Vacanza premio in Grecia, parte II.

di
genere
gay

Il giorno dopo decidemmo di andare in una spiaggia particolarmente famosa per la bellezza del mare e del paesaggio. Arrivammo verso le undici, c’erano già molti turisti e facemmo la conoscenza di un gruppo di ragazzi siciliani molto simpatici, un po’ più grandi di Alessio, di età compresa tra i venticinque e i trent’anni, anche loro in vacanza. Uno in particolare, Antonio, era davvero simpatico e sembrava avere un debole per mio nipote, tanto che lo invitai a prendere un drink nel nostro villaggio, dopo cena, visto che loro alloggiavano in un appartamento a pochi minuti da noi. Alessio era contento ed eccitato da quell’invito e, sulla strada del ritorno, non finiva di ringraziarmi. Antonio, del resto, piaceva anche a me, era davvero un ragazzo sexy: capelli neri ricci, fisico muscoloso un po’ tarchiato, petto villoso, occhi scuri e sorriso affascinante. Tornati dalla spiaggia cenammo e controllai che il frigo bar fosse pieno per accogliere a dovere il nostro ospite. Alle 9, puntualissimo, Antonio chiamò mio nipote al cellulare, e Alessio andò a prenderlo all’ingresso e lo accompagnò nella nostra suite. Antonio era davvero affascinante, con la sua camicia azzurra aperta davanti che lasciava in mostra il bellissimo petto virile, e un paio di pantaloni al ginocchio, beige che gli fasciavano i fianchi stretti e ben torniti. Profumava di doccia, di acqua di colonia e di sole. Ci sedemmo sul patio della nostra suite che dava su un bellissimo scorcio di paesaggio: in lontananza si vedeva un tratto di mare azzurrissimo. “Grazie per l’invito, qui da voi è davvero bello”, disse Antonio fissando il paesaggio, ma poi i suoi occhi caddero quasi automaticamente su Alessio, che quella sera era davvero irresistibile: aveva una polo bianca, leggera e aderente, che metteva in risalto il suo collo lungo e le spalle da nuotatore, degli shorts azzurri e piedi scalzi. Il sole del giorno gli aveva leggermente arrossato la pelle del viso e la sua barbetta bionda scintillava alla luce della lampada come se fosse bagnata. Nel corso della serata la confidenza tra noi tre crebbe, complici anche qualche bicchiere di vino e un paio di cocktail del frigo bar. Per il caldo avevamo deciso di metterci tutti comodi, a petto nudo, e Antonio non riusciva davvero a staccare gli occhi da Alessio. In una pausa della nostra allegra conversazione, per provocare i due giovani, avevo detto ad Antonio: “E’ bello il nostro Alessio questa sera, vero?” “Zio! Che dici!” disse mio nipote ridendo e arrossendo leggermente. Antonio lo fissò per un attimo, poi allungò una mano e gli accarezzò un capezzolo. “Non è bello, è bellissimo” sussurrò Antonio, facendo arrossire Alessio ancora di più. Decisi di prendere l’iniziativa, così mi alzai, baciai Antonio in bocca e, come avevo previsto, lui ricambiò. Poi feci lo stesso con Alessio, un bacio lungo e profondo, e anche mio nipote non si tirò indietro. Allora li presi per mano, ed entrammo in camera, feci stendere Antonio sul letto e gli dissi: “Guarda com’è sexy questo ragazzo”. Misi Alessio in piedi di fronte a lui, io mi sistemai dietro, gli sbottonai i pantaloni e glieli abbassai. Rimase in mutande davanti ad Antonio che sembrava sul punto di saltargli addosso tanto il suo sguardo si era fatto infuocato, ma si contenne. Allora lentamente abbassai anche gli slip di mio nipote così che il suo cazzo, già duro, potesse svettare libero dal suo cespuglio di peli biondi che lo circondavano. “Avvicinati ad Antonio e aprigli i pantaloni” sussurrai all’orecchio di Alessio, che obbedì, sbottonò i pantaloni dell’altro giovane, glieli abbassò e, dopo avere massaggiato un pacco davvero prominente attraverso gli slip già bagnati in più punti, gli sfilò quest’ultimi, mettendo in mostra un uccello enorme, scuro, venoso, avvolto in una densa peluria scura e riccia, che emanava un inconfondibile odore di sesso. Alessio istintivamente si piegò in avanti, per raggiungere con la bocca quell’enorme cazzo eretto, nel far questo mi offrì la vista per me irresistibile del buchetto che la notte prima avevo aperto col mio uccello. Così, mentre lui succhiava avidamente il pene eretto di Antonio, io gli leccavo con altrettanta avidità la fichetta anale, preparandola per il secondo atto di quella serata. Antonio era in estasi, gemeva e si portava le mani alla faccia, scoprendo delle ascelle muscolose e pelose davvero sexy, che mi ripromettevo di leccare al più presto. Alessio sembrava gradire particolarmente sia il sapore di quel cazzone che aveva in bocca, sia il leggero tocco della mia lingua che li bagnava il buco. Quando gli ebbi lubrificato bene la fregna, dissi a mio nipote: “Coraggio Alessio, è arrivato il momento di fare vedere ad Antonio quanto sei bravo, cavalca il nostro nuovo amico”. Alessio salì sopra Antonio che rimaneva disteso sul letto, io presi il cazzo del siciliano, lo puntai sul buchetto di mio nipote, e a mano a mano che lui si abbassava, vedevo l’enorme uccello dilatare lo sfintere di Alessio, che gemeva di piacere ma anche di dolore. Quando il membro enorme gli fu dentro fino alle palle, Alessio stette immobile per un po’, attendendo che il buco si dilatasse abbastanza da trasformare il dolore in puro piacere. Iniziò a sculettare per sentirsi dentro quel membro enorme, lì ebbi la conferma che mio nipote era una vera puttanella in calore. Mi sfilai i pantaloni, salii sul letto anch’io e, mentre Alessio si impalava sul cazzo di Antonio, io gli ficcai il mio in bocca. Il membro del giovane siciliano gli dava un tale piacere di culo, che Alessio mi succhiava con una avidità e un’eccitazione che mai avevo trovato in un ragazzo di diciannove anni. Dopo un po’ di quel giochetto, cambiammo posizione: facemmo mettere Alessio a quattro zampe, io gli allargai bene i glutei e Antonio gli entrò dentro e cominciò a montarlo come un toro. Mi piaceva vedere il cazzo scuro ed enorme del siciliano piantarsi tutto nel buchetto roseo e ormai slabbrato di mio nipote, che gemeva, sussultava e ansimava come una ragazza in calore. Mi misi davanti a lui e gli infilai il mio uccello in bocca, non poteva certo rivaleggiare con quello di Antonio, ma era di dimensioni ragguardevoli. Pompavo con energia il mio membro nella gola calda e morbida di Alessio, che sbavava copiosamente, gorgogliando dal culo e dalla bocca per lo stantuffare dei nostri cazzi duri. Io non resistetti a lungo, ero eccitatissimo, per cui schizzai un’abbondante sborrata in bocca a mio nipote, senza alcun preavviso, ma lui fu bravo a ingoiare tutto senza fare uscire una sola goccia di sperma. “Oddio, sei proprio una puttana, Alessio”, disse Alberto quando vide con quanta avidità e perizia mio nipote mi stava mungendo tutto il latte dal cazzo. Lo fece sdraiare a pancia in su, io gli spalancai bene le gambe per offrire a quel toro siciliano la fica vogliosa del mio nipote preferito, che per i colpi sin lì ricevuti era sfatta e semiaperta. “Spingi bene, troietta, dilata la fica, fai vedere ad Antonio come ti ha aperta col suo cazzone”. Alessio obbedì e una rosellina rossa apparve tra i peletti biondi e l’orlo slabbrato del suo ano apertissimo. Come un toro che si eccita alla vista del rosso, Antonio gli entrò dentro con un colpo secco e iniziò a sbatterlo squassandolo tutto con la massa imponente del suo fisico muscoloso. Io tenevo le gambe di Alessio divaricate, e lui gemeva e gridava di piacere per quei colpi potenti ma eccitanti, mentre il suo cazzo eretto e bagnato si dimenava di qua e di là senza capire cosa stesse succedendo o perché lo scuotessero a quel modo. Io ero presto tornato durissimo nel vedere mio nipote fottuto a quel modo, come una femmina, da quel maschione arrapato. “Tesoro, ti piacerebbe provarne due nel tuo culetto da frocetto?” gli dissi dolcemente. Alessio mi parve turbato ma eccitato a quell’idea. “Dici che ci stanno? Sono entrambi molto grossi…” mi fece notare. “Hai ragione, ma possiamo provare. Se ti fa male o cambi idea ci fermiamo, giusto Antonio?” L’altro annuì e decidemmo di provare. Antonio si stese, Alessio gli salì sopra e si impalò sul suo cazzone. Mi lubrificai bene le dita e iniziai a infilarne uno nel buco già pieno del ragazzo, che sentivo cedere lentamente ma inesorabilmente alla pressione del mio indice. Poi infilai anche il medio, Alessio si lasciò sfuggire un gemito, ma poi sentii il buco rilassarsi e lasciare passare tutte e due le dita. Era pronto: mi lubrificai abbondantemente il cazzo già duro e bagnato di precum e sborra, lo puntai e spinsi. La cappella entrò subito, il resto con un po’ di pazienza, fra i gemiti e in singhiozzetti di Alessio, che mi diceva di non fermarmi ma sussultava a ogni ulteriore spinta. Ci volle un po’ ma anche il mio cazzo gli entrò del tutto nella pancia, allora cominciai lentamente a scoparlo. Gemevamo tutti e tre, l’aria della stanza traboccava di odore di sudore, sperma e ormoni maschili. Alessio, completamente sfondato, si era sdraiato sul petto villoso e muscoloso di Antonio, che di godeva il lento sfregare del mio cazzo e il tepore della fica di mio nipote. Quando sentii che il buco aveva ceduto del tutto, cominciai a pompare sempre più energicamente il mio cazzo nell’intestino del ragazzo, che oramai gemeva di solo piacere. Accelerai ancora, ormai Antonio gemeva più forte di tutti, e infatti non ci volle molto perché ruggisse come un leone feroce e inondasse la fica di Alessio di una sborrata infinita. Sentivo il mio cazzo bagnarsi sempre più dello sperma di Antonio, che i miei movimenti regolari montavano nella pancia di mio nipote come panna, la quale cominciò presto a schiumare dal buco spanato del ragazzo. Allora sfilai il cazzo, lo misi ancora una volta nella sua bocca carnosa e rossa come quella di una ragazza, e cominciai a scoparla. Alessio era davvero bravo a dilatare le tonsille e la gola per fare entrare il mio cazzo più a fondo che poteva. Gli scaricai in bocca una seconda sborrata ma stavolta non riuscì a ingoiarla del tutto, perché ebbe un conato che gli fece sbavare sperma misto a bava e saliva. Antonio lo raccolse, se lo spalmò sul cazzo che era tornato duro e grosso, e glielo rimise in culo. Mentre lui lo montava furiosamente e mio nipote miagolava di piacere come una gatta in calore, io presi a segargli l’uccello che non aveva ancora sborrato. Lui e Antonio vennero insieme, il primo gli iniettò il suo sperma a fondo nell’intestino, perché dal buco non ne colò neppure una goccia, mentre la sborra di Alessio finì nella mia mano e da lì nella mia bocca. Io e Antonio ci baciammo e condividemmo la densa crema dell’orgasmo di mio nipote. Eravamo esausti, Alessio col buco devastato, io ed Antonio con le palle del tutto svuotate. Il siciliano dopo un po’ si rivestì e ci diede appuntamento per il giorno seguente alla spiaggia, io e Alessio andammo in doccia assieme. Lo lavai per bene, gli passai e ripassai la mano tra le cosce per lavare bene la fica sfondata, provai a spingere dentro cinque dita che entrarono agevolmente, allora lubrificai la mano con del sapone intimo e la spinsi tutta dentro il culo di Alessio, che gemette e sborrò non appena il suo buco si chiuse attorno al mio polso e iniziai a muovere la mano dentro il suo retto. Lo guardai con ammirazione, era un sogno di ragazzo: attraente, disponibile, eccitante e ora anche del tutto aperto e sfondato. Non vedevo l’ora di scoparlo di nuovo, ma per quel giorno ci eravamo divertiti abbastanza, andammo a letto nudi e dormimmo tutta la notte abbracciati.
scritto il
2026-02-10
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