Giubileo atto finale

di
genere
corna

La notte passo in fretta, il canto del gallo mi svegliò. Mi ero appisolata sull'altalena, avevo ancora la mano sporca dei miei umori . Mi lavi alla fontanina dietro casa, quell'acqua fresca mi ridiede vigore.
La vita riprese in quell'agriturismo, gli animali si erano svegliati .
Passo veloce lo stalliere, curiosa gli andai dietro . Entrò nella stalla prede sgabello e secchio e munse la mucca, mentre il suo aiutante distribuiva il cibo alle varie specie. Restai affascinata di come mungeva il latte , quelle dita sapientemente.maneggiavano le zizze . Mi vedevo a quattro zampe e lui che armeggiare con i miei capezzoli . Senza volerlo mi toccai e, mugolai . Lui seduto me accorse, prese la mia mano, senza la portò sul cazzo e disse! « mungimi». La mia mano si mosse da sola, lo stavo masturbando . Poi attratta ds quel cazzo, mi chinai su esso r cominciai asucchiare.
Mentre succhiavo s novanta gradi , l'aiutante si piazzo dietro puntando il cazzo sulla fessa . « No ,lo voglio in culo» dissi spacciandomi per un momento e riprendendo poi a succhiare. Mi entrò in culo dolcemente piano piano, quasi indolore. Poi aumento il ritmo sempre più veloce, finché non mi sborrò dentro mentre l'altro mi sborrava in bocca.
Gli altri dormivano ancora, ne approfittai mi feci una doccia calda. Finalmente si svegliarono, fecero colazione, io no, ero sazia.
Ci prepariamo in fretta e andiamo . Nel salutarmi Mario mi abbracciò e mi accarezzava il culo. Non.me me sarei più andata come era bello quella mano in culo. Enzo mi trascino a forza im macchina « cammina troia non ne hai mai abbastanza ». In macchina regnò il silenzio fino a casa di Nando tutti zitti. Mi feci una doccia . Mi cambio d'abito, mi trucco sono pronta andiamo . Si danno una sistemata anche loro si cambiano d'abito, pronta per immergerci nella folla di San Pietro.
Oggi il papà riceve le Delegazioni di altre religioni la cosa non è che mi interessi tanto però stare tra la folla mi piace, struscio, toccatina, palpatina e chissà poi.
La delegazione ebraica fu la prima.
Non si capiva niente di ciò che si dicevano, ogni tanto il cronista commentava io lo stesso non capivo.
Mi trovavo tra un gruppo di neri, mio marito mi chiamava aveva fatto un po' di spazio accanto a lui. Fossi matta dove stavo ricevevo delle manate al culo che mi facevano girare la testa . Sembrava per loro una specie di gioco cominciato fugacemente involontariamente man mano aumentavano di intensità e durata visto che non mi spostavo e che sembravo partecipare. Ad ogni manata aumentava l'eccitazioe volevo essere toccata quindi presi una mano me la portai sulle zizze, un'altra la portai sulla fessa e cominciai a contorcermi dal piacere . Non potevamo restare li, le autorità non avrebbero gradito, avremmo acquistato più visibilità del papa . Mi feci seguire nei bagni , erano in quattro me ne trovai sei. Chiusi dentro cominciai col sbocchinarli uno alla volta , mi ritrovai con mani e cazzi dappertutto. Mi strusciavano il viso, il seno, l'addome ,il collo, la schiena, i glutei . Cazzi che entravano , cazzi che uscivano . Non ero mai stata tanto felice, mi beavo in mezzo a quei cazzi . Poi uno alla volta mi sborrarono sul corpo e andarono via io esausta restai per in po' a terra ricoperta di sborra e ripensando a ciò che avevo fatto cominciai un ditalino. In quel mentre entrò una suorina, mo guardò piena di sborra e con la mano in fica si fece il segno della croce e scappò via.
Finii il ditale mi pulii alla meglio andai ds Enzo e dissi «Amdiamo a casa il giubileo è finito».




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scritto il
2026-03-26
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