Nonna Elvira e la sua amica Beatrice

di
genere
incesti

Avevo finito l’università da poco ed avevo avuto la grande occasione di fare uno stage per una multinazionale lontano dalla mia città, avevo accettato subito perché in quella città viveva mia nonna Elvira che mi ospitava volentieri. Nonna Elvira aveva 67 anni era vedova da 5 e con lei avevo avuto sempre un bellissimo rapporto. Ricordo quando ero adolescente che quando eravamo al mare e la guardavo in costume mi faceva eccitare ed in più di una occasione mi ero fatto delle pugnette pensando a lei. Era rimasta sempre un bella donna, sempre elegante e ben curata ed aveva sempre un buon profumo.
Nonna Elvira aveva una carissima amica di nome Beatrice, uscivano sempre insieme e spesso si facevano dei viaggetti insieme. Io di nascosto le chiamavo Stanlio e Ollio, perché ha differenza di nonna Elvira che era magra e minuta, la signora Beatrice era una donna non eccessivamente grassa ma in carne. Quasi tutti i pomeriggi la signora Beatrice veniva a trovare la nonna e dopo aver preso il the facevano sempre la partita a canasta o a burraco. Anche la signora Beatrice da giovane doveva essere stata una gran figa. E nonostante avesse gli stessi anni di nonna, avevo sentito qualche battuta da cui si capiva che ancora avesse qualche avventura perché a quanto sembrava gli piaceva parecchio il sesso.
Un giorno che nonna Elvira aveva tardato per un impegno e la signora Beatrice era arrivata prima avevamo fatto una chiacchierata. Mi aveva chiesto del mio stage e se guadagnassi bene, a quel punto per cazzeggiare e forse per prenderla un po' in giro mi ero inventato un lavoro improbabile
- Non si guadagna tanto, ma per arrotondare faccio un altro lavoro.
- Bravo, devi imparare a darti da fare. E che lavoro fai?
- Faccio l’accompagnatore culturale e guida per le signore sole.
La signora Beatrice mi aveva guardato in modo sorpreso e mi aveva chiesto in cosa consisteva
- Praticamente se una signora vuole andare a teatro, al museo ed a visitare una mostra io la accompagno. Spesso faccio il cavaliere e li accompagno a cena.
- Avevo sentito che ci sono donne che pagano per avere un cavaliere. Ti fai pagare tanto.
- Dipende da cosa richiedono. Sa a volte i miei servigi sono richiesti anche per il prosieguo della serata o per il dopo cena. In quel caso chiedo 200 ma per una giornata intera anche 500.
La signora Beatrice era rimasta un po' come scandalizzata ed aveva cambiato discorso dopo poco era arrivata nonna Elvira ed io ero andato in camera mia. Per me era stato un cazzeggiare, ma la signora Beatrice aveva creduto alle mie cazzate e da quel giorno, ogni volta mi scrutava con più interesse, spesso quando i nostri sguardi si incrociavano, si leccava le labbra in modo lascivo e provocante. Io mi divertivo a portare avanti il gioco ed alcune volte anche io mi ero leccato le labbra e fatto occhiolino.
Fino ad allora per me era stato solo un gioco, ma un giorno all’improvviso tutto aveva preso una piega diversa. La signora Beatrice come sempre era venuta da nonna Elvira aveva fatto la solita partita a canasta, ma quando doveva rientrare si era scatenato un temporale incredibile. Aveva preso il telefono per chiamare un taxi per andare a casa quando mia nonna Elvira mi aveva chiesto il favore di accompagnarla. Educatamente avevo accettato e l’avevo portata a casa, una volta arrivati mi aveva invitato a salire ad offrirmi un caffè, inizialmente avevo rifiutato ma dopo insistenze avevo accettato.
L’appartamento era in uno stabile molto signorile e si notava un certo lusso da persona abbastanza agiata. Mi aveva fatto accomodare il salotto sul divano aveva messo la moka sul fuoco e mi aveva detto che sarebbe andata in camera a cambiarsi. Quando il caffè era venuto su, la signora Beatrice lo aveva portato su un vassoio. In effetti si era cambiata, adesso indossava una vestaglia allacciata in vita e quando aveva appoggiato il vassoio sul tavolinetto davanti al divano non avevo potuto fare a meno di notare che non indossava il reggiseno che abbassandosi avevo potuto notare integralmente.
Si era seduta accanto a me ed aveva accavallato le gambe lasciando intravedere due belle cosce. A quel punto avevo capito che il mio cazzeggio era stato frainteso. La signora Beatrice mi guardava lanciando sguardi sensuali e significativi ma le sue espressioni ed il suo modo di fare, anche se non era mia intenzione mi avevano fatto venire il cazzo duro. Finito il caffè con sguardo lascivo mi aveva detto:
- Ma sei disponibile a fare compagnia alle signore anche saltando cena o teatro?
- Logicamente sì! In quel caso, visto che perdo meno tempo, faccio sconto.
- Ed allora dimmi, saresti disposto a farmi un po' di compagnia e farmi divertire?
- E come potrei dirgli di no. Oltretutto ci conosciamo già.
Mi aveva preso per mano e mi aveva portato in camera. Si era seduta sul letto ed aveva voluto essere lei a spogliarmi, quando ero rimasto in mutande e me li aveva sfilati il mio cazzo in erezione era saltato fuori
- Wow che bel cazzo. Era anni che non vedevo un cazzo così eretto e duro
Aveva iniziato a leccarlo, mentre con una mano mi accarezzava le palle, gemeva a leccarmi il cazzo e continuava a farmi i complimenti. Ero si eccitato ma non tanto da non riuscire a controllarmi, lo avrei tenuto duro anche per ore senza sborrare. Ad un certo punto si era fermata e mi aveva detto:
- Forse lo sai già, ma noi donne mature restiamo un po' asciutte. Lo vorrei sentire dentro ma saresti così gentile prima di metterlo dentro di leccarmi un po' per farmi bagnare bene.
L’avevo fatta sdraiare ed avevo iniziato a leccargliela, avevo un buon odore ed anche un buon sapore. Gli succhiavo il clitoride prendendolo tutto in bocca si era bagnata moltissimo e mi aveva detto:
- Ti prego prendimi adesso lo voglio sentire dentro mi stai facendo impazzire.
Ero stato molto delicato ma il cazzo gli era scivolato dentro facilmente. Non avevo dovuto pomparla troppo per fargli avere il primo orgasmo. Avevo continuato, dopo avergliela leccata ancora, scopandola in altre posizione mentre lei continuava a godere. Ad un certo punto aveva iniziato a divincolarsi dicendo:
- Basta ti prego non ce la faccio più mi stai facendo impazzire. Sborrami dentro ti prego.
L’aveva tenuta bloccata sotto di me ed avevo iniziato a dare colpi più forti fino a che anche io avevo goduto sborrandogli in figa. Quando mi ero staccato da lei era rimasta immobile ansimante ed a occhi chiusi. Nel frattempo, io ero andato in bagno a lavarmi il cazzo, quando ero ritornato in stanza mi aveva guardato con occhi sognanti, poi anche lei era andata in bagno a lavarsi mentre io mi rivestivo.
Quando era ritornata indossava la vestaglia, io gli avevo detto che per me era ora di rientrare, mi aveva accompagnato alla porta e prima di aprire mi aveva fermato, aveva messo la mano dentro la vestaglia e ne aveva tirato fuori una busta bianca e porgendomela mi aveva detto:
- Mi hai fatto impazzire. Non mi serve lo sconto te li meriti tutti.
- Guardi signora Beatrice, era tutto uno scherzo. Io non faccio l’accompagnatore. Lei è ancora una bella donna ed è stato molto bello farlo con lei, ma non voglio essere pagato.
- Non importa tienili pure. A voi giovani i soldi fanno molto comodo. Però promettimi che appena mi riprendo lo faremo ancora. Adesso per un paio di giorni non riuscirei, mi hai distrutta.
Quando ero arrivato in macchina avevo aperto la busta e c’erano 200 euro, in effetti come aveva detto la signora Beatrice mi facevano comodo, mi sarei comprato dei vestiti. Nei giorni che seguirono avevo avuto impegni su lavoro ed a casa c’ero stato poco. Con la signora Beatrice ci eravamo incrociati solo un paio di volte e sempre ci eravamo scambiati dei sorrisi complici. Erano passati una ventina di giorni quando una mattina la signora Beatrice mi aveva telefonato in ufficio chiedendomi se avessi voglia quel pomeriggio di passare a casa sua a prendere un caffè. Era molto chiaro che tipo di caffè voleva prendere, gli avevo confermato che sarei stato a casa sua a metà pomeriggio.
Quando ero arrivato, lei era già pronta in vestaglia, stavolta aveva slacciato la vestaglia per farmi vedere il suo intimo. Aveva indossato un completo reggiseno e mutandine in pizzo nero e mi aveva chiesto se mi piacesse perché era andato a comprarlo solo per me. Gli avevo fatto i complimenti dicendogli che era molto bello aggiungendo che se fosse stato in seta o raso mi avrebbe fatto eccitare di più. Lei mi aveva promesso che per la prossima volta sarebbe andata a prenderlo in seta per farmi eccitare di più.
L’avevo scopata a lungo, stavolta però facendogli fare anche delle pause. La prima volta gli avevo sborrato in bocca e lei aveva ingoiato tutto ed aveva continuato a succhiarmi il cazzo per ripulirmelo. La seconda volta che avevo goduto gli avevo sborrato in figa. Gli avevo fatto fare lunghe pause e l’avevo fatta godere tantissimo fino a quando come la volta prima aveva detto basta e di fermarmi perché non ce la faceva più. Alla fine, come la prima volta quando andavo mi aveva dato la busta, stavolta dentro c’erano 250 euro.
Era passata quasi una settimana dopo la scopata con la signora Beatrice, era da un paio di giorni che nonna Elvira era di uno strano umore. Più di una volta mentre ero nella mia camera o a fare la doccia avevo avuto la sensazione che qualcuno mi spiasse, non ci avevo fatto caso e non mi ero preoccupato nemmeno del suo strano umore. Un giorno tornando dal lavoro a casa di nonna avevo trovato anche la signora Beatrice, mi aveva salutato con un gran sorriso ed anche nonna Elvira sembrava euforica e sorridente. Per cena nonna Beatrice aveva preparato tutti i piatti che sapeva che io gradivo ed aveva stappato anche una bottiglia di buon vino come nelle grandi occasioni. Dopo cena mi aveva chiesto se mi andasse di guardare un bel film in televisione in sua compagnia e non di chiudermi in stanza al pc.
Ero seduto sul divano quando nonna Elvira mi aveva raggiunto. L’avevo guardata incuriosito e sorpreso. Indossava una vestaglia in raso rosa, mi aveva sorriso e si era seduta accanto a me. Per una mezzoretta avevamo guardato il film. Era una commedia che voleva essere romantica ma a me sembrava ridicola, ad un certo punto nonna Elvira si era rivolta verso di me e con espressione seria mi aveva detto:
- Beatrice mi ha raccontato tutto, anche quello che preferisci. Per questo motivo ho indossato l’intimo e la sottoveste in raso. Ma sembra che non te ne importi. Vuoi regalo prima?
- Nonna ma che dici? Sei impazzita? Cosa ti viene in mente e che di regalo parli?
Si era ammutolita ed aveva assunto una espressione corrucciata. Pensava di aver fatto una grande gaffe. Io gli avevo passato una mano sulle spalle e l’avevo attirata a me come a consolarla. Lei aveva appoggiato la testa sulle mie spalle ma evitava di guardarmi. Ormai era chiaro che Beatrice gli aveva raccontato che l’avevo scopata e da come si era presentata anche lei aveva deciso che voleva farlo con me, ma la mia reazione l’aveva spiazzata ed adesso non sapeva come uscire dal casino in cui si era messa.
A contatto con il raso il mio cazzo aveva iniziato a indurirsi, l’avevo osservata non come nonna ma come donna e nella mia mente erano ricomparsi i ricordi di quando li facevo le pugnette spiandola. Avevo spinto la mano che gli cingeva la spalla fino a raggiungere il suo seno. Avevo inserito la mano dentro il reggiseno ed avevo iniziato a giocare con il suo capezzolo che era diventato turgido. In quel momento sullo schermo una copia si dava un bacio, lei aveva girato il viso verso di me quasi con occhi imploranti. Quando avevo avvicinato le mie labbra alle sue mi aveva dato un bacio quasi famelico e mi aveva abbracciato stretto. Non avevamo parlato, mi ero alzato e per mano l’avevo condotta nella sua stanza, Lei aveva spento la luce accendendo solo la lucina che usava a leggere. Ci eravamo spogliati in silenzio e stesi sul letto.
Era mio desiderio, fargli capire che la preferivo alla signora Beatrice. L’avevo accarezzato e baciato a lungo come due innamorati, avevo aspettato parecchio prima di toccargli la figa con una mano e quando l’avevo fatto lei aveva avuto un brivido per tutto il corpo. Aveva allungato la mano nel tentativo di afferrare il mio cazzo, mi ero scansato dicendogli che doveva pensare al suo piacere e non al mio. Poi avevo iniziato a leccarla dal basso, erano bastate poche leccate e la sua figa era diventata bagnatissima. Avevo continuato a leccarla lungo la pancia risalendo verso il suo viso. Quando ero arrivato a baciare la sua bocca il mio cazzo ormai sfiorava la sua figa. Teneva le gambe così larghe che per penetrarla non avevo dovuto nemmeno indirizzare il cazzo con la mano. Ormai era in piena estasi aveva goduto un paio di volte poi l’avevo fatta riprendere fiato per riprendersi dagli orgasmi avuti.
Avevamo chiacchierato a lungo, mi aveva raccontato che Beatrice gli aveva raccontato tutto fin dal primo momento e che poi l’aveva convinta a farlo con me anche a lei. Gli avevo spiegato che a Beatrice era uno scherzo che gli avevo fatto dicendogli che facevo l’accompagnatore per signore. Ma una volta che lei me lo aveva chiesto avevo voglia e l’avevo scopata. Mi aveva svelato che sia lei che Beatrice avevano avuto dele avventure con coetanei ma avendole trovate poco soddisfacenti avevano lasciato perdere. Per curiosità gli aveva chiesto se per caso avevano fra loro rapporto lesbico. Mi aveva risposto negativamente in modo sdegnato e quasi offeso. Poi forse per la stanchezza e visto che era tardissimo si era addormentata. Ero rimasto a dormire con lei nello stesso letto.
Mi ero svegliato molto presto. La nonna dormiva ancora, mi era venuto in mente di fargli una sorpresa, ero andato in cucina avevo preparato la colazione e poi gliela avevo portata a letto. Quando avevo aperto le finestre, aveva aperto gli occhi trovando il tavolinetto con la colazione pronta. I suoi occhi si erano illuminati e mi aveva ringraziato tantissimo. Avevamo fatto colazione seduta al bordo del letto, una volta finito, avevo spostato il tavolino l’avevo fatta stendere sul letto ed avevo iniziato a baciarla.
- Ma tu adesso non dovresti andare al lavoro? Farai tardi.
- Ho mandato un messaggio dicendo che oggi non mi sentivo bene. Resto con te non sei contenta?
Avevo continuato a baciarla, quando aveva iniziato a gemere mi ero sposato a leccargli la figa, poi gli ero andato sopra e stavolta indirizzando il cazzo glielo avevo infilato dentro.
- Ieri sera tu però non avevi goduto. Stamane devi farlo voglio sentirti venirmi dentro.
Aveva goduto un paio di volte poi quando gli avevo sborrato dentro aveva avuto un altro orgasmo molto più intenso. Avevamo passato la mattina in casa, chiacchierando e scambiandoci carezze. Nonna Elvira era radiosa, le scopate fatte gli avevano fatto venire un sorriso radioso. Prima di pranzo aveva ricevuto la telefonata della sua amica Beatrice curiosa di sapere se fosse riuscita nell’intento di scoparmi. Nonna glielo confermava sorridendo poi quando Beatrice gli aveva detto che nel pomeriggio sarebbe venuta a trovarla così ne avrebbero parlato e la nonna poteva raccontargli i particolari gli aveva detto:
- Forse è meglio se vieni domani. Oggi lui non è andato in ufficio e rimasto a casa e voglio godermelo. Domani con calma poi ti racconto.
Avevamo fatto l’amore anche nel pomeriggio e la sera avevamo di nuovo dormito insieme. Sembrava che Nonna reggesse le sedute di sesso più di Beatrice, e quel giorno lo avevamo fatto parecchio.
Ormai dormivamo insieme con la nonna, in media scopavamo a giorni alterni. Non avevo smesso di vedere la signora Beatrice ed ogni 15/20 giorni andavo a trovarla per sedute di sesso molto intense. Fra nonna e Beatrice non c’era gelosia, anzi sembrava che si raccontassero tutto nei particolari. Per me andava bene ma tutte e due sapevano che se avessi trovato una donna adatta ci sarei andato insieme.
scritto il
2026-03-04
5 2 7
visite
6
voti
valutazione
7.8
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Alessio il mio collega

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.