Ospedale due
di
Messalina
genere
confessioni
Ancora qui in questo ospedale, non ancora pronta per uscire. Una stanza stretta un solo letto. Un comodino ed un armadietto insieme ad un piccolo tavolino ed una sedia era l'arredamento sobrio di quella stanza. Il bagno aveva l'essenziale la tazza un lavandino ed una doccia .
Quel mattino dopo prelievi e pillole varie,dopo anche una frugale colazione comincio il giro medici. Come di consueto stanza per stanza visitava ed emettevano diagnosi. Ero in ultima stanza quindi ci voleva tempo, seduta accanto allfinestra sognavo vedendo una nave abbandonare il porto. Dalla mia finestra vedevo tutto il golfo, alberi case fino ad arrivare al mare. Sullo sfondo il Vesuvio non fumante come un tempo ma ancora attivo a detta degli esperti. Comunque un quadro se ero un pittore lo avrei dipinto.
Sognavo pure una crociera nemmeno tanto lunga ma che mi facesse sentire l'odore del mare calmo. Io ho sempre amato il mare non vado di giorno in estate poverino allora mi fa pena troppa gente lo profana . Io amo la sua calma ma quando è arrabbiato non ho paura , so che infondo è buono so che mi ama . Nel mentre sogno questo arriva l'equipe medica comandata dalla mia dottoressa con un paio di artigli medici che a quell'ora
Guardarli sembravano orsi o forse lupi non vi so ora spiegare. Dietro di loro un dottorino era tiro infante lo si capiva, troppo docile troppo remissivo. Con la testa bassa si fece avanti voleva leggere la mia anamnesi. La dottoressa con garbo lo fermo dicendo che mi conoscevano già, sapevano i miei trascorsi di salute e sapevano cosa mi affligge adesso. Mentre rimetteva la mia carta ella nello schedario aveva la testa bassa ed era quasi mortificato. Fu allora che gli rivolsi uno sguardo uno di quelli che non ti scordi.quelli che ti denudato stando vestiti, che ti spog,iank l'animo e ti leggono il cuore. Accade poche volte nella vita, accade xolquando vedi chi ti piace
Troppo umile, troppo accondiscendente endente, forse ma io l'ho ammirato mi è entrato nel cuore. Dopo la visita non si vede piu un medico ,se hai bisogno trovi solo lui che cerca di darsi da fare serve ad uno sostieni un'altra, mi presento da lui cambia di colore. Credo di morire, forse non mi vuole. Poi u n repentino cambio di passo« mi dica bella signora cosa posso fare per soddisfarla?» La mia risposta? Non fu verbale, lo presi e lo baciai allistante. Capi subito che volevo essere chiavata senza se e senza ma. La sua lingua parti, percorse tutto il mio corpo ed alla fine si fermò l'isola mia fessa. Beveva forse il succo della mia eccitazione fatto sta che a me piaceva. Poi con la mano mi invitò D abbassarmi, mi fece prendere in bocca un fusto d'albergo grosso e robusto. Aveva un sentore ditabacco misto ad un retrogusto di urina. A me piaceva e lo ciucciai tanto finché mi venne in bocca.«Adesso dovrei pensare ad altri pazienti disse» mentre cercava di ricomporsi, lo tirai a me con una forza sconosciuta , gli sussurrai nell'orecchioy «ok ma dopo devi essere mio». Non è mai successo, mi sono ritrovata sola nella stanza. L'ho aspettato non e mai venuto, le sconfitta sono brutte non si accettano facilmente. Chiamavo e richiamavo in guardiola dicendo stavo male,venivano con un iniezione di contromal o toradol . Non avevo bisogno di quello, volevo altro. Il dottorino alle 14 andò via,io ero rimasto male dormii tanto quando i parenti andarono via. Una nuova sacca e una flebo mi fecero arrivareormaui seta inoltrata, diciamo notte, se le 23 possano dichiararsi notte. Nel corridoio si abbassarono le luci ,qualche televisore si sentiva ancora , ma la voce era bassa favoriva il sonno. Ero agitata non dormivo ma forse purché avevo dormito pocanzi. Passavano i minuti cercavo il sonno,la testa sotto il cuscino per staccare tutto,ma niente il sonno non arrivava. Presi un libro uno a caso trattava di servizi segreti ,
CIA e MOSSAD, FSB, MI6 per citarne alcuni. Mentre leggevo la spia israeliana si faceva fottere da un informatore era il prezzo da pagare per quell'informazione. Allora sapete come sono sensib8le le mie dita partironomi allargarlo la fessa mentre il pollice accarezzavail clitoride. Ero ormai un lago li sotto anche da fuori porta si sentivano le dita sguazzare dentro. Se saprei fare una etto credo che il rumore fosse CIAFFHHH ma è solo supposizione non sono fumettistae. Mentre ero lì a sditalinarmi mi si apre la porta, vedo entrare Manuel un infermiere attempata, con icapelli grigi, con un po di pancia mi chiese scusa, abbassò la testa lascio li le provette e stava andando via. Cazzo era lì a due passi un cazzo vero potevo farlo andar via?«Manuel dove vai? Ho voglia ti prego saziami» . Mi guardò era con il capo chino disse « signora non so se c'è la faccio» .non c'è la fece mi soddisfo vero ma non ero sazia , ne volevo ancora, ripresi a sditalinarmi. Venni non ricordo una forse due volte , si riaprì la porta era Stefano con un sorriso smagliante con il suo bel viso col suo fisico palestrato. Mi trovo con due anzi tre dita dentro, travolta forse nell'aspetto da un godimento speciale, grande forse ma vuoto. Si vuoto perche il godimento credo si trova in due vuoto perche il partner è immaginario anche se ideale. Mi guardò con leggerezza prima, stava andando via, poi torno sui suoi passi mi guardò di nuovo, non guardo solo la fessa ,mi guardò gli occhi. Già quegli occhi vogliosi,k chi chesupplichj chiedevano«Chiavami per favore». Ora non so s fu perché vide la fessa ne se perche mi l'essenziale dagli occhi, ma il suo cazzo divento duro . Lo cacciò e disse «Troia è questo che vuoi vero?» non risposi aprii la a bocca glielo succhiai. Aveva un buon sapore, non sapeva di piscio, si vede che prima di venire in stanza si era lavato. Mirtillo era l'essenza ed io me la goderti tutta,poi il salato della sua sborra in bocca. Ingoiando sorridevo dalla gioia, mi disse troia non è finita. Me lo mise di nuovo in boccaik succhiavo e leccavo, poi riparti si impenno di nuovo allora mi chiavò nella mia fessa divenne di marmo, io lo accoglievo e ne godevo fessa e culo mi chiavo e nebuchetto sborro anche. Ormai stanca mi addormentai sognando il mio bel dottorino, mi svegliai che mi toccavo la fessa mi feci un ditale e mi riaddkrmentai. Il mattino dopo, in realtà meno di due ore ero tutta appiccicosa mi andai a fare una doccia pensai a Stefano, a come mi aveva fatto sentire bene ed allora mi sparai un ditale. Chissà la giornata come continuava
Quel mattino dopo prelievi e pillole varie,dopo anche una frugale colazione comincio il giro medici. Come di consueto stanza per stanza visitava ed emettevano diagnosi. Ero in ultima stanza quindi ci voleva tempo, seduta accanto allfinestra sognavo vedendo una nave abbandonare il porto. Dalla mia finestra vedevo tutto il golfo, alberi case fino ad arrivare al mare. Sullo sfondo il Vesuvio non fumante come un tempo ma ancora attivo a detta degli esperti. Comunque un quadro se ero un pittore lo avrei dipinto.
Sognavo pure una crociera nemmeno tanto lunga ma che mi facesse sentire l'odore del mare calmo. Io ho sempre amato il mare non vado di giorno in estate poverino allora mi fa pena troppa gente lo profana . Io amo la sua calma ma quando è arrabbiato non ho paura , so che infondo è buono so che mi ama . Nel mentre sogno questo arriva l'equipe medica comandata dalla mia dottoressa con un paio di artigli medici che a quell'ora
Guardarli sembravano orsi o forse lupi non vi so ora spiegare. Dietro di loro un dottorino era tiro infante lo si capiva, troppo docile troppo remissivo. Con la testa bassa si fece avanti voleva leggere la mia anamnesi. La dottoressa con garbo lo fermo dicendo che mi conoscevano già, sapevano i miei trascorsi di salute e sapevano cosa mi affligge adesso. Mentre rimetteva la mia carta ella nello schedario aveva la testa bassa ed era quasi mortificato. Fu allora che gli rivolsi uno sguardo uno di quelli che non ti scordi.quelli che ti denudato stando vestiti, che ti spog,iank l'animo e ti leggono il cuore. Accade poche volte nella vita, accade xolquando vedi chi ti piace
Troppo umile, troppo accondiscendente endente, forse ma io l'ho ammirato mi è entrato nel cuore. Dopo la visita non si vede piu un medico ,se hai bisogno trovi solo lui che cerca di darsi da fare serve ad uno sostieni un'altra, mi presento da lui cambia di colore. Credo di morire, forse non mi vuole. Poi u n repentino cambio di passo« mi dica bella signora cosa posso fare per soddisfarla?» La mia risposta? Non fu verbale, lo presi e lo baciai allistante. Capi subito che volevo essere chiavata senza se e senza ma. La sua lingua parti, percorse tutto il mio corpo ed alla fine si fermò l'isola mia fessa. Beveva forse il succo della mia eccitazione fatto sta che a me piaceva. Poi con la mano mi invitò D abbassarmi, mi fece prendere in bocca un fusto d'albergo grosso e robusto. Aveva un sentore ditabacco misto ad un retrogusto di urina. A me piaceva e lo ciucciai tanto finché mi venne in bocca.«Adesso dovrei pensare ad altri pazienti disse» mentre cercava di ricomporsi, lo tirai a me con una forza sconosciuta , gli sussurrai nell'orecchioy «ok ma dopo devi essere mio». Non è mai successo, mi sono ritrovata sola nella stanza. L'ho aspettato non e mai venuto, le sconfitta sono brutte non si accettano facilmente. Chiamavo e richiamavo in guardiola dicendo stavo male,venivano con un iniezione di contromal o toradol . Non avevo bisogno di quello, volevo altro. Il dottorino alle 14 andò via,io ero rimasto male dormii tanto quando i parenti andarono via. Una nuova sacca e una flebo mi fecero arrivareormaui seta inoltrata, diciamo notte, se le 23 possano dichiararsi notte. Nel corridoio si abbassarono le luci ,qualche televisore si sentiva ancora , ma la voce era bassa favoriva il sonno. Ero agitata non dormivo ma forse purché avevo dormito pocanzi. Passavano i minuti cercavo il sonno,la testa sotto il cuscino per staccare tutto,ma niente il sonno non arrivava. Presi un libro uno a caso trattava di servizi segreti ,
CIA e MOSSAD, FSB, MI6 per citarne alcuni. Mentre leggevo la spia israeliana si faceva fottere da un informatore era il prezzo da pagare per quell'informazione. Allora sapete come sono sensib8le le mie dita partironomi allargarlo la fessa mentre il pollice accarezzavail clitoride. Ero ormai un lago li sotto anche da fuori porta si sentivano le dita sguazzare dentro. Se saprei fare una etto credo che il rumore fosse CIAFFHHH ma è solo supposizione non sono fumettistae. Mentre ero lì a sditalinarmi mi si apre la porta, vedo entrare Manuel un infermiere attempata, con icapelli grigi, con un po di pancia mi chiese scusa, abbassò la testa lascio li le provette e stava andando via. Cazzo era lì a due passi un cazzo vero potevo farlo andar via?«Manuel dove vai? Ho voglia ti prego saziami» . Mi guardò era con il capo chino disse « signora non so se c'è la faccio» .non c'è la fece mi soddisfo vero ma non ero sazia , ne volevo ancora, ripresi a sditalinarmi. Venni non ricordo una forse due volte , si riaprì la porta era Stefano con un sorriso smagliante con il suo bel viso col suo fisico palestrato. Mi trovo con due anzi tre dita dentro, travolta forse nell'aspetto da un godimento speciale, grande forse ma vuoto. Si vuoto perche il godimento credo si trova in due vuoto perche il partner è immaginario anche se ideale. Mi guardò con leggerezza prima, stava andando via, poi torno sui suoi passi mi guardò di nuovo, non guardo solo la fessa ,mi guardò gli occhi. Già quegli occhi vogliosi,k chi chesupplichj chiedevano«Chiavami per favore». Ora non so s fu perché vide la fessa ne se perche mi l'essenziale dagli occhi, ma il suo cazzo divento duro . Lo cacciò e disse «Troia è questo che vuoi vero?» non risposi aprii la a bocca glielo succhiai. Aveva un buon sapore, non sapeva di piscio, si vede che prima di venire in stanza si era lavato. Mirtillo era l'essenza ed io me la goderti tutta,poi il salato della sua sborra in bocca. Ingoiando sorridevo dalla gioia, mi disse troia non è finita. Me lo mise di nuovo in boccaik succhiavo e leccavo, poi riparti si impenno di nuovo allora mi chiavò nella mia fessa divenne di marmo, io lo accoglievo e ne godevo fessa e culo mi chiavo e nebuchetto sborro anche. Ormai stanca mi addormentai sognando il mio bel dottorino, mi svegliai che mi toccavo la fessa mi feci un ditale e mi riaddkrmentai. Il mattino dopo, in realtà meno di due ore ero tutta appiccicosa mi andai a fare una doccia pensai a Stefano, a come mi aveva fatto sentire bene ed allora mi sparai un ditale. Chissà la giornata come continuava
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