Il ritorno
di
Messalina
genere
corna
Dopo,quella fantastica cavalcata radunai,Enzo e Nando e tornammo a casa. Mi feci una doccia, ne avevo bisogno , puzzavo ancora di sborra. Dopo li raggiunsi a tavola, Nando aveva preparato una spaghettata. A tavola mi chiesero se ero soddisfatta dal giubileo, e che impressione mi ha lasciato. E che dovevo dire? « ragazzi è stato tutto molto bello,le,parole del papa mi hanno colpita molto. Che vi devo dire, adesso mi sento più aperta, più disponibile». Si guardarono in faccia e scoppiarono a ridere. La sera Nando ci accompagnò alla stazione, voleva portarci fino a Napoli ,non volli. Mi affascinava viaggiare in treno , magari avrei ricevuto lo stesso trattamento dell'andata. Trovammo posto in prima classe. Non trovammo l'eurostar unica linea veloce di allora,quindi si prevedeva un viaggio intorno alle tre ore. Ci accomodato nei posti assegnati, eravamo in anticipo di quasi venti minuti. Man mano lo la,carrozza si riempì, uno scompartimento si riempi di suore , una trovò posto nel nostro. Quando partimmo eravamo in quattro ,io mio marito, la suora, e una signora anziana. La signora scese dopo venti minuti, non so dove eravamo ,era una fermata in aperta campagna. Poco distante si vedevano le luci di un paesino abbarbicato su una collinetta, probabilmente la signora si diresse li. Mio marito andò nella carrozza fumatori, rimanemmo io e la suora, che era molto agitata.
Guardavo fuori dal finestrino,ero,attratta da quel buio, interrotto in lontananza da luci elettriche di strade ,e poi di case. Paesini illuminati in lontananza sembravano piccoli presepi. Guardando ogni tanto la suorina sembrava a volte la Madonna altre,volte la Veronica oppure Marta ed a volte Maria Maddalena. Immersa in questi pensieri non mi accorsi che s'era seduta accanto e con voce suadente, quasi rotta dall'emozione, o forse eccitazione« Signorina lei è il diavolo in persona, quando l'ho vista nei bagni, mi ha turbata ,son dovuta scappare via ,per non cadere ai suoi piedi.» Si sedette accanto e comincio a carezzarmi le gambe ,in principio non ci feci caso, tanto ero assorta nella mia immaginazione, ma quando la sua mano arrivò all'inguine ,un brivido caldo mi fece tornare alla realta.Ancora semifrastornata mi girai ,e la baciai. Le nostre lingue si intrecciarono, in quel momento un fulmine squarcio il cielo, poi un forte boato, un tuono fragoroso fece quasi vacillare,il treno. Imboccammo una galleria mentre le mie mani la spogliavano dei veli. Non era pratica ma imparava in fretta in men che non si dica usava lingua e dita come fosse esperta
da,vent'anni ci succhiamo,all'unisono in un sessantanove
Duntratto al buoio di una galleria sentii «toglilo toglilo mi fai
male, no no non toglierlo comincia a piacermi » Fini la galleria, anche se fioca un po di luce tornò . Intravidi mio marito che se la stava inculando. Hai capito la suorina pensai io. Godemmo un'altro po insieme poi dovettimo smettere datosi l'approssimarsi della sua fermata . Lei si ricompose si fece il segno della croce, e andò via. Il viaggio proseguì, presso Caserta arrivo il controllore mio marito stava nella carrozza fumatori. Gli,spiegai che i biglietti, li aveva lui,ma non sembrava molto interessato ai biglietti, guardava le mie gambe con voluttuosita. Non rra un bell'uomo aveva anche un po di pancia ma il suo,sguardo fisso tra le gambe mi fece trasalire. Mi avvicinai e con la mano gli cinsi il cazzo, a riposo già era grande. Lo cacciai dai,pantantaloni e presi a crucciare, non ci volle molto a farlo diventare duro. Mi prese a pecocorinachiavandomi la fessa,lo sentivo possente e maestoso dentro di me. Godevo tanto, gli,squirtaimsul cazzo, dopo,un po venne anche lui. Glielo pulii con la lingua e continuai,a crucciare . Con mia meraviglia, data l'età, ritorno subito duro e pronto. «Mettimelo in culo »dissi, obbedì , me lo schiaffò dentro. Una botta violenta, forse più del dovuto, mi fece sobbalzare, poi piano piano comincio a chiavarmi. Aumento il ritmo fino a diventare velocissimo. Venne infine e stavolta tutto in culo. Si ricompose andò via, arrivò mio marito che mi guardò in modo interrogativo vedendomi sfatta su quei sedili del treno. Gli,dissi che faceva caldo. Do
O tre minuti arrivammo in stazione. Chissà se avrei ripreso più il treno
Guardavo fuori dal finestrino,ero,attratta da quel buio, interrotto in lontananza da luci elettriche di strade ,e poi di case. Paesini illuminati in lontananza sembravano piccoli presepi. Guardando ogni tanto la suorina sembrava a volte la Madonna altre,volte la Veronica oppure Marta ed a volte Maria Maddalena. Immersa in questi pensieri non mi accorsi che s'era seduta accanto e con voce suadente, quasi rotta dall'emozione, o forse eccitazione« Signorina lei è il diavolo in persona, quando l'ho vista nei bagni, mi ha turbata ,son dovuta scappare via ,per non cadere ai suoi piedi.» Si sedette accanto e comincio a carezzarmi le gambe ,in principio non ci feci caso, tanto ero assorta nella mia immaginazione, ma quando la sua mano arrivò all'inguine ,un brivido caldo mi fece tornare alla realta.Ancora semifrastornata mi girai ,e la baciai. Le nostre lingue si intrecciarono, in quel momento un fulmine squarcio il cielo, poi un forte boato, un tuono fragoroso fece quasi vacillare,il treno. Imboccammo una galleria mentre le mie mani la spogliavano dei veli. Non era pratica ma imparava in fretta in men che non si dica usava lingua e dita come fosse esperta
da,vent'anni ci succhiamo,all'unisono in un sessantanove
Duntratto al buoio di una galleria sentii «toglilo toglilo mi fai
male, no no non toglierlo comincia a piacermi » Fini la galleria, anche se fioca un po di luce tornò . Intravidi mio marito che se la stava inculando. Hai capito la suorina pensai io. Godemmo un'altro po insieme poi dovettimo smettere datosi l'approssimarsi della sua fermata . Lei si ricompose si fece il segno della croce, e andò via. Il viaggio proseguì, presso Caserta arrivo il controllore mio marito stava nella carrozza fumatori. Gli,spiegai che i biglietti, li aveva lui,ma non sembrava molto interessato ai biglietti, guardava le mie gambe con voluttuosita. Non rra un bell'uomo aveva anche un po di pancia ma il suo,sguardo fisso tra le gambe mi fece trasalire. Mi avvicinai e con la mano gli cinsi il cazzo, a riposo già era grande. Lo cacciai dai,pantantaloni e presi a crucciare, non ci volle molto a farlo diventare duro. Mi prese a pecocorinachiavandomi la fessa,lo sentivo possente e maestoso dentro di me. Godevo tanto, gli,squirtaimsul cazzo, dopo,un po venne anche lui. Glielo pulii con la lingua e continuai,a crucciare . Con mia meraviglia, data l'età, ritorno subito duro e pronto. «Mettimelo in culo »dissi, obbedì , me lo schiaffò dentro. Una botta violenta, forse più del dovuto, mi fece sobbalzare, poi piano piano comincio a chiavarmi. Aumento il ritmo fino a diventare velocissimo. Venne infine e stavolta tutto in culo. Si ricompose andò via, arrivò mio marito che mi guardò in modo interrogativo vedendomi sfatta su quei sedili del treno. Gli,dissi che faceva caldo. Do
O tre minuti arrivammo in stazione. Chissà se avrei ripreso più il treno
1
voti
voti
valutazione
10
10
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Giubileo atto finale
Commenti dei lettori al racconto erotico