Puttano

di
genere
confessioni

Dopo la terza media ero dovuto andare a lavorare, a casa si faceva la fame e non potevo perdere tempo con la scuola. Avevo iniziato a fare il manovale, portare sacchi di cemento sulle spalle anche per 5 piani, all’inizio mi davano 50 euro a settimana perché dicevano che dovevo imparare il mestiere. Questo è durato fino ai 18 anni quando mi avevano aumentato la paga a 150 euro a settimana sempre in nero. Mi ero fatto il culo per anni e quando avevo 25 anni mi era arrivata una chiamata come bidello in una scuola di Milano, l’unica soddisfazione che avevo avuto era stata quella di poter mandare a fare in culo quelli che mi avevano sfruttato facendomi lavorare come una bestia per un tozzo di pane.
Sono Umberto nato e vissuto in un piccolo paesino dell’Aspromonte in Calabria, il giorno che ero salito sul treno che mi avrebbe portato a Milano mi ero ripromesso che quando sarei ritornato tutto dovevano crepare d’invidia solo a vedermi. Avevo una tale rabbia in corpo ed una determinazione a fare soldi che nessuno sarebbe stato in grado di fermarmi. Volevo diventare ricco ad ogni costo ed a Milano le occasioni non sarebbero mancate, c’era tutto, non come al mio paese che l’unica cosa che abbondava era la fame.
Il lavoro come bidello non mi impegnava più di tanto facevo orario dalle 8 alle 14, tutto si riduceva a controllare i ragazzi che non si facessero male e poi dovevo pulire e lavare 5 aule ed un bagno. I primi giorni, abituato al lavoro che facevo prima, mi sembrava quasi di non lavorare. Ma anche quando avevo preso il primo stipendio mi era sembrato di non aver lavorato, anche con quello stipendio avrei fatto la fame. Mi ero subito messo a cercare dei lavori da fare il pomeriggio e questa volta avevo avuto la botta di culo, tramite un professore che mi aveva preso a benvolere avevo trovato un lavoro come giardiniere e manutentore presso una villa di gente ricca, per 4 ore 3 giorni a settimana. Avevo risolto i miei problemi.
Nella villa, che era abbastanza grande vivevano solo il Commendatore (non ho mai saputo il vero nome) e la moglie signora Virginia, avevano sui 60 anni o forse di più, la signora Virginia doveva essere stata una donna bellissima in gioventù. Era bionda con occhi azzurri, magra e sempre elegante, si notava subito che aveva gran classe. Ne ero rimasto subito colpito e ammiravo la sua figura, la spiavo di nascosto e devo essere sincero, quando mi facevo qualche sega per scaricarmi spesso pensavo a lei.
Il lavoro nella villa non era impegnativo, oltre ad aver fatto il muratore me la cavavo con tutti i vari lavoretti sia da elettricista che falegname, poi per il giardino non vi erano problemi, avendo vissuto sempre in campagna in una famiglia di contadini, della terra sapevo tutto e poi il lavoro mi piaceva. Anche la paga era buona e riuscivo a mettere da parte bei soldini. Quando uscivo passeggiavo in giro per Milano, avevo conosciuto qualche ragazza, ma avevo capito che non facevano per me, volevano essere portati a cena al ristorante e poi in discoteca a ballare, in una serata mi avrebbero mangiato il guadagno di una settimana.
La svolta ella mia vita era arrivata per caso. Spesso a trovare la signora Virginia veniva una sua amica di nome Alessia, anche lei più o meno sui 60 anni, al contrario della signora Virginia la signora Alessia era scura di capelli e formosa, ma era un tipo molto simpatico ed allegro rideva sempre. Un giorno che c’era la signora Alessia, avevo sistemato una tapparella a cui si era rotta la corda, una volta finito avevo salutato ed ero uscito dalla stanza, poi ero ritornato indietro perché mi ero accorto di aver dimenticato degli attrezzi. Stavo per entrare in stanza quando avevo sentito le signore che parlavano di me. Alessia chiedeva:
- Ma oltre al giardino ti cura anche la manutenzione della casa?
- Sì, praticamente da quando c’è lui non devo più chiamare nessuno. Sapessi quanto è bravo.
- Non solo bravo, hai notato quanto è bello? Sembra un bronzo di Riace.
- Sei la solita materialista, Umberto è bravo educato e rispettoso.
- Dimmi la verità, con me puoi essere sincera, sai che tengo i segreti. Te lo sei scopato.
- Alessia! Ma che cavolo dici? Cosa ti salta in mente a pensare queste cose.
- Non c’è bisogno mica di offendersi, io al posto tuo me lo sarei già scopato. Oltre ad essere un bel ragazzo hai visto che fisico ha? Poi dicono che i calabresi sono molto caldi e focosi.
- Ti conosco bene da anni e so quanto sei troia, ti scoperesti anche un gorilla tu.
Avevo ascoltato tutto, ero rimasto allibito, lentamente senza far rumore mi ero allontanato per non essere scoperto ad origliare. Mi ero messo a sistemare delle aiuole. Stavo quasi per finire, quando avevo visto la signora Alessia uscire e salire in macchina, poi invece di partire si era diretta verso di me e quando mi aveva raggiunto dopo aver dato una occhiata al lavoro che avevo fatto mi aveva detto:
- Umberto, la mia amica Virginia mi ha detto che è bravo a fare tutti i lavoretti, ho un problema a casa con una porta che striscia rigandomi tutto il parquet, riuscirebbe a venire per risolvere?
- La Signora Virginia gli ha detto che qui vengo a giorni alterni; quindi, se volesse potrei venire domani nel pomeriggio ma non prima delle 15.
- Per me va benissimo dopo le 15, ecco venga a questo indirizzo io sarò a casa.
Il giorno dopo puntualissimo ero arrivato a casa della signora Alessia, abitava in un attico al 5 piano di un lussuoso condominio in centro città. Avevo capito subito quale era il problema alla porta, come avevo immaginato bastava smontarla e mettere un distanziatore, per farmi qualcosina in più avevo detto alla signora Alessia che ci avrei impiegato una mezzoretta, lei era andata via ed io avevo iniziato il lavoro.
Quando avevo finito, la signora Alessia era tornata, stranamente si era cambiata, adesso indossava un accappatoio e mi guardava in un modo strano, quando gli avevo detto che sarei andato lei mi aveva detto:
- Fermati ancora un attimo, ho preparato il caffè.
Sapevo cosa voleva ma avevo deciso di giocarmi le carte a disposizioni e gli avevo risposto:
- Dovrei andare a vedere un altro lavoro. Io ho molto bisogno di lavorare.
- Tranquillo che ricompenserò il tempo che perderai.
Ci eravamo seduti sul divano dove davanti su un tavolinetto c’era il caffè e dei biscotti. Mentre bevevo il caffè, l’accappatoio della signora Alessia si era slacciato un po' facendo vedere parte del seno, io avevo fatto finta di non guardare, lei mi osservava e lei sempre con un sorriso mi aveva chiesto:
- Ascolta Umberto, io passo tutte le giornate da solo, mi annoio da morire, ti sentiresti offeso se ti chiedessi di farmi un po' di compagnia?
- Mi piacerebbe molto signora, ma ho tanto bisogno di lavorare e guadagnare.
- Per quello non preoccuparti ricompenserò lautamente il tempo che mi dedicherai.
Avevo finito il caffè, la signora Alessia si era alzata mi aveva preso per mano e mi aveva portato in camera, appena dentro aveva tolto l’accappatoio e lo aveva fatto cadere terra, sotto era completamente nuda.
- Hai capito che tipo di compagnia vorrei da te?
Aveva iniziato a spogliarmi e aveva portato le mie mani sul suo seno. Avevo iniziato ad accarezzarla ed aiutarla a spogliarmi. Appena ero stato nudo, aveva preso il mio cazzo in bocca che era già duro. L’avevo fatto stendere, mentre era seduta, sul bordo del letto e le avevo fatto alzare le gambe, davanti mi si era presentata la sua figona pelosa. Non avevo perso tempo e le avevo infilato il cazzo dentro iniziando a scoparla. Aveva iniziato a gemere e poi aveva goduto. Le avevo fatto riprendere fiato poi avevo continuato a scoparla cambiando diverse posizioni. Fino ad allora avevo scopato solo con prostitute che mettevano fretta, adesso volevo godermela anche se il corpo della signora Alessia mostrava gli anni. L’avevo fatta godere diverse volte poi avevo sborrato anche io schizzandole in figa.
Mentre mi rivestivo, la signora Alessia dopo essere andata in bagno era ritornata e mi aveva dato una busta, avevo sbirciato dentro ed avevo visto 2 banconote da 100 euro mentre me li dava aveva detto:
- Questo è per ripagare il tuo tempo. Ma vorrei chiederti una cosa. Mio marito di solito il pomeriggio della domenica di solito va sempre a vedere la partita. Verresti a farmi compagnia?
Avevo accettato subito e non vedevo l’ora che arrivasse la domenica. Mi sentivo euforico, non solo avevo la possibilità di scopare, ma mi pagava anche. Non mi interessava affatto che la signora Alessia era anziana, avevo scopato anche prostitute della sua età perché chiedevano meno e risparmiavo.
La domenica quando ero arrivato, la signora Alessia mi aveva detto che il marito sarebbe rientrato per l’ora di cena e che avevamo molto tempo a disposizione. Avevamo subito iniziato a scopare in varie posizioni, quando l’avevo messa a pecorina e le avevo strusciato il cazzo nel buco del culo aveva detto:
- Che porco che sei, vuoi mettermelo anche nel culo?
- Certo te lo metto nel culo. Io sono porco ma mi sembra che tu sia troia.
- Si mettimelo nel culo, sono troia. Voglio essere la tua troia.
Glielo avevo messo nel culo e avevo iniziato a dirgli parole scurrili, ma invece di offendersi più la insultavo più si eccitava. Eravamo rimasti a letto con piccole pause quasi 4 ore, io avevo le sborrato 3 volte, in figa in culo ed in bocca. Lei aveva goduto molto di più. Alla fine, quando stavo per andare e come la volta prima mi aveva dato la busta aveva fatto uno strano discorso che alla fine aveva concluso dicendo:
- Ascolta saresti disposto a fare compagnia anche ad una mia amica qualche pomeriggio? Logicamente anche lei sarà ricompensarti per il tempo che gli dedicherai.
Avevo dato la mia disponibilità ed eravamo rimasti d’accordo ched il giorno dopo mi avrebbe telefonato per dirmi l’orario e l’indirizzo dove dovevo presentarmi. Ormai avevo capito di essere una “puttana” ma la cosa non mi dava fastidio ed avevo detto alla signora Alessia che se compensato non avevo problemi. L’ amica della signora Alessia sembrava avesse più anni, forse 70, ma forse anche di più. Non mi ero fatto problemi, l’avevo scopata facendola godere un paio di volte poi avevo sborrato anche io. Il tutto era durato 1 oretta, la busta conteneva i soliti 200 euro ed io ero molto soddisfatto di guadagnare scopando.
La signora Alessia dopo la prima amica me ne aveva presentato altre, erano 4 o 5 signore fra i 60 ed i 70 anni che periodicamente mi chiamavano. Io ero molto soddisfatto, erano passati paio di mesi ed io avevo messo da parte un bel gruzzoletto, non avrei mai pensato che avessi potuto fare soldi scopando, praticamente ero diventato un “puttano” ma mi andava bene così, l’importante era fare soldi.
Eravamo ormai a inizio estate, la signora Virginia spesso era in piscina, a prendere il sole, nonostante avesse l’età delle signore con cui mi accoppiavo, il suo corpo era di un altro livello, era bellissima e cercavo sempre di osservarla di nascosto. Ormai ogni volta che scopavo con qualcuna non facevo che pensare a lei ed a volte mi ero anche masturbato pensando a lei. Quel giorno a trovarla era venuta la signora Alessia, le avevo viste parlare a lungo spesso guardandomi ma non ci avevo fatto caso. Però da quel giorno la signora Virginia aveva iniziato a trattarmi con distacco come se fosse incazzata con me.
Erano ormai quasi due settimane che la signora Virginia non mi rivolgeva quasi la parola. Quel giorno stavo tagliando l’erba in giardino, faceva molto caldo ed ero solo con i pantaloncini ed a dorso nudo. La signora Virginia era sdraiata sul lettino a bordo piscina in costume aveva i talloni appoggiati sul materasso e dondolava le gambe aprendole e chiudendoli mentre mi osservava facendo finta di leggere. Anche io la osservavo, era molto sex ed il cazzo mi era diventato duro, avevo voglia di andare nel capanno degli attrezzi per farmi una pugnetta, ma non potevo lasciare il lavoro a metà.
- Umberto, puoi venire un attimo che devo chiederti una cosa.
La voce della signora Virginia l’avevo sentita appena perché coperta dal rumore della falciatrice, ma quando avevo alzato la testa lei era in piedi e con la mano mi faceva cenno di raggiungerla. Avevo spento la falciatrice e l’avevo raggiunta. L’espressione del suo viso era corrucciata non capivo il motivo e mi chiedevo cosa avessi potuto fare per farla incazzare, avevo avuto paura che mi volesse licenziare.
- Ascolta Umberto, ma cerca di essere sincero, che giudizio hai di me come donna?
Ero rimasto a bocca aperta, non mi aspettavo una domanda del genere ma non potevo dirgli la verità
- Signora Virginia, lei è una donna con tanta classe, giovanile e molto bella.
- Allora dimmi perché non mi hai mai fatto un complimento o tentato un approccio?
- Non mi permetterei mai di tentare un approccio con lei la rispetto troppo.
- Lo hai fatto per rispetto? Con la mia amica Alessia non hai avuto tanto rispetto. Dimmi la verità, vuoi essere pagato anche da me, come fanno tutte quelle con cui vai?
Ero rimasto allibito e senza parole, avevo farfugliato qualcosa come scusante, ma dalla mia bocca erano uscite parole senza senso. Ero immobile davanti a lei incapace di spiccicare parola, convinto che mi avrebbe mandato via e che avrei perso il posto di lavoro. Mi aveva preso per mano e mi aveva portato alle docce esterne, una vola arrivati mi aveva guardato con aria autoritaria e mi aveva detto:
- Spogliati e fai una doccia, sei tutto sudato
Ero rimasto titubante la era stata lei che aveva iniziato a togliermi i pantaloncini. In un attimo ero nudo, mi aveva spinto sotto la doccia, avevo iniziato a lavarmi. Lei, che era in costume, era venuta sotto la doccia ed aveva iniziato a lavarmi sul petto, poi con mia grande sorpresa mi aveva afferrato il cazzo che era subito diventato duro, lo aveva scappellato ed iniziato a lavarlo per bene. Poi all’improvviso mi aveva dato un bacio in bocca. Il suo bacio mi aveva fatto sentire un brivido su tutto il corpo, era da tanto che non baciavo una donna. Non avevo mai baciato e nemmeno leccato la signora Alessia e nemmeno le altre, né tantomeno avevo mai baciato le prostitute con cui ero stato, l’avevo baciata io stavolta con molto trasporto. Lei mi aveva portato al gazebo a bordo piscina e guardandomi fisso negli occhi mi aveva detto:
- Adesso scopi anche me.
Aveva tolto il costume, la prima cosa che avevo notato era stata che lei anche se non depilata, aveva il pelo della figa molto corto e ben curato ed il suo corpo era bellissimo Quando si era stesa sul letto e mi aveva attirato verso di sé, ero emozionatissimo. Avevo iniziato a baciarle il seno, stavo pe scendere per leccarle la figa ma lei aveva voluto che gi andassi subito sopra e metterglielo dentro. Lo avevo fatto tenendomi leggermente staccato, volevo osservare il momento in cui il mio cazzo le entrava in figa. Lo avevo spinto dentro lentamente e lei aveva iniziato a gemere. Probabilmente era molto eccitata perché aveva goduto molto presto. Mi ero steso accanto ed avevo iniziato ad accarezzarla.
Dopo che aveva ripreso fiato mi ero tuffato a leccarle la figa, questa volta mi aveva lasciato fare ed io non mi stancavo di leccarla e sentire i suoi umori nella mia bocca. Quando i suoi gemiti erano aumentati di intensità ed aveva iniziato a dimenare il suo corpo in preda ad un altro orgasmo, le ero andato dentro, ad ogni spinta che le davo sembrava avesse uno orgasmo, poi avevo goduto anche io sborrandole in figa.
Dopo quel giorno ogni volta che andavo al lavoro ad una certa ora mi chiamava per scopare. Le prime volte con lei era “fare l’amore” più che scopare, ma dopo anche lei si era fatta sborrare in bocca. Con mia grande sorpresa era stata sempre lei un giorno a chiedermi di metterglielo nel culo. Quando eravamo a letto si scatenava ed era stata sempre lei a chiedermi di chiamarla troia e puttana, a letto si trasformava.
A fine mese quando mi aveva dato la busta paga, mi aveva dato altra busta dicendomi.
- Non devi pensare che voglio essere come le altre che ti pagano. Ma so che hai tanto bisogno, quindi accetta questo aiuto per riconoscenza.
Nella busta c’erano mille euro, da quella volta tutti i mesi mi dava sempre la stessa cifra, ero felice perché avrei pagato io a scopare con lei. Nonostante che quasi sempre nei 3 giorni che andavo da lei spesso concludevamo la giornata con una scopata, continuavo a scopare con la signora Alessia e le sue amiche, la signora Virginia mi aveva detto che lei non aveva nulla in contrario anche se mi aveva confidato che sapeva che con le altre non ci mettevo passione come con lei. Il mio conto in banca aumentava a vista d’occhio ed io per adesso ero contento e soddisfatto di essere un “puttano”.
scritto il
2026-05-20
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