Viaggio di nozze: ischia
di
Messalina
genere
confessioni
L'indomani partimmo con il traghetto delle otto,non era affollata ma pieno qeuesto si. Arrivammo alle 8,45,facemmocolazione in un bar del porto ,cornetto e cappuccino lui io solo un caffè d'orzo. Prendemmo un apetaxi per arrivare a contrada panza. Ci venne incontro Franco, mio cugino più grande, mi abbracciò forte,e di soppiatto mi tocco il culo di nascosto ad Enzo. Lo guardai di sbieco, sorrise , poi salutò Enzo. Sembrava fosse,un modo nuovo di salutare, infatti anche Carmine, il cugino minore ,mi tocco il culo e,non solo lui ma anche zi Bertino e mia cugina Lella. Pensai" sarà un'ancora usanza" . Ma poi mi accorse che Enzo non glielo toccavano il culo. Solo la zia mi risparmio ciò che ormai era un rito, e debbo dire in vero,che restai un po delusa. Entrata in casa, vidi che nulla era cambiato da quando tre anni prima trascorsi un mese con loro. La zia,ci condusse in camera nostra, la stessa camera che occupa io solo che adesso il letto era matrimoniale.nel corridoio veniva,prima,la stanza di Lella, un flashback mi riporto,tre anni indietro . Allora pioveva con tuoni e lampi avevo pUr mi rifugiai in questa stanza dove Lella mi accolse. Tremavo dalla paura lei mi accorse tra le sue braccia e quando mi tocco rimasi sorpresa mentre diceva "ti scaccio la paura». Allora tremavo ancora ma non più per paura ma per l'eccitazione. Rividi la scena passare dinanzi agli occhi come un film già visto, un dejavu forse? Mentre svuotato i bagagli mi facevo mille domande a cui non diedi una risposta. Mentre facemmo queste operazioni si fece già mezzogiorno. Il pranzo era quasi pronto, fummo chiamati ,andammo. Il tavolo da era apparecchiato fuori ,nel giardino antistante la casa,in mezzo a quattro alberi: un noce; un pruno; un ciliegio; ed un fico. Dai quattro alberi partivano viti che intrecciavano i loro tralci fino a formare una capanna naturalmente ci,ripaaravamdai,raggi del solo e dalla calura estiva.poco distanti tra,due querce c'era un amaca,e di fianco ad una quercia un altalena a due posti . Da un ramo di un noce, poco distante,scendevano due corde belle doppie, alle cui estremità levavano un sediolino, questo era un rudimentale altalena adunposto solo. In uno,spazio senza alberi meraviglioso situata una piscina, non di certo una di quelle olimpioniche, ma di misure altrettanto ragguardevoli.
Mi guardai intorno, ancora una volta un ricordo. Mi rividi quando tre anni prima,reginetta indiscussa in quella casa,allora,regnava l'allegria, la spensieratezza e, la serenità.
L'unica nota stonata era Lella,si portava il cibo in stanza, ed ogni volta che mi passava accanto, non perdeva occasione per chiamarmi troia e direi pure con disprezzo. Cazzo gli avessi fatto, non mi fu dato di saperlo. Questa volta però resto a tavola anche se non mi rivolse la parola.
A tavola ci disponemmo come tre anni fa lo zi Bertino a capotavola , alla sua destra la zia Nannina, affianco alla zia io , alla sua sinistra Carmine, poi franco ed in fine Lella. Ora si aggiunse un posto ,Enzo si sedette accanto a me. Ad onor del vero zio voleva,si sedessi accanto a lui , fui io ad insistere di rimanere i posti uguali, senza nessuno stravolgimento. Certo mi sentivo strana,in un atmosfera surreale quasi, li guardavo uno ad uno e in me sorridevo. Guardai Lella, con cui scoprii la gioia del primo orgasmo in assoluto. Guardai zio Bertino col quale imparai a fare i pompini, divenne maestra sotto la sua direzione. Guardai Franco,corrucciai la fronte ricordando il dolore che sentii, quando mi ruppe il culo,poi subito dopo un piacere ,al quale tutt'ora non sapevo rinunciare. Guardai Carmine che fu il primo a penetrarmi il culo dopo che fu sverginarti da Franco, fu il primo insieme a Franco a fare una doppietta nel culo, e fu per causa sua che mi sverginai da sola cavalcando il cazzo di Franco. Guardai zia Nannina,non ho mai capito se era,al corrente o meno delle tresche che feci allora, l'unica che non mi sono chiavata, a volte mi domando se si fosse stata. Guardai infine Enzo, unico commensale che allora non c'era ma grazie a loro ,ora vivevo con lui una relazione aperta, molto aperta." Adesso? Cosa sarebbe successo? Come mi sarei comportata? Avrei fatto la cosa giusta? E qual era la cosa giusta? "Queste le domande che affollavano la mia mente, mentre il ricordo di quei cazzi mi faceva bagnare,ma avevo Enzo al mio fianco di certo avrei resistito al loro richiamo. Nel frattempo un piede d'assalto, si fece strada tra le mie cosce . Sorrisi al ricordo di tre anni fa quando due piedi ed una mano furtivamente si avvicinavano al mio boschetto, duntratto si toccaronoa due passi dalla metà , scattarono come molla si ritiravano i loro arti mentre arrossivano per la vergogna. La meta di quel piede, si capiva era la figa, ma quando dalle caviglie pian piano risali alle ginocchia, con uno scatto le chiusi, e gli preclusi il passaggio, lo stesso rosso di allora comparve ora. Franco non si smentiva, doveva tentarci sempre pure ora che ero sposata ed avevo mio marito a fianco. Un segreto? Ancora non lo sa nessuno ma" il giorno,del matrimonio gli ho fatto un poompino, perché mi opprimere con i suoi tentativi,mi,seguiva anche in bagno e un di quelle volte gli feci il pompino, poi andai da mio marito e lo baciai in bocca, lo vidi fare una faccia strana, ma non disse niente. Poi mi segui ancora in bagno , eccitata dalla situazione cedetti gli diedi il culo. Lui voleva pure la,fessa, ma io tenni duro non gliela diedi." Fino ad ora è stato un segreto tra noi due ,spero rimanga tale, non vorrei passassi per troia.
Mi girai dalla parte di Enzo per vedere se era tutto apposto, lo vidi sorridente con aria trasognante,pensai "cazzo già s'è ubriacato questo". Seppi poi il motivo vero di quell'aria, la troia di mia cugina col piede gli massaggiava il cazzo . Uffa io per essere fedele avevo poc'anzi fatto fuggire un piede.
Finimmo di mangiare senza nessun'altro tentativo, andammo in stanza, ventilatori a manetta , c'era un afa soffocante. Enzo mi vollesenza preamboli e preliminari, senza la bocca, era già duro ed io ero tutta bagnata e, vi giuro, non era sudore. Mentre mi infilava il cazzo dentro, mi disse «Hai visto come mi ha preparata tua cugina ,col suo piede delicato, sotto il tavolo me lo ha massaggiato.»
Hai capito la troietta zitta zitta sie é presa lo sfizio, ed io che credevo che mio marito si fosse ubriacato. Nonostante il caldo mi chiavo forte,mi chiavo a lungo. Dopo,la fessa mi penetro il culo credevo avesse deciso di spaccarmi in due ,vista la forza,e la veemenza. Al fine mi giro mi scarico litri di sborra in bocca,credo fosse così eccitato perché pensava a mia cugina, non lo ha mai confessato ,ma nemmeno negato. Ci addormentammo , al risveglio ci attendevano le folli notti di Ischia.
Mi guardai intorno, ancora una volta un ricordo. Mi rividi quando tre anni prima,reginetta indiscussa in quella casa,allora,regnava l'allegria, la spensieratezza e, la serenità.
L'unica nota stonata era Lella,si portava il cibo in stanza, ed ogni volta che mi passava accanto, non perdeva occasione per chiamarmi troia e direi pure con disprezzo. Cazzo gli avessi fatto, non mi fu dato di saperlo. Questa volta però resto a tavola anche se non mi rivolse la parola.
A tavola ci disponemmo come tre anni fa lo zi Bertino a capotavola , alla sua destra la zia Nannina, affianco alla zia io , alla sua sinistra Carmine, poi franco ed in fine Lella. Ora si aggiunse un posto ,Enzo si sedette accanto a me. Ad onor del vero zio voleva,si sedessi accanto a lui , fui io ad insistere di rimanere i posti uguali, senza nessuno stravolgimento. Certo mi sentivo strana,in un atmosfera surreale quasi, li guardavo uno ad uno e in me sorridevo. Guardai Lella, con cui scoprii la gioia del primo orgasmo in assoluto. Guardai zio Bertino col quale imparai a fare i pompini, divenne maestra sotto la sua direzione. Guardai Franco,corrucciai la fronte ricordando il dolore che sentii, quando mi ruppe il culo,poi subito dopo un piacere ,al quale tutt'ora non sapevo rinunciare. Guardai Carmine che fu il primo a penetrarmi il culo dopo che fu sverginarti da Franco, fu il primo insieme a Franco a fare una doppietta nel culo, e fu per causa sua che mi sverginai da sola cavalcando il cazzo di Franco. Guardai zia Nannina,non ho mai capito se era,al corrente o meno delle tresche che feci allora, l'unica che non mi sono chiavata, a volte mi domando se si fosse stata. Guardai infine Enzo, unico commensale che allora non c'era ma grazie a loro ,ora vivevo con lui una relazione aperta, molto aperta." Adesso? Cosa sarebbe successo? Come mi sarei comportata? Avrei fatto la cosa giusta? E qual era la cosa giusta? "Queste le domande che affollavano la mia mente, mentre il ricordo di quei cazzi mi faceva bagnare,ma avevo Enzo al mio fianco di certo avrei resistito al loro richiamo. Nel frattempo un piede d'assalto, si fece strada tra le mie cosce . Sorrisi al ricordo di tre anni fa quando due piedi ed una mano furtivamente si avvicinavano al mio boschetto, duntratto si toccaronoa due passi dalla metà , scattarono come molla si ritiravano i loro arti mentre arrossivano per la vergogna. La meta di quel piede, si capiva era la figa, ma quando dalle caviglie pian piano risali alle ginocchia, con uno scatto le chiusi, e gli preclusi il passaggio, lo stesso rosso di allora comparve ora. Franco non si smentiva, doveva tentarci sempre pure ora che ero sposata ed avevo mio marito a fianco. Un segreto? Ancora non lo sa nessuno ma" il giorno,del matrimonio gli ho fatto un poompino, perché mi opprimere con i suoi tentativi,mi,seguiva anche in bagno e un di quelle volte gli feci il pompino, poi andai da mio marito e lo baciai in bocca, lo vidi fare una faccia strana, ma non disse niente. Poi mi segui ancora in bagno , eccitata dalla situazione cedetti gli diedi il culo. Lui voleva pure la,fessa, ma io tenni duro non gliela diedi." Fino ad ora è stato un segreto tra noi due ,spero rimanga tale, non vorrei passassi per troia.
Mi girai dalla parte di Enzo per vedere se era tutto apposto, lo vidi sorridente con aria trasognante,pensai "cazzo già s'è ubriacato questo". Seppi poi il motivo vero di quell'aria, la troia di mia cugina col piede gli massaggiava il cazzo . Uffa io per essere fedele avevo poc'anzi fatto fuggire un piede.
Finimmo di mangiare senza nessun'altro tentativo, andammo in stanza, ventilatori a manetta , c'era un afa soffocante. Enzo mi vollesenza preamboli e preliminari, senza la bocca, era già duro ed io ero tutta bagnata e, vi giuro, non era sudore. Mentre mi infilava il cazzo dentro, mi disse «Hai visto come mi ha preparata tua cugina ,col suo piede delicato, sotto il tavolo me lo ha massaggiato.»
Hai capito la troietta zitta zitta sie é presa lo sfizio, ed io che credevo che mio marito si fosse ubriacato. Nonostante il caldo mi chiavo forte,mi chiavo a lungo. Dopo,la fessa mi penetro il culo credevo avesse deciso di spaccarmi in due ,vista la forza,e la veemenza. Al fine mi giro mi scarico litri di sborra in bocca,credo fosse così eccitato perché pensava a mia cugina, non lo ha mai confessato ,ma nemmeno negato. Ci addormentammo , al risveglio ci attendevano le folli notti di Ischia.
1
6
voti
voti
valutazione
5.9
5.9
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Viaggio di nozze
Commenti dei lettori al racconto erotico