La "stronza" delle pulizie

di
genere
dominazione

Da settimane ho trovato una nuova attività eccitante.
Una mattina ogni due, mi presento alla casa delle studentesse per fare le pulizie di casa.
Quando le due mi fanno entrare, come da concordato mi spoglio nuda, perchè quello sarà il mio "abito di donna di pulizie".

Ho conosciuto Lorenza e Giovanna tramite amici; amici pervertiti che conoscevano le due e sapevano dei loro particolari desideri.
Esse avevano una tendenza sadica e dominante che soddisfavano nei confronti degli uomini che odiavano profondamete.

Riuscii ad ottenere di conoscerle aspirando di poter ottenere sofferenza ed umiliazione da quella coppia.
Speravo che la presenza del cazzo sul mio corpo stimolasse il loro odio e violenza verso il maschio.
Ma che la mia natura di frocio effeminato le facesse provare un sentimento di empatia.

Le mie considerazioni funzionarono e le due lesbiche antrofobe mi accettarono.

Alla presentazione mi disseròche mi odivano per lamia mia natura maschile, per il mio cazzo e che me la avrebbero fatta pagare per questo.
Ma nello stesso tempo amavano la mia femminilità, la mia ricerca di essere una femmuminuccia.

Io dichiarai che il sesso femminile era superiore e per questo volevo superare la mia natura di maschio per essere simile al sesso supperiore.
Inoltre chiedevo di essere sottomessa per punire quanto restava della mia essenza maschile.

Le due dopo molte consultazioni decisero che avrebbero soddisfatto i miei desideri sottomettendomi in una maniera particolare.

Sarei ddiventata la loro "donna delle pulizie".

Loro consideravano che sarebbe statauna condizione sufficientemente umiliante per la mia natura maschile e che nello stesso tempo mi avrebbe fatta sentire più femmina.

Io accettai immediatamente con entusiasmo.

Stabilimmo le condizioni del lavoro, avrei dovuto lavorare per loro un giorno ogni due per sei ore alla volta.
Dovevo farlo nuda; mi era proibito di toccarmi, tranne autorizzazione.
Non avrei avuto nessun compenso pecuniario.
Avrei dovuto subire punizioni ed umiliazioni per un eventuale lavoro mal fatto senza replicare.

Io accettai subito quella condizione di degradazione ed il giorno dopo mi presentai a casa loro per eseguire i miei compiti.

Mentre le ragazze studiavano, io nuda spazzavo per terra, lavavo il pavimento, rifacevo i letti, lavavo le stoviglie, spolveravo.
Pulivo il cesso con devozione con la spugna od anche a mani nude per eliminare ogni traccia di sporcizia dal sanitario.
Facevo del mio meglio per rendereesplendida la casa delle studentesse.
Quando finiva il mio "orario di lavoro" le ragazze mi facevano mettere in ginocchio ed osservavano il lavoro fatto.
Se trovavano qualche particella di polvere o di sporcizia sui mobili, o sul pavimento mi costringevano a ricomiciare da capo.
In tal modo il mio lavoro non finiva mai.
Solamente alla sera dopo aver lustrato al meglio l'appartamento le ragazze si dichiaravano soddisfatte e dopo avermi preso a calci nei coglioni per compensarmi del lavoro fatto mi imponevano di andarmene.
Io raccoglievo i miei stracci e tornavo a casaa masturbarmi perl'umilazione che avevo subito.
Mi addormentavo sognando le nuove pesanti fatiche di pulizia che le ragazze mi avrebbero fatto fare.

Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".





scritto il
2026-03-10
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