Un magnifico regalo
di
Ballyanos
genere
incesti
Vincenzo provava a rilassarsi.
Diciotto anni, era sempre stato un
ragazzo sensibile. Ancora non si
capacitava su come tutto fosse
iniziato. Ma non era quello che
voleva. Come capitava spesso gli
altri avevano completamente
frainteso le sue reali intenzioni.
La cosa che più lo affliggeva era
che stavolta riguardava la madre e
non riusciva ad uscirne. Nonostante
tutto i due avevano uno splendido
rapporto. Tutto era iniziato due
settimane prima. Aveva preso
l'abitudine di leggere su internet
racconti a sfondo erotico. La sua
era una semplice curiosità. Lo
avevano intrigato soprattutto i
racconti in cui un uomo lottava
contro una donna senza esclusione di
colpi e a volte capitava che i due
finivano per fare sesso. In quel
caso chi veniva per primo perdeva.
Solitamente l'uomo. Tuttavia questi
racconti tendevano a usare estrema
violenza. La donna ad esempio mirava
puntualmente i testicoli dell'uomo,
così come lui la colpiva ai seni.
Pur non essendo un esperto sapeva
benissimo che nella realtà erano
colpi proibiti ma ne rimaneva
scosso. Comunque in aggiunta tendeva
a cercare le immagini delle donne
wrestler più sexy. Era soltanto un
passatempo. Non intendeva
assolutamente provare, anche perché
nello sport risultava da sempre
piuttosto impacciato. Fisicamente si
presentava bene: un metro e ottanta,
longilineo.
"Tesoro è pronta la cena, vieni a
mangiare".
"Certo mamma arrivo subito".
"Com'è andata la giornata?"
domandava la madre.
"Bene mamma. La tua invece?".
"Non posso lamentarmi caro".
Si chiamava Ornella e aveva
trentasette anni. Vincenzo era nato
da un rapporto con il fidanzato di
allora e si erano lasciati poco
dopo. Lo aveva cresciuto
praticamente da sola, con ottimi
risultati. Il ragazzo era
intelligente e studioso. La giovane
mamma amava mantenersi in forma ed
era un'amante del fitness. Alta un
metro e settanta, atletica, mora con
gli occhi verdi, in quel periodo non
frequentava nessuno e preferiva
dedicarsi al figlio.
"Sai, in palestra stanno
organizzando un evento. All'inizio
si opterà per una serie di esercizi
ginnici con lo scopo di stimolare la
fantasia del pubblico, poi vogliono
fare qualcosa di spettacolare. Al
momento qualche idea, ma niente di
stimolante. Bisogna sbrigarsi
perché non manca molto. Tuttavia
avrei in mente qualcosa che potrebbe
piacere. In settimana ne parlo ai
responsabili".
"Capisco" rispondeva semplicemente
Vincenzo.
Non ne era rimasto particolarmente
colpito. Dopo cena andò in camera
sua. Cercava qualche altro racconto
erotico che poteva interessare.
Ultimamente ne aveva trovati di
cruenti e solitamente smetteva di
leggere nemmeno a metà. Qualche sera
dopo la madre era tornata dalla
palestra.
"Ciao caro! Sarai affamato! Ora
preparo la cena, così ti aggiorno
sull'evento di cui abbiamo parlato".
Vincenzo annuiva, ignaro di cosa lo
attendeva. Dopo mangiato si
accomodarono sul divano a guardare
la televisione. Ornella sorrise.
"Ci sarà un incontro di lotta libera
molto speciale...".
"In che senso?".
"Ecco di cosa si tratta. Si
sfideranno un uomo e una donna in un
match senza regole. Tutto sarà
permesso, anche torcere il pene, con
i testicoli e i seni. Ovviamente non
bisogna fare male con il rischio di
procurare danni permanenti. Ci sarà
un unico round da trenta minuti. La
particolarità è che verrà aggiunto
del sano erotismo. Potrebbe accadere
che i due facciano sesso e il primo
a venire sarà dichiarato sconfitto.
Ovvio può capitare che ci si arrende
durante l'incontro. Certo è davvero
fantasioso ma che te ne sembra? Ti
piace tesoro?".
Vincenzo rimase senza parole. I
racconti che lui leggeva! Una
coincidenza?
"Scusa mamma, come ti è venuta in
mente un'idea del genere?
Francamente sono sorpreso...".
La donna sorrise maliziosamente.
"È stato grazie a te figliolo...".
"Cosa vuol dire?" domandava
mantenendosi sulla difensiva.
"È molto semplice. Ho scoperto che
leggi racconti a sfondo erotico e
non solo. Inoltre molto spesso viene
menzionata la battaglia dei sessi,
dove i due finiscono per fare
l'amore. La cosa mi ha intrigata e
ho deciso di riportarlo nella
realtà. In palestra erano
entusiasti. Tutto sarà concesso.
Proprio come riportato nei racconti.
Certamente nessuno dovrà farsi
male...".
"Avete già individuato i due
lottatori?".
"Certamente...saremo noi due...la
palestra fornirà l'abbigliamento".
Vincenzo rimase a bocca aperta.
Doveva lottare contro sua madre come
nei racconti pubblicati su internet!
Provò subito a controbattere.
"Ma perché hai pensato proprio a
me?".
Ornella rideva maliziosamente.
"Dai che ci divertiremo...o hai
paura che ti prenda a calci nel
sedere? In effetti mi mantengo in
forma e sono intenzionata a vincere!
Verrai umiliato davanti a tutti...".
Vincenzo non rispondeva. A quel
punto la madre lo abbracciò.
"Non fare quella faccia. È solo un
gioco". Lui annuiva ma si sentiva
triste. La verità era che non voleva
partecipare. Nei racconti aveva
letto di madri prive d'esperienza
sfidare i propri figli nella lotta
libera. Con tutto che i ragazzi
praticavano da tempo, molto spesso
venivano sconfitti sonoramente. Ora
sapeva benissimo che era soltanto
fantasia, mentre la realtà
funzionava in modo completamente
diverso. Però lei si manteneva in
splendida forma e non avrebbe avuto
problemi a resistere trenta minuti,
al contrario di lui. Subito un
pensiero si faceva strada nella sua
mente: la sua mamma che lo
sovrastava, fino a farlo venire con
un pompino. Al sesso non osava
pensarci. In ogni caso sarebbe stato
terribile. Perdere malamente e
sentire le bonarie prese in giro di
tutta la palestra. Al tempo stesso
non voleva deluderla, visto quanto
la donna ci teneva all'evento. E i
giorni passavano. La cosa più triste
era che da allora Vincenzo tendeva a
evitare qualunque contatto. Quando
la madre gli parlava rispondeva a
monosillabi mentre prima passava
interi pomeriggi a chiacchierare con
lei. Anche dopo cena andava spedito
in camera sua invece di guardare
insieme la televisione. Ornella
aveva intuito che nel figlio
qualcosa non andava, così una sera
decise di chiarire una volta per
tutte. Lui stava per alzarsi, quando
fu bloccato.
"Tesoro che c'è? Ultimamente ti vedo
strano. Avanti...sputa il rospo!".
Il ragazzo non sapeva come uscirne.
Alla fine decise di dire la verità.
"Mamma non voglio fare l'incontro.
Se perdo ne esco umiliato per essere
stato battuto da mia madre. E
comunque se ci fosse un'altra
persona al tuo posto sarebbe lo
stesso. Mi piaceva leggere quei
racconti ma hai equivocato. Questo
non significa che volessi provare,
al contrario! Forse non capisci ma
mi sono sempre considerato l'anello
debole della famiglia...".
Smise di parlare. Una lacrima gli
bagnò il viso. Ornella lo abbracciò
forte.
"Scusa tesoro, non avevo capito che
la cosa ti metteva così a disagio.
Non sei l'anello debole. Comunque
stai tranquillo, domani vado in
palestra e annullo il nostro match.
Troveranno un altro intrattenimento.
Tu sei più importante".
Rimasero a parlare come ai vecchi
tempi. Finalmente Vincenzo si era
tolto quel peso dallo stomaco.
L'evento fu particolarmente seguito.
Sia Vincenzo che la madre avevano
assistito come ospiti. Il match di
lotta libera era stato realizzato lo
stesso, tuttavia avevano gareggiato
due ragazzi in uno sparring
tradizionale.
"Certo è un peccato che vi siete
tirati indietro. Sarebbe stato
divertente assistere a un incontro
con sfondo sessuale tra madre e
figlio..." diceva divertito il
proprietario della palestra.
"Lo so ma poi ci abbiamo riflettuto
e abbiamo capito che non era il
caso" rispondeva tranquillamente
Ornella.
Tornati a casa la mamma abbracciò
suo figlio. Sapeva quanto i giorni
precedenti per lui erano stati duri.
"Senti tesoro" disse a un certo punto "Se facessimo adesso un
simpatico sparring qui in casa? Solo
io e te?".
Vincenzo fece subito la faccia
scura.
"Preferisco di no. Vorrei andare in
camera mia".
"Aspetta amore...non sentirti
umiliato se perdi. È solo per
divertirci...nessuno uscirà davvero
sconfitto. Se vedo che proprio non
ce la fai ci fermiamo e non avrà
vinto nessuno. Promesso. Comunque
potresti anche vincere tu. Cosa ne
possiamo sapere? Ti piacerà fidati".
"Però non voglio essere colpito alle
parti basse né che mi tiri i
capelli. Io naturalmente non colpirò
le parti intime e il seno. E niente
colpi al viso".
"D'accordo".
"Va bene mamma proviamo".
Ornella lo prese per mano e lo
condusse nella sua camera. Salirono
sul letto. Era rimasta in mutandine
e reggiseno, mentre suo figlio in
box. Lui la guardava estasiato. Non
poteva che ammirarne la sensualità.
Lei rideva divertita.
"Niente male eh?".
"Beh...stai benissimo...".
"Grazie tesoro. E stai tranquillo.
Allora sei pronto? Possiamo
cominciare?".
"Ehm...si mamma".
Madre e figlio si inginocchiarono,
mettendosi in posizione di attacco.
Iniziarono l'incontro. Si spingevano
a vicenda, quindi Ornella strinse
con le gambe la vita i suo figlio,
facendolo rotolare sul letto. Il
ragazzo iniziava già a sudare
freddo. La donna dimostrava una
certa agilità, a differenza di
Vincenzo, più lento nei movimenti.
Cercava di liberarsi inutilmente. I
suoi occhi la imploravano. "Adesso
vieni tra le cosce della tua dolce
mammina tesoro" fece sarcastica.
Si trovò così intrappolato
all'altezza del collo e della testa.
La donna lo fece atterrare,
stringendo sempre più. Quindi con un
gesto fulmineo gli sfilò i boxer.
"Guarda un po'...che ne dici?".
Così dicendo li gettò a terra. Il
figlio si sentiva umiliato. Le
lacrime iniziavano a rigare il suo
viso. All'improvviso la madre
rallentò la presa. Vincenzo vide un
varco insperato e facendo leva con
le braccia riuscì a liberarsi da
quella morsa.
"Bravissimo figlio mio! Ti sei
liberato! Devo fare maggiore
attenzione".
Passò al contrattacco. Riuscì a
bloccarla al punto vta e la gettò a
terra. Si trovava sopra sua madre e
le sfilò prima il reggiseno, poi le
mutandine.
"Siamo pari" faceva mentre li
gettava via.
Adesso erano entrambi nudi. La
guardava in tutto il suo splendore.
Ornella però iniziò a baciarlo sulle
labbra, muovendo eroticamente la
lingua. Il ragazzo vinto
dall'emozione si bloccò. Ancora una
volta con le gambe lo cinse nei
fianchi. Contemporaneamente lo
toccava sensualmente nei testicoli.
Fu così che si liberò dalla sua
presa, però non si staccava da lui.
Il cazzo di suo figlio diventava
duro come la roccia. Sapeva che così
sarebbe esploso e la madre l'avrebbe
battuto utilizzando l'astuzia ma era
una sensazione mai avvertita prima
d'ora. Quindi entrò dentro di lui e
iniziò a muoversi con sensualità.
Ormai lo teneva in pugno.
"Cos'hai da dire? Sei in trappola
vero?".
"Si...lo so...però è bellissimo...".
"Lo immaginavo piccolo...".
"Ti prego mamma...continua...".
All'improvviso si fermò. Era
evidente che suo figlio stava per
venire. Doveva sbrigarsi prima che
fosse troppo tardi.
"Amore mi arrendo. Ti concedo la
vittoria ben volentieri. Volevo
farti vivere un'esperienza
indimenticabile. Adesso possiamo
pure continuare. Rilassati faccio
tutto io tu non preoccuparti di
niente. Anche perché hai vinto e
devi ricevere il meritato premio".
Vincenzo piangeva per l'emozione.
Non si aspettava da sua madre un
regalo del genere. Soprattutto
ripensando alle donne protagoniste
nei vari racconti letti su internet,
dove pur vedendo i figli in evidente
difficoltà pensavano esclusivamente
a loro stesse e godevano nel vederli
umiliati. Certamente era tutta
finzione ma temeva potesse
tramutarsi in realtà. Si sentiva
sollevato nel vedere che la sua
mamma era completamente diversa. Lei
sembrava leggere nella mente.
"Sinceramente non ho idea se quel
tipo di madre possa esistere
veramente ma io non sono così. Anzi,
penso che una donna del genere
sarebbe una pessima madre perché chi
vuole veramente bene al proprio
figlio non si comporterebbe in quel
modo. Quando ti ho tenuto bloccato e
hai iniziato a piangere mi si è
spezzato il cuore. Ho dovuto
lasciarti andare immediatamente. E
sono felice di aver perso contro il
mio bambino. Naturalmente non
pretendo la rivincita. Va bene così
tesoro".
Nel mentre continuava a stimolare
l'erezione di Vincenzo. Ormai era
sul punto di venire. Un fiume di
sborra innaffiò entrambi. Ridevano
contenti.
"Grazie mamma. È ovvio che mi hai
fatto vincere ma ho apprezzato
veramente. Nemmeno io credo sia il
caso di rifarlo. Anche se è solo per
divertirci tu hai una natura
competitiva ma io sono diverso.
Ormai l'avrai capito. Anche se
ammetto che quando hai puntato tutto
sul sessuale non stavo capendo più
nulla...non pensavo proprio
l'avresti fatto...".
Ornella sorrideva e lo baciava
ancora.
"Ci sono tante cose della tua
mammina che non conosci. Comunque in
caso vogliamo riprovare per me non è
un problema lasciarti vincere, stai
pure tranquillo...".
Diciotto anni, era sempre stato un
ragazzo sensibile. Ancora non si
capacitava su come tutto fosse
iniziato. Ma non era quello che
voleva. Come capitava spesso gli
altri avevano completamente
frainteso le sue reali intenzioni.
La cosa che più lo affliggeva era
che stavolta riguardava la madre e
non riusciva ad uscirne. Nonostante
tutto i due avevano uno splendido
rapporto. Tutto era iniziato due
settimane prima. Aveva preso
l'abitudine di leggere su internet
racconti a sfondo erotico. La sua
era una semplice curiosità. Lo
avevano intrigato soprattutto i
racconti in cui un uomo lottava
contro una donna senza esclusione di
colpi e a volte capitava che i due
finivano per fare sesso. In quel
caso chi veniva per primo perdeva.
Solitamente l'uomo. Tuttavia questi
racconti tendevano a usare estrema
violenza. La donna ad esempio mirava
puntualmente i testicoli dell'uomo,
così come lui la colpiva ai seni.
Pur non essendo un esperto sapeva
benissimo che nella realtà erano
colpi proibiti ma ne rimaneva
scosso. Comunque in aggiunta tendeva
a cercare le immagini delle donne
wrestler più sexy. Era soltanto un
passatempo. Non intendeva
assolutamente provare, anche perché
nello sport risultava da sempre
piuttosto impacciato. Fisicamente si
presentava bene: un metro e ottanta,
longilineo.
"Tesoro è pronta la cena, vieni a
mangiare".
"Certo mamma arrivo subito".
"Com'è andata la giornata?"
domandava la madre.
"Bene mamma. La tua invece?".
"Non posso lamentarmi caro".
Si chiamava Ornella e aveva
trentasette anni. Vincenzo era nato
da un rapporto con il fidanzato di
allora e si erano lasciati poco
dopo. Lo aveva cresciuto
praticamente da sola, con ottimi
risultati. Il ragazzo era
intelligente e studioso. La giovane
mamma amava mantenersi in forma ed
era un'amante del fitness. Alta un
metro e settanta, atletica, mora con
gli occhi verdi, in quel periodo non
frequentava nessuno e preferiva
dedicarsi al figlio.
"Sai, in palestra stanno
organizzando un evento. All'inizio
si opterà per una serie di esercizi
ginnici con lo scopo di stimolare la
fantasia del pubblico, poi vogliono
fare qualcosa di spettacolare. Al
momento qualche idea, ma niente di
stimolante. Bisogna sbrigarsi
perché non manca molto. Tuttavia
avrei in mente qualcosa che potrebbe
piacere. In settimana ne parlo ai
responsabili".
"Capisco" rispondeva semplicemente
Vincenzo.
Non ne era rimasto particolarmente
colpito. Dopo cena andò in camera
sua. Cercava qualche altro racconto
erotico che poteva interessare.
Ultimamente ne aveva trovati di
cruenti e solitamente smetteva di
leggere nemmeno a metà. Qualche sera
dopo la madre era tornata dalla
palestra.
"Ciao caro! Sarai affamato! Ora
preparo la cena, così ti aggiorno
sull'evento di cui abbiamo parlato".
Vincenzo annuiva, ignaro di cosa lo
attendeva. Dopo mangiato si
accomodarono sul divano a guardare
la televisione. Ornella sorrise.
"Ci sarà un incontro di lotta libera
molto speciale...".
"In che senso?".
"Ecco di cosa si tratta. Si
sfideranno un uomo e una donna in un
match senza regole. Tutto sarà
permesso, anche torcere il pene, con
i testicoli e i seni. Ovviamente non
bisogna fare male con il rischio di
procurare danni permanenti. Ci sarà
un unico round da trenta minuti. La
particolarità è che verrà aggiunto
del sano erotismo. Potrebbe accadere
che i due facciano sesso e il primo
a venire sarà dichiarato sconfitto.
Ovvio può capitare che ci si arrende
durante l'incontro. Certo è davvero
fantasioso ma che te ne sembra? Ti
piace tesoro?".
Vincenzo rimase senza parole. I
racconti che lui leggeva! Una
coincidenza?
"Scusa mamma, come ti è venuta in
mente un'idea del genere?
Francamente sono sorpreso...".
La donna sorrise maliziosamente.
"È stato grazie a te figliolo...".
"Cosa vuol dire?" domandava
mantenendosi sulla difensiva.
"È molto semplice. Ho scoperto che
leggi racconti a sfondo erotico e
non solo. Inoltre molto spesso viene
menzionata la battaglia dei sessi,
dove i due finiscono per fare
l'amore. La cosa mi ha intrigata e
ho deciso di riportarlo nella
realtà. In palestra erano
entusiasti. Tutto sarà concesso.
Proprio come riportato nei racconti.
Certamente nessuno dovrà farsi
male...".
"Avete già individuato i due
lottatori?".
"Certamente...saremo noi due...la
palestra fornirà l'abbigliamento".
Vincenzo rimase a bocca aperta.
Doveva lottare contro sua madre come
nei racconti pubblicati su internet!
Provò subito a controbattere.
"Ma perché hai pensato proprio a
me?".
Ornella rideva maliziosamente.
"Dai che ci divertiremo...o hai
paura che ti prenda a calci nel
sedere? In effetti mi mantengo in
forma e sono intenzionata a vincere!
Verrai umiliato davanti a tutti...".
Vincenzo non rispondeva. A quel
punto la madre lo abbracciò.
"Non fare quella faccia. È solo un
gioco". Lui annuiva ma si sentiva
triste. La verità era che non voleva
partecipare. Nei racconti aveva
letto di madri prive d'esperienza
sfidare i propri figli nella lotta
libera. Con tutto che i ragazzi
praticavano da tempo, molto spesso
venivano sconfitti sonoramente. Ora
sapeva benissimo che era soltanto
fantasia, mentre la realtà
funzionava in modo completamente
diverso. Però lei si manteneva in
splendida forma e non avrebbe avuto
problemi a resistere trenta minuti,
al contrario di lui. Subito un
pensiero si faceva strada nella sua
mente: la sua mamma che lo
sovrastava, fino a farlo venire con
un pompino. Al sesso non osava
pensarci. In ogni caso sarebbe stato
terribile. Perdere malamente e
sentire le bonarie prese in giro di
tutta la palestra. Al tempo stesso
non voleva deluderla, visto quanto
la donna ci teneva all'evento. E i
giorni passavano. La cosa più triste
era che da allora Vincenzo tendeva a
evitare qualunque contatto. Quando
la madre gli parlava rispondeva a
monosillabi mentre prima passava
interi pomeriggi a chiacchierare con
lei. Anche dopo cena andava spedito
in camera sua invece di guardare
insieme la televisione. Ornella
aveva intuito che nel figlio
qualcosa non andava, così una sera
decise di chiarire una volta per
tutte. Lui stava per alzarsi, quando
fu bloccato.
"Tesoro che c'è? Ultimamente ti vedo
strano. Avanti...sputa il rospo!".
Il ragazzo non sapeva come uscirne.
Alla fine decise di dire la verità.
"Mamma non voglio fare l'incontro.
Se perdo ne esco umiliato per essere
stato battuto da mia madre. E
comunque se ci fosse un'altra
persona al tuo posto sarebbe lo
stesso. Mi piaceva leggere quei
racconti ma hai equivocato. Questo
non significa che volessi provare,
al contrario! Forse non capisci ma
mi sono sempre considerato l'anello
debole della famiglia...".
Smise di parlare. Una lacrima gli
bagnò il viso. Ornella lo abbracciò
forte.
"Scusa tesoro, non avevo capito che
la cosa ti metteva così a disagio.
Non sei l'anello debole. Comunque
stai tranquillo, domani vado in
palestra e annullo il nostro match.
Troveranno un altro intrattenimento.
Tu sei più importante".
Rimasero a parlare come ai vecchi
tempi. Finalmente Vincenzo si era
tolto quel peso dallo stomaco.
L'evento fu particolarmente seguito.
Sia Vincenzo che la madre avevano
assistito come ospiti. Il match di
lotta libera era stato realizzato lo
stesso, tuttavia avevano gareggiato
due ragazzi in uno sparring
tradizionale.
"Certo è un peccato che vi siete
tirati indietro. Sarebbe stato
divertente assistere a un incontro
con sfondo sessuale tra madre e
figlio..." diceva divertito il
proprietario della palestra.
"Lo so ma poi ci abbiamo riflettuto
e abbiamo capito che non era il
caso" rispondeva tranquillamente
Ornella.
Tornati a casa la mamma abbracciò
suo figlio. Sapeva quanto i giorni
precedenti per lui erano stati duri.
"Senti tesoro" disse a un certo punto "Se facessimo adesso un
simpatico sparring qui in casa? Solo
io e te?".
Vincenzo fece subito la faccia
scura.
"Preferisco di no. Vorrei andare in
camera mia".
"Aspetta amore...non sentirti
umiliato se perdi. È solo per
divertirci...nessuno uscirà davvero
sconfitto. Se vedo che proprio non
ce la fai ci fermiamo e non avrà
vinto nessuno. Promesso. Comunque
potresti anche vincere tu. Cosa ne
possiamo sapere? Ti piacerà fidati".
"Però non voglio essere colpito alle
parti basse né che mi tiri i
capelli. Io naturalmente non colpirò
le parti intime e il seno. E niente
colpi al viso".
"D'accordo".
"Va bene mamma proviamo".
Ornella lo prese per mano e lo
condusse nella sua camera. Salirono
sul letto. Era rimasta in mutandine
e reggiseno, mentre suo figlio in
box. Lui la guardava estasiato. Non
poteva che ammirarne la sensualità.
Lei rideva divertita.
"Niente male eh?".
"Beh...stai benissimo...".
"Grazie tesoro. E stai tranquillo.
Allora sei pronto? Possiamo
cominciare?".
"Ehm...si mamma".
Madre e figlio si inginocchiarono,
mettendosi in posizione di attacco.
Iniziarono l'incontro. Si spingevano
a vicenda, quindi Ornella strinse
con le gambe la vita i suo figlio,
facendolo rotolare sul letto. Il
ragazzo iniziava già a sudare
freddo. La donna dimostrava una
certa agilità, a differenza di
Vincenzo, più lento nei movimenti.
Cercava di liberarsi inutilmente. I
suoi occhi la imploravano. "Adesso
vieni tra le cosce della tua dolce
mammina tesoro" fece sarcastica.
Si trovò così intrappolato
all'altezza del collo e della testa.
La donna lo fece atterrare,
stringendo sempre più. Quindi con un
gesto fulmineo gli sfilò i boxer.
"Guarda un po'...che ne dici?".
Così dicendo li gettò a terra. Il
figlio si sentiva umiliato. Le
lacrime iniziavano a rigare il suo
viso. All'improvviso la madre
rallentò la presa. Vincenzo vide un
varco insperato e facendo leva con
le braccia riuscì a liberarsi da
quella morsa.
"Bravissimo figlio mio! Ti sei
liberato! Devo fare maggiore
attenzione".
Passò al contrattacco. Riuscì a
bloccarla al punto vta e la gettò a
terra. Si trovava sopra sua madre e
le sfilò prima il reggiseno, poi le
mutandine.
"Siamo pari" faceva mentre li
gettava via.
Adesso erano entrambi nudi. La
guardava in tutto il suo splendore.
Ornella però iniziò a baciarlo sulle
labbra, muovendo eroticamente la
lingua. Il ragazzo vinto
dall'emozione si bloccò. Ancora una
volta con le gambe lo cinse nei
fianchi. Contemporaneamente lo
toccava sensualmente nei testicoli.
Fu così che si liberò dalla sua
presa, però non si staccava da lui.
Il cazzo di suo figlio diventava
duro come la roccia. Sapeva che così
sarebbe esploso e la madre l'avrebbe
battuto utilizzando l'astuzia ma era
una sensazione mai avvertita prima
d'ora. Quindi entrò dentro di lui e
iniziò a muoversi con sensualità.
Ormai lo teneva in pugno.
"Cos'hai da dire? Sei in trappola
vero?".
"Si...lo so...però è bellissimo...".
"Lo immaginavo piccolo...".
"Ti prego mamma...continua...".
All'improvviso si fermò. Era
evidente che suo figlio stava per
venire. Doveva sbrigarsi prima che
fosse troppo tardi.
"Amore mi arrendo. Ti concedo la
vittoria ben volentieri. Volevo
farti vivere un'esperienza
indimenticabile. Adesso possiamo
pure continuare. Rilassati faccio
tutto io tu non preoccuparti di
niente. Anche perché hai vinto e
devi ricevere il meritato premio".
Vincenzo piangeva per l'emozione.
Non si aspettava da sua madre un
regalo del genere. Soprattutto
ripensando alle donne protagoniste
nei vari racconti letti su internet,
dove pur vedendo i figli in evidente
difficoltà pensavano esclusivamente
a loro stesse e godevano nel vederli
umiliati. Certamente era tutta
finzione ma temeva potesse
tramutarsi in realtà. Si sentiva
sollevato nel vedere che la sua
mamma era completamente diversa. Lei
sembrava leggere nella mente.
"Sinceramente non ho idea se quel
tipo di madre possa esistere
veramente ma io non sono così. Anzi,
penso che una donna del genere
sarebbe una pessima madre perché chi
vuole veramente bene al proprio
figlio non si comporterebbe in quel
modo. Quando ti ho tenuto bloccato e
hai iniziato a piangere mi si è
spezzato il cuore. Ho dovuto
lasciarti andare immediatamente. E
sono felice di aver perso contro il
mio bambino. Naturalmente non
pretendo la rivincita. Va bene così
tesoro".
Nel mentre continuava a stimolare
l'erezione di Vincenzo. Ormai era
sul punto di venire. Un fiume di
sborra innaffiò entrambi. Ridevano
contenti.
"Grazie mamma. È ovvio che mi hai
fatto vincere ma ho apprezzato
veramente. Nemmeno io credo sia il
caso di rifarlo. Anche se è solo per
divertirci tu hai una natura
competitiva ma io sono diverso.
Ormai l'avrai capito. Anche se
ammetto che quando hai puntato tutto
sul sessuale non stavo capendo più
nulla...non pensavo proprio
l'avresti fatto...".
Ornella sorrideva e lo baciava
ancora.
"Ci sono tante cose della tua
mammina che non conosci. Comunque in
caso vogliamo riprovare per me non è
un problema lasciarti vincere, stai
pure tranquillo...".
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