Luciana - mia cognata

di
genere
incesti

Mio fratello Alberto aveva 3 anni in più di me, fra noi non c’era stato mai un buon rapporto, anche perché lui era un tipo arrogante e saccente. Lui primogenito sempre bravo a scuola, mentre io dopo la 3 media mi ero messo a fare il meccanico il mio sogno di sempre. Lui si era laureato ed adesso ricopriva un incarico da dirigente in un ente pubblico. Aveva sposato la ragazza più bella del paese di cui tutti eravamo innamorati. Con me era stato sempre critico, anche quando, dopo aver messo su la mia officina meccanica, intuendo le potenzialità che avevano le auto orientali avevo iniziato a commerciarle. Adesso a 35 anni avevo una concessionaria di una nota marca coreana dove impiegavo una ventina di dipendenti.
Alberto mio fratello, da sempre alfista, ad ogni occasione criticava le auto che commerciavo, non smetteva mai di avere quell’aria di superiorità di chi aveva studiato si era laureato e fatto carriera, anche se io un anno guadagnavo 10 volte il suo stipendio. Ad ogni riunione familiare dovevo sorbirmi le sue battute, ma ormai non ci facevo più caso. Luciana sua moglie per fortuna non era come lui, mi piaceva sempre e sicuramente anche lei lo aveva capito. Quando ci trovavamo in qualche ricorrenza ci scambiavamo sguardi eloquenti, anche se avevo capito che nemmeno a lei ero indifferente non avevo mai trovato il coraggio di provarci, se per assurdo avevo capito mae sarebbe scoppiato un casino madornale.
Era una mattina come tante, ero da poco arrivato quando alla concessionaria arriva mia cognata Luciana, ha una espressione disperata e sta piangendo. Vado subito da lei e gli chiedo cosa fosse successo. Fra le lacrime mi dice che Alberto era andato via per lavoro e lei disubbidendo ai suoi ordini aveva preso la sua macchina, l’ultimo modello dell’alfa, di cui era molto geloso ed aveva avuto un incidente.
- Ti prego devi aiutarmi. Domani quando torna se vede la sua auto in queste condizioni sono nei guai. Mi aveva categoricamente vietato di usarla.
Eravamo andati insieme a vedere l’auto. Non era un grosso danno, e se non fosse per il carattere di Alberto si sarebbe risolto tranquillamente ma Luciana sembrava disperata.
- Stai tranquilla non è un grosso danno. C’è solo il faro da cambiare ed il parafango da verniciare, non serve nemmeno cambiarlo. Portamela domani e vedrai che te la aggiusto senza problemi.
- Non hai capito, non posso aspettare domani, per stasera deve essere a posto se domani quando torna vede la macchina incidentata non hai idea di cosa succede.
- Mi stai dicendo che vuoi il danno riparato entro oggi?
- Ti prego dimmi che riesci a farlo. Te ne sarò sempre grata ti darò tutto quello che vuoi.
Aveva cambiato espressione ed il suo sguardo era implorante ed aveva uno strano sorriso.
- Potrei riuscirci ma devo rimandare altri lavori. Lo faccio solo per te.
- Portami la macchina riparata stasera e ti sarò molto riconoscente.
Le ultime parole le aveva fatte seguire da una carezza sulla guancia ed un bacio molto vicino alle labbra. Speravo tanto di non aver capito male. Ero gasato ed avevo subito chiamato il carrozziere più bravo. Quado gli avevo esposto il problema mi aveva risposto che se avesse avuto i pezzi di ricambio e avesse potuto lasciare indietro gli altri lavori per la sera l’auto sarebbe stata pronta. Gli avevo ordinato di mettersi al lavoro subito sulla macchina mentre io avevo iniziato a telefonare per reperire i pezzi di ricambio.
Ancor prima dell’ora di chiusura il capo carrozziere mi aveva portato le chiavi dell’auto, era perfettamente a posto ed era stata perfino lucidata. Avevo telefonato subito a Luciana dicendo che gli stavo portando l’auto e che sarei arrivato da lei dopo una oretta. Dopo la chiusura ero partito con l’alfa, ero arrivato nella villetta dove vivevano che stava per fare buio, avevo trovato la porta del garage aperta e ci avevo parcheggiato l’auto. Luciana mi aspettava sulla porta che dal garage comunicava con la casa.
Appena l’avevo vista ero rimasto a bocca aperta, sicuramente era stata dal parrucchiere. I suoi capelli biondi e lunghi gli incorniciavano il bellissimo viso truccato facendo risaltare suoi occhi verdi. Lei aveva sempre avuto un fisico stupendo, era magra con una 3diseno ed un culo favoloso. Indossava un vestito di colore nero lungo con uno spacco che lasciava intravedere gran parte delle sue cosce. Il vestito aveva due strisce allacciate al collo e che coprivano appena i suoi seni, parte della pancia e tutta la schiena erano alo scoperto. Avevo subito avuto la tentazione di saltargli addosso, lei mi aveva invitato ad entrare in casa. In sala il tavolo era apparecchiato per due, mi aveva fatto accomodare sul divano e mi aveva portato un aperitivo da bere e dove essersi seduta accanto mi aveva sussurrato:
- Per ringraziarti e festeggiare la tua impresa che mi ha tolto dai guai, ho pensato che una cenetta romantica solo noi due sarebbe il premio che meriti.
Ero molto impacciato ed avevo il cazzo duro. Avrei voluto saltarle addosso ma il timore che potessi aver frainteso il tutto, nonostante tutto fosse chiaro, mi tratteneva. Era stata lei a prendere l’iniziativa con la scusa di ringraziarmi anche questa volta mi aveva dato un bacio molto vicino alle labbra. Stavolta però ero stato io a spostare la testa e quando le sue labbra erano state sulle mie gli avevo infilato la lingua in bocca. Lei aveva subito risposto al bacio e le mie mani si erano intrufolati nel vestito afferrando un seno.
Continuavamo a baciarci e toccarci impazienti, sapendo quello che ormai sarebbe successo. Ad un certo punto lei si era staccata da me e rimanendo in piedi davanti a me aveva slacciato il nodo dietro la nuca ed il vestito era caduto a terra. Sotto era completamente nuda, era bellissima, avevo fatto cenno di alzarmi ma lei mettendomi una mano sul petto mi aveva fatto rimanere seduto sul divano. Si era inginocchiata davanti a me e dopo avermi slacciato i pantaloni aveva iniziato a farmi un pompino. Leccava ed ingoiava il mio cazzo mentre con una mano massaggiava le mie palle io stavo per scoppiare dal piacere ma lei anticipandomi, mi era venuta a cavalcioni ed afferrato il mio cazzo mi aveva detto:
- Ho la certezza che sono anni che aspetti questo momento. Adesso osserva bene la mia figa che ingoia il tuo cazzo. Anche io volevo succedesse, ma adesso fammi godere tanto.
Aveva iniziato a muoversi sopra di me mentre io succhiavo e strizzavo le sue tette. Aveva una figa favolosa, calda ed accogliente, sentivo i suoi umori scendere lungo il mio cazzo e bagnarmi i coglioni. Poi si era stretta forte a me aveva iniziato a baciarmi gemendo e mi aveva invitato:
- Dai tesoro. Sto godendo, godi anche tu, fammi sentire i tuoi schizzi riempirmi la figa.
Avevo goduto anche io insieme a lei. Dopo essere rimasti un attimo abbracciati a baciarci. Mi aveva preso per mano e portato in bagno a lavarci. Il mio cazzo era bagnato dai suoi umori e di parte della mia sborra che era colata dalla sua figa. Nel frattempo, mi ero spogliato nudo anche io e ci eravamo seduti a tavola.
- Le differenze con Alberto non sono solo di carattere ma anche fisiche.
- In che senso? A cosa ti riferisci?
- Complimenti, hai un bel cazzo ed è più grosso del suo.
Aveva voluto che cenassimo seduti a tavola nudi. Avevamo iniziato con degli affettati, lei si era seduta accanto a me. Aveva preso del prosciutto, lo aveva strofinato sulla figa e poi me o aveva fatto mangiare. Quasi tutto quello che avevo mangiato era passato prima dalla sua figa. La cosa più eccitante era stata quando dopo essersi infilata una carota dentro, prima di morderla mi aveva detto di leccarla parecchie volte. Non avrei mai immaginato che fosse così perversa e glielo avevo detto:
- Mi piace essere perversa. Con tuo fratello invece si scopa in modo classico. Niente spazio alle fantasie o a piccole trasgressioni. Ammetto che a volte per godere bene dopo che si addormenta mi masturbo a lungo dando sfogo alle mie fantasie. Tu non hai fantasie? Stasera se hai voglia puoi soddisfarle, sono nello stato d’animo che ti permetto di fare tutto quello che vuoi.
Avevo approfittato subito della sua disponibilità, mi ero alzato e dopo avergli fatto appoggiare le mani sul tavolo mi ero inginocchiato dietro a lei ed avevo iniziato a leccarle prima la figa e poi avevo continuato a leccarle il buco del culo. Lei aveva capito subito le mie intenzioni. E la sua mano era andata al culo spalmandosi qualcosa sopra, era maionese. Di solito si spalmava vaselina, ma dopoché aveva messo la maionese avevo continuato a leccare. Quando mi ero alzato e le avevo appoggiato il cazzo nel buco del culo, non aveva protestato aveva iniziato a gemere. Avevo spinto il cazzo ed avevo trovato resistenza e quando con una spinta più forte ero entrato dentro lei aveva lanciato un urlo. Aveva le lacrime agli occhi ed i suoi gemiti erano in maggioranza di dolore, mosso a pietà gli avevo detto:
- Dovevi dirmelo che era la prima volta. Se ti fa tanto male lo tolgo.
- Il male che sento mi fa eccitare di più. Era da sempre che sognavo che qualcuno mi inculasse. Non preoccuparti se stavolta sento dolore mi farai provare piacere le prossime. Inculami per bene, spingilo tutto dentro, non preoccuparti di farmi male voglio sentire il caldo della tua sborra nelle mie viscere. A sapere che eri così porco te l’avrei dato prima. Sborrami nel culo.
L’avevo accontentata sborrandogli nel culo. Ci eravamo spostati a letto. Mi aveva invitato a restare tutta la notte ed era stato un continuo esaudire sue fantasie. Al mattino prima di lasciarci avevamo l’accordo che avrei tentato di restare in buoni rapporti con mio fratello in modo da avere più occasioni per incontrarci. Avevamo tutte e due tante fantasie da esaudire e tante trasgressioni da provare.
scritto il
2026-03-28
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