Anna la mia consuocera
di
APPARENZA1
genere
incesti
Con Anna, la mia consuocera avevamo un buon rapporto, con il tempo eravamo entrati in confidenza, di solito nelle ricorrenze ci scambiavamo regali, fra me e lei erano sempre libri, lui si era informata sui miei gusti ed ogni anno a Natale mi regalava il libro di Ken Follett il mio autore preferito, io per lei sceglievo sempre libri romantici al limite dell’erotico, ma sempre entro certi limiti, che a lei piacevano molto. Anna era vedova, anche se il marito era deceduto quando già ormai erano separati. Per un paio di anni era stata insieme ad un uomo un po' più giovane di lei anche se non avevano mai convissuto, ma poi un paio di anni la relazione era finita, lui psicologicamente era rimasto un bambino e non poteva funzionare.
Da un paio di anni invitavamo in vacanza mio figlio la sua compagna con il bambino, erano sempre nostri ospiti. Quell’anno mia nuora, ci aveva anticipato nella prenotazione ed aveva prenotato un bungalow in un campeggio grandissimo a Punta Ala. Il bungalow non era eccessivamente grande c’era la camera dove dormivano loro un’altra cameretta con 4 letti a castello il bagno e la cucina. All’esterno avevamo un grande spazio al fresco sotto gli alberi dove potevamo mangiare e passare il tempo libero. Per la prima settimana eravamo solo noi, la seconda settimana ci aveva raggiunto anche Anna che dormiva con noi in cameretta.
A quel tempo io avevo sui 60 anni, Anna ne aveva 56, era ancora una bella donna magra, bionda con capelli un po' ricchi ed aveva un fisico niente male come avevo avuto occasione di notare in spiaggia. Il campeggio era sul mare ma purtroppo lontano dai paesi, per compensare dentro il campeggio c’era tante occasioni di svago e gli animatori facevano di tutto per farci divertire. Anna era amante del ballo latino-americano ed una sera aveva insistito a farmi ballare nonostante io fossi proprio negato. Durante il ballo, più che io, era stata lei a continuare a strusciarsi e ad un certo punto mi aveva detto:
- Mi sa che ci stiamo strusciando troppo. Qualcuno si è svegliato.
- Mai stuzzicare il can che dorme potrebbe mordere.
Eravamo tutte e due scoppiati a ridere evitando di farci vedere dagli altri che erano seduti al tavolo. Il mattino in spiaggia Anna più di una volta mi guardava con un sorrisino complice, io rispondevo al sorriso senza pensare ad altro, erano capitate occasioni più favorevoli ma non mi ero mai permesso di provarci. Quel pomeriggio mio figlio e mia nuora andavano nel paese vicino a fare le spese, mia moglie era andata subito al mare con bambino io solitamente di pomeriggio non andavo mai in spiaggia. Anna si era attardata a lavare i piatti e sistemare la cucina dicendo a mia moglie che l’avrebbe raggiunta dopo.
Ero seduto sotto gli alberi a smanettare con il telefono, quando Anna aveva portato il caffè e si era seduta insieme a me. Mentre bevevamo il caffè erano passate due ragazze molto giovani con un costume che praticamente era solo un filo che gli passava fra le chiappe ed un pezzetto di stoffa che gli copriva la figa. Non avevo potuto fare a meno di osservarle per tutto il tragitto ed Anna sorridendo aveva commentato:
- Queste due si che ti hanno fatto svegliare il can che dorme.
- Loro meritano di sicuro ma influisce anche l’astinenza.
- Non parlare di astinenza con me perché mi perseguita da anni. Mi dispiace e mi scuso che per colpa della mia presenza non avete privacy e siete costretti all’astinenza.
- Non preoccuparti non è colpa tua anche a casa si fa poco. Poi a vedere quelle ragazze a chiunque verrebbe voglia. Praticamente il costume non gli copriva quasi nulla.
- Sono costumi che chiamano “brasiliani” anche io ne ho uno uguale.
- Lo hai uguale? E perché non lo hai mai messo?
- Beh, dai non mi sembrava il caso di metterlo. A essere sincera non l’ho mai messo.
Anna aveva raccolto le tazzine e la moka ed era entrata nel bungalow a lavarsi, poi l’avevo intravista entrare nel bagno. Sicuramente si preparava per andare in spiaggia. Dopo un paio di minuti si era affacciata alla finestra e mi aveva chiesto di entrare perché gli serviva un consiglio. Appena ero entrato ero rimasto quasi a bocca aperta, anna indossava il costume di cui mi aveva parlato e dopo aver fatto una piroetta su sé stessa in modo che io potessi osservarla davanti e dietro mi aveva chiesto:
- Allora che ne dici mi sta bene?
- Wow benissimo, sei stupenda. Adesso vai con questo a mare?
- Ma che dici sei ammattito mica posso andare così.
- In effetti e molto spinto. Sul tragitto qualcuno potrebbe portati nel bosco e saltarti addosso.
- Io l’ho messo e fatto pensando che mi saltavi tu addosso.
Anna aveva pronunciato quelle parole con uno sguardo invitante, ero un po' a disagio ma anche eccitatissimo e nonostante la sua frase avevo voluto sincerarmi che avevo capito bene
- Se dovessi farlo sai bene che poi non mi fermerei e che vorrei tutto.
- E cosa aspetti a prendertelo, io è da anni che te lo offro. Andremo in fondo non temere
Mi aveva preso per mano ed eravamo entrati nella cameretta, si era seduta su letto a castello basso mi aveva sceso il costume e quando il mio cazzo già duro era comparso fuori lo aveva subito preso in bocca iniziando a succhiare, era molto brava e se non mi fossi fermato le avrei sborrato in bocca. Avevo voluto ricambiare e dopo averla fatta stendere sul letto le avevo tolto le minuscole mutandine avevo affondato la mia bocca fra le sue gambe iniziando a leccarle la figa. Aveva iniziato a gemere dal piacere poi era stata lei ad attirami sopra di lei ed una volta che mi ero sistemato mi aveva sollecitato:
- Mettilo dentro, avremo tempo in futuro a leccarci a vicenda. Adesso lo voglio sentire dentro.
Quando il mio cazzo le era scivolato tutto in figa, aveva iniziato lei a muoversi, anche se era sotto di me, spingeva come se mi dovesse scopare, era bastato poco ed aveva iniziato a godere, aveva orgasmi multipli ed a ogni orgasmo sembrava quasi che mi risucchiasse il cazzo, poi anche io gemendo le avevo sborrato in figa, gli schizzi si erano susseguiti velocemente ed alla fine ero rimasto sopra e dentro di lei. Ci eravamo sistemati velocemente e lei era corsa in spiaggia. Io come sempre ero rimasto nel giardinetto. Dopo una oretta erano arrivati mio figlio e nuora con la spesa, li avevo aiutati a scaricare e sistemare.
Nei giorni che seguirono io ed Anna, per paura che qualcuno potesse accorgersi, evitavamo anche di guardarci e di restare da soli. Era sottinteso che al ritorno abitando lei da sola sarei potuto andare a trovarla. Il sabato in serata avevamo caricato le macchine, il giorno dopo dovevamo liberare il bungalow a metà mattina e poi partire. Il sabato sera come sempre gli animatori avevano organizzato la grande festa, Anna ci voleva andare mia moglie figlio e nuora dovendo partire il giorno dopo volevano andare a letto a riposare. A cena Anna faceva l’imbronciata ed era stato allora che sia mia moglie che mia nuora mi avevano chiesto di accompagnarla io. Inizialmente avevo fatto finta di non volere andare poi loro avevano insistito non sapendo che era quello che volevo e che sicuramente voleva anche Anna.
Anna aveva accolto con grande piacere il fatto che l’avrei accompagnata io. Dopo cena lei era entrata a prepararsi, poi quando avevamo sentito la musica provenire dall’arena lei aveva preso la sua borsa e ci eravamo avviati. Avevamo fatto una cinquantina d metri ed Anna invece di prendere la strada verso l’arena, facendo un largo giro aveva imboccato il sentiero che portava al mare. Durante il tragitto avevamo pensato che qualcuno cambiando idea avrebbe potuto pensare di raggiungerci. Il campeggio era grandissimo e c’erano quasi tremila ospiti, non trovandoci avremmo potuto trovare una scusa molto valida.
La spiaggia era deserta, ma noi ci eravamo allontanati lo stesso per un centinaio di metri arrivando agli scogli e nascondendoci dietro un anfratto. Anna dalla borsa aveva tirato fuori dei teli da mare per mettere per terra. Ci eravamo spogliati appoggiando i vestiti alo scoglio poi ci eravamo sdraiati. Anche se veniva qualcuno n spiaggia non ci avrebbe visto a meno che non si fosse avvicinato allo scoglio.
Ci eravamo messi a 69, ci eravamo leccati a lungo, lei aveva anche goduto poi anche a me era venuta voglia di metterlo dentro. Avevamo scopato in varie posizioni ed alla fine avevo goduto anche io, gli avevo sborrato in figa e dopo lei era andata con piedi nell’acqua a farsi un bidet. Eravamo rimasti a lungo abbracciati, organizzando i modi per vederci al ritorno a casa, ci eravamo accorti che le possibilità non mancavano e che con un minimo di attenzione era quasi impossibile che ci scoprissero.
Lei si era data da fare a farmelo venire duro di nuovo e quando ero pronto mi aveva sorpreso dicendo:
- Vuoi mettermelo anche nel culo?
- A te piace prenderlo nel culo?
- Mi piace ma te l’ho chiesto perché so che a tutti gli uomini piace.
L’avevo scopata alternando figa e culo, era ben aperta segno che lo prendeva regolarmente. Alla fine, le avevo chiesto se gli potessi sborrare in bocca. Aveva ingoiato tutto con grande piacere. Poi eravamo rientrati senza fare troppo tardi. Eravamo rientrati è passata una settimana Anna si è fatta viva mi vuole.
Da un paio di anni invitavamo in vacanza mio figlio la sua compagna con il bambino, erano sempre nostri ospiti. Quell’anno mia nuora, ci aveva anticipato nella prenotazione ed aveva prenotato un bungalow in un campeggio grandissimo a Punta Ala. Il bungalow non era eccessivamente grande c’era la camera dove dormivano loro un’altra cameretta con 4 letti a castello il bagno e la cucina. All’esterno avevamo un grande spazio al fresco sotto gli alberi dove potevamo mangiare e passare il tempo libero. Per la prima settimana eravamo solo noi, la seconda settimana ci aveva raggiunto anche Anna che dormiva con noi in cameretta.
A quel tempo io avevo sui 60 anni, Anna ne aveva 56, era ancora una bella donna magra, bionda con capelli un po' ricchi ed aveva un fisico niente male come avevo avuto occasione di notare in spiaggia. Il campeggio era sul mare ma purtroppo lontano dai paesi, per compensare dentro il campeggio c’era tante occasioni di svago e gli animatori facevano di tutto per farci divertire. Anna era amante del ballo latino-americano ed una sera aveva insistito a farmi ballare nonostante io fossi proprio negato. Durante il ballo, più che io, era stata lei a continuare a strusciarsi e ad un certo punto mi aveva detto:
- Mi sa che ci stiamo strusciando troppo. Qualcuno si è svegliato.
- Mai stuzzicare il can che dorme potrebbe mordere.
Eravamo tutte e due scoppiati a ridere evitando di farci vedere dagli altri che erano seduti al tavolo. Il mattino in spiaggia Anna più di una volta mi guardava con un sorrisino complice, io rispondevo al sorriso senza pensare ad altro, erano capitate occasioni più favorevoli ma non mi ero mai permesso di provarci. Quel pomeriggio mio figlio e mia nuora andavano nel paese vicino a fare le spese, mia moglie era andata subito al mare con bambino io solitamente di pomeriggio non andavo mai in spiaggia. Anna si era attardata a lavare i piatti e sistemare la cucina dicendo a mia moglie che l’avrebbe raggiunta dopo.
Ero seduto sotto gli alberi a smanettare con il telefono, quando Anna aveva portato il caffè e si era seduta insieme a me. Mentre bevevamo il caffè erano passate due ragazze molto giovani con un costume che praticamente era solo un filo che gli passava fra le chiappe ed un pezzetto di stoffa che gli copriva la figa. Non avevo potuto fare a meno di osservarle per tutto il tragitto ed Anna sorridendo aveva commentato:
- Queste due si che ti hanno fatto svegliare il can che dorme.
- Loro meritano di sicuro ma influisce anche l’astinenza.
- Non parlare di astinenza con me perché mi perseguita da anni. Mi dispiace e mi scuso che per colpa della mia presenza non avete privacy e siete costretti all’astinenza.
- Non preoccuparti non è colpa tua anche a casa si fa poco. Poi a vedere quelle ragazze a chiunque verrebbe voglia. Praticamente il costume non gli copriva quasi nulla.
- Sono costumi che chiamano “brasiliani” anche io ne ho uno uguale.
- Lo hai uguale? E perché non lo hai mai messo?
- Beh, dai non mi sembrava il caso di metterlo. A essere sincera non l’ho mai messo.
Anna aveva raccolto le tazzine e la moka ed era entrata nel bungalow a lavarsi, poi l’avevo intravista entrare nel bagno. Sicuramente si preparava per andare in spiaggia. Dopo un paio di minuti si era affacciata alla finestra e mi aveva chiesto di entrare perché gli serviva un consiglio. Appena ero entrato ero rimasto quasi a bocca aperta, anna indossava il costume di cui mi aveva parlato e dopo aver fatto una piroetta su sé stessa in modo che io potessi osservarla davanti e dietro mi aveva chiesto:
- Allora che ne dici mi sta bene?
- Wow benissimo, sei stupenda. Adesso vai con questo a mare?
- Ma che dici sei ammattito mica posso andare così.
- In effetti e molto spinto. Sul tragitto qualcuno potrebbe portati nel bosco e saltarti addosso.
- Io l’ho messo e fatto pensando che mi saltavi tu addosso.
Anna aveva pronunciato quelle parole con uno sguardo invitante, ero un po' a disagio ma anche eccitatissimo e nonostante la sua frase avevo voluto sincerarmi che avevo capito bene
- Se dovessi farlo sai bene che poi non mi fermerei e che vorrei tutto.
- E cosa aspetti a prendertelo, io è da anni che te lo offro. Andremo in fondo non temere
Mi aveva preso per mano ed eravamo entrati nella cameretta, si era seduta su letto a castello basso mi aveva sceso il costume e quando il mio cazzo già duro era comparso fuori lo aveva subito preso in bocca iniziando a succhiare, era molto brava e se non mi fossi fermato le avrei sborrato in bocca. Avevo voluto ricambiare e dopo averla fatta stendere sul letto le avevo tolto le minuscole mutandine avevo affondato la mia bocca fra le sue gambe iniziando a leccarle la figa. Aveva iniziato a gemere dal piacere poi era stata lei ad attirami sopra di lei ed una volta che mi ero sistemato mi aveva sollecitato:
- Mettilo dentro, avremo tempo in futuro a leccarci a vicenda. Adesso lo voglio sentire dentro.
Quando il mio cazzo le era scivolato tutto in figa, aveva iniziato lei a muoversi, anche se era sotto di me, spingeva come se mi dovesse scopare, era bastato poco ed aveva iniziato a godere, aveva orgasmi multipli ed a ogni orgasmo sembrava quasi che mi risucchiasse il cazzo, poi anche io gemendo le avevo sborrato in figa, gli schizzi si erano susseguiti velocemente ed alla fine ero rimasto sopra e dentro di lei. Ci eravamo sistemati velocemente e lei era corsa in spiaggia. Io come sempre ero rimasto nel giardinetto. Dopo una oretta erano arrivati mio figlio e nuora con la spesa, li avevo aiutati a scaricare e sistemare.
Nei giorni che seguirono io ed Anna, per paura che qualcuno potesse accorgersi, evitavamo anche di guardarci e di restare da soli. Era sottinteso che al ritorno abitando lei da sola sarei potuto andare a trovarla. Il sabato in serata avevamo caricato le macchine, il giorno dopo dovevamo liberare il bungalow a metà mattina e poi partire. Il sabato sera come sempre gli animatori avevano organizzato la grande festa, Anna ci voleva andare mia moglie figlio e nuora dovendo partire il giorno dopo volevano andare a letto a riposare. A cena Anna faceva l’imbronciata ed era stato allora che sia mia moglie che mia nuora mi avevano chiesto di accompagnarla io. Inizialmente avevo fatto finta di non volere andare poi loro avevano insistito non sapendo che era quello che volevo e che sicuramente voleva anche Anna.
Anna aveva accolto con grande piacere il fatto che l’avrei accompagnata io. Dopo cena lei era entrata a prepararsi, poi quando avevamo sentito la musica provenire dall’arena lei aveva preso la sua borsa e ci eravamo avviati. Avevamo fatto una cinquantina d metri ed Anna invece di prendere la strada verso l’arena, facendo un largo giro aveva imboccato il sentiero che portava al mare. Durante il tragitto avevamo pensato che qualcuno cambiando idea avrebbe potuto pensare di raggiungerci. Il campeggio era grandissimo e c’erano quasi tremila ospiti, non trovandoci avremmo potuto trovare una scusa molto valida.
La spiaggia era deserta, ma noi ci eravamo allontanati lo stesso per un centinaio di metri arrivando agli scogli e nascondendoci dietro un anfratto. Anna dalla borsa aveva tirato fuori dei teli da mare per mettere per terra. Ci eravamo spogliati appoggiando i vestiti alo scoglio poi ci eravamo sdraiati. Anche se veniva qualcuno n spiaggia non ci avrebbe visto a meno che non si fosse avvicinato allo scoglio.
Ci eravamo messi a 69, ci eravamo leccati a lungo, lei aveva anche goduto poi anche a me era venuta voglia di metterlo dentro. Avevamo scopato in varie posizioni ed alla fine avevo goduto anche io, gli avevo sborrato in figa e dopo lei era andata con piedi nell’acqua a farsi un bidet. Eravamo rimasti a lungo abbracciati, organizzando i modi per vederci al ritorno a casa, ci eravamo accorti che le possibilità non mancavano e che con un minimo di attenzione era quasi impossibile che ci scoprissero.
Lei si era data da fare a farmelo venire duro di nuovo e quando ero pronto mi aveva sorpreso dicendo:
- Vuoi mettermelo anche nel culo?
- A te piace prenderlo nel culo?
- Mi piace ma te l’ho chiesto perché so che a tutti gli uomini piace.
L’avevo scopata alternando figa e culo, era ben aperta segno che lo prendeva regolarmente. Alla fine, le avevo chiesto se gli potessi sborrare in bocca. Aveva ingoiato tutto con grande piacere. Poi eravamo rientrati senza fare troppo tardi. Eravamo rientrati è passata una settimana Anna si è fatta viva mi vuole.
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