L'alano

di
genere
confessioni

Apro gli occhi il canto degli uccelli annuncia un nuovo giorno. In quel letto distesa guardo intorno«cazzo ancora in ospedale?». La delusione era forte la si percepiva da lontano,era stato un sogno ma sembrava reale. Credevo di essere in u n arem dove non ero la favorita, ma ero la nuova entrata,osservata da lontano di nascosto, non dall'emiro ma dal suo visir. Li ballavo non nuda, ma coperta di veli trasparenti che mostravano chiaramente il colore della mia fessa. Ho sempre amato ballare nuda,mettermi in mostra davanti a tanti uomini, farmi guardare, ammirare forse ma nemmeno tanto. Amavo mostrarmi senza veli , senza ipocrisia, restare nuda, mostrarmi vera. Per la gente forse sono una puttana, una troia ma il loro giudizio non mi ha mai interessato. Sono libera è tale rexto anche se ho una fede al dito. Forse ho divagato troppo mazolo per presentarmi a chi ancora non mi conosce, a chi non sa che amo il cazzo ed anche la fessa.
Apro gli occhi delusa di trovarmi li in un reparto ospedaliero un reparto che ormai conosco bene,potrei anche dire sta diventando casa mia. Ho tante cose da fare, i miei scalmanati da guidare. Chi mi segue sa chi sono i miei scalmanati sa che per loro darei tutto anche la vita.
Il mio giorno trascorre monotono, nella normalità di un ricoverato. Terapia, pranzo poi visite familiari, non troppe non tipuoi stancare,poidi nuovo terapia poi cena, la televisione, ultima flebo poi forse si dorme. Invece no a luci spente,smorzate anche nei corridoio ecco cerchi didormire, non ci riesci ti giri ti rigiri poi chivami l'infermiera, vuoi qualcosa che ti faccia dormire. Viene lui wow che bello non lo avevo mai visto finora sotto questo aspetto, cazzo era bono forse non visto con la dovuta considerazione di giorno.
Venne in canottiera non quella intima bianca, no era blu notte, era come fosse una rete. I peli su quel petto erano tanti ,l'uomo villoso mi è sempre piaciuto,braccia e gambe erano altrettanto villosi


. Mi piaceva e lo guardavo ,forse per questo lui arrossi. Cosa strana vero? Un uomo che arrossisce se lo guardo non mi era mai capitato. Stava andando via quando gli dissi«Per cortesia fammi un massaggio ho mal e alla caviglia » Bugia, grande bugia. Lui chiese di vedere il piede allora mi scoprii mostrandogli soprattutto il pelo. Ancora qui in questo ospedale, non ancora pronta per uscire. Una stanza stretta un solo letto. Un comodino ed un armadietto insieme ad un piccolo tavolino ed una sedia era l'arredamento sobrio di quella stanza. Il bagno aveva l'essenziale la tazza un lavandino ed una doccia .
Quel mattino dopo prelievi e pillole varie,dopo anche una frugale colazione comincio il giro medici. Come di consueto stanza per stanza visitava ed emettevano diagnosi. Ero in ultima stanza quindi ci voleva tempo, seduta accanto allfinestra sognavo vedendo una nave abbandonare il porto. Dalla mia finestra vedevo tutto il golfo, alberi case fino ad arrivare al mare. Sullo sfondo il Vesuvio non fumante come un tempo ma ancora attivo a detta degli esperti. Comunque un quadro se ero un pittore lo avrei dipinto.
Sognavo pure una crociera nemmeno tanto lunga ma che mi facesse sentire l'odore del mare calmo. Io ho sempre amato il mare non vado di giorno in estate poverino allora mi fa pena troppa gente lo profana . Io amo la sua calma ma quando è arrabbiato non ho paura , so che infondo è buono so che mi ama . Nel mentre sogno questo arriva l'equipe medica comandata dalla mia dottoressa con un paio di artigli medici che a quell'ora
Guardarli sembravano orsi o forse lupi non vi so ora spiegare. Dietro di loro un dottorino era tiro infante lo si capiva, troppo docile troppo remissivo. Con la testa bassa si fece avanti voleva leggere la mia anamnesi. La dottoressa con garbo lo fermo dicendo che mi conoscevano già, sapevano i miei trascorsi di salute e sapevano cosa mi affligge adesso. Mentre rimetteva la mia carta ella nello schedario aveva la testa bassa ed era quasi mortificato. Fu allora che gli rivolsi uno sguardo uno di quelli che non ti scordi.quelli che ti denudato stando vestiti, che ti spog,iank l'animo e ti leggono il cuore. Accade poche volte nella vita, accade xolquando vedi chi ti piace
Troppo umile, troppo accondiscendente endente, forse ma io l'ho ammirato mi è entrato nel cuore. Dopo la visita non si vede piu un medico ,se hai bisogno trovi solo lui che cerca di darsi da fare serve ad uno sostieni un'altra, mi presento da lui cambia di colore. Credo di morire, forse non mi vuole. Poi u n repentino cambio di passo« mi dica bella signora cosa posso fare per soddisfarla?» La mia risposta? Non fu verbale, lo presi e lo baciai allistante. Capi subito che volevo essere chiavata senza se e senza ma. La sua lingua parti, percorse tutto il mio corpo ed alla fine si fermò l'isola mia fessa. Beveva forse il succo della mia eccitazione fatto sta che a me piaceva. Poi con la mano mi invitò D abbassarmi, mi fece prendere in bocca un fusto d'albergo grosso e robusto. Aveva un sentore ditabacco misto ad un retrogusto di urina. A me piaceva e lo ciucciai tanto finché mi venne in bocca.«Adesso dovrei pensare ad altri pazienti disse» mentre cercava di ricomporsi, lo tirai a me con una forza sconosciuta , gli sussurrai nell'orecchioy «ok ma dopo devi essere mio». Non è mai successo, mi sono ritrovata sola nella stanza. L'ho aspettato non e mai venuto, le sconfitta sono brutte non si accettano facilmente. Chiamavo e richiamavo in guardiola dicendo stavo male,venivano con un iniezione di contromal o toradol . Non avevo bisogno di quello, volevo altro. Il dottorino alle 14 andò via,io ero rimasto male dormii tanto quando i parenti andarono via. Una nuova sacca e una flebo mi fecero arrivareormaui seta inoltrata, diciamo notte, se le 23 possano dichiararsi notte. Nel corridoio si abbassarono le luci ,qualche televisore si sentiva ancora , ma la voce era bassa favoriva il sonno. Ero agitata non dormivo ma forse purché avevo dormito pocanzi. Passavano i minuti cercavo il sonno,la testa sotto il cuscino per staccare tutto,ma niente il sonno non arrivava. Presi un libro uno a caso trattava di servizi segreti ,
CIA e MOSSAD, FSB, MI6 per citarne alcuni. Mentre leggevo la spia israeliana si faceva fottere da un informatore era il prezzo da pagare per quell'informazione. Allora sapete come sono sensib8le le mie dita partironomi allargarlo la fessa mentre il pollice accarezzavail clitoride. Ero ormai un lago li sotto anche da fuori porta si sentivano le dita sguazzare dentro. Se saprei fare una etto credo che il rumore fosse CIAFFHHH ma è solo supposizione non sono fumettistae. Mentre ero lì a sditalinarmi mi si apre la porta, vedo entrare Manuel un infermiere attempata, con icapelli grigi, con un po di pancia mi chiese scusa, abbassò la testa lascio li le provette e stava andando via. Cazzo era lì a due passi un cazzo vero potevo farlo andar via?«Manuel dove vai? Ho voglia ti prego saziami» . Mi guardò era con il capo chino disse « signora non so se c'è la faccio» .non c'è la fece mi soddisfo vero ma non ero sazia , ne volevo ancora, ripresi a sditalinarmi. Venni non ricordo una forse due volte , si riaprì la porta era Stefano con un sorriso smagliante con il suo bel viso col suo fisico palestrato. Mi trovo con due anzi tre dita dentro, travolta forse nell'aspetto da un godimento speciale, grande forse ma vuoto. Si vuoto perche il godimento credo si trova in due vuoto perche il partner è immaginario anche se ideale. Mi guardò con leggerezza prima, stava andando via, poi torno sui suoi passi mi guardò di nuovo, non guardo solo la fessa ,mi guardò gli occhi. Già quegli occhi vogliosi,k chi chesupplichj chiedevano«Chiavami per favore». Ora non so s fu perché vide la fessa ne se perche mi l'essenziale dagli occhi, ma il suo cazzo divento duro . Lo cacciò e disse «Troia è questo che vuoi vero?» non risposi aprii la a bocca glielo succhiai. Aveva un buon sapore, non sapeva di piscio, si vede che prima di venire in stanza si era lavato. Mirtillo era l'essenza ed io me la goderti tutta,poi il salato della sua sborra in bocca. Ingoiando sorridevo dalla gioia, mi disse troia non è finita. Me lo mise di nuovo in boccaik succhiavo e leccavo, poi riparti si impenno di nuovo allora mi chiavò nella mia fessa divenne di marmo, io lo accoglievo e ne godevo fessa e culo mi chiavo e nebuchetto sborro anche. Ormai stanca mi addormentai sognando il mio bel dottorino, mi svegliai che mi toccavo la fessa mi feci un ditale e mi riaddkrmentai. Il mattino dopo, in realtà meno di due ore ero tutta appiccicosa mi andai a fare una doccia pensai a Stefano, a come mi aveva fatto sentire bene ed allora mi sparai un ditale. Chissà la giornata come continuava
Vorrei farvi partecipare di qualcosa non comune, strana assai. A me pjace e non so se piace a voi. Forse dopo mi guarderete con altri occhi, forse non sarò più la vostra troia , però è la devo dire mi devo confessare . Senza sincerità il rapporto muore ,ma essere sinceri giova?
Mi credete non lo so e forse lo saprò solo dopo averlo scritto.
Se avessi avuto una fattoria, avrei cresciuto tanti animali passando da pulcini chiocce mucche puledri e cavalli in mezzo tanti animali fra pennuti ed anche lanosi.
Un cavallo si chiavava la cavalla lo stalliere gli guido il cazzo. Vedevo quella bestia godere mentre io diventavo un lago. Forse volevo essere al suo posto, forse volevo essere lei. Vi immaginate una cavalla tutta rossa che prende dentro un cazzo di uno stallone nero? Gia immaginazione, cose non vere materializza nella mente, però a pensarci bene non sarebbe affatto male, uno stallone era troppo, ma forse un altro animale ? L'idea dello stallone mi allettava ,un cazzo di quelle dimensioni forse mi sarebbe uscito dalla bocca ma lo volevo. Fu lo stalliere a calmarmi, e mentre lui ol calibro 23 m8 hiavava fessa e culo da dietro io lo prendevo in bocca al cavallo. Ovvio non entrava fatto, ma quasi slbogancomilee mas elle presi la cappella in bocca. Wow ero al settimo cielo, felice come una Pasqua ma soprattutto piena. A dirvi la verità tentai di farlo entrare anche nella fessa però dopo che entrò tutta la cappella ebbi paura che mi facesse danni permanente e mi sfilai di sotto. Non vi dico come reagire la bestia si imbizzarri e a,la fine scappo . Lo riacciffammo dopo alcuni giorni, lo trovammo docile, mansueto. Pensavo chissà se si è chiavata qualche cavalla o come avrà fatto a calmarsi, non ha le mani e non so se con la lingua ci arriva.
Ho alcuni cani , un meticcio picco.o e uno grande ed un alano. L'altro giorno ero in giardino, curavo le mie piante e mi avvicinai alla cuccia. In realtà la loro non è una cuccia come vediamo in televisione, è come un box per auto ,non molto alto ma spazioso assai. Qui mangiano dormono e si riparano dal sole i due cani più grandi, il piccolo vive con noi dentro casa, sul mio divano o sul letto.
Ero in giardino alcuni giorni fa distesa sulla un lettino, con la mia solita mise, una minigonna ed un toppino. Leggo diritto perche mi piace, quel giorno leggevo lone Wolf un fumetto che avevo a cuore lo leggeva il mio papà, era un inserto del monello un settimanale di tanti anni fa. Avevo biscotti e patatine a canto e da bere birra e limonata ghiacciata, non sono mai stata un estimatore della birra ma quel giorno rii una lattina e la sorseggiai. Il cagnolino.ino m8 segui in giardino e come era suo solito fare si mise fra le gambe.
• Cadevano briciole di biscotti e patatine e lui leccava ,lavano in catena sbraitava voleva liberarsi da quella i che lo levavano, mentre io mi beavo delle leccatina che giungevano al mio clitoride. Avevo la fessa gonfia quando spezzo le catene e come un pazzo corse ontro di me. I vicini fastidiosi e quelli infastiditi gridavano in coro« attenta attenta» non asco,tavk nessuno troppo bella quella lingua ,poi dun tratto cambio tutto, il
• Iccoletto scappo via chi mi leccava ora era lalano. Cazzocome era grande la sua lingua , fremevo tutta alle sue slinguate.. con il bacino mi sposi un lo fuori dal lettino lui si mise su due zampe e cercava di penetrRmi la fessa io ormai cagna in calore volevo un cazzo dentro non mi importava sa umano oppure animalesco. Glielo presi in mano e fu li che ve ne la metamorfosi. Cacciò un coso rosso lungo e fino, no era preoccupante per la mia fessa, ma poi arrivo al nodo , che era molto ingigantito. La mia fessa era un lago entrò in un istante perche la trovò lubrificata. Wow ragazzi non so descrivere quanto fu bello . Non ero piu umana ero una cagna ma forse direi piu una lupa , ululavo dal piacere. Chissà cosa pensavano incassati mandare il vero non me ne fregava. In un momento di lucida follia vidi che ero osservata da tanti vicini. La cosa per me si fece anche più eccitante ma per il cane no lo so.
• Mi venne dentro sapete che per scaricare il nodo ci vuole tempo , si ragaźj ecco perché a volte sembrano siano attaccati e ci vuole tempo per staccarsi.
• È stata un esperienza nuova forse per voi non tanto fantastica ma vi giuro per me si mi è piaciuta e mi è rimasta . La riprovero? Gia fatto e vi assicuro lo rifarò ancora
scritto il
2026-05-25
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