Le prede

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gay

LE PREDE
Io e il mio amico Tommy prenotiamo di slancio una vacanza su isola greca, bellissime spiagge, prezzi da saldo, quasi gratis per noi diciottenni. Che affare. Prendiamo l'aereo e poi il traghetto. Sul molo campeggia un cartello: Men only – Nudist only. Che ci fosse questo regolamento non ce ne eravamo proprio accorti. Tutto di un colpo abbiamo capito. Siamo stati bidonati. Che fare? Ormai avevamo pagato. Ma c'è di più. Appena sbarcati un controllore si accerta che ci mettiamo subito in tenuta adamitica. Quel bastardo d'uomo (anche lui nudo patocco), ci sorride, ci fa anche tanti di complimenti e ci augura: Welcome to our little piece of paradise. Poi ci sequestra le valigie. Cose da pazzi.
Raggiungiamo il residence: Girano tutti nudi, i clienti come il personale. In stanza riflettiamo sul da farsi: Stiamo in guardia e vediamo che succede.
All'ora di cena scendiamo al ristorante. Nudi noi, nudi gli altri.
Prendiamo posto (ci hanno messi in centro sala) e ci copriamo le vergogne con la salvietta, ma il nostro sedere sporge in bellavista dagli schienali delle sedie, e a quanto pare riscuote molti consensi da diversi maschi (quasi tutti cicci) dei tavoli intorno al nostro. Alcuni ci sorridono. Altri ci lanciano dei segnali. I camerieri (tutti della nostra età) volteggiano disinvolti senza niente addosso e prendono le comande. Un maturo italiano ci chiede: Prima volta fra noi?
-Sì.
Poi ci informa: Qui non c'è scampo siamo tutti recchioni. Lo siete anche voi?
-Mica tanto.
Finiamo il pasto, ci alziamo.
Lungo il corridoio che porta alla stanza incrociamo il tipo.
-Vi va un trink da me?
Ci porta nella sua camera e ci offre da bere. Gli raccontiamo il nostro disagio e come ci sentiamo dei pesci fuor d'acqua.
In confidenza: Su quest'isola andrete presto a ruba.
Il cazzo gli diventa durissimo.
-Che bestione che hai.
-Peccato che vi pensate così etero perché ha tanto bisogno di manutenzione.
Ci guardiamo stupiti.
-Comunque a giudicare dalle erezioni che avete in canna si direbbe che potreste anche starci.
-Ma che dici? Ti va di scherzare.
-Dico che è l'occasione che fa l'uomo ladro.
-Tu sei matto.
-Almeno provateci. Vi può piacere più di quello che credete.
-Cosa dovremmo mai fare?
-Seguire le mie istruzioni per l'uso.
Ci siamo scambiati uno sguardo d'intesa. Era una sfida a tutto tondo.
Chiedo a Tommy: Tu che ne dici?
-Ormai siamo qui.
Lui si siede a gambe spalancate: Forza dai, fatevi avanti.
Entriamo fra le sue cosce, per forza di cose gattoni e gli sbaciucchiamo l'asta.
-Solo questo?
Ci siamo fatti forza e abbiamo tirato fuori le lingue, leccando su e giù.
Ci arriva un ordine secco e preciso: Imboccatelo a turno e litigatevelo.
Da lì in poi ci siamo scatenati riscuotendo finalmente la sua approvazione.
-Ma che bravi (maialini).
E intanto ci palpava il culo, con le dita in cerca di buco, a pizzico e a tutto innesto, dentro e fuori, mentre si godeva i nostri ritrosi gridolini.
Poi afferma: Mi sa che siete più che pronti. Non vedo l'ora di farvi miei.
Non so cosa ci stava prendendo. Ci sentivamo in calore, con una nuova (per noi) e strana (sempre per noi) unica voglia di cazzo grosso.
-Da solo non basto, chiamo i rinforzi.
Ne arrivano altri tre e si danno da fare. Ci comandano in piega.
Si confabula fra noi due: Che si fa?
-Non lo so.
-Ormai siamo in ballo.
Diamo il culo. Ci montano a scambio. Tutto un viavai di uccelli arrabbiati.
Il giorno dopo si sparge la voce che ci siamo stati e diventiamo di tutti e di nessuno: Norvegesi, Francesi, Tedeschi, chi più ne ha più ne metta. Chi la pensava una cosa così. Fra i tanti ci siamo concentrati quasi esclusivamente su un norvegese (sul robusto) che ora come ora ci domina senza sosta. Ha un cazzo stupendo. Ci stupra un po' per uno, e non ne ha mai abbastanza. Mica ci sentiamo Froci. È una semplice sperimentazione bsx. Anche se a dirla tutta abbiamo accettato che questi bruti ci prolungassero il soggiorno a loro spese.
Il solito italiano della prima ora, che ci ha fatti ambientare nel clima (degenere) di questo luogo maledetto, in vista del rientro in patria ci ha dato il suo cell (e ha preso buona nota dei nostri, taggandoci come “Caruccio 1” e “Caruccio 2”).
scritto il
2026-06-07
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