Al parco dei cani
di
Messalina
genere
confessioni
Il mio cane si chiama Freddi,un trovatello di media grandezza. Con lui vado tutte le mattine al parco,alle sei e trenta già siamo per strada. Incontriamo quasi sempre Leo, un suo amichetto di taglia piccola,facciamo la strada insieme. Non so se ha una padrona,lo portai sempre un ragazzo, credo che abbia diciotto anni o giu di li
Ogni mattina un buongiorno di circostanza e basta, solo talvolta qualche riferimento sul tempo tipo "bella giornata",oppure "tempo da lupi". C'è uno spazio apposta per i cani nel parco recinta al quale di accede da cancelli senza chiavi. C'è pure un area riparata in caso di temporali.
In questo questo parchetto ogni mattina i nostri cani giocavano mentre noi li guardavamo in disparte. In in primo momento non ci feci caso, ma poi.mi accorsi che partiva la mano la porta va in prossimità della schiena e mirava un massaggio fino al mio fondo schiena. Alcune volte mi sfiorava le natiche , io zitta non dicevo nulla finché mon me le palpò. Sobbalzare, nom.me lo aspettavo, comunque lo lasciai fare. Forse fu.lui ad essere sorpreso della mia non reazione tolse la mano,mi chiese scusa. Il mattino seguente cercai di capite i suoi movimenti e quando arrivo al culetto feci in modo vhe lo toccasse sporgendomi un po.Ritrasse la mano come se avesse preso la scossa. Ci rimasi un po male ,avrei voluto essere palpata, avrei voluto giocasse con il buchetto ma anche un po col grilletto,niente da fare.
Avevo perso le speranze rassegnata, quando chissà come trovo il coraggio, prese a masdaggiarlo mon dissi niente lo lasciai fare, poi allungai una mano gli toccsi il cazzo.
Mi fermo disse di no, ma lui continuò mmmmmm mmmmmmmm
Mi piaceva non posso negarlo, e lo volevo non potevo negare neanche questo. Si fermò perché vennero altri due cani con rispettivi padroni. Per me avrei continuato,visto che nom protestavo. Non ci fu più occasione quel giorno
L'indomani era di sabato molti portavano i cani altrove c'eravamo solo io e lui, questa bolta nom titubante allungo la mano la mise sotto la gonna e comincio a palparmi il culo. Le sue mani comonciarono ad intrufolarsi in ogni dove. I cani correvano felici li in quel parco attrezzato con giochi ed ostacoli apposta per loro,le auto passavano forse sensa capire nulla o forse intravedevano un qualcosa. Ci spostammo dietro un gruppo di alberi non coprivano tutto,ma almeno stavano più appartati. Lui era durissimo, io, bagnata , afferrai quel membro lo guadagnino a farlo scivolare dentro. La mia vagina
fece "sflop" inghiottendo quel pene che tanto pena non faceva, anzi. Mi trapanò bene la figa me la riempiva tutta. Mentre lui mi prenfeba da dietro io con le dita mi martoriavo i capezzoli poi lo cacciò , volevo girarmi per prendere il suo sperma, ma disse:«Non ti muovere troia che ti inculo». Qiella nerchia, quel pezzo di carne diventato marmo mi penetro fin nelle viscere,che dolore,che godere. Mentre mi sentivo aprire in due mi dgrillettsvo allegramente. Stavamo all'impiedi, era stancante ogni suo colpo mi faceva alzare sulle punta dei piedi, ma la goduria era tanta. Quando l'orgasmo scoppio in me comincia a gridare di gioia, ansomabo spasimi.per il corpo mi presero e contorcendomi gridavo la mia gioia tanto che lui per farmi stare zitta dfilo il membro dal culo e mi tappo la bocca e subito venne anche lui, mi sborro in gola.
Senza ritegno ingoiai tutto
Mi ricomposi e andai via.
Avevo ancora un po di sborrs in boccs quando a casa baciai Enzo
Non chiedetemi il nome lo conoscevo come ilpadrone do Leo
Ogni mattina un buongiorno di circostanza e basta, solo talvolta qualche riferimento sul tempo tipo "bella giornata",oppure "tempo da lupi". C'è uno spazio apposta per i cani nel parco recinta al quale di accede da cancelli senza chiavi. C'è pure un area riparata in caso di temporali.
In questo questo parchetto ogni mattina i nostri cani giocavano mentre noi li guardavamo in disparte. In in primo momento non ci feci caso, ma poi.mi accorsi che partiva la mano la porta va in prossimità della schiena e mirava un massaggio fino al mio fondo schiena. Alcune volte mi sfiorava le natiche , io zitta non dicevo nulla finché mon me le palpò. Sobbalzare, nom.me lo aspettavo, comunque lo lasciai fare. Forse fu.lui ad essere sorpreso della mia non reazione tolse la mano,mi chiese scusa. Il mattino seguente cercai di capite i suoi movimenti e quando arrivo al culetto feci in modo vhe lo toccasse sporgendomi un po.Ritrasse la mano come se avesse preso la scossa. Ci rimasi un po male ,avrei voluto essere palpata, avrei voluto giocasse con il buchetto ma anche un po col grilletto,niente da fare.
Avevo perso le speranze rassegnata, quando chissà come trovo il coraggio, prese a masdaggiarlo mon dissi niente lo lasciai fare, poi allungai una mano gli toccsi il cazzo.
Mi fermo disse di no, ma lui continuò mmmmmm mmmmmmmm
Mi piaceva non posso negarlo, e lo volevo non potevo negare neanche questo. Si fermò perché vennero altri due cani con rispettivi padroni. Per me avrei continuato,visto che nom protestavo. Non ci fu più occasione quel giorno
L'indomani era di sabato molti portavano i cani altrove c'eravamo solo io e lui, questa bolta nom titubante allungo la mano la mise sotto la gonna e comincio a palparmi il culo. Le sue mani comonciarono ad intrufolarsi in ogni dove. I cani correvano felici li in quel parco attrezzato con giochi ed ostacoli apposta per loro,le auto passavano forse sensa capire nulla o forse intravedevano un qualcosa. Ci spostammo dietro un gruppo di alberi non coprivano tutto,ma almeno stavano più appartati. Lui era durissimo, io, bagnata , afferrai quel membro lo guadagnino a farlo scivolare dentro. La mia vagina
fece "sflop" inghiottendo quel pene che tanto pena non faceva, anzi. Mi trapanò bene la figa me la riempiva tutta. Mentre lui mi prenfeba da dietro io con le dita mi martoriavo i capezzoli poi lo cacciò , volevo girarmi per prendere il suo sperma, ma disse:«Non ti muovere troia che ti inculo». Qiella nerchia, quel pezzo di carne diventato marmo mi penetro fin nelle viscere,che dolore,che godere. Mentre mi sentivo aprire in due mi dgrillettsvo allegramente. Stavamo all'impiedi, era stancante ogni suo colpo mi faceva alzare sulle punta dei piedi, ma la goduria era tanta. Quando l'orgasmo scoppio in me comincia a gridare di gioia, ansomabo spasimi.per il corpo mi presero e contorcendomi gridavo la mia gioia tanto che lui per farmi stare zitta dfilo il membro dal culo e mi tappo la bocca e subito venne anche lui, mi sborro in gola.
Senza ritegno ingoiai tutto
Mi ricomposi e andai via.
Avevo ancora un po di sborrs in boccs quando a casa baciai Enzo
Non chiedetemi il nome lo conoscevo come ilpadrone do Leo
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9.5
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