Col commercialista

di
genere
confessioni


Sposai che ero incinta ormai di quattro mesi. Dopo un viaggio di nozze un po movimentato, volevo fare la moglie fedele. Allora lavoravo in uno studio privato, facevo da segretaria ad un commercialista . Dopo un colloquio, grazie alle mie abilità, di lingua, ricevetti l'impiego. Il mio principale poteva avere, più o meno, cinquantacinque anni, non aveva un gran fisico, bassino,arrivava appena ad un metro e settanta. Un po di pancia lo facevasembrare quasi rotondo. Era un po calvo ed aveva la barba incolta. Non era quindi un adone , ma in compenso era esageratamente ricco. Non era sposato ma le donne non gli mancavano. La potenza del dio denaro pensavo. La nostra collaborazione andava spedita, mai un richiamo , mai un appunto. Molto spesso mi aiutava quando dettava veniva dietro le,spalle e mi correggeva nel caso sbagliassi. Era inverno , le maglie felpate stridevano con la minigonna ma le autoreggenti mi riparavano le gambe dal freddo. Quando si metteva alle mie spalle sentivo il suo pacco appoggiato alla mia schiena, con quell'abbigliamento non ci facevo caso anche perché lui non spingeva troppo.
Tempo un mese cambio la stagione , la primavera fece capolino e con essa i primi caldi. Anche le mise cambiarono, le vesti pesanti, le felpe e i maglioncini lasciarono posto ad un abbigliamento più leggero ,meno caloroso e più appariscente.
Quando si metteva dietro e appoggiava il cazzo,era molto più palese. Io lo lasciavo fare , infondo,sentire un cazzo dietro le spalle era qualcosa di fenomennale.
Stranamente però non andava oltre si accontentava di appoggiarlo sulle spalle. Avrei voluto tanto essere fedele ma il contatto con quel cazzo mi scombussolava. Perdevo il senno lo volevo ,ma rimanevo sempre delusa e non osavo chiedere. Spesso mi domandavo il perché di quel comportamento, e non sapevo,dare una risposta. Visto,che lui non prendeva l'iniziativa lo feci io . Mentre lui stava appoggiato alle spalle , fulminea , mi girai di scatto e per prenderlo in bocca , cazzo venne mentre stava ancora fuori. Ecco il perché , soffriva di eiaculazione precoce ed aveva vergogna. Ma io lo volevo non potevo contentarmi certo di quel poco , allora cominciai a succhiare forte ,pareva non volerne sapere allora,cominciaimad,usare la lingua magistralmente , come non avevo fatto mai. Cominciai a leccargli lo scroto prendendo le palle una alla volta e succhiandole delicatamente. Salii poi con la lingua verso il prepuzio e avvolgendo tutta l'asta. Al prepuzio mi stacco lo guardo , mi compiaccio, comincia dar segni di risveglio. Apro le labbra prendo la cappella la succhio e la lecco , intanto del precum esce dal foretto, lo raccolgo con la lingua lo ingoio , poi mi lecco le labbra e ricomincio. Ora cresce un po non è ancora al massimo ma si sente bene. Lavoro ancora un po' con la lingua poi spalancò la bocca e lo inghiottisco tutto. Mi arriva in gola , lo tengo li fermo per qualche istante, poi comincio a fare dentro e fuori. Lo cacciò in gola lo riccio fuori ormai e duro , ma non mi fido , continuo ancora , sembra voglia fregarmi di nuovo , capisco che sta per sborrare , allora,gli blocco l'eiaculazione, due secondi fermi poi si ricomincia , ma questa volta lo prendo nella fessa. Lo distendo sulla scrivania , gli salgo addosso ,lo cavalco. La miglior amazzone o il fantino pluripremiato non mi tengono testa quando si tratta di cavalcare un cazzo. Si dibatteva, ed ogni volta che stava per venire gli bloccavo l'eiaculazione. Intanto, io venivo , i miei umori si spargevano sul suo cazzo, si depositavano sul mio ventre. Poi venni colta di sorpresa , mentre squirtavo lui sborro nella mia fessa. Ci volle un po ma ripartì , allora volli che mi spaccasse il culo. Ci metteva un po di tempo è vero ma quando diventava duro era una mazza di tutto rispetto, da non farsela sfuggire. Mi hiavava il culo mentre io mi sgrillettavo il clitoride , il mio seno era fra le sue mani i capezzoli stritolati tra le sue dita
Cazzo come mi piaceva , cominciò a stantuffarmi forte ogni botta mi spostava un po , mi faceva fare un passato avanti, fra gridolini, mugolii e perché no anche grugniti. Io a novanta gradi appoggiata alla scrivania ,mentre mi veniva in culo spingevo forte su di essa, cedette, poi con uno schianto e ci ritrovammo a terra tra pezzi di legna carta penne e ferro.
Ridemmo per fortuna non ci facemmo niente anzi mi piacque perché sentii entrare quel cazzo ancora più dentro , come se ci fossero entrate anche le palle.
L'indomani in ufficio arrivo una scrivania nuova ed un divanetto. Invece io mi licenziai avevo rischiato di perdere la bambina
scritto il
2026-04-25
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