Un magnifico regalo

di
genere
incesti

Vincenzo provava a rilassarsi.

Diciotto anni, era sempre stato un

ragazzo sensibile. Ancora non si

capacitava su come tutto fosse

iniziato. Ma non era quello che

voleva. Come capitava spesso gli

altri avevano completamente

frainteso le sue reali intenzioni.

La cosa che più lo affliggeva era

che stavolta riguardava la madre e

non riusciva ad uscirne. Nonostante

tutto i due avevano uno splendido

rapporto. Tutto era iniziato due

settimane prima. Aveva preso

l'abitudine di leggere su internet

racconti a sfondo erotico. La sua

era una semplice curiosità. Lo

avevano intrigato soprattutto i

racconti in cui un uomo lottava

contro una donna senza esclusione di

colpi e a volte capitava che i due

finivano per fare sesso. In quel

caso chi veniva per primo perdeva.

Solitamente l'uomo. Tuttavia questi

racconti tendevano a usare estrema

violenza. La donna ad esempio mirava

puntualmente i testicoli dell'uomo,

così come lui la colpiva ai seni.

Pur non essendo un esperto sapeva

benissimo che nella realtà erano

colpi proibiti ma ne rimaneva

scosso. Comunque in aggiunta tendeva

a cercare le immagini delle donne

wrestler più sexy. Era soltanto un

passatempo. Non intendeva

assolutamente provare, anche perché

nello sport risultava da sempre

piuttosto impacciato. Fisicamente si

presentava bene: un metro e ottanta,

longilineo.

"Tesoro è pronta la cena, vieni a

mangiare".

"Certo mamma arrivo subito".

"Com'è andata la giornata?"

domandava la madre.

"Bene mamma. La tua invece?".

"Non posso lamentarmi caro".

Si chiamava Ornella e aveva

trentasette anni. Vincenzo era nato

da un rapporto con il fidanzato di

allora e si erano lasciati poco

dopo. Lo aveva cresciuto

praticamente da sola, con ottimi

risultati. Il ragazzo era

intelligente e studioso. La giovane

mamma amava mantenersi in forma ed

era un'amante del fitness. Alta un

metro e settanta, atletica, mora con

gli occhi verdi, in quel periodo non

frequentava nessuno e preferiva

dedicarsi al figlio.

"Sai, in palestra stanno

organizzando un evento. All'inizio

si opterà per una serie di esercizi

ginnici con lo scopo di stimolare la

fantasia del pubblico, poi vogliono

fare qualcosa di spettacolare. Al

momento qualche idea, ma niente di

stimolante. Bisogna sbrigarsi

perché non manca molto. Tuttavia

avrei in mente qualcosa che potrebbe

piacere. In settimana ne parlo ai

responsabili".

"Capisco" rispondeva semplicemente

Vincenzo.

Non ne era rimasto particolarmente

colpito. Dopo cena andò in camera

sua. Cercava qualche altro racconto

erotico che poteva interessare.

Ultimamente ne aveva trovati di

cruenti e solitamente smetteva di

leggere nemmeno a metà. Qualche sera

dopo la madre era tornata dalla

palestra.

"Ciao caro! Sarai affamato! Ora

preparo la cena, così ti aggiorno

sull'evento di cui abbiamo parlato".

Vincenzo annuiva, ignaro di cosa lo

attendeva. Dopo mangiato si

accomodarono sul divano a guardare

la televisione. Ornella sorrise.

"Ci sarà un incontro di lotta libera

molto speciale...".

"In che senso?".

"Ecco di cosa si tratta. Si

sfideranno un uomo e una donna in un

match senza regole. Tutto sarà

permesso, anche torcere il pene, con

i testicoli e i seni. Ovviamente non

bisogna fare male con il rischio di


procurare danni permanenti. Ci sarà

un unico round da trenta minuti. La

particolarità è che verrà aggiunto

del sano erotismo. Potrebbe accadere

che i due facciano sesso e il primo

a venire sarà dichiarato sconfitto.

Ovvio può capitare che ci si arrende

durante l'incontro. Certo è davvero

fantasioso ma che te ne sembra? Ti

piace tesoro?".

Vincenzo rimase senza parole. I

racconti che lui leggeva! Una

coincidenza?

"Scusa mamma, come ti è venuta in

mente un'idea del genere?

Francamente sono sorpreso...".

La donna sorrise maliziosamente.

"È stato grazie a te figliolo...".

"Cosa vuol dire?" domandava

mantenendosi sulla difensiva.

"È molto semplice. Ho scoperto che

leggi racconti a sfondo erotico e

non solo. Inoltre molto spesso viene

menzionata la battaglia dei sessi,

dove i due finiscono per fare

l'amore. La cosa mi ha intrigata e

ho deciso di riportarlo nella

realtà. In palestra erano

entusiasti. Tutto sarà concesso.

Proprio come riportato nei racconti.

Certamente nessuno dovrà farsi

male...".

"Avete già individuato i due

lottatori?".

"Certamente...saremo noi due...la

palestra fornirà l'abbigliamento".

Vincenzo rimase a bocca aperta.

Doveva lottare contro sua madre come

nei racconti pubblicati su internet!

Provò subito a controbattere.

"Ma perché hai pensato proprio a

me?".

Ornella rideva maliziosamente.

"Dai che ci divertiremo...o hai

paura che ti prenda a calci nel

sedere? In effetti mi mantengo in

forma e sono intenzionata a vincere!

Verrai umiliato davanti a tutti...".

Vincenzo non rispondeva. A quel

punto la madre lo abbracciò.

"Non fare quella faccia. È solo un

gioco". Lui annuiva ma si sentiva

triste. La verità era che non voleva

partecipare. Nei racconti aveva

letto di madri prive d'esperienza

sfidare i propri figli nella lotta

libera. Con tutto che i ragazzi

praticavano da tempo, molto spesso

venivano sconfitti sonoramente. Ora

sapeva benissimo che era soltanto

fantasia, mentre la realtà

funzionava in modo completamente

diverso. Però lei si manteneva in

splendida forma e non avrebbe avuto

problemi a resistere trenta minuti,

al contrario di lui. Subito un

pensiero si faceva strada nella sua

mente: la sua mamma che lo

sovrastava, fino a farlo venire con

un pompino. Al sesso non osava

pensarci. In ogni caso sarebbe stato

terribile. Perdere malamente e

sentire le bonarie prese in giro di

tutta la palestra. Al tempo stesso

non voleva deluderla, visto quanto

la donna ci teneva all'evento. E i

giorni passavano. La cosa più triste

era che da allora Vincenzo tendeva a

evitare qualunque contatto. Quando

la madre gli parlava rispondeva a

monosillabi mentre prima passava

interi pomeriggi a chiacchierare con

lei. Anche dopo cena andava spedito

in camera sua invece di guardare

insieme la televisione. Ornella

aveva intuito che nel figlio

qualcosa non andava, così una sera

decise di chiarire una volta per

tutte. Lui stava per alzarsi, quando

fu bloccato.

"Tesoro che c'è? Ultimamente ti vedo

strano. Avanti...sputa il rospo!".

Il ragazzo non sapeva come uscirne.

Alla fine decise di dire la verità.

"Mamma non voglio fare l'incontro.

Se perdo ne esco umiliato per essere

stato battuto da mia madre. E

comunque se ci fosse un'altra

persona al tuo posto sarebbe lo

stesso. Mi piaceva leggere quei

racconti ma hai equivocato. Questo

non significa che volessi provare,

al contrario! Forse non capisci ma

mi sono sempre considerato l'anello

debole della famiglia...".

Smise di parlare. Una lacrima gli

bagnò il viso. Ornella lo abbracciò

forte.

"Scusa tesoro, non avevo capito che

la cosa ti metteva così a disagio.

Non sei l'anello debole. Comunque

stai tranquillo, domani vado in

palestra e annullo il nostro match.

Troveranno un altro intrattenimento.

Tu sei più importante".

Rimasero a parlare come ai vecchi

tempi. Finalmente Vincenzo si era

tolto quel peso dallo stomaco.

L'evento fu particolarmente seguito.

Sia Vincenzo che la madre avevano

assistito come ospiti. Il match di

lotta libera era stato realizzato lo

stesso, tuttavia avevano gareggiato

due ragazzi in uno sparring

tradizionale.

"Certo è un peccato che vi siete

tirati indietro. Sarebbe stato

divertente assistere a un incontro

con sfondo sessuale tra madre e

figlio..." diceva divertito il

proprietario della palestra.

"Lo so ma poi ci abbiamo riflettuto

e abbiamo capito che non era il

caso" rispondeva tranquillamente

Ornella.

Tornati a casa la mamma abbracciò

suo figlio. Sapeva quanto i giorni

precedenti per lui erano stati duri.

"Senti tesoro" disse a un certo punto "Se facessimo adesso un

simpatico sparring qui in casa? Solo

io e te?".

Vincenzo fece subito la faccia

scura.

"Preferisco di no. Vorrei andare in

camera mia".

"Aspetta amore...non sentirti

umiliato se perdi. È solo per

divertirci...nessuno uscirà davvero

sconfitto. Se vedo che proprio non

ce la fai ci fermiamo e non avrà

vinto nessuno. Promesso. Comunque

potresti anche vincere tu. Cosa ne

possiamo sapere? Ti piacerà fidati".

"Però non voglio essere colpito alle

parti basse né che mi tiri i

capelli. Io naturalmente non colpirò

le parti intime e il seno. E niente

colpi al viso".

"D'accordo".

"Va bene mamma proviamo".

Ornella lo prese per mano e lo

condusse nella sua camera. Salirono

sul letto. Era rimasta in mutandine

e reggiseno, mentre suo figlio in

box. Lui la guardava estasiato. Non

poteva che ammirarne la sensualità.

Lei rideva divertita.

"Niente male eh?".

"Beh...stai benissimo...".

"Grazie tesoro. E stai tranquillo.

Allora sei pronto? Possiamo

cominciare?".



"Ehm...si mamma".

Madre e figlio si inginocchiarono,

mettendosi in posizione di attacco.

Iniziarono l'incontro. Si spingevano

a vicenda, quindi Ornella strinse

con le gambe la vita i suo figlio,

facendolo rotolare sul letto. Il

ragazzo iniziava già a sudare

freddo. La donna dimostrava una

certa agilità, a differenza di

Vincenzo, più lento nei movimenti.

Cercava di liberarsi inutilmente. I

suoi occhi la imploravano. "Adesso

vieni tra le cosce della tua dolce

mammina tesoro" fece sarcastica.

Si trovò così intrappolato

all'altezza del collo e della testa.

La donna lo fece atterrare,

stringendo sempre più. Quindi con un

gesto fulmineo gli sfilò i boxer.

"Guarda un po'...che ne dici?".

Così dicendo li gettò a terra. Il

figlio si sentiva umiliato. Le

lacrime iniziavano a rigare il suo

viso. All'improvviso la madre

rallentò la presa. Vincenzo vide un

varco insperato e facendo leva con

le braccia riuscì a liberarsi da


quella morsa.

"Bravissimo figlio mio! Ti sei

liberato! Devo fare maggiore

attenzione".

Passò al contrattacco. Riuscì a

bloccarla al punto vta e la gettò a

terra. Si trovava sopra sua madre e

le sfilò prima il reggiseno, poi le

mutandine.

"Siamo pari" faceva mentre li

gettava via.

Adesso erano entrambi nudi. La

guardava in tutto il suo splendore.

Ornella però iniziò a baciarlo sulle

labbra, muovendo eroticamente la

lingua. Il ragazzo vinto

dall'emozione si bloccò. Ancora una

volta con le gambe lo cinse nei

fianchi. Contemporaneamente lo

toccava sensualmente nei testicoli.

Fu così che si liberò dalla sua

presa, però non si staccava da lui.

Il cazzo di suo figlio diventava

duro come la roccia. Sapeva che così

sarebbe esploso e la madre l'avrebbe

battuto utilizzando l'astuzia ma era

una sensazione mai avvertita prima

d'ora. Quindi entrò dentro di lui e

iniziò a muoversi con sensualità.

Ormai lo teneva in pugno.

"Cos'hai da dire? Sei in trappola

vero?".

"Si...lo so...però è bellissimo...".

"Lo immaginavo piccolo...".

"Ti prego mamma...continua...".

All'improvviso si fermò. Era

evidente che suo figlio stava per

venire. Doveva sbrigarsi prima che

fosse troppo tardi.

"Amore mi arrendo. Ti concedo la

vittoria ben volentieri. Volevo

farti vivere un'esperienza

indimenticabile. Adesso possiamo

pure continuare. Rilassati faccio

tutto io tu non preoccuparti di

niente. Anche perché hai vinto e

devi ricevere il meritato premio".

Vincenzo piangeva per l'emozione.

Non si aspettava da sua madre un

regalo del genere. Soprattutto

ripensando alle donne protagoniste

nei vari racconti letti su internet,

dove pur vedendo i figli in evidente

difficoltà pensavano esclusivamente

a loro stesse e godevano nel vederli

umiliati. Certamente era tutta

finzione ma temeva potesse

tramutarsi in realtà. Si sentiva

sollevato nel vedere che la sua

mamma era completamente diversa. Lei

sembrava leggere nella mente.

"Sinceramente non ho idea se quel

tipo di madre possa esistere

veramente ma io non sono così. Anzi,

penso che una donna del genere

sarebbe una pessima madre perché chi

vuole veramente bene al proprio

figlio non si comporterebbe in quel

modo. Quando ti ho tenuto bloccato e

hai iniziato a piangere mi si è

spezzato il cuore. Ho dovuto

lasciarti andare immediatamente. E

sono felice di aver perso contro il

mio bambino. Naturalmente non

pretendo la rivincita. Va bene così

tesoro".

Nel mentre continuava a stimolare

l'erezione di Vincenzo. Ormai era

sul punto di venire. Un fiume di

sborra innaffiò entrambi. Ridevano

contenti.

"Grazie mamma. È ovvio che mi hai

fatto vincere ma ho apprezzato

veramente. Nemmeno io credo sia il

caso di rifarlo. Anche se è solo per

divertirci tu hai una natura

competitiva ma io sono diverso.

Ormai l'avrai capito. Anche se

ammetto che quando hai puntato tutto

sul sessuale non stavo capendo più

nulla...non pensavo proprio

l'avresti fatto...".

Ornella sorrideva e lo baciava

ancora.

"Ci sono tante cose della tua

mammina che non conosci. Comunque in

caso vogliamo riprovare per me non è

un problema lasciarti vincere, stai

pure tranquillo...".
scritto il
2026-04-05
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