Ritorno al "Bar Ginocchio".
di
Maktero
genere
feticismo
Una volta arrivato a casa Alberto smise di piangere e gli sovvenne una nuova considerazione.
Era stato umiliato profondamente nel suo bar; dai suoi "amici" e dalla sua dea Francesca che non aveva esitato a sputtanarlo ed a deriderlo.
Quanto aveva subito nelle ultime ore stava prendendo una forma eccezionale per Alberto.
La degradazione che aveva subito stava facendolo eccittare sempre di più, cominciava a provare piacere al pensiero di quella umiliazione.
Il suo cazzo cominciò a manifestare la sua ecitazione mentale, e mentre ripercorreva con il pensiero quanto aveva subito cominciò a masturbarsi.
Venne una prima volta, ma i pensieri perversi della sua umiliazione lavoravano per farlo eccitare ancora e ricominciò a masturbarsi arrivando ancora.
Passò così una intera nottata godendo continuamente al pensiero della sua umiliazione subita al bar.
Dormì poche ore sfondandosi con la masturbazione, e la mattina dopo era talmente sfinito dalle seghe che telefonò al lavore per chiedere una giornata di malattia.
Sconvolto dalla piega che aveva preso la sua vita si chiedeva se ritornare al bar dove i suoi amici lo avrebbero umiliato ancora; effettivamente si rese conto che la cosa non gli dispiaceva troppo ma che era una fonte di eccitazione.
Ma soprattutto non voleva perdere Francesca la dea che sapeva comprendere la sua depravazione e sapeva cosa dargli per accontentarlo.
Decise che sarebbe ritornato al bar; che avrebbe continuato a chiedere a Francesca di umiliarlo come aveva sempre voluto ed ai suoi "amici" di guardare e di partecipare se avessero voluto.
Fermo nella sua decisione e pregustando che avrebbe incontrato una svolta nella sua vita sessuale si presentò al bar nella tarda serata prima della chiusura.
In quel momento c'erano solo due astanti sconosciuti e Francesca al bancone.
Lei con la solita sigaretta in bocca sguardò Alberto come se fosse un alieno.
Disse che pensava che non lo avrebbe più visto dopo quanto successo l'ultima sera.
Lui comprendendo il suo sguardo e sue parole le disse che se qualcosa era cambiato, era che lui era disponibile a cambiare.
Non avrebbe più fatto vanterie di "Macho" con lei, e di cui chiedeva perdono.
Sarebbe stato disposto a subire le sue depravazioni anche di fronte ai suoi "amici" dichiarandogli apertamente in tutta sincerità che la cosa lo eccitava.
Francesca valutò in silenzio la situazione; poi aprendosi improvvisamente con un sorriso meraviglioso accettò la nuova situazione.
Guardando i due avventori distratti dalla televisione che trasmetteva una partita si tolse la sigaretta di bocca, scatrarrò sul banco il catarrò marroncino e vi spense la cicca.
Poi ordinò ad Alberto di ingoiare quello schifo.
Lui con gli occhi sgranati comprese che quello era un sigillo, per il nuovo rapporto.
Alberto contento, leccò con contentezza il catarro marroncino ed ingoiò la cicca facendo contenta Francesca.
Lei entusiasta dalla sua sottomissione gli disse che avrebbe voluta essere pagata per continuare a sottometterlo ed a degradarlo.
Lui promise che avrebbe pagato qualunque cifra.
Lei gli chise immediatamente 100 Euro per il catarro ed la cicca che Alberto aveva appena ingoiato.
Lui pagò immediatamente.
Francesca contenta di quel facile guadagno gli prospettò di passare una notte particolare.
Le sarebbe piaciuto di fargli passare la nottata nel cassonetto dei rifiuti sul retro del bar.
Alberto eccitato da quella disponibilità di Francesca e dalla prospettiva depravata accettò senza esitazioni.
Francesca soddisfatta della risposta mandò via i due ultimi avventori, chiuse il bar e portò Alberto sul retro dove gli chiese di spogliarsi nudo.
Lui eseguì immediatamente, poi lei aprì il coperchio del cassonetto del bar e ordinò ad Alberto di entrare.
Lui con il cazzo duro entro in quello schifo puzzolente sotto lo sguardo interessato di Francesca.
Poi gli disse che lo avrebbe lasciato lì a marcire fino al primo pomeriggio del giorno dopo quando lo avrebbe portato a trovare una sorpresa.
Alberto contento ed eccittato da quel trattamento e dallo schifo in cui si trovava cominciò a masturbarsi rinciuso in quello stretto spazio schifoso.
Continuò a masturbarsi finchè sfinito si addormentò in mezzo a quella puzza vomitevole; sognando la sorpresa che gli aveva promesso Francesca.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
Era stato umiliato profondamente nel suo bar; dai suoi "amici" e dalla sua dea Francesca che non aveva esitato a sputtanarlo ed a deriderlo.
Quanto aveva subito nelle ultime ore stava prendendo una forma eccezionale per Alberto.
La degradazione che aveva subito stava facendolo eccittare sempre di più, cominciava a provare piacere al pensiero di quella umiliazione.
Il suo cazzo cominciò a manifestare la sua ecitazione mentale, e mentre ripercorreva con il pensiero quanto aveva subito cominciò a masturbarsi.
Venne una prima volta, ma i pensieri perversi della sua umiliazione lavoravano per farlo eccitare ancora e ricominciò a masturbarsi arrivando ancora.
Passò così una intera nottata godendo continuamente al pensiero della sua umiliazione subita al bar.
Dormì poche ore sfondandosi con la masturbazione, e la mattina dopo era talmente sfinito dalle seghe che telefonò al lavore per chiedere una giornata di malattia.
Sconvolto dalla piega che aveva preso la sua vita si chiedeva se ritornare al bar dove i suoi amici lo avrebbero umiliato ancora; effettivamente si rese conto che la cosa non gli dispiaceva troppo ma che era una fonte di eccitazione.
Ma soprattutto non voleva perdere Francesca la dea che sapeva comprendere la sua depravazione e sapeva cosa dargli per accontentarlo.
Decise che sarebbe ritornato al bar; che avrebbe continuato a chiedere a Francesca di umiliarlo come aveva sempre voluto ed ai suoi "amici" di guardare e di partecipare se avessero voluto.
Fermo nella sua decisione e pregustando che avrebbe incontrato una svolta nella sua vita sessuale si presentò al bar nella tarda serata prima della chiusura.
In quel momento c'erano solo due astanti sconosciuti e Francesca al bancone.
Lei con la solita sigaretta in bocca sguardò Alberto come se fosse un alieno.
Disse che pensava che non lo avrebbe più visto dopo quanto successo l'ultima sera.
Lui comprendendo il suo sguardo e sue parole le disse che se qualcosa era cambiato, era che lui era disponibile a cambiare.
Non avrebbe più fatto vanterie di "Macho" con lei, e di cui chiedeva perdono.
Sarebbe stato disposto a subire le sue depravazioni anche di fronte ai suoi "amici" dichiarandogli apertamente in tutta sincerità che la cosa lo eccitava.
Francesca valutò in silenzio la situazione; poi aprendosi improvvisamente con un sorriso meraviglioso accettò la nuova situazione.
Guardando i due avventori distratti dalla televisione che trasmetteva una partita si tolse la sigaretta di bocca, scatrarrò sul banco il catarrò marroncino e vi spense la cicca.
Poi ordinò ad Alberto di ingoiare quello schifo.
Lui con gli occhi sgranati comprese che quello era un sigillo, per il nuovo rapporto.
Alberto contento, leccò con contentezza il catarro marroncino ed ingoiò la cicca facendo contenta Francesca.
Lei entusiasta dalla sua sottomissione gli disse che avrebbe voluta essere pagata per continuare a sottometterlo ed a degradarlo.
Lui promise che avrebbe pagato qualunque cifra.
Lei gli chise immediatamente 100 Euro per il catarro ed la cicca che Alberto aveva appena ingoiato.
Lui pagò immediatamente.
Francesca contenta di quel facile guadagno gli prospettò di passare una notte particolare.
Le sarebbe piaciuto di fargli passare la nottata nel cassonetto dei rifiuti sul retro del bar.
Alberto eccitato da quella disponibilità di Francesca e dalla prospettiva depravata accettò senza esitazioni.
Francesca soddisfatta della risposta mandò via i due ultimi avventori, chiuse il bar e portò Alberto sul retro dove gli chiese di spogliarsi nudo.
Lui eseguì immediatamente, poi lei aprì il coperchio del cassonetto del bar e ordinò ad Alberto di entrare.
Lui con il cazzo duro entro in quello schifo puzzolente sotto lo sguardo interessato di Francesca.
Poi gli disse che lo avrebbe lasciato lì a marcire fino al primo pomeriggio del giorno dopo quando lo avrebbe portato a trovare una sorpresa.
Alberto contento ed eccittato da quel trattamento e dallo schifo in cui si trovava cominciò a masturbarsi rinciuso in quello stretto spazio schifoso.
Continuò a masturbarsi finchè sfinito si addormentò in mezzo a quella puzza vomitevole; sognando la sorpresa che gli aveva promesso Francesca.
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