. L'uomo di,conquistatore
Ore a cui,tempo addietro avevo fatto un pompino stava sistemando i tavolini sotto gli ombrelloni lo chiamai e gli chiesi di portarmi un telo. Detto fatto in un batterdoccchio il telo arrivo. Gli dissi,di ,Antonello aperto affinché mi avvolgenti appena uscita dalla piscina, ero nuda e non volevo dare scandalo lui tenne il telo aperto ed appena fuori piscina mi avvolte dentro. Già divertita da quella situazione situazione mi turbo sentire quelle mani addosso. Quelle,dita,così lunghe aggravate le sentivo scivola,re verso il mio seno. Me lo sei fatto sul bordo piscina lui non volle mi
portò oltre una siepe e li ci demo dentro .non glielo presi in bocca no ,già era duro, si era caricato , mentre mi avvolgeva il telo al corpo. Me lo mise ,disse« finalmente signora, è da ieri che voglio questa bella fessa rossa,adesso é mia e tra un po' ci sborro dentro .» Io zitta non parlavo , gemevo, mugugnavo,ansimavo, fremevo tutta . Sotto i suoi colpi le mie zizze sobbalzavano mentre delle dita storcevano il clitoride. Venni gridando mi mise una mano sulla bocca per non far sentire le ,mie grida di gioia,mentre venne anche lui sborrando nella fessa « grazie signora rossa» mi diede una pacca sul,culo e scappo via. Mi buttai sotto
A doccia della piscina, bella fredda,rigenerante, mi,lavai per bene la fessa dopodiché mi rivestiti e ritornai in camera. Enzo dormiva ancora ,bussarono alla porta , era il sevizio in camera con la colazione. Gli toccai il cazzo,ministero che non poteva stava in ritardo un'altra volta me lo avrebbe dato.
Chiusi la porta,ero un po' delusa,andai in bagno mi tirai un ditale, venni gridando ed Enzo si sveglio. « la solita vacca » disse e si verso del latte. Facemmo colazione ed uscimmo, direzione Sagrada familia. Per arrivarci l'hotel mise a disposizione delle navette ,che partivano a distanza di mezz'ora l'una dall'altra .la prima era affollata il,conducente consiglio,ad Enzo di,aspettare la prossima,la saremmo,stati comodi,ma Enzo caparbia volle prendere quella aveva fretta di arrivare. Salimmo quindi su quella, posti inpiedi ovviamente e stretti tra la folla. Come al,solito mi si appoggio un tizio dietro ad ogni frenata del bus lui,si,strusciava e il cazzo gli cresceva. Sculettando feci in modo,che si piazzasse tra le chiappe, si nel solco,a tiro di buchetto. Stavo andando in estasi quasi me lo sarei spinto dentro, misi la mano dietro, gli abbassai la,zip e misi la mano dentro. Wow che sensazione avere quel cazzo in mano tra tutta quella gente ignara di ciò che stava succedendo. La,fessa,era zuppa,e gli umori colavano rigandomi le gambe. Il porco,se ne accorse , mi mise due,dita tra le gambe le ritirò e se le succhio. Intanto la mia mano lavorava,piano su quel cazzo che ormai,duro dava,segni di,sborrare e non di mise molto mimsborro in mano quando fini la ritirai eportandolamalla bocca la leccai tuttanon ne rimasi neanche una goccia. Arrivammo dunque a destinazione ed in men che non si dica la navetta si svuoto Non lontano dalla chiesa c'era un casotto dove si facevano i biglietti ed un tracciato che indicava il percorso. Saltammo la,fila ,intelligentemente Enzo aveva fatto preventivamente i biglietti on line.
La chiesa aveva tre facciate ,ognuno rPpresenavamun periodo di vita,di Gesù : la natività; la passione; e la gloria. Ogni facciata,comprende quattro torri in,tutto sono,dodici e rappresentano,gli apostoli portatori dell'amore modella pace. Quattro torri più alte rappresentano,i quattro evange
Isti e altre due torri rappresentano la cristianità e Gesù stesso. L'interno,sembra una foresta pietrificata con alte colonne che si diramano verso l'alto e con vetri multicolore
Ori che fanno giochi di luci all'interno. La chiesa era ancora in costruzione c'erano impalcature dentro e fuori però già si leggeva bene che era un capolavoro di architettura e di arte moderna. Su un impalcatura c'erano due pittori a co
Orari pettinarmi alti serafini e cherubini ,. A me l'arte piace in tutte le sue forme , mi,è sempre piaciuto maneggiare un pennello chiesi se potevo salire a guardare da vicino
A loro tecnica,mi dissero di prendere la cintura di sicurezza e salire. Ero entusiasta veder da vicino all'opera quei signori volli provare anch'io all'uno,uno di loro i
Più anziano si mise dietro e mi accompagnava la mano . L'altro guardava divertito perché si,accorse di come sculettando,per aggiustarmi il cazzo fra il solco . Quello che mi stava dietro mi alzo la gonna trovo la via libera da ingombri lo cacciò dai pantaloni e lo ficcò in culo il,tutto mentre io continuavo apitturare l,l'altro si inginocchio e comibciomaleccarmi la fessa . Quel ponteggio divenne sede di sesso,sfrenato mi chiamarono come non ci fosse un domani , io godevo gemevo fremevo ululato come una cagna ,ad un certo punto ero una cagna in calore . Comandavo i giochi. Li facevo scambiare di ruolo li feci ammattire con i miei giochi di lingua e di fessa, li portai in paradiso dandogli e ridandogli il mio culo alla fine presi tanta sborra arrivarono tre volte ognuno mi riempiono il culo la faccia e la fessa . Li lasciai,stremati su quel ponteggio io mi andai a lavare ad una cisterna con il rubinetto, cercai Enzo lo trovai fuori la facciata,della gloria stava con la troietta ormai facevano coppia fissa, buongustaia gli piaceva il cazzo di mio marito. Io in mezzoma loro girammo,ympo la,chiesa mi tenevano la mano sul culo , uno una chiappa,l'altra l'altra chiappa camminare così mi faceva sognare il paradiso. Ci troviamo dvicino ai confessionale, un sacerdote mi chiamò mi volle confessare mentre gli altri due si confessavano con altri sacerdoti. Cominciai a dirgli di mia cuginaa , poi mio zio,poi il miei cugini, il mio papà alcuni miei fratelli, il fotografo Enzo il cameriere ecc ecc. Il sacerdote continuava a segnarsi facendo la croce e diceva va de retro satana io con la testa bassa vedevo crescerli l'ariete nella patta cominciai a deglutire mi faceva gola. Mentre raccontavo cominciai a toccarmi lui disse non dovevo era peccato, allora gli presi la mano me la misi sotto e gli dissi « padre vede come sono bagnata, se non mi tocco questo non si toglie,povero,sacerdote eccitato a mille disse che era troppo , anche i santi commettevano peccati e lui non era di
Egno , lo cacciò fuori finalmente , una bestia innaturale grande e grosso pochi ne avevo visti così, mi ci fiondai sopra con la bocca , troppo doppio entro solo la cappella. Me lo leccai tutto allora, finanche le palle poi mi isi a pecora e lo presi nella fessa, mi riempiva tutta mi faceva quasi male ,io godevo come una maiala era proprio bravo per essere un principiante. Attirata da quei rumori strani una suora apri, rimase come di sasso vedendo noi chiavare. Gli occhi fissi su quel cazzo che emtrava e usciva dalla mia fessa resto quasi immobile perché cominciò a toccarsi . La tirai a me g
I alzai le vesti spostai le mutande e cominciai a leccare. Anche il culo,gli penetrai con la lingua. Poi venimmo o,feci,sborrare in bocca alla,suora,che ingoiò tutto leccandosi le labbra. Aveva gradito ed io mi ero divertita . Fu tempo di lasciarli . In seguito seppi tramite la troietta,che si erano spogliati e si erano sposati. Tornammo in albergo quella sera credevamo c'era l'aereo per il ritorno . La troietta ci accompagno in camera volle salutarci facendosi chiavare,da entrambi. Enzo con il cazzo io con la lingua la facemmo godere assai.poi ci lasciammo con la promessa che sarebbe venuta a Napoli . Venne mia questa è un'altra storia
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