Sottomessa e totalmente passiva

di
genere
gay

Roberto, il mio fidanzato, ama sottomettermi quando mi scopa. Gli piace sentirsi forte e dominante, io lo assecondo, eccita anche me sentirmi passivo e usato a letto. Roberto è più alto di me, non che la cosa sia così strana visto che non arrivo al metro e settanta, e molto più muscoloso e peloso. Lui invece mi vuole tutto depilato e spesso, quando siamo in intimità mi chiama Alessia, anziché Alessio, dice che mi si addice di più e che suona meglio. Io lascio fare, non mi dispiace affatto, anzi mi eccita, mi fa sentire ancora più sottomesso. Stamani Roberto mi ha detto che aspettava un pacco dal corriere con una sorpresina per me. Non ha voluto dirmi di cosa si tratti, ma l’ho visto davvero ansioso di avere tra le mani il mio regalo. Il corriere ha appena suonato alla porta, e Roberto è sceso a ritirare la spedizione. Entra tutto baldanzoso in salotto e mi dà una scatola ancora avvolta nell’imballaggio di cartone. Non è molto voluminosa, né pesante. “Cos’è?” gli chiedo. “Aprila, così lo scopri” mi fa lui. “Misterioso fino all’ultimo,” gli dico ridendo. Ride anche lui, mi passa un taglierino e inizio ad aprire il pacchetto. Con mia sorpresa mi ritrovo tra le mani una confezione contenente una gabbietta di castità ultrapiatta rosa. La estraggo e lo guardo meravigliato. “Che vuol dire? È piccolissima! Come pensi che ci possa stare qui dentro il mio cazzo!” gli dico un po’ perplesso. Lui ride: “Secondo me ci sta, ce lo facciamo stare, ti voglio solo fica, tesoro piatta come una vera femminuccia. Che dici la vuoi provare?” Accetto, ma il suo discorsetto mi ha fatto eccitare parecchio, quindi partiamo già col piede sbagliato. Selezioniamo l’anello della mia misura, tra i cinque in dotazione, che deve circondarmi cazzo e coglioni alla base, ma non riusciamo a fare entrare il mio cazzo già duro nella gabbietta che è davvero piccola, una cupoletta rosa con un buco per pisciare e il gancetto per fissarla all’anello. Proviamo più volte ma il mio uccello non ne vuol sapere di tornare molle e benché non sia di grossa taglia, non riesce ad entrare nella micro-gabbietta. Roberto mi propone allora di masturbarmi fino a venire, così dopo, per un po’, il cazzo mi dovrebbe tornare molle. Accetto, mi spoglio del tutto, mi siedo comodo sul divano e inizio a segarmi. Lui mi aiuta, mi divarica le gambe per bene, si lubrifica due dita e me le infila nel buco, masturbandomelo con decisione. Sa che non resisto quando mi lavora là sotto: appena sento le sue dita che si muovono dentro la mia fica anale, stimolandomi la prostata, allargandomi lo sfintere, mi eccito parecchio. “Dai squirta puttanella” mi dice Roberto. Infila un terzo dito e accelera ancora di più il ritmo. Non resisto oltre, mi contraggo tutto e sborro abbondantemente sul mio petto e un po’ sul divano. Roberto mi guarda soddisfatto, pian piano il cazzo si sgonfia e torna morbido e piccolo. Lui, che non aspetta altro, prende la gabbietta, ci piazza dentro il mio cazzetto mollo e bagnato, lo spinge in dentro fino a farlo sparire tutto nella minuscola cupoletta forata, e lo assicura all’anello alla base dei coglioni, fissandolo con una chiave. “Alzati e cammina, fammi vedere come stai col clito in gabbietta, puttanella!”. Obbedisco e inizio a passeggiare per la stanza; la sensazione è strana, in effetti, mi sento il pene un po’ compresso e sacrificato, ma soprattutto niente che mi balli tra le gambe mentre cammino. Le palle sono compresse dentro l’anello, il cazzo è praticamente sparito dietro la gabbietta. “Sei bellissima, tesoro”, mi dice Roberto. “Una vera femminuccia! Dai vestiti come piace a me che voglio scoparti!”. Mentre lui si spoglia io mi vesto tra troia perché so che lo eccita: un reggiseno rosa di pizzo, una giarrettiera, sempre rosa, alla quale aggancio delle calze bianche a rete. Niente slip, solo un paio di scarpe di vernice bianche col tacco dieci che lo mandano in visibilio. Lui si è spogliato, è già nudo e appena mi vede ha un’erezione immediata: è muscoloso, un po’ tarchiato, con un fitto pelo sul petto e sul pube, e un cazzo non molto lungo ma molto grosso e scuro. Mi eccita vedere il mio uomo nudo ed eccitato, ma la gabbietta impedisce qualsiasi erezione. Roberto mi fa sdraiare sul letto, mi allarga le cosce, si piazza in mezzo e inizia a leccarmi il buco. Sentire la sua lingua che mi lecca e bagna il culo, la sua barba che mi gratta le gambe i suoi gemiti che mi dimostrano quanto gli piaccia tutto questo mi manda in visibilio, ma non potendo rizzarsi, il cazzo in gabbietta cola moltissima presborra. Dopo un po’ se ne accorge anche Roberto, che osserva eccitato: “La mia puttanella si sta bagnando tutta, mi sa che è ora di scoparla come si deve”. Prende un po’ di precum che cola dal foro della gabbietta e mi lubrifica il buco con due dita. Lo spalma come si deve, infila le dita e le muove, per farlo dilatare. Poi mi si mette tra le gambe, punta il cazzo sull’orlo della mia fica, spinge deciso e lo sento entrarmi in pancia. Un colpo secco, deciso, che fa entrare la sua mascolinità eretta e ingrossata nella mia fica anale ben bagnata dalla sua saliva e dal precum che ci ha spalmato. Apro più che posso le gambe e spingo sul buco per farlo entrare tutto, lo sento grosso e durissimo che si muove dentro di me. Roberto mi guarda pieno di eccitazione e ammirazione: “Con le gambe aperte e senza più il cazzo in vista sei proprio una bella femminuccia, anzi, una bella puttana, la mia puttana, vero tesoro?” e inizia a pomparmi il cazzone duro e voglioso in pancia. Io annuisco e inizio a gemere, sentendo quel grosso uccellone dilatarmi l’ano, entrarmi nel retto e riempirlo ritmicamente, per poi ritirarsi e lasciarmi un evidente vuoto nella pancia. Ora Roberto mi scopa con un ritmo sostenuto, sempre alla missionaria, gli piace guardarmi mentre mi entra dentro. Sta un po’ discosto da me, mi fissa con occhi vogliosi, poi si abbassa, sento il suo petto peloso e sudato contro il mio e la sua lingua entrarmi in bocca e cercare la mia, mentre il suo cazzone duro si muove nella mia fica e nel mio intestino. Mi sento bagnato e dilatato, col cazzo del mio uomo che mi trapana il culo come un toro scatenato. Roberto mi sta davvero montando come mai prima, mi sbatte e mi spinge il cazzo tutto nel culo, fino alle palle, e geme di piacere. “Dai puttana, apri le gambe, fammi vedere che razza di troia sei, Alessia”. Col cazzetto bloccato dalla gabbia, che può al massimo far colare pre sborra, mi concentro solo sul culo, sulla sensazione di quel grosso cazzo duro e voglioso che mi scopa selvaggiamente il culo. Mi sento femmina come non mai, dominata e posseduta dal mio maschione arrapatissimo. Le calze mi si strappano in qualche punto, tanta è la foga di Roberto nel montarmi, e sono talmente forti i colpi che mi dà che mi squassano e mi spalancano letteralmente il buco. Sento il suo cazzone spingermisi dentro, arrivare sempre più a fondo, smollarmi lo sfintere, gonfiarmi l’ano come una bocca carnosa e affamata. Adesso vedo Roberto, con la faccia che cola sudore su di me, irrigidirsi, il viso si contrae in una smorfia di piacere intensissimo, e sento caldo nel culo. Mi sta letteralmente inondando la fica di sperma, non smette mai, sento il suo cazzo che mi pulsa dentro, non è mai venuto così tanto, questo gioco della gabbietta deve averlo caricato parecchio. Ora è sopra di me, col cazzo ancora dentro, e sta riprendendosi dal forte orgasmo. Lentamente sfila il cazzo da dentro e mi infila due dita. Le tira fuori piene di sperma e me le fa leccare. Io sono ancora eccitatissimo, non ho potuto sborrare, quindi lo assecondo in tutto. “E’ stato fantastico, Alessia, ti ho sentito davvero femmina, più di tutte le altre volte”. Annuisco e gli accarezzo il petto sudato e muscoloso. “Sei stato un toro, Roberto, mi hai montato davvero come un toro”. Mi bacia appassionatamente. “Ora che dici di togliere la gabbietta?” “Oh no tesoro, l’abbiamo appena messa, terrò io la chiave, voglio che ti abitui. Ne riparliamo tra qualche giorno, giusto per fare pulizia al clito. Ti voglio così, sempre femmina, la mia puttana totalmente passiva!”
scritto il
2026-01-18
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