Suo fratello è un toro 4
di
Forbidden Thoughts
genere
tradimenti
Poi lo schermo vibrò di nuovo.
Un altro messaggio.
*Siete arrivati.*
Non era una domanda.
Era una constatazione.
Alzai lo sguardo verso la cucina.
Sentivo il rumore dell’acqua che riempiva i bicchieri.
Abbassai di nuovo gli occhi sul telefono.
*Sì.*
La risposta partì prima che potessi pensarci troppo.
Passarono pochi secondi.
Poi il telefono vibrò di nuovo.
*Siete soli?*
Il cuore accelerò leggermente.
Sentii il mio fidanzato muoversi in cucina.
Aprire un cassetto.
Chiuderlo.
Esitai un momento.
Poi scrissi.
*Sì.*
La risposta arrivò quasi subito.
*Interessante.*
Inspirai lentamente.
Il telefono rimase fermo per qualche secondo.
Poi un altro messaggio.
*Adesso sei seduta sul divano.*
Rimasi immobile.
*Come fai a saperlo?*
Tre puntini comparvero subito sullo schermo.
*Ti conosco già abbastanza.*
Stavo ancora guardando quella frase quando il mio fidanzato entrò nel soggiorno con due bicchieri in mano.
Spensi lo schermo quasi istintivamente.
«Ecco» disse porgendomi il bicchiere.
«Grazie.»
Si sedette accanto a me.
Non troppo vicino.
Ma abbastanza da sentire il suo braccio sfiorare il mio.
Bevve un sorso.
«Comunque» disse «mio cugino ha davvero esagerato con le bottiglie.»
Sorrisi appena.
«Un po’.»
Lui si appoggiò allo schienale del divano.
«Però era da un po’ che non vedevo così tanta gente tutta insieme.»
Annuii.
Il telefono vibrò di nuovo.
Sul tavolino davanti a noi.
Il suono fu breve ma chiarissimo nel silenzio della stanza.
Il mio fidanzato abbassò lo sguardo verso il telefono.
«Messaggio a quest’ora?» disse con tono leggero.
«Probabilmente qualcuno della festa.»
Allungai la mano e presi il telefono.
Lo schermo si illuminò.
*Ti stai comportando bene?*
Sollevai appena il telefono per non far vedere lo schermo.
«Chi era?» chiese lui.
«Una delle ragazze che ho conosciuto stasera.»
Lui annuì.
Non sembrava sospettoso.
Solo curioso.
Appoggiai il telefono sul divano accanto a me, con lo schermo verso il basso.
Lui finì l’acqua e posò il bicchiere sul tavolino.
Poi si voltò verso di me.
«Sai una cosa?»
«Cosa?»
Mi osservò per un momento.
«Quel vestito ti sta davvero bene.»
Sorrisi.
«Grazie.»
Lui allungò una mano e la posò sul mio ginocchio.
Un gesto naturale.
Affettuoso.
«Te l’ho detto anche prima alla festa» continuò.
«Ma forse non mi hai sentito.»
«C’era parecchio rumore.»
Rise piano.
Poi si avvicinò leggermente.
Mi baciò.
Un bacio semplice.
Familiare.
Io ricambiai.
Ma da qualche parte, nella mia testa, sentivo ancora il telefono sul divano accanto a me.
Come se lo schermo potesse illuminarsi da un momento all’altro.
Quando ci staccammo lui rimase vicino.
«Sei stanca?» chiese.
«Un po’.»
«È stata una serata lunga.»
Annuii.
Lui si alzò dal divano.
«Vado a farmi una doccia veloce» disse.
«Poi magari guardiamo qualcosa.»
«Va bene.»
Lo seguii con lo sguardo mentre spariva nel corridoio.
Qualche secondo dopo sentii la porta del bagno chiudersi.
E l’acqua della doccia iniziare a scorrere.
Il telefono vibrò.
Lo presi subito.
*Eri tra le sue braccia?*
Guardai verso il corridoio.
L’acqua continuava a scorrere.
*Sì.*
Passarono due secondi.
Poi arrivò la risposta.
*E stai pensando a me mentre ti bacia.*
Rimasi a fissare quelle parole.
Il riflesso dello schermo illuminava appena la stanza.
Scrissi lentamente.
*Sei incredibile.*
La risposta arrivò subito.
*No.*
Una pausa.
Poi un altro messaggio.
*Ti conosco.*
Sentii l’acqua della doccia fermarsi.
Rimasi immobile per un momento.
Il telefono ancora tra le mani.
Poi lo appoggiai lentamente sul tavolino.
E solo allora mi resi conto di una cosa.
Il problema non era più quello che stava facendo lui.
Il problema era che avevo smesso di fermarlo.
Un altro messaggio.
*Siete arrivati.*
Non era una domanda.
Era una constatazione.
Alzai lo sguardo verso la cucina.
Sentivo il rumore dell’acqua che riempiva i bicchieri.
Abbassai di nuovo gli occhi sul telefono.
*Sì.*
La risposta partì prima che potessi pensarci troppo.
Passarono pochi secondi.
Poi il telefono vibrò di nuovo.
*Siete soli?*
Il cuore accelerò leggermente.
Sentii il mio fidanzato muoversi in cucina.
Aprire un cassetto.
Chiuderlo.
Esitai un momento.
Poi scrissi.
*Sì.*
La risposta arrivò quasi subito.
*Interessante.*
Inspirai lentamente.
Il telefono rimase fermo per qualche secondo.
Poi un altro messaggio.
*Adesso sei seduta sul divano.*
Rimasi immobile.
*Come fai a saperlo?*
Tre puntini comparvero subito sullo schermo.
*Ti conosco già abbastanza.*
Stavo ancora guardando quella frase quando il mio fidanzato entrò nel soggiorno con due bicchieri in mano.
Spensi lo schermo quasi istintivamente.
«Ecco» disse porgendomi il bicchiere.
«Grazie.»
Si sedette accanto a me.
Non troppo vicino.
Ma abbastanza da sentire il suo braccio sfiorare il mio.
Bevve un sorso.
«Comunque» disse «mio cugino ha davvero esagerato con le bottiglie.»
Sorrisi appena.
«Un po’.»
Lui si appoggiò allo schienale del divano.
«Però era da un po’ che non vedevo così tanta gente tutta insieme.»
Annuii.
Il telefono vibrò di nuovo.
Sul tavolino davanti a noi.
Il suono fu breve ma chiarissimo nel silenzio della stanza.
Il mio fidanzato abbassò lo sguardo verso il telefono.
«Messaggio a quest’ora?» disse con tono leggero.
«Probabilmente qualcuno della festa.»
Allungai la mano e presi il telefono.
Lo schermo si illuminò.
*Ti stai comportando bene?*
Sollevai appena il telefono per non far vedere lo schermo.
«Chi era?» chiese lui.
«Una delle ragazze che ho conosciuto stasera.»
Lui annuì.
Non sembrava sospettoso.
Solo curioso.
Appoggiai il telefono sul divano accanto a me, con lo schermo verso il basso.
Lui finì l’acqua e posò il bicchiere sul tavolino.
Poi si voltò verso di me.
«Sai una cosa?»
«Cosa?»
Mi osservò per un momento.
«Quel vestito ti sta davvero bene.»
Sorrisi.
«Grazie.»
Lui allungò una mano e la posò sul mio ginocchio.
Un gesto naturale.
Affettuoso.
«Te l’ho detto anche prima alla festa» continuò.
«Ma forse non mi hai sentito.»
«C’era parecchio rumore.»
Rise piano.
Poi si avvicinò leggermente.
Mi baciò.
Un bacio semplice.
Familiare.
Io ricambiai.
Ma da qualche parte, nella mia testa, sentivo ancora il telefono sul divano accanto a me.
Come se lo schermo potesse illuminarsi da un momento all’altro.
Quando ci staccammo lui rimase vicino.
«Sei stanca?» chiese.
«Un po’.»
«È stata una serata lunga.»
Annuii.
Lui si alzò dal divano.
«Vado a farmi una doccia veloce» disse.
«Poi magari guardiamo qualcosa.»
«Va bene.»
Lo seguii con lo sguardo mentre spariva nel corridoio.
Qualche secondo dopo sentii la porta del bagno chiudersi.
E l’acqua della doccia iniziare a scorrere.
Il telefono vibrò.
Lo presi subito.
*Eri tra le sue braccia?*
Guardai verso il corridoio.
L’acqua continuava a scorrere.
*Sì.*
Passarono due secondi.
Poi arrivò la risposta.
*E stai pensando a me mentre ti bacia.*
Rimasi a fissare quelle parole.
Il riflesso dello schermo illuminava appena la stanza.
Scrissi lentamente.
*Sei incredibile.*
La risposta arrivò subito.
*No.*
Una pausa.
Poi un altro messaggio.
*Ti conosco.*
Sentii l’acqua della doccia fermarsi.
Rimasi immobile per un momento.
Il telefono ancora tra le mani.
Poi lo appoggiai lentamente sul tavolino.
E solo allora mi resi conto di una cosa.
Il problema non era più quello che stava facendo lui.
Il problema era che avevo smesso di fermarlo.
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