Viaggio di nozze :ischia 2
di
Messalina
genere
confessioni
Quella sera andammo in un lido giù Sant'Angelo, sulla spiaggia di Cetara. Su alcuni lidi si ballava proprio come tre anni prima . Ricordo all'ora andammo a ballare io e Carmine, pochi balli poi su una spiaggia libera. In riva al mare,mi inculò alla grande. Avemmo pure il pubblico con applausi finali.
Chissà stavolta come sarebbe andata. Certo con Enzo si era concordato una certa libertà, ma fargliela sott'occhio non mi pareva il caso. Enzo non sapeva ballare,veramente non gli piaceva, stette stette su un divanetto mentre io ballavo con i miei cugini. Mentre mi scatenavo nella pista ,vidi Enzo chiacchierare amabilmente con mia cugina. Quando buttavo,gIi occhi verso,di loro vedevo che i bicchieri si levavano in coro e poi dicevano «in alto i calici brindiamo a noi.». Dopo la prima bottiglia caddero in un sonno profondo, quasi fosse un coma. Con Enzo fuori causa i due cugini si diedero da fare chi mi tocava il culo chi le zizze poi facevano a gara a chi doveva toccarmi la fessa . Li lasciai fare per un po, poi mi presero per mano mi portarono nel parcheggio . Aspettavano,come tre anni fa che io mi spogliarsi per poi spogliare loro. Ma non fu così ,girai le spalle ed andai via. Dopo un primo momento di sbigottimento, mi rincorsero cercando di convincermi. Non ci riuscirono volevo prendermi cura di Enzo, ormai nera mio marito, mi sembrava giusto così. Non so perché mi venne questo attacco di moralità, fatto sta che loro ci rimasero male.
Avevo una voglia matta di chiavare ,cercai a casa di svegliare Enzo sembrava ci fossi riuscita lo indurii perbene con la bocca poi gli montai sopra a cavalcioni , poche botte qualche volteggio , e comibcio a russare ammosciandosi dentro. Grrrrr che rabbia lo avrei preso a schiaffi, tanto fuidelusa in quel momento. Uscii fuori andai ai bordi della piscina ero ancora in gonna e camicia, mi spogliai e mi tuffati. Feci una lunga nuotata, inizialmente sembrava stessi spingendo per anda a prendere la medaglia d'oro per i duecento metri misti.
Nuotando mi torno in mente la piscina della palestra dove mi allenavo a giorni alterni. "Ricordo andavo sei giorni a settimana, tre in orario di nuoto , gli altri tre fuori orario prendevo lezioni dall'insegnante di nuoto. Nelle ore in cui la piscina era aperta mi allenavo su tutti gli stili , quando poi era chiusa mi allenavo con il maestro. L'acqua diventava bollente. Avete mai fatto un bocchino sott'acqua? Ebbene io si, sebbene però non era proprio un bocchino. Mi spiego, io e il maestro ad un certo punto iniziavamo a chiavDe in acqua e quando lui stava lì lì per sborrare io mi immergere glielo prendevo in bocca succhiavo per circa un minuto e lui mi veniva in gola, dovevo ingoiare per forza , divenne così brava che non ne perdevo mai una goccia."
[ ] Poi mi calmai , nuotavo più rilassata, guardando il cielo stellato , in quella notte calda di fine estate , mi distesi sull'acqua , ma l'acqua della piscina non e il mare e non si può stare a galla senza nuotare, almeno io non ci riuscivo. Presi allora un lettino gonfiato che stava ai bordi, sembrava che aspettasse me, lo tirai in acqua e mi ci stesi sopra. Quardavo le stelle e sognavo di Enzo. Sognavo ,i stesse vicino in quel momento lui in acqua io sul lettino,mi baleno dinanzi agli occhi la scena di Jack e Roses quando il titanik affondo , lei su un relitto lui in acqua gelata. Questa volta però sognavo che il mio Enzo allungasse una mano e mi toccasse la fessa cominciando a giocare con il clitoride . Ad occhi chiusi mi sembrava vero quando sentii «come è bagnata la puttanella rossa». Era,la voce di zi Bertino aprii gli occhi e mistava accarezzando, mugulai di piacere quando lui ebbe l'infelice idea di voler salire su quel materassino . Spinse poderosamente sui bordi ma il materasso si ribalto scaraventandomi in acqua . Mi ritrovaimfra il bordo piscina e lo zio dietro di me che ,duro com'era, mi puntava il culo . Io restai li indecisa non sapevo che fare , decise lui al posto mio, mi penetro con violenza , dio mi stava piacendo cominciai a mugolare , poi pensai a Enzo. Chissà in quel momento come si sentiva , mi venne la pelle d'oc non per l'eccitazione e ne per il freddo, pensavo che lo stavo tradendo. Spinse via lo zio che rimaseincredulo col cazzo in mano ,entre io nua correvo verso casa corsi in camera mia ,i abbracciai amio marito che continuava a dormire dopo un po sentii due colpi alla portA , indossai la camicia da notte ed andai ad aprire la porta . Zio Bertino mi porto i panni, «tieni troietta ,se tua zia li avesse trovati la, succedeva il finimondo» poi mi guardò con squardo lascivo, «sei più arrapante ora che prima , con questa camicia da notte così sottile, in controluce ti fa sembrare una dea da venerare, baciare e, chiavare.» Allungo le mani verso le zizze, eravamo,sull'uscio della stanza,gli chiusi la porta in faccia. Sentii alcune imprecazioni irripetibili mentre si allontanava.
[ ] Ero,troppo agitata, per dormire quella notte, mi immaginavo , come,disse zio, una dea con la vestaglia trasparente. Vedevo i fedeli venire a venerare poi mi alzavano in vite ls vestagli e ognuno mi baciava la fessa
[ ] Chi ci metteva la lingua chi mi mordichiava il cIitoride, c'erano pure chi ,mi metteva le dita nel culo. Io danzavo per quella stanza , facevo giravolte e piroette,non mancavano capriole. Fui contagiata da quel sogno ad occhi aperti,salii persino sul,tavolo ed iniziai un monologo fatto di,frasi sconnesse ,parole senza senso. Era ormai l'alba quando mi coricai ma lo stesso non riuscii a dormire. Enzo si svegliò alle otto aveva un po di mal di testa , memtre si abituò piano alla luce. Facemmo colazione gli diedi una pillola per alleviare il mal di testa poi via, andammo ai Maronti,la spiaggia più lunga dell'isola,, ma anche he la più caotica. Il mare era su io alto ,e non adatto ai bambini ,come pure la spiaggia troppo stretta per poterci giocare. Direttamente sulla spiaggia si trovavano eccellenti ristoranti forse l'unica cosa buona oltre allo splendore delle acque. Con noi vennero anche i miei due cugini e la sorella, anche lei mezza stonata come Enzo . Fittammo sdraie ed ombrelloni, allora i lettini non c'erano ancora, riposeremo la roba e andammo a tuffarci in acqua. Allora non c'erano perizomi o brasiliani , io avevo un costume molto striminzito. Con la scusa di farmi fare tuffi si beavano nel toccarmi dappertutto. Cominciai a sbrodolare mentre gettando un occhiata in spiaggia vidi Enzo e mia cugina , molto,vicini e ,entre loro mi mettevano le dita dentro uno avanti e l'altro dietro pur godendo decisi di uscire dall'acqua . Mi piazzai in mezzo ai due , mia cugina palesemente contrariata se ne andò sotto il suo ombrellone. Passo il resto della mattinata senza rivolgerci la parola , ma notavo sguardi complici che si scambiavano i due. Andammo poi a mangiare nel disturbante di un loro conoscente lei capito di fronte ad Enzo io di fronte a Carmine, franco era seduto alla mia sinistra a capotavola. Mangiammo delle l'inguine allo scoglio che erano di un sapore superlativo. Frutti di mare crudi facevano da contorno ad una frittura saporitissima e poi una cernia,su letto di patate emanava un profumo inebriante. Mangiammo a crepapelle il tutto condito con un bianco di Soave secco faceva bollicine. Ne bevvi un bicchiere in più mi sentivo girare la testa e nonno me ne accorsi che Enzo non c'era, mancava pure Lella , cazzo mi avevano,fregato . Ok pensai un'altro sorso di bollicine e volevo mettermi in cerca,di loro. Ma cominciai a bagnarmi perché pensavo a cosa,stessero facendo. Franco si accorse che stavo su di giri e non solo perché ero un po brilla ma anche perché cominciavo asciogliermi aprendo le gambe. Mi portarono giù in spiaggia c'era una serie di casotti , da uno dei quali si sentivano gente,itinerari e mugolii aprii la porta convinta di trovare Enzo e Lella, non erano loro. Il direttore delristorante si stava chiavando la cameriera approfittanto di un momento di stasi, ilcuoco stava,preparando i secondi. I ragazzi mi tiravano in un casotto aperto io in verità non volevo, avevo voglia ma bon volevo tradire Enzo. « Lui adesso si sta facendo nostra sorella, non vuoi fargliela passare liscia?» Giusto non potevo, erano,due giorni che resistevo a tentazioni di tutti i tipi e lo stronzo mi stava tradendo con mia cugina. Mimfecerw di tutto in quella casotto, boccame culo, bocca e fessa , cculo e fessa , tuttedue nella fessa tutteddue in culo mi sborrarono nei tre buchi e tra le zizze. Io godevo da matta ,venni quattro volte, mi sentivo svuotata. Mentre loro tornarono al tavolo soddisfatt i io mi feci una doccia poi li raggiunsi. C'erano Enzo e Lella seduti al tavolo gli chiesi dove cazzo erano finiti . Mi mostro la mano di Lella era fasciata, si era tag
[ ] Intanto mentre sgusciava un'aragosta. Cazzo io credevo che mi avesse tradito, allora mi sentii sollevata . Quella giornata ando abbastanza bene finimmo di mangiare e andammo a casa. Cosa ci sarebbe aspettato la sera?
[ ]
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Chissà stavolta come sarebbe andata. Certo con Enzo si era concordato una certa libertà, ma fargliela sott'occhio non mi pareva il caso. Enzo non sapeva ballare,veramente non gli piaceva, stette stette su un divanetto mentre io ballavo con i miei cugini. Mentre mi scatenavo nella pista ,vidi Enzo chiacchierare amabilmente con mia cugina. Quando buttavo,gIi occhi verso,di loro vedevo che i bicchieri si levavano in coro e poi dicevano «in alto i calici brindiamo a noi.». Dopo la prima bottiglia caddero in un sonno profondo, quasi fosse un coma. Con Enzo fuori causa i due cugini si diedero da fare chi mi tocava il culo chi le zizze poi facevano a gara a chi doveva toccarmi la fessa . Li lasciai fare per un po, poi mi presero per mano mi portarono nel parcheggio . Aspettavano,come tre anni fa che io mi spogliarsi per poi spogliare loro. Ma non fu così ,girai le spalle ed andai via. Dopo un primo momento di sbigottimento, mi rincorsero cercando di convincermi. Non ci riuscirono volevo prendermi cura di Enzo, ormai nera mio marito, mi sembrava giusto così. Non so perché mi venne questo attacco di moralità, fatto sta che loro ci rimasero male.
Avevo una voglia matta di chiavare ,cercai a casa di svegliare Enzo sembrava ci fossi riuscita lo indurii perbene con la bocca poi gli montai sopra a cavalcioni , poche botte qualche volteggio , e comibcio a russare ammosciandosi dentro. Grrrrr che rabbia lo avrei preso a schiaffi, tanto fuidelusa in quel momento. Uscii fuori andai ai bordi della piscina ero ancora in gonna e camicia, mi spogliai e mi tuffati. Feci una lunga nuotata, inizialmente sembrava stessi spingendo per anda a prendere la medaglia d'oro per i duecento metri misti.
Nuotando mi torno in mente la piscina della palestra dove mi allenavo a giorni alterni. "Ricordo andavo sei giorni a settimana, tre in orario di nuoto , gli altri tre fuori orario prendevo lezioni dall'insegnante di nuoto. Nelle ore in cui la piscina era aperta mi allenavo su tutti gli stili , quando poi era chiusa mi allenavo con il maestro. L'acqua diventava bollente. Avete mai fatto un bocchino sott'acqua? Ebbene io si, sebbene però non era proprio un bocchino. Mi spiego, io e il maestro ad un certo punto iniziavamo a chiavDe in acqua e quando lui stava lì lì per sborrare io mi immergere glielo prendevo in bocca succhiavo per circa un minuto e lui mi veniva in gola, dovevo ingoiare per forza , divenne così brava che non ne perdevo mai una goccia."
[ ] Poi mi calmai , nuotavo più rilassata, guardando il cielo stellato , in quella notte calda di fine estate , mi distesi sull'acqua , ma l'acqua della piscina non e il mare e non si può stare a galla senza nuotare, almeno io non ci riuscivo. Presi allora un lettino gonfiato che stava ai bordi, sembrava che aspettasse me, lo tirai in acqua e mi ci stesi sopra. Quardavo le stelle e sognavo di Enzo. Sognavo ,i stesse vicino in quel momento lui in acqua io sul lettino,mi baleno dinanzi agli occhi la scena di Jack e Roses quando il titanik affondo , lei su un relitto lui in acqua gelata. Questa volta però sognavo che il mio Enzo allungasse una mano e mi toccasse la fessa cominciando a giocare con il clitoride . Ad occhi chiusi mi sembrava vero quando sentii «come è bagnata la puttanella rossa». Era,la voce di zi Bertino aprii gli occhi e mistava accarezzando, mugulai di piacere quando lui ebbe l'infelice idea di voler salire su quel materassino . Spinse poderosamente sui bordi ma il materasso si ribalto scaraventandomi in acqua . Mi ritrovaimfra il bordo piscina e lo zio dietro di me che ,duro com'era, mi puntava il culo . Io restai li indecisa non sapevo che fare , decise lui al posto mio, mi penetro con violenza , dio mi stava piacendo cominciai a mugolare , poi pensai a Enzo. Chissà in quel momento come si sentiva , mi venne la pelle d'oc non per l'eccitazione e ne per il freddo, pensavo che lo stavo tradendo. Spinse via lo zio che rimaseincredulo col cazzo in mano ,entre io nua correvo verso casa corsi in camera mia ,i abbracciai amio marito che continuava a dormire dopo un po sentii due colpi alla portA , indossai la camicia da notte ed andai ad aprire la porta . Zio Bertino mi porto i panni, «tieni troietta ,se tua zia li avesse trovati la, succedeva il finimondo» poi mi guardò con squardo lascivo, «sei più arrapante ora che prima , con questa camicia da notte così sottile, in controluce ti fa sembrare una dea da venerare, baciare e, chiavare.» Allungo le mani verso le zizze, eravamo,sull'uscio della stanza,gli chiusi la porta in faccia. Sentii alcune imprecazioni irripetibili mentre si allontanava.
[ ] Ero,troppo agitata, per dormire quella notte, mi immaginavo , come,disse zio, una dea con la vestaglia trasparente. Vedevo i fedeli venire a venerare poi mi alzavano in vite ls vestagli e ognuno mi baciava la fessa
[ ] Chi ci metteva la lingua chi mi mordichiava il cIitoride, c'erano pure chi ,mi metteva le dita nel culo. Io danzavo per quella stanza , facevo giravolte e piroette,non mancavano capriole. Fui contagiata da quel sogno ad occhi aperti,salii persino sul,tavolo ed iniziai un monologo fatto di,frasi sconnesse ,parole senza senso. Era ormai l'alba quando mi coricai ma lo stesso non riuscii a dormire. Enzo si svegliò alle otto aveva un po di mal di testa , memtre si abituò piano alla luce. Facemmo colazione gli diedi una pillola per alleviare il mal di testa poi via, andammo ai Maronti,la spiaggia più lunga dell'isola,, ma anche he la più caotica. Il mare era su io alto ,e non adatto ai bambini ,come pure la spiaggia troppo stretta per poterci giocare. Direttamente sulla spiaggia si trovavano eccellenti ristoranti forse l'unica cosa buona oltre allo splendore delle acque. Con noi vennero anche i miei due cugini e la sorella, anche lei mezza stonata come Enzo . Fittammo sdraie ed ombrelloni, allora i lettini non c'erano ancora, riposeremo la roba e andammo a tuffarci in acqua. Allora non c'erano perizomi o brasiliani , io avevo un costume molto striminzito. Con la scusa di farmi fare tuffi si beavano nel toccarmi dappertutto. Cominciai a sbrodolare mentre gettando un occhiata in spiaggia vidi Enzo e mia cugina , molto,vicini e ,entre loro mi mettevano le dita dentro uno avanti e l'altro dietro pur godendo decisi di uscire dall'acqua . Mi piazzai in mezzo ai due , mia cugina palesemente contrariata se ne andò sotto il suo ombrellone. Passo il resto della mattinata senza rivolgerci la parola , ma notavo sguardi complici che si scambiavano i due. Andammo poi a mangiare nel disturbante di un loro conoscente lei capito di fronte ad Enzo io di fronte a Carmine, franco era seduto alla mia sinistra a capotavola. Mangiammo delle l'inguine allo scoglio che erano di un sapore superlativo. Frutti di mare crudi facevano da contorno ad una frittura saporitissima e poi una cernia,su letto di patate emanava un profumo inebriante. Mangiammo a crepapelle il tutto condito con un bianco di Soave secco faceva bollicine. Ne bevvi un bicchiere in più mi sentivo girare la testa e nonno me ne accorsi che Enzo non c'era, mancava pure Lella , cazzo mi avevano,fregato . Ok pensai un'altro sorso di bollicine e volevo mettermi in cerca,di loro. Ma cominciai a bagnarmi perché pensavo a cosa,stessero facendo. Franco si accorse che stavo su di giri e non solo perché ero un po brilla ma anche perché cominciavo asciogliermi aprendo le gambe. Mi portarono giù in spiaggia c'era una serie di casotti , da uno dei quali si sentivano gente,itinerari e mugolii aprii la porta convinta di trovare Enzo e Lella, non erano loro. Il direttore delristorante si stava chiavando la cameriera approfittanto di un momento di stasi, ilcuoco stava,preparando i secondi. I ragazzi mi tiravano in un casotto aperto io in verità non volevo, avevo voglia ma bon volevo tradire Enzo. « Lui adesso si sta facendo nostra sorella, non vuoi fargliela passare liscia?» Giusto non potevo, erano,due giorni che resistevo a tentazioni di tutti i tipi e lo stronzo mi stava tradendo con mia cugina. Mimfecerw di tutto in quella casotto, boccame culo, bocca e fessa , cculo e fessa , tuttedue nella fessa tutteddue in culo mi sborrarono nei tre buchi e tra le zizze. Io godevo da matta ,venni quattro volte, mi sentivo svuotata. Mentre loro tornarono al tavolo soddisfatt i io mi feci una doccia poi li raggiunsi. C'erano Enzo e Lella seduti al tavolo gli chiesi dove cazzo erano finiti . Mi mostro la mano di Lella era fasciata, si era tag
[ ] Intanto mentre sgusciava un'aragosta. Cazzo io credevo che mi avesse tradito, allora mi sentii sollevata . Quella giornata ando abbastanza bene finimmo di mangiare e andammo a casa. Cosa ci sarebbe aspettato la sera?
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