Viaggio di nozze: le amicizie
di
Messalina
genere
confessioni
Il mattino seguente approdammo a Barcellona, dovec'erano molte attrazioni il palazzo della musica la,rambla,casa Batlloò ,casa Mle due case costruite in tempi diversi dall'architetto Antonio Gaudì, fanno giochi di luce eccezzionali con i vetri colorati. Inoltre da visitare ci sarebbe pure la "Sagrata Famiglia." Proprio questa visitammo per prima ,e a dir la verità , a me non piacque ,perché piena di ponteggio dentro e fuori,. L'unica cosa bella allora era il gioco di colori ,risultato dai raggi di sole battenti sopra vetri colorati. Visitammo quindi la città , le due case, la rambla col suo mercato e, tanti artisti di strada. Molti borseggiatori cercavano di portafogli e borsellino tra giacche borsa e pantaloni. Avevo una piccola gonna di jeans con una tasca dietro che cadeva sulla natica. Non avevo nulla dentro ma cercavo di ,metterla in mostra in modo,che potevano perquisirla. Ogni volta,che un borseggiatori metteva la mano io sculettavo cercando di sentirla il più possibile.
In stato di eccitazione tornai alla nave , mi scontrai con una signora la quale correndo mi diede una spallata che mi scaraventò a terra. In quel momento leverei uccisa , ma poi mi porse la mano per aiutarmi ad alzare. Mentre la mano mi tirava su i nostri occhi si incrociarono. Forse fu un dardo scagliato,da Cupido oppure fu Eros il dio dell'amore,che si impadroni dei nostri corpi. La baciai in bocca , lei rispose appassionatamente . Mentre Afrodite restava a guardare ammirando i nostri corpi uniti in un groviglio d'amore , Saffo tesse le sue lodi , trasformate in versi d'amore . I nostri corpi si esaltavano al cospetto di una platea , uomini e donne ci guardavano chi approvava ma anche chi schifava.
Ci leccavamo a più non posso, mentre le dita facevano il loro percorso. Capezzoli e clito vennero lungamente spizzicati , mentre il buchetto veniva violato sapientemente.
Si fece un cerchio intorno a noi sembravamo lottatrici di.. arti marziali in un combattimento clandestino
Dopo che venimmo più volte finalmente sazie ci separammo. Avrei voluto sapere chi fosse , il suo nome , a chi appartenesse, se fosse singola o accompagnata . Al momento non mi fu dato sapere oltre ciò che era successo. Seppi poi in secondo momento e per altri argomenti chi fosse e che ruolo ricoprisse.
Andammo in cabina , mentre ci stavamo preparando lui sbottò«Potevi almeno evitare di dar spettacolo in pubblico»
L'aria era carica di eccitazione, le sue parole rimbombavano nella mente,un rumore vuoto, inutile, un rumore silenzioso ma assordante perché si portava dietro pensieri profondi ed incoffessate gelosie.
Il ristorante era quasi pieno ,quella sera.eravamo tutti affamati, Carlo e Livia videro che al tavolo eravamo soli ci proposero di unirci a loro, lo facemmo all'istante. I due erano la coppia della cabina accanto,alla nostra , con loro avevamo avuto più occasioni per scambiarci opinioni, ma fino ad allora non eravamo stati mai così tanto insieme. Si dimostrarono colti e divertenti, passammo una serata in allegria. Andammo a teatro ,ma quella sera diedero una tragedia molto pallosa, Amleto di Shakespeare era divertente messa a confronto con quella. A metà del primo atto andammo via di comune accordo. A bordo piscina c'era un'area riservata al ballo, dopo, vari balli di gruppo finalmente misero su musica rock. Non potei scatenarmi come volevo , non avevo il compagno adatto, ma mi divertitii ugualmente . Era ormai tardi decidemmo di bere l'ultimo whisky nella loro cabina. La cosa che mi,colpi quella,sera,era l'interesse di Enzo verso quella donna,semisconosciuta.
Vedevo il suo squardo seguire quel culo formosa, e lo sbirciare nella camicetta aperta di un bottone in più. Devo dire ad onor del vero che era davvero una cavalla,di razza,il suo fare,, le sue movenze invitavano gli uomini a fantasticare su di lei. Il marito non era granché, lo sarebbe stato alcuni anni prima ma,adesso con l'età si era un po' lasciato andare, eppure non erano tanto vecchio , lei quarantotto lui cinquantacinque. Nella loro cabina ci furono le prime avance.
Carlo propose ad Enzo in modo diretto di fare sesso con la moglie perché lei era attratta da lui. Enzo sulle prime rimase un po frastornato fui io a rompere il ghiaccio, senza dir nulla cominciai a baciarmi con Carlo . Livia allora sia volse letteralmente ad Enzo se lo baciò a lungo . Dopo i primi baci e carezze lo presi in bocca e cominciai a succhiare forte , Livia sembrava mi stesse copiando fece lo stesso con il mio Enzo.
Ad esser sincera mi rodeva vedere il mio uomo godere dei favori di un'altra donna . Per ripicca ci diedi dentro con Carlo gli cavalcai il cazzo ora un po forte ora più piano , dettavo il tempo a mio piacimento , mentre con le dita stuzzicarti clitoride. Lei dal canto suo si mise a pecora e si fece chiavare così . Io ed Enzo ci ritrovammo uno di fronte all'altra, ci fissavamo negli occhi sembrava un duello , una sfida in cui ognuno di noi voleva anticipare la mossa dell'altro. Andammo avanti per parecchio e ci baciamo anche io e lei ,memorabile il sessantanove tra noi donne mentre i maschietti ci rompevano il culo. Alla fine si mischiarono i nostri umori con la loro sborra , ed un po per uno bevemmo tutto. Era l'alba quando ci ritirammo nella nostra cabina , puzzavo di sborra che si sentiva ,si può dire, dalla terra ferma. Mi feci una doccia mi rilassai . Andai nel letto Enzo dormiva io pensavo a Carlo e Livia mi sparai un ditale . Prossima tappa Marsiglia.
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In stato di eccitazione tornai alla nave , mi scontrai con una signora la quale correndo mi diede una spallata che mi scaraventò a terra. In quel momento leverei uccisa , ma poi mi porse la mano per aiutarmi ad alzare. Mentre la mano mi tirava su i nostri occhi si incrociarono. Forse fu un dardo scagliato,da Cupido oppure fu Eros il dio dell'amore,che si impadroni dei nostri corpi. La baciai in bocca , lei rispose appassionatamente . Mentre Afrodite restava a guardare ammirando i nostri corpi uniti in un groviglio d'amore , Saffo tesse le sue lodi , trasformate in versi d'amore . I nostri corpi si esaltavano al cospetto di una platea , uomini e donne ci guardavano chi approvava ma anche chi schifava.
Ci leccavamo a più non posso, mentre le dita facevano il loro percorso. Capezzoli e clito vennero lungamente spizzicati , mentre il buchetto veniva violato sapientemente.
Si fece un cerchio intorno a noi sembravamo lottatrici di.. arti marziali in un combattimento clandestino
Dopo che venimmo più volte finalmente sazie ci separammo. Avrei voluto sapere chi fosse , il suo nome , a chi appartenesse, se fosse singola o accompagnata . Al momento non mi fu dato sapere oltre ciò che era successo. Seppi poi in secondo momento e per altri argomenti chi fosse e che ruolo ricoprisse.
Andammo in cabina , mentre ci stavamo preparando lui sbottò«Potevi almeno evitare di dar spettacolo in pubblico»
L'aria era carica di eccitazione, le sue parole rimbombavano nella mente,un rumore vuoto, inutile, un rumore silenzioso ma assordante perché si portava dietro pensieri profondi ed incoffessate gelosie.
Il ristorante era quasi pieno ,quella sera.eravamo tutti affamati, Carlo e Livia videro che al tavolo eravamo soli ci proposero di unirci a loro, lo facemmo all'istante. I due erano la coppia della cabina accanto,alla nostra , con loro avevamo avuto più occasioni per scambiarci opinioni, ma fino ad allora non eravamo stati mai così tanto insieme. Si dimostrarono colti e divertenti, passammo una serata in allegria. Andammo a teatro ,ma quella sera diedero una tragedia molto pallosa, Amleto di Shakespeare era divertente messa a confronto con quella. A metà del primo atto andammo via di comune accordo. A bordo piscina c'era un'area riservata al ballo, dopo, vari balli di gruppo finalmente misero su musica rock. Non potei scatenarmi come volevo , non avevo il compagno adatto, ma mi divertitii ugualmente . Era ormai tardi decidemmo di bere l'ultimo whisky nella loro cabina. La cosa che mi,colpi quella,sera,era l'interesse di Enzo verso quella donna,semisconosciuta.
Vedevo il suo squardo seguire quel culo formosa, e lo sbirciare nella camicetta aperta di un bottone in più. Devo dire ad onor del vero che era davvero una cavalla,di razza,il suo fare,, le sue movenze invitavano gli uomini a fantasticare su di lei. Il marito non era granché, lo sarebbe stato alcuni anni prima ma,adesso con l'età si era un po' lasciato andare, eppure non erano tanto vecchio , lei quarantotto lui cinquantacinque. Nella loro cabina ci furono le prime avance.
Carlo propose ad Enzo in modo diretto di fare sesso con la moglie perché lei era attratta da lui. Enzo sulle prime rimase un po frastornato fui io a rompere il ghiaccio, senza dir nulla cominciai a baciarmi con Carlo . Livia allora sia volse letteralmente ad Enzo se lo baciò a lungo . Dopo i primi baci e carezze lo presi in bocca e cominciai a succhiare forte , Livia sembrava mi stesse copiando fece lo stesso con il mio Enzo.
Ad esser sincera mi rodeva vedere il mio uomo godere dei favori di un'altra donna . Per ripicca ci diedi dentro con Carlo gli cavalcai il cazzo ora un po forte ora più piano , dettavo il tempo a mio piacimento , mentre con le dita stuzzicarti clitoride. Lei dal canto suo si mise a pecora e si fece chiavare così . Io ed Enzo ci ritrovammo uno di fronte all'altra, ci fissavamo negli occhi sembrava un duello , una sfida in cui ognuno di noi voleva anticipare la mossa dell'altro. Andammo avanti per parecchio e ci baciamo anche io e lei ,memorabile il sessantanove tra noi donne mentre i maschietti ci rompevano il culo. Alla fine si mischiarono i nostri umori con la loro sborra , ed un po per uno bevemmo tutto. Era l'alba quando ci ritirammo nella nostra cabina , puzzavo di sborra che si sentiva ,si può dire, dalla terra ferma. Mi feci una doccia mi rilassai . Andai nel letto Enzo dormiva io pensavo a Carlo e Livia mi sparai un ditale . Prossima tappa Marsiglia.
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