Sul torrente
di
Messalina
genere
confessioni
Era un giorno soleggiato, una ricorrenza nazionale,la festa della mamma! CelebrTa e sentita in tuttitalia. Non so se è più sentjtL sub o al nord Italia ma credo nonci siano differenze a nord o sud la mamma è unica , non ha bisogno di raccomandazione. Io la mia mamma l'ho cornificata , nel senso che mi facevo papà. Poi l'ho contraddetta,gli ho dato contro,vero però guai chi me la toccava .
Il sole era alto in cielo i suoi rGgi si infràngevano sugli alberi. Alcuni raggi si rifrangevano sulle foglie accentuato i colori dell'autunno. Alcuni raggi illuminavano la strada,,un vialetto stretto e polveroso che conduceva ad una radura . Una casetta piccola in un vecchio Castello semidiroccato accoglieva i viandanti e dava loro ristoro. Poco piu avanti cera un boschetto organizzato con punti di barbecue e vicino vi scorreva un piccolo ruscello. Ormai sposata da piu di due accudivo la mia piccolina quando Ella si diresse verso il ruscello. Da lontano la osservavo ec in caso di pericolo ero pronta ad intervenire. Risali il torrente fin quasi a.la sorgente , si fermò a guardare due giovani fare l'amore. Mi venne spontaneo rtoccarmila fessa ormai umida . La ragazza mi notò mi attiro con gesti a sé! Titubante mi avvicinai, volevo amarla ma non sapevo come cominciare. In verità avevo paura di un suo rifiuto. Ma i suoi gesti erano chiari, era lei che invitava me.
Non persi tempo mi feci avanti. Ormai era palese lei era come me gli piaceva il cazzo ma non disegnava una fessa.
Quando mi avvicinai mi disse «Non ho mai visto una fessa rossa» Fu fortunata perché qualche mese prima avevo praticato una depilazione ma ormai gli effet ti erano finiti. Mi vide quindi nel pieno della ricrescita lo trovò molto bello ed eccitante
Ero a pochi passi da lei ormai distinguevo chiaramente quel cazzo che aveva pecora la fotteva era di discrete dimensioni. In quel momento però non mi interessava olivo quella ragazza,la sua lingua nella mia fessa. Non indugiai oltre gliela misi davanti lei come un automa comincio a leccare. Dio he lingua aveva dura più di un cazzo la sapeva usare bene anche sul clitoride. Mi sentivo bene tant'è che venni quasi all'istante, con una squartata che gli lavo la faccia. Il suo compagno continuava a chiavarla mentre però palpata il mio seno. Ormai ero cotta volevo quel cazzo dopo aver avuto la lingua della ragazza. La spinsi via di forza e presi il suo posto. Il ragazzo non si scompose m lo mise e basta fu lei che amareggiata mi paro la sua fessa dinanzi alla mia faccia. Anch'io quindi gli feci lo stesso trattamento con la lingua la feci venire. Anche lei squirtò. Dopo ci dedicammo entrambe a quel ragazzo che non riusciva a venire nonostante l'avesse duro piu dell'acciaio. Lo mettemmo in mezzo e lo leccavamo ognuno su un lato,non ci mise molto e venne. Ne caccio tanta la bevemmo tutta. Poi mentre lui guardava divertito facemmo un sessa tanove lingua nelle fesse e dita nei culetti,ri ordo come allora l'intensità con cui godevamo. Eravamo ormai così coinvolgenti che il ragazzo non si tratteneva e comincio a menarselo. Alla fine dopo tanto godimento ci distendermi una accanto all'altra mettendo i nostri piedi nell'acqua gelida del ruscello. Mi ero ormai dimenticata della mia piccolina meno male che mio marito c'era
Il sole era alto in cielo i suoi rGgi si infràngevano sugli alberi. Alcuni raggi si rifrangevano sulle foglie accentuato i colori dell'autunno. Alcuni raggi illuminavano la strada,,un vialetto stretto e polveroso che conduceva ad una radura . Una casetta piccola in un vecchio Castello semidiroccato accoglieva i viandanti e dava loro ristoro. Poco piu avanti cera un boschetto organizzato con punti di barbecue e vicino vi scorreva un piccolo ruscello. Ormai sposata da piu di due accudivo la mia piccolina quando Ella si diresse verso il ruscello. Da lontano la osservavo ec in caso di pericolo ero pronta ad intervenire. Risali il torrente fin quasi a.la sorgente , si fermò a guardare due giovani fare l'amore. Mi venne spontaneo rtoccarmila fessa ormai umida . La ragazza mi notò mi attiro con gesti a sé! Titubante mi avvicinai, volevo amarla ma non sapevo come cominciare. In verità avevo paura di un suo rifiuto. Ma i suoi gesti erano chiari, era lei che invitava me.
Non persi tempo mi feci avanti. Ormai era palese lei era come me gli piaceva il cazzo ma non disegnava una fessa.
Quando mi avvicinai mi disse «Non ho mai visto una fessa rossa» Fu fortunata perché qualche mese prima avevo praticato una depilazione ma ormai gli effet ti erano finiti. Mi vide quindi nel pieno della ricrescita lo trovò molto bello ed eccitante
Ero a pochi passi da lei ormai distinguevo chiaramente quel cazzo che aveva pecora la fotteva era di discrete dimensioni. In quel momento però non mi interessava olivo quella ragazza,la sua lingua nella mia fessa. Non indugiai oltre gliela misi davanti lei come un automa comincio a leccare. Dio he lingua aveva dura più di un cazzo la sapeva usare bene anche sul clitoride. Mi sentivo bene tant'è che venni quasi all'istante, con una squartata che gli lavo la faccia. Il suo compagno continuava a chiavarla mentre però palpata il mio seno. Ormai ero cotta volevo quel cazzo dopo aver avuto la lingua della ragazza. La spinsi via di forza e presi il suo posto. Il ragazzo non si scompose m lo mise e basta fu lei che amareggiata mi paro la sua fessa dinanzi alla mia faccia. Anch'io quindi gli feci lo stesso trattamento con la lingua la feci venire. Anche lei squirtò. Dopo ci dedicammo entrambe a quel ragazzo che non riusciva a venire nonostante l'avesse duro piu dell'acciaio. Lo mettemmo in mezzo e lo leccavamo ognuno su un lato,non ci mise molto e venne. Ne caccio tanta la bevemmo tutta. Poi mentre lui guardava divertito facemmo un sessa tanove lingua nelle fesse e dita nei culetti,ri ordo come allora l'intensità con cui godevamo. Eravamo ormai così coinvolgenti che il ragazzo non si tratteneva e comincio a menarselo. Alla fine dopo tanto godimento ci distendermi una accanto all'altra mettendo i nostri piedi nell'acqua gelida del ruscello. Mi ero ormai dimenticata della mia piccolina meno male che mio marito c'era
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