Lo zimbello del "Bar Ginocchio".

di
genere
feticismo

Da qualche tempo quando Alberto entrava al bar Ginocchio notava delle occhiate e dei sorrisini sarcastici nei suoi confronti da parte dei soliti avventori.
Talora veniva avvicinato da qualcuno che sguaiatamente e ironicamente gli diceva "che uccellone sei", oppure "sei un vero maschio", o " te la fai di brutto Francesca"; od altre espressioni apparentemente derisorie del genere.
Inizialmente Alberto non capiva il significato di quelle allusioni.
Poi insospetito da tutti quei discorsi incomprensibili chiese delle spiegazioni alla barista Francesca.
Quella, senza nessuna remora e freddamente, gli confidò che aveva riferito ai soliti clienti con lui si vantava di essere un uccellone sciupafemmine di essere uno schifoso sottomesso leccapiedi e leccamoccio.
Sì, aggiunse lei di essersi stufata di essere indicata come la "preda" di un maschione predatore e per svincolarsi da quella nomea che non sopportava più, di aver invece confidato, ai soliti clienti la vera natura del loro rapporto.
Alberto congelato da quella rivelazione ci mise parecchio ad accettare la realtà di essere stato sputtanato; di aver perduto la sua presunta fama di "tombeur de femme" e che sia stata diffusa la sua vera natura depravata.
Francesca aggiunse pe infierire "che adesso i tuoi amici sanno chi sei".
Alberto sgomento, cominciando gradualmente a comprendere si girò lentamente osservando la sala dove i suoi amici sorridevano e ridevano di lui.
Comprese di essere diventato lo zimbello del locale.
Gli "Amici" gli si avviccinarono chiedendogli sarcasticamente "Allora uccellone facci vedere cosa fai con Francesca", "facci vedere come la sfondi come hai sempre detto".
Alberto comincio a piangere ammettendo di essere una merda, per aver detto di essere un "maschiaccio" con Francesca".
Loro inclementi, gli sputarono in faccia e poi gli dissero di uscire sul retro, dove lo obbligarono a spogliarsi nudo.
Poi una volta nudo cominciarono ad urinarli addosso mentre lui consapevaole di aver meitato una simile umiliazione continuava a piangere.
Poi quando gli "amici" se ne andarono soddisfatti arrivò Francesca che dopo avergli sputato addosso, gli disse che aveva meritato il suo.
Aggiunse che lei sarebbe stata sempre disponibile per umiiarlo dietro il giusto pagamento, ma a ora in avanti le sue richieste depravate sarebbero state diffuse pubblicamente nel bar.
Alberto coperto di piscio e di sputi, continuando a piangere per tutta l'umilazione subita, si sottomise alla volontà della sua amata Francesca, e acconsentii alle richieste della ragazza.
Lei contenta gli chiese di sugellare il loro accordo facendosi leccare i piedi; Alberto moralmente distrutto si getto su quei piedi leccandoli approffonditamente, contento di poter gustare ogni centimetro di quegli bellissimi arti e di confermare così la sua sottomissione.
Francensca contenta da quel contratto carnale infilò i suo sabot e lasciò Alberto nudo, coperto di piscio e sputi e con in bocca il suo sapore di piedi al suo destino.
Alberto continuando a piangere lentamente si riprese, recuperò i suoi vestiti e si allontanò mogio sapendo che la sua vita era cambianta.

scritto il
2026-03-05
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