L'assistente

di
genere
confessioni

Mi ha sempre affascinata il ricamo ,il cucito il lavoro a maglia confezionare abiti vestiti. Volevo diventare stilista come Krizia o Donatella Versace . Ma la mia famiglia era di umili origini. Papà faceva il muratore ma una malattia professionale gli impediva spesso di lavorare ,allergia al cemento. Povero papà spesso tornava da lavoro con le mani che sudavano sangue, lui stringeva i denti il più possibile ma poi doveva arrendersi. Una caterva di figli, otto i primi cinque maschi poi tre femmine la prima ero io. I primi tre artigiani marmisti il quarto continuò gli studi perché da piccolo ebbe un incidente al braccio , mentre il quinto è ora un sacerdote. Anche io volevo lavorare ma a causa della salute cagionevole di mamma,non potevo perché davo una mano in casa. Il venerdì andavo in una sartoria a stirare, almeno guadagnavo dei soldi per me, per non pesare sul bilancio familiare. Ogni volta che andavo guardavocio che facevano e come lo facevano,immagazzinato tutto nel cervello. Una volta la sarta uscì con l'aiutante. Lasciarono del lavoro da fare tornarono dopo alcune ore trovarono il lavoro finito ma ancora tante cose da stirare la signora si meraviglio , e mi elogio mi diede molto piu di quanto mi doveva e mo.disse di passare quando svevo del tempo libero mi avrebbe insegnato ciò che sapeva. Un giorno lei non cera,Laura , cosi si chiamava la sua assistente, mi chiese di fargli compagnia, gli dava fastidio sapersi sola col marito della signora. Le tenni compagnia, il suo odore attirava, mi incuriosiva, cominciammo a parlare di srsso , io alle prime armi anche se avevo gia provato tutto ad Ischia ascoltavo affascinata le sue avventure. Ero incantata dalle sue pare eano mano mi monto la voglia . Giovane e inesperta non capivo perche provavo qualcosa verso di lei che era ina donna ,non capivo perche mentre lei.parlava si formavano dentro il mio stomaco le cosiddette farfalle. Provai a baciarla mi respinse ancje malamente, restai muta in un angolino con la testa bassa e vergognosa per ciò che avevo fatto. Dopo un po di tempo dove io quasi piangevo mi disse « non si fa come hai fatto tu ,le cose si chiedono » disse« scusami ho sbagliato ma ti desidetavo e yi desidero ancora tanto, ma capisco che non vuoi.». Mi accarezzo la guancia, gli misi praticamente il viso in mano ,fremevo di desiderio e chiusi gli occhi per sognare, li riaprii subito per lo stupore , le sue labbra attaccate alle mie, che buon sapore aveva il suo rossetto,. Basto schiuderle leggermente e la sua lingua si insinuò in me. Non so se per difesa o attrazione la mia lingua soi incrocio con la sua. Ormai l'argine era rotto ed il fiume era esondato. Si il fiume della passione alimentato dai nostri gesti , carezze baci morsetti pizzicotti e slinguate varie, era straripato, la passione si impossessa di noi. Fu un inondazione di piaceri che piccoli ma continui si susseguiranno : le carezze dietro lorecchio; i baci al collo dove non poteva mancare qualche succhiotto; le palpatine al seno e ai glutei; le sue succhiatine ai capezzoli; le leccatina andavano dall'ombelico ammonterebbe di venere e poco più sotto al clitoride ed in profondità nella fessa; le dita nel culo seguite dalla lingua , tutto ciò contribuito a una grande squirtata insieme. Fu allora che entro il.marito della signora almeno credo . Ma forse mi sbaglio forse era gia li ad osservarci visto che aveva il cazzo in mano ed era gia duro. Si avvicino e lo mise tra i nostri volti . Ci fiondato.labba e lingua su quel cazzo , un signor cazzo direi calibro ventitré di sicuro. Lodesoderavo ardentemente mi disse « solo nel cilo se lo vuoi , non tradisco mia moglie»
Certo che lo volevo accettai subito . Sebbene non fosse la prima volta che prendessi un cazzo in culo mi fece male ma poi che piacere. Gridavo forte « spaccami il culo forza aprimi in due» mugolavo ansimavo , ancheggiavo per farlo entrare di piu , mentre le sue mani giocavano col mio seno . Una mia mano mi sgrillettava mentre laltra tormentava i capezzoli della mia amica la quale giocava col suo grilletto. Venimmo insieme gridando forte il nostro piacere. Ci ricomponemmo giusto in tempo La signora ritorno prima. L'indomani la signora mi convoca aveva cose da dirmi ma questa è un'altra storia


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scritto il
2026-06-07
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