Il matrimonio di mia nipote 2
di
Messalina
genere
confessioni
Tornata in sala,mi resi conto che puzzavo di cazzo e sperma,andai in bagno quimdi a ripulirmi.
Mentre ero intenta a lavarmi si aprì la porta e sull'uscio apparve Franco, non mio cugino ,mio cognato.
Giulia è la mia sorella piccolina, era sposata con Franco. Non era un matrimonio bem assortito. Lei una strafica da favola con quella sua capigliatura folta,fatta di buccoli lunghi di color corvino. Aveva un viso sottile, dolce,nel quale erano scolpiti due occhioni neri luccicanti come stelle. Il nasino piccolo leggermente rivolto all'insù.la bocca poi, anch'essa piccola,aveva un taglio perfetto con labbra non vistose ma carnose. Il corpo poi era da modella abbastanza alta, slanciata e con le curve al punto giusto
Franco invece era calvo più basso di lei e con la pancetta
Due orecchie grandi,naso a patata, e la bocca larga facevano da contorno ad una testa grande. Solo gli occhi erano guardabile perché di colore celeste
Esordì dicendo;«Brava la mia cognatina,mentre il marito mangia carne a tavola lei duchi il pesce da un'altraa protestare ma mi mostro il cellulare. Alcune foto inequivocabili mi inchiodata. Dissi:« cosa vuoi fare adesso »
Disse che erano anni che aspettava questo momento, la pur bella moglie era quasi frigida e lui invidiava Enzo quando parlando tra loro descriveva le nostre chiavate. Mi fece girare,appoggiare al lava dino e mi penetro la fessa col cazzo duro. Fu una sveltina, ma tutto sommato piacevole perché le porte erano aperte , cosi mi volle.
La mia adrenalina era a mille,ho sempre desiderato essere presa in un luogo pubblico. Rimasi quasi delusa perché non arrivo nessuno. Mi sborro dentro, tiro fuori il cazzo se lo sciacquò e torno in sala,io attesi un po poi dopo essermi ricomposto tornai al tavolo al tavolo. «Ti diverti amore?», chiese Enzo accemnai un si con la testa mentre guardavo i miei due cognati confabulare tra loro.
Il cameriere poi ci devi.ol sorbetto sl limone,poi mi disse se frs dieci minuti volessi andare alle cucine per scegliere il pesce vhe.avevano preparato apposta per me
Avrei potuto non.andarci,avrei dovuto, ma non lo feci. Mi incuriosiva il plurale usato cosa nascondere. Decisi dunque discoprirlo e mi recai alle cucine.« Venga di qua signora, potrà scegliere meglio » In quellastana c'era un inserviente nero col cazzo in mano alui si affianco il cameriere cacciando il suo cazzo disse:«ecco i pesci per te troia,pronti a riempirti tutta» Non avevo mai provato jn cazzo nero,e devo dire che sono niente male. Mi chiavarono in tutti i buchi sborrato pero,purtroppo, una sola volta a testa perché il tempo correva e le portate erano quasi pronte. Piena della loro sborra im fica e vulo tornai in sala mentre stavano ballando
«Dove sei stata » chiese mio marito « a vedere i pesci» risposi io distratta
Mentre ero intenta a lavarmi si aprì la porta e sull'uscio apparve Franco, non mio cugino ,mio cognato.
Giulia è la mia sorella piccolina, era sposata con Franco. Non era un matrimonio bem assortito. Lei una strafica da favola con quella sua capigliatura folta,fatta di buccoli lunghi di color corvino. Aveva un viso sottile, dolce,nel quale erano scolpiti due occhioni neri luccicanti come stelle. Il nasino piccolo leggermente rivolto all'insù.la bocca poi, anch'essa piccola,aveva un taglio perfetto con labbra non vistose ma carnose. Il corpo poi era da modella abbastanza alta, slanciata e con le curve al punto giusto
Franco invece era calvo più basso di lei e con la pancetta
Due orecchie grandi,naso a patata, e la bocca larga facevano da contorno ad una testa grande. Solo gli occhi erano guardabile perché di colore celeste
Esordì dicendo;«Brava la mia cognatina,mentre il marito mangia carne a tavola lei duchi il pesce da un'altraa protestare ma mi mostro il cellulare. Alcune foto inequivocabili mi inchiodata. Dissi:« cosa vuoi fare adesso »
Disse che erano anni che aspettava questo momento, la pur bella moglie era quasi frigida e lui invidiava Enzo quando parlando tra loro descriveva le nostre chiavate. Mi fece girare,appoggiare al lava dino e mi penetro la fessa col cazzo duro. Fu una sveltina, ma tutto sommato piacevole perché le porte erano aperte , cosi mi volle.
La mia adrenalina era a mille,ho sempre desiderato essere presa in un luogo pubblico. Rimasi quasi delusa perché non arrivo nessuno. Mi sborro dentro, tiro fuori il cazzo se lo sciacquò e torno in sala,io attesi un po poi dopo essermi ricomposto tornai al tavolo al tavolo. «Ti diverti amore?», chiese Enzo accemnai un si con la testa mentre guardavo i miei due cognati confabulare tra loro.
Il cameriere poi ci devi.ol sorbetto sl limone,poi mi disse se frs dieci minuti volessi andare alle cucine per scegliere il pesce vhe.avevano preparato apposta per me
Avrei potuto non.andarci,avrei dovuto, ma non lo feci. Mi incuriosiva il plurale usato cosa nascondere. Decisi dunque discoprirlo e mi recai alle cucine.« Venga di qua signora, potrà scegliere meglio » In quellastana c'era un inserviente nero col cazzo in mano alui si affianco il cameriere cacciando il suo cazzo disse:«ecco i pesci per te troia,pronti a riempirti tutta» Non avevo mai provato jn cazzo nero,e devo dire che sono niente male. Mi chiavarono in tutti i buchi sborrato pero,purtroppo, una sola volta a testa perché il tempo correva e le portate erano quasi pronte. Piena della loro sborra im fica e vulo tornai in sala mentre stavano ballando
«Dove sei stata » chiese mio marito « a vedere i pesci» risposi io distratta
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