L'orgia

di
genere
gay

“Domani ti aspetto a casa mia alle quattro. Arriva pulito e pronto a fare un bel po’ di sesso”. Mi dice Aldo, il mio amico più porco e quello che mi vuole più bene, almeno a quanto sostiene lui. Ha sempre voglia di scopare e di sperimentare. “Che ti passa per la testa? Hai una strana espressione.” gli rispondo. “Tu fai come ti dico, vedrai che non te ne pentirai”, mi fa lui con occhi maliziosi e un mezzo sorriso. Sta di sicuro tramando qualcosa, lo so, ma non mi va di insistere. Tanto domani lo scopro, perché ho intenzione di andare a quello strano appuntamento. È un po’ che non scopo, e ho proprio voglia di farmi montare da Aldo. Ha un cazzo grosso e venoso, e me lo pompa in culo come un toro, quando mi fotte. Vado a casa e prima di fare la doccia, mi guardo allo specchio: ho un fisico asciutto e atletico, modellato da tanto sport, tutto depilato. A dire il vero, sul pube e tra le chiappe è cresciuta una leggera peluria, e anche sulle gambe si intravedono dei peletti. Prendo schiuma e rasoio, mi spalmo le parti da radere, e passo la lametta. Mi piace sentire quel ferro freddo e affilato che scorre sulla mia pelle, tagliando i peli e lasciando la superficie liscia e glabra. Dedico particolare cura al buco del culo, so che ad Aldo piace completamente senza peli, gli piace vedere e sentire ogni piccola piega della mia fichetta, quando la scopa. Prendo lo specchio, lo appoggio sul pavimento e mi accovaccio sopra: il buco è venuto bene, neppure un peletto, è un po’ arrossato ma domani starà benissimo. Lo spalmo con abbondante crema idratante, ne approfitto per infilare dentro un dito e masturbarlo un po’. Adoro sentirmi il buco pieno, domani spero che Aldo mi scopi a lungo.
La mattina passa veloce, faccio i soliti lavoretti in casa, poi dopo pranzo mi preparo per l’appuntamento. C’è qualcosa che dovrei ricordare per oggi, ma mi sfugge: sono troppo preso dalla sorpresa che mi aspetta per concentrarmi. Pazienza, mi verrà in mente. Intanto non so come vestirmi, non so se Aldo mi voglia portare da qualche parte, nel dubbio opto per qualcosa di neutro: pantaloni attillati senza biancheria sotto (so che questo lo eccita), e maglietta molto aderente, un po’ trasparente. Si intravedono i capezzoli, che segnano con due piccoli promontori la trama liscia e uniforme della t-shirt. Mi dice spesso che ho delle tettine da cagnetta, spero che questa mise gli piaccia, visto che le mette in risalto. Alle quattro in punto sono sotto casa sua, suono e mi risponde al citofono: “Chi è?” “Sono io, sono venuto all’appuntamento misterioso,” dico scherzando. “Ottimo, ti stavamo aspettando, sali!” e riattacca dopo avere aperto il portone. Perché ha detto “stavamo”? Chi c’è là con lui? Non mi aveva parlato di altri, ieri, quando mi ha invitato. Salgo automaticamente al terzo piano per le scale e suono alla porta di casa sua. Mi viene ad aprire nudo, e appena dentro all’ingresso sono assalito da una densa aria impregnata da odore di maschio: sudore, ormoni, sperma. Intravedo nel salotto altri uomini, tutti nudi. “Finalmente sei arrivato. Vieni, ti presento ai miei amici” mi dice calmo ma deciso. Non aspetta né risposta né obiezioni, quindi decido di assecondarlo. “Sei bellissimo, come sempre, vedrai che ti diverti”. Mi accarezza il culo, mi prende per mano e mi porta in salotto. Qui ci sono una decina di uomini tutti più vecchi di me di almeno una decina d’anni, direi tra i trentacinque e i cinquanta, tutti nudi e che si masturbano, mentre guardano un video di me ed Aldo che scopiamo. È un filmato di qualche mese fa, Aldo ha insistito per farlo e io l’ho accontentato, dopo essermi fatto promettere che non lo avrebbe mai girato a nessuno. Appena entrato, un tipo sulla quarantina, molto peloso e con un enorme cazzo già duro, evidentemente eccitato dal video, si alza, mi viene dietro, mi abbassa i pantaloni e mi spinge il cazzo in culo, senza neppure salutarmi. Guardo Aldo con aria sorpresa ed interrogativa. “Lasciali fare, sono qui per te, tesoro, tutti ti aspettavano” e mi sorride. Mi sfila la maglietta e mi succhia i capezzoli da cagnetta che gli piacciono tanto, mentre il tizio che mi è entrato dentro, comincia a pomparmi ritmicamente il cazzo in culo, ansimando alle mie spalle. “Avevi ragione, è proprio una bella troia, meglio di persona che nel video”, dice il padrone del cazzo che mi sta sfondando il buco. Un altro, più giovane, si è fatto vicino, mi abbassa la testa e mi mette in bocca il suo cazzo. Sa di piscio e sborra, non credo si sia fatto la doccia stamattina, in ogni caso decido di non fare il difficile e succhio quel bell’attrezzo, mentre l’altro mi apre da dietro. Credo di aver capito che Aldo mi ha organizzato una festa, dove io sono la troia, e quelli mi scoperanno a turno. Da un po’ parlavamo di un’orgia o una gang bang, e visto che non mi decidevo mai deve aver pensato di farmi una sorpresa. Quello dietro si sfila, sento per un attimo il buco svuotarsi, ma poi subito un altro cazzo mi entra dentro, più grosso ma più corto del primo. “È proprio una troia” dice eccitato “si vede che è abituata a prendere cazzi. Le sono entrato dentro come se fosse una vera fica!” e comincia a sbattermi violentemente. Anche in bocca c’è stato un cambio, e ora succhio un cazzo più profumato e pulito, che comincia però presto a sbavarmi in bocca parecchio precum. “Venite ragazzi, portiamola in camera” dice Aldo, mi prende per mano e mi accompagna in camera da letto, mentre quei maschi ci seguono. Mi fa stendere sul letto a pancia in su e mi fa divaricare bene le gambe “Forza ragazzi, entrate dentro” dice masturbandomi il buco. Io sono un po’ frastornato e sopraffatto da quella situazione inattesa, lascio fare, ho le gambe spalancate e il cazzetto molle e glabro che sfigura davanti a quei cazzi grossi e pelosi che mi puntano e aspettano di venirmi dentro. Il più anziano del gruppo, con una pancia voluminosa molto pelosa e un cazzo non molto lungo ma piuttosto grosso, si fa avanti e mi penetra. “Sei bella aperta, troia” mi sussurra e comincia a scoparmi. Uno mi viene vicino e mi mette il cazzo in bocca, così che mi ritrovo, ancora una volta, con tutti e due i buchi pieni. Dopo un po’ quello in bocca, senza neppure avvisarmi, grida e mi sborra in gola. Sento il suo sperma denso che mi riempie la bocca e mi scende verso lo stomaco. Ha un sapore acre e pungente, ma deglutisco senza fare storie. Anche quello nel buco si irrigidisce e mi sborra dentro. Un odore di sudore e sperma, sempre più denso riempie la stanza. Mentre altri due cazzi mi scopano i buchi, sento il campanello suonare, Aldo sparisce e ritorna dopo poco in compagnia di due ragazzi di colore e uno che sembra un marocchino, alto e coi capelli ricci. Sono tutti e tre più giovani degli altri, avranno la mia età, venticinque anni al massimo, si spogliano rapidamente. Il marocchino è pelosissimo e ha un cazzo davvero lungo, ma i due neri hanno dei veri bestioni al posto degli uccelli. Il gruppo, vedendo quei cazzi fuori misura, li incita a scoparmi. I ragazzoni non si fanno pregare, uno dei neri mi entra in pancia e mi sbatte selvaggiamente, il marocchino me lo infila tutto in gola. Tutti sghignazzano e li incitano a continuare. Io mi sento aperto in due da quel mostro nero che mi entra nell’intestino e mi sfonda il buco, mentre il cazzo marocchino mi fa sbavare e mi stimola frequenti conati, tanto mi va a fondo nella gola. L’altro nero si stende sul letto di fianco a noi, mi dice di cavalcarlo, io obbedisco, e mentre mi impalo sul suo cazzo enorme, l’altro da dietro mi punta il suo sul buco slabbrato e con un colpo mi entra dentro. Lancio un grido che fa ridere tutti di eccitazione. Ho due cazzi enormi in culo, mentre il marocchino continua a mettermelo in bocca. Aldo si avvicina e mi dice “Vai alla grande, stai facendo un figurone”, poi torna in mezzo al gruppo di maschi che si segano guardandomi impalato da quei cazzi. Uno dei neri mi sborra dentro, si sfila e subito il suo posto è preso da un altro del gruppo, con un cazzo più piccolo che mi dà un po’ di sollievo. Anche il marocchino si è sfilato dalla bocca e ha lasciato il posto ad un altro che mi sbatte in cazzone in gola e mi sborra quasi subito dentro. Ormai ho il buco spanato e la bocca del tutto assuefatta al sapore di sperma. Mi vengono in altri quattro o cinque in bocca, e gli altri a turno nel culo. Il marocchino mi scopa con violenza, e quando sborra grida che sono una puttana, una vacca, una troia. Anche l’altro nero mi viene nel buco, ma sborra tanto che lo sperma subito comincia a colare fuori dal buco spanato. Dopo due ore di cazzi e sborrate non capisco più nulla, sono confuso e quasi svenuto sul letto. Allora Aldo mi viene vicino, mi allarga le gambe, mi infila il cazzo dentro la fica anale sborrata e apertissima, e inizia a scoparmi, dopo avermi sussurrato all’orecchio “Sei stata bravissima, puttanella”. Sento il suo cazzo grosso e venoso che scivola dentro e fuori il mio buco, non fa male, è solo una piacevole sensazione di pienezza che si impossessa di tutto il mio corpo. Il mio pene, che fino a quel momento è rimasto mollo e inerte, nonostante l’eccitazione, si rianima, si rizza e, quando Aldo aumenta il ritmo dei colpi, comincia a colare precum. Tutti ci stanno guardando, adesso, e qualcuno si sega, ma la maggior parte è lì in attesa che qualcosa succeda. Non so quanti siano né come si chiamino, ma so che sapore ha il loro sperma e quanto sono grossi i loro uccelli e che odore ha il loro sudore e i loro ormoni. Aldo è sempre più eccitato, mi sbatte con violenza, io allargo bene le gambe e spingo sul buco per farlo entrare. Il nero mi si avvicina, e mi rimette in bocca il suo cazzo, che ancora cola sperma, dicendomi: “Succhia, troia, così ti ecciti”. In effetti quel sapore mi dà alla testa, sento il mio uccello riempirsi e schizzare violentemente lunghe strisce biancastre di sperma. Anche Aldo si irrigidisce e inizia a venirmi dentro, mischiando il suo seme con quello degli altri che mi si sono svuotati dentro. Alla fine, applaudono tutti, mi portano in bagno, mi fanno stendere nella vasca e mi pisciano addosso. Qualcuno me la fa bere, altri si accontentano di indirizzarmela in faccia o sul petto. Sono fradicio di piscio e ho lo sperma che mi cola dal buco del culo sfondato. Ad uno ad uno si rivestono e se ne vanno, ringraziando Aldo per il bel pomeriggio. Io rimango in vasca, esausto, con l’acre odore di urina che mi sale nel naso. Quando anche l’ultimo se n’è andato, arriva Aldo, apre l’acqua calda e inizia a lavarmi premurosamente. Mi insapona tutto, mi passa le mani tra le cosce, dentro e fuori il buco, lava via piscio e sperma. “Buon compleanno tesoro”, mi dice. Come sarebbe a dire: buon compleanno? È vero! oggi compio ventiquattro anni, me n’ero dimenticato. Ecco cosa dovevo ricordare. “Questo era il regalo per la mia puttanella vogliosa”. Mi avvicino e lo bacio in bocca. In effetti è stata una bella sorpresa, un po’ faticosa ma bella. In fondo Aldo, a modo suo, mi ama, e oggi me l’ha dimostrato.
scritto il
2026-02-16
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