Al mare con Lucia
di
Messalina
genere
confessioni
Il venticinque aprile , la Giornata e stata molto calda io e Lucia avevamo concordato di andare in spiaggia. Non andammo lontano , restammo nelle vicinanze. I lidi a cuma, come in altre parti erano cantieri aperti in vista della prossima stagione balneare. In questo periodo le spiaggie restano meta di pochi temerari e di coppiette in erba che non si allontanano troppo da casa loro. Quella mattina avevamo tutto il litorale a nostra disposizione , ci allontanammo molto dagli ultimi spiaggianti volevamo un po di privac e,tanta tranquillità. Alee nostre spalle oltre i bagni e gli spogliatoi c'erano alcuni muratori che ultimavano lavori al bar e ristorante. Le loro voci, se pur chiassose ,erano divertenti, canzoni neomelodiche si sentivano in continuazione. La più bella rossetto e caffè di Sal Da Vinci veniva cantata in malomodo da un manovale mentre un'altro muratore la intonata divinamente. Vecchie canzoni di d'angelo di finizio e di d'alessio accompagnavano il lavoro di quei ragazzini e come sottofondo la betoniera che impastata la calce. Un ronzio continuo ed assordante emetteva quell'impastatrice e ancora non mi spiego come quei ragazzi riuscissero a sopportarlo, forse perciò cantavano tutto il giorno.
L'acqua era gelata il sole poco caldo, ma i nostri temerari mariti si tuffarsi ugualmente andavano per granchi e polipi sulla scogliera antistante la spiaggia, per le cozze era ancora presto. Mi venne da fare un po' di pipi andare in acqua non se ne parlava troppo ghiacciata allora provai nei bagni ma non erano funzionanti erano già quattro fuori servizio restava il quinto se anche lui era fuoriservizio alzerei fatta in uno pigliatelo, che citavo fare, mi scappava. Per fortuna quello funzionava anche se non era il massimo dell'igiene, probabilmente era usato da quei muratori per i loro bisogni. La porta non si chiudevano allora Lucia fece da guardia. Mi accorsi che mi guardava la fessa,desiderosa all'ora la trascinai in uno spogliatoio e e la chiavai di brutto. Mentre le nostre lingue si intrecciavano cominciando la danza dell'amore le mie mani tastavano il suo corpo , una si fermò sui seni e giocava con si capezzoli l'altra gli tasto il culo , poi comincio ad accarezzargli la fessa. Lei in un primo momento fu passiva ma poi si sboloccò e comincio anche lei con carezze e baci. Le nostre lingue entrarono in ogni buco,i nostri corpi si aggrovigliarono, sembravamo contorsionista tanto era l'ansia di raggiungere il punto tanto ambito. Quando la leccai dietro l'orecchio esplose in un urlo di goduria e quando lei mi lecco lo stesso punto fremito di piacere pervaso il mio corpo , la troia se ne accorse e rincaro la dose continuo a leccarmi lì e bel frattempo mi sgrillettava il clito, cazzo mi si appanna la vista andai in estasi pochi secondi e poi squirtai da paura solo guardando me squirto snchwmlai cercai di berne il succo che mi impasticco la faccia ma aveva un sapore così buono , sapeva didesidwrio espresso, e di dolcezza infinita. Continuammo ancora non eravamo sazie , venimmo insieme altre due volte poi poverina non abituata come me alle martoneessuali getto la spugna si sdraio per terra esausta. Mi alzai , me ne tornai in spiaggia intanto i nostri due coniugi erano rientrati vantando di aver catturato un polipo ciascuno e qualche granchio anche se piccolini. Li mandai a recuperare Lucia. Dopo averla sistemata all'ombra andarono a far delle merende per ognuno di noi . Avrei voluto andare al ristorante ma l'unico era chiuso per lavori di restauro se ci spostavamo a qualche chilometro di distanza ne avemmo trovati un sacco ma non volli, allora andarono a fare merende per tutti. Lucia,bevve molta acqua e si riprese quasi del tutto . Dopo mangiato i due andarono in perlustrazione noi due restammo li a darci bacetti innocenti. Dun tratto non si sentii la betoniera, e chi cantava smise di cantare , alzando gli occhi vedemmo sette ragazzi che ci circondavano . Alti, snelli, abbronzati, mani callose e sporche, le loro facce non erano belle ma avevano il colore dell'onestà si disposto in cerchio guardavano senza dire nulla , senza neanche muoversi . Io dopo averli squadrati tutti dissi «Cos apettate? Cacciate i cazzi prima che tornino i nostri mariti». Non si fecero pregare mentre noi in ginocchio sembrava pregassimo loro. Mentre stavamo consumando un cazzo in bocca ci ritrovammola fessa e il culo riempiti ne avanzava uno che a turno prendeva il posto di qualcun'altro, nel frattempo i nostri mariti tornarono , calo il gelo si fermarono tutti aspettavano una reazione che tardiva ad arrivare , fu sarò a prendere l'iniziativa, chiese aiuto ragazzi se c'era un bar nelle vicinanze in modo che loro potessero aspettare che loro finissero senza disturbare. Ce ne indicavano uno nemmeno troppo lontano da lì potevano pure controllare quando avevamo finito. Restammo sole in balia di quei ragazzi che a pensarci bene forse erano loro in balia nostra . Certo che i muratori so tosti , hanno energie che spruzzano dai pori ma per noi due non bastava . Bevemmo non so quanta sborra e e venimmo non so quante volte , poi uno ad uno collarino ai nostri piedi . Non ne avevano più erano distrutti . Si ritiravano quasi strisciando mentre io chiedevo a Lucia un ultimo sforzo ero ancora arrapata volevo venire per eroica voleva accontentarmi ma non ci riusci anche lei era stremata. Nell'andare via i muratori dissero« il primo maggio noi saremo qua » l Lucia disse che lei non c'era io risposi « ragazzi forse ci sarò » . Ormai era tardi dovemmo tornare a casa Enzo mi chiese un pompino lo ottenne , avrei voluto dargli di più ,ma si addormento. Chiamai Lucia gli dissi che pensavo al suo corpo sodo disse che era stanca e aveva sonno, mentre saro gia dormiva da più di un ora , allora,capii l'unica cosa per spegnere le mie voglie era farmi un ditale all'ora rassegnata me lo sparai.
L'acqua era gelata il sole poco caldo, ma i nostri temerari mariti si tuffarsi ugualmente andavano per granchi e polipi sulla scogliera antistante la spiaggia, per le cozze era ancora presto. Mi venne da fare un po' di pipi andare in acqua non se ne parlava troppo ghiacciata allora provai nei bagni ma non erano funzionanti erano già quattro fuori servizio restava il quinto se anche lui era fuoriservizio alzerei fatta in uno pigliatelo, che citavo fare, mi scappava. Per fortuna quello funzionava anche se non era il massimo dell'igiene, probabilmente era usato da quei muratori per i loro bisogni. La porta non si chiudevano allora Lucia fece da guardia. Mi accorsi che mi guardava la fessa,desiderosa all'ora la trascinai in uno spogliatoio e e la chiavai di brutto. Mentre le nostre lingue si intrecciavano cominciando la danza dell'amore le mie mani tastavano il suo corpo , una si fermò sui seni e giocava con si capezzoli l'altra gli tasto il culo , poi comincio ad accarezzargli la fessa. Lei in un primo momento fu passiva ma poi si sboloccò e comincio anche lei con carezze e baci. Le nostre lingue entrarono in ogni buco,i nostri corpi si aggrovigliarono, sembravamo contorsionista tanto era l'ansia di raggiungere il punto tanto ambito. Quando la leccai dietro l'orecchio esplose in un urlo di goduria e quando lei mi lecco lo stesso punto fremito di piacere pervaso il mio corpo , la troia se ne accorse e rincaro la dose continuo a leccarmi lì e bel frattempo mi sgrillettava il clito, cazzo mi si appanna la vista andai in estasi pochi secondi e poi squirtai da paura solo guardando me squirto snchwmlai cercai di berne il succo che mi impasticco la faccia ma aveva un sapore così buono , sapeva didesidwrio espresso, e di dolcezza infinita. Continuammo ancora non eravamo sazie , venimmo insieme altre due volte poi poverina non abituata come me alle martoneessuali getto la spugna si sdraio per terra esausta. Mi alzai , me ne tornai in spiaggia intanto i nostri due coniugi erano rientrati vantando di aver catturato un polipo ciascuno e qualche granchio anche se piccolini. Li mandai a recuperare Lucia. Dopo averla sistemata all'ombra andarono a far delle merende per ognuno di noi . Avrei voluto andare al ristorante ma l'unico era chiuso per lavori di restauro se ci spostavamo a qualche chilometro di distanza ne avemmo trovati un sacco ma non volli, allora andarono a fare merende per tutti. Lucia,bevve molta acqua e si riprese quasi del tutto . Dopo mangiato i due andarono in perlustrazione noi due restammo li a darci bacetti innocenti. Dun tratto non si sentii la betoniera, e chi cantava smise di cantare , alzando gli occhi vedemmo sette ragazzi che ci circondavano . Alti, snelli, abbronzati, mani callose e sporche, le loro facce non erano belle ma avevano il colore dell'onestà si disposto in cerchio guardavano senza dire nulla , senza neanche muoversi . Io dopo averli squadrati tutti dissi «Cos apettate? Cacciate i cazzi prima che tornino i nostri mariti». Non si fecero pregare mentre noi in ginocchio sembrava pregassimo loro. Mentre stavamo consumando un cazzo in bocca ci ritrovammola fessa e il culo riempiti ne avanzava uno che a turno prendeva il posto di qualcun'altro, nel frattempo i nostri mariti tornarono , calo il gelo si fermarono tutti aspettavano una reazione che tardiva ad arrivare , fu sarò a prendere l'iniziativa, chiese aiuto ragazzi se c'era un bar nelle vicinanze in modo che loro potessero aspettare che loro finissero senza disturbare. Ce ne indicavano uno nemmeno troppo lontano da lì potevano pure controllare quando avevamo finito. Restammo sole in balia di quei ragazzi che a pensarci bene forse erano loro in balia nostra . Certo che i muratori so tosti , hanno energie che spruzzano dai pori ma per noi due non bastava . Bevemmo non so quanta sborra e e venimmo non so quante volte , poi uno ad uno collarino ai nostri piedi . Non ne avevano più erano distrutti . Si ritiravano quasi strisciando mentre io chiedevo a Lucia un ultimo sforzo ero ancora arrapata volevo venire per eroica voleva accontentarmi ma non ci riusci anche lei era stremata. Nell'andare via i muratori dissero« il primo maggio noi saremo qua » l Lucia disse che lei non c'era io risposi « ragazzi forse ci sarò » . Ormai era tardi dovemmo tornare a casa Enzo mi chiese un pompino lo ottenne , avrei voluto dargli di più ,ma si addormento. Chiamai Lucia gli dissi che pensavo al suo corpo sodo disse che era stanca e aveva sonno, mentre saro gia dormiva da più di un ora , allora,capii l'unica cosa per spegnere le mie voglie era farmi un ditale all'ora rassegnata me lo sparai.
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