Viaggio di nozze: la crociera 2

di
genere
confessioni

La nostra crociera prevedeva escursioni a Tunisi, Gibilterra Barcellona, Marsiglia,Genova Roma, Napoli
La prima notte fu tutta di navigazione, d'untratto il mare si fece grosso, molti passeggeri stettero male , non io però, io non ero tra questi e, per fortuna nemmeno Enzo. La cosa mi meravigliò visto,che quando guido io gli viene il mal d'auto, dice che io guido da cane,dice che corro troppo, che faccio sorpassi a destra e manca, non rispetto i semafori ne le strisce bianche, vado in contromano e,tanto ancora. Poco,dopo arrivammo a,Tunisi, l'escursione prevedeva la visita a Cartagine, ovvero alle sue rovine, continuo poi a Medina la città vecchia,per poi spostarci alla città nuova. Qui tra museo, moschea e cattedrale passo molto tempo.
Bisognava fare attenzione ai venditori ambulanti,ma per un napoletano i loro erano trucchi da bambini.
Il rientro alla nave era per le diciotto, alle diciotto e quaranta si sarebbe ripartiti improrogabilmente. Il,comandante su questo non transigeva, e se era duro come lo era stato la sera prima , be c'era da vederla brutta.
Enzo voleva chiamare il servizio in camera per la cena , quando un marinaio busso alla porta, portava un messaggio da parte del capitano, ci invitava al tavolo con lui e i suoi primi ufficiali, appuntamento alle otto si raccomandava la puntualità . Ci presentammo con qualche minuto di ritardo volutamente. Volevo,vedere cosa succedeva se si arrivasse in ritardo. Nulla ,non successe nulla, sebbene i minuti di ritardo rasentano i venti. Enzo voleva che mi sbrigassi, non era bello arrivare in ritardo, specie se ci attendeva un maniaco della puntualità.
«Buona sera myladi è un onore per noi avervi al nostro tavolo». Lo disse mentre mi baciava la mano e gli ufficiali si,inchinarono tutti. Un flash davanti agli occhi, loro chemi portavano doni ed io gli baciavo il cazzo. Immagginavo loro in alta uniforme e con il ciondolo che pendeva fuori , e allora risi. Ritornata coi piedi per terra,mi accorsi che il capitano mi guardava in modo un po strano,quasi voglioso direi. Abbassai lo sguardo onde evitare coinvolgimento.
La serata,passo tranquilla tra battute , provocazione e bollicine. Ogni tanto , sotto il tavolo. Qualcuno allungava le mani ,a volte qualcuno il piede, io lasciavo fare.
Non so se era un rito o era perché non erano a loro agio ,ma vidi che cambiavano posto ed ogni volta cambiava piede, più grande, più piccolo ,più grosso più sottile. Le dita storte o dritte insomma se ne alternarono molti. Divenne un lago la) mia piccola patatina. Intanto sul tavolo arrivavano pietanze golose, spaziano ogni campo, ittico, fauno , vegetale.
Questo fu ilcanovaccio della cena. Mi alzai per andare in bagno, cavallerescamente fui accompagnata dal comandante in seconda, passammo vicino all'ingresso della sala macchina , notai il divieto . In bagno il mio accompagnatore si rivelò un vero gentiluomo,rimase fuori,quasi a montar la guardia. Parlava della traversata da fare, di dare attenzione ai tunisini che fanno di tutto per imbrogliare. Il tizio non sapeva che fossi napoletana. Dopo la pipi lo feci entrare mentre mi lavavo le mani,con la,banale scusa che c'era uno scarafaggio. Appena entra lo blocco con un bacio a sorprese, sulle prime rimane sorpreso e imbambolato , ma poi l'azione delle mie mani sulla sua patta ebbe il suo effetto ,mentre si rilassava il suo cazzo si irrigidì, e debbo dire che era un signor cazzo. Una volta sciolto divenne un fiume impetuoso, non si fermava più con quelle mani, i lobi delle orecchie , i cepezzoli e il clitoride venivano sistematicamente pizzicati dalle dita. La lingua entrava ed usciva ora dal culetto ora dalla fessa. Agognavo il cazzo al posto della lingua e dopo poco fui esaudita. Lo sentivo entrare strusciarmi le pareti della fessa , ero bagnata i miei umori colavano copiosiancora un po dentro e fuori e venni squirtando, ansimando e ululando. Per attenuare il mio grido di piacere, lo tolse dallafessa e, lo ficcò in bocca.
Due botte di lingua ed mi sborro in gola , lo ingoiai senza perdere una goccia. Quando fu moscio non lo lasciai , non ci mise molto e si risveglio. Da grosso torno piccolo nella mia bocca , ora stava crescendo di nuovo , stava diventando grande , come grande era il mio godimento. Mugolavo mentre cresceva in bocca , ai miei piedi un lago di umori. Quando fu duro lo puntati al buchetto e,con un colpo solo, me lo feci entrare dentro. Feci tutto da sola, lui resto fermo, era la prima volta che violava un culo, era quasi atterrito. Piano piano gli prese confidenza, finché diede colpi fortissimi, mi sentivo aprire in due. Poi venne di nuovo, si svuoto nel culo, i fiotti mi arrivarono alle viscere. Ritornammo a tavola Enzo, ubriaco, dormiva quasi seduto al suo posto, mi vergognai, dovevo fargli togliere quel vizio. Chiesi scusa a tutti, lo feci alzare per portarlo via, il capitano ordinò a due uomini di darmi una mano. Lo portarono fino al letto poi andarono via, mi pentiti di averli lasciati così. Enzo russava come una mandria di porci ,ma la notte era giovane ed io non avevo alcuna intenzione di andare a letto. Mi ricordai allora che li vicino c'era una un teatro , ricordai pure che davano uno spettacolo a sera. Ci andai quella sera era uno sppettacolo per bambini. Andai al bar chiesi uno spritz. «Lascia stare barman dacci dello champagne e due coppe aggiungi pure qualche fragola». Sorpresa mi voltai ,era uno dei marinai che mi aveva aiutato. Non volli sedermi, prendemmo bottiglia e coppe volli andare al parapetto . Troviamo un posto seminascosto, al buoio, ovvero poco illuminato non direttameente da una luce fioca proveniente da lontano. Ci fermammo,la , un posto quasi invisibile, non chiedetemi come fummo raggiunti dall'amico. La bottiglia c'era le,bollicine non mancavano , il naso era solleticato, e le gambe cominciarono ad aprirsi. Gli presi i cazzi ,uno per uno in mano e, cominciai a segarli, mentre uno di loro mi faceva bere direttamente dalla bottiglia. Non capii più niente mi feci,chiavare in tutti i buchi li in quell'angolo semiscuro,mi voltarono e svoltarono alla fine la stanchezza mi prese. Mi accompagnarono alla cabina prima di lasciarli li baciai entrambi. Sotto l'uscio della cabina vidi Enzo , si appoggiò ad uno standalo mentre una lacrima gli rigava il viso.
scritto il
2026-04-18
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