Incontro al parco
di
APPARENZA1
genere
bisex
Era una calda sera di fine giugno, ero uscito a cena con una collega di lavoro nella speranza di concludere la serata in modo piacevole, purtroppo la collega era una di quelle donne che dopo aver pomiciato quando cercavi di arrivare al dunque e concludere la serata con una scopata se ne usciva con la solita frase “ti prego no! La prima sera no”, come se rimandare la scopata di un paio di giorni facesse differenza. Non era ancora mezzanotte e stavo rientrando a casa con la voglia repressa nelle mutande.
Stavo per arrivare a casa quando ero transitato davanti a un parco che avevano aperto da poco, lo avevano tanto pubblicizzato ma io non ci ero mai entrato. Avevo parcheggiato l’auto ed ero entrato, il parco era molto bello, dopo aver percorso uno dei vialetti mi ero seduto su una panchina, proprio davanti a dove c’erano gli attrezzi per il “percorso vita”. Pensavo di essere solo, ma avanti a me era passato di corsa un signore, in pantaloncini e maglietta che stava facendo jogging. Al secondo giro, si era messo a fare il “percorso vita” io lo osservavo mentre beatamente mi fumavo una sigaretta.
Quando il signore era arrivato davanti a me e dove aver completato l’esercizio all’attrezzatura, si era diretto verso di me e si era seduto sulla panchina accanto a me e facendomi un sorriso mi aveva detto:
- Il fumo fa male, invece della sigaretta dovrebbe fare esercizio fisico.
Avevamo iniziato a chiacchierare sul danno che la nicotina causava al nostro corpo, e poi continuato parlando del più e del meno. L’uomo avrà avuto sui 40 anni, aveva un fisico atletico e avevo notato che aveva le gambe completamente depilate. Aveva l’aspetto molto curato e nonostante avesse fatto molta attività fisica, nonostante il sudore si sentiva l’odore di un gradevole essenza profumata. Mi aveva colto alla sprovvista quando chiacchierando aveva appoggiato una mano sulla mia gamba, ma non era stato solo quello a sorprendermi, aveva iniziato anche a parlare con un tono di voce quasi in falsetto.
Io non mi ero mosso nemmeno quando la sua mano era salita dalla gamba fino a raggiungere il mio cazzo e stringerlo attraverso i pantaloni. Ormai erano chiare le sue intenzioni, avevo già avuto esperienze bisex, ma si era sempre trattato di ragazzi molto giovani con bei culetti. Intanto il cazzo era ritornato duro, l’uomo mi guardava con una strana espressione, non riusciva a capire se lo avrei lasciato andare avanti oppure lo avrei preso a male parole. Visto che avevo deciso, per non farlo desistere, avevo aperto la cerniera dei pantaloni e fatto uscire il cazzo. L’uomo non aveva proferito parola, si era avventato sul mio cazzo.
Anche se era tardi ed eravamo lontani dall’entrata, mentre l’uomo mi succhiava il cazzo, io controllavo che non arrivasse nessuno. Gli tenevo una mano sul capo spingendolo in modo che il cazzo gli entrasse tutto in bocca. Era davvero molto bravo, non si limitava solo a succhiarmi il cazzo, mi leccava e mi palpava anche le palle. Era molto piacevole e per questo motivo non volevo sborrare subito. Lui continuava a succhiare esprimendo compiacimento sul mio cazzo sia per dimensioni che per consistenza. Lo avevo lasciato divertirsi a lungo succhiandolo ma adesso stavo per sborrare, mi aveva anticipato dicendomi.
- Ti piacerebbe mettermelo nel culo e scoparmi. Il tuo cazzo mi fa impazzire.
Non avevo preservativi con me ed ero un po' titubante, glielo avevo detto, e lui mi aveva rassicurato dicendomi che non era un habitue e che mi garantiva che non avrei rischiato di prendere qualche malattia venerea. Ero molto eccitato e la sua proposta mi allettava molto, inconsciamente pur essendo consapevole del rischio avevo accettato di scoparlo. Lui si era alzato e poi essersi spostato dietro la panchina aveva sceso i pantaloncini e si era appoggiato con le mani alla panchina.
Gli ero andato dietro, avevo slacciato bene i pantaloni per avere tutto il cazzo fusori. Quando gli avevo appoggiato la cappella sul buco del culo ed avevo spinto, avevo trovato resistenza, lui mi aveva incitato a spingere e non preoccuparmi. Quando con un colpo di reni il cazzo gli era entrato tutto dentro aveva emesso un gemito di dolore, ma mi aveva rassicurato dicendomi di continuare. Era molto piacevole scoparlo anche perché lui contraeva i muscoli del retto facendomi provare un piacere enorme.
Ormai anche io ero eccitatissimo e preso come da un raptus avevo allungato le mani e gli avevo afferrato il cazzo già in erezione. Lui aveva gradito molto ed aveva iniziato a gemere mentre io gli facevo una sega. Aveva sborrato quasi subito, e gocce della sua sborra imbrattavano la mia mano, ed anche io a quel punto avevo goduto riempiendogli il culo con i miei schizzi di sborra. Quando gli avevo sfilato il cazzo dal culo lui me lo aveva preso in bocca ripulendolo per bene, poi ero stato io a dargli un fazzoletto per ripulirsi il culo dalla mia sborra. Ci eravamo ricomposti, poi ci eravamo salutati ed ognuno andato per la sua strada.
Era passata una settimana da quella sera, ero ripassato un paio di volte dal parco di sera tardi ma non avevo mai più rivisto l’uomo. Una sera dopo il lavoro mentre rientravo a casa mi ero fermato al parco, era pieno di famiglie con bambini, ma anche di tanta gente che faceva jogging o esercizi fisici. Avevo rivisto quell’uomo e lui mi aveva subito riconosciuto e mi aveva fatto un sorriso. Non era solo, insieme a lui c’era una donna palesemente grassa, per dimagrire non penso gli sarebbe bastato soltanto un po' di esercizio.
Rispettando la sua privacy io avevo risposto al suo sorriso ma non mi ero avvicinato ma seduto su una panchina. Era stato lui che dopo aver parlato con la compagna si erano avvicinati e mi aveva salutato presentandomi quella che mi aveva detto fosse la moglie. Lui di chiamava Riccardo e la moglie Lucia. La donna era davvero grassa ma mi aveva colpito il suo viso ma soprattutto i suoi occhi. Erano verdi ed emanavano una luce ed una espressività che mi avevano affascinato. Guardavo i suoi occhi e scordavo il suo corpo, mi ero subito innamorato dei suoi occhi e del modo come mi guardava.
Ero rimasto sorpreso dalla frase di Riccardo quando mi aveva presentato a Lucia, le sue parole erano state: “lui è l’uomo che avevo conosciuto sere fa e di cui ti avevo parlato”. Avevo avuto la netta sensazione che Lucia era perfettamente al corrente di come si era svolto il nostro primo incontro. Avevamo chiacchierato una decina di minuti, poi con mia grande sorpresa mi avevano invitato a prendere l’aperitivo a casa loro, avevo accettato subito, era saliti in macchina con me e ci eravamo avviati.
Abitavano in una villetta a schiera in un bel quartiere, una volta entrati in casa, Lucia era andata subito a fare una doccia mentre Riccardo preparava gli aperitivi. Lucia era ritornata dopo una decina di minuti, indossando l’accappatoio. Avevamo bevuto l’aperitivo chiacchierando del più e del meno. Io ero affascinato dagli occhi di Lucia ed ogni suo sguardo mi faceva sciogliere. Guardare i suoi occhi mi faceva dimenticare il suo fisico ed ero molto eccitato. Sembrava che anche lei si fosse accorta dele sensazioni che mi faceva provare ed i suoi sguardi erano sempre più dolci, poi rivolta a Riccardo gli aveva detto:
- Che ne diresti se ordinassimo delle pizze e lo invitassimo a cena con noi.
- Direi che sarebbe una ottima idea. Anzi faccio un salto io a prenderle.
Io avevo accettato l’invito ed allora Riccardo era uscito a prendere le pizze. Lucia si era seduta accanto a me, io ero estasiato a guardare i suoi occhi e gli avevo confessato che mi facevano impazzire, a quel punto lei sorridendomi mi aveva detto:
- Riccardo mi aveva detto che eri un tipo speciale e che forse eri l’amico che cercavamo.
Dicendo queste parole aveva slacciato l’accappatoio mettendo in mostra due tette enormi ed un pancione flaccido. Se avessi guardato ancora per un minuto il suo corpo sarei scappato da quella casa. Mi ero concentrato a guardarla negli occhi e quando lei si era avvicinata ed avevo potuto baciarla non avevo capito più nulla. Mi aveva fatto spogliare velocemente, poi mi aveva attirato sopra di sé, avevo i suoi occhi e le sue labbra da ammirare e quando lei mi aveva preso il cazzo e se lo era infilato in figa, guardando i suoi occhi mi era sembrato di scopare la donna più bella al mondo.
- Bene, avete già incominciato. Fate con calma io intanto apparecchio.
Riccardo era tornato con le pizze, ma non sembrava affatto sorpreso vedermi sopra Lucia mentre la scopavo. Ci avevo messo tanto impegno per farla godere ma alla fine aveva sborrato. Io mi ero trattenuto. Nel frattempo, anche Riccardo si era messo nudo, ma ci aveva sollecitati a sederci a tavola altrimenti le pizze diventavano fredde. Mentre mangiavamo la pizza Lucia continuava a guardarmi in un modo così sensuale che il mio cazzo non trovava pace. Appena finito le pizze ci eravamo spostati in camera.
Mi avevano meso in mezzo poi tutte e due alternandosi avevano iniziato a succhiarmi il cazzo. Si alternavano a prenderlo in bocca ed ogni tanto si baciavano. Era stata Lucia a dirmi:
- Prima hai scopato me. Ora scopi lui? Mi eccita molto vedere mentre lo inculi.
Lei era scesa dal letto e si era seduta su una poltroncina, Riccardo si era messo a 4 zampe in una posizione in cui Lucia avrebbe potuto vedere il mio cazzo entrargli nel culo. Lucia aveva nesso una gamba sul bracciolo della poltroncina, adesso il suo enorme figone era in bella mostra. Quando gli avevo infilato il cazzo nel culo a Riccardo, anche lei aveva emesso un gemito di piacere come se lo avesse ricevuto lei in figa. Poi aveva iniziato a masturbarsi mentre io pompavo il culo di Riccardo.
Era stata sempre lei a chiedermi di prendere in mano il cazzo di Riccardo e masturbarlo. Avevo eseguito le sue istruzioni ed avevo iniziato a fare la sega a Riccardo e quando lui aveva goduto anche lei aveva raggiunto l’orgasmo. Mi aveva anche pregato di non sborrare nel culo a Riccardo, ma fattomi stendere avevano di nuovo tutte e due iniziato a succhiarmi il cazzo e quando avevo sborrato, tutte e due avevano ingoiato la mia sborra leccandomi il cazzo e pulendolo fino all’ultima goccia.
Ormai Lucia aveva capito cosa mi facesse impazzire. Si era sdraiata accanto a occhi negli occhi, ed avevamo iniziato a baciarci. Riccardo, nel frattempo, si alternava a succhiarmi il cazzo ed a leccarle la figa. Era come se avessero fretta a farmelo tornare duro ed infatti in poco tempo era di nuovo duro. Di nuovo Lucia lo aveva voluto in figa ed io non smettevo di baciarla guardando i suoi occhi. Riccardo, nel frattempo, mi accarezzava e mi baciava la schiena. Avevo avuto uno scarto quando aveva iniziato a leccarmi il buco del culo, ma mi aveva rassicurato che non sarebbe andato oltre.
Lucia mi continuava a fissare negli occhi sapendo che questo mi faceva eccitare poi mi aveva detto
- Stavolta quando vieni, vogli sentire la tua sborra calda che mi riempie la figa.
Avevo iniziato a pomparla più forte, mentre Riccardo mi faceva provare brividi di piacere leccandomi il buco del culo. Il culmine del piacere che mi aveva fatto godere era stato quando Riccardo oltre a leccarmi il buco del culo mi aveva infilato dentro prima un dito e dopo due. Avevo sborrato in figa quasi rantolando poi mi ero steso accanto a Lucia. Nel frattempo, Riccardo affondando la bocca nella figa di Lucia aveva iniziato a succhiare ed ingoiare tutta la mia sborra, poi aveva ripulito anche il mio cazzo.
Ci eravamo lasciati, dopo averci scambiati i numeri di telefono. Mi avevano detto che gli avrebbe fatto molto piacere rivedermi ancora e quando avessi deciso di tornare a trovarli bastava avvertire.
Stavo per arrivare a casa quando ero transitato davanti a un parco che avevano aperto da poco, lo avevano tanto pubblicizzato ma io non ci ero mai entrato. Avevo parcheggiato l’auto ed ero entrato, il parco era molto bello, dopo aver percorso uno dei vialetti mi ero seduto su una panchina, proprio davanti a dove c’erano gli attrezzi per il “percorso vita”. Pensavo di essere solo, ma avanti a me era passato di corsa un signore, in pantaloncini e maglietta che stava facendo jogging. Al secondo giro, si era messo a fare il “percorso vita” io lo osservavo mentre beatamente mi fumavo una sigaretta.
Quando il signore era arrivato davanti a me e dove aver completato l’esercizio all’attrezzatura, si era diretto verso di me e si era seduto sulla panchina accanto a me e facendomi un sorriso mi aveva detto:
- Il fumo fa male, invece della sigaretta dovrebbe fare esercizio fisico.
Avevamo iniziato a chiacchierare sul danno che la nicotina causava al nostro corpo, e poi continuato parlando del più e del meno. L’uomo avrà avuto sui 40 anni, aveva un fisico atletico e avevo notato che aveva le gambe completamente depilate. Aveva l’aspetto molto curato e nonostante avesse fatto molta attività fisica, nonostante il sudore si sentiva l’odore di un gradevole essenza profumata. Mi aveva colto alla sprovvista quando chiacchierando aveva appoggiato una mano sulla mia gamba, ma non era stato solo quello a sorprendermi, aveva iniziato anche a parlare con un tono di voce quasi in falsetto.
Io non mi ero mosso nemmeno quando la sua mano era salita dalla gamba fino a raggiungere il mio cazzo e stringerlo attraverso i pantaloni. Ormai erano chiare le sue intenzioni, avevo già avuto esperienze bisex, ma si era sempre trattato di ragazzi molto giovani con bei culetti. Intanto il cazzo era ritornato duro, l’uomo mi guardava con una strana espressione, non riusciva a capire se lo avrei lasciato andare avanti oppure lo avrei preso a male parole. Visto che avevo deciso, per non farlo desistere, avevo aperto la cerniera dei pantaloni e fatto uscire il cazzo. L’uomo non aveva proferito parola, si era avventato sul mio cazzo.
Anche se era tardi ed eravamo lontani dall’entrata, mentre l’uomo mi succhiava il cazzo, io controllavo che non arrivasse nessuno. Gli tenevo una mano sul capo spingendolo in modo che il cazzo gli entrasse tutto in bocca. Era davvero molto bravo, non si limitava solo a succhiarmi il cazzo, mi leccava e mi palpava anche le palle. Era molto piacevole e per questo motivo non volevo sborrare subito. Lui continuava a succhiare esprimendo compiacimento sul mio cazzo sia per dimensioni che per consistenza. Lo avevo lasciato divertirsi a lungo succhiandolo ma adesso stavo per sborrare, mi aveva anticipato dicendomi.
- Ti piacerebbe mettermelo nel culo e scoparmi. Il tuo cazzo mi fa impazzire.
Non avevo preservativi con me ed ero un po' titubante, glielo avevo detto, e lui mi aveva rassicurato dicendomi che non era un habitue e che mi garantiva che non avrei rischiato di prendere qualche malattia venerea. Ero molto eccitato e la sua proposta mi allettava molto, inconsciamente pur essendo consapevole del rischio avevo accettato di scoparlo. Lui si era alzato e poi essersi spostato dietro la panchina aveva sceso i pantaloncini e si era appoggiato con le mani alla panchina.
Gli ero andato dietro, avevo slacciato bene i pantaloni per avere tutto il cazzo fusori. Quando gli avevo appoggiato la cappella sul buco del culo ed avevo spinto, avevo trovato resistenza, lui mi aveva incitato a spingere e non preoccuparmi. Quando con un colpo di reni il cazzo gli era entrato tutto dentro aveva emesso un gemito di dolore, ma mi aveva rassicurato dicendomi di continuare. Era molto piacevole scoparlo anche perché lui contraeva i muscoli del retto facendomi provare un piacere enorme.
Ormai anche io ero eccitatissimo e preso come da un raptus avevo allungato le mani e gli avevo afferrato il cazzo già in erezione. Lui aveva gradito molto ed aveva iniziato a gemere mentre io gli facevo una sega. Aveva sborrato quasi subito, e gocce della sua sborra imbrattavano la mia mano, ed anche io a quel punto avevo goduto riempiendogli il culo con i miei schizzi di sborra. Quando gli avevo sfilato il cazzo dal culo lui me lo aveva preso in bocca ripulendolo per bene, poi ero stato io a dargli un fazzoletto per ripulirsi il culo dalla mia sborra. Ci eravamo ricomposti, poi ci eravamo salutati ed ognuno andato per la sua strada.
Era passata una settimana da quella sera, ero ripassato un paio di volte dal parco di sera tardi ma non avevo mai più rivisto l’uomo. Una sera dopo il lavoro mentre rientravo a casa mi ero fermato al parco, era pieno di famiglie con bambini, ma anche di tanta gente che faceva jogging o esercizi fisici. Avevo rivisto quell’uomo e lui mi aveva subito riconosciuto e mi aveva fatto un sorriso. Non era solo, insieme a lui c’era una donna palesemente grassa, per dimagrire non penso gli sarebbe bastato soltanto un po' di esercizio.
Rispettando la sua privacy io avevo risposto al suo sorriso ma non mi ero avvicinato ma seduto su una panchina. Era stato lui che dopo aver parlato con la compagna si erano avvicinati e mi aveva salutato presentandomi quella che mi aveva detto fosse la moglie. Lui di chiamava Riccardo e la moglie Lucia. La donna era davvero grassa ma mi aveva colpito il suo viso ma soprattutto i suoi occhi. Erano verdi ed emanavano una luce ed una espressività che mi avevano affascinato. Guardavo i suoi occhi e scordavo il suo corpo, mi ero subito innamorato dei suoi occhi e del modo come mi guardava.
Ero rimasto sorpreso dalla frase di Riccardo quando mi aveva presentato a Lucia, le sue parole erano state: “lui è l’uomo che avevo conosciuto sere fa e di cui ti avevo parlato”. Avevo avuto la netta sensazione che Lucia era perfettamente al corrente di come si era svolto il nostro primo incontro. Avevamo chiacchierato una decina di minuti, poi con mia grande sorpresa mi avevano invitato a prendere l’aperitivo a casa loro, avevo accettato subito, era saliti in macchina con me e ci eravamo avviati.
Abitavano in una villetta a schiera in un bel quartiere, una volta entrati in casa, Lucia era andata subito a fare una doccia mentre Riccardo preparava gli aperitivi. Lucia era ritornata dopo una decina di minuti, indossando l’accappatoio. Avevamo bevuto l’aperitivo chiacchierando del più e del meno. Io ero affascinato dagli occhi di Lucia ed ogni suo sguardo mi faceva sciogliere. Guardare i suoi occhi mi faceva dimenticare il suo fisico ed ero molto eccitato. Sembrava che anche lei si fosse accorta dele sensazioni che mi faceva provare ed i suoi sguardi erano sempre più dolci, poi rivolta a Riccardo gli aveva detto:
- Che ne diresti se ordinassimo delle pizze e lo invitassimo a cena con noi.
- Direi che sarebbe una ottima idea. Anzi faccio un salto io a prenderle.
Io avevo accettato l’invito ed allora Riccardo era uscito a prendere le pizze. Lucia si era seduta accanto a me, io ero estasiato a guardare i suoi occhi e gli avevo confessato che mi facevano impazzire, a quel punto lei sorridendomi mi aveva detto:
- Riccardo mi aveva detto che eri un tipo speciale e che forse eri l’amico che cercavamo.
Dicendo queste parole aveva slacciato l’accappatoio mettendo in mostra due tette enormi ed un pancione flaccido. Se avessi guardato ancora per un minuto il suo corpo sarei scappato da quella casa. Mi ero concentrato a guardarla negli occhi e quando lei si era avvicinata ed avevo potuto baciarla non avevo capito più nulla. Mi aveva fatto spogliare velocemente, poi mi aveva attirato sopra di sé, avevo i suoi occhi e le sue labbra da ammirare e quando lei mi aveva preso il cazzo e se lo era infilato in figa, guardando i suoi occhi mi era sembrato di scopare la donna più bella al mondo.
- Bene, avete già incominciato. Fate con calma io intanto apparecchio.
Riccardo era tornato con le pizze, ma non sembrava affatto sorpreso vedermi sopra Lucia mentre la scopavo. Ci avevo messo tanto impegno per farla godere ma alla fine aveva sborrato. Io mi ero trattenuto. Nel frattempo, anche Riccardo si era messo nudo, ma ci aveva sollecitati a sederci a tavola altrimenti le pizze diventavano fredde. Mentre mangiavamo la pizza Lucia continuava a guardarmi in un modo così sensuale che il mio cazzo non trovava pace. Appena finito le pizze ci eravamo spostati in camera.
Mi avevano meso in mezzo poi tutte e due alternandosi avevano iniziato a succhiarmi il cazzo. Si alternavano a prenderlo in bocca ed ogni tanto si baciavano. Era stata Lucia a dirmi:
- Prima hai scopato me. Ora scopi lui? Mi eccita molto vedere mentre lo inculi.
Lei era scesa dal letto e si era seduta su una poltroncina, Riccardo si era messo a 4 zampe in una posizione in cui Lucia avrebbe potuto vedere il mio cazzo entrargli nel culo. Lucia aveva nesso una gamba sul bracciolo della poltroncina, adesso il suo enorme figone era in bella mostra. Quando gli avevo infilato il cazzo nel culo a Riccardo, anche lei aveva emesso un gemito di piacere come se lo avesse ricevuto lei in figa. Poi aveva iniziato a masturbarsi mentre io pompavo il culo di Riccardo.
Era stata sempre lei a chiedermi di prendere in mano il cazzo di Riccardo e masturbarlo. Avevo eseguito le sue istruzioni ed avevo iniziato a fare la sega a Riccardo e quando lui aveva goduto anche lei aveva raggiunto l’orgasmo. Mi aveva anche pregato di non sborrare nel culo a Riccardo, ma fattomi stendere avevano di nuovo tutte e due iniziato a succhiarmi il cazzo e quando avevo sborrato, tutte e due avevano ingoiato la mia sborra leccandomi il cazzo e pulendolo fino all’ultima goccia.
Ormai Lucia aveva capito cosa mi facesse impazzire. Si era sdraiata accanto a occhi negli occhi, ed avevamo iniziato a baciarci. Riccardo, nel frattempo, si alternava a succhiarmi il cazzo ed a leccarle la figa. Era come se avessero fretta a farmelo tornare duro ed infatti in poco tempo era di nuovo duro. Di nuovo Lucia lo aveva voluto in figa ed io non smettevo di baciarla guardando i suoi occhi. Riccardo, nel frattempo, mi accarezzava e mi baciava la schiena. Avevo avuto uno scarto quando aveva iniziato a leccarmi il buco del culo, ma mi aveva rassicurato che non sarebbe andato oltre.
Lucia mi continuava a fissare negli occhi sapendo che questo mi faceva eccitare poi mi aveva detto
- Stavolta quando vieni, vogli sentire la tua sborra calda che mi riempie la figa.
Avevo iniziato a pomparla più forte, mentre Riccardo mi faceva provare brividi di piacere leccandomi il buco del culo. Il culmine del piacere che mi aveva fatto godere era stato quando Riccardo oltre a leccarmi il buco del culo mi aveva infilato dentro prima un dito e dopo due. Avevo sborrato in figa quasi rantolando poi mi ero steso accanto a Lucia. Nel frattempo, Riccardo affondando la bocca nella figa di Lucia aveva iniziato a succhiare ed ingoiare tutta la mia sborra, poi aveva ripulito anche il mio cazzo.
Ci eravamo lasciati, dopo averci scambiati i numeri di telefono. Mi avevano detto che gli avrebbe fatto molto piacere rivedermi ancora e quando avessi deciso di tornare a trovarli bastava avvertire.
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