Viaggio a Milano

di
genere
incesti

L’aereo era atterrato a Milano in perfetto orario, era bastato sbarcare per salire sul pullman per sentire una entrata di freddo gelido. Avevo lasciato la Sicilia due ora prima con temperature primaverili per ritrovarmi di colpo in una situazione di freddo polare. Era una domenica pomeriggio per fortuna la sera dopo sarei ripartito. Avevo un appuntamento d’affari con un amico, a pranzo il giorno dopo e non c’erano motivi che mi trattenessero. Per fortuna adesso con le compagnie low cost, un volo andata e ritorno da Milano alla Sicilia ti costava meno di una cena in un ristorante medio.
All’aeroporto era venuto a prendermi mio cognato Ruggero il marito di mia sorella Fiorella. Ruggero faceva il camionista Fiorella la casalinga. Erano parecchi anni che non ci vedevamo, mia sorella nonostante avesse ormai sui 40 anni era sempre una bella figa. Avevo passato l’adolescenza a spiarla ed a farmi pugnette pensandola, a vederla adesso il primo pensiero era stato che non erano state pugnette sprecate.
Vivevano in un piccolo bilocale alla periferia di Milano, al 3^ piano di un condominio popolare. L’appartamento aveva una camera il bagno ed una soggiorno/cucina molto ampio. Visto che restavo solo per una notte mi sarei sistemato a dormire sul divano letto in soggiorno. Mi avevano proposto di fare un giro a Milano ma avevo subito rifiutato, oltre al freddo c’era un nebbione tremendo.
Aveva chiacchierato, parlando del più e del meno e dopo cena dopo un po' di televisione Ruggero era andato a letto, si sarebbe dovuto alzare molto presto per fare un lungo viaggio. Il divano non era molto comodo se poi aggiungiamo il freddo era una situazione non ideale. Avevo dormito un paio di ore quando avevo sentito Ruggero e Fiorella che erano in piedi, avevo guardato l’orologio ed erano le 4.30. Avrei voluto restare sotto la coperta al caldo ma l’odore di caffè mi aveva convinto ad alzarmi.
Avevamo bevuto il caffè insieme, non avevo poto fare a meno di notare che Fiorella, nonostante il freddo, indossasse una sottoveste di lino che in controluce diventava trasparente, sotto era nuda e si riusciva a notare il folto pelo della figa. Il cazzo mi era subito diventato duro e strani pensieri erano ritornati in mente. Ci eravamo salutati con Ruggero promettendoci di rivederci e lui era uscito, poi Fiorella mi aveva detto:
- Sono solo le 5, io di solito torno a letto. Potrai dormire almeno altre 5 ore se ti va.
- Lo farei molto volentieri ma fa un freddo cane non sono abituato a questo freddo.
- Adesso che Ruggero è andato puoi venire a dormire di là c’è la trapunta ed è più caldo.
Avevo subito accettato, ci eravamo messi a letto e spento la luce, lei si era piegata sun un fianco, io dopo aver tolto la coperta che tenevo addosso, restando in slip e maglietta, mi ero steso accanto dicendo:
- Brrr che freddo, come cazzo fate a resistere a questo gelo, io morirei.
Mentre dicevo questo mi ero appoggiato dietro di lei con la scusa di scaldarmi al contatto del suo corpo. Lei non aveva obiettato nulla ed io avevo passato una mano davanti a lei appoggiandola sulla sua pancia. In effetti il piumone teneva molto caldo, ed il mio cazzo appoggiato alle sue chiappe aveva iniziato a svegliarsi. Era impossibile che lei non si accorgesse, ma non aveva detto nulla lo stesso. Essere abbracciato a lei mi aveva fatto venire voglia, per anni mi ero fatto pugnette sognando di scoparla, adesso era l’occasione giusta per provarci, non penso sarebbe più capitata una occasione del genere.
Avevo spostato la mano che avevo appoggiata sulla sua pancia appoggiandola sul suo seno, avevo sentito il capezzolo inturgidirsi, poi sempre più eccitato ero sceso piano piano sempre più in giù, poi alzando piano la sua sottoveste gli avevo appoggiato la mano sulla figa, lei mi aveva subito chiesto:
- Adesso che fai? Ti metti a toccare?
- Ho le mani fredde certo solo di scaldarle.
Non avevo tolto la mano, ma avevo iniziato ad accarezzarle la figa, prima le avevo titillato il clitoride, poi le avevo infilato dentro prima un dito e poi due. La sua figa era bagnata e calda
- Ecco vedi, qui c’è un bel calduccio. Un bel caldo umido.
Non aveva detto nulla ma il suo respiro adesso era diventato più affannato, avevo iniziato a scoparla con le dita e lei aveva iniziato a gemere, ormai la sottoveste era arrotolata sulla sua pancia, io avevo tolto gli slip e gli avevo appoggiato il cazzo sul buco del culo, quando avevo cercato di spingere lei mi aveva detto:
- Se vuoi metterlo dentro devi andare un po' più giu. Dove sei adesso è il buco del culo.
- Lo so, mi piacerebbe mettertelo nel culo. Non ti piace?
- Non l’ho mai fatto, ho paura che fa male. mettilo in figa ti prego.
L’avevo accontentata, lei per aiutarmi aveva alzato una gamba appoggiandola alle mie ed il mio cazzo gli era scivolato dentro. Lo avevo sentito subito bagnarsi dei suoi umori caldi avevo iniziato a pomparla senza fatica il cazzo entrava ed usciva tranquillamente. Lei aveva goduto un paio di volte, poi al suo ennesimo orgasmo i miei schizzi le avevano riempito la figa di sborra lei si era alzata andando a lavarsi.
Quando era ritornata era, nuda si era stesa accanto e poi con un sorriso birichino mi aveva chiesto:
- Adesso che dici dormiamo? Così arrivi fresco all’appuntamento.
- Facciamo una cosa, metti la sveglia a mezzogiorno, io devo andare a pranzo e basta.
Lei aveva messo la sveglia e già prima di sdraiarsi io avevo affondato la mia bocca nella sua figa, lei mi aveva preso il cazzo in bocca. A succhiare ci sapeva fare ed in poco tempo me lo aveva fatto tornare duro, quando gli ero andato sopra la prima cosa che aveva fatto era stato baciarmi infilandomi la lingua in bocca, poi avevamo goduto di nuovo insieme. Erano le 9 di mattina quando ci eravamo addormentati.
Mi ero svegliato in tempo per prepararmi ed andare all’appuntamento, la persona con cui dovevo incontrarmi mi aspettava al ristorante. Avevamo pranzato e discusso di alcuni problemi trovando una soluzione soddisfacente per tutte e due. Avevamo finito il pranzo e la chiacchierata verso le 15, l’aereo di ritorno sarebbe decollato alle 19, avevo ancora tutto il tempo per prendere un taxi e tornare da Fiorella.
Quando ero arrivato lei mi aveva accolto con un sorriso radioso, io mi ero avvicinato a lei, l’avevo baciata ed iniziato a palparla e spogliarla e gli avevo detto
- Abbiamo ancora 2 ore di tempo, possiamo farlo ancora.
- Perché non resti e parti domani? Ruggero stanotte non torna.
Io ci avevo pensato solo un attimo. Rifare un altro biglietto costavo pochissimo, ma le avevo detto:
- Resto solo a una condizione, se mi lasci che ti scopo anche nel culo.
Lei aveva sorriso, poi era andata in bagno ed era tornata con la vaselina. Io prima di spalmarle la vaselina l’avevo leccata a lungo, sia sulla figa che sul buco del culo poi una volta spalmata la vaselina le avevo puntato il cazzo nel buco del culo ed avevo spinto. Quando la cappella era entrata lei aveva urlato, mi ero fermato un attimo e gli avevo chiesto se volesse che lo tirassi fuori lei mi aveva risposto
- Ormai che hai incominciato facciamolo fino alla fine.
Quando gli era entrato tutto aveva urlato di nuovo, l’avevo pompata fino quando non gli avevo sborrato nel culo. Quando le avevo sfilato il cazzo dal culo si era accasciata sul letto, non era andata nemmeno a lavarsi, era con lacrime agli occhi, ma diceva di essere contenta.
Ci eravamo preparati e l’avevo portata a cena in un posto molto lussuoso, avevamo mangiato parecchio per rimetterci in forma, la notte avevamo scopato a lungo, le avevo sborrato in bocca e glielo avevo messo di nuovo nel culo, questa volta ero stato più delicato e masturbandola con una mano era riuscita a godere con il cazzo in culo. Ci eravamo addormentati distrutti.
Il mattino dopo ero andato subito all’aeroporto, Rugero sarebbe tornato nel primo pomeriggio e non volevo mi trovasse ancora li. Ormai è passato più di un anno dalla prima volta, in media una volta al mese, invece di andare a cena fuori prendo un biglietto aereo, soprattutto nei giorni che Ruggero resta fuori la notte. Lui non mi ha più visto ma se dovesse succedere che rientra prima c’è sempre la scusa del viaggio d’affari.
scritto il
2026-04-19
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