Nasce tutto per caso
di
APPARENZA1
genere
incesti
Mia sorella Giusy aveva 10 anni più di me, da piccolo oltre che da sorella mi aveva fatto anche da mamma. Fra noi si era creato un legame fortissimo quasi morboso. Avevo sui 30 anni quando mi ero separato, ero andato in depressione, non volevo vedere nessuno e mi isolavo sempre di più. Era stata Giusy a cercare di darmi una scossa. Lei era sposata con Alfio, anche lui quasi 10 anni più grande di lei, purtroppo Alfio per un problema ai reni da un paio di anni era costretto a fare la dialisi a giorni alterni, ma nonostante tutto non voleva rinunciare a cercare di condurre una vita il più possibile normale.
Dopo alcune ricerche, Alfio aveva trovato la possibilità di fare la dialisi in un paese sul mare. Da un paio di anni affittavano una casetta per almeno un mese e così oltre a fare la dialisi, aveva la possibilità di stare al mare e di andare a pesca che era la sua più grande passione. La casetta che affittavano era in campagna, con il proprietario erano diventati molto amici e tutti i pomeriggi dei giorni che non faceva dialisi andavano a pesca insieme. Giusy aveva insistito molto e mi aveva convinto di andare al mare con loro.
Le giornate a mare passavano in modo molto piacevole, fra giornate a oziare in spiaggia e serate a fare grandi mangiate di pesce, Alfio ed il suo amico non tornavano mai senza un ricco bottino. Quello che aveva stravolto le cose era stato un fatto successomi una mattina. Premetto che io in estate mi riempio di punti neri, non solo sul viso ma stranamente sulle cosce nella zona inguinale, a volte così grossi che mi restano perfino dei buchi. Quella mattina mentre ero seduto sulla sdraio, stavo armeggiando sulla gamba sinistra a spremere un grosso punto nero Alfio sorridendo mi aveva detto:
- Cosa stai facendo? Mi sembri una scimmia quando si spulcia.
- Sto cercando di eliminare un grosso punto nero in estate mi riempio.
Eravamo scoppiati a ridere, poi mia sorella Giusy in modo serio aveva risposto ad Alfio
- Lui è stato sempre pieno di punti neri, fin da piccolo, io mi divertivo a fargli pulizia del viso.
Il discorso si era concluso con la battuta di Giusy e la mattinata era passata nell’ozio totale. Quel giorno, dopo pranzo, Alfio era andato a pesca con il suo amico, io ero seduto sul divano nel patio mentre Giusy era in cucina a lavare i piatti. Quando aveva finito la vedo spuntare con dei fazzolettini di carta si siede accanto a me, si avvicina tantissimo al mio viso e poi mi fa:
- Adesso ti puliscono bene la faccia sugli zigomi sei pieno di punti neri.
Io ero rimasto immobile e lei aveva iniziato a schiacciare i punti neri, continuava a schiacciare mentre discutevamo del più e del meno. Ad un certo punto senza dirmi nulla si era alzata e mi era venuta cavalcioni
- Così riesco molto meglio, prima era scomodo, tu appoggia la testa sul divano.
Lei si era messa inginocchiata sul divano seduta sulle mie gambe, io per appoggiare la testa sul divano ero scivolato con il bacino un po' in avanti ed in questo modo quando si abbassava praticamente si sedeva sul mio cazzo. Eravamo tutte e due ancora in costume, io ne indossavo un vecchio modello a slip. Anche se involontariamente ogni volta che si abbassava la sua figa ed il mio cazzo venivano a contatto. Era stato più forte di me ed anche se non era nelle mie intenzioni, il cazzo aveva iniziato a indurirsi. Anche se sicuramente doveva sentire la mia eccitazione non si era affatto spostata, anzi ad un certo punto avevo avuto la sensazione che si strusciasse di proposito.
Ad un certo punto aveva smesso di parlare, io ero sempre con la testa reclinata sul divano. Quando aveva smesso di parlare, percepivo che il suo respiro non era più regolare come prima ed il suo bacino adesso si strusciava in continuazione sul mio cazzo che adesso era diventato duro come il marmo. Era ormai da una decina di minuti che ci strusciavamo e sembrava che tutte e due fossimo molto eccitati. All’improvviso sento le sue labbra sulle mie e la sua lingua che si fa strada dandomi un bacio. Avevo risposto al bacio a cui ne erano seguiti altri, era stato a quel punto che le mie mani erano andate, a coppa, sulle sue tette.
- Stai fermo e non dire nulla qualunque cosa succeda.
Mi aveva sussurrato le parole all’orecchio, e mentre lo faceva aveva sollevato leggermente il bacino e mi aveva tirato giù in costume quel tanto che bastava a far schizzare fuori il mio cazzo in piena erezione. Poi Dopo aver scostato il suo costume mi era venuta sopra impalandosi al mio cazzo. Sentire il mio cazzo scivolare dentro la sua figa bagnata mi aveva eccitato di più. Lei aveva iniziato a baciarmi e mi cavalcava come una forsennata. Erano bastati pochi minuti ed aveva goduto stringendosi al mi collo, avevo iniziato anche io a spingere, anche se la posizione non mi facilitava, con l’intento di godere, ma non ne avevo avuto il tempo, lei si era alzata e prendendomi per mano e mi aveva detto:
- Vieni andiamo dentro, sul letto staremo più comodi.
Arrivata in camera in un attimo si era tolta il costume e si era sdraiata a gambe aperte. Ero tentato di infilarle subito il cazzo in figa, ma la visione della sua figa mi aveva fatto venire voglia di leccarla. Avevo iniziato a leccarle la figa, il suo clitoride era così pronunciato che sembrava un piccolo cazzo, glielo avevo succhiato a lungo e quando gli avevo dato dei leggeri morsi mi era sembrato gradisse molto.
- Presto vienimi sopra, voglio sentirti dentro sto per godere ancora.
Gli ero andato sopra ed affondato il cazzo in figa e stavolta ero stato io ad iniziare a pomparla con sempre più foga. Quando aveva goduto di nuovo aveva avuto delle contrazioni della figa che mi avevano fatto sborrare, ai primi schizzi mi aveva stretto forte baciandomi e pregandomi di continuare poi eravamo rimasti a lungo immobili con il mio cazzo dentro la sua figa fino a quando si era ammosciato ed io mi ero steso accanto. Eravamo rimasti per lungo tempo muti, dopo un quarto d’ora ero stato io a rompere il silenzio:
- Abbiamo fatto una tremenda cazzata, te ne rendi conto?
- Lo so! Non c’è bisogno di dirmelo. Ma ormai è fatta e tanto vale farla bene.
Si era piegata e mi aveva preso il cazzo in bocca iniziando a succhiare. Era bastato poco che diventasse di nuovo duro, avevamo scopato ancora a lungo in tutte le posizioni e goduto tanto, poi avevamo fatto una doccia ed eravamo andati in spiaggia. Quella sera avevamo evitato di guardarci per paura che Alfio potesse capire. Il giorno dopo avevamo portato Alfio a fare la dialisi e mentre aspettavamo che finisse, ci eravamo detti che era successo perché tutte e due eravamo reduci da un lungo periodo di astinenza, ma che non doveva più succedere e pertanto eravamo entrambi sul proposito che non sarebbe più successo.
Erano passati un paio di giorni, quella mattina in spiaggia Giusy sembrava nervosa, ma cercava di non darlo a vedere. La mattinata era passata via normalmente, eravamo rientrati a pranzo in anticipo, Alfio nel pomeriggio come al solito sarebbe andato a pesca. Dopo pranzo Alfio era andato a pesca io i ero seduto fuori mentre Giusy sistemava la cucina, aspettavo che finisse per poi andare in spiaggia insieme. Non vedendo Giusy arrivare ero entrato in casa, la cucina era vuota, mi ero diretto verso la loro camera, la porta era socchiusa, l’avevo aperta per entrare ed ero rimasto a bocca aperta per la sorpresa.
Giusy sdraiata sul letto, nuda, si stava masturbando, con una mano si accarezzava le tette mentre con l’altra si accarezzava la figa. Mi osservava con uno sguardo voglioso, non aveva detto nulla ma indifferente alla mia presenza aveva continuano a toccarsi gemendo. A Quel punto gli avevo chiesto:
- Ma cosa fai? Adesso ti sei messa a masturbarti?
- Avevo troppa voglia e non resistevo. Penso che ormai che è successo fra noi, almeno per questo periodo che siamo in vacanza, potremmo farlo, al ritorno a casa non lo faremo mai più.
La ragione mi diceva di girare le spalle ed uscire dalla stanza, ma il cazzo aveva preso il sopravvento. Ero consapevole che se avessi accettato la sia proposta non sarebbe stato solo per quella volta. Nonostante nella mia mente c’erano questi pensieri il mio comportamento era stato diverso. Mi ero sfilato subito il costume, mi ero steso sopra di lei, con una mano tenevo il mio corpo staccato dal suo, questa volta volevo guardare il mio cazzo sparire lentamente nella sua figa. Lo avevo spinto dentro lentamente osservandolo piano piano sparire, ad ogni centimetro che le entrava dentro, lei emetteva un gemito di piacere. Quando avevamo goduto lei mi aveva espresso il desiderio di sborrargli in bocca ed aveva ingoiato tutto.
Nei giorni che seguirono, non scopavamo solo i pomeriggi che Alfio era a pesca, ma anche le mattine he faceva dialisi. Le scopate erano diventate sempre più trasgressive ed un giorno lei aveva comprato la vaselina e durante il pomeriggio aveva voluto farsi inculare per la prima volta. Le ferie sono finite e siamo ritornati a casa, ma dopo una decina di giorni vedo arrivare Giusy a casa mia, dal suo sguardo avevo subito capito cosa volesse e non avevo avuto né la forza né la voglia di dirgli di no. Ormai almeno 1 o 2 volte a settimana viene a trovarmi e passiamo ore a scopare. Io non penso più alla mia ex moglie né tantomeno cerco altre relazioni, Giusy soddisfa qualsiasi mia fantasia
APPARENZA_INGANNA@HOTMAIL.COM
Dopo alcune ricerche, Alfio aveva trovato la possibilità di fare la dialisi in un paese sul mare. Da un paio di anni affittavano una casetta per almeno un mese e così oltre a fare la dialisi, aveva la possibilità di stare al mare e di andare a pesca che era la sua più grande passione. La casetta che affittavano era in campagna, con il proprietario erano diventati molto amici e tutti i pomeriggi dei giorni che non faceva dialisi andavano a pesca insieme. Giusy aveva insistito molto e mi aveva convinto di andare al mare con loro.
Le giornate a mare passavano in modo molto piacevole, fra giornate a oziare in spiaggia e serate a fare grandi mangiate di pesce, Alfio ed il suo amico non tornavano mai senza un ricco bottino. Quello che aveva stravolto le cose era stato un fatto successomi una mattina. Premetto che io in estate mi riempio di punti neri, non solo sul viso ma stranamente sulle cosce nella zona inguinale, a volte così grossi che mi restano perfino dei buchi. Quella mattina mentre ero seduto sulla sdraio, stavo armeggiando sulla gamba sinistra a spremere un grosso punto nero Alfio sorridendo mi aveva detto:
- Cosa stai facendo? Mi sembri una scimmia quando si spulcia.
- Sto cercando di eliminare un grosso punto nero in estate mi riempio.
Eravamo scoppiati a ridere, poi mia sorella Giusy in modo serio aveva risposto ad Alfio
- Lui è stato sempre pieno di punti neri, fin da piccolo, io mi divertivo a fargli pulizia del viso.
Il discorso si era concluso con la battuta di Giusy e la mattinata era passata nell’ozio totale. Quel giorno, dopo pranzo, Alfio era andato a pesca con il suo amico, io ero seduto sul divano nel patio mentre Giusy era in cucina a lavare i piatti. Quando aveva finito la vedo spuntare con dei fazzolettini di carta si siede accanto a me, si avvicina tantissimo al mio viso e poi mi fa:
- Adesso ti puliscono bene la faccia sugli zigomi sei pieno di punti neri.
Io ero rimasto immobile e lei aveva iniziato a schiacciare i punti neri, continuava a schiacciare mentre discutevamo del più e del meno. Ad un certo punto senza dirmi nulla si era alzata e mi era venuta cavalcioni
- Così riesco molto meglio, prima era scomodo, tu appoggia la testa sul divano.
Lei si era messa inginocchiata sul divano seduta sulle mie gambe, io per appoggiare la testa sul divano ero scivolato con il bacino un po' in avanti ed in questo modo quando si abbassava praticamente si sedeva sul mio cazzo. Eravamo tutte e due ancora in costume, io ne indossavo un vecchio modello a slip. Anche se involontariamente ogni volta che si abbassava la sua figa ed il mio cazzo venivano a contatto. Era stato più forte di me ed anche se non era nelle mie intenzioni, il cazzo aveva iniziato a indurirsi. Anche se sicuramente doveva sentire la mia eccitazione non si era affatto spostata, anzi ad un certo punto avevo avuto la sensazione che si strusciasse di proposito.
Ad un certo punto aveva smesso di parlare, io ero sempre con la testa reclinata sul divano. Quando aveva smesso di parlare, percepivo che il suo respiro non era più regolare come prima ed il suo bacino adesso si strusciava in continuazione sul mio cazzo che adesso era diventato duro come il marmo. Era ormai da una decina di minuti che ci strusciavamo e sembrava che tutte e due fossimo molto eccitati. All’improvviso sento le sue labbra sulle mie e la sua lingua che si fa strada dandomi un bacio. Avevo risposto al bacio a cui ne erano seguiti altri, era stato a quel punto che le mie mani erano andate, a coppa, sulle sue tette.
- Stai fermo e non dire nulla qualunque cosa succeda.
Mi aveva sussurrato le parole all’orecchio, e mentre lo faceva aveva sollevato leggermente il bacino e mi aveva tirato giù in costume quel tanto che bastava a far schizzare fuori il mio cazzo in piena erezione. Poi Dopo aver scostato il suo costume mi era venuta sopra impalandosi al mio cazzo. Sentire il mio cazzo scivolare dentro la sua figa bagnata mi aveva eccitato di più. Lei aveva iniziato a baciarmi e mi cavalcava come una forsennata. Erano bastati pochi minuti ed aveva goduto stringendosi al mi collo, avevo iniziato anche io a spingere, anche se la posizione non mi facilitava, con l’intento di godere, ma non ne avevo avuto il tempo, lei si era alzata e prendendomi per mano e mi aveva detto:
- Vieni andiamo dentro, sul letto staremo più comodi.
Arrivata in camera in un attimo si era tolta il costume e si era sdraiata a gambe aperte. Ero tentato di infilarle subito il cazzo in figa, ma la visione della sua figa mi aveva fatto venire voglia di leccarla. Avevo iniziato a leccarle la figa, il suo clitoride era così pronunciato che sembrava un piccolo cazzo, glielo avevo succhiato a lungo e quando gli avevo dato dei leggeri morsi mi era sembrato gradisse molto.
- Presto vienimi sopra, voglio sentirti dentro sto per godere ancora.
Gli ero andato sopra ed affondato il cazzo in figa e stavolta ero stato io ad iniziare a pomparla con sempre più foga. Quando aveva goduto di nuovo aveva avuto delle contrazioni della figa che mi avevano fatto sborrare, ai primi schizzi mi aveva stretto forte baciandomi e pregandomi di continuare poi eravamo rimasti a lungo immobili con il mio cazzo dentro la sua figa fino a quando si era ammosciato ed io mi ero steso accanto. Eravamo rimasti per lungo tempo muti, dopo un quarto d’ora ero stato io a rompere il silenzio:
- Abbiamo fatto una tremenda cazzata, te ne rendi conto?
- Lo so! Non c’è bisogno di dirmelo. Ma ormai è fatta e tanto vale farla bene.
Si era piegata e mi aveva preso il cazzo in bocca iniziando a succhiare. Era bastato poco che diventasse di nuovo duro, avevamo scopato ancora a lungo in tutte le posizioni e goduto tanto, poi avevamo fatto una doccia ed eravamo andati in spiaggia. Quella sera avevamo evitato di guardarci per paura che Alfio potesse capire. Il giorno dopo avevamo portato Alfio a fare la dialisi e mentre aspettavamo che finisse, ci eravamo detti che era successo perché tutte e due eravamo reduci da un lungo periodo di astinenza, ma che non doveva più succedere e pertanto eravamo entrambi sul proposito che non sarebbe più successo.
Erano passati un paio di giorni, quella mattina in spiaggia Giusy sembrava nervosa, ma cercava di non darlo a vedere. La mattinata era passata via normalmente, eravamo rientrati a pranzo in anticipo, Alfio nel pomeriggio come al solito sarebbe andato a pesca. Dopo pranzo Alfio era andato a pesca io i ero seduto fuori mentre Giusy sistemava la cucina, aspettavo che finisse per poi andare in spiaggia insieme. Non vedendo Giusy arrivare ero entrato in casa, la cucina era vuota, mi ero diretto verso la loro camera, la porta era socchiusa, l’avevo aperta per entrare ed ero rimasto a bocca aperta per la sorpresa.
Giusy sdraiata sul letto, nuda, si stava masturbando, con una mano si accarezzava le tette mentre con l’altra si accarezzava la figa. Mi osservava con uno sguardo voglioso, non aveva detto nulla ma indifferente alla mia presenza aveva continuano a toccarsi gemendo. A Quel punto gli avevo chiesto:
- Ma cosa fai? Adesso ti sei messa a masturbarti?
- Avevo troppa voglia e non resistevo. Penso che ormai che è successo fra noi, almeno per questo periodo che siamo in vacanza, potremmo farlo, al ritorno a casa non lo faremo mai più.
La ragione mi diceva di girare le spalle ed uscire dalla stanza, ma il cazzo aveva preso il sopravvento. Ero consapevole che se avessi accettato la sia proposta non sarebbe stato solo per quella volta. Nonostante nella mia mente c’erano questi pensieri il mio comportamento era stato diverso. Mi ero sfilato subito il costume, mi ero steso sopra di lei, con una mano tenevo il mio corpo staccato dal suo, questa volta volevo guardare il mio cazzo sparire lentamente nella sua figa. Lo avevo spinto dentro lentamente osservandolo piano piano sparire, ad ogni centimetro che le entrava dentro, lei emetteva un gemito di piacere. Quando avevamo goduto lei mi aveva espresso il desiderio di sborrargli in bocca ed aveva ingoiato tutto.
Nei giorni che seguirono, non scopavamo solo i pomeriggi che Alfio era a pesca, ma anche le mattine he faceva dialisi. Le scopate erano diventate sempre più trasgressive ed un giorno lei aveva comprato la vaselina e durante il pomeriggio aveva voluto farsi inculare per la prima volta. Le ferie sono finite e siamo ritornati a casa, ma dopo una decina di giorni vedo arrivare Giusy a casa mia, dal suo sguardo avevo subito capito cosa volesse e non avevo avuto né la forza né la voglia di dirgli di no. Ormai almeno 1 o 2 volte a settimana viene a trovarmi e passiamo ore a scopare. Io non penso più alla mia ex moglie né tantomeno cerco altre relazioni, Giusy soddisfa qualsiasi mia fantasia
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