Viaggio di nozze: la fine
di
Messalina
genere
confessioni
Quella,sera restammo in cabina, già da tempo dormiva Enzo .
Restai sola sul piccolo terrazzo con i miei pensieri a contemplare le stelle. Una lettura fatta,qualche mese addietro diceva che ci sono costellazioni visibili tutto l'anno .
L'Orsa Maggiore e Cassiopea. A dire il vero non sono un'esperta, non le so distinguere ,se poi aggiungiamo la costellazione dello Scorpione, mi diventa tutto un casino . Sempre secondo quella lettura nel cuore,della,costellazione dello Scorpione c'è una stella rossa, Antares è il suo nome.
Il colore rosso la fa definire appunto "rivale diel pianeta Marte " . È vero non ne capivo nulla ma affacciata vedevo quei puntini luminosi fermi li nel celo , mi chiedevo come facessero a non cadere giù, quale forza misteriosa li teneva lì. Erano legati con lacci invisibili? Se si legati dove?
Domande che, nella mia ignoranza, non trovavano risposte,e forse questo le rendeva ancora più affascinanti.
Parti allora la mia immaginazione, io astronauta tra quelle stelle andare a caccia dell'orsa maggiore per poi condurre il grande carro verso mete ignote su sentieri mai tracciati. Fantasticavo su possibili attacchi di umanoidi, pronti a farmi prigioniera e a torturarmi per avere informazioni a me sconosciute. Come strumento di tortura usavano il cazzo e lo mettevano in culo e nella fessa . Non conoscevano l'uso della bocca , io glielo insegnai e, per riconoscenza , decisero di liberarmi . A saperlo prima non glielo avrei insegnato affatto. Assorta in tali fantasie mi accorsi di un trambusto, un andirivieni di alcuni marinai che uscivano ed entravano nel salone principale. Decisi di impicciarmi e scesi giù per controllare. Un gruppo di marnai, lercio e sudaticci ,si davano da fare, per adornare il salone delle feste. Poco distante c'erano alcuni ballerini, che provavano e riprovavano sulle note di una vecchia canzone rock. Mi avvicinai chiedendo loro se potessero farmi fare,solo per una volta dellele acrobazie, felici mi accontentarlo. Più felici ancora quando si accorsero che sotto la minigonna ero nuda,senza mutandine. Cominciarono,a toccarmi io li lasciavo fare, finché uno di loro un po' più ardito non lo cacciò fuori e mentre ridevo me lo mise in bocca. Restai un attimo interdetta, ma poi subito,cominciai a succhiare , erano in otto, li sbocchinai tutti. Mentre con la bocca passavo di cazzo in cazzo, si diedero da fare,in modo da non lasciare nessun mio buco vuoto. Avevo sempre un cazzo in culo uno in bocca e uno nella fessa ,inoltre le loro mani mi deliziavano il seno ed il clito, mi sentivo in paradiso e pensavo tra me e me magari ci fosse davvero questo in paradiso. Godevo come una matta , mugolavo in continuazione ormai c'era un laghetto fra le mie cosce e a terra. Avvenne allora una cosa nuova,mentre lo prendevo in bocca ,fessa ,e culo ,sentii un'altro xazzo penetrarmi il buco, avevo due cazzi in culo e uno nella fessa mentre un'altro lo succhiavo golosamente . Quelli del turno successivo si adoperarono a mettere due nella fessa e uno in culo assicurando anche di riempirmi la bocca perbenino. Ormai avevo assaggiato il cazzo di tutti ma non volevo smettere . Fu con rammarico che sentii il fischio della nave segnale che la stessa stava entrando in porto . Mi feci una doccia a bordo piscina e corsi su,ad asciugarmi e a prepararmi. Menomale che le operazioni d'attracco andarono un po per le lunghe così ebbi piu tempo per farmi bella.
A Genova restammo poco tempo solo la mattinata. Io e mio marito andammo a vedere l'acquario. Per essere bello era bello , con tante varietà di pesci, ma la più interessante non c'era, mancavano i pesi che tanto piacciono a me. Lo dissi a mio marito, lui mi guardò di sbieco poi disse« Menomale che è finita altrimenti sai quanti altri pesci avresti succhiato come sei vorace tu». Quando tornammo a bordo si diede inizio alla festa preparata dal comqndante,per ringraziare tutti. Quindi fra canti balli e toccatine arrivammo a Napoli, la crociera ebbe fine.
Restai sola sul piccolo terrazzo con i miei pensieri a contemplare le stelle. Una lettura fatta,qualche mese addietro diceva che ci sono costellazioni visibili tutto l'anno .
L'Orsa Maggiore e Cassiopea. A dire il vero non sono un'esperta, non le so distinguere ,se poi aggiungiamo la costellazione dello Scorpione, mi diventa tutto un casino . Sempre secondo quella lettura nel cuore,della,costellazione dello Scorpione c'è una stella rossa, Antares è il suo nome.
Il colore rosso la fa definire appunto "rivale diel pianeta Marte " . È vero non ne capivo nulla ma affacciata vedevo quei puntini luminosi fermi li nel celo , mi chiedevo come facessero a non cadere giù, quale forza misteriosa li teneva lì. Erano legati con lacci invisibili? Se si legati dove?
Domande che, nella mia ignoranza, non trovavano risposte,e forse questo le rendeva ancora più affascinanti.
Parti allora la mia immaginazione, io astronauta tra quelle stelle andare a caccia dell'orsa maggiore per poi condurre il grande carro verso mete ignote su sentieri mai tracciati. Fantasticavo su possibili attacchi di umanoidi, pronti a farmi prigioniera e a torturarmi per avere informazioni a me sconosciute. Come strumento di tortura usavano il cazzo e lo mettevano in culo e nella fessa . Non conoscevano l'uso della bocca , io glielo insegnai e, per riconoscenza , decisero di liberarmi . A saperlo prima non glielo avrei insegnato affatto. Assorta in tali fantasie mi accorsi di un trambusto, un andirivieni di alcuni marinai che uscivano ed entravano nel salone principale. Decisi di impicciarmi e scesi giù per controllare. Un gruppo di marnai, lercio e sudaticci ,si davano da fare, per adornare il salone delle feste. Poco distante c'erano alcuni ballerini, che provavano e riprovavano sulle note di una vecchia canzone rock. Mi avvicinai chiedendo loro se potessero farmi fare,solo per una volta dellele acrobazie, felici mi accontentarlo. Più felici ancora quando si accorsero che sotto la minigonna ero nuda,senza mutandine. Cominciarono,a toccarmi io li lasciavo fare, finché uno di loro un po' più ardito non lo cacciò fuori e mentre ridevo me lo mise in bocca. Restai un attimo interdetta, ma poi subito,cominciai a succhiare , erano in otto, li sbocchinai tutti. Mentre con la bocca passavo di cazzo in cazzo, si diedero da fare,in modo da non lasciare nessun mio buco vuoto. Avevo sempre un cazzo in culo uno in bocca e uno nella fessa ,inoltre le loro mani mi deliziavano il seno ed il clito, mi sentivo in paradiso e pensavo tra me e me magari ci fosse davvero questo in paradiso. Godevo come una matta , mugolavo in continuazione ormai c'era un laghetto fra le mie cosce e a terra. Avvenne allora una cosa nuova,mentre lo prendevo in bocca ,fessa ,e culo ,sentii un'altro xazzo penetrarmi il buco, avevo due cazzi in culo e uno nella fessa mentre un'altro lo succhiavo golosamente . Quelli del turno successivo si adoperarono a mettere due nella fessa e uno in culo assicurando anche di riempirmi la bocca perbenino. Ormai avevo assaggiato il cazzo di tutti ma non volevo smettere . Fu con rammarico che sentii il fischio della nave segnale che la stessa stava entrando in porto . Mi feci una doccia a bordo piscina e corsi su,ad asciugarmi e a prepararmi. Menomale che le operazioni d'attracco andarono un po per le lunghe così ebbi piu tempo per farmi bella.
A Genova restammo poco tempo solo la mattinata. Io e mio marito andammo a vedere l'acquario. Per essere bello era bello , con tante varietà di pesci, ma la più interessante non c'era, mancavano i pesi che tanto piacciono a me. Lo dissi a mio marito, lui mi guardò di sbieco poi disse« Menomale che è finita altrimenti sai quanti altri pesci avresti succhiato come sei vorace tu». Quando tornammo a bordo si diede inizio alla festa preparata dal comqndante,per ringraziare tutti. Quindi fra canti balli e toccatine arrivammo a Napoli, la crociera ebbe fine.
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