Viaggio di nozze: la sala,macchine
di
Messalina
genere
confessioni
Erano le,quattro quando tornai in cabina, Enzo mi accolse in silenzio, col viso bagnato dalle lacrime. Non un gesto, non una parola , eppure quel silenzio pesava più di una condanna a morte. Avrei voluto fuggire non incrociare il suo sguardo, che pure non si mostrava accusatore. Era uno sguardo tenero, comprensivo, quasi volesse giustificare il mio comportamento. Questo mi faceva più male ancora,avrei preferito una feroce accusa . Avremmo gridato entrambi uno da una parte l'altra dall'altra. Avremmo dato sfogo alla nostra rabbia , ma non fu così. Prese la mia testa tra le sue mani e accarezzandomi amorevolmente mi diceva ;« Va tutto bene amore , non è successo nulla». Continuò ad accarezzarmiv poi lo guardai , chinò la testa,e mi baciò . Un bacio lungo appassionato , la sua bocca sapeva di vino mentre la mia aveva ancora residui di sborra. Ero stanca , ma non mi rifiutai, feci all'amore col mio uomo ,con colui che amavo. Fu bello,intenso appassionato mando via da me le scorie di quelle chiavate avute prima.
Dormiamo poco, in mattinata era prevista l'escursione a Gibilterra. La saltammo preferiamo restare sula nave. Quel poco,di mattinata,che restò lo spendemmo in palestra e piscina . Il capitano gentilmente ci invito di nuovo a pranzo ma io garbatamente rifiutai, volevo passare la giornata sola col mio amore. Mangiammo in stanza si stava freschi, avevamo l'aria condizionata .
Di ciò che accadde la notte prima , non neparlammo,come se nulla fosse successo. Cominciò poi ad accarezzarmi, come era dolce il mio Enzo . Con quella dita perlustrava ogni anfratto del mio corpo, mentre la lingua gustava il sapore di ogni centimetro della mia pelle, finché poi non indugiò nel mio boschetto . Mi sistemai per un sessantanove,comonciammo quindi un lavoro di bocca esagerato e dir poco usando labbra, lingua e sul clitoride anche denti. Fu tutto meraviglioso, venimmo reciprocamente in bocca. Bevi tutto la sua sborra ,mentre il mio incontrollato squirt gli insaccherò la faccia. Soddisfatti ma non sazi decidemmo,vista l'ora disdire un po, gli altri erano,rientrati dall'escursione , la nave si mosse, già era fuori dal porto. Mentre quindi si andava spediti verso la nuova metà, la Spagna se non erro, cominciavano le attrazioni serali.
C'era un gruppo di ballerini che proponeva balli di gruppo,lambada, baciata , samba,limbo,macarena.
Enzo,da appassionato,si incantata va a guardare io invece fantasticavo sui ballerini. Erano tutti neri e avrei ballato,volentieri con loro,sarei stata quella che un tempo,era la primamdonna. Immaginavo che mi girassero in torno,allungassero le mani, mi toccassero dappertutto, arrivando anche sotto la gonna. Immagginavo,le,loro dita frugarmi dentro la fessa e il culo, mentre io gli succhiavo il cazzo uno per uno. Un rivolo caldo scendeva lungo la gamba mi riporto alla realtà. Andai in bagno per pulirmi, passai fuori la zona col divieto di accesso ai non addetti. La curiosità si dice sia donna,allora entrai incurante del divieto, c'era un rumore assordante di motori in movimento. L'aria irrespirabile, satura di esalazione di cherosene ed olio bruciato, si attaccava addosso con tutti i suoi odori nauseabondi.
I motori andavano a pieno regime, si notavano gli stantuffi e i cilindri , volani eliche e cinghie funzionare alacremente. Il personale addetto al funzionamento era sporco, lercio di olio e cherosene, con panni unti zuppi di esalazione e di fuoriuscire. Le mani dure di chi maneggiava,attrezzi pesanti e ferrei , anchesse unte, si muovevano sicure, stringendo viti , aprendo valvole chiudendo o aprendo scarichi all'occorrenza. Rifornimento olio e carburante. Spingevano,tasti e maneggiavano leve .Io li guardavo ammirata da,quella loro solerzia,e abilità nel svolgere il proprio lavoro. Si fermarono appena mi videro, il più grosso di tutti avanzo verso di me , doveva essere il capo visto che tutti gli davano ascolto. «Signorina è vietato entrare qui , lei dovrebbe andare via subito». Era un tipo aiutante, spalle larghe da nuotatore , braccia forti e gambe possenti . La faccia non si distingueva,tra macchie d'olio e barba incolta,ma una cosa la rendeva unica , aveva un sorriso ammaliante. Venne verso di me con la mano tesa io la evitai , mi aggrappai al suo corpo e volevo,baciarlo. Ci riuscii appena mentre scivolava sempre più giù. Mi tirò su dolcemente mentre i suoi colleghi si avvicinavano, mi baciò e mi giro , mi trovai a novant gradi con lui che mi chiavava da dietro e io che prendevo in bocca un'altro. Erano in sei , li ripassai cono la lingua tutti e sei.
Si formo,quindi un ciclovizioso nel quale tutti mi chiavarono in tutti i buchi, qualcuno approfitto pure delle mani. Uscii da lì tutta sborrata e con i vestiti unti. Arrivata in cabina li buttai poi andI a farmi una,doccia sgrassante. Guardai il mio ciuffetto era unto ,era diventato rossonero.
Ci misi un bel po a smacchiarlo ed a ritornare profumata e,linda come una rosa. Dopo lavata e sgrassata ritornai da Enzo. I balli continuavano ancora e, lui si incantava nel vederli. Lo presi per mano, andammo in cabina andai,a fare pipi , al ritorno dormiva , mi sdraiai accanto mi starai un ditale e mi addormentai il mattino la Spagna ci attendeva.
Dormiamo poco, in mattinata era prevista l'escursione a Gibilterra. La saltammo preferiamo restare sula nave. Quel poco,di mattinata,che restò lo spendemmo in palestra e piscina . Il capitano gentilmente ci invito di nuovo a pranzo ma io garbatamente rifiutai, volevo passare la giornata sola col mio amore. Mangiammo in stanza si stava freschi, avevamo l'aria condizionata .
Di ciò che accadde la notte prima , non neparlammo,come se nulla fosse successo. Cominciò poi ad accarezzarmi, come era dolce il mio Enzo . Con quella dita perlustrava ogni anfratto del mio corpo, mentre la lingua gustava il sapore di ogni centimetro della mia pelle, finché poi non indugiò nel mio boschetto . Mi sistemai per un sessantanove,comonciammo quindi un lavoro di bocca esagerato e dir poco usando labbra, lingua e sul clitoride anche denti. Fu tutto meraviglioso, venimmo reciprocamente in bocca. Bevi tutto la sua sborra ,mentre il mio incontrollato squirt gli insaccherò la faccia. Soddisfatti ma non sazi decidemmo,vista l'ora disdire un po, gli altri erano,rientrati dall'escursione , la nave si mosse, già era fuori dal porto. Mentre quindi si andava spediti verso la nuova metà, la Spagna se non erro, cominciavano le attrazioni serali.
C'era un gruppo di ballerini che proponeva balli di gruppo,lambada, baciata , samba,limbo,macarena.
Enzo,da appassionato,si incantata va a guardare io invece fantasticavo sui ballerini. Erano tutti neri e avrei ballato,volentieri con loro,sarei stata quella che un tempo,era la primamdonna. Immaginavo che mi girassero in torno,allungassero le mani, mi toccassero dappertutto, arrivando anche sotto la gonna. Immagginavo,le,loro dita frugarmi dentro la fessa e il culo, mentre io gli succhiavo il cazzo uno per uno. Un rivolo caldo scendeva lungo la gamba mi riporto alla realtà. Andai in bagno per pulirmi, passai fuori la zona col divieto di accesso ai non addetti. La curiosità si dice sia donna,allora entrai incurante del divieto, c'era un rumore assordante di motori in movimento. L'aria irrespirabile, satura di esalazione di cherosene ed olio bruciato, si attaccava addosso con tutti i suoi odori nauseabondi.
I motori andavano a pieno regime, si notavano gli stantuffi e i cilindri , volani eliche e cinghie funzionare alacremente. Il personale addetto al funzionamento era sporco, lercio di olio e cherosene, con panni unti zuppi di esalazione e di fuoriuscire. Le mani dure di chi maneggiava,attrezzi pesanti e ferrei , anchesse unte, si muovevano sicure, stringendo viti , aprendo valvole chiudendo o aprendo scarichi all'occorrenza. Rifornimento olio e carburante. Spingevano,tasti e maneggiavano leve .Io li guardavo ammirata da,quella loro solerzia,e abilità nel svolgere il proprio lavoro. Si fermarono appena mi videro, il più grosso di tutti avanzo verso di me , doveva essere il capo visto che tutti gli davano ascolto. «Signorina è vietato entrare qui , lei dovrebbe andare via subito». Era un tipo aiutante, spalle larghe da nuotatore , braccia forti e gambe possenti . La faccia non si distingueva,tra macchie d'olio e barba incolta,ma una cosa la rendeva unica , aveva un sorriso ammaliante. Venne verso di me con la mano tesa io la evitai , mi aggrappai al suo corpo e volevo,baciarlo. Ci riuscii appena mentre scivolava sempre più giù. Mi tirò su dolcemente mentre i suoi colleghi si avvicinavano, mi baciò e mi giro , mi trovai a novant gradi con lui che mi chiavava da dietro e io che prendevo in bocca un'altro. Erano in sei , li ripassai cono la lingua tutti e sei.
Si formo,quindi un ciclovizioso nel quale tutti mi chiavarono in tutti i buchi, qualcuno approfitto pure delle mani. Uscii da lì tutta sborrata e con i vestiti unti. Arrivata in cabina li buttai poi andI a farmi una,doccia sgrassante. Guardai il mio ciuffetto era unto ,era diventato rossonero.
Ci misi un bel po a smacchiarlo ed a ritornare profumata e,linda come una rosa. Dopo lavata e sgrassata ritornai da Enzo. I balli continuavano ancora e, lui si incantava nel vederli. Lo presi per mano, andammo in cabina andai,a fare pipi , al ritorno dormiva , mi sdraiai accanto mi starai un ditale e mi addormentai il mattino la Spagna ci attendeva.
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