Gli amici di papà

di
genere
incesti

Il sole del tardo pomeridiano filtrava pigramente attraverso le tende del soggiorno, illuminando la polvere danzante nell'aria. Angela, con indosso solo una vestaglia di seta sbottonata che lasciava intravedere il seno maturo, sorseggiava un bicchiere di vino rosso mentre Nicola, suo figlio, guardava svogliatamente la tv sul divano.
Il suono del campanello ruppe il silenzio. Angela aggrottò la fronte; Giuseppe, suo marito, non aveva menzionato visite. Si alzò, sistemandosi la vestaglia, e aprì. Davanti a lei, con sorrisi ampi e un'aria di complicità, c'erano Marco e Luca, due vecchi amici di Giuseppe.
“Ciao Angela!” esclamò Marco, il suo sguardo indugiando sulla vestaglia di Angela, aperta leggermente davanti. “Giuseppe aveva detto che forse sarebbe rientrato in tempo per fare un aperitivo, speravamo di trovarlo a casa.”
“Mi dispiace” disse Angela “ha avuto un contrattempo e fino a domani non tornerà a casa.”
Angela, seppur leggermente sorpresa, chiese ai due uomini di entrare, aprendo di più la porta, un invito che sembrava quasi involontario.
Nicola, incuriosito dal trambusto, si avvicinò all'ingresso. Vedere i due amici del padre in casa, con sua madre che li accoglieva con un'espressione così... invitante, destò in lui un misto di sorpresa e un'eccitazione sottile e proibita.
Marco e Luca entrarono, i loro sguardi che indugiavano su Angela, scivolando lungo le curve del suo corpo attraverso la seta. L'aria si fece più densa, carica di un'elettricità innegabile. "Vorrà dire che preparerò io e Nicola qualcosa da bere per voi," propose Angela, con un inizio di eccitazione.
Mentre si dirigeva verso la cucina, ondeggiando il suo culo con le unghie dei piedi colorate di rosso, sentiva i loro occhi seguirla, e un brivido le percorse la schiena. Nicola, rimasto in piedi vicino alla porta, osservava la scena con un'intensità crescente, il suo corpo che reagiva a un desiderio che non osava ancora nominare.
“Nicola prendi delle patatine e delle olive dalla dispensa.”
Nicola vide sua madre in cucina che preparava una bottiglia di vino bianco, con la vestaglia che svolazzava e le belle gambe bianche che si scoprivano.
“Nicola dobbiamo fare bella figura con gli amici del papà, aiutami però.”
Nicola dietro la mamma tornò in soggiorno con il vino, i bicchieri, patatine e olive.
Luca e Marco erano già seduti sul divano e Angela, dopo aver servito il vino nei bicchieri, facendo intravvedere dalla scollatura della vestaglia le belle tette, si sedette sulla poltrona di fronte a loro.
Nicola, intanto, ancora in piedi guardava dal suo angolo, non riusciva a staccare gli occhi. Vedere sua madre in piedi di fronte ai due uomini che le guardavano le gambe bianche leggermente aperte, accendeva in lui una fiamma che bruciava sempre più forte. La sua mente era un turbine di pensieri proibiti, mentre il suo corpo rispondeva con un'erezione dolorosa sotto i jeans.
Marco si schiarì la voce, il suo sguardo fisso sul décolleté di Angela. "Angela, sei sempre stata una donna bellissima. Giuseppe è un uomo fortunato."
Luca annuì con un sorriso malizioso, i suoi occhi che scivolavano dalle tette di Angela alle sue cosce scoperte. "Decisamente fortunato. E tu, Nicola, con una mamma così?”
Angela ridacchiò, un suono sensuale che fece vibrare l'aria. "Oh, i ragazzi crescono in fretta. E a volte scoprono cose nuove su sé stessi." Si sporse in avanti, la vestaglia si aprì un po' di più, rivelando un seno turgido e un capezzolo duro. Marco e Luca deglutirono all'unisono.
Fecero tutti insieme un brindisi alla salute di Giuseppe che non c’era.
Marco disse: “Un brindisi, oltre che a Giuseppe, a questa mamma Angela che ci fa vedere delle delizie.”
"Nicola," disse Angela, la voce roca, "vieni qui. Siediti vicino a me. Controlliamo questi amici di papà, che secondo me hanno delle idee strane."
Nicola esitò, ma l'ordine, unito all'eccitazione che lo divorava, lo spinse ad avvicinarsi. Si sedette sul bracciolo della poltrona di sua madre, sentendo il calore del suo corpo e il profumo inebriante della sua pelle. Marco e Luca si scambiarono un'occhiata complice.
Luca: “No, no, nessuna idea strana, ma visto che qualcosa abbiamo già visto, ci piacerebbe vedere qualcosa di più.”
“E ma siete tremendi, cosa dici Nicola, vero che sono tremendi gli amici di papà?”
"Sai, Angela," iniziò Marco, la sua voce un sussurro rauco, "abbiamo sempre pensato che fossi una donna incredibile. E vederti così, per la prima volta, con tuo figlio accanto... è un'immagine che fa girare la testa."
Luca allungò una mano e sfiorò la coscia di Angela, appena sopra il ginocchio. Lei non si ritrasse, anzi, inclinò leggermente la testa, un invito silenzioso. "E tu, Nicola," continuò Luca, il suo sguardo ora fisso sul rigonfiamento evidente nei jeans del ragazzo, "sembri avere un certo appetito. Ti piace quello che vedi?"
Nicola sentì il sangue affluirgli al viso. "Sì," riuscì a dire, la voce strozzata. "Mi piace molto."
“Nicola!” disse Angela “anche tu ti ci metti a fare il maialino, non ti accontenti di guardarmi?”
Marco da parte sua, disse: “Angela hai delle gambe bellissime, ce le faresti vedere meglio?”
Angela, studiò un attimo Nicola e guardandolo, scostò un po’ la vestaglia facendo vedere le belle gambe bianche e facendo intravvedere lo slip nero trasparente.
Nicola, seduto sul bracciolo della poltrona, guardava le tette della madre con i capezzoli turgidi, con la sua eccitazione.
Angela si voltò verso il figlio, i suoi occhi brillavano di un desiderio proibito. "Bene, tesoro. Stasera, credo che tutti noi avremo molto di cui vedere e godere."
"Mamma..." sussurrò Nicola, la sua voce un misto di shock e desiderio.
"Mmm, tesoro," disse Angela, avvicinandosi a lui. "Non c'è niente di cui vergognarsi. Oggi, giochiamo e beviamo tutti insieme alla faccia di tuo padre che è sempre via e mi guarda poco, non come questi suoi amici." Angela guardò i jeans di suo figlio, notando il rigonfiamento tra le gambe, aveva il cazzo duro come il marmo.
“Bene Angela” disse Luca “Nicola sposta un po’ la vestaglia della mamma lì sopra, continui a guardare dentro ma vogliamo vedere anche noi.”
Nicola guardò la mamma, che con un sorriso di fatto gli consentiva di farlo.
Dopo aver spostato la vestaglia, scoprì un seno della mamma, con un'aureola grande e un capezzolo duro come non mai.
Marco e Luca, eccitatissimi dalla scena, non persero tempo e si avvicinarono ad Angela, toccando e aprendo di più la vestaglia, scoprendo anche l’altro seno.
Afferrando entrambi i seni si misero a strizzarli, capezzoli compresi, facendo godere Angela che gemeva come una vacca in calore.
Marco a questo punto, scoperto completamente il corpo di Angela, cominciò a entrare con le mani in mezzo alle gambe, sentendo lo slip bagnatissimo di Angela.
“La troia sta davvero godendo, Nicola caro metti una mano in mezzo alle gambe della mamma e prova sentire!”
Mentre Marco e il figlio Nicola le palpavano la figa di Angela, Luca si tolse i pantaloni e i boxer. In un attimo, Angela aveva il suo uccello duro in bocca.
“Dai toglietemi questi slip e leccatemi la figa.” Marco le tolse gli slip e il primo a chinarsi per leccare la figa a Angela fu Nicola.
“Dai Nicola lecca bene la figa della mamma che poi ci metto dentro il mio cazzo.”
Tirando fuori il pene di Luca dalla bocca, e cominciando ad ansimare, Angela disse: “Si dai che godooooo! Nicola entra bene con la lingua e leccami anche il culo che poi dovete rompermi, voglio che mi spacchiate il culo e la figa.”
Marco le accarezzò il culo. Angela gemette di piacere, la sua bocca ancora impegnata con il cazzo di Luca.
"Prendetevela, ragazzi," disse Angela, la voce ansimante. "È tutta vostra alla faccia del cornuto di mio marito."
Marco si sfilò i pantaloni, rivelando un cazzo enorme e duro. Si guardarono, un sorriso selvaggio sui loro volti. Poi, con un gesto coordinato, mentre Nicola le leccava la figa, Marco puntava il suo cazzo al buco della figa di Angela, inserendolo con un colpo solo nel pertugio.
"Guarda la mamma come gode," disse Marco, la sua voce roca. E con un movimento deciso, affondò ancora di più il suo cazzo nella figa umida di Angela. Lei urlò di piacere, il suo corpo che si inarcava. Luca non aspettò, e chiese a Marco di cambiare posizione. Marco, senza togliere l’uccello dalla figa, prese Angela e se la tirò sopra di lui.
Luca e il figlio Nicola vedevano Angela sul divano stesa sopra Marco, si vedeva l’uccello di Marco andare su e giù nella vagina larga e il buco del culo che si apriva e chiudeva a ritmo.
“Nicola senti se il buco del culo della mamma è pronto per essere riempito,” chiese Luca.
Nicola, aprendo le chiappe della madre, entrò con due dita, guardando Luca con un cenno confermava.
Per la situazione che si era creata, Angela continuava a godere e venire: “Dai rompetemi tutta, godoooo, sono una troiaaaaa, siiiiii, venngooooo!”
Luca si mise sopra Angela e intanto che Nicola teneva le chiappe aperte della madre, con un altro movimento potente, la fece sua da dietro, il suo cazzo che entrava nel suo culo.
Angela gridò per il dolore ma il piacere era più intenso.
Nicola, in piedi, guardava la scena con gli occhi sbarrati, il suo cazzo che pulsava furiosamente. Sentiva il profumo del sesso, il suono dei gemiti di sua madre, e il desiderio che lo consumava era ormai incontrollabile.
"Ora, Nicola," disse Angela, la voce spezzata dall'orgasmo, mentre Marco e Luca continuavano a sodomizzarla con ferocia, "è il tuo turno. Vieni a prenderti la tua parte."
Nicola, tremante, si sfilò i jeans. Il suo cazzo, ora completamente eretto, era un invito al piacere. Marco e Luca si staccarono da Angela, lasciandola ansimante e bagnata. Si voltarono verso il ragazzo, i loro occhi pieni di un desiderio famelico.
"Bene, ragazzo," disse Luca, prendendo il cazzo di Nicola tra le mani. "Vediamo quanto sei bravo."
Angela, con un sorriso lascivo, si mise a quattro zampe, offrendo il suo culo a Nicola. "Inculami, tesoro," sussurrò. "Fatti sentire."
Nicola, guidato dall'istinto e dall'eccitazione estrema, si avvicinò a sua madre. Sentì il suo cazzo premere contro la sua figa, poi il suo culo. Con un gemito, affondò il suo cazzo nel suo corpo caldo e umido. Angela urlò, il suo corpo che si contraeva attorno al suo. Marco e Luca osservavano, i loro cazzi duri e pronti.
"Bravo, ragazzo!" esclamò Marco. "Ora, facciamolo tutti insieme."
E così, nella penombra del soggiorno, la madre, il figlio e i due amici si unirono in un vortice di sesso sfrenato. Angela gemeva sotto i colpi di tutti e tre, il suo corpo che veniva penetrato da ogni lato. Nicola, sopra sua madre, sentiva il suo cazzo riempirsi e svuotarsi con un piacere inimmaginabile, mentre Marco e Luca si alternavano a sodomizzarla e a farsi succhiare il cazzo da lei. Le urla di piacere e i gemiti si mescolavano, mentre la stanza si riempiva dell'odore acre della sborrata e del sudore. Nicola sentiva il suo cazzo pulsare, pronto a esplodere. Quando finalmente venne, una sborrata calda e densa riempì la bocca di sua madre e il petto di Marco che le stava sotto. Luca, con un ultimo gemito, si svuotò nel culo di Angela. La stanza era un caos di corpi sudati, peli umidi e la promessa di un piacere che non sarebbe mai finito.
di
scritto il
2026-06-07
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