Finalmente sono nel suo letto

di
genere
prime esperienze

Quella mattina mi svegliai molto eccitata.
Avevo sognato di essere sodomizzata dal membro della mia collega Francy, una splendida trans, sempre ben curata ed elegante, che lavora con me da circa 10 mesi e la mia vagina andava davvero a fuoco.
Ammetto che sono pazza di lei fin quasi dal primo giorno che la conobbi ma mai, fino ad oggi, avevo pensato di portarmela a letto e di farmi sodomizzare, quindi quella situazione mi creava parecchio imbarazzo e andava completamente fuori da quei principi che sono radicati in me, da sempre, riguardo al sesso senza amore reciproco.
Allungai istintivamente la mano e la infilai nelle mutandine, e erano decisamente fradice, cercai col dito l’entrata della mia vagina e presi a masturbarmi, con estrema voracità ed eccitazione.
Mentre con il dito medio mi scopavo con foga, il pollice cercava delicatamente di massaggiare il clitoride, rendendomi sempre più smaniosa di ricevere qualcosa di più grosso e di decisamente più duro delle dita dentro la mia figa, già grondante di piacere.
Sfilai non senza dispiacere la mano e leccai i miei umori fino all’ultima goccia; da sempre il mio acre e delicato sapore mi fa impazzire, così non perdo occasione di assaporarlo.
Poi, eccitata come non mai, allungai il braccio verso il comodino ed estrassi dal cassettino il mio fedele sex toy di 25 cm.
La luce sopra il letto ne faceva luccicare la rosa cappella, mi soffermai ad ammirarlo per qualche istante e poi me lo portai alla bocca.
Inumidii per bene la punta, feci scorrere la lingua su tutta l’asta e lo portai eccitata verso la mia ingorda fighetta già pronta alla penetrazione.
Scostai di lato le mutandine e spinsi con decisione. Non fece nessuna resistenza e mi sentii subito riempieta:
- ahhhhhh! Che meraviglia! – mi lasciai sfuggire ad alta voce.
Riempii la figa con quel cazzone per un tempo indefinito e prima di godere mi penetrai più e più volte anche l’ano, con le dita che cercavano invano di riempirlo il più possibile.
- Francy sodomizzami, ti prego, fammi godere. Sborrami dentro, fammi sentire tutto il tuo calore, riempimi del tuo amore!
La invocai più e più volte fino a quando l’orgasmo non esaurì tutte le mie energie.
Restai stesa ancora per qualche minuto, ansimando, nel letto.
La vedevo, nella mia mente offuscata dal piacere appena ricevuto, accoccolata al mio corpo, intenta a baciarmi amorevolmente il collo proteso verso le sue labbra, con la lingua che lentamente inizia ad esplorare i seni ancora indolenziti dai suoi bollenti massaggi.
La sentivo scivolare velocemente verso la mia stretta vagina incastonata in un ventre già inarcato e proteso verso di lei, in dolce attesa della sua lingua impazzita, immaginando l’attimo in cui la sua lingua, sfiorando la mia stretta fighetta, cerca di raccogliere ogni rivolo di quel suo prezioso nettare già fuoriuscito dal mio ano ancora spalancato.
Mi alzai e, dopo una bella doccia rigenerativa e una sostanziosa colazione, mi recai in ufficio.
Alle 8.30 presi posto alla scrivania e dopo qualche minuto entrò lei, il meraviglioso oggetto del mio desiderio della notte passata.
- Ciao Sara, passato un bel fine settimana? Ti sei data finalmente alla pazza gioia?
- Buongiorno Francy, purtroppo non ho potuto muovermi di casa, questo fine settimana, perché sono venuti gli operai a completare quei lavoretti rimasti sospesi dopo il mio recente trasloco. Tu invece, ti sei divertita alla cena di ieri sera? Fatte delle nuove conquiste?
Scostò nervosamente la sedia e prese posto alla sua scrivania. Accese il computer e poi alzò lo sguardo verso di me. Quasi svogliata rispose alla mia domanda.
Le si leggeva chiaro sul dolce visetto che le cose non erano andate certo come se le aspettasse.
- Guarda, una noia tremenda. Sono stata in compagnia di maschietti veramente idioti e femminucce buone al massimo per cucinare e rammendare. A mezzanotte ero già a casa, delusa e molto incazzata, così ho dovuto sfogarmi da sola!
Quella è stata l’unica soddisfazione della serata.
La guardai dritta negli occhi, stupita, e sentii le mie gote arrossarsi.
Mai si era spinta con me verso argomenti così intimi; sembrava quasi avesse letto la mia mente, quella mattina, e cercasse di stuzzicarmi, così da portarmi diritta verso argomenti più espliciti.
- Leggo sul tuo viso un certo imbarazzo, ti sei forse scandalizzata per le mie ultime parole?
Se è così ti chiedo scusa e non mi permetterò mai più altre confidenze così personali
- ma no, tranquilla - le risposi semi-imbarazzata – ci vuole ben altro per scandalizzarmi, solo che non ti eri mai spinta così in la, con me, e sono rimasta decisamente di stucco
- guarda sono così infuriata che non mi rendo nemmeno conto che di quello che blatero. Perdonami se ti ho mesa in imbarazzo! Ma ho davvero bisogno di sfogarmi con qualcuno
- figurati – mi affettai a risponderle - sono decisamente onorata che finalmente ti sei sciolta un po’ di più con me, pensavo fossi una di quelle che di sesso non vogliono mai parlare e si limitano ad argomenti più di circostanza
- ma scherzi? Non mi tiro mai indietro se si entra in quei delicati ed eccitanti discorsetti che si infilano nei letti delle persone, mi eccitano da impazzire, specialmente se sono molto dettagliati.
Così dicendo finalmente apparve sul suo viso quello splendido sorriso che mi faceva impazzire.
- Allora siamo in due – le risposi con un sorrisetto malizioso stampato sulle labbra – anch’io non perdo occasione di stuzzicare le mie amiche riguardo le loro avventure sessuali.
Spesso ci facciamo delle grandi risate su quanto siano indelicati ed egoisti gli uomini e di come pensino di essere bravi a letto, cosa che sempre più spesso non corrisponde a verità.
Ridemmo per qualche minuto come delle liceali e poi ci mettemmo finalmente a lavorare.
La giornata proseguì molto tranquillamente e non ritornammo mai sul discorso, nemmeno durante la pausa pranzo.
Quel giorno Francy era particolarmente sexy, si era presentata in ufficio con una mini rossa veramente corta ed attillata e spesso si potevano intravedere, sotto la scrivania, le sue mutandine bianche di pizzo.
Vi posso assicurare che ha un culetto davvero invidiabile e spesso sogno, nel vuoto della mia stanza, di massaggiarlo con le mie tette.
Non persi occasione di lanciarle soventi occhiatine, quella mattina, e credo che se ne fosse anche accorta.
Notai che non disdegna le mie attenzioni e che spesso accavalla, molto lentamente, le sue gambe, quasi a volermi stuzzicare.
Ammetto che pensavo di sovente al sogno di quella notte e, soprattutto, cercavo spesso di immaginare quanto potesse essere possente quel membro che mai riuscivo a scorgere tra le sue cosce scolpite, sotto quella scrivania.
Perfino la sua camicetta blu si è stranamente sbottonata parecchio, fino al punto di lasciarmi intravedere il candido reggiseno bianco coordinato che indossa, con le sue piccole, ma molto stuzzicanti tettine, li, davanti a me, pronte per essere ammirate.
Il reggiseno che indossa è sicuramente molto sottile perché i capezzoli, molto spesso, fanno gran sfoggio di se sotto il liscio tessuto di seta della camicetta: sono meravigliosi!
Alle 17 sono davvero eccitata e tra le gambe sento nuovamente un fuoco pazzesco.
Non volevo che se ne andasse e così presi il coraggio a 4 mani e decisi di fare quel passo che mai ero riuscita a compiere fino ad oggi.
- Sai, stasera non ho voglia di mangiare da sola, che dici se ti invitassi per un aperitivo e per cenare insieme?
So che da molto tempo non ho storie con qualcuno così sperai accettasse il mio invito senza esitazione.
- Sai che volevo chiederti la stessa cosa? – rispose con la voce quasi tremolante – Anch’io non voglio restare da sola, questa sera. Accetto con piacere l’invito, ma prima devo passare da casa per rinfrescarmi. Che dici mi accompagni e poi vediamo dove andare?
Accettai senza la minima titubanza e ci incamminiamo verso casa sua.
Mi sentivo come una scolaretta alle prime armi, sono eccitatissima e allo stesso tempo molto tesa.
Parliamo del più e del meno, la strada da fare non è poi molta, così in 15 minuti giungiamo davanti al portone del suo palazzo.
Saluta con gentilezza una sua vicina, secondo me anche lei trans, osservandone attentamente i lineamenti, e ci affrettiamo all’ascensore. È davvero carina!
Francy abita in una mansarda al 4 piano quindi ci vogliono parecchi seconda prima di arrivare al suo piano
- sai, è da tanto che qualcuno non viene in casa mia, spero di non sfigurare
- tranquilla so bene cosa significhi vivere da sola quindi sono abituata a tutto. Il mio appartamento è perennemente sotto sopra perciò non farti nessun problema.
Scoppiamo nuovamente a ridere come delle scolarette, ma quella situazione scioglie finalmente quel filo di tensione che c’è stato fino a quel momento tra di noi.
Sfilò le chiavi dalla piccola borsetta che teneva sotto il braccio e aprì l’uscio.
L’appartamentino è piccolo ma carinissimo e ben curato. In seguito mi confidò che da poco lo aveva acquistato e che è molto felice per il passo fatto.
La ragazza ha del buon gusto, e, soprattutto, sembra apprezzare molto l’ordine e l’eleganza.
- Che dici, prima di uscire, ci facciamo un caffè? Così possiamo rilassarci e decidere dove andare.
Annuii e mi accomodo al piccolo tavolino da colazione situato nei pressi della zona cottura.
- Ti spiace se mi do una rinfrescata? Se hai bisogno fallo pure anche tu, non farti problemi
- sono a posto, grazie, ma tu fai pure. Ti aspetto qui e nel frattempo leggo i messaggi che mi sono arrivati
- ok, vedo di fare velocemente. Se hai bisogno del bagno entra pure, non mi faccio problemi di nessun tipo
- perfetto, grazie – le risposi senza però guardarla negli occhi.
Si allontanò velocemente e in quel momento un ambiguo pensiero balena nella mia mente:
“quasi quasi ne approfitto e tra qualche minuto entro nel bagno, forse è la volta buona che riuscirò finalmente a vedere il cazzo che si trova tra le sue gambe”.
Un gran calore divampò nuovamente tra le mie cosce e quasi senza rendermene conto sto già accarezzando il mio basso ventre.
Sbirciai distratta il telefono per far passare qualche minuto e poi, decisa, puntai il bagno.
La porta è socchiusa: busso comunque ma non ricevo nessuna risposta.
Scosto ancora un pochino la porta e, quasi sobbalzando, mi ritrovo Francy, in lingerie, davanti agli occhi:
- sapevo che saresti venuta e non volevo deluderti – e così dicendo si avventa su di me e piazza la sua lingua dentro la mia bocca.
Mi prende di sorpresa, non mi sarei mai aspettata questa situazione, ma non sono per nulla imbarazzata. Rispondo al suo bacio con molta passione fino a quando non prende la mia mano con forza e mi trascina velocemente nella sua stanza.
Dentro quella meravigliosa stanzetta in penombra rimette la sua lingua nella mia bocca e ricomincia a cercare la mia lingua, mentre le sue mani cominciano un lento e delizioso massaggio ai miei seni.
Ho una terza abbondante e sono certa che stia molto apprezzando quello che sta toccando. Non mi sento da meno e prendo a slacciarle il reggiseno, poi inizio a titillarle i capezzoli già eretti.
Ma nella mia mente continuo a pensare al suo cazzo così la spingo decisa sul letto e lo cerco con gli occhi.
Finalmente il mio desiderio represso viene soddisfatto e posso vedere l’oggetto del mio desiderio notturno.
Ne resto davvero affascinata: sotto quel bianco e candido pizzo delle sue bianche mutandine si vede, ben eretto e pulsante, uno splendido cazzone di generosissime dimensioni.
Mi avvento su di lei e le sfilo le mutandine. Lo voglio afferrare e voglio tastarne la consistenza.
- Finalmente posso godere delle tue grazie. Ho sognato il tuo cazzo, questa notte, e mi sono pure masturbata pensando a te. Ora posso finalmente darti quel piacere che tu hai dato a me!
Non lascio nemmeno che mi risponda e inizio a succhiarglielo con una foga che mai avevo avuto in altre situazioni molto simili.
Mi soffermo parecchio sulla grossa cappella fino a quando non la sento ansimare di piacere.
- Se continui così mi farai sborrare, Sara! Rallenta, ti scongiuro.....
- non vedo l’ora di assaporare ogni goccia del tuo seme, Francy, ma prima voglio che mi lecchi la passerina. Fammi impazzire con lingua e poi scopami, prendimi ovunque, voglio essere completamente tua!
Non se lo fa certo ripetere. Si alza di scatto e con la grande forza delle sue braccia mi costringe a pecorina. Infila la sua lingua ovunque, la sento scorrere impazzita su ogni millimetro delle mie grandi e piccole labbra già gonfie di piacere. Un brivido scorre lungo la mia colonna vertebrale quando inizia a leccarmi l’ano e impazzisco di desiderio ogni volta che la punta della sua lingua cerca di penetrarmi.
- Sai, da molto aspetto questo momento. Ho sognato di incularti tante di quelle volte che ho consumato il cazzo a forza di seghe. Ora sei qui e mi godrò ogni millimetro del tuo corpo, te lo assicuro.
Sento finalmente la sua grossa cappella gonfia iniziare a spingere delicatamente sul mio ano, è meraviglioso.
Sono già un lago e prendo a masturbarmi con due dita.
Con un colpo deciso mi penetra e prende a stantuffarmi con decisone.
- Mamma mia che cazzo possente hai, ragazza, sono già tutta un lago. Ti prego spaccami il culo e sborra dentro di me.
Sento la sua eccitazione crescere dentro di me e dopo alcune possenti spinte mi sento completamente innondata dal suo nettare.
Lascio che sfili il suo pene e mi fiondo sul quella verga ancora ben eretta, voglio finalmente assaporare ogni goccia del suo bianco e denso sperma.
Lecco la cappella e poi mi dedico totalmente alla pulizia della sua asta.
Mi soffermo più e più volte suoi depilati testicoli e cerco avidamente, con la lingua, il suo ano. Lo inumidisco per bene e le infilo due dita su per il culetto.
- Sei una gran porca, Sara, mi stai facendo impazzire. Continua così e presto ti riempirò la figa con il mio cazzo!
- Non chiedo di meglio, bellezza, la mia figa ti reclama.
Continuo a succhiarle il cazzo con passione, sono eccitatissima, e le masturbo con forza il culo fino a quando non sento nuovamente il suo cazzo bello duro.
Posiziono la mia vagina sopra di lei e mi lascio cadere decisa su di esso.
- Sei fantastica, Francy, ti desidero da così tanto tempo he sono tutta un bollore.
Tra poco ti farò godere dentro la mia fighetta e non ti preoccupare, puoi riempirmi senza problemi con la tua sborra, sono sterile!
La monto con tutte le mie forze e l’orgasmo non tarda ad arrivare. Schizzo su di lei più volte e poi riprendo a montarla fino a quando non la sento esplodere dentro di me.
- Ora, da brava, leccami la figa e bevi tutta la tua sborra. Poi vieni da me e concludiamo con una bella slinguazzata.
Non se lo fa ripetere ed esegue i miei desideri alla perfezione.
Fu la prima di una serie di prestazioni che portammo avanti per buona parte della nottata.
Poi spossate ci abbandoniamo l’una tra le braccia dell’altra e ci addormentiamo
profondamente.
Finalmente ho trovato la mia anima gemella e da quel giorno facciamo decisamente coppia fissa.
Con lei mi si è aperto un mondo di trasgressione che mai ho provato fino ad oggi e quello che combiniamo a letto è qualcosa di meraviglioso.
E vi posso assicurare che spesso non siamo sole.
Ma questa è un’altra storia!
scritto il
2026-06-07
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