Verso Barcellona

di
genere
confessioni

Era di mercoledì mattina, ritormai a casa tutta emozionata. Quel giorno Enzo stava in smartworking,euforica mi presento a lui«Ho il biglietto » dissi e fila in soggiorno. Non disse niente continuo il suo lavoro. Due ore dopo , seduti a tavola per il pranzo,chiese del biglietto. « il Napoli affronta il Barcellona sarà un amichevole per suggellare il,gemellaggio,si giocherà al camp non ed il ricavato va in beneficenza. Il circolo del quale sono la presidente onoraria mi ha riservato un biglietto , che bello andrò al campo non.» Enzo non parlo abbassò gli occhi sul tavolo e penso a lungo
« L'ultima volta c'è sei andata con loro hai fatto cose folli,non voglio che mia moglie venga additata,come puttana o peggio ancora come ninfomane ,se proprio ci tieni ti accompagnerò io anzi, faremo una crociera facendo combaciare il giorno della partita con l'escursione, ho amicizie nelle compagnie e qualcosa troveremo.» Volevo ribattere ma l'espressione del suo,viso mi fece desistere,decisi che gli avrei parlato in un altro momento.
Quella sera passai per il circolo per comunicare al presidente la decisione di mio marito e quindi ritirare il biglietto mio personale. Comincio a dire che il biglietto era collettivo ,non sapeva se si poteva fare, bisognava trovare un accordo , e nel frattempo mi accarezzava l'interno coscia. Lo fermai gli dissi « ok mi faccio chiavare poi me lo dai il biglietto.? »
[ ] Senza rispondere prende dalla cassetto il mio biglietto e lo mise in borsa poi disse « guadagnatelo» e cacciò il cazzo fuori. Era moscio lo presi con una mano e cominciai a aleccarlo rispose subito alle sollecitudine, xomincio ad essere sempre più duro mentre iolo lavoravo con la bocca e con la lingua. Sotto i miei colpi di bocca e di lingua divenne duro come il marmo e fu allora che decisi di impararmi. Lo distesi schiena sul tavolo gli montai sopra e, cominciai uno smorzcandela da favola, proprio come piaceva a me. Un su e giù prima lento ,poi veloce poi di nuovo e ancora veloce. Lui non ci stette, mi scalzo dal cazzo, mi fece scendere e piegare con il seno sulla scrivania e culo,all'aria. Mi prese,in quel modo mentre io mi sgrillettata non ci volle molto venimmo tutteddue. Credevo fosse fini ta , mi,disse « dove vai,troia mi devi dare il secondo canale». Non ci mise molto a ritornare duro , non appena pronto mi infilzo il culo. Cominciai ad ululare come una cagna mi piaceva da matti come mi stava prendendo. Venne poi ancora abbondantemente.« Vattene troia col biglietto e la sborra ». Andai via sporca e impiastricciata menomale che abitavo a dieci metri.
[ ] Il giorno dopo ebbi il responso di mio marito , in quel periodo non c'erano navi per Barcellona. Poco male disse prenotava l'aereo. Io odio volare ,fare viaggio con il vuoto intorno mi aveva sempre spaventata. Rimase sorpeso quando io euforica dissi «va bene a me vicino al finestrino». Sapeva che io avevo paura ,che ero terrorizzata dagli aerei ,forse perché questo me lo propose, si aspettava una rinuncia.
[ ] Si prese una pausa a lavoro volle passare un po' di tempo con me . Quindi partimmo un giorno prima, volevamo visitare Barcellona, tutti parlavano della Sagrada famiglia , mi volle . All'aeroporto passammo il controllo elettronico, lui andò liscio, a me suonò l'allarme. Un poliziotto mi porto in una stanza vicina atta alle perquisizioni, già pregustavo le sue mani addosso, che mi fregavano dappertutto e cominciai a bagnarmi.sorpresa mi lascio lì disse che stava arrivando la persona prepostalui doveva tornare al suo posto. Mamma che delusione , sarebbe stato bello essere fregata da quel fusto. Si presento una donna in divisa disse si spogli facciamo prima. Dopo avermi visionata la bocca, arrivando finanche alla gola,passo al culetto prima un dito poi due dentro speravo ci mettesse il terzo non lo mise, cazzo un'altra delusione.
[ ] Quando poi mise la mano sulla fessa pensai che fosse giunta l'ora,allungai la testa e la baciai sul collo. Si turbo, lo percepiti chiaramente , comincio a balbettare incalzai e approfittando della bocca aperta le ficcai la lingua in bocca. Un attimo di stupore poi ricambiò, comincio a cercare la mia linguala intreccio in un bacio voluttuoso, ci leccammo a vicenda così constato che anche la fessa era libera a pulirla ci penso lei. Bevemmo i nostri succhi ci dissetammo. Appena in tempo mi diedero illasciapassare. Finalmente ci imbarcammo ,in fondo non era male almeno il cekin. Ci alzammo in volo Barcellona ci aspettava. Non trovammo turbolenze per la mia gioia e dopo poco più di due ore arrivammo a destinazione che sollievo mettere il piede sulla terraferma. Dopo i controlli di routine passaporti bagagli eccetera,uscimmo lasciammo l'aeroporto . Con un taxi raggiungemmo l'albergo facemmo la registrazione poi andammo in stanza mentre mi lava o Enzo scese per sgranchire le gambe e comprare delle sigarette. Già aveva quel maledetto vizio di fumare che mi dava ai nervi. Lui lo sapeva e non fu,avanti in mia presenza ne fumava in casa. Uscii dalla doccia bussano alla porta apro in accappatoio allacciato alla meglio. Un cameriere di colore in una divisa tutta bianca porto del prosecco ghiacciato come benvenuto della direzione nello spostarmi per farlo passare col carrello mi si sposto l'accappatoio . Non me ne accorsi, lui si. Infatti guardava il mio ciuffo rosso e sudava, sudava freddo. Lo guardai tra le gambe si vedeva la sua excitaazione , mi fece un po pena mi abbassa dissi eccoti la mancia. Gli feci un pompino fantastico ,almeno lo fu per me , quel cazzo cresceva a dismisura, era profumato di sapone e aveva un retrogusto di piscio, venne copiosamente, si rivestì e andò via . Ma prccima di andare disse « benvenuta a Barcellona signora».
Già Barcellona chissà quali segreti celava . Ero pronta a svelarli.


scritto il
2026-03-30
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