Luciana - mia cognata 1

di
genere
incesti

Ormai era passata più di una settimana da quando con mia cognata Luciana avevamo scopato e lei mi aveva confessato che aveva molte fantasie e che si eccitava moltissimo a trasgredire sessualmente. Spesso avevo pensato alle sue parole, e quando il senso di colpa verso mio fratello mi faceva star male, come giustificazione, concludevo i miei pensieri dicendomi che se non avessi assecondato Luciana probabilmente lei le sue fantasie e trasgressioni le avrebbe esaudite con qualche sconosciuto.
Un pomeriggio mentre ero in ufficio avevo ricevuto una telefonata da Luciana che mi diceva:
- Ciao, cosa stai facendo? Io ho un paio di ore libere, sono in centro a fare un po' di shopping, mi farebbe molto piacere se tu mi raggiungessi a farmi compagnia.
Anche se avevo del lavoro da fare, il suo invito era troppo allettante, anche se solo per poche ore. Ero salito in macchina e l’avevo raggiunta. Lei mi aspettava n centro nella zona pedonale, delle vie piene di negozi. Mi aveva salutato con un sorriso che mi aveva fatto capire che aveva in mente qualcosa. La prima cosa che mi aveva raccomandato era stata quella di fingere di essere marito e moglie, era molto elegante come sempre, indossava un tailleur, conoscendo suoi gusti era abbastanza castigato
Mi aveva portato in un negozio di scarpe, il titolare un signore distinto sulla sessantina, era da solo, Luciana gli aveva chiesto subito di poter vedere e provare delle scarpe esposte in vetrina. Il titolare ci aveva invitato a sedere sulle poltroncine poi prese le scarpe, si era inginocchiato per farle provare a Luciana. Come ogni donna non si era limitata a provarne solo un paio ed il commesso faceva la spola per accontentarla. Io ero seduto accanto a lei e ad ogni paio di scarpe che provava notavo il commesso sempre più in agitazione.
Infine, avevo capito il perché, Luciana ogni volta che il commesso le faceva provare la scarpa, allargava le gambe in modo tale che il commesso aveva la visuale dele sue cosce fino alle mutandine. Il poveretto aveva cominciato a sudare e controllando bene ogni volta che si alzava si notava la sua erezione. Dopo averne provato una decina di paia, ne aveva scelte 2 da acquistare. Al momento di pagare aveva fatto un po' di moine al commesso che alla sua richiesta di uno sconto glielo aveva concesso, augurandosi che si era trovata bene e di rivederla presto. Ero stato io a pagare fingendo di essere il marito. Quando eravamo usciti dal negozio lei era scoppiata in una risata e poi mi aveva detto:
- Hai visto la faccia del commesso? Poverino a questa ora è chiuso nel resto a farsi pugnetta.
- E ci credo gli hai fatto ammirare tutto fino alle mutandine per 1 ora.
- Guarda che ha visto tutto, di proposito non avevo messo mutandine.
- Che troia che sei. Il poverino stava per avere un infarto. Visto come sudava.
- Te lo avevo detto. Queste situazioni mi fanno eccitare da morire. Sono tutta bagnata.
A quel punto ero certo che mi avrebbe chiesto di portarla in qualche Motel dove anche se avessimo avuto poco tempo avremmo potuto scopare. Ero invece rimasto sorpreso quando camminando si era diretta verso un cinema poco distante. La sorpresa era stata maggiore quando mi aveva invitato a seguirla. Eravamo a metà pomeriggio di un giorno feriale, in sala c’era pochissima gente al massimo una decina di persone. Avevo subito pensato che volesse fare qualcosa di trasgressivo approfittando del buio della sala.
Lei aveva scelto di sedere nell’ultima fila, le persone presenti erano tutti davanti a noi e li potevamo controllare. Una volta che il film era incominciato e nella sala era sceso il buio, io avevo subito allungato le mani fra le sue cosce. Ero subito arrivato alla sua figa che era bagnatissima. Avevo iniziato a masturbarla lei aveva piegato il viso verso di me ed io l’avevo baciata pensando volesse quello, ma lei aveva sussurrato
- Vieni con me adesso sono tutti impegnativi a guardare il film.
Avevamo percorso un corridoio ed in fondo c’erano i bagni, dove eravamo entrati. C’era l’antibagno con lavandini e poi i bagni uomini e donne. Pensavo saremmo entrati dentro un bagno, invece lei mi aveva fatto appoggiare al ripiano dei lavandini, aveva iniziato a baciarmi e ad armeggiare per aprire i miei pantaloni. Aveva tirato fuori il mio cazzo e subito aveva iniziato a succhiarlo, in pochi attimi era diventato duro come il marmo del ripiano a quel punto si era staccata aveva alzato la gonna ed aveva detto.
- Adesso scopami, sono eccitatissima e lo voglio sentire dentro.
- E se dovesse arrivare qualcuno? Ci scoprono.
- È proprio questo che mi fa eccitare. Il rischio di essere scoperti mi fa scattare la libidine.
Si era appoggiata al ripiano del lavello, e con una mano teneva la gonna alzata, mettendo in mostra il suo culo stupendo e la figa, a quel punto ero stato io a chiederle
- Lo vuoi in figa o lo vuoi nel culo?
- Prima mettilo in figa e fammi godere. Poi se vuoi puoi metterlo nel culo.
Glielo avevo infilato in figa, era tanto bagnata che ad ogni colpo che gli davo emetteva il classico rumore del ciak ciak, come quando cammini con le scarpe bagnate. Mentre la scopavo con una mano le palpavo le tette e gli strizzavo il capezzolo fino a farle male, ma il dolore sembrava la eccitasse di più. Aveva iniziato a gemere con tono alto, ed a nulla servivano le mie raccomandazioni a non gridare, sembrava quasi lo facesse in modo che fossimo scoperti, ed in effetti poi mi aveva confermato era quello che voleva.
Aveva goduto, e mentre aveva l’orgasmo mi aveva pregato di strizzarle i capezzoli, poi aveva detto:
- Adesso se vuoi puoi mettermelo nel culo. Forse è meglio se lo fai, sarà più facile pulirmi.
Glielo avevo infilato nel culo, stavolta non aveva sentito male, ma non aveva nemmeno goduto nemmeno quando le avevo scaricato dentro tutta la mia sborra. Era corsa in bagno a pulirsi, io avevo approfittato del lavandino per lavarmi il cazzo e mi ero ricomposto. Quando era uscita dal bagno si era rifatto il trucco e poi eravamo usciti. La cassiera ci aveva guardato in modo strano, avrà pensato che il film non fosse di nostro gradimento.
- Ma ti rendi conto che rischio abbiamo corso?
- È proprio quello che desidero. Il rischio che qualcuno ci scopra mi fa eccitare.
- E se poi qualche volta qualcuno ci scopre cosa succede?
- Le possibilità sono soltanto 3 – 1) si scusa per averci scoperto. 2) si mette a urlare che siamo degli sporcaccioni. 3) si avvicina pretendendo di partecipare insieme a noi.
- Dimmi la verità, tu hai come fantasia la terza soluzione?
- Dipenderebbe da tanti fattori, il luogo l’eccitazione raggiunta il tipo.
- Ho capito a priori non decidi, ma potresti accettare. Ma ti sei chiesta se a me andrebbe bene?
Mi aveva guardato con un sorriso enigmatico poi sorridendo mi aveva detto:
- Torna al lavoro, io rientro a casa prima del ritorno di mio marito. Solo una cosa volevo sapere, se sei disponibile a raggiungermi quando ti chiamo per avere esperienze come questa.
- Tu chiamami quando vuoi. Se dovesse arrivare il giorno che non mi va te lo direi.
Mentre si allontanava gli osservavo il culo. Ero certo che a un culo come quello avrei avuto molta difficoltà a rinunciare. Avevo iniziato anche a pensare di come fare a esaudire le mie di fantasie e non solo le sue.
scritto il
2026-03-29
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