Ancora il giubileo
di
Messalina
genere
corna
Era ormai finita l'omelia del papa,la gente rimase li aspettando l'angelus. Enzo entusiasta si rivolge a me« Amore hai sentito il papa? Sentito quando diceva di spalancare le porte? Quel passaggio è stato bellissimo vero? Di là verità non ti sei eccitata?»risposi «certo amore e stato bellissimo, non puoi sapere quanto in quel momento ,ero eccitata». Nando interruppue dicendo che per il resto della mattinata il papa non ci sarebbe stato,quindi potevamo pure andare in qualche ristorante a mangiare , conosceva un posticino assai carino. la proposta come si suol dire a pieni voti In effetti avevo un po' di fame,la chiavata con lo,sconosciuto ,mi aveva portato via un sacco di energie, non fosse altro che per le posizioni scomode che sostenni. Ci portò in un agriturismo da lui molto frequentato, ci venne incontro il proprietario « Enzo sei proprio tu?» disse esterrefatto « quanto tempo è passato» si abbracciarlo e non curanti di noi altri pa1rlavano a braccetto per i fatti loro. Nando allora mi prese sottobraccio e mi porto in giro a vedere gli animali,ma anche i campi seminati. Arrivammo al recinto dei cavalli, una giumenta era pronta per la monta,lo stallone stava arrivando. E noto a tutti che lo stallone quanto monta ha bisogno di essere indirizzato nella maggior parte dei casi. Chiesi allo stalliere se potessi quidare io lo stallone.
Mi spiego come fare e si mise a guardare. Presi quel cazzo in mano che si fece enorme, lo avrei voluto leccare lo stalliere ,e lo impedì se lo riprese e lo guido lui . Nando mi stava dietro gli dissi «inculami» ,non finii nemmeno di parlare che già c'è lo avevo in culo cazzo lo,stallone si chiavava la giumenta mentre Nando mi inculava forte. Mi sentivo una porca una scrofa da chiavare.peccato fu una cosa lampomentremil cavallo sborravo la giumenta ,Nando mi sborravo il culo. Mi sarei fatta chiavare dallo stalliere se non doveva riportare lo stallone nel suo gabbiotto.
Ci vennero incontro Enzo e Mario, il proprietario,. Ci presentammo e comincio ad elencarmi le monellerie che faceva con Enzo da adolescenti. Disse che tra loro tre il più timido era Nando, mentre Enzo era il più spigliato. Si sedette e mangio insieme a noi , naturalmente offri lui finanche il liquore faceva lui limoncello fragolina, bananino. E poi grappa . Volli assaggiare il fragolina era buonissimo. Si fece tardi volle ospedale ospitarci per la notte andarono abortire tutti io volli sterrbancora seduta fuori. Mentre mi dondolo sull'altalena, i venne voglia di farmi un ditale. Ero sola ,mi alzai a gonna fin quasi alla,cintura mi misi a giocare col clitoride. La luna era alta nel cielo ,un Farò se,brava puntare la,mi fessa il resto del corpo pareva fosse in penombra. Giocavo così quando alzando lo sguardo vidi Mario sotto l'uscio che fissava l'unica parte visibile del mio corpo,la fessa.quardandolo cominciai a sditalinarmi . G.i occhimfissimsumdimluiminmsegnomdi sfida e la mano che si ,uoveva nella fessa. Lo,guardai voluttuosa ,non resistette« Troia ti sfondo» disse e mi corse incontro . Non mi mossi , continuI il ditale lui con violenza quasi ,i sposto la,mano, e mise la sua lingua. Fu una sorpresa quella lingua così dura . Poi gli dissi di chiavarmi subito. Scesi dall'allenamento e mi sistemaimsu un divanetto volle prendermi alla missionaria . Non ci st
Etti molto in quella posizione mi girai , mi misi a pecora e non mi accorsi che stava arrivando Enzo. Venne davanti melo mise in bocca mentre Mario mi chiavava la fessa . «E il fessa dovrei essere io» gridò Nando avvicinandosi «accomodati» Gli dissi. Il cerchio si chiuse buchi vuoti non ne avevo più . Chiavammo a lungo quella notte mi presero in tutti i modi scambiavano di posto io ero il loro giocattolo dicevano ma non capirono chi dirigeva,i giochi . Ogni volta che uno,di loro stava per venire lo bloccavo, gli ritardavo l'eiaculazione . Poi stanca di giocare venni squirtando e subito dopo feci venire loro.
Andarono a dormire io volli restare sull'altalena poco,dopo,ricominciai il ditale che avevo interrotto. Fra me e me dissi evviva il giubileo
Mi spiego come fare e si mise a guardare. Presi quel cazzo in mano che si fece enorme, lo avrei voluto leccare lo stalliere ,e lo impedì se lo riprese e lo guido lui . Nando mi stava dietro gli dissi «inculami» ,non finii nemmeno di parlare che già c'è lo avevo in culo cazzo lo,stallone si chiavava la giumenta mentre Nando mi inculava forte. Mi sentivo una porca una scrofa da chiavare.peccato fu una cosa lampomentremil cavallo sborravo la giumenta ,Nando mi sborravo il culo. Mi sarei fatta chiavare dallo stalliere se non doveva riportare lo stallone nel suo gabbiotto.
Ci vennero incontro Enzo e Mario, il proprietario,. Ci presentammo e comincio ad elencarmi le monellerie che faceva con Enzo da adolescenti. Disse che tra loro tre il più timido era Nando, mentre Enzo era il più spigliato. Si sedette e mangio insieme a noi , naturalmente offri lui finanche il liquore faceva lui limoncello fragolina, bananino. E poi grappa . Volli assaggiare il fragolina era buonissimo. Si fece tardi volle ospedale ospitarci per la notte andarono abortire tutti io volli sterrbancora seduta fuori. Mentre mi dondolo sull'altalena, i venne voglia di farmi un ditale. Ero sola ,mi alzai a gonna fin quasi alla,cintura mi misi a giocare col clitoride. La luna era alta nel cielo ,un Farò se,brava puntare la,mi fessa il resto del corpo pareva fosse in penombra. Giocavo così quando alzando lo sguardo vidi Mario sotto l'uscio che fissava l'unica parte visibile del mio corpo,la fessa.quardandolo cominciai a sditalinarmi . G.i occhimfissimsumdimluiminmsegnomdi sfida e la mano che si ,uoveva nella fessa. Lo,guardai voluttuosa ,non resistette« Troia ti sfondo» disse e mi corse incontro . Non mi mossi , continuI il ditale lui con violenza quasi ,i sposto la,mano, e mise la sua lingua. Fu una sorpresa quella lingua così dura . Poi gli dissi di chiavarmi subito. Scesi dall'allenamento e mi sistemaimsu un divanetto volle prendermi alla missionaria . Non ci st
Etti molto in quella posizione mi girai , mi misi a pecora e non mi accorsi che stava arrivando Enzo. Venne davanti melo mise in bocca mentre Mario mi chiavava la fessa . «E il fessa dovrei essere io» gridò Nando avvicinandosi «accomodati» Gli dissi. Il cerchio si chiuse buchi vuoti non ne avevo più . Chiavammo a lungo quella notte mi presero in tutti i modi scambiavano di posto io ero il loro giocattolo dicevano ma non capirono chi dirigeva,i giochi . Ogni volta che uno,di loro stava per venire lo bloccavo, gli ritardavo l'eiaculazione . Poi stanca di giocare venni squirtando e subito dopo feci venire loro.
Andarono a dormire io volli restare sull'altalena poco,dopo,ricominciai il ditale che avevo interrotto. Fra me e me dissi evviva il giubileo
6
voti
voti
valutazione
8.5
8.5
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Il giubileo
Commenti dei lettori al racconto erotico